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	<title>intervista &#8211; VeniceQueen.it</title>
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	<title>intervista &#8211; VeniceQueen.it</title>
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		<title>Guitar Player (Holiday 2022) parte 2 di 3: l&#8217;allenamento di John Frusciante e i suoi rituali pre-concerto</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/lallenamento-di-john-frusciante-sincronizza-il-corpo-e-la-mente-con-i-suoi-rituali-pre-concerto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2022 14:32:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
		<category><![CDATA[John Frusciante]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[guitar player]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[red hot chili peppers]]></category>
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					<description><![CDATA[Guitar Player dedica la sua uscita &#8220;natalizia&#8221; a John Frusciante.In questa seconda parte che abbiamo tradotto per voi, il chitarrista newyorkese parla di come riesce a sincronizzare cuore e mente con i suoi esercizi. Intervista diRichard BienstockFoto di copertinaJonathan WeinerTraduzione per VQ.it a cura diVincenzo Fasulo Ad ogni chitarrista piace suonare. Ma non a tutti piace fare pratica. John Frusciante ha una devozione per entrambe. «Lo faccio per il puro scopo di allenarmi, e non con l’intento di migliorare o di diventare più veloce» Per Frusciante, i benefici della pratica sono parte di una visione d’insieme. «Mi schiarisce la mente al mattino &#8211; sincronizza il corpo con la mente e la mente con il corpo. Gli esercizi sono sia mentali che fisici». Ma c’è una cosa che John Frusciante detesta della pratica: non avere tempo a sufficienza. «Quando sono a casa, posso esercitarmi quanto mi pare. Ma quando siamo in tour, si va sempre di fretta ed esercitarmi sembra più un lavoro che un piacere. In tour cerco sempre di dedicare quanto più tempo possibile alla pratica» Frusciante è stato così gentile da regalarci una panoramica dei suoi esercizi e rituali pre-concerto con i Red Hot Chili Peppers. Sedetevi comodi, &#8230;]]></description>
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<h3 class="wp-block-heading"><strong>Guitar Player</strong> dedica la sua uscita &#8220;natalizia&#8221; a <strong>John Frusciante</strong>.<br>In questa seconda parte che abbiamo tradotto per voi, il chitarrista newyorkese parla di come riesce a <strong>sincronizzare cuore e mente con i suoi esercizi</strong>.</h3>



<h5 class="has-text-align-right wp-block-heading">Intervista di<br><strong>Richard Bienstock</strong><br><br>Foto di copertina<br><strong>Jonathan Weiner</strong><br><br>Traduzione per VQ.it a cura di<br><strong>Vincenzo Fasulo</strong></h5>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Ad ogni chitarrista piace suonare. Ma non a tutti piace fare pratica. John Frusciante ha una devozione per entrambe.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-left is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Lo faccio per il puro scopo di allenarmi, e non con l’intento di migliorare o di diventare più veloce»</em></p></blockquote>



<p>Per Frusciante, i benefici della pratica sono parte di una visione d’insieme. </p>



<p>«Mi schiarisce la mente al mattino &#8211; sincronizza il corpo con la mente e la mente con il corpo. Gli esercizi sono sia mentali che fisici».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/image.png" alt="" class="wp-image-3908" width="541" height="551" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/image.png 778w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/image-491x500.png 491w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/image-768x782.png 768w" sizes="(max-width: 541px) 100vw, 541px" /></figure></div>



<p>Ma c’è una cosa che John Frusciante detesta della pratica: non avere tempo a sufficienza.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Quando sono a casa, posso esercitarmi quanto mi pare. Ma quando siamo in tour, si va sempre di fretta ed esercitarmi sembra più un lavoro che un piacere. In tour cerco sempre di dedicare quanto più tempo possibile alla pratica»</em></p></blockquote>



<p>Frusciante è stato così gentile da regalarci una panoramica dei suoi esercizi e rituali pre-concerto con i Red Hot Chili Peppers. Sedetevi comodi, rilassatevi, e ritagliatevi un paio d’ore, o anche 10, per provarli anche voi.</p>



<p><strong>1. Comincia con le scale</strong></p>



<p>«Un buon allenamento parte sempre dalle scale. Di solito comincio col suonare quattro note in ogni ordine e permutazione, usando tutte e quattro le dita. L’esercizio va più o meno cosi, (i numeri da 1 a 4 rappresentano rispettivamente l’indice, il medio, l’anulare e il mignolo): <strong><em>1,2,3,4; 1,2,4,3; 1,3,2,4;1,3,4,2; 1,4,2,3; 1,4,3,2</em></strong>. Ogni sequenza parte dall’indice. Dopodiché prosegue con permutazioni che partono dal medio, dall’anulare e così via. E ci sono diverse variazioni: ad esempio si possono prendere le prime due note su una corda e le ultime due su un’altra. Oppure suonare al contrario. Puoi prendere un accordo qualsiasi e suonare ogni variazione di ogni nota con tutte le dita, come una sorta di arpeggio. È un esercizio molto interessante. La prima parte di solito la faccio senza inserire alcun accento, prendendo ispirazione da <em>Bill Bruford</em>. È una tecnica che lui utilizza spesso: all&#8217;inizio dei suoi esercizi non ci sono accenti, ma vengono inseriti gradualmente all&#8217;avanzare dell&#8217;esercizio. Lo trovo un ottimo approccio”.</p>



<p><strong>2. Divide et Impera</strong></p>



<p>«Una volta eseguiti i primi esercizi, continuo sempre con le scale ma questa volta in ordine sparso, dividendo le tonalità in gruppi diversi, ad esempio sette, cinque o quattro. Ci sono diverse modalità di esecuzione: due, tre o quattro note per corda. Delle volte ci lavoro per ore e ore, mi sbizarrisco ad esempio accentando le quinte mentre suono note in gruppi di sette. Mi diverto parecchio; a volte suono le stesse quattro note a ripetizione, ma con accenti di terza che cadono su note diverse ad ogni battuta. In questo modo posso creare fantasie e schemi interessanti. È affascinante osservare come gli accenti abbiano una precisione così matematica».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/IMG_7534-1024x939.jpg" alt="" class="wp-image-3909" width="470" height="431" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/IMG_7534-1024x939.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/IMG_7534-500x459.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/IMG_7534-768x704.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/IMG_7534.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px" /></figure></div>



<p><strong>3. Alla moda </strong></p>



<p>«Un altro esercizio che trovo molto utile conciste in una <strong>scala dorica</strong> <em>(LA-SI-DO-RE-MI-FA#-SOL),</em> che parte dal quinto tasto. Vedila come una <strong>scala eolia</strong> <em>(MI-FA#-SOL-LA-SI-DO-RE)</em>, con MI come punto centrale invece di LA. Quindi rimani nella stessa posizione passando ad una <strong>scala frigia </strong>in MI <em>(MI-FA-SOL-LA-SI-DO-RE)</em>, e ancora ad una <strong>misolidia</strong> in MI <em>(MI-FA#-SOL#-LA-SI-DO#-RE)</em>. È un ottimo esercizio mentale, a cui di solito aggiungo la lettura di un libro di scale scritto da Nicolas Slonimsky che porto sempre con me quando sono in tour».</p>



<p><strong>4. Trova la quadra con la band</strong></p>



<p>Dopo ore di allenamento individuale, arriva il momento di provare con gli altri. Siamo a più o meno quattro ore dall&#8217;inizio del concerto. Durante le prove con la band cerco di fare quanto meno errori possibili, senza improvvisare e suonando assoli che conosco a memoria. Alla fine se me la sento mi sbizarrisco un pò con qualche pezzo più veloce e complicato come <em>Over the Mountain </em>di <em>Ozzy Osbourne. </em></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«In generale, il mio obiettivo principale è assicurarmi che bending e vibrati siano a posto.»</em></p></blockquote>



<p>«Per questo mi aiuta molto suonare alcuni pezzi strumentali di Frank Zappa, che suono in ordine graduale di complessità. Non sono difficilissimi ma sono un toccasana per le mani perché mi fanno muovere le dita in modo inusuale». </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://i.pinimg.com/originals/9d/f4/d6/9df4d61d08cb52cddddb4b9bdf7a3cb7.jpg" alt="I'm having a frugasm | John frusciante, John frusciante young, Red hot  chili peppers"/></figure></div>



<p>«Sono pezzi che suonavo sempre da ragazzino, e che ho rispolverato prima di andare di nuovo in tour.</p>



<p>Altri pezzi e artisti con cui mi esercito: <em>Jimi Hendrix, Jeff Beck, Mott The Hoople, Aqualung</em> dei <em>Jethro Tull</em>, <em>Sitting on the Top of the World</em> e <em>Born Under a Bad Sign</em> dei <em>Cream</em>. Questi ultimi sono perfetti per riscaldarsi perché contengono un sacco di <em>bending, sliding</em> e <em>vibrati</em>, e ti lasciano anche spazio per riposare le mani durante il cantato di Jack Bruce».</p>



<p><strong>5. Fatti di punk!</strong></p>



<p>«Anche il punk fa parte del mio allenamento. Mi piace esercitarmi con brani dei <em>Germs</em> o dei <em>Ramones</em> perché aiutano molto la mia ritmicità. Tutti i pezzi dei Ramones utilizzano <em>downstrokes, </em>e di solito comincio con quelli più lenti, tipo <em>Beat on the Brat,</em> per poi passare ad altri più impegnativi presi dai loro primi album. La cosa più importante è utilizzare il polso e non braccia o spalle, e quando mi accorgo di essere troppo rigido mi fermo immediatamente.</p>



<p>Con i Ramones alleno principalmente i <em>downstrokes, </em>mentre con i Germs gli <em>upstrokes.</em></p>



<p>Se sono dell’umore giusto, a volte faccio anche qualcosa dei <em>Bow Wow Wow</em>; il senso ritmico di <em>Matthew Ashman</em> è eccezionale».</p>



