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Unlimited Love track-by-track pt.2: il commento di Flea

In questo articolo, Dario Giannulo ha tradotto per voi i punti salienti del commento track-by-track a cura del bassista della band, Flea, che ha parlato di tutto Unlimited Love (“It’s Only Natural” esclusa) ai microfoni di Sirius XM.

Ascolta qui il commento track-by-track di Unlimited Love

BLACK SUMMER

Sapete, abbiamo ricominciato, John Frusciante è ritornato nella band: è stato veramente eccitante. Ovviamente non posso parlare anche a nome di John, ma so che per lui è stato ugualmente eccitante ma anche tipo ‘whoa, come ci si muove in questa cosa? non ci sto dentro da molto tempo, funziona o non funziona? va ancora bene?’ Non so se ci pensasse allora, ma all’inizio John è arrivato dicendo ‘hey, ho avuto questa idea per una canzone’ e poi ha recentemente affermato che non scriveva una canzone rock da molto. Ed è la canzone che è diventata Black Summer. Una delle cose che amo dei testi di Anthony è che anche se so che sono estremamente relativi alle sue esperienze personali nel mondo, offrono ampio spazio alle diverse interpretazioni. Le sue metafore, il suo senso della poesia e il modo in cui le parole suonano quando si trovano una vicina all’altra sono qualcosa di veramente magico per me. Però sono parole apertissime, e ognuno può applicarle alle proprie esperienze. Amo questa cosa.


HERE EVER AFTER

Here Ever After: ancora una volta, musicalmente è cominciato tutto da John. Aveva questa melodia e questi accordi, questo movimento di accordi, questa melodia splendida e semplice. Ho voluto semplicemente onorarla e cercare di trovare un ritmo che le andasse incontro in un modo che è andato decisamente bene. Anthony ha cominciato a cantare questa bellissima melodia che si è sposata bene con quella melodia di chitarra davvero grandiosa. È davvero fico perché è una melodia di chitarra davvero semplice, ma è anche molto profonda, arriva alla strofa ed Anthony canta questo fraseggio ritmico ipnotico che vi si sovrappone. C’è parecchio spazio per tutti noi per essere noi stessi in questa struttura che John ha creato. Veramente incredibile!


AQUATIC MOUTH DANCE

La prossima canzone si chiama Aquatic Mouth Dance. Spesso, prima di metterci a lavorare sulle cose – e questo è tipico dei Red Hot Chili Peppers – semplicemente, improvvisiamo, jammiamo. La metà delle volte, comincerò una jam – come ho fatto in questo caso specifico – prendendo in mano il basso, senza pensarci, semplicemente cominciando a suonare la linea di basso che sarebbe stata di Aquatic Mouth Dance. Stavamo jammando, stavamo improvvisando e facendo una jam che ad Anthony è piaciuta subito: posso dirti che si è veramente scatenato, ha cominciato a saltare sul microfono e a farlo girare. Ricordo che nella registrazione dei fiati – stavo scrivendo una sezione di fiati per alcuni dei pezzi – John ha avuto l’idea di far suonare i fiati tutti insieme in maniera molto libera in questa traccia. Volavamo liberi, gli assoli sono stati selvaggiamente liberi e li abbiamo usati in parti diverse della canzone. Muovete i fianchi, immergetevi nel ritmo, perdetevi in questa traccia, una delle mie preferite.


NOT THE ONE

La prossima canzone si chiama Not The One. È cominciata con John, nella fase di registrazione e di scrittura, quando eravamo profondamente dentro il ritmo. E poi è arrivata la pandemia: per un po’ abbiamo smesso di suonare tutti insieme e siamo tornati a casa. Eravamo tipo ‘ora ci isoleremo e aspetteremo che questa pandemia passi’, l’abbiamo fatto per un paio di mesi. Sono stato molto tempo da solo a casa in quel periodo, componendo al pianoforte. Potete sentire il ritmo di terzine a due tempi che la attraversa: ne avevo fatto una piccola demo per conto mio a casa e l’ho fatta ascoltare ai ragazzi. John ha avuto qualche idea sull’invertire gli accordi lì nel ritornello, Anthony ha cominciato a cantare questa splendida melodia lungo tutto il pezzo. A un certo punto ho suggerito – perché ho percepito un grande senso di unione in lui – di chiamare il disco “The Union”, ma era chiaramente un’idea di merda. Si chiama Unlimited Love e non “The Union”, che suona come il nome o di un film idiota o di un brutto film hard di cui non hanno neanche fatto il seguito.


