Mentre si attendono conferme sul presunto biopic sulla vita di Anthony Kiedis prodotto da Universal Pictures (trovate qui l’articolo in cui ve ne parlavamo), i Red Hot Chili Peppers tornano oggi a far parlare di sé nell’industria del grande schermo, con una notizia dai contorni (stavolta) ben più definiti.
Come rivelato dal noto portale Deadline (qui l’articolo originale), infatti, alla 78esima edizione del Festival del cinema internazionale di Cannes (in programma dal 13 al 24 maggio 2025) è presente, a gran sorpresa, anche un documentario sui primi anni di carriera della rock band losangelina, dal titolo Hillel Slovak and the blistering dawn of the Red Hot Chili Peppers (Hillel Slovak e la rovente alba dei Red Hot Chili Peppers, n.d.r.).
Il film, di cui Submarine Entertainment (compagnia d’élite del settore, essendo coinvolta nella vendita di 6 degli ultimi 12 documentari vincitori del premio Oscar) ha curato due proiezioni segrete di bozze all’evento (la prima mercoledì 14 maggio, la seconda prevista domani, domenica 18 maggio, alle 16:15 ora locale all’Olympia), unicamente per gli organizzatori e pochi altri invitati, verrà successivamente venduto ad acquirenti selezionati a New York e Los Angeles: si prevede che un’anteprima potrebbe arrivare in autunno o nei primi mesi del 2026.
L’obiettivo, come facilmente intuibile, è stato di ripercorrere gli albori di un gruppo che ha fatto la storia della musica, dall’amicizia liceale fra Anthony, Flea e il compianto Hillel, tutti segnati da un’infanzia turbolenta, passando per le primissime, caotiche esibizioni nella Los Angeles degli anni ’80 (sotto il nome provvisorio di Tony Flow and the Miraculously Majestic Masters of Mayhem), fino ad arrivare alla definizione del sound che contraddistinse i loro primi tre album, prima dell’episodio che cambiò per sempre le vite di chi rimase.
I membri stessi della band (compresi l’attuale chitarrista John Frusciante e l’ex batterista Jack Irons) hanno preso parte al progetto con interviste esclusive, insieme a George Clinton (leader dei Parliament/Funkadelic, produttore del secondo disco dei Peppers Freaky Styley e, naturalmente, grande amico del gruppo) e altri ancora. Il loro contributo era tutt’altro che scontato, dal momento che in passato hanno spesso rifiutato offerte simili, ma pare che a convincerli sia stato l’approccio del regista Ben Feldman, ispirato a sua volta dal documentario Becoming Led Zeppelin. La produzione è stata affidata a Marc D’Agostino e Asta Entertainment in collaborazione con Polygram Entertainment (nella figura del produttore esecutivo David Blackman), ma è ancor più interessante leggere, nel ruolo di coproduttore, il nome di James Slovak, fratello di Hillel.