<p><strong>6. È l&#8217;ora di bollire le mani</strong></p>



<p>«Oltre ai tanti esercizi già citati, un&#8217;altra tecnica che utilizzo è quella di mettere a mollo le mani in acqua bollente con una macchina <em>sous vide</em>, che in pratica è capace di riscaldare l’acqua ad altissime temperature. Tempo fa sentii delle voci riguardo Allan Holdsworth, di come in pratica non faccia alcun tipo di riscaldamento pre-concerto, ma semplicemente immerga le mani in acqua bollente. Ne parlai con il mio tecnico durante le registrazioni dell’album, gli dissi che avevo bisogno di un modo per rilassare le mani tra una registrazione e l’altra. </p>



<p>Così decidemmo di sperimentare questo metodo; i primi tempi la temperatura dell’acqua la impostavo sui 45 gradi centigradi, ma adesso arrivo anche a 47-48 gradi. Quando sono teso, mi basta immergere le mani e gli avambracci dai 30 secondi ai 10 minuti, ad intervalli regolari durante le quattro ore che precedono un concerto, tra un esercizio e un altro».</p>



<p><strong>7. Tapping &amp; Trilling </strong></p>



<p>«Ogni tanto, se me la sento, improvviso anche dei <em>tapping</em> e <em>trilling</em> con la mano sinistra, in pratica alternando rapidamente più note sulla stessa corda. È molto facile tendere i muscoli con questo tipo di esercizi, quindi bisogna stare attenti. Se ciò accade, risolvo mettendo le mani a mollo per qualche minuto per poi ricominciare da capo. Già solo 5 minuti di questi due esercizi possono fare davvero la differenza».</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RRzorZxrmyjk6fiHAZCgce.jpg" alt="Classic interview: John Frusciante – &quot;The only album I remember feeling  totally and completely confident on 100 per cent was By The Way, and I  wasn't actually challenging myself on that album&quot; |"/></figure>



<p></p>



<p><strong>8. Non bisogna avere fretta</strong></p>



<p>«In un mondo ideale, farei almeno 10 ore di esercizi prima di salire sul palco. Ma realisticamente, se riesco a fare un paio d&#8217;ore di prima mattina ed altre quattro ore prima del concerto, sono ugualmente soddisfatto. Delle volte capita che devo affrettarmi con l’allenamento, a stento riesco a ritagliarmi un paio d’ore se ad esempio siamo in viaggio. Ma cerco di evitare quando posso perché è un qualcosa che detesto, se devo andare di fretta lo sento più come un lavoro che come un qualcosa di piacevole che mi fa stare bene».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anthony Kiedis su Return of the Dream Canteen e l&#8217;incredibile flusso creativo dal ritorno di John Frusciante.</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/anthony-kiedis-sul-tour-appena-concluso-return-of-the-dream-canteen-e-lincredibile-flusso-creativo-dal-ritorno-di-john-frusciante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 15:10:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
		<category><![CDATA[anthony kiedis]]></category>
		<category><![CDATA[concerti]]></category>
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		<category><![CDATA[Return Of The Dream Canteen]]></category>
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					<description><![CDATA[Intervistato da 107.7 The End, radio locale di Seattle (Washington), Anthony Kiedis spazia su vari argomenti, raccontando del Global Stadium Tour appena concluso, del nuovo album Return of the Dream Canteen, e di come il ritorno di John Frusciante abbia fatto esplodere un enorme flusso di prosperità creativa, testimoniata dai due doppi album pubblicati in questo 2022, &#8220;Unlimited Love&#8221; e &#8220;Return of the Dream Canteen&#8220;, per un totale di 35 nuovi brani nel loro repertorio. Qui sotto trovate l&#8217;intervista integrale, tradotta per voi da Venice Queen. Intervista ad Anthony Kiedis – 107.7 The End – Alternative. Seattle. Non c’è nemmeno bisogno di elencare I record stabiliti o i successi conseguiti dai Red Hot Chili Peppers per capirne l’importanza. Ad esempio, un mio amico che recentemente ha visitato il Giappone mi ha scritto ogni volta che ha sentito una canzone dei Red Hot suonare in radio, in posti dove l’inglese non è nemmeno così diffuso. Per decenni, (I Red Hot Chili Peppers, ndr.) hanno influenzato la nostra cultura, non solo come una nazione ma come esseri umani. È incredibile! Oggi abbiamo come ospite telefonico il mitico Anthony Kiedis – Buongiorno Anthony! Buongiorno a te! Anthony, sei reduce da un’estate piena di &#8230;]]></description>
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<p>Intervistato da 107.7 The End, radio locale di Seattle (Washington), Anthony Kiedis spazia su vari argomenti, raccontando del Global Stadium Tour appena concluso, del nuovo album <em>Return of the Dream Canteen</em>, e di come il ritorno di John Frusciante abbia fatto esplodere un enorme flusso di prosperità creativa, testimoniata dai due doppi album pubblicati in questo 2022, &#8220;<em>Unlimited Love</em>&#8221; e &#8220;<em>Return of the Dream Canteen</em>&#8220;, per un totale di 35 nuovi brani nel loro repertorio.</p>



<p>Qui sotto trovate l&#8217;intervista integrale, tradotta per voi da Venice Queen.</p>



<p><strong>Intervista ad Anthony Kiedis – </strong><em><strong>107.7 The End – Alternative. Seattle</strong>.</em></p>



<p><strong>Non c’è nemmeno bisogno di elencare I record stabiliti o i successi conseguiti dai Red Hot Chili Peppers per capirne l’importanza. Ad esempio, un mio amico che recentemente ha visitato il Giappone mi ha scritto ogni volta che ha sentito una canzone dei Red Hot suonare in radio, in posti dove l’inglese non è nemmeno così diffuso.</strong></p>



<p><strong>Per decenni, (I Red Hot Chili Peppers, ndr.) hanno influenzato la nostra cultura, non solo come una nazione ma come esseri umani. È incredibile!</strong></p>



<p><strong>Oggi abbiamo come ospite telefonico il mitico Anthony Kiedis – Buongiorno Anthony!</strong></p>



<p>Buongiorno a te!</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Anthony, sei reduce da un’estate piena di concerti, da un tour mondiale negli stadi – ormai sei abituato a grandi palcoscenici e non hai nulla da dover dimostrare, ma come ci si sente dopo aver raggiunto questo livello?</strong></p><p>A dirti la verità, ero molto contrario all’inizio. Credevo si sarebbe rivelato un tour freddo, distante; Flea mi rassicurò dicendomi che era un altro orizzonte da esplorare, e quindi in maniera molto democratica mi convinsi anche io. Alla fine mi è piaciuto davvero tanto, è stata una festa d’amore ancora più grande.</p></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown2-819x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-3622" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown2-819x1024.jpeg 819w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown2-400x500.jpeg 400w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown2-768x960.jpeg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown2.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<p><strong>È molto interessante dalla mia prospettiva il cambio di dimensione; come lo hai percepito dal palco? Eri un pò più lontano dalla folla, ma c’era molta più gente presente</strong> <strong>ai concerti</strong>.</p>



<p>La folla era molto più ampia, e nonostante fossimo leggermente più lontani rispetto al solito, abbiamo comunque sentito una forte legame con i fan – quando guardavo il pubblico nelle ultime file, vedevo comunque gente ballare e divertirsi, quindi diciamo che abbiamo trovato il modo di non perdere quel legame.</p>



<p>Detto ciò, sarei ancora disposto a suonare in una lavanderia a gettoni ogni giorno della settimana.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Considererete mai un prossimo tour in posti più piccoli ed intimi, come per controbilanciare il tour negli Stadi appena ultimato?</strong></p><p>Siamo disposti a suonare in ogni tipo di location. Giusto due giorni fa ci siamo esibiti in un Ginnasio in Hoopa Valley (California), una comunità di native americani. Inizialmente ci saremmo dovuti esibire ad inizio anno, ma non è stato possible. Ci siamo esibiti gratuitamente di fronte a circa 900 ragazzini, ed è stato forse il mio concerto preferito di quest’anno.</p></blockquote>



<p><strong>Incredibile! Per questo show in particolare, hai indossato il solito pantaloncino con sopra il fulmine, oppure hai optato per un outfit diverso?</strong></p>



<p>(Ride, ndr.) Ottima domanda, ero indeciso ma alla fine ho messo il pantaloncino con il fulmine rosso. È stato molto divertente, abbiamo suonato una scaletta leggermente più corta, ma c’è sempre qualcosa che mi rende felice nel suonare gratuitamente per queste persone.</p>



<p><strong>Restando sul tema abbigliamento, ti vedo spesso indossare cappelli, ne possiedi una vasta collezione per caso?</strong></p>



<p>No, in realtà la mia collezione di cappelli sta crollando a pezzi, prima ne avevo una molto ben curate, ma col tempo è andara via via dissipandosi. Tempo di fare rifornimento!</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>(Ride, ndr.) A proposito, complimenti per il vostro secondo album in questo 2022, <em>Return of the Dream Canteen,</em></strong><em> </em><strong>ed ovviamente tutti i riconoscimenti che lo seguiranno<em>. </em>Puoi spiegarci il significato del titolo?</strong></p><p>È un insieme di parole che può significare un po’ quello che ti pare. Per me rappresenta una sorgente di prosperità creative. Forse alcune persone lo hanno un po’ preso alla lettera credendo che il titolo alludesse al ritorno di John, cosa che in parte è vera in quanto John è sicuramente un elemento cardine di questa prospetivà creativa. Oltre a questo, il titolo rappresenta un pò anche questi ultimi due anni in cui siamo stati un pò tutti chiusi in casa, in cui il tempo ha assunto un carattere più elastico; quindi invece di andare di fretta, ci siamo detti “ok, continuiamo a scrivere musica”, e quest’album è quello che ne è venuto fuori, e il titolo è stata una frase che mi è venuta in mente un pò a caso.</p></blockquote>



