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	<title>hillel slovak &#8211; VeniceQueen.it</title>
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	<title>hillel slovak &#8211; VeniceQueen.it</title>
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		<title>&#8220;The Rise of the Red Hot Chili Peppers&#8221;: il documentario in arrivo su Netflix il 20 marzo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Generale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 10:11:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La scorsa estate vi avevamo parlato (in questo articolo, mentre in questo vi abbiamo mostrato alcune immagini esclusive diffuse in anteprima) del documentario sugli albori dei Red Hot Chili Peppers con il compianto Hillel Slovak alla chitarra nella Los Angeles della seconda metà degli anni &#8217;80, diretto da Ben Feldman, prodotto da Marc D&#8217;Agostino, Submarine Entertainment, Asta Entertainment, Polygram Entertainment e James Slovak (fratello di Hillel), e presentato in segreto all&#8217;ultimo festival di Cannes prima di essere proiettato a Los Angeles e New York su invito di pochi acquirenti scelti. Oggi, invece, possiamo finalmente comunicarvi la data in cui questo affascinante prodotto verrà pubblicato a fruizione di tutti: infatti, come annunciato da Variety (qui trovate la loro news), The Rise of the Red Hot Chili Peppers (questo il titolo ufficiale) uscirà su Netflix il prossimo 20 marzo! Il regista Ben Feldman, già noto per Bug Out e Rich &#38; Shameless, lo ha descritto in questo modo: «È un vero onore collaborare con Netflix per mostrare The Rise of the Red Hot Chili Peppers a un pubblico globale. Questa è, fondamentalmente, una storia in cui è semplice immedesimarsi, sulle amicizie che forgiano le nostre identità e sul duraturo potere dei legami &#8230;]]></description>
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<p>La scorsa estate vi avevamo parlato (in <a href="https://www.venicequeen.it/in-evidenza/festival-di-cannes-2025-ce-anche-un-documentario-sulle-origini-dei-red-hot-chili-peppers/"><strong>questo</strong></a> articolo, mentre in <a href="https://www.venicequeen.it/in-evidenza/novita-importanti-sui-due-progetti-cinematografici-dedicati-ai-rhcp/"><strong>questo</strong></a> vi abbiamo mostrato alcune immagini esclusive diffuse in anteprima) del <strong>documentario</strong> sugli albori dei <strong>Red Hot Chili Peppers</strong> con il compianto <strong>Hillel Slovak</strong> alla chitarra nella Los Angeles della seconda metà degli anni &#8217;80, diretto da <strong>Ben Feldman</strong>, prodotto da <strong>Marc D&#8217;Agostino</strong>, <strong>Submarine Entertainment</strong>, <strong>Asta Entertainment</strong>, <strong>Polygram Entertainment</strong> e <strong>James Slovak</strong> (fratello di Hillel), e presentato in segreto all&#8217;ultimo <strong>festival di Cannes</strong> prima di essere proiettato a Los Angeles e New York su invito di pochi acquirenti scelti.</p>



<p>Oggi, invece, possiamo finalmente comunicarvi la data in cui questo affascinante prodotto verrà pubblicato a fruizione di tutti: infatti, come annunciato da <strong>Variety</strong> (<a href="https://variety.com/2026/music/news/red-hot-chili-peppers-netflix-documentary-1236645026/">qui</a> trovate la loro news), <strong><em>The Rise of the Red Hot Chili Peppers</em></strong> (questo il titolo ufficiale) uscirà su <strong>Netflix</strong> il prossimo <strong>20 marzo</strong>!</p>



<p>Il regista Ben Feldman, già noto per <em>Bug Out</em> e <em>Rich &amp; Shameless</em>, lo ha descritto in questo modo:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«È un vero onore collaborare con Netflix per mostrare <em>The Rise of the Red Hot Chili Peppers</em> a un pubblico globale. Questa è, fondamentalmente, una storia in cui è semplice immedesimarsi, sulle amicizie che forgiano le nostre identità e sul duraturo potere dei legami instaurati durante l&#8217;adolescenza. Ciò con cui è meno possibile immedesimarsi, naturalmente, è che quegli amici hanno finito col creare una delle più grandi rock band della storia. Sono profondamente grato al gruppo e alla famiglia di Hillel per la loro fiducia e generosità, nonché a Netflix per aver contribuito a portare questa storia sul palcoscenico mondiale»</p>
</blockquote>



<p>Il documentario ha l&#8217;obiettivo di raccontare come l&#8217;intreccio fra un&#8217;amicizia sbocciata negli &#8220;anni di formazione&#8221; della vita di un uomo e gli eccessi sfrenati della scena rock dell&#8217;epoca abbiano infine plasmato e fatto evolvere uno dei sound più riconoscibili dei nostri tempi. Ci saranno <strong>interviste inedite</strong> ai membri attuali della band <strong>Anthony Kiedis</strong>, <strong>Flea</strong> e <strong>John Frusciante</strong> (che raccolse appunto l&#8217;eredità di Hillel dopo la sua tragica morte, avvenuta nel giugno del 1988), all&#8217;ex batterista <strong>Jack Irons</strong>, a James Slovak e ad altre figure vicine al chitarrista e ai Peppers; inoltre, come affermato da lui stesso sul proprio profilo Instagram, anche <strong>Max Efimov</strong>, noto fan russo e autore del libro <strong><em>The Red Hot Chili Peppers 1983-1990: EMI years</em></strong> sui primi 8 anni di vita della band, ha dato un solido contributo fornendo e catalogando anno per anno il <strong>materiale d&#8217;archivio</strong> inserito nella pellicola.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="558" height="1025" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2026/02/69193fce-d6f1-426b-a3dc-10cc4966dd08.jpg" alt="" class="wp-image-5278" style="width:558px;height:auto" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2026/02/69193fce-d6f1-426b-a3dc-10cc4966dd08.jpg 558w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2026/02/69193fce-d6f1-426b-a3dc-10cc4966dd08-272x500.jpg 272w" sizes="(max-width: 558px) 100vw, 558px" /></figure>
</div>


<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«Sono assolutamente orgoglioso di aver preso parte a questo progetto dando una mano con date, nomi dei fotografi, provvedendo al materiale d&#8217;archivio, alle foto, ai video, e restaurando qualche immagine. Non vedo l&#8217;ora»</p>
</blockquote>



<p>Anche gli stessi Red Hot Chili Peppers hanno dedicato al documentario un post su Instagram precisando che, malgrado il consenso fornito, esso sarà incentrato su Hillel, non su di loro (che restano comunque una componente cruciale), e dunque non sarà da considerare il documentario ufficiale sulla loro storia.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="559" height="933" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2026/02/052c1790-174c-450c-8ccf-30f5c8247e05.jpg" alt="" class="wp-image-5279" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2026/02/052c1790-174c-450c-8ccf-30f5c8247e05.jpg 559w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2026/02/052c1790-174c-450c-8ccf-30f5c8247e05-300x500.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 559px) 100vw, 559px" /></figure>
</div>


<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«Cari abitanti dell&#8217;universo, circa un anno fa ci è stato chiesto di essere intervistati per un documentario su Hillel Slovak. Egli è stato uno dei membri fondatori del nostro gruppo, un grande chitarrista e un grande amico. Abbiamo accettato la proposta per amore e rispetto di Hillel e della sua memoria. Ciò nonostante, questo documentario viene ora pubblicizzato come un documentario sui Red Hot Chili Peppers, cosa che non è. Noi, creativamente parlando, non abbiamo avuto niente a che fare con la sua realizzazione. Non abbiamo ancora realizzato un documentario ufficiale sui Red Hot Chili Peppers. Il soggetto centrale di questo speciale Netflix è Hillel Slovak e speriamo che esso susciti interesse nei confronti suoi e del suo lavoro»</p>
</blockquote>



<p class="has-text-align-right">a cura di Francesco Generale</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Novità importanti sui due progetti cinematografici dedicati ai RHCP!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Generale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 11:48:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vi abbiamo parlato, di recente, di due progetti cinematografici annunciati in questo prolifico 2025 e incentrati sui Red Hot Chili Peppers: il documentario sui primi anni di carriera della band con il compianto Hillel Slovak alla chitarra (qui l&#8217;articolo), presentato in anteprima al Festival di Cannes, ed il biopic su Anthony Kiedis prodotto da Universal Pictures (qui l&#8217;articolo). Oggi, invece, vi riportiamo importanti novità sui due prodotti che tutti i fan dei peperoncini aspettano! Del documentario sono trapelate alcune immagini esclusive (che vi mostriamo qui sotto) ritraenti quello che sembra essere un frame del backstage di un&#8217;esibizione di Hillel e degli spezzoni delle interviste concesse da Anthony, Flea, John Frusciante e James Slovak (fratello di Hillel nonché coproduttore del progetto). Per quanto riguarda invece la pellicola di Universal sulla vita di Anthony (tratta naturalmente dalla sua autobiografia Scar Tissue del 2004), si è candidato (direttamente o indirettamente, difficile a dirsi) per interpretare il frontman protagonista K.C. Wolf, attore, produttore, imprenditore e content creator originario di Baltimora ma trasferitosi prima in Florida e poi a Los Angeles per cercare di sfondare nell&#8217;industria del cinema, noto principalmente per aver partecipato a Yesterday (2019), All Rise (2019) e Take (2020). Dettagli curiosi e &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Vi abbiamo parlato, di recente, di due progetti cinematografici annunciati in questo prolifico 2025 e incentrati sui <strong>Red Hot Chili Peppers</strong>: il <strong>documentario</strong> sui primi anni di carriera della band con il compianto <strong>Hillel Slovak</strong> alla chitarra (<a href="https://www.venicequeen.it/in-evidenza/festival-di-cannes-2025-ce-anche-un-documentario-sulle-origini-dei-red-hot-chili-peppers/">qui</a> l&#8217;articolo), presentato in anteprima al <strong>Festival di Cannes</strong>, ed il <strong>biopic</strong> su <strong>Anthony Kiedis</strong> prodotto da <strong>Universal Pictures</strong> (<a href="https://www.venicequeen.it/in-evidenza/universal-vuole-realizzare-un-film-sulla-vita-di-anthony-kiedis/">qui</a> l&#8217;articolo).</p>



<p>Oggi, invece, vi riportiamo importanti novità sui due prodotti che tutti i fan dei peperoncini aspettano!</p>



<p>Del documentario sono trapelate alcune <strong>immagini esclusive</strong> (che vi mostriamo qui sotto) ritraenti quello che sembra essere un frame del backstage di un&#8217;esibizione di <strong>Hillel</strong> e degli spezzoni delle interviste concesse da <strong>Anthony</strong>, <strong>Flea</strong>, <strong>John Frusciante</strong> e <strong>James Slovak</strong> (fratello di Hillel nonché coproduttore del progetto).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/c0793189-1a93-419f-b276-3152640d1744-4-473x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5177" width="-195" height="-420" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/c0793189-1a93-419f-b276-3152640d1744-4-473x1024.jpg 473w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/c0793189-1a93-419f-b276-3152640d1744-4-231x500.jpg 231w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/c0793189-1a93-419f-b276-3152640d1744-4.jpg 591w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bd0674a4-c5f0-4e42-9068-278215032a8e-2-1024x725.jpg" alt="" class="wp-image-5178" width="533" height="377" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bd0674a4-c5f0-4e42-9068-278215032a8e-2-1024x725.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bd0674a4-c5f0-4e42-9068-278215032a8e-2-500x354.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bd0674a4-c5f0-4e42-9068-278215032a8e-2-768x544.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bd0674a4-c5f0-4e42-9068-278215032a8e-2.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 533px) 100vw, 533px" /></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/65e215a3-3583-4953-89df-e0093594c790-1-1024x973.jpg" alt="" class="wp-image-5179" width="482" height="457" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/65e215a3-3583-4953-89df-e0093594c790-1-1024x973.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/65e215a3-3583-4953-89df-e0093594c790-1-500x475.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/65e215a3-3583-4953-89df-e0093594c790-1-768x730.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/65e215a3-3583-4953-89df-e0093594c790-1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 482px) 100vw, 482px" /></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/903dcf9a-917f-4dc3-a312-93f07bbfef20-1-1024x734.jpg" alt="" class="wp-image-5180" width="513" height="368" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/903dcf9a-917f-4dc3-a312-93f07bbfef20-1-1024x734.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/903dcf9a-917f-4dc3-a312-93f07bbfef20-1-500x358.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/903dcf9a-917f-4dc3-a312-93f07bbfef20-1-768x550.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/903dcf9a-917f-4dc3-a312-93f07bbfef20-1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 513px) 100vw, 513px" /></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/a21b5936-ab57-4fb0-96ec-701a9243407b-1-473x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5181" width="-135" height="-292" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/a21b5936-ab57-4fb0-96ec-701a9243407b-1-473x1024.jpg 473w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/a21b5936-ab57-4fb0-96ec-701a9243407b-1-231x500.jpg 231w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/a21b5936-ab57-4fb0-96ec-701a9243407b-1.jpg 591w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /></figure></div>