POSTER CHILD

La prossima canzone si chiama Poster Child, ed è venuta fuori da un groove funky che stavo suonando al basso. Ho passato parecchio tempo a Watts a South Los Angeles mentre facevamo quest’album ed eravamo parte di quella comunità. C’era questa donna che ho incontrato di nome Faye, di cui io e mia moglie siamo diventati amici: passavamo del tempo con lei nel suo atrio a parlare e a conoscere lei e la sua vita lì. Sono tornato in studio un giorno, dopo essere stato con lei, con questo ritmo nella testa, in cui mi sembrava risuonasse la mia esperienza in quel quartiere, e così dovevo suonarla. E quella è diventata Poster Child: Anthony quando l’ha sentita ci ha sparato su quel bel rap, attraversando questo mondo completamente psichedelico fatto di parole e racconto. Mi ha elettrizzato e Poster Child è diventata quella che è diventata. Amo Poster Child.


THE GREAT APES

La prossima canzone si chiama The Great Apes. Non ricordo bene, probabilmente sarò stato seduto nel mio garage a Malibu, suonando su Night Nurse di Gregory Isaac. E anche se non aveva niente a che fare con Gregory Isaac, è da lì che mi è venuta in mente. Deebadudududududududududu… Sono grato che quella sia diventata una canzone e amo il suo testo, amo pensare alle grandi scimmie, e anche se la canzone non parla delle grandi scimmie, adoro pensarci. In questo disco, Anthony Kiedis continua a migliorare, continua a crescere e diventare migliore. Ciò che fa in questo disco, in tutto l’album, penso che sia il suo lavoro migliore. Ci ha messo davvero tutta la sua concentrazione e ci è entrato dentro. Ogni canzone ha una sensazione diversa, una narrazione diversa, un’estetica diversa, un approccio vocale diverso. Sono veramente fiero di lui.


SHE’S A LOVER

She’s A Lover. Un’altra che è cominciata dal basso, seduto sul divano a cercare una roba funky. Adoro Too Short, il rapper Too Short, e la sua versione di The Ghetto. …penso sia nell’album Short Dogs In The House, fa la versione più micidiale di The Ghetto. Stavo suonando una linea di basso che non c’entrava nulla con The Ghetto, ma che si trovava in quella cornice, in quel movimento di accordi, in quello stato ipnotico in cui quel ritmo ipnotico mi proietta, e ho provato a suonarci qualcosa intorno. Ancora una volta, la chitarra e il basso si intrecciano e formano la base in cui tutti si inseriscono, e poi viene fuori qualcosa di completamente diverso. Come per Poster Child, mi piace The Great Apes e sono grato che quella linea di basso sia divenuta una canzone. La adoro: le voci di accompagnamento di John mi sconvolgono ogni volta. Mi piace anche la parte vocale di Anthony, se n’è venuto fuori con queste sezioni differenti, ognuna più funky della precedente. E poi è arrivato John con i suoi cori ‘she’s a lover’. Mi scuotono, tutto il pezzo mi scuote: una bellissima canzone.