<p><strong>Da ascoltatore, in quest’ultimo album avverto fortemente quell’esplosione di prosperità creativa di cui parlavi poco fa. È un flusso che scorre ancora così intenso, anche dopo questi due album?</strong></p>



<p>Non puoi mai saperlo finché non vai sulla sponda del fiume a controllare. Ma spero proprio di si.Spero che lo sia, ma una volta che ti metti in viaggio e metti la tua energia nella tua mente e nel tuo corpo per farlo, suonando in spettacoli in tutto il mondo, ti sfinisci. Quindi finché non ti fermi e ti metti in una stanza con i tuoi compagni ed inizi a improvvisare e a scrivere le cose su un blocco di carta, semplicemente non lo sai, ma mi piacerebbe pensare che il pozzo si sia rifornito e lo scopriremo.&nbsp;<strong></strong></p>



<p><strong>Ogni volta e perdonami se te lo ribadisco, oggi ascolto il tuo nuovo disco, ma mi fa sempre questo effetto. Ogni volta penso che ci sia un ragazzo la cui energia creativa non è affatto diminuita da quando aveva 20 anni. C&#8217;è qualcosa di vero in questo? Come ti senti ora come uomo, con qualche esperienza di vita sulle spalle?&nbsp;</strong></p>



<p>Oh mio dio, non lo so. Non lo so. Sono troppo immerso nella foresta per vedere gli alberi. In tutta onestà, sono semplicemente me stesso. E a volte rifletto sull&#8217;avere un sacco di esperienza e divento nostalgico e penso, oh mio dio, sono su questo pianeta da molto tempo e un&#8217;altra volta mi sento nuovo di zecca. Non sono sicuro di voler analizzare troppo. Sono abbastanza felice di fare quello che sto facendo e ho un paio di cani e il sole ed è una bella vita. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-3623" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown-1024x683.jpeg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown-500x333.jpeg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown-768x512.jpeg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Ti fa stare bene quando ascolti i dischi e senti quanta vita c&#8217;è ancora? Che non è immaginata ma è presente, è così vibrante, c&#8217;è così tanta energia!</strong>.&nbsp;</p>



<p>Sì. Grazie per avermelo chiesto e mi fa sentire benissimo. Adoro il fatto che ci teniamo ancora e ammiro davvero i miei compagni di band con tutto il cuore perché hanno ancora la loro energia creativa per suonare musica con l&#8217;entusiasmo di un bambino e gli occhi aperti sul mondo. E, sai, è davvero la chimica di tutte queste persone che si incontrano. Questa è la miscela che crea i Chili Peppers. Quindi sono fortunato e apprezzo questi musicisti che ci tengono così tanto. John Frusciante ci tiene tantissimo. Chad Smith ci tiene tantissimo. Flea ci tiene tantissimo. Lavorano sodo, suonano i loro strumenti. Ascoltano la vita. Ed io posso solo ringraziare di far parte di tutto questo.&nbsp;</p>



<p><strong>17 tracce, sembra piuttosto standard per un album dei Peppers nel 2022, anche se probabilmente è diverso per altre band. Quando scrivi un disco e vai a registrarlo e cose del genere, quante canzoni in genere non fanno parte dell&#8217;elenco finale? E come si è sposato questo processo stavolta con la creazione di due dischi?</strong>&nbsp;</p>



<p>Un&#8217;altra domanda toccante, mio ​​Dio. Quindi, purtroppo, ci sono canzoni che sono state lasciate sul pavimento della sala montaggio ed è straziante perché alcune canzoni vengono finite, mixate, rifinite e masterizzate, e coccolate e puoi dire che sono terminate. E poi altre canzoni per qualsiasi motivo, anche se potrebbero essere le tue preferite in segreto, semplicemente non attirano l&#8217;attenzione. E poi c&#8217;è anche una questione di spazio. Puoi mettere solo determinata musica su un vinile e questo è un fattore per noi da tenere in considerazione. Quindi, alla fine, una delle mie gemme preferite non è in questo disco e spero che un giorno venga finita e trovi un contesto da qualche parte, ma è un processo. Abbiamo queste liste, mettiamo ai voti e abbiamo queste discussioni e abbiamo questi litigi e battibecchi e quant&#8217;altro. E poi alla fine in qualche modo se ne viene fuori.&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Probabilmente è difficile come artista essere in grado di farlo. Ma quando guardi questi due dischi, che provengono dallo stesso periodo di creatività, quali sono le differenze tra loro, se ci sono per te, tra Unlimited Love e la Dream Canteen?</strong>&nbsp;</p><p>Ok, sì, ci sono differenze. È difficile da capire e penso che in qualche modo misterioso, sai, queste canzoni si richiamino a vicenda per condividere lo stesso spazio su un disco. Percepisco ROTDC come po&#8217; più leggero, psichedelico e divertente. Meno “Bag of Grins”, che piuttosto rappresenta la triste mietitrice in una canzone. Ma voglio dire, anche l&#8217;artwork parla del fatto che questo disco è un po&#8217; uno scherzo, o un viaggio se vuoi.</p></blockquote>



<p><strong>Immediatamente al primo ascolto, ho percepito questo disco come divertente. Non che non lo fosse Unlimited Love, ma ero tipo…questo potrebbe piacermi anche di più, per quello che vale</strong>.</p>



<p>Lo apprezzo. E ti capisco.</p>



<p><strong>Fantastico, fantastico. Beh, spero che la canzone che ti è tanto piaciuta trovi posto nel prossimo disco. Spero che tu non debba aspettare troppo a lungo per farne un altro&#8230;</strong></p>



<p>AAAAAAAHHHHHHH (ovvio che non può parlare! ndt)</p>



<p><strong>E ti ringraziamo tanto per esserti unito a noi.</strong>&nbsp;</p>



<p>Grazie per avermi invitato. È stato bello parlare con te.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-right">      Traduzione a cura di <em>Miriam Mechelli</em> e <em>Vincenzo Fasulo</em>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Broken Record: John Frusciante intervistato da Rick Rubin (Aprile 2022) &#8211; 2a PARTE</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/broken-record-john-frusciante-intervistato-da-rick-rubin-aprile-2022-2a-parte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Mechelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Sep 2022 17:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
		<category><![CDATA[John Frusciante]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anthony kiedis]]></category>
		<category><![CDATA[Broken Record Podcast]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[micheal beinhorn]]></category>
		<category><![CDATA[mothers&#039; milk]]></category>
		<category><![CDATA[rick rubin]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco la seconda parte dell&#8217;intervista che John Frusciante ha rilasciato il 1° aprile 2022 al produttore Rick Rubin per il Podcast Broken Record. Sul finale dell&#8217;intervista si unirà a loro anche Anthony Kiedis.Leggi QUI la prima parte. Traduzione a cura di Miriam Mechelli Il podcast Broken Record è disponibile in inglese su Spotify e YouTube. Ascolta l&#8217;intervista su Youtube Ascolta l&#8217;intervista su Spotify Rick Rubin «Come hai saputo che stessero cercando un chitarrista prima di unirti a loro? Come è successo?» John Frusciante «Quando avevo 17 anni vivevo tra Yucca e Argyle, ad Hollywood, ed ho stretto amicizia con una ragazza di New York di nome Sarah Cox e lei mi ha presentato D.H. Peligro dei Dead Kennedys e così ho cominciato a suonare con lui e con un mio amico bassista di nome Robert. Abbiamo formato questa band che era molto ispirata ai Red Hot Chili Peppers ed infatti &#8220;Stone Cold Bush&#8221; è un brano nato proprio da questa band.» RR «Wow!» JF «Non abbiamo mai fatto spettacoli o esibizioni, ma abbiamo suonato parecchio insieme, ed un giorno D.H. mi ha chiamato e mi ha detto che Flea era appena rientrato dal tour europeo. Lui sapeva che io amavo &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Ecco la seconda parte dell&#8217;intervista che <strong>John Frusciante</strong> ha rilasciato il 1° aprile 2022 al produttore <strong>Rick Rubin</strong> per il Podcast <strong>Broken Record.</strong> Sul finale dell&#8217;intervista si unirà a loro anche <strong>Anthony Kiedis</strong>.<br><br>Leggi <a href="https://www.venicequeen.it/in-evidenza/broken-record-john-frusciante-intervistato-da-rick-rubin-aprile-2022-1a-parte/" data-type="URL" data-id="https://www.venicequeen.it/in-evidenza/broken-record-john-frusciante-intervistato-da-rick-rubin-aprile-2022-1a-parte/"><strong>QUI</strong></a> la prima parte.</h3>