<p>Per quanto riguarda invece la pellicola di Universal sulla vita di Anthony (tratta naturalmente dalla sua autobiografia <em><strong>Scar Tissue</strong></em> del 2004), si è candidato (direttamente o indirettamente, difficile a dirsi) per interpretare il frontman protagonista <strong>K.C. Wolf</strong>, attore, produttore, imprenditore e content creator originario di Baltimora ma trasferitosi prima in Florida e poi a Los Angeles per cercare di sfondare nell&#8217;industria del cinema, noto principalmente per aver partecipato a <strong><em>Yesterday</em></strong> (2019), <strong><em>All Rise</em></strong> (2019) e <strong><em>Take</em></strong> (2020).</p>



<p>Dettagli curiosi e interessanti della carriera di K.C. Wolf emergono da una sua intervista dello scorso anno alla rivista <strong>Rolling Stones</strong> per la serie <strong>NeuThrone Creator Spotlight Series</strong> (che trovate <a href="https://www.rollingstone.co.uk/culture/neuthrone-presents-the-new-guard-of-acting-46803/?fbclid=PAZXh0bgNhZW0CMTEAAacSHg7DWycHBRik0iq_TTl_zMrfCO6GxHOkrQWrxIE1wykIYeWgbsCQnkizsw_aem_cnlwCQFzfkcWdnVxCAudEg">qui</a>): è un grande appassionato di punk rock, i suoi modelli recitativi sono <strong>Johnny Depp</strong> e <strong>Tom Cruise</strong> e spesso ha dovuto &#8220;andarsi a prendere&#8221; da solo le proprie audizioni con video e cortometraggi autoprodotti, come fatto ad esempio per i ruoli di <strong>Han Solo</strong> (celeberrimo personaggio della saga <strong><em>Star Wars</em></strong>) e di <strong>Eminem</strong> (per un eventuale remake di <strong>8 Mile</strong>); lo stesso modus operandi che sta seguendo anche per immedesimarsi nel cantante dei nostri, sul quale sta mettendo in piedi, per il momento, un progetto autonomo.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>NeuThrone:</strong> Oggi manca una storia di rock n&#8217;roll con l&#8217;outsider, il ribelle che fa il dito medio al sistema per costringerlo a prestargli attenzione. Tu ne stai sviluppando una su Anthony Kiedis, puoi parlarcene?<br><br><strong>K.C. Wolf:</strong> C&#8217;è questo progetto gestito da Guy Oseary e Brian Grazer, che hanno avuto alcune delle idee più rivoluzionarie di sempre. A Hollywood è in corso questa grande moda dei biopic, da quello su Elvis, per il quale feci un provino, a quello su Elton John. Sto studiando i Red Hot Chili Peppers, Johnny Depp, il Viper Room, i fratelli Joaquin e River Phoenix, le storie oscure che hanno avuto che però raccontano anche l&#8217;amore per la ricerca di se stessi nella buona e nella cattiva sorte, ed è un po&#8217; la mia storia, capite? C&#8217;è tanta oscurità e c&#8217;è il tentativo di ritrovare se stessi, quella paura che ci guida. È una scarica di emozioni. Quindi, quando ho sentito che lo stavano facendo, ho pensato &#8220;ragazzi, farei qualunque cosa per farne parte&#8221;; del tipo che mi farei persino segare i denti se il protagonista avesse i denti scheggiati. Se ne avessi l&#8217;occasione, darei il massimo in questo ruolo. Perciò non mi interessa se hanno già qualcuno oppure no: io ci metto la faccia.</p></blockquote>



<p>La vicenda, purtroppo, si è comunque lasciata dietro degli strascichi controversi: su <strong>Instagram</strong>, infatti, la <strong>madre di Kiedis</strong>, <strong>Peggy Noble</strong>, ha dichiarato (in maniera forse anche un po&#8217; piccata) di non sapere assolutamente nulla del lavoro di K.C. Wolf, cosa che ha contribuito ad attirare commenti poco lusinghieri nei confronti di quest&#8217;ultimo che, dal canto proprio, ha difeso a spada tratta la trasparenza e la buonafede delle proprie iniziative, come potete leggere dagli screenshot che seguono (e dalla loro traduzione).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/fd974e9f-3a3a-4961-ab08-c0e6edf69396-970x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5186" width="493" height="520" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/fd974e9f-3a3a-4961-ab08-c0e6edf69396-970x1024.jpg 970w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/fd974e9f-3a3a-4961-ab08-c0e6edf69396-474x500.jpg 474w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/fd974e9f-3a3a-4961-ab08-c0e6edf69396-768x811.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/fd974e9f-3a3a-4961-ab08-c0e6edf69396.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 493px) 100vw, 493px" /></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/1c387543-6870-40d9-8eeb-6db08aba0a50-1011x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5187" width="-1199" height="-1213" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/1c387543-6870-40d9-8eeb-6db08aba0a50-1011x1024.jpg 1011w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/1c387543-6870-40d9-8eeb-6db08aba0a50-494x500.jpg 494w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/1c387543-6870-40d9-8eeb-6db08aba0a50-768x778.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/1c387543-6870-40d9-8eeb-6db08aba0a50.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1011px) 100vw, 1011px" /></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Peggy Noble:</strong> Chi è questa persona che parla di mio figlio? Potrei saperlo, cortesemente?</p><p><strong>K.C. Wolf:</strong> Hey Peggy, mi chiamo K.C., sono un attore e regista e sto lavorando ad un progetto appassionato ispirato dalla vita di Anthony. Ho una profonda ammirazione per lui e per l&#8217;impatto che ha avuto su di me e molti altri. Mi piacerebbe avere l&#8217;opportunità di spiegarle di più, se è disposta ad ascoltarmi, e lo dico con onore e rispetto massimi.<br>[<em>In risposta a un altro utente, n.d.r.</em>] Le persone fanno in fretta a giudicare ciò che non comprendono pienamente. Non ho mai detto di essere stato scelto per il biopic ufficiale di Universal. Sto sviluppando il mio personale lavoro creativo ispirato da una storia che mi ha cambiato la vita. Non sto fingendo nulla: gli attori recitano, i registi creano. Se a qualcuno non va giù questa cosa, forse dice più su di loro piuttosto che su di me. Io sono concentrato sui dialoghi costruttivi, non sui litigi. Tutto ruota intorno all&#8217;amore illimitato, anche per quelli a cui non importa di ciò che sto facendo.</p></blockquote>



<p>Nell&#8217;attesa di capire se ci saranno sviluppi o annunci ufficiali, vi lasciamo <a href="https://www.instagram.com/k.c.wolf/">qui</a> il <strong>profilo Instagram</strong> dell&#8217;attore, dove trovate già diversi video in cui si allena in palestra per prepararsi fisicamente al ruolo e riproduce alcuni degli iconici outfit portati sul palco da Anthony nel corso degli anni.</p>
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		<title>Festival di Cannes 2025: c&#8217;è anche un documentario sulle origini dei Red Hot Chili Peppers!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Generale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2025 19:25:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mentre si attendono conferme sul presunto biopic sulla vita di Anthony Kiedis prodotto da Universal Pictures (trovate qui l&#8217;articolo in cui ve ne parlavamo), i Red Hot Chili Peppers tornano oggi a far parlare di sé nell&#8217;industria del grande schermo, con una notizia dai contorni (stavolta) ben più definiti. Come rivelato dal noto portale Deadline (qui l&#8217;articolo originale), infatti, alla 78esima edizione del Festival del cinema internazionale di Cannes (in programma dal 13 al 24 maggio 2025) è presente, a gran sorpresa, anche un documentario sui primi anni di carriera della rock band losangelina, dal titolo Hillel Slovak and the blistering dawn of the Red Hot Chili Peppers (Hillel Slovak e la rovente alba dei Red Hot Chili Peppers, n.d.r.). Il film, di cui Submarine Entertainment (compagnia d&#8217;élite del settore, essendo coinvolta nella vendita di 6 degli ultimi 12 documentari vincitori del premio Oscar) ha curato due proiezioni segrete di bozze all&#8217;evento (la prima mercoledì 14 maggio, la seconda prevista domani, domenica 18 maggio, alle 16:15 ora locale all&#8217;Olympia), unicamente per gli organizzatori e pochi altri invitati, verrà successivamente venduto ad acquirenti selezionati a New York e Los Angeles: si prevede che un&#8217;anteprima potrebbe arrivare in autunno o nei primi &#8230;]]></description>
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<p>Mentre si attendono conferme sul presunto biopic sulla vita di Anthony Kiedis prodotto da Universal Pictures (trovate <a href="https://www.venicequeen.it/in-evidenza/universal-vuole-realizzare-un-film-sulla-vita-di-anthony-kiedis/">qui</a> l&#8217;articolo in cui ve ne parlavamo), i <strong>Red Hot Chili Peppers</strong> tornano oggi a far parlare di sé nell&#8217;industria del grande schermo, con una notizia dai contorni (stavolta) ben più definiti.</p>



<p>Come rivelato dal noto portale <strong>Deadline</strong> (<a href="https://deadline.com/2025/05/red-hot-chili-peppers-documentary-screening-secretly-cannes-1236400823/">qui</a> l&#8217;articolo originale), infatti, alla 78esima edizione del <strong>Festival del cinema internazionale di Cannes</strong> (in programma dal 13 al 24 maggio 2025) è presente, a gran sorpresa, anche un <strong>documentario</strong> sui primi anni di carriera della rock band losangelina, dal titolo <strong>Hillel Slovak and the blistering dawn of the Red Hot Chili Peppers</strong> (Hillel Slovak e la rovente alba dei Red Hot Chili Peppers, <em>n.d.r.</em>).</p>



<p>Il film, di cui <strong>Submarine Entertainment</strong> (compagnia d&#8217;élite del settore, essendo coinvolta nella vendita di 6 degli ultimi 12 documentari vincitori del premio Oscar) ha curato <strong>due proiezioni segrete</strong> di bozze all&#8217;evento (la prima <strong>mercoledì 14 maggio</strong>, la seconda prevista domani, <strong>domenica 18 maggio</strong>, alle 16:15 ora locale all&#8217;Olympia), unicamente per gli organizzatori e pochi altri invitati, verrà successivamente venduto ad acquirenti selezionati a New York e Los Angeles: si prevede che un&#8217;anteprima potrebbe arrivare in <strong>autunno</strong> o nei <strong>primi mesi del 2026</strong>.</p>



<p>L&#8217;obiettivo, come facilmente intuibile, è stato di ripercorrere gli albori di un gruppo che ha fatto la storia della musica, dall&#8217;amicizia liceale fra <strong>Anthony</strong>, <strong>Flea</strong> e il compianto <strong>Hillel</strong>, tutti segnati da un&#8217;infanzia turbolenta, passando per le primissime, caotiche esibizioni nella Los Angeles degli anni &#8217;80 (sotto il nome provvisorio di <strong>Tony Flow and the Miraculously Majestic Masters of Mayhem</strong>), fino ad arrivare alla definizione del sound che contraddistinse i loro primi tre album, prima dell&#8217;episodio che cambiò per sempre le vite di chi rimase.</p>



<p>I membri stessi della band (compresi l&#8217;attuale chitarrista <strong>John Frusciante</strong> e l&#8217;ex batterista <strong>Jack Irons</strong>) hanno preso parte al progetto con <strong>interviste esclusive</strong>, insieme a <strong>George Clinton</strong> (leader dei Parliament/Funkadelic, produttore del secondo disco dei Peppers <strong>Freaky Styley</strong> e, naturalmente, grande amico del gruppo) e altri ancora. Il loro contributo era tutt&#8217;altro che scontato, dal momento che in passato hanno spesso rifiutato offerte simili, ma pare che a convincerli sia stato l&#8217;approccio del regista <strong>Ben Feldman</strong>, ispirato a sua volta dal documentario Becoming Led Zeppelin. La produzione è stata affidata a <strong>Marc D&#8217;Agostino</strong> e <strong>Asta Entertainment</strong> in collaborazione con <strong>Polygram Entertainment</strong> (nella figura del produttore esecutivo <strong>David Blackman</strong>), ma è ancor più interessante leggere, nel ruolo di coproduttore, il nome di <strong>James Slovak</strong>, fratello di Hillel.</p>
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		<title>Flea al Los Angeles Times: «Il nostro sentimento per la band è lo stesso di quando abbiamo iniziato»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Generale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2023 06:39:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intervistato dal celebre giornale californiano (articolo originale qui), il bassista dei Red Hot ha parlato dei suoi compagni di band, delle impressioni del suonare nei grandi stadi e di quali sono, secondo lui, il migliore e il peggior album dei peperoncini. Lo staff di V.Q.it ha tradotto per voi le domande (e le risposte) più interessanti. A cura di Miriam Mechelli, Tina Zannella, Francesco Generale e Vincenzo Fasulo Qual è la tua preferita tra le interviste che hai fatto? (Qui ci si riferisce alle interviste fatte da Flea ad artisti e personaggi di spicco del mondo della musica per il suo podcast This Little Light; per saperne di più, potete leggere qui la nostra news a riguardo, n.d.t.)Una davvero bella è stata quella con Anthony. Eravamo entrambi in lacrime perché non gli avevo mai parlato di cose del genere. Anthony non si considera un vero musicista e ritiene di non aver avuto alcuna educazione musicale. Diceva che avremmo dovuto cambiare il nome della band in Idiot and the Three Geniouses (&#8216;l&#8217;idiota e i tre geni&#8217;, n.d.t.). E la gente lo critica, sai? Eddie Vedder è annoverato tra i grandi come il f****** Pavarotti, ma Anthony viene giudicato diversamente. Pensi che &#8230;]]></description>
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<h3 class="wp-block-heading">Intervistato dal celebre giornale californiano (articolo originale <a href="https://www.latimes.com/entertainment-arts/music/story/2023-06-26/red-hot-chili-peppers-flea-podcast-this-little-light-silverlake-conservatory-of-music?fbclid=IwAR1d5Ke7b7CaudYuQbLdt0Osy2xopREddwOOZ9-P2_pq4XZMK7nlW7aBBoY">qui</a>), il bassista dei Red Hot ha parlato dei suoi compagni di band, delle impressioni del suonare nei grandi stadi e di quali sono, secondo lui, il migliore e il peggior album dei peperoncini. Lo staff di V.Q.it ha tradotto per voi le domande (e le risposte) più interessanti.</h3>