THESE ARE THE WAYS

Questa canzone si chiama These Are The Ways. Un giorno John è arrivato con questa struttura di pezzo che è la mia preferita: è semplicemente rock, è tutto ciò che ho da dire! E le parti stanno insieme così bene! Adoro quando qualcuno fa qualcosa a cui non avrei mai e poi mai pensato neanche in un milione di anni: il modo in cui si costruisce, e urla e va in crescendo e poi torna giù e su di nuovo in crescendo ancora in questo bellissimo, meraviglioso movimento di accordi, evolvendosi in questa cosa così bombastic. La parte vocale di Anthony mi fa impazzire per quanto è bella: quando comincia a parlare del suono, del sapore, dell’odore, dice così tanto senza bisogno di impelagarsi in una diatriba o narrazione di un miliardo di parole. Semplicemente tipo ‘hey, ti sento, ti percepisco, ti odoro, ti assaporo’. Adoro These Are The Ways: una delle canzoni che amo di più di tutte quelle che i Red Hot Chili Peppers hanno mai composto.


WATCHU THINKIN’

La prossima canzone si intitola Whatchu Thinkin’. Comincia con una linea di basso: pumpumpumpumpumpumpum… Volevo che fosse un lunghissimo ciclo di linea di basso, ed è effettivamente un lunghissimo specifico ciclo. Ma poi tutto si è unito, ed Anthony… adoro quello che fa. Questo pezzo ha una diversa e bizzarra tonalità di accordi che sono felice di aver frequentato insieme agli altri. Mi piacciono tutte le canzoni di Unlimited Love e una delle cose che amo di questo disco, e che mi fa pensare che sia il nostro lavoro migliore, è che ogni singola canzone ha il suo posto ed è completamente diversa da ogni altro pezzo presente nell’album. Ogni canzone ha il suo sapore, il suo colore, la sua ragione d’essere. Whatchu Thinkin è sicuramente una di queste.


BASTARDS OF LIGHT

Bastards Of Light. Non posso parlare per conto suo, ma Anthony ha un rapporto profondo con le MMA. Ha una conoscenza enciclopedica di quella roba: non è qualcosa tipo ‘rah rah beat ass’, una roba violenta, quanto piuttosto il fatto che lui ama davvero la scienza che c’è dietro, come le differenti abilità si scontrano e come le persone sviluppano le diverse abilità combattendo. È davvero una passione per lui ed è bello da vedere per me che non so nulla a riguardo, conoscere la sua relazione profonda con tutto ciò. John ha proposto questo splendido e misterioso movimento di accordi, ed Anthony comincia a cantare di combattimento! Questa è Bastards Of Light, ed è fottutamente incredibile!


WHITE BRAIDS & PILLOW CHAIR

White Braids & Pillow Chair. Sapete, posso iniziare a parlare di ogni canzone di questo disco dicendo ‘amo questo cazzo di pezzo’! John è arrivato con questo giro di accordi: tumptumptumtumtumtumtumtumptlumtlumtlum. Ho cominciato a suonare questo ritmo in risposta, e Chad si è infilato in quel ritmo. Anthony stava scrivendo a proposito di un cuscino da sedia e delle trecce bianche: non sapevo cosa fossero quelle parole, lo immaginavo frequentarsi con una bella ragazza con le trecce bianche seduta su una sedia con un cuscino, con lui che fa ‘amico, guarda lì quella bellissima ragazza su quella sedia’. Presumevo stupidamente e scioccamente che parlasse di questo. Mentre ne stavo parlando con lui, lui mi fa ‘no, ho visto questa coppia in una caffetteria da qualche parte, una coppia di anziani’ e io pensavo che fosse lei ad avere le trecce bianche, ma invece era lui ad averle. Questa coppia di anziani era profondamente innamorata, lì seduta in quel posto. Gli ho detto ‘amico, è così bello’!


ONE WAY TRAFFIC

One Way Traffic. Comincia con un riff di basso: ho messo insieme una serie di parti di riff di basso e l’ho mostrata ai ragazzi, perché mi erano sembrati stare subito bene insieme. Poi è passato un po’ di tempo: non avevo idea di quello che Anthony ci avrebbe fatto. Dopo un po’, ha scritto la parte vocale ed è tornato dicendo che raccontava questa storia divertente su questa canzone, e mi è piaciuta molto. È una sorta di canzone di festa, spacca. Quando sono arrivato a questo riff dumdumdododumdumdododumdumdododumdum, ascoltavo gli X e suonavo su Nausea, e anche se il pezzo non c’entra niente con Nausea, a volte suoni su qualcosa che ti manda in una certa direzione. Suonavo con il plettro e con gli accordi mentre suonavo sugli X e mi sono imbattuto in One Way Traffic, la quale poi è stata portata a un livello superiore da tutti gli altri.