<h4 class="has-text-align-right wp-block-heading">Traduzione a cura di <strong>Miriam Mechelli</strong></h4>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Il podcast <strong>Broken Record</strong> è disponibile in inglese su <strong>Spotify</strong> e <strong>YouTube</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="John Frusciante of the Red Hot Chili Peppers | Broken Record (Hosted by Rick Rubin)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/QXjaP53eOco?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>Ascolta l&#8217;intervista su Youtube</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Spotify Embed: John Frusciante" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/2cqcefxRTQSiRmL8XYXPcQ?si=26468d3920a94403&#038;utm_source=oembed"></iframe>
</div><figcaption>Ascolta l&#8217;intervista su Spotify</figcaption></figure>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>Rick Rubin</strong></mark> </mark>«Come hai saputo che stessero cercando un chitarrista prima di unirti a loro? Come è successo?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>John Frusciante</strong> </mark>«Quando avevo 17 anni vivevo tra Yucca e Argyle, ad <strong>Hollywood</strong>, ed ho stretto amicizia con una ragazza di <strong>New York</strong> di nome Sarah Cox e lei mi ha presentato <strong>D.H. Peligro</strong> dei <strong>Dead Kennedys</strong> e così ho cominciato a suonare con lui e con un mio amico bassista di nome Robert.  Abbiamo formato questa band che era molto ispirata ai <strong>Red Hot Chili Peppers</strong> ed infatti &#8220;<strong>Stone Cold Bush</strong>&#8221; è un brano nato proprio da questa band.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong> </mark>«Wow!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong> </mark>«Non abbiamo mai fatto spettacoli o esibizioni, ma abbiamo suonato parecchio insieme, ed un giorno <strong>D.H.</strong> mi ha chiamato e mi ha detto che <strong>Flea</strong> era appena rientrato dal tour europeo. Lui sapeva che io amavo <strong>Flea</strong> e così mi disse <em>&#8216;Flea vuole sapere se ti va di venire a fare una jam con noi&#8217; </em>e così sono andato a suonare con lui. Abbiamo fatto &#8220;<strong>Alice In My Fantasies&#8221;</strong> dei <strong>Funkadelic</strong> e mi pare che abbiamo anche tentato di fare una cover di &#8220;<strong>Higher Ground</strong>&#8220;, che poi abbiamo effettivamente messo in<strong> Mother’s Milk</strong>, già <strong>Flea</strong> in quel periodo aveva questo desiderio di fare la cover <em>heavy metal</em> di <strong>&#8220;Higher Ground&#8221;</strong>.»</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Abbiamo fatto una jam, e a <strong>Flea</strong> credo fosse piaciuto suonare con me perché mi lasciò il suo numero di telefono e mi disse che gli sarebbe piaciuto suonare di più insieme. Qualche settimana dopo ho preso coraggio e l’ho chiamato io per sapere se gli andasse di fare un’altra jam, e l’ho trovato che piangeva e mi disse solo</em> &#8216;Ora non posso parlare, è appena morto il mio chitarrista&#8217; <em>e riagganciò velocemente il telefono.»</em></p><cite>John Frusciante ricorda i primi contatti con Flea</cite></blockquote>



<p>«Poi penso che sia voluto comunque restare in qualche modo in contatto con me, mentre cercava di chiarirsi le idee sul fatto di voler continuare a fare musica e portare avanti la band o meno, e mi chiese se volevo andare a fare una jam con lui nel garage del suo amico Ted.<br>Quindi suonammo solo io e lui, senza batterista o altro e lui mi disse <strong><em>&#8216;Sai, non sono sicuro se la band continuerà a questo punto, ma se dovesse accadere, di sicuro ti faremo un’audizione.</em></strong>&#8216;<br>Poi ad un certo punto mi chiamò per dirmi che <strong>Blackbyrd</strong> era stato tipo per una settimana nella band nel periodo in cui <strong>Hillel</strong> se ne era andato e lo avevano licenziato su due piedi quando <strong>Hillel </strong>aveva deciso di tornare e si sentivano in colpa per questo, si meritava di avere un’opportunità. <br>Quindi <strong>Blackbyrd</strong> stette nella band per alcuni mesi, ma io sentivo che sarei finito per entrarci, ed infatti poi è accaduto.»</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Spotify Embed: Higher Ground - Remastered" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5arVt2Wg0zbiWwAOZef2Nl?si=db7bef9e08d045de&#038;utm_source=oembed"></iframe>
</div><figcaption>Ascolta &#8220;Higher Ground&#8221; su Spotify, dall&#8217;album Mother&#8217;s Milk </figcaption></figure>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Raccontami ciò che ti ricordi di queste prime due jam, partendo dalla prima con <strong>D.H. Peligro</strong> e <strong>Flea</strong>, che ti ricordi di quell’esperienza, quanto è durata la jam?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF </strong></mark>«L’abbiamo fatta nel garage di casa di <strong>D.H.</strong> e <strong>Walt</strong> dei <strong>Fishbone</strong>, ci passavo spesso davanti a quel garage, è durata un paio d’ore e mi ricordo che <strong>Flea</strong> ha suonato <strong>&#8220;Alice In My Fantasies&#8221;</strong> e poi la cover di <strong>&#8220;Higher Ground&#8221;</strong>, ma non ho grandi ricordi perché ero troppo nervoso, la mia testa andava velocissima e si concentrava su cose secondarie come <strong>Flea</strong> che andava verso <strong>D.H. </strong>e gli sussurrava qualcosa all’orecchio e lui gli rispondeva mormorando ed io pensavo <em><strong>&#8216;Mi chiedo se staranno parlando bene di me, </strong>(ridono, ndt)<strong> o dicono cose negative, chi lo sa!&#8217;</strong></em>. Magari parlavano di tutt&#8217;altre cose…comunque ritengo che emanassimo buone vibrazioni, ma mi ricordo questi momenti in cui <strong>Flea</strong> parlava all’orecchio con <strong>D.H.</strong>»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong> </mark>«Ritieni che suonasse bene come te lo aspettavi?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong> </mark>«Sì, lui è il mio bassista preferito, è risaputo, era fantastico essere lì a suonare con lui …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Quindi non sei rimasto deluso da questa esperienza, era tutto come lo avevi immaginato.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Fantastico!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Sì, è stato proprio bello!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Fantastico! E la seconda volta in cui eravate solo tu e lui, cosa ti ricordi?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «La seconda volta l’energia era calata, non facevamo rock a briglia sciolta come la prima, l&#8217;umore era cupo, stavamo seduti lì ed io mi sentivo come disconnesso: nonostante ritenessi di essere un bravo chitarrista, mi rendevo conto che avevo ancora parecchia strada da fare nel capire come amalgamarmi a lui, perché in molti aspetti avevo paura di suonare in modo semplice. Nelle persone dell’epoca c’era questa malattia per gli anni ‘80 ed anch’io ne ero una vittima, del tipo che se non suono qualcosa di estroso non mi sto impegnando abbastanza e cose simili… o alle persone non piacerà cosa suono, robe così. <br>La cosa che ho imparato dopo un po&#8217; che ero nel gruppo è che anche per chi faceva i complimenti a <strong>Flea</strong> per il suo modo di suonare il basso non aveva nulla a che vedere con il suo mettersi in mostra, perché lui a volte sembra che si stia mettendo in mostra quando non è assolutamente così!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong>«Vero!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Le persone attratte dall’estro ascoltano il suo modo di suonare il basso e pensano <em>&#8216;Wow, è davvero bravo!&#8217;</em>, ma per lui che viene dal jazz, dalla tromba, il jazz è la forma primaria di musica con la quale ha plasmato la sua mente, il suo modo di suonare è una semplificazione, una grande semplificazione del suo gusto musicale primario. Quindi dal punto di vista di <strong>Flea</strong> il suo modo di suonare il basso deriva da una semplificazione della sua concezione mentale della musica, mentre per me semplificare fino a quel punto significava suonare molto meno di quanto io avrei immaginato di fare, e probabilmente in quel giorno triste ho suonato troppo e con il senno di poi avrei potuto essergli più di sostegno.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong>«Quando è stata la prima volta che hai suonato con tutta la band, raccontami di quell’esperienza. Ti eri presentato per un’audizione? Immagino il passo successivo sia stato questo.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong></mark>«Sì, come ti dicevo, <strong>Flea </strong>mi aveva detto che mi avrebbero fatto un’audizione e poi mi chiamò per dirmi che avevano ripreso <strong>Blackbyrd</strong> anche se mi aveva detto che l’avrebbero fatta a me …»</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - W/ DeWayne McKnight and D.H. Peligro (MTV 1988) (Fragment)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/JvLfNx7qxTE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>La band, orfana del defunto Hillel Slovak e del dimissionario Jack Irons, arruolò D.H. Peligro alla batteria e DeWayne &#8220;Blackbyrd&#8221; McKnight alla chitarra, che avrebbero poi ceduto il posto rispettivamente a Chad Smith e John Frusciante</figcaption></figure>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong></mark>«Non c’è mai stata …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong> </strong></mark>«Non c’è mai stata!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR<strong> </strong></mark></strong></mark>«E dopo che è successo?»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Un’audizione c’è stata, anche se io mentre stava accadendo non sapevo che lo fosse, <strong>Flea</strong> aveva organizzato questa cosa … noi ormai eravamo amici, ci vedevamo alle feste, lui era venuto al compleanno della mia ragazza … quindi eravamo amici, ed un giorno lui mi chiamò e mi disse che aveva un registratore a quattro piste ed una <em>drum machine</em>, mi disse &#8216;Ti va di passare e di suonare un po&#8217; la chitarra su queste basi?&#8217; Ovviamente accettai ed andai nel suo appartamento, lui con il basso e la <em>drum machine</em> suonò tre canzoni e io creai le parti di chitarra direttamente sul momento e le registrammo in presa diretta, ci siamo divertiti per un po&#8217;, poi abbiamo guardato dei video dei <strong>Funkadelic</strong>, abbiamo passato un po’ di tempo con sua moglie Loesha … »</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«È venuto fuori, ma io l’ho saputo solo tempo dopo, che ciò che Flea aveva fatto era di aver registrato sullo stesso nastro Blackbyrd e le sue parti di chitarra e poi le aveva sovraincise con le mie, così aveva un confronto su quali parti di chitarra fossero migliori. Per quel poco che ne so io, quando la sera me ne stavo andando, Loesha disse a Flea </em>&#8216;Questo è il chitarrista per i Red Hot Chili Peppers, è il vostro uomo&#8217;.<em>»</em></p><cite>John Frusciante racconta l&#8217;audizione alla quale, a sua insaputa, è stato sottoposto a casa di Flea</cite></blockquote>