<h5 class="has-text-align-right wp-block-heading">A cura di Miriam Mechelli, Tina Zannella, Francesco Generale e Vincenzo Fasulo</h5>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/3da75341-367d-4e02-82f8-6abec2c8fdfe-1-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-4528" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/3da75341-367d-4e02-82f8-6abec2c8fdfe-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/3da75341-367d-4e02-82f8-6abec2c8fdfe-1-500x333.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/3da75341-367d-4e02-82f8-6abec2c8fdfe-1-768x512.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/3da75341-367d-4e02-82f8-6abec2c8fdfe-1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p><strong>Qual è la tua preferita tra le interviste che hai fatto? (<em>Qui ci si riferisce alle interviste fatte da Flea ad artisti e personaggi di spicco del mondo della musica per il suo podcast This Little Light; per saperne di più, potete leggere <a href="https://www.venicequeen.it/in-evidenza/this-little-light-il-nuovo-podcast-di-flea-in-arrivo-il-30-marzo/">qui</a> la nostra news a riguardo, n.d.t.</em>)</strong><br>Una davvero bella è stata quella con Anthony. Eravamo entrambi in lacrime perché non gli avevo mai parlato di cose del genere. Anthony non si considera un vero musicista e ritiene di non aver avuto alcuna educazione musicale. Diceva che avremmo dovuto cambiare il nome della band in Idiot and the Three Geniouses (<em>&#8216;l&#8217;idiota e i tre geni&#8217;, n.d.t.</em>). E la gente lo critica, sai? Eddie Vedder è annoverato tra i grandi come il f****** Pavarotti, ma Anthony viene giudicato diversamente.</p>



<p><strong>Pensi che sia un bravo cantante?</strong><br>Penso che sia un grande cantante. E continua a imparare e a migliorare. Quando abbiamo fondato la band non riusciva a cantare una nota, si limitava ad urlare. Ora ha delle melodie e non le segue nemmeno. Fluisce e improvvisa. Senti, io so chi sono i grandi cantanti: Kurt Cobain, Jim Morrison, Roger Daltrey. Ma per me tutto ciò che conta, in qualsiasi musicista, è che una persona suoni come se stessa. E nessuno suona come Anthony Kiedis.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/ee1b68e47a638518dd4a5598d1c3ad3f-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-4529" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/ee1b68e47a638518dd4a5598d1c3ad3f-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/ee1b68e47a638518dd4a5598d1c3ad3f-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/ee1b68e47a638518dd4a5598d1c3ad3f-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/ee1b68e47a638518dd4a5598d1c3ad3f.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p><strong>Prima di iniziare l&#8217;attuale tour dei Chili Peppers, hai detto che non sapevi come se la sarebbe cavata John Frusciante in viaggio. Come se l&#8217;è cavata?</strong><br>Molto bene. Ogni concerto è come un qualcosa di sacro per lui. In pieno stile John, si esercita per cinque ore prima di ogni show, con Blow by Blow di Jeff Beck in sottofondo, suonando ogni singolo assolo e scaldando le dita.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/32267694_web1_230330-SUL-ChiliPeppers-MAIN_1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-4530" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/32267694_web1_230330-SUL-ChiliPeppers-MAIN_1-1024x683.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/32267694_web1_230330-SUL-ChiliPeppers-MAIN_1-500x333.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/32267694_web1_230330-SUL-ChiliPeppers-MAIN_1-768x512.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/32267694_web1_230330-SUL-ChiliPeppers-MAIN_1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p><strong>Uno stadio da calcio è un buon posto per il rock n&#8217;roll?</strong><br>Vuoi la risposta da rockstar? &#8220;Oh amico, mi manca tanto vedere le facce delle persone in un piccolo club&#8221;. Non me ne frega un c**** di tutto ciò. Ho suonato in tutti i club della Terra e ho visto le loro facce schifate [<em>ride, n.d.r.</em>]. Adoro suonare negli stadi. Andiamo lì fuori ed è pieno di gente, è una sensazione davvero gioiosa.</p>



<p><strong>Il suono può lasciare a desiderare.</strong><br>Non sono mai stato ad un concerto in uno stadio.</p>



<p><strong>Neanche per gli Stones o qualcuno così?</strong><br>Una volta abbiamo aperto per gli Stones al Rose Bowl [<em>nel 1994, n.d.r.</em>]. Avevo avuto un intervento per la sinusite e mi usciva sangue dal naso durante lo show. Tutto quel che ricordo è che c&#8217;era anche Jack Nicholson e volevo parlare con lui dei Lakers.</p>



<p><strong>Gli show di questo tour sono parecchio distanziati l&#8217;uno dall&#8217;altro. Si tratta di una necessità dal punto di vista fisico?</strong><br>È molto utile dal punto di vista fisico. Di certo siamo più vecchi.</p>



<p><strong>Ti senti esausto a fine serata?</strong><br>Mi sono sempre sentito esausto a fine serata. Mi sono sempre spinto oltre i limiti, al punto da farmi male, come negli anni &#8217;90 quando non riuscivo neanche ad alzarmi. Fumare crack non ha aiutato. Ma i giorni liberi sono davvero belli. Riesco ad andare al museo, a vedere i Duchamp. E faccio tanti esercizi: yoga, meditazione, corsa.</p>



<p><strong>Sembra assurdo chiedere se i Red Hot Chili Peppers suoneranno ancora o meno una volta raggiunti i 90 anni. Ma allo stesso modo sembrava assurdo chiedere la stessa cosa 30 anni fa riguardo ai vostri 60 anni.</strong><br>Non so cosa sia assurdo e cosa no. So solo che noi tutti amiamo profondamente la musica e vogliamo sempre crescere e migliorarci. Il nostro sentimento per la band, oggi, è lo stesso di quando avevamo appena iniziato.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/RedHotChiliPeppers_20230121_FACEBOOK-1024x538.jpg" alt="" class="wp-image-4531" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/RedHotChiliPeppers_20230121_FACEBOOK-1024x538.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/RedHotChiliPeppers_20230121_FACEBOOK-500x262.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/RedHotChiliPeppers_20230121_FACEBOOK-768x403.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/RedHotChiliPeppers_20230121_FACEBOOK-1536x806.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/06/RedHotChiliPeppers_20230121_FACEBOOK.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p><strong>Qual è il vostro album migliore?</strong><br>Direi Blood Sugar Sex Magik, ma ripensandoci anche lì ci sono un paio di brani che non avrebbero dovuto farne parte. The Greeting Song non è un brano all&#8217;altezza di quel disco. Californication invece è un album bello dall&#8217;inizio alla fine. Incontrai Adele un po&#8217; di tempo fa e mi disse che Californication era il suo album preferito di tutti i tempi. Significò molto per me che sono un suo grande fan.</p>



<p><strong>E l&#8217;album peggiore?</strong><br>Mi pento sempre del modo in cui registrammo il primo album. Le canzoni sono ottime, andavamo fortissimo a quei tempi. Tuttavia ci fu la questione di Jack [<em>Irons, n.d.r.</em>] e Hillel [<em>Slovak, n.d.r.</em>] che lasciarono temporaneamente la band, e ci trovammo costretti ad ingaggiare altri due elementi: Jack Sherman e Cliff Martinez. Erano entrambi ottimi musicisti, ma l&#8217;intesa tra noi non era all&#8217;altezza di quella che avevamo con Hillel e Jack. Spesso mi capita di ripensare a questo particolare e vorrei tanto incidere quell&#8217;album di nuovo, ma non sono mai riuscito a convincere gli altri.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Frusciante, illimitato&#8221;: la nostra traduzione dell&#8217;intervista a Guitar World (1a parte)</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/frusciante-illimitato-la-nostra-traduzione-dellintervista-a-guitar-world-1a-parte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ntjr]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 20:15:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
		<category><![CDATA[John Frusciante]]></category>
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					<description><![CDATA[Seconda intervista a John Frusciante dopo il suo rientro nel gruppo: dopo Total Guitar tocca al magazine Guitar World. Tra influenze musicali e aneddoti sulle dinamiche che hanno riportato il chitarrista newyorkese a tornare nei RHCP dopo oltre 13 anni, Frusciante racconta il suo amore per Hillel Slovak e tutta la sua riverenza nei confronti della formazione originale dei Peppers. Traduzione a cura di Dario Giannulo, Francesco Generale, Paolo Tedeschi e Tina Zannella. I RHCP con John Frusciante in formazione ai tempi di Mother&#8217;s Milk (1989) FRUSCIANTE AVEVA SOLO 18 ANNI QUANDO GLI FU OFFERTO IL POSTO DA CHITARRISTA nei Red Hot Chili Peppers. A quell’età, aveva già passato anni ad affinare le sue abilità con lo strumento, immergendosi nel modo di suonare di Hendrix, Beck e Page; Eddie Van Halen e Randy Rhoads; Steve Howe, Steve Hackett e Steve Vai; Frank Zappa e Robert Fripp e Adrian Belew. Ascoltava i Germs e i B-52 e i Siouxsie and the Banshees, Sly Stone e James Brown e i Parliament, funk e punk e rock e prog e shred e new wave e goth. «Ho attraversato molte fasi» dice Frusciante, «crescendo come chitarrista, ogni anno mi sentivo una persona diversa, perché &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Seconda intervista a John Frusciante dopo il suo rientro nel gruppo: dopo <strong><em>Total Guitar</em></strong> tocca al magazine <strong><em>Guitar World</em></strong>. Tra influenze musicali e aneddoti sulle dinamiche che hanno riportato il chitarrista newyorkese a tornare nei RHCP dopo oltre 13 anni, Frusciante racconta il suo amore per <strong>Hillel Slovak</strong> e tutta la sua riverenza nei confronti della formazione originale dei Peppers. </h3>



<h3 class="wp-block-heading">Traduzione a cura di Dario Giannulo, Francesco Generale, Paolo Tedeschi e Tina Zannella. </h3>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="400" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/red-hot-chili-peppers-mm.jpg" alt="" class="wp-image-2267" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/red-hot-chili-peppers-mm.jpg 700w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/red-hot-chili-peppers-mm-500x286.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>I RHCP con John Frusciante in formazione ai tempi di Mother&#8217;s Milk (1989)</figcaption></figure></div>



<p>FRUSCIANTE AVEVA SOLO 18 ANNI QUANDO GLI FU OFFERTO IL POSTO DA CHITARRISTA nei Red Hot Chili Peppers. A quell’età, aveva già passato anni ad affinare le sue abilità con lo strumento, immergendosi nel modo di suonare di <strong>Hendrix</strong>, <strong>Beck</strong> e <strong>Page</strong>; <strong>Eddie Van Halen</strong> e <strong>Randy Rhoads</strong>; <strong>Steve Howe</strong>, <strong>Steve Hackett</strong> e <strong>Steve Vai</strong>; <strong>Frank Zappa</strong> e <strong>Robert Fripp</strong> e <strong>Adrian Belew</strong>. Ascoltava i <strong>Germs</strong> e i <strong>B-52</strong> e i <strong>Siouxsie and the Banshees</strong>, <strong>Sly Stone</strong> e <strong>James Brown</strong> e i <strong>Parliament</strong>, <em>funk</em> e <em>punk</em> e <em>rock</em> e <em>prog</em> e <em>shred</em> e <em>new wave</em> e <em>goth</em>. <strong><em>«Ho attraversato molte fasi»</em></strong> dice Frusciante, <strong><em>«crescendo come chitarrista, ogni anno mi sentivo una persona diversa, perché mentre continuavo a migliorare, i miei gusti cambiavano sempre in qualcosa di un po’ più difficile da suonare».</em></strong></p>



