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ESCLUSIVA VQ – “Ho amato ogni momento”: Tony Woolliscroft racconta 25 anni con i Red Hot Chili Peppers in un libro

A venicequeen.it, il fotografo britannico racconta come è maturata l’idea di pubblicare ”25 Years Unseen on Tour”, il nuovo libro in un uscita il 22 ottobre, con cui lo storico ex collaboratore dei Rhcp racconta il suo lungo sodalizio con la band californiana, attraverso interviste e scatti inediti.

Prefazione di Gianmarco Minossi.

Intervista a cura di Gianmarco Minossi e Alberto Rossi.

“Amiamo così tanto Tony e il suo lavoro, che è l’unica persona che autorizziamo ad assistere per intero ai nostri concerti. Questo indica quanto ci fidiamo di lui”.

Chad Smith

INTRODUZIONE

C’è un motivo se, per i Red Hot Chili Peppers, Tony Woolliscroft non è mai stato soltanto un fotografo. Per 25 anni gli hanno aperto le porte dei palchi, dei backstage, degli hotel e dei momenti lontani dai riflettori. Tanto da concedergli qualcosa che, nelle parole del batterista Chad Smith, nessun altro fotografo aveva: l’accesso completo a un intero concerto. Una fiducia costruita scatto dopo scatto, tour dopo tour, diventata oggi un libro. Red Hot Chili Peppers: 25 Years Unseen on Tour, in uscita il 22 ottobre per Cassell, raccoglie 240 pagine di fotografie, interviste e storie vissute accanto alla band, oltre alla prefazione del suo amico Chad Smith. Più del 70% delle immagini è inedito e tra gli scatti c’è anche la celebre fotografia dell’“Huddle” utilizzata per Californication. Ma il vero valore del volume sta soprattutto in ciò che normalmente resta fuori dall’inquadratura: la vita della band quando il concerto finisce, gli episodi dietro le quinte, l’amicizia, l’umorismo e quei momenti che soltanto chi ha avuto un accesso così privilegiato ha potuto vedere.

A pochi giorni dall’uscita del libro, Tony Woolliscroft si racconta in esclusiva a VeniceQueen.it: e lo fa ripercorrendo 25 anni di storia dei Red Hot Chili Peppers attraverso il suo obiettivo: dal tifone che travolse il Fuji Rock Festival del 1997 agli anni di Californication, dal ritorno di John Frusciante agli episodi più incredibili vissuti lontano dal palco.

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Tony, hai di recente pubblicato un nuovo libro che raccoglie il tuo lavoro con i Red Hot Chili Peppers, questa volta ricco di fotografie inedite. Quando hai iniziato a pensare di pubblicarlo e cosa ti ha fatto capire che fosse arrivato il momento giusto?

TONY WOOLLISCROFT

“A dire la verità, il libro è nato un po’ dal nulla. Ne avevo già pubblicato uno sui Red Hot Chili Peppers circa 25 anni fa, si intitolava Me & My Friends, ma non era stato distribuito in molti Paesi: se non ricordo male, nel Regno Unito, in Giappone e negli Stati Uniti. Così, quando Steph, della casa editrice, mi ha contattato dicendomi che aveva dato un’occhiata al mio archivio e chiedendomi se fossi interessato a lavorare con loro, sono rimasto piuttosto sorpreso. Quando ci siamo incontrati per parlarne, mi hanno chiesto se riuscissi a trovare 100 immagini inedite della band. A quel punto ho recuperato tutto il mio archivio fotografico — erano tutte foto scattate su pellicola diapositiva a colori — e mi sono reso conto che non avevo mai avuto tutto quel materiale davanti agli occhi contemporaneamente. Per un fotografo che lavora, le fotografie sono normalmente in giro: vengono utilizzate da agenzie e riviste. Ritrovarmi quindi con tutto il mio archivio tra le mani — comprese alcune immagini che erano andate perse, visto che delle diapositive esisteva un’unica copia originale — è stato incredibile. È stato anche un modo per rendermi conto delle dimensioni dell’archivio che avevo accumulato sulla band. Quando ho iniziato a selezionare le fotografie per il libro, la prima scelta comprendeva più di 700 immagini! Ne ho parlato con Steph e la casa editrice ha deciso di aumentare il numero di pagine. Alla fine mi hanno chiesto più di 200 fotografie. Poi è venuto a trovarmi il mio amico e collega fotografo James per dare un’occhiata alla selezione, ed è riuscito a portarla a 350 immagini! Infine è arrivata Steph e siamo scesi a 255. In questo modo avevamo comunque un buon numero di fotografie tra cui scegliere e potevamo giocare con diverse alternative. Nel libro abbiamo inserito anche tutte le interviste di copertina che ho realizzato con la band nel corso degli anni. Abbiamo inoltre parlato con alcuni vecchi membri della crew di alcuni concerti particolarmente memorabili, così da arricchire i miei racconti di quegli anni trascorsi con la band. E, in fondo, sembrava semplicemente il momento giusto, anche perché John era tornato nella band”.