<p>«<strong>Flea</strong> si sentiva in colpa a dover mandar via <strong>Blackbyrd</strong> un’altra volta, quindi anche se pensavo di aver <em>&#8216;vinto&#8217;</em> questa specie di competizione o qualsiasi cosa fosse, passarono un altro paio di settimane e non successe nulla, e poi <strong>Flea</strong> mi chiamò per dirmi che <strong>Bob Forrest</strong> dei <strong>Thelonious Monsters</strong> cercava un chitarrista. Le cose non stavano andando benissimo con <strong>Blackbyrd</strong>, non sapeva come sarebbe andata a finire, quindi mi disse <strong><em>&#8216;Ho detto a Bobby che può avere il tuo numero, ma gli ho anche detto che ho la prelazione su questo ragazzo, se decidiamo che lo vogliamo nei Chili Peppers ho la prelazione e non te ne devi avere a male e non devi arrabbiarti!&#8217;</em></strong> <em>(ridono, ndt)</em>»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Fantastico … »</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Quindi ho parlato con Bob, sono andato alle prove dei <strong>Thelonious Monsters</strong> e ho fatto l’audizione per loro e mi hanno preso subito, ma la particolarità di quell’audizione è che c’era <strong>Anthony Kiedis</strong>, lui e <strong>Flea </strong>dovevano essersi parlati e gli aveva detto di venire a darmi un’occhiata.»</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Anthony ha assistito a tutta l’audizione, poi quando mi hanno detto che mi prendevano è tornato da Flea e la sera alle 18 mi hanno chiamato entrambi e mi hanno detto </em>&#8216;Ne abbiamo parlato a lungo, ma abbiamo deciso che devi essere tu il chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, è questo che vuoi?&#8217; <em>ed io risposi &#8216;</em>&#8216;Sì, lo voglio più di qualsiasi altra cosa al mondo!&#8217;<em>.</em>»</p><cite>John Frusciante racconta il momento decisivo in cui ha deciso entrare a far parte dei RHCP piuttosto che dei Thelonious Monsters</cite></blockquote>



<p>«<em>(Rick Rubin ride, ndt)</em> Dovevano trovare il modo di dirlo a <strong>Blackbyrd</strong>, così volevano essere certi che io fossi sicuro di quello che volevo fare. Così ho chiamato <strong>Bob</strong> e gli ho detto che sarei stato felice di suonare ad ogni spettacolo che avevano già fissato <em>(i Thelonious Monsters, ndr)</em>, ma anche che mi avevano chiesto di entrare nei <strong>Red Hot Chili Peppers</strong> ed avevo accettato e lui mi rispose <strong><em>&#8216;Eh, tanto lo sapevo che andava a finire così…&#8217;</em></strong> <em>(ridono, ndt)</em>. <strong>E così ho fatto qualche spettacolo con loro nelle settimane successive, mentre iniziavo le prove con i Chili Peppers ed il batterista era proprio D.H. Peligro che mi aveva presentato Flea, che aveva smesso di suonare con me proprio perché era entrato nei Chili Peppers.</strong>»</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="467" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/dh.jpg" alt="" class="wp-image-3217" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/dh.jpg 700w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/dh-500x334.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>I Red Hot Chili Peppers con John Frusciante (chitarra, il secondo da sinistra) e D.H. Peligro (batteria, il quarto da sinistra)</figcaption></figure></div>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Quindi tu sei entrato nei Chili Peppers prima che arrivasse Chad.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong>«Non lo sapevo, per qualche motivo pensavo che tu fossi stato l’ultimo arrivato, forse solo perché sei più giovane, ecco perché avevo questa idea.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Certo …»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong>«Quindi tu eri nel gruppo e cosa successe?»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«<strong>Io, D.H., Anthony e Flea formavamo la band e facemmo un piccolo tour, chiamato Turd Town Tour, che attraversava il Midwest e … non andò molto bene!</strong> <em>(ridono, ndt)</em>. Fu molto disarticolato. <br><strong>D.H.</strong> era un grande batterista, pieno di energia, lo è tutt’ora, ma non era allineato allo spirito della band come noi. Per me era una questione vitale, del tipo <strong><em>&#8216;Se fallisco in questa cosa la mia vita è finita!&#8217;</em></strong>, capisci? <em>(ride, ndt). </em>Invece <strong>D.H.</strong> teneva in qualche modo le distanze, era un tour strano, c’era parecchia gente, ma ad esempio una sera ricordo che eravamo in un <em>cowboy-bar</em>, hai presente quei posti dove la gente va tutte le sere a bere? <br><strong>Anthony</strong> era furioso con il nostro manager per aver anche solo pensato di farci suonare in posto così … E abbiamo fatto uno show davvero brutto, abbiamo dovuto ricominciare i pezzi perché non ci sincronizzavamo sui tempi tra di noi e <strong>Flea</strong> ha dovuto fermare il brano e ricominciare …<br>Eravamo ad un punto basso come band, ma al di fuori eravamo grandi amici, ho rivisto recentemente delle foto di noi quattro insieme e da lì puoi vedere che eravamo davvero amici, venivamo tutti dallo stesso posto &#8230; quando Chad si è unito al gruppo, era uno forestiero, capisci, veniva da <strong>Detroit</strong> ed era un appassionato di <em>hard rock</em> che era venuto ad <strong>L.A.</strong> sognando magari di entrare in una band come i <strong>Guns&#8217;N&#8217;Roses</strong> o qualcosa di simile, quindi con <strong>Chad</strong> eravamo come mal assortiti, mentre con <strong>D.H.</strong> venivamo dalle stesse esperienze di vita o come le vuoi chiamare. Sta di fatto che abbiamo licenziato <strong>D.H. </strong>e fatto una tonnellata di audizioni per il batterista finché non è arrivato <strong>Chad</strong>. La storia nasce dal fatto che Denise Zoom, che era la moglie di Billy Zoom degli X, venne da me durante un concerto dei Fishbone con i Public Enemy al Santa Monica Civic, che tra l’altro si rivelò essere un concerto molto violento, c’erano anche delle armi, però il punto è che ad un certo punto lei venne da me e mi disse <strong><em>&#8216;John, ho il vostro nuovo batterista! Mangia batteria a colazione!&#8217;</em></strong> ed io da quel momento dicevo a tutti di quanto fosse sciocco dire <em>&#8216;mangia batteria a colazione&#8217;.</em>»</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Poi lui venne a fare l’audizione per noi, e quando se n’è andato eravamo tutti &#8230; perché ci aveva guidati per tutto il tempo, noi eravamo abituati a D.H. che tendeva a seguirci, ed invece Chad aveva tenuto le redini tutto il tempo, aveva cominciato con un lento </em>groove funk<em> e poi gradualmente andava sempre più veloce, sempre più veloce, sempre più veloce, fino a quando non ha cominciato a suonare ad una velocità folle, una roba tipo </em>speed metal<em>, è stato veramente impressionante. C’erano stati un altro paio di batteristi che non erano male, ma Chad fin da subito si è mostrato come la forza motrice della band, capisci?»</em></p><cite>John Frusciante racconta l&#8217;audizione di Chad Smith prima del suo ingresso nei Red Hot Chili Peppers</cite></blockquote>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong>«Sì!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Una volta che se n’è andato Flea ha detto <strong><em>&#8216;questo mangia davvero batteria a colazione!&#8217;</em></strong> <em>(ridono, ndt)</em>. Sembrava così fuori di testa, perché via via che andava più veloce gridava <strong><em>&#8216;Fottetevi! Fottetevi!&#8217;</em></strong>, ci stava mettendo davvero un sacco di energia, anche nel modo in cui picchiava ed era davvero divertente. La cosa che ci ha colpito è stata anche che dal momento in cui ha cominciato a suonare, Anthony ha cominciato ad avere un attacco di risa e quando Anthony comincia a ridere va avanti per minuti, tipo dieci minuti buoni, e questo è successo quando Chad ha cominciato a suonare ed era contagioso, così anche io ho cominciato a ridere e ci siamo stesi sul pavimento dalle risate per quanta intensità c’era.»</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="739" height="546" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/mm.jpg" alt="" class="wp-image-3326" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/mm.jpg 739w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/mm-500x369.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/mm-95x71.jpg 95w" sizes="auto, (max-width: 739px) 100vw, 739px" /><figcaption>I Red Hot Chili Peppers all&#8217;epoca di Mother&#8217;s Milk, da sinistra a destra: Chad Smith, John Frusciante, Anthony Kiedis e Flea</figcaption></figure></div>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong>«Fantastico!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Ci abbiamo messo un paio di mesi di prove prima di permettere a Chad di proporre le sue parti di batteria per le canzoni che avevamo già scritto, era davvero nuovo nel gruppo. Gli abbiamo anche dato la possibilità di registrare un brano, <strong>&#8220;Taste The Pain&#8221;</strong>, per la colonna sonora di un film, mi ricordo che era il dicembre del 1988 ed era ancora prima che decidessimo di assumerlo, ma poteva essere una buona idea per vedere come sarebbero andate le cose, e lui disse<em> <strong>&#8216;Non posso, devo andare a Detroit per passare il Natale con la mia famiglia&#8217;</strong>.</em> Io mi chiedevo<em><strong> &#8216;Che diavolo ha questo tizio che non va, ma si rende conto dell’opportunità che ha avuto?&#8217;</strong></em>. C’era davvero la preoccupazione da parte mia che Chad non percepisse che grande band fossimo e che non apprezzasse davvero l&#8217;opportunità che stava avendo, sembrava davvero indifferente e noncurante di tutta la situazione, capisci? Mentre io ero così spaventato che ogni mossa che facevo mi portasse a sbagliare e non sarei più stato nel gruppo, Chad era proprio tranquillo al riguardo, che se ci pensi è proprio uno dei suoi pregi, quindi per quella registrazione chiamammo <strong>Phillip &#8220;Fish&#8221; Fisher </strong>dei&nbsp;Fishbone, ma alla fin fine decidemmo che Chad era il nostro batterista.»</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - Taste the Pain (Official Music Video)" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/FLROyqwBgBE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>&#8220;Taste The Pain&#8221; è stata scritta per la colonna sonora del film &#8220;Say Anything&#8221;, in cui ha recitato Ione Skye, storica fidanzata di Anthony Kiedis negli Anni &#8217;80</figcaption></figure>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong></mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">«Avete</mark> fatto qualche spettacolo con Chad prima di registrare l’album?»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Sicuramente abbiamo suonato con lui durante le registrazioni del disco, non sono sicuro se l’abbiamo fatto prima … facevamo delle piccole esibizioni nei week end, ad esempio nei college, e qualche show nei club qui e là, ma è buffo che io non abbia nessun ricordo di quale sia stato il primo concerto con Chad … Sicuramente durante le registrazioni del disco facevamo questi show nel weekend per racimolare qualche soldo in più e lui era sempre bravo, era bello suonare con qualcuno che era sulla tua stessa lunghezza d’onda, voglio dire, se io improvvisavo mi seguiva, ma potevi contare su di lui per avere il tempo.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Lui aiutava lo spettacolo ad essere sempre solido nel miglior modo possibile, che è una gran cosa.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Sì!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Quindi raccontami come è stato fare questo primo disco, era la prima volta che registravi in un vero studio di registrazione?»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Sì, era la prima volta. Ti avevo accennato alla canzone<strong> &#8220;Taste The Pain&#8221;</strong> e lì è filato tutto liscio, mi ricordo che le parti di basso, batteria e chitarra come le abbiamo suonate sono poi quelle che si sentono sul disco, come una registrazione dal vivo, sapevo che avrei registrato in studio, ma ero contento che tutto fosse andato così bene e tutto si fosse incastrato perfettamente. Ma quando registrammo <strong><em>Mother’s Milk</em></strong>, <strong>Michael Beinhorn</strong> aveva questa idea .. il produttore <strong>Michael Beinhorn</strong> aveva questa idea di estremizzare il<em> funk heavy metal</em> del gruppo e voleva che tutto fosse veloce e <em>&#8216;pushed&#8217;</em>. In studio di registrazione, per chi non lo sapesse quando ci si riferisce al tempo si può essere <em>&#8216;laid back&#8217;</em> <em>(più lenti e rilassati, dando maggiore feedback agli altri musicisti, ndt)</em> o <em>&#8216;pushing&#8217;</em> <em>(più veloci ed accelerati, con uno stile aggressivo che spicca rispetto agli altri membri, ndt)</em>, ma di solito quando si dice che qualcuno è troppo &#8216;<em>pushing</em>&#8216; si vuole sottintendere che dovrebbe fare un &#8216;<em>laid back</em>&#8216; migliore.»</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/beinhorn-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-3329" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/beinhorn-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/beinhorn-1-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/beinhorn-1-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/beinhorn-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/beinhorn-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Michael Beinhorn è uno dei produttori più famosi della scena musicale alternative USA: oltre ai RHCP, annovera nel suo curriculum artisti del calibro di Soundgarden, Hole, Marylin Manson, Korn</figcaption></figure>