<p>Ma per tutta la musica che amava – ed ha amato tantissima musica – Frusciante amava di più i Red Hot Chili Peppers. <strong><em>«Erano la mia band preferita»</em></strong>, rivela a Guitar World un pomeriggio su Zoom. Vivendo a L.A. in quel periodo, dice, </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Li andavo a vedere ogni volta che potevo. Andavi a uno dei loro concerti, e c’era questa energia magica che si sprigionava. Era come trovarsi in un sogno».</em></p><cite>John Frusciante in veste di fan dei RHCP, quando ancora non era parte della band</cite></blockquote>



<p>Sarebbe ragionevole pensare, dunque, che essere scelto per diventare un partecipante permanente di quell’energia, beh, sia un sogno per un chitarrista. E, di certo, quando Frusciante diventò ufficialmente un Peperoncino nel <strong>1988</strong>, portò con sé, com’era lecito aspettarsi, la sfrenata energia e l’entusiasmo di un ragazzino che ha appena vinto alla lotteria dei chitarristi rock. Cos’altro ha portato? Doti sopraffine, un alto livello di capacità tecnica col suo strumento (all’epoca, dice, era in grado di riprodurre minuziosamente qualsiasi parte strumentale di Frank Zappa, così come tutti gli assoli del disco metal degli <strong>Alcatrazz</strong> del 1985, <em><strong>Disturbing the Peace</strong>, </em>che erano opera di un allora astro nascente delle sei corde di nome <strong>Steve Vai</strong>) che ha permesso a quell’avventura a base di <em>punk</em> e <em>funk</em> di evolversi verso territori musicali mai esplorati in precedenza. </p>



<p>Però, qualcosa mancava. <strong><em>«Ci furono delle difficoltà per me per tipo il primo anno nella band»</em></strong>, dice Frusciante.<br>Fa una pausa, poi ricomincia. <strong><em>«Devo dire qualcosa che penso possa essere utile per i chitarristi. Penso che all’inizio del mio periodo nella band, ero troppo focalizzato sull’impressionare la gente, e non avevo abbastanza fiducia in me stesso. Pensavo tutte queste cose – ‘voglio essere unico’, ‘voglio dimostrare qualcosa’, ‘voglio mettermi in luce’ – e tutto ciò che facevo sembrava forzato. Non mi sentivo libero e non sentivo di stare comunicando quello che volevo comunicare. Non credevo di stare andando in profondità dentro me stesso».</em></strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="599" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_front.jpg" alt="" class="wp-image-1280" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_front.jpg 600w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_front-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_front-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption>Mother&#8217;s Milk, il primo album con John Frusciante in formazione, pubblicato nel 1989</figcaption></figure></div>



<p>Il primo album di Frusciante con i Red Hot, <em><strong>Mother’s Milk </strong></em>del <strong>1989</strong>, aggiunse un qualcosa di più orecchiabile e più <em>hard-rock</em> al loro sound, con riff più ampi e densi e parti soliste più rapide e appariscenti. Esso divenne il loro album di maggior successo fino a quel momento e disco d’oro per le vendite. Ma, afferma Frusciante, <strong><em>«nella parte finale di quel tour, raggiunsi un livello di infelicità tale da farmi dire ‘Butterò via tutte queste canzoni che sto provando a comporre. Smetterò di cercare di attirare l’attenzione delle persone. Tirerò fuori interamente il mio ego’».</em></strong><br>E invece, continua, <strong><em>«Decisi che avrei usato la mia chitarra per supportare gli altri membri della mia band. Così ho semplificato ciò che facevo. Allo stesso tempo, ci mettevo cento volte di più la quantità di espressione personale e anima che ci avevo messo fino ad allora»</em></strong><em>.</em><br>Questo cambiamento, secondo Frusciante, <strong><em>«è stato il passo che, all’improvviso, ha portato le persone ad accorgersi davvero di quello che facevo<strong><em>»</em></strong>. </em></strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Non stavo provando ad essere un Red Hot Chili Pepper nel modo in cui ritenevo che la gente immaginasse che doveva essere – ho solo cominciato ad essere me stesso. E quella versione onesta di me stesso è ciò che avete conosciuto da allora».</em></p><cite>John Frusciante sul cambio di mentalità post Mother&#8217;s Milk</cite></blockquote>



<p>Quella versione onesta, insieme a una mente aperta e creativa e alla determinazione di suonare sempre <em>per </em>la canzone, è stato il filo conduttore in tutti i lavori di Frusciante, dai sinuosi <em>lick funky</em> a una sola nota, le fluide, <em>Hendrixiane</em> melodie di accordi e i secchi riff che hanno caratterizzato il suo modo di suonare per l’epocale <em><strong>Blood Sugar Sex Magik</strong> </em>del <strong>1991</strong>, alle righe essenziali, vocali, che si sovrapponevano agli eterei paesaggi di suono di <em>“Scar Tissue”</em> e <em>“Californication”</em>, entrambe tratte da <em><strong>Californication</strong>, </em>uscito nel <strong>1999</strong>.<br>Ce la ritroviamo anche in quelle escursioni e sperimentazioni, talvolta molto lontane, che sono le sue diverse composizioni da solista  del suo periodo(i) fuori dalla band. E c’è anche in <em><strong>Unlimited Love</strong></em>, il nuovo album dei Red Hot Chili Peppers con Frusciante alla chitarra dopo circa 15 anni dall’ultima volta.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bshires-1024x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-1310" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bshires-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bshires-500x500.jpeg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bshires-150x150.jpeg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bshires-768x768.jpeg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bshires-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bshires-2048x2048.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Unlimited Love, il dodicesimo album dei RHCP rilasciato il 1° Aprile 2022</figcaption></figure></div>



<p>Ovviamente, il nuovo album è attesissimo. I Red Hot hanno avuto nella band diversi chitarristi straordinari nel corso della loro storia, dallo scomparso <strong>Hillel Slovak</strong> (che Frusciante ha sempre riconosciuto come un’influenza fondamentale) a <strong>Dave Navarro</strong> dei Jane’s Addiction, a, più di recente, <strong>Josh Klinghoffer</strong>, che ha suonato la chitarra nei loro ultimi due album, <em><strong>I’m With You</strong> </em>del 2011 e <em><strong>The Getaway</strong> </em>del 2016. Ma, probabilmente, è la combinazione tra la chitarra di Frusciante, il basso di Flea, la batteria di Chad Smith e la voce di Anthony Kiedis a rappresentare, per moltissimi fan, la versione perfetta della band.</p>



<p>E, in <em><strong>Unlimited Love</strong>, </em>di musica per corroborare questa opinione ce n’è parecchia. Il disco di per sé è un progetto enorme, con 17 canzoni e più di un’ora di musica. In tutto il lavoro, la chitarra di Frusciante è splendida. Il pezzo di apertura e primo singolo, <em>“Black Summer”</em>, in cui i suoi accordi liquidi fanno poi posto alle luminose melodie del ritornello e ad un assolo martellante sostenuto dal <em>fuzz</em>, e la calma canzone di chiusura <em>“Tangelo”</em>, costruita sul suo delicato, quasi classico <em>fingerpicking</em>. Ci sono le travolgenti linee di vibrato di <em>“The Great Apes”</em> e i toni schiumosi e gli accordi complessi di <em>“White Braids &amp; Pillow Chair”</em>. Ci sono le circolari, inquietanti strutture a nota singola che chiudono<em> “Veronica” </em>e le ondate di <em>feedback</em> burrascoso che cavalca fino alla catartica release in <em>“The Heavy Wing”</em>.</p>



<p>Il risultato non consiste solo in un grande album dei Red Hot Chili Peppers, ma nella dimostrazione che la band, più di 30 anni dopo la prima volta che Frusciante ha suonato con loro, insieme raggiunge ancora nuovi picchi. <strong><em>«Quando ho cominciato a parlare con Flea per la prima volta»</em></strong>, ricorda Frusciante a proposito del suo ultimo ritorno all’ovile, <em><strong>«ci siamo detti ‘se ricominciamo a suonare insieme, dobbiamo fare qualcosa di completamente diverso da ciò che abbiamo fatto prima’».</strong></em><br>Nel momento in cui Frusciante e Flea hanno avuto questa conversazione, c’è da dire, non c’era alcuna garanzia che sarebbero <em>effettivamente</em> tornati a suonare insieme, almeno non nei Red Hot Chili Peppers. Frusciante aveva lasciato la band nel 2009, a seguito del gigantesco tour mondiale di promozione dell’album <em><strong>Stadium Arcadium</strong>, </em>per dedicarsi alla propria musica. Ha passato i dieci anni successivi immerso in una carriera solista che lo ha visto esplorare in profondità sintetizzatori e musica elettronica. Ma non ha mai smesso di suonare la chitarra. <strong><em>«Facevo musica elettronica, ma ho anche passato un periodo, non molto tempo fa, in cui suonavo su molta della roba di Charlie Christian»</em></strong> dice lui. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«La mia routine prevedeva il fare musica elettronica per 6 giorni a settimana, e in un solo giorno passare 15 o 16 ore ad apprendere gli assoli di Charlie Christian. Entro la fine di quell&#8217;anno avevo imparato tutti gli assoli che aveva fatto con Benny Goodman e Lionel Hampton &#8211; li avevo memorizzati tutti».</em></p><cite>John Frusciante e la sua routine nel periodo di allontanamento dalla band</cite></blockquote>



<p>Nel mentre, Frusciante e Flea riallacciarono la loro amicizia. <strong><em>«E per quanto riguarda Flea, il jazz è il primo genere ad aver formato la sua mente musicale»</em></strong>, dice. <strong><em>«Perciò era eccitato per il fatto che stessi imparando i pezzi di Charlie Christian, e mi disse di proporgli qualche canzone da imparare. Ci vedemmo un paio di volte per farlo, e più tardi a un certo punto avevo dei beat di drum machine pronti nel mio studio, e provammo delle jam su quelli per un paio d&#8217;ore, solo io con la mia Strato e lui col suo basso. Non aveva nulla a che fare col concetto di un mio ritorno nella band. Semplicemente suonammo questa roba di Charlie Christian, e pensammo che ci saremmo potuti divertire a jammare sulla drum machine<strong><em>»</em></strong></em></strong>.</p>



<p>Da allora, i pezzi iniziarono casualmente ad incastrarsi. <strong><em>«Circa nello stesso periodo incontrai Chad da qualche parte, e lui mi disse che gli sarebbe piaciuto jammare con me»</em></strong>, dice Frusciante ridendo. <strong><em>«E così c&#8217;era una roba tipo &#8216;chi chiameremo per suonare il basso? Io non conosco molti bassisti!&#8217;, ma io e Flea avevamo appena fatto quella fantastica jam, quindi gli dissi: &#8216;Chad ha accennato che gli piacerebbe suonare insieme qualche volta, tu ci saresti?&#8217;, e Flea rispose &#8216;certo, sarebbe figo&#8217;. Ricordo anche che si fermò per circa 10 secondi, per poi dire &#8216;pensi mai alla possibilità di tornare nei Red Hot Chili Peppers?&#8217;»</em></strong>.</p>



<p>A quel tempo, il chitarrista dei Chili Peppers era ancora Klinghoffer. Ma la chimica tra Frusciante e i suoi vecchi compagni di band era innegabile. <strong><em>«Quindi dissi a Flea &#8216;sì, ci ho pensato&#8217;»</em></strong>, continua Frusciante. <strong><em>«Ne parlammo per un po&#8217;. Poi Flea andò a parlarne con Anthony, e Anthony disse che era entusiasta all&#8217;idea».</em></strong></p>



<p>Malgrado ciò, Frusciante resistette. Aveva già lasciato la band due volte &#8211; prima nel 1992, quando si accorse di sentirsi sempre più a disagio con l&#8217;enorme fama che i Chili ottennero con il successo rivoluzionario di <strong><em>Blood Sugar Sex Magik,</em></strong> e poi di nuovo dopo <strong><em>Stadium Arcadium</em></strong>. <strong><em>«Essere in una band con altre persone può essere davvero difficile quando sei in una posizione vulnerabile a mettere il tuo cuore e la tua anima in ogni cosa che fai»</em></strong>, spiega. <strong><em>«E direi che il problema più grande che abbiamo mai avuto fu la mancanza di comunicazione in un momento in cui comunicare sarebbe stato molto produttivo. Volevo mettere le cose in chiaro e assicurarmi che nessuno si fosse creato delle false speranze»</em></strong><em>.</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="621" height="621" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/jfgw3.jpg" alt="" class="wp-image-2256" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/jfgw3.jpg 621w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/jfgw3-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/jfgw3-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 621px) 100vw, 621px" /><figcaption>John Frusciante per Guitar World, foto di Jonathan Weiner</figcaption></figure></div>