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Guardando indietro alle fotografie che hai scattato nel corso degli anni, qual’è quella a cui sei più affezionato e perché?

TONY WOOLLISCROFT

“Direi una delle fotografie scattate al Fuji Rock Festival, in Giappone, nel 1997. È stato, molto semplicemente, il concerto più difficile che abbia mai fotografato. Proprio quando la band è salita sul palco, sul festival si è abbattuto un tifone: raffiche di vento a oltre 150 km/h e una pioggia torrenziale. È stato incredibile che la band sia salita sul palco, figuriamoci che abbia anche provato a suonare! Normalmente, durante un loro concerto, scattavo dalle 8 alle 10 pellicole. In quei 25 minuti in cui sono rimasti sul palco, sono stato fortunato a riuscire a scattarne due. Non riuscivo nemmeno a pulire l’obiettivo abbastanza velocemente per togliere l’acqua e riuscire a mettere a fuoco. Una delle immagini che ricordo più nitidamente è quella di Dave Navarro in piedi al centro del palco, deciso a non scendere, mentre continuava a suonare da solo. Nella foto Dave è quasi una figura sfocata, illuminata dai riflettori, con la pioggia che cade violentemente in orizzontale intorno a lui. Gli è piaciuta talmente tanto che la tiene appesa a casa sua. E una foto del genere non avrei mai potuto scattarla in digitale: le macchine fotografiche dell’epoca non avrebbero resistito a una quantità d’acqua simile. Potrei anche citare la famosa foto del “Huddle”, quella utilizzata all’interno della copertina di Californication. Quante volte nella carriera di un fotografo capita che una propria fotografia finisca in uno degli album più venduti degli anni Novanta e, soprattutto, in un disco così importante e decisivo per la carriera di una band? L’altra fotografia che sceglierei è quella di Anthony mentre canta nella sua cabina di registrazione, ricavata dalla camera da letto di una suite del Chateau Marmont. Non stava posando per me: stava realmente cantando Venice Queen quando mi hanno permesso di entrare per fotografarlo”.

Anthony Kiedis durante le registrazioni di By the Way, mentre esegue Venice Queen. Chateau Marmont Hotel, 2001. Foto di Tony Woolliscroft.

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Hai seguito i Red Hot Chili Peppers per 25 anni. Qual è il periodo che ricordi con maggior piacere?

TONY WOOLLISCROFT

“Sicuramente il periodo del tour di Californication, tra il 1999 e il 2001. Tutti erano entusiasti per il ritorno di John nella band, ma è stato incredibile vedere come si è sviluppata tutta quella fase della loro carriera. Era davvero emozionante essere lì in quel momento. La band era al top”.

I Red Hot Chili Peppers in posa per uno scatto promozionale per il DVD Off the Mapp, 2000. Foto di Tony Woolliscroft.

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Qual è il tuo ricordo più caro legato ai Red Hot Chili Peppers?