<p>«Invece <strong>Michael Beinhorn</strong> voleva proprio che noi spingessimo tutto all’estremo ed io a quel tempo non avevo neanche mai sentito prima queste espressioni <em>&#8216;laid back&#8217;</em>, <em>&#8216;pushing&#8217; .</em>.. ero abbastanza certo che l’obiettivo fosse suonare a tempo ed il concetto del “laid back” io credevo fosse quello che già facevo spontaneamente impegnandomi nell’andare a tempo, invece lui voleva proprio che tutto fosse spinto estremamente forte e noi le suonavamo … anche adesso, quando riascolto l’album mi sembra che andavamo 10/15 bpm più veloce di quando le suoniamo dal vivo, e lui ce le faceva rifare perché non spingevamo abbastanza, veniva nella sala di registrazione e saltava agitando le mani in aria e sudando perché voleva che spingessimo fino all’estremo. So di persone che amano la Jungle drum’n’bass o la breakcore e che quando erano ragazzi amavano questo album proprio per questo motivo, per questa versione estrema e accelerata del <em>funk</em> che per certi aspetti non è diversa da quando velocizzi un <em>breakbeat</em>, capisci?»</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Io non sapevo cosa fosse il </em>&#8216;pushing&#8217; <em>e non potevo fare ciò che lui voleva che facessimo. Chad e Flea sembravano capire cosa lui volesse, ma si arrivava al punto in cui io non riuscivo a stare più al passo con Flea e Chad e lì pensavo &#8216;Questo succede perché faccio schifo, sono un fallito, sono il peggiore del gruppo&#8217; e così è andata a finire che praticamente tutto ciò che io suono in quel disco è stata sovraincisa perché non riuscivo ad entrare in quello stile di suono.»</em></p></blockquote>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Ti è risultato innaturale?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> <strong>«Sì, lo sentivo innaturale, ma se devo dirla tutta, ancora oggi, ma ancora di più in quel periodo, sentivo che suonare le canzoni più velocemente di come sono state pensate spingendo sempre al massimo risulta una cosa imbarazzante. È stato un album difficile da realizzare per me, non sapevo nulla del lavoro in studio di registrazione e gran parte del mio lavoro è consistito in me che suonavo con Michael Beinhorn seduto vicino ed io ero completamente all’oscuro di ciò che lui potesse considerare una buona registrazione o cosa non lo fosse. Sì, ho avuto un sacco di difficoltà a registrare quel disco per questa ragione, per quel periodo quella era una visione innovativa che influenzò molte persone in molti modi e lui aveva questa visione così chiara da farmi sentire che io non avessi alcuna voce in capitolo o uno spazio per adattarmi a ciò che lui voleva in un modo che mi risultasse confortevole. Lui aveva preso anche il controllo del processo di <em>mixaggio</em> e nessuno di noi era presente o ha avuto una versione finale del disco, non lo abbiamo nemmeno ascoltato. Le canzoni sono state ri-editate in modo totalmente differente da come le avevamo scritte e cose del genere &#8230; sì, è stata un’esperienza molto intensa.»</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="595" height="459" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_back.jpg" alt="" class="wp-image-1281" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_back.jpg 595w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_back-500x386.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 595px) 100vw, 595px" /><figcaption>Il retro copertina di Mother&#8217;s Milk, quarto album in studio della band pubblicato il 16 Agosto 1989, a poco meno di 14 mesi dalla scomparsa del compianto chitarrista co-fondatore, Hillel Slovak, a cui il disco stesso è stato dedicato.</figcaption></figure></div>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong> </mark>«E dopo siete andati in tour?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì, siamo stati in tour per circa un anno e mezzo … Ehi c’è Anthony!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>Anthony Kiedis</strong></mark> «Ciao John!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «<em>(ridendo, ndt)</em> Ehi!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Ehi, come stai?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Ciao Rick, spero di non interrompervi!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «No, va tutto bene, stavo avendo una lezione di storia che mi affascina molto, la amo e penso che piacerebbe anche a te, magari non sai i retroscena della storia di cui eri parte tu stesso &#8230;»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Di chi?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Di John!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «I retroscena di John? <em>(con voce un po’ stupita, mentre John ride, ndt)</em>»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «John prima della band, è interessante!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Avevo incontrato John …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «<em>(ridendo, ndt)</em> È vero non le ho raccontate, ci sono un paio di connessioni tra me e Anthony di cui non ho parlato …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Anthony, qual è il tuo racconto del tuo incontro con John?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «È qualcosa di un po&#8217; raccapricciante … vediamo … i Red Hot Chili Peppers avevano uno show a …<strong>Pasadena</strong>?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì, al Perkins Palace.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Al <strong>Perkins Palace</strong>, che era un luogo storico dove sono stati realizzati tanti bellissimi concerti compreso quello dei <strong>King Crimson</strong> in cui Flea è svenuto … Ma avevamo uno show lì ed io stavo attraversando un periodo nebuloso della mia vita in cui facevo largo uso di droghe e a volte arrivavo tardi per il concerto o altre volte non mi presentavo proprio perché ero un po&#8217; perso … a questo concerto in particolare stavo facendo tardi perché ero in centro a <strong>Los Angeles</strong> a comprare la droga, e quando sono arrivato era buio e c’era un parcheggio fuori dal Perkins Palace ed io stavo andando a farmi una dose da qualche parte nel parcheggio per approfittare del mio lato malato ed ho incontrato questi due bei fans eccitati e carichi per lo show, almeno lo erano per me, uno era <strong>John</strong> e l’altro era … Bill?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «No, era un ragazzo di nome <strong>Matt</strong>, il ragazzo che.. ok…»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">AK</mark> </strong>«Matt. Quindi John e Matt si sono avvicinati dicendo <em>(fa la voce eccitata, ndt)</em> <em>&#8216;Oh mio Dio, siamo qui per lo show, non vediamo l’ora! Che canzoni farete …&#8217;</em> e cose del genere ed io (sbrigativo) <em>&#8216;Ciao ragazzi, ci vediamo dentro tra un minuto&#8217;.</em>»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">.JF</mark> </strong>«No, non ci hai ignorato, Matt ha detto tipo <em>&#8216;Ehi Anthony, che fai qui?&#8217; </em>e tu <em>&#8216;No, niente, faccio una passeggiata contemplativa!&#8217;</em>» <em>(Ridono tutti, ndt)</em></p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong> </mark>«Un po&#8217; troppo contemplativa … Quindi io ero rimasto colpito dall’entusiasmo e dalla bella aura di queste belle persone che erano eccitate per lo show ed io mi sentivo un po&#8217; demoralizzato perché stavo attraversando questo periodo assurdo e sapevo che non sarei stato al meglio, cosa a cui tengo molto, ma avevo questa dipendenza in corso … Quindi ci siamo separati ed io ho trovato una scala e mi sono seduto per occuparmi dei miei affari sulla scala giusto per stare sufficientemente bene per potermi andare ad esibire, ed in seguito alzando gli occhi mi sono reso conto che ero sulla scala del Dipartimento di Polizia di Pasadena. Il luogo che avevo scelto per occuparmi dei miei loschi affari. Ero sfasato. Sono entrato, andato nel backstage, mi sono preparato con tutta la pittura fluorescente, le luci nere e la mia ragazza ed i compagni del gruppo erano arrabbiati con me … siamo andati sul palco e dato il massimo che potevamo, ma io non lo ero, non ero al mio meglio. <strong>Questa è stata la prima volta in cui ho incontrato John. </strong>John, qual è stata la seconda?»</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="468" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/pasadena.jpg" alt="" class="wp-image-3339" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/pasadena.jpg 800w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/pasadena-500x293.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/pasadena-768x449.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>La prima volta che Anthony Kiedis ha incontrato John Frusciante, in veste di fan, è stata in occasione del concerto al Perkins Palace di Pasadena (California), il 1° Agosto 1987 (Fonte: <a href="https://rhcplivearchive.com/show/aug-01-1987-pasadena-ca-1595" data-type="URL" data-id="https://rhcplivearchive.com/show/aug-01-1987-pasadena-ca-1595" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rhcplivearchive.com</a>)</figcaption></figure></div>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «C’è questo fatto divertente, penso fossimo nel 1986 … il mio patrigno è tornato a casa un giorno e mi ha raccontato che era fermo sulla superstrada nel traffico e mangiava una banana, ed ha buttato la buccia di banana fuori dal finestrino: un ragazzo è saltato fuori dalla sua macchina ha preso la buccia di banana e gliel’ha ributtata attraverso il il finestrino mentre faceva varie osservazioni sulla banana, su di lui e sul fatto di tenersela in macchina … Un giorno io ero in macchina con Anthony, saranno stati due anni dopo, ed Anthony mi ha raccontato la stessa storia … solo che era lui il ragazzo che era sceso di macchina, aveva raccolto la buccia di banana e l’aveva rigettata attraverso il finestrino!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Fantastico!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «È pazzesco!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Sì, era il mio lato un po&#8217; arrogante &#8230; molto tempo prima mi era capitato di vedere a La Brea gente che aveva buttato dal finestrino un sacchetto del McDonald&#8217;s con patatine, carta e bicchieri che volavano tutto intorno ed ho fatto la stessa cosa, le ho raccolte e gliele ho ributtate in macchina ed è finita con loro che mi inseguivano per tutta la zona nord di La Brea lanciandomi gli hamburgers come armi e io che li schivavo. E da ragazzino facevo lo stesso: quando vedevo qualche bimbo buttare le carte delle caramelle nei cespugli partivo <em>&#8216;No no no no no! È un cespuglio, non puoi rovinare il cespuglio!&#8217;</em>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Poi c’è stato questo periodo in cui era morto Hillel Slovak, Jack Irons aveva lasciato la band ed io e Flea eravamo in un vortice di energia del tipo </em>&#8216;amiamo queste persone, ma dobbiamo continuare a fare musica insieme&#8217; <em>ed è difficile trovare le persone giuste con cui fare musica, è questione di chimica, possono esserci le persone più ben intenzionate del mondo, ma tu devi trovare quella connessione assurda, piena d’anima e totalizzante …»</em></p><cite>Anthony Kiedis e la sua visione di band</cite></blockquote>