<p>Voleva esserne talmente sicuro che, infatti, quando <strong>Flea</strong> e <strong>Kiedis</strong> lo incontrarono qualche settimana dopo per discutere della possibilità di riunirsi:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Provai davvero in tutti i modi a rendere loro chiaro perché avrebbero potuto non rivolermi più nella band»</em>, dice Frusciante. <em>«Feci addirittura delle note, perché volevo elencare il maggior numero possibile di ragioni per cui avrebbero potuto pentirsi della decisione, sai?».</em> Alla fine, però, <em>«nulla di ciò che dissi li fece desistere».</em></p><cite>John Frusciante racconta il processo di riavvicinamento ai RHCP, dopo esserne stato fuori per oltre 13 anni</cite></blockquote>



<p>Con <strong><em>Unlimited Love</em></strong> di ritorno importante non c’è solamente quello di <strong>John Frusciante</strong>. La band si è anche ricongiunta col produttore <strong>Rick Rubin</strong>, che ha guidato la ogni disco dei Peppers da <strong><em>Blood Sugar Sex Magik</em></strong>, ad eccezione del recente <strong><em>The Getaway</em></strong>. Vista la combinazione degli eventi, sarebbe stato assurdo non riavere indietro anche lui. <strong>Rubin</strong> presenziò la prima prova della band con Frusciante e, in una recente intervista, ha affermato che vedere i quattro musicisti suonare di nuovo insieme lo ha sovraccaricato di così tante emozioni da farlo piangere. Una volta che la band si è riunita nello studio <strong>Shangri-La</strong> di <strong>Rubin</strong> a Malibu ha cominciato a lavorare sodo e velocemente. <strong><em>«Abbiamo registrato 50 canzoni in tre settimane»</em></strong>, ci informa Frusciante. Il chitarrista ha vissuto in studio di registrazione durante le sessioni e lì nella sua stanza da letto dice: <strong><em>«a sinistra avevo un grande poster di Johnny Thunders, sulla destra uno di Randy Rhoads e uno di Jimi Hendrix dietro il mixer di fronte a me. Non era qualcosa di preparato, ma sembrava la somma delle mie coordinate mentre componevo il disco<strong><em>»</em></strong>.</em></strong> Questi tre chitarristi potrebbero essere stati una presenza costante per lui durante le sessioni, ma nella mente di Frusciante c’erano chiaramente anche altri protagonisti. <strong><em>«Per quanto riguarda l’approccio chitarristico, ciò che ascoltavo in continuazione erano Blow By Blow e Wired di Jeff Beck e The Complete King Federal Singles di Freddie King, ovvero un doppio album in cui sono presenti tutti i suoi singoli di inizio carriera. Passavo tutto il tempo memorizzando quegli assoli»</em></strong>, ci dice.<br>Cosa c’era di così attraente nel mondo di suonare di Beck e King?<br><strong><em>«Amo il modo in cui riescono a dare ad ogni nota la propria personalità, come se ogni nota fosse un evento emozionale differente, che è qualcosa che si perde suonando sempre velocemente – essendo le note suonate tutte allo stesso modo, non si distinguono a causa della velocità. Mentre io volevo suonare in un modo che fosse lirico, emotivo ed espressivo. Jeff Beck, Freddie King, Albert King, erano quindi dei punti di riferimento durante le registrazioni. Ne avevo anche altri, ma questi erano quelli su cui tornavo spesso<strong>»</strong></em></strong>, afferma.</p>



<p>Da qui in poi il racconto di Frusciante sul suo approccio chitarristico si sposta da un piano tecnico ad uno spirituale. <strong><em>«Ero molto ispirato da artisti non molto tecnici ma che invece mettevano energia nello strumento – al punto che sembra che lo strumento stia per esplodere. Per me ci sono un paio di modi per far ciò. Ad esempio, Eddie Van Halen ci riusciva. Molto aveva a che fare con la sua tecnica, ma c’era anche molta energia che confluiva nelle sue tecniche. Lo stesso vale per Randy Rhoads. Ogni volta che cominciava un assolo era davvero eccitante. Era un qualcosa che non poteva mancare. Questo è un tipo di energia. Poi c’è un altro tipo di energia, come quella di artisti come Johnny Thunders. Soprattutto nel primo disco degli Heartbreakers, dove non è tanto avere il controllo dello strumento, ma più esserne fuori controllo, facendolo suonare come se dovesse esplodere dalle tue mani». </em></strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em><strong>«</strong>Johnny Thunder era molto bravo in questo, così come lo erano Greg Ginn e Kurt Cobain. Molto del mio modo di suonare in questo disco è stato come nel voler colmare il vuoto tra queste forme di espressione – ci sono momenti delicati e momenti di reale distruzione dello strumento. Mi sono interessato di entrambi gli aspetti<strong><strong>»</strong></strong>.</em></p><cite>John Frusciante sul suo approccio nel suonare la chitarra in Unlimited Love</cite></blockquote>



<p>Un esempio di questi approcci chitarristici estremi combinati assieme su <strong><em>Unlimited Love</em></strong> è rappresentato dalla chitarra di Frusciante in <em>&#8220;The Great Apes&#8221;</em>. <strong><em>«Su quel pezzo, sia nell’assolo centrale che in quello finale, sento di creare una sintesi di questi aspetti. C’è la velocità, ma cosa ancora più importante, c’è molta espressività<strong><em>»</em></strong>.</em></strong> Ma c’è anche molta intensità, aggiunge. <strong><em>«Consiste nel suonare la chitarra trasmettendo ad essa più intensità, sarà esplosivo».</em></strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="824" height="823" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/jfgw2.jpg" alt="" class="wp-image-2257" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/jfgw2.jpg 824w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/jfgw2-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/jfgw2-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/jfgw2-768x767.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 824px) 100vw, 824px" /><figcaption>John Frusciante per Guitar World, foto di Jonathan Weiner</figcaption></figure></div>



<p>IL TEMPO DI JOHN FRUSCIANTE dentro (e fuori) i Red Hot Chili Peppers, e gli alti molto alti e i bassi molto bassi che lo hanno accompagnato, è stato ampiamente documentato. Nonostante tutto, dice, c&#8217;è un legame che è stato forgiato tra i membri della band che non potrà mai essere spezzato. <strong><em>«Abbiamo un rapporto speciale perché siamo passati dall&#8217;essere una band da club a una band da arena insieme»</em></strong>, dice. <strong><em>«Ad esempio, quando ero agli inizi nella band, abbiamo fatto degli spettacoli pessimi. Non sempre, ma c’erano spettacoli in cui non si presentava nessuno, o spettacoli in cui sentivamo che il pubblico non era così entusiasta come lo era prima che io entrassi nel gruppo. Così abbiamo dovuto costruire la nostra energia insieme per creare qualcosa di nuovo nella band. E questo lo abbiamo tirato fuori l&#8217;uno dall&#8217;altro. È una connessione che condividiamo e che nessun altro può condividere con noi, poiché solo noi quattro abbiamo vissuto quell&#8217;esperienza».</em></strong></p>



<p>È un&#8217;esperienza, riconosce anche Frusciante, molto diversa da quella condivisa dalla versione originale della band formata da <strong>Flea</strong>, <strong>Kiedis</strong>, il chitarrista <strong>Hillel Slovak</strong> e il batterista<strong> Jack Irons</strong>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Quei ragazzi si conoscevano dalle scuole medie e superiori, e sono passati dall&#8217;essere dei tipi goffi che dormivano sul pavimento della gente a realizzare d’un tratto, ‘Wow, quando saliamo sul palco, abbiamo questa energia che fa ballare un intero club di persone’»</em> dice Frusciante. <em>«Per me, niente di quello che abbiamo fatto intacca quella formazione in termini di energia che ho sentito ai loro spettacoli».</em></p><cite>John Frusciante e la sua ammirazione per la formazione originale dei RHCP, quella composta da Kiedis, Flea, Hillel Slovak e Jack Irons.</cite></blockquote>



<p>La riverenza di Frusciante per la formazione originale dei Red Hot Chili Peppers è profonda, ed è sincera. Tanto che, una settimana dopo la nostra intervista, torna per raccontarci ulteriormente come ci si sente ad unirsi alla propria <em>&#8220;band preferita al mondo&#8221;</em>. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="330" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/red-hot-chili-peppers-fo.jpg" alt="" class="wp-image-2263"/><figcaption>I RHCP nella loro formazione originale, da sinistra a destra: Jack Irons, Hillel Slovak, Anthony Kiedis, Flea</figcaption></figure></div>



<p><strong><em>«Volevo solo continuare a suonare nello stile che avevano creato con Jack e Hillel»</em></strong>, dice. <strong><em>«Pensavo che avrei suonato come Hillel, ma in maniera più appariscente. Dopo circa nove mesi mi sono reso conto che la mia esuberanza non stava impressionando nessuno, e non c&#8217;era davvero posto per questo nella chimica della band, così per un po&#8217; ho fatto affidamento solo sulla mia energia». </em></strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em><strong>«</strong>In quei primi nove mesi, ho avuto l&#8217;impressione che a gran parte del loro pubblico non piacessi, ma quando abbiamo pubblicato Mother&#8217;s Milk, mi sono sentito abbastanza accettato<strong>»</strong>.</em></p><cite>John Frusciante racconta i primi mesi dopo esser entrato nella band come chitarrista al posto del compianto Hillel Slovak</cite></blockquote>



<p>Riguardo alla particolare influenza di Slovak, tragicamente morto per un&#8217;overdose di eroina a soli 26 anni [nel 1988], Frusciante dice: <strong><em>«Sono molto fortunato ad aver sostituito un così grande stilista. La sfida di tentare di attrarre il suo pubblico è stata costruttiva per il mio personaggio, e anche quando è apparso il mio stile personale, stavo ancora usando il suo come base per quello che facevo. E fortunatamente per me, c&#8217;era una strana confluenza di anime, dove più rimanevo all&#8217;interno dei parametri stabiliti da Hillel, più suonavo come me stesso<em><strong>»</strong></em>. </em></strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong><em>«</em></strong><em>Volevo che il gruppo suonasse bene, così ho smesso di preoccuparmi di come avrei potuto presentarmi. Mi accontentai di fare da spalla agli altri ragazzi del gruppo e, inaspettatamente, questo mi fece risaltare di più, piuttosto che di meno. Ancora oggi vedo lo stile di Hillel come il centro del mio, per quanto riguarda la band. Era un giocatore di squadra, e aggiungeva colore e significato ai contributi dei suoi compagni, e questo è quello che cerco di fare anch’io<strong><em><strong>»</strong></em></strong>.&nbsp;</em></p><cite>Frusciante esprime tutta la sua ammirazione e gratitudine per Hillel Slovak</cite></blockquote>



<p>È interessante notare che, nonostante tutta la devozione giovanile di Frusciante per i Chili Peppers, egli dica anche che <strong><em>«entrarci è stata una cosa molto graduale»</em></strong>. Si è avvicinato alla band per la prima volta all&#8217;età di 14 anni, quando il suo insegnante di chitarra dell&#8217;epoca fece un&#8217;audizione per un posto nell&#8217;allora nascente gruppo. <strong><em>«Era il periodo in cui Hillel e Jack avevano abbandonato il gruppo </em></strong>[entrambi sarebbero poi rientrati]<strong><em>, e stavano cercando un nuovo chitarrista e batterista»</em></strong>, dice Frusciante. <strong><em>«Presero Cliff Martinez della band di Captain Beefheart per la batteria, e per la chitarra la scelta era tra Jack Sherman e il mio insegnante, che non ottenne il lavoro, ma seppi della band proprio quando mi disse della sua audizione».</em></strong></p>



<p>Non molto tempo dopo, un amico diede a Frusciante una compilation di musica dei Chili Peppers. Quello che sentì gli piacque, ma, dice, </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«solo quando li ho visti dal vivo sono diventati la mia band preferita.&nbsp;Questo è successo quando la band originale, con Jack e Hillel, era tornata insieme, non avevo mai visto niente del genere. L&#8217;energia era incredibile. Ho saltato per tutto lo spettacolo, e tutto sembrava&nbsp; una sfocatura psichedelica. Tutti erano davvero felici, e non sembrava che la band e il pubblico fossero separati. Quindi, se mi chiedi cosa ho amato di loro, è questo: quell&#8217;energia magica».</em></p><cite>John Frusciante su ciò che lo ha fatto innammorare dei Red Hot</cite></blockquote>