TONY WOOLLISCROFT

“Il concerto con le luci UV all’Astoria di Londra. È stato uno dei concerti più belli e folli che abbia mai fotografato. Chiunque fosse presente quella sera ne ha parlato per settimane, raccontando quanto fosse stato incredibile. Credo che abbia contribuito molto a far affermare la band a Londra e, più in generale, nel Regno Unito”.

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Hai vissuto attraverso la tua macchina fotografica molte epoche e diverse formazioni della band. Che idea ti sei fatto oggi dei Red Hot Chili Peppers?

TONY WOOLLISCROFT

“Beh, con il ritorno di John la band è tornata ai vertici. Personalmente penso che John sia proprio l’elemento che mancava e che rende i Peppers una vera band da stadio. Mi piacevano Dave Navarro e mi piaceva Josh nella band, anche musicalmente, ma John è senza dubbio l’elemento che mancava”.

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Quale formazione e quale periodo della band ti sono sembrati più naturali da fotografare? Quando è stato più facile catturarli attraverso il tuo obiettivo?

TONY WOOLLISCROFT

“I periodi di Californication e By the Way sono stati quelli che ricordo con più piacere dal punto di vista fotografico. Avevo davanti una band che, secondo me, era al massimo della sua forma”.

I Red Hot Chili Peppers fotografati a Sao Paulo nel 2002. Foto di Tony Wooliscroft.

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Puoi raccontarci qualche aneddoto memorabile del tuo lavoro dietro le quinte con i Red Hot Chili Peppers?

TONY WOOLLISCROFT

“Mi viene in mente quella volta a Toronto, in Canada. Anthony e Chad stavano facendo un servizio fotografico sul balcone dell’ultimo piano di un edificio, quando hanno iniziato a lottare per gioco. A un certo punto ho visto Chad far volare via dalla testa di Anthony un paio di occhiali da sole molto costosi. Sono caduti dall’ultimo piano e non sono mai più stati ritrovati! Devo dire, però, che Anthony la prese molto bene. Un’altra volta stavo fotografando Chad e, con la gamba o il piede, ho colpito gli amplificatori del backline di John Frusciante, che non erano stati fissati al palco. Gli amplificatori di John, insieme a tutto il resto, hanno iniziato a rotolare verso il lato del palco… Chad mi ha preso per il culo per un sacco di tempo per aver combinato quel disastro!”

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Dopo tutti questi anni, pensi che tra te e la band si sia creato qualcosa che va oltre un rapporto puramente professionale?

TONY WOOLLISCROFT

“No, non direi. Eri lì per fare il tuo lavoro e scattare fotografie. Con Chad, però, è diverso. È un ragazzo fantastico, molto alla mano. Quando si trova nel Regno Unito per suonare, cerchiamo sempre di incontrarci per andare a mangiare un curry insieme”.

VENICEQUEEN.IT

Venticinque anni sono tantissimi. Ci sono altre band che hai seguito con la tua macchina fotografica per un periodo così lungo?

TONY WOOLLISCROFT

“Ho fotografato i Foo Fighters per tantissimo tempo, anche circa 25 anni. Forse non con la stessa intensità con cui ho seguito i Chili Peppers, ma è stato comunque un periodo davvero, davvero lungo!”

VENICEQUEEN.IT

Quali sono i tuoi sentimenti verso i Red Hot Chili Peppers dopo aver trascorso così tanti anni a documentare il loro percorso?

TONY WOOLLISCROFT

“Ho amato ogni momento di questo viaggio e ho dei ricordi incredibili, cose che non potresti comprare nemmeno con tutti i soldi del mondo. È stato un viaggio straordinario”.

VENICEQUEEN.IT

Tony, nell’attesa di leggerci il tuo libro, ti ringraziamo per averci aperto questa piccola finestra sulla tua esperienza con i Red Hot Chili Peppers: a presto!

TONY WOOLLISCROFT

“Grazie a voi, un saluto a venicequeen.it e a tutta la community italiana”.

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