<p>«Abbiamo provato a suonare con <strong>Blackbyrd McKnight</strong> come chitarrista e <strong>D.H. Peligro</strong> come batterista e non funzionava come avrebbe dovuto … Flea mi disse che c’era questa sorta di ragazzo prodigio della San Fernando Valley che sarebbe diventato un fenomeno della chitarra e sapevo che <strong>Bob Forrest</strong> dei <strong>Thelonious Monster</strong> voleva ingaggiare questo giovane ragazzo <strong>John Frusciante</strong> affinché si unisse alla sua band e un sacco di campanelli hanno cominciato a suonarmi in testa, allora ne ho parlato con Flea e lui mi ha detto che aveva fatto delle jam con questo giovane e lo aveva trovato estremamente valido … Quindi sono andato in questo garage a vedere l’audizione di John per i <strong>Thelonious Monster</strong> ed in qualche modo dovevo intervenire, non potevo lasciare che accadesse! <em>(Rick ride, ndt)</em> Era troppo perfetto per ciò che facevamo ed io in quella fase della mia vita ero probabilmente un punk egoista e ricordo di aver scambiato qualche parola con John nel vialetto del tipo <strong><em>&#8216;È stata un’ottima audizione, ma non valuteresti di unirti alla nostra band piuttosto che a questa?&#8217;</em></strong> o almeno questo è il mio vago ricordo, magari John ha un quadro più chiaro …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì sì, ne ho parlato!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «L’hai fatto!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Sì, alla base c’è la stessa sequenza di eventi.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong> </mark><strong>«Sì, e come ho detto, trovare questa persona, queste persone con cui davvero hai una connessione su un piano invisibile e sai che possono sentirti e tu puoi sentirli ed in qualche modo unire le proprie energie musicali per creare suoni e canzoni e condividere la vita, è una sorta di intervento divino quando accade perché come ho già visto più volte è un incastro difficile da trovare.»</strong></p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Assolutamente!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Sì!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Cosa ricordi di quelle prove, delle prove dei Thelonious con John, che ti ricordi?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Mi ricordo di essere rimasto rapito dalla personalità di John, si esibiva con queste persone più grandi di lui e con più esperienza ed era la forza dominante, pieno di energia. Era giovane e nessuno aveva intaccato il suo entusiasmo ed il suo amore per la musica o gli aveva messo in testa idee sul come doversi esibire, ed era anche una persona piacevole da frequentare e divertente. Sapeva suonare ed imparava i brani molto velocemente e mi piaceva come persona, infatti in quel periodo ero molto amico con John e mi piaceva passare il tempo in sua compagnia.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Ti ricordi la prima volta in cui avete suonato sul palco insieme?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Beh, mi ricordo piuttosto bene il palco dell&#8217;<strong>Hully Gully</strong> dove facevamo le prove, John suonava … suonavi una <strong>Ibanez</strong>?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì, ce l&#8217;avevo!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Sì, che era una cosa nuova e diversa per noi, mi pare fosse decorata con del collage?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì, avevo due chitarre, una interamente ricoperta con delle donne nude sotto la finitura e quest&#8217;altra … mi sa che non avevo la <strong>Ibanez</strong>, la chitarra con le donne nude era quella che avevo quando sono entrato nel gruppo …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Che fine ha fatto?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Era una chitarra da esibizione, le realizza questo ragazzo di Nord Hollywood …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Adesso devo pensare a quale sia stato il nostro vero primo concerto …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Era stato in Texas …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong> </mark>«Cosa?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Giusto … No! … Arizona! Arizona! <strong>Phoenix</strong>!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Un concerto singolo?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong> </mark>«Facemmo questo concerto a Phoenix, poi suonammo al<strong> John Anson Ford</strong> <em>(un anfiteatro di Los Angeles, ndr)</em>, fu il secondo concerto.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Wow!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì!» <em>(Ridono, ndt)</em></p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Sì, di questo concerto in Arizona ricordo solo che dovevamo andarci, ma il John Anson Ford me lo ricordo molto bene perché decidemmo di indossare dei costumi.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì, indossavamo tipo dei costumi da supereroi …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Sì, tranne per il nostro batterista, <strong>D.H.</strong>, che indossava un costume da calabrone, con suo grande disappunto perché lo odiava, e noi non capivamo… <em>&#8216;Perché odia il costume da calabrone? È stupendo e c&#8217;era questa ape gigante che suona la batteria…&#8217;.</em> Stava scomodo e poi scoprimmo che anche John Belushi che si era vestito da calabrone al <strong>Saturday Night Live</strong> detestava il costume da calabrone!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Anthony, ti ricordi il primo concerto con Chad?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Aspetta … sì sì me lo ricordo era al <strong>Roxy</strong>!» <em>(teatro a West Hollywood, il 22 Gennaio 1989, ndr)</em></p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Oh … ma sul serio?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Era il primo o il secondo.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Mi sa che hai ragione … sì, mi sa che hai ragione …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK </strong></mark>«Sì, ed era in ritardo. Era in grande ritardo!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong> </mark>«Wow!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Chad é una forza della natura. La sua audizione, che si svolse con John e Flea all&#8217;Hully Gully fu profonda ed indimenticabile. Avevamo suonato con una serie di batteristi interessanti, potevano fare bene determinate cose. Poi Denise Zoom, la ex di Billy Zoom, ci suggerì questo ragazzo di Detroit, in Michigan. Chad arrivò tutto tranquillo e sicuro di sé, capisci, non poteva importargli meno di chi noi pensassimo di essere, ed in quel periodo pensavamo di essere parecchio … Si è seduto e ci ha fatto perdere la testa a tutti con la sua potenza ed il suo stile. Flea di solito era colui che guidava le danze ed ora aveva questo ragazzo, Chad Smith, che mangiava batteria a colazione e prendeva il controllo della situazione e ridevamo tutti istericamente per tenere il passo con il suo crescendo dietro la batteria. Poi siccome aveva questa gigante massa di capelli in stile <em>glam rock</em>, gli abbiamo detto <em>&#8216;Rasati la testa e avrai il posto nella band&#8217;</em> e lui rispose tipo <em>&#8216;Non credo mi interessi!&#8217;</em>»</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="400" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/red-hot-chili-peppers-mm.jpg" alt="" class="wp-image-2267" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/red-hot-chili-peppers-mm.jpg 700w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/red-hot-chili-peppers-mm-500x286.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>I Red Hot Chili Peppers nel 1989</figcaption></figure></div>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong> </mark>«Wow!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong> </mark>«<em>&#8216;No no no, hai il posto, devi solo rasarti la testa&#8217;</em> e lui <em>&#8216;Grazie, ma anche no&#8217;</em>. E noi eravamo colpiti da quanto questo ragazzo fosse sicuro nelle sue convinzioni da rifiutare di rasarsi la testa per entrare a far parte della nostra band, cosa che forse ce lo faceva apprezzare ancora di più. E poi é arrivato tardi al suo primo concerto.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF </strong></mark>«Ero così arrabbiato con lui …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong> </mark>«Per non essersi rasato o per l&#8217;essere in ritardo?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong> </mark>«Per l&#8217;essere in ritardo, mi ricordo … anche perché avevo già avuto dei sentimenti del tipo <em>&#8216;Questo ragazzo non si rende conto di che grande band siamo e si presenta pure in ritardo, che diamine ha questo ragazzo che non va?&#8217;</em>»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «È così divertente!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong> </mark>«Lo è, lo è.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong> </mark>«Mi ricordo che stava continuando ad andare … era impegnato con la scuola di musica GIT o la scuola di batteria o qualsiasi cosa fosse ed alle sue prime prove quando era appena entrato nel gruppo io gli dissi <em>&#8216;Ora lascerai la scuola di musica, giusto?&#8217;</em> E lui <em>&#8216;No, i miei genitori l&#8217;hanno già pagata quindi continuerò ad andarci!&#8217; </em> Ed io gli risposi <em>&#8216;Ma non capisci, questa è una band di successo internazionale (ridono tutti, ndt), ora puoi mantenerti facendo questo, non hai bisogno di andare alla scuola di musica, capisci?&#8217;</em>. È stato davvero difficile da arruolare!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Parliamo di quando dicevate che a vostro avviso questa fosse la miglior band del mondo: in realtà, nel periodo di cui stiamo parlando, avreste detto che i Chili Peppers erano la band di maggior successo ad LA?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Eravamo internazionalmente famosi … ad Hollywood! Voglio dire, dipende a chi lo chiedevi! Ad esempio, nel nostro primo spettacolo, nel 1983, suonavamo una sola canzone perché era l&#8217;unica canzone che avevamo, e dopo quell&#8217;esibizione, se tu mi avessi chiesto chi era la band più popolare ad L.A. io ti avrei risposto <em>&#8216;Siamo noi, ovviamente!&#8217;</em>. Avevamo questo pompato senso di chi fossimo, ma non derivava semplicemente da una prospettiva narcisistica, nel nostro mondo noi percepivamo che avremmo potuto fare qualcosa di speciale e sentivamo dentro di noi di essere speciali. Nel momento in cui John si è unito alla band avevamo già avuto degli alti e bassi, ma di certo potevamo dire ancora la nostra, almeno a L.A. per quanto ne sapevamo. Non era così, John?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì, io direi che in quel periodo le altre band che sembravano avere un certo livello di popolarità simile erano i <strong>Jane&#8217;s Addiction</strong> e i <strong>Fishbone</strong>, almeno nel nostro genere, voglio dire, c&#8217;erano anche band <em>heavy metal</em> e altre, ma erano generi completamente diversi che spesso suonavano in luoghi completamente diversi … Ma per quanto riguarda una sorta di radici punk io direi che queste tre band erano quelle che suonavano allo stesso livello e negli stessi posti.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Quindi ok, possiamo dire che non eravamo veramente famosi nel mondo in quel periodo …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Ma per me la band avrebbe potuto … non avevamo suonato ovunque nel mondo, ma ero certo che la band avrebbe potuto suonare nei club praticamente ovunque volessimo.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Sì, potevamo suonare a Dingwall ed in UK.»</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Broken Record: John Frusciante intervistato da Rick Rubin (Aprile 2022) &#8211; 1a PARTE</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/broken-record-john-frusciante-intervistato-da-rick-rubin-aprile-2022-1a-parte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Mechelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jul 2022 19:47:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
		<category><![CDATA[John Frusciante]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dallo studio]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
		<category><![CDATA[Broken Record Podcast]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[rick rubin]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;intervista a John Frusciante da parte di Rick Rubin è stata rilasciata in data 1 Aprile 2022 ed è la prima delle interviste che il produttore ha fatto per il podcast Broken Record con i quattro membri dei Red Hot Chili Peppers, per celebrare l’uscita del loro 12° album in studio, Unlimited Love. Nella seconda parte del nostro articolo, verso la fine dell’intervista, i due vengono raggiunti da Anthony Kiedis. Traduzione a cura di Miriam Mechelli Il podcast Broken Record è disponibile in inglese su Spotify e YouTube. Ascolta l&#8217;intervista su Youtube Ascolta l&#8217;intervista su Spotify Rick Rubin «Torniamo indietro di un bel po’&#8230; raccontami della prima volta in cui hai visto o sentito i Red Hot Chili Peppers, la prima volta che ricordi di aver sentito il nome della band.» John Frusciante «La prima volta in cui mi ricordo di aver sentito il nome della band riguarda il fatto che avevo un insegnante di chitarra che si chiamava Mark Nine, l’unico insegnante di chitarra che davvero mi piaceva e dal quale ritengo di aver appreso delle buone cose.Quando ho iniziato a prendere lezione di chitarra a me piaceva il punk ed ogni insegnante di chitarra che avevo cominciava da &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;intervista a <strong>John Frusciante</strong> da parte di <strong>Rick Rubin</strong> è stata rilasciata in data 1 Aprile 2022 ed è la prima delle interviste che il produttore ha fatto per il podcast <strong>Broken Record</strong> con i quattro membri dei <strong>Red Hot Chili Peppers</strong>, per celebrare l’uscita del loro 12° album in studio, <strong><em>Unlimited Love</em></strong>.  <br>Nella seconda parte del nostro articolo, verso la fine dell’intervista, i due vengono raggiunti da <strong>Anthony Kiedis</strong>.</h3>