<p>Come evidenziato in <strong><em>Unlimited Love</em></strong>, oggi quell&#8217;energia magica è ancora viva nei Red Hot Chili Peppers. Ma richiede di fare tendenza. <strong><em>«Penso di aver amato la band con in formazione Hillel così tanto che, ai miei primi tempi con loro, tutto quello a cui riuscivo a pensare era quell&#8217;energia e a cercare di eguagliarla»</em></strong>, dice Frusciante.&nbsp;<strong><em>«</em></strong>E pensavo che questo significasse essere il chitarrista più infuocato di sempre, ad ogni livello<strong><em>»</em></strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="573" height="574" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/jfgw4.jpg" alt="" class="wp-image-2258" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/jfgw4.jpg 573w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/jfgw4-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/jfgw4-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 573px) 100vw, 573px" /><figcaption>John Frusciante per Guitar World, foto di Jonathan Weiner</figcaption></figure></div>



<p>Ciò che in realtà significava, come Frusciante torna a dire, era trovare quella <em>&#8220;onesta versione&#8221;</em> di se stesso come chitarrista. <strong><em>«Una volta che ho smesso di forzarlo<em>»</em></em></strong>, dice, <strong><em>«è stato allora che ho cominciato a sentirmi come, ‘Wow, abbiamo davvero quella stessa energia magica che la band aveva con Hillel’».</em></strong> Frusciante fa una pausa. <strong><em>«Del tipo, non stiamo cercando di averla, sai? Ce l&#8217;abbiamo e basta».</em></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Black Summer: la nostra traduzione e analisi del testo</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/black-summer-la-nostra-traduzione-e-analisi-del-testo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ntjr]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Feb 2022 10:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[behind the sun]]></category>
		<category><![CDATA[black summer]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[greta thunberg]]></category>
		<category><![CDATA[hillel slovak]]></category>
		<category><![CDATA[incendi]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[unlimited love]]></category>
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					<description><![CDATA[TESTO &#8220;BLACK SUMMER&#8221; A lazy rain am IThe skies refuse to cryCremation takes its piece of your supplyThe night is dressed like noonA sailor spoke too soonAnd China’s on the dark side of the moonHit me now Platypus are fewThe secret life of rooA personality I never knewGet it onMy Greta weighs a tonThe archers on the runAnd no one stands alone behind the sun It’s been a long time since I made a new friendWaiting on another black summer to endIt’s been a long time and you never know whenWaiting on another black summer to end Crack the flaming whipSailing on a censorshipRiding on a headless horse to make the trip I been waitingI been waitingWaiting on another black summer to end ACQUISTA IL CD UNLIMITED LOVE SU AMAZON.IT TRADUZIONE DEL TESTO a cura di Paolo Tedeschi e Francesco Generale &#8220;ESTATE NERA&#8221; Sono una pioggia pigra?I cieli rifiutano di piangereLa cremazione prende la sua parte della tua provvistaLa notte è vestita da pomeriggioUn marinaio ha parlato troppo prestoE la Cina è sul lato oscuro della luna(Colpiscimi ora) Gli ornitorinchi sono pochiLa vita segreta di RooUna personalità che non ho mai conosciuto(Dacci dentro)La mia Greta pesa una tonnellataGli arcieri in &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><span class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>TESTO</strong></span></h2>



<p><strong>&#8220;BLACK SUMMER&#8221;</strong></p>



<p><em>A lazy rain am I<br>The skies refuse to cry<br>Cremation takes its piece of your supply<br>The night is dressed like noon<br>A sailor spoke too soon<br>And China’s on the dark side of the moon<br>Hit me now</em></p>



<p><em>Platypus are few<br>The secret life of roo<br>A personality I never knew<br>Get it on<br>My Greta weighs a ton<br>The archers on the run<br>And no one stands alone behind the sun</em></p>



<p><em>It’s been a long time since I made a new friend<br>Waiting on another black summer to end<br>It’s been a long time and you never know when<br>Waiting on another black summer to end</em></p>



<p><em>Crack the flaming whip<br>Sailing on a censorship<br>Riding on a headless horse to make the trip</em></p>



<p><em>I been waiting<br>I been waiting<br>Waiting on another black summer to end</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.amazon.it/Unlimited-Love-Red-Chili-Pepper/dp/B09RNR16YF?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=2SP7N491GQ712&amp;keywords=red+hot+chili+peppers+unlimited+love+cd&amp;qid=1644153046&amp;sprefix=red+hot+chili+peppers+unlimited+love+c,aps,80&amp;sr=8-1&amp;linkCode=sl1&amp;tag=johncarpenter-21&amp;linkId=14484f5ba724576bebb9e305457cd2c6&amp;language=it_IT&amp;ref_=as_li_ss_tl&amp;fbclid=IwAR3ashaHoHcjD8WWmETEb8dToLDZuMyB6rV_yMMmVxEMjGaxjZniRm47xPM" target="_blank" rel="https://www.amazon.it/Unlimited-Love-Red-Chili-Pepper/dp/B09RNR16YF?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=2SP7N491GQ712&amp;keywords=red+hot+chili+peppers+unlimited+love+cd&amp;qid=1644153046&amp;sprefix=red+hot+chili+peppers+unlimited+love+c,aps,80&amp;sr=8-1&amp;linkCode=sl1&amp;tag=johncarpenter-21&amp;linkId=14484f5ba724576bebb9e305457cd2c6&amp;language=it_IT&amp;ref_=as_li_ss_tl&amp;fbclid=IwAR3ashaHoHcjD8WWmETEb8dToLDZuMyB6rV_yMMmVxEMjGaxjZniRm47xPM noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/redhotchilipeppers-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-1380" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/redhotchilipeppers-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/redhotchilipeppers-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/redhotchilipeppers-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/redhotchilipeppers.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption><strong>ACQUISTA IL CD UNLIMITED LOVE SU AMAZON.IT</strong></figcaption></figure>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="wp-block-heading"><span class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>TRADUZIONE DEL TESTO</strong></span></h2>



<h4 class="has-text-align-right wp-block-heading"><em>a cura di Paolo Tedeschi </em><br><em>e Francesco Generale</em></h4>



<p><strong>&#8220;ESTATE NERA&#8221;</strong></p>



<p><em>Sono una pioggia pigra?<br>I cieli rifiutano di piangere<br>La cremazione prende la sua parte della tua provvista<br>La notte è vestita da pomeriggio<br>Un marinaio ha parlato troppo presto<br>E la Cina è sul lato oscuro della luna<br>(Colpiscimi ora)</em></p>



<p><em>Gli ornitorinchi sono pochi<br>La vita segreta di Roo<br>Una personalità che non ho mai conosciuto<br>(Dacci dentro)<br>La mia Greta pesa una tonnellata<br>Gli arcieri in fuga<br>E nessuno rimane solo dietro il sole</em></p>



<p><em>È passato molto tempo da quando ho avuto un nuovo amico<br>Aspettando che passi un&#8217;altra estate nera<br>È passato molto tempo e non sai mai quando<br>Aspettando che passi un&#8217;altra estate nera</em></p>



<p><em>Spezza la frusta in fiamme<br>Navigando su una censura<br>Cavalcando un cavallo senza testa per compiere il viaggio</em></p>



<p><em>Ho aspettato<br>Che passasse un&#8217;altra estate nera</em></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="wp-block-heading"><span class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>ANALISI DEL TESTO</strong></span></h2>



<h4 class="has-text-align-right wp-block-heading"><em>a cura di Paolo Tedeschi</em></h4>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em><em>«</em>A lazy rain am I<br>The skies refuse to cry<br>Cremation takes its piece of your supply<br>The night is dressed like noon<br>A sailor spoke too soon<br>And China’s on the dark side of the moon»</em></p></blockquote>



<p>Questi primi versi si possono aprire almeno a due interpretazioni. La prima, seguendo il discorso in prima persona, è quella di una riflessione sul proprio modo di essere. Essere una <em>pioggia pigra</em> potrebbe voler indicare una personalità che, per quanto tormentata, non esplica spesso i tuoi pensieri (<strong><em><em>«</em>i cieli rifiutano di piangere<em>»</em></em></strong>). <br>Questa riflessione potrebbe essere anche scaturita da un evento particolare, e probabilmente è collegata ad una morte (<em>«<strong>la cremazione prende un pezzo dalle tue provviste<strong><em>»</em></strong></strong></em>): potrebbe infatti esserci un riferimento alla morte del padre di Kiedis, Blackie, deceduto durante la composizione del disco. <br>Una seconda interpretazione di queste prime strofe è quella di una riflessione che riguarda gli eventi climatici e gli incendi della California avvenuti negli ultimi anni. La descrizione quindi diventa un&#8217;istantanea in cui abbiamo piogge che latitano sempre più e animali che muoiono per via degli incendi, come in una cremazione, appunto. In questo clima di caos, la notte, per via di questi eventi, diviene agitata come se fosse il pieno di una giornata. La Cina, in questo quadro di scombussolamento, diviene nel frattempo il fulcro di una pandemia mondiale. La citazione <em>pinkfloydiana</em> rende bene l&#8217;idea di questa tensione vissuta ad inizio 2020.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Platypus are few<br>The secret life of roo<br>A personality I never knew<br>My Greta weighs a ton<br>The archers on the run<br>And no one stands alone behind the sun»</em></p></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.amazon.it/Unlimited-Doppio-Vinile-Deluxe-Poster/dp/B09RNS2BN6?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=2X1C04OI7YSGX&amp;keywords=red+hot+chili+peppers+unlimited+love+vinile&amp;qid=1644153112&amp;sprefix=red+hot+chili+peppers+unlimited+love+vinile,aps,80&amp;sr=8-1&amp;linkCode=sl1&amp;tag=johncarpenter-21&amp;linkId=c46bf1c011bb656d389c1fddd0c085b2&amp;language=it_IT&amp;ref_=as_li_ss_tl&amp;fbclid=IwAR0wn60uEstJCryLHgoqz7ZaA8InK879kxzoOrM4DsGYvQMCzf7UabIjk8g" target="_blank" rel="https://www.amazon.it/Unlimited-Doppio-Vinile-Deluxe-Poster/dp/B09RNS2BN6?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=2X1C04OI7YSGX&amp;keywords=red+hot+chili+peppers+unlimited+love+vinile&amp;qid=1644153112&amp;sprefix=red+hot+chili+peppers+unlimited+love+vinile,aps,80&amp;sr=8-1&amp;linkCode=sl1&amp;tag=johncarpenter-21&amp;linkId=c46bf1c011bb656d389c1fddd0c085b2&amp;language=it_IT&amp;ref_=as_li_ss_tl&amp;fbclid=IwAR3oy5d04sEao-gBfiPARJ-nOvyOedH7QU559C847HXNUGJMcLGeGN_Tr9A noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="809" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RHCPULvynil-1024x809.jpg" alt="" class="wp-image-1315" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RHCPULvynil-1024x809.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RHCPULvynil-500x395.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RHCPULvynil-768x607.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RHCPULvynil.jpg 1089w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption><strong>ACQUISTA IL VINILE DELUXE EDITION + POSTER DI UNLIMITED LOVE SU AMAZON.IT</strong></figcaption></figure>



<p>Per quanto il primo verso di questa seconda strofa potrebbe avere una facile risoluzione in senso ambientalista (letteralmente: <strong>«<em>gli ornitorinchi sono pochi»</em></strong>), una seconda chiave di lettura, visti i versi seguenti, è d&#8217;obbligo.<br>L&#8217;ornitorinco, infatti, è un mammifero diverso dagli altri: depone uova invece di partorire direttamente. Inoltre è un mammifero semi-acquatico. Questa potrebbe essere benissimo una immedesimazione di Kiedis con questo mammifero, dal momento che anche lui è un amante dell&#8217;acqua (inteso come <strong>surf</strong>). Ma anche alla sua natura da artista che lo rende diverso, e la metafora della deposizione delle uova potrebbe essere intesa per rappresentare la sua natura da nomade sentimentale. <br>Ma nella sua vita non mancano nemmeno lati oscuri. <strong><em>«La vita segreta di Roo»</em></strong> potrebbe essere con buone probabilità il riferimento al film horror <strong>&#8220;Whoever Slew Auntie Roo?&#8221;</strong>. Nel film la protagonista, <strong>Auntie Roo</strong>, è una vedova americana dal carattere gentile e che ogni anno organizza feste con bambini di un orfanotrofio. Tuttavia, lei ha problemi psichiatrici e possiede un segreto: in una stanza di casa è nascosto il cadavere mummificato di sua figlia alle quale dedica ninna nanne, cercando di entrare in contatto tramite un medium. Questo verso potrebbe dunque indicare un qualche feticcio di Anthony verso una persona che ha perso? O forse è l&#8217;esatto contrario? (<em>«<strong>Una personalità che non ho mai conosciuto</strong>»</em>). <br>La Greta nominata rimane senza apparenti altri indizi. Sarà un riferimento ad una sua fiamma? O forse la Greta che <em>«</em><strong><em>pesa una tonnellata</em></strong><em>»</em> è <strong>Greta Thunberg</strong>, il cui peso mediatico negli ultimi anni è stato notevole? Gli arcieri quindi potrebbero essere gli oppositori al suo pensiero eco-friendly che, in seguito alla pandemia, hanno dovuto far retromarcia nelle loro posizioni? <br><strong><em>«Nessuno rimane solo dietro il sole»</em></strong> sicuramente offre molteplici punti di vista. Probabilmente la sensazione descritta è quella di un protendersi verso il divino e, una volta raggiunto, la solitudine scompare. Ma potrebbe essere anche forse un&#8217;ennesima citazione a <strong>Slovak</strong>, amico fraterno di Kiedis e primo chitarrista della band. La canzone <strong>&#8220;Behind The Sun&#8221;</strong> <em>[contenuta nell&#8217;album del 1987, <strong>The Uplift Mofo Party Plan</strong>, nde]</em> sarebbe considerata da molti come il primo tentativo di <em>ballad</em> della band. Lo spirito di Slovak, che aleggia ancora con loro, è stato <a href="http://www.venicequeen.it/in-evidenza/kiedis-a-nme-com-il-piu-grande-evento-e-stato-il-ritorno-di-john-frusciante/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>menzionato anche nella loro prima intervista rilasciata per il lancio del singolo</strong></a>.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="RED HOT CHILI PEPPERS  Behind the Sun" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/yJz16TuHQPo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>Videoclip del singolo &#8220;Behind The Sun&#8221;, pubblicato nel 1992 a supporto della raccolta What Hits!? e quindi postumo alla morte del chitarrista Hillel Slovak e alla dipartita del batterista Jack Irons (1988).<br>La formazione che appare in questa clip è infatti composta da Kiedis, Flea, Frusciante, Smith.</figcaption></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em><strong><em>«</em></strong>It’s been a long time since I made a new friend<br>Waiting on another black summer to end<br>It’s been a long time and you never know when<br>Waiting on another black summer to end<strong><em>»</em></strong></em></p></blockquote>