VERONICA

Veronica è una canzone che è arrivata molto tardi. Eravamo già in studio, stavamo jammando in studio credo su un riff che John stava suonando. Ad Anthony piaceva molto: ha cominciato a cantare la melodia della strofa, una melodia con cui era molto a suo agio e che gli avevo sentito canticchiare in precedenza e alla quale credo stesse cercando una casa. John ha cominciato a suonare questa splendida parte di chitarra e lui ha fatto ‘ah, finalmente ho trovato una sistemazione per questa idea’. Ci teneva molto, e John ha tirato fuori anche quel ritornello, con il cambio di ritmo, con il cambio di tempo e con le inversioni, Anthony che ci cantava su quella roba bellissima, ed ecco qua! Anthony canta di diversi personaggi – a partire da questa ragazza chiamata Veronica – che hanno diversi percorsi di vita nel vasto mondo. Lo capisco, capisco questo desiderio di costruire ponti tra diverse persone e diverse culture. Amo questa idea e mi rende davvero felice, perché è qualcosa a cui penso veramente spesso.


LET ‘EM CRY

La prossima canzone, Let ‘Em Cry. Comincia con la linea di basso della strofa, Anthony comincia a cantare quel bellissimo ‘cry, cry, let ‘em cry’, quella bellissima melodia su di essa e poi John ha composto quella parte perfetta per il ritornello. A volte ci capita di avere questa fase intermedia, in cui abbiamo una strofa che ci piace moltissimo e ci diciamo ‘ci serve un ritornello, ci serve un bridge’… Palla al centro! Io e John andiamo in stanze diverse, poi usciamo entrambi per mettere tutto in comune e confrontarci con il resto della band su ciò che pensano sia meglio o più appropriato. E questo penso sia proprio stato il caso di una “palla al centro”, e John ci ha portato la parte del ritornello. Questo è quello che è successo! Anthony ha spaccato di brutto, aggiungendo quel gran groove al pezzo.


THE HEAVY WING

The Heavy Wing. John ha composto tutte le parti musicali, le parti degli strumenti… Un pezzo epico, e noi ci abbiamo puntato! John è un uomo così studioso, disciplinato, concentrato… Si è presentato con tutte queste parti, queste parti di accordi, riff e altra roba, e ognuno di noi ha fatto il suo. Ognuno ha fatto il suo. Abbiamo fatto un buon lavoro di arrangiamenti su di esse insieme a Rick prima che la incidessimo, ed è venuta fuori una bomba. È grandiosa, la adoro.


TANGELO

Amo l’odore di un tangelo. È una cosa che tu annusi e dici ‘whooaaah’. Senti tutto il tuo piccolo te stesso interiore che freme. Quando Anthony mi ha rivelato che il pezzo si chiamava Tangelo, ero molto contento, e la canzone è semplicemente bella. John può essere una mietitrice, un tritatutto così eccitante dal punto di vista sonico, ma ci sono volte in cui invece prende la chitarra acustica e semplicemente va, nel modo più bello che c’è. Ci sono suoni di una splendida chitarra suonata da un uomo dalla grande sensibilità, che ha creato la struttura del pezzo e ce l’ha presentata. Mia figlia minore, Sunny Bebop, ha ascoltato il disco e questa è la sua canzone preferita. Non c’è proprio storia: le faccio sentire un’altra canzone e fa ‘sì, carina, ora metti di nuovo Tangelo’. Penso ci siano molte persone per le quali i loro Red Hot Chili Peppers preferiti sono quelli che suonano tranquillamente e con grazia. Perciò, non vedo l’ora che quelle persone a cui piace molto questa parte di noi ascoltino Tangelo, davvero. Eccola qua.