<p>Il ritornello e l&#8217;outro sono un inno liberatorio di un periodo nero che è giunto al termine. L&#8217;estate potrebbe essere sempre il periodo di riferimento per gli <strong>incendi avvenuti in California</strong>, ma anche alle estati di siccità avute negli ultimi anni. <br>Potrebbero anche essere considerazioni legate ad estati diverse, di restrizioni dovute al <strong>Covid </strong>dal momento che <strong><em>«è passato molto tempo da quando ho fatto di nuovo amicizia»</em></strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em><strong>«</strong>Crack the flaming whip<br>Sailing on a censorship<br>Riding on a headless horse to make the trip<strong>»</strong></em></p></blockquote>



<p>La <em>frusta infiammata</em> da infrangere potrebbe essere sempre un riferimento agli incendi californiani, quindi una volontà di fermare chi provoca dolosamente questi roghi. <br>Un ulteriore spunto di riflessione su tutta la strofa potrebbe essere quello di una lotta alla censura: Kiedis si erge come <strong><em>«un marinaio su una censura»</em></strong> che quindi deve in qualche modo fuggire da coloro che vuole fustigare con queste parole di critica (i piromani).<br>La strofa termina <strong><em>«</em></strong><em><strong>cavalcando un cavallo senza testa per compiere il viaggio</strong></em><strong><em>»</em></strong>, probabilmente metafora di una vita che va vissuta dando più importanza al percorso che alla meta; la seconda opzione è che questo ultimo verso sia un riferimento al governo australiano, che fu definito <em>&#8220;headless horse&#8221;</em> a riguardo degli incendi che ci furono all&#8217;inizio del 2020.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="wp-block-heading"><span class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>ASCOLTA &#8220;BLACK SUMMER&#8221;!</strong></span></h2>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - Black Summer (Official Music Video)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/OS8taasZl8k?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>Videoclip ufficiale di &#8220;Black Summer&#8221;</figcaption></figure>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Kiedis a NME.com: «Il più grande evento è stato il ritorno di John Frusciante»</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/kiedis-a-nme-com-il-piu-grande-evento-e-stato-il-ritorno-di-john-frusciante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ntjr]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2022 14:56:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anthony kiedis]]></category>
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		<category><![CDATA[Veronica]]></category>
		<category><![CDATA[White Braids and Pillow Chair]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo tradotto in esclusiva per voi l&#8217;intervista alla band pubblicata su NME.com il 4 Febbraio 2022 in occasione del rilascio del nuovo singolo &#8220;Black Summer&#8221; «Tornare in studio, suonare, lasciando che le cose prendano forma… è stato eccitante.»Flea a NME.com Anthony Kiedis e Flea hanno parlato del ritorno di John Frusciante nei Red Hot Chili Peppers, prima dell&#8217;album &#8216;Unlimited Love&#8216; in uscita il prossimo 1° Aprile 2022. Parlando per NME.com in un&#8217;intervista esclusiva fotografata dal regista vincitore del premio Oscar Gus Van Sant, la band ha parlato del nuovo album e come il ricongiungimento con Frusciante li abbia «stimolati a vicenda positivamente». «Sinceramente, il più grande evento è stato il ritorno di John Frusciante nella band. è stato il più profondo cambiamento nelle nostre vite. E Dio mio, ero pronto per qualsiasi cosa.»Anthony Kiedis a NME.com Foto di Gus Van Sant per NME.com Il chitarrista ha caratterizzato la sua carriera con entrate ed uscite dalla band, cominciate da fine anni &#8217;80. La sua ultima apparizione fu nel 2006, con &#8216;Stadium Arcadium&#8216;, album da 7 milioni di copie. L&#8217;ex sostituto Josh Klinghoffer ha preso il posto di John Frusciante nel 2009, ed appare in &#8216;I&#8217;m With You&#8216; (2011) e in &#8216;The &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Abbiamo tradotto in esclusiva per voi l&#8217;<a href="https://www.nme.com/big-reads/red-hot-chili-peppers-cover-interview-2022-unlimited-love-3152682" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intervista alla band pubblicata su NME.com</a> il 4 Febbraio 2022 in occasione del rilascio del nuovo singolo &#8220;Black Summer&#8221;</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Tornare in studio, suonare, lasciando che le cose prendano forma… è stato eccitante.»</em></p><cite><em>Flea a NME.com</em></cite></blockquote>



<p><strong>Anthony Kiedis</strong> e <strong>Flea</strong> hanno parlato del ritorno di John Frusciante nei Red Hot Chili Peppers, prima dell&#8217;album &#8216;<strong>Unlimited Love</strong>&#8216; in uscita il prossimo <strong>1° Aprile 2022.</strong></p>



<p>Parlando per <strong>NME.com</strong> in un&#8217;intervista esclusiva fotografata dal regista vincitore del premio Oscar <strong>Gus Van Sant</strong>, la band ha parlato del nuovo album e come il ricongiungimento con <strong>Frusciante</strong> li abbia <strong><em>«stimolati a vicenda positivamente».</em></strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Sinceramente, il più grande evento è stato il ritorno di John Frusciante nella band. è stato il più profondo cambiamento nelle nostre vite. E Dio mio, ero pronto per qualsiasi cosa.<em>»</em></em></p><cite><em>Anthony Kiedis a NME.com</em></cite></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="870" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme3.jpg" alt="" class="wp-image-1350" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme3.jpg 696w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme3-400x500.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption>Foto di Gus Van Sant per NME.com</figcaption></figure>



<p>Il chitarrista ha caratterizzato la sua carriera con entrate ed uscite dalla band, cominciate da fine anni &#8217;80. La sua ultima apparizione fu nel 2006, con &#8216;<strong>Stadium Arcadium</strong>&#8216;, album da 7 milioni di copie. L&#8217;ex sostituto <strong>Josh Klinghoffer</strong> ha preso il posto di <strong>John Frusciante</strong> nel 2009, ed appare in &#8216;<strong>I&#8217;m With You</strong>&#8216; (2011) e in &#8216;<strong>The Getaway&#8217; </strong>(2016).</p>



<p>Durante la lavorazione del nuovo disco &#8216;<strong>Unlimited Love</strong>&#8216;, Kiedis e Flea hanno realizzato che qualcosa mancava.</p>



<p><strong><em>«Procedeva lentamente e senza una reale spinta decisa. Senza una direzione chiara<em>»</em>.</em></strong> Afferma Kiedis. <em><strong><strong><em>«</em></strong>In seguito, io e Flea, siamo arrivati indipendentemente allo stesso sentire condiviso, che dentro noi diceva: &#8216;Sarebbe bello coinvolgere John in questo processo in qualche modo.&#8217; Molto tempo era passato e lui, dopo essersi preso i suoi spazi, era tornato a frequentare nuovamente la nostra cerchia<strong><em>»</em></strong>.</strong></em> E Kiedis ha ragione: alla fine del 2019, il notoriamente privato<strong> Frusciante</strong> stava uscendo un po’ di più. Era in contatto con <strong>Flea</strong> – furono anche visti insieme ad una partita di basket. Eppure, la sua riemersione non è mai stata data per scontata. Aveva trascorso l&#8217;ultima decade a comporre per lo più musica elettronica. Si ricordava ancora come essere un <em>Red Hot Chili Pepper</em>?</p>



<p><strong><em><strong><em>«</em></strong>Sembrava che il ritorno fosse nell&#8217;aria<strong><em>»</em></strong></em></strong>, dice oggi <strong>Frusciante</strong>, in videochiamata dalla sua &#8216;music room&#8217; di casa a LA. È completamente sdraiato su una poltrona pieghevole, mentre dei cavi strisciano intorno a lui nei tanti pezzi tecnologici con cui ha armeggiato. Il suo gatto, un ragamuffin con la faccia schiacciata di nome Francis, compare regolarmente nell&#8217;inquadratura. <strong>John</strong> dei quattro è sempre stato il più timido davanti ai media &#8211; un uomo gentile e tranquillo che si trasforma quando ha una sei-corde tra le mani &#8211; quindi è rassicurante vederlo così rilassato. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em><strong><strong><em><strong><em>«</em></strong></em></strong></strong>Flea mi mise quest&#8217;idea in testa, ed ero seduto qui con la chitarra, a riflettere sul fatto che non scrivevo della musica rock da tanto tempo. Potevo ancora farlo?<strong><em>»</em></strong></em></p><cite><em>John Frusciante a NME.com</em></cite></blockquote>



<p>Non avrebbe dovuto preoccuparsi. La canzone che scrisse quel giorno era talmente buona da diventare il primo singolo della band da 5 anni a questa parte. &#8220;<strong>Black Summer&#8221;</strong>, uscita oggi <em>(il 4 Febbraio 2022: leggi <a href="http://www.venicequeen.it/in-evidenza/black-summer-il-nuovo-singolo-dei-rhcp-fuori-ora/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>QUI</strong></a> la nostra news e clicca <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/watch?v=OS8taasZl8k" target="_blank"><strong>QUI</strong></a> per vedere il videoclip, nde)</em>, comincia con poche battute di semplici e dolorosi lick di chitarra, prima che il liscio baritono del frontman Anthony Kiedis prenda il sopravvento. <strong><em><strong><em><strong><em>«</em></strong></em></strong>The archer&#8217;s on the run / And no one stands alone behind the sun»</em></strong>, canticchia malinconicamente, finché uno scricchiolante riff non dà il via all’euforico ritornello della traccia. Frusciante segue con uno stridulo assolo che senza dubbio piacerà ai fan, una porzione dei quali sperava in un suo eventuale ritorno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="691" height="356" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bs.jpg" alt="" class="wp-image-1351" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bs.jpg 691w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bs-500x258.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 691px) 100vw, 691px" /><figcaption>Un frame dal videoclip di &#8220;Black Summer&#8221;, diretto dalla regista Deborah Chow</figcaption></figure>



<p>Ovviamente, un altro peperoncino in pentola vuol dire meno spazio per gli altri &#8211; e la band era dispiaciuta di dover lasciar andare <strong>Klinghoffer</strong>. <strong><em>«<strong><em>È</em></strong> stato un grande scossone per noi separarci da Josh»</em></strong>, dice <strong>Flea</strong>, con un sopracciglio aggrottato dietro un paio di giganteschi occhiali da aviatore. <strong><em><strong><em>«</em></strong>È stato con noi per 10 anni, una cosa emotivamente difficile da fare. Non era solo un grande musicista, ma anche un compagno di squadra premuroso e di supporto &#8211; una persona di mentalità comune, gentile e intelligente. Ma da un punto di vista artistico, in termini di capacità di parlare lo stesso linguaggio musicale, era più facile lavorare con John. Tornare in una stanza, iniziare a suonare e lasciare che le cose prendessero la loro strada…è stato eccitante<strong><em>»</em></strong>.</em></strong></p>



<p>C&#8217;era ancora un altro uomo chiave da arruolare, però. Il super-produttore <strong>Rick Rubin</strong> ha collaborato con chiunque, da Kanye West a Lady Gaga, ma il suo successo commerciale più consistente è arrivato probabilmente grazie ai Chilis. Dietro le quinte di tutti gli album tranne uno da &#8216;Blood Sugar Sex Magik&#8217; del 1991, Rubin è per Anthony, Flea, John e il batterista Chad Smith ciò che George Martin era per John, Paul, George e Ringo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RUBIN-2-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-1360" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RUBIN-2-1024x682.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RUBIN-2-500x333.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RUBIN-2-768x512.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RUBIN-2.jpg 1523w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Rick Rubin, produttore di tutti gli album dei RHCP da Blood Sugar Sex Magik (1991) fino ad &#8216;I&#8217;m With You&#8217; (2011). Dopo aver lasciato il posto a Danger Mouse nel 2016 per &#8216;The Getaway&#8217; , il guru dei produttori sarà nuovamente al fianco dei Peppers per &#8216;Unlimited Love&#8217;, il nuovo album in uscita il 1° Aprile 2022.</figcaption></figure>



<p><strong><em><strong><em>«</em></strong>Riportare indietro Rick fu una scelta ovvia<strong><em>»</em></strong></em></strong>, dice <strong>Kiedis</strong>, nonostante un soggiorno con <strong>Danger Mouse </strong>(che ha prodotto ‘25’ di Adele e ‘El Camino’ dei Black Keys) per il solo album <strong>&#8216;The Getaway&#8217;.</strong> La presenza di Rubin è cucita sulla tappezzeria della band, essendo stato presente in quasi tutta la loro musica più memorabile. Infatti, egli è così affezionato al gruppo che vedere Frusciante tornare fra loro è stato troppo per lui.</p>



<p><strong><em><strong><em>«</em></strong>Venni invitato alla prima prova dopo il ritorno di John e mi venne da piangere»</em></strong> ha detto di recente <strong>Rubin</strong> al wrestler professionista Chris Jericho nel suo podcast &#8216;This Is Jericho&#8217;. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Era così entusiasmante vedere quelle persone di nuovo riunite perché loro hanno fatto grande musica per molto tempo e ciò mi ha colpito a livello emotivo.»</em></p><cite><em>Rick Rubin in una recente intervista al wrestler professionista Chris Jericho nel suo podcast &#8216;This Is Jericho&#8217;</em></cite></blockquote>



<p>Sfortunatamente, appena iniziate quelle sessioni magiche, dovettero fermarsi. Erano gli inizi del 2020 e il <strong>COVID-19</strong> imperversava in tutto il pianeta. Rinchiusi nelle rispettive residenze sulla West Coast, ognuno dei Peppers si è dunque preso il tempo di scrivere delle melodie. Quando finalmente è arrivato il momento di iniziare.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Quando finalmente è arrivato il momento di iniziare a registrare – un anno dopo, nel leggendario studio Shangri-La di Rubin a Malibu – avevano più di 100 canzoni nuove di zecca da cui attingere.</h4>



<h3 class="wp-block-heading">I brani contenuti in ‘Unlimited Love’ sono tra i migliori che la band abbia mai scritto. C’è la jam soul di &#8220;She’s A Lover&#8221;, il bop jazz di &#8220;Aquatic Mouth Dance&#8221;, il surf-rock distorto di &#8220;White Braids and Pillow Chair&#8221; e la partenza a fuoco lento di &#8220;Veronica&#8221;, che nasconde un outro epico in debito con &#8220;Happiness Is A Warm Gun&#8221; dei Beatles. Vocalmente, Kiedis non è mai stato meglio di quando accoppia dei potenti ganci pop con un ringhiante punk gutturale in &#8220;Bastards Of Light&#8221;. Sa tutto di rinascita istantanea.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="870" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme5.jpg" alt="" class="wp-image-1358" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme5.jpg 696w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme5-400x500.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption>Foto di Gus Van Sant per NME.com</figcaption></figure>



<p><strong><em>«Ci sentiamo freschi come una nuova band»</em></strong>, conferma<strong> Frusciante</strong>, che va avanti a spiegare come un cambiamento della mentalità collettiva abbia contribuito a fomentare la creatività. <em><strong>«Ci ho messo dentro molto meno ego rispetto al passato e penso che valga lo stesso anche per gli altri. Non si trattava tanto di competizione, quanto piuttosto di voler veramente dare una parte di noi stessi al prossimo e di ascoltare con entusiasmo ciò che gli altri proponevano. Talvolta in passato, come in ‘By The Way’ per esempio, o in ‘Mother’s Milk’ </strong></em>[l’album del 1989, ndr]<em><strong>, ciascuno di noi si sarebbe sentito soffocato dagli altri<strong><em>»</em></strong>.</strong></em></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Stavolta invece c’era la sensazione che ognuno si interessasse agli altri e fosse genuinamente eccitato al pensiero che tutti fossero la miglior versione di se stessi.»</em></p><cite><em>John Frusciante a NME.com</em></cite></blockquote>



<p><strong>Kiedis</strong> è d’accordo: <strong><em>«</em></strong><em><strong>L</strong></em><strong><em>a dinamica era molto sana, produttiva e creativa. A volte possiamo essere un po&#8217; troppo competitivi e questo può portarci alla discordia, ma stavolta ci siamo davvero incoraggiati l’un l’altro in maniera positiva».</em></strong><br>In giugno il quartetto si imbarcherà in una serie di date che includeranno il loro primo tour negli stadi degli Stati Uniti. Hanno già suonato in posti grandi inclusi gli stadi, e anche tre sold-out all&#8217; Hyde Park. È stata un&#8217;idea di <strong>Flea</strong>, apparentemente, e finalmente è riuscito a convincere <strong>Kiedis</strong> che avrebbe funzionato. <strong><em>«Sono posti complicati da riempire con nella maniera in cui vogliamo, ma volevamo fare qualcosa che non avessimo mai fatto. Quindi cercheremo di costruire un palco bellissimo, adatto per questi ambienti così grandi»</em></strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="870" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme1.jpg" alt="" class="wp-image-1353" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme1.jpg 696w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme1-400x500.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption>Foto di Gus Van Sant per NME.com</figcaption></figure>



<p>Cercando ispirazioni, <strong>Kiedis</strong> nomina il baffuto <strong>Freddie Mercury</strong> come qualcuno da studiare. Dopotutto il successo che avevano i Queen nello spazzar via delle folle mostruose è inarrivabile. Entrambe le band hanno anche storie simili di feste da backstage: nella sua autobiografia del 2004 <strong>&#8216;Scar Tissue&#8217;</strong>, Anthony ricorda di essere stato presente ad una faida tra ubriachi della crew di <strong>Ice Cube</strong> e la band <em>shoegaze</em> scozzese dei <strong>Jesus and Mary Chain</strong>, mentre invece Freddie era noto per servire vassoi di cocaina alle feste. La vita in tour è un po&#8217; più tranquilla adesso: la band preferisce una situazione rilassata. <em><strong>«Non siamo più dei polletti giovani»</strong></em> scherza il batterista <strong>Chad Smith</strong>. <strong><em>«Ognuno ha il proprio camerino e abbiamo una zona in comune in cui stiamo insieme, 30 anni fa era caotico, ma adesso ci beviamo un the leggiamo il giornale»</em></strong>. Chad può essere contento di rilassarsi ma il suo cantate non sembra pensarla alla stessa maniera. </p>



<p>Nella nuova canzone &#8216;One Way Traffic&#8217; un boogie energetico con un groove Hip Hop, inveisce contro il &#8220;maturare&#8221; e diventare &#8220;un po’ noiosi&#8221;:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Friends got married, had them dogs<br>Now they read those catalogues<br>This commerce makes me nauseous<br>When did life get so damn cautious?»</em></p><cite><em>Qualche verso del testo di &#8220;One Way Traffic&#8221;, uno dei 17 brani contenunti in &#8216;Unlimited Love&#8217;</em></cite></blockquote>



<p>Questa può essere una reazione per il raggiungimento dei 60?<br><strong><em>«60 non significa un cavolo per me»</em></strong> dice, mettendo immediatamente fine alla questione. <strong><em><strong><em>«</em></strong>Non do molta importanza o peso ai compleanni, traguardi, numeri tondi, numeri dispari e numeri pari<strong><em>»</em></strong></em></strong>. Dopo quasi quattro decadi nel business, i ragazzi hanno vissuto una giusta dose di esaltazione, adrenalina e anche una grave perdita. Il chitarrista cofondatore <strong>Hillel Slovak</strong>, che Kiedis conosceva fin dalle Superiori, morì tragicamente nel 1988 per una overdose di eroina (fu sostituito da Frusciante). I quattro fondatori avevano appena iniziato a costruire una solida fanbase grazie al loro terzo disco<br>&#8216;<strong>The Uplif Mofo Party Plan</strong>&#8216; che li vide debuttare nella classifica degli album più venduti di Billboard. L&#8217;arrivo del sessantesimo compleanno di Slovak ha fatto sì che la sua presenza fosse più sentita durante le prove? </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/originalpeppers.jpg" alt="" class="wp-image-1355" width="558" height="413" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/originalpeppers.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/originalpeppers-95x71.jpg 95w" sizes="auto, (max-width: 558px) 100vw, 558px" /><figcaption>I Red Hot Chili Peppers nella loro formazione originale.<br>Da sinistra a destra: Jack Irons (batteria), Anthony Kiedis (voce), Flea (basso), Hillel Slovak (chitarra)</figcaption></figure></div>



<p><strong><em>«L&#8217;energia di Hillel Slovak non si è mai completamente spenta<strong><em>»</em></strong></em></strong> dice <strong>Kiedis</strong> mentre cerca le parole prima di ricordare uno dei suoi rimpianti più grandi, verso la fine del 1983, quando i Chili erano ancora dei giovani vestiti strani e con poche prospettive. <strong>Slovak</strong> e il batterista <strong>Jack Irons</strong> lasciarono il gruppo per un breve periodo per concentrarsi sugli <strong>What Is This?</strong> che avevano già un contratto discografico.<br><strong><em>«Avrei voluto che Hillel non fosse mancato alla prima registrazione</em></strong> [l&#8217;omonimo debutto &#8216;The Red Hot Chili Peppers&#8217;, ndr) <em><strong>quell&#8217;anno» </strong></em>ricorda Kiedis. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Abbiamo fatto alcune esibizioni in televisione nel 1984 e adesso le guardo e penso &#8216;Dannazione, vorrei che Hillel ci fosse stato.&#8217; Era un creatore della band, era una sua bambina. In ogni modo è andata come è andata ma Hillel è ancora nei nostri cuori che siano 30, 40, 50, 60 o anche 100 anni.»</em></p><cite><em>Anthony Kiedis a NME.com</em></cite></blockquote>



<p>Caspita! Anthony pensa di darsi una calmata da pensionato?<br><strong><em>«Non passo molto tempo ad immaginare il futuro, so cosa abbiamo da fare oggi. Dobbiamo diventare molto bravi nel suonare queste canzoni live e poi dipende dalla salute emotiva della band. Il tour è un grande test di sopravvivenza e vedremo cosa succederà. Sono sempre ottimista e non vedo motivi per smettere di fare ciò che facciamo».</em></strong><br>Quindi cosa ci sarà dopo &#8216;Unlimited Love&#8217; e il tour intorno al globo? Non un&#8217;altra attesa di sei anni per avere nuova musica?<br><strong><em><strong><em>«</em></strong>Oh no»</em></strong> dice Kiedis, con l’aria di chi ha delle buone notizie da dare. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em><strong>«</strong>Rilasceremo musica a profusione, letteralmente. Non sorprendetevi se un’altra carrellata di canzoni dovesse arrivare nel prossimo futuro. Abbiamo un sacco di roba da far ascoltare alle persone.»</em></p><cite><em>Anthony Kiedis a NME.com</em></cite></blockquote>



<p>Lo stuzzichiamo per avere altri dettagli, ma Kiedis rifiuta di rispondere. La band ha già subito fughe di notizie in passato, quindi non deve sorprendere che voglia tenere la bocca chiusa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="870" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme4.jpg" alt="" class="wp-image-1354" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme4.jpg 696w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme4-400x500.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption>Foto di Gus Van Sant per NME.com</figcaption></figure>



<p><strong>Frusciante</strong> invece è più disposto ad esporsi. Dice che c’è un <strong><em>«piano libero»</em></strong> per un secondo album dopo ‘Unlimited Love’ – e che la band <strong><em>«ha registrato quasi 50 brani»</em></strong> durante le sessioni con Rubin: <strong><em>«Di certo c’è un bel po’ di materiale che ci piace».</em></strong> Ancor più eccitato, aggiunge che quest’altro progetto <strong><em>«ha un’energia rilassata ben distinta dall’intensità del disco che abbiamo appena fatto».</em></strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Se davvero stiamo per entrare in una nuova, prolifica fase della band, ebbene ‘Unlimited Love’ è l’album perfetto per inaugurarla. Fresco, coraggioso e ovviamente funky, ogni fibra dei Red Hot Chili Peppers scorre nel suo DNA, oltre a una tensione bonus in John Frusciante. È una buona cosa che non siano più una banda di biker, perché gli indistruttibili della California non se ne andranno tanto presto. Hanno ancora molto da fare.</h3>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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