<h4 class="has-text-align-right wp-block-heading">Traduzione a cura di <strong>Miriam Mechelli</strong></h4>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Il podcast <strong>Broken Record</strong> è disponibile in inglese su <strong>Spotify</strong> e <strong>YouTube</strong>.</p>



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</div><figcaption>Ascolta l&#8217;intervista su Youtube</figcaption></figure>



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</div><figcaption>Ascolta l&#8217;intervista su Spotify</figcaption></figure>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>Rick Rubin</strong></mark> «Torniamo indietro di un bel po’&#8230; raccontami della prima volta in cui hai visto o sentito i <strong>Red Hot Chili Peppers</strong>, la prima volta che ricordi di aver sentito il nome della band.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color"><strong>John Frusciante</strong></mark> «La prima volta in cui mi ricordo di aver sentito il nome della band riguarda il fatto che avevo un insegnante di chitarra che si chiamava <strong>Mark Nine</strong>, l’unico insegnante di chitarra che davvero mi piaceva e dal quale ritengo di aver appreso delle buone cose.<br>Quando ho iniziato a prendere lezione di chitarra a me piaceva il <em>punk</em> ed ogni insegnante di chitarra che avevo cominciava da subito ad insultare il <em>punk </em>non appena dicevo loro che mi piaceva, sostenevano che non era musica e tutto questo genere di cose … Poi è arrivato Mark Nine, che aveva suonato con la band di <strong>Nina Hagen</strong> insieme a <strong>Pat Smear</strong>, credo che Mark fosse stato il chitarrista solista e Pat Smear fosse stato il ritmico per un certo periodo. <em>(Mark, ndt)</em> pensava che Pat Smear fosse un grande chitarrista e per me Pat Smear è stato una delle ragioni per cui ho iniziato a suonare la chitarra, una delle prime cose che ho imparato sono stati i <strong>Germs</strong> ed il fatto di aver trovato un insegnante di chitarra che pensava che Pat Smear fosse un grande chitarrista mi rendeva euforico. </p>



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<iframe loading="lazy" title="John Cites Pat Smear (Germs, Nirvana, Foo Fighters) As His Early Guitar Influence! (April 13, 2021)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/N-gCOWr5sfw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>John Frusciante @ Guitar Greats Guest DJs (13 Aprile 2021) cita Pat Smear come uno dei chitarristi che lo ha maggiormente influenzato in giovane età</figcaption></figure>



<p>Inoltre lui <em>(Mark, ndt)</em> era appassionato di tutta la musica psichedelica anni ‘60.. suonava con una band chiamata <strong>Underworld</strong>, suonava con un ragazzo di nome Randall Kennedy e con i <strong>Reconstruction</strong>, erano una sorta di power trio, aveva un gruppo ska chiamato Ska Cha-Cha… ed io ero molto appassionato di tutto ciò che faceva, avevo varie cassette con materiale suo.<br>Un giorno <em>(Mark, ndt)</em> venne e mi disse che aveva un’audizione con una band chiamata <strong>Red Hot Chili Peppers</strong> in cui sperava di entrare, e siccome lui suonava sia chitarra che basso, a me era rimasto impresso che lui andasse a fare l’audizione come bassista.&nbsp;<br>Comunque sia, in un periodo che va da 6 mesi ad un anno dopo questo fatto, io vidi il video di <strong>&#8220;True Men Don’t Kill Coyotes&#8221;</strong> su<strong> MTV</strong> e pensai<em> “Ah ah, sarebbe stato un bel rimpiazzo per questo bassis…”</em> Ovviamente nessuno può sostituire questo bassista!!! <em>(ridono, ndt)</em> e fu lì che venne fuori che l’audizione era da chitarrista.<br>Quello che mi ricordo è che per alcune settimane lui mi parlò di come sperava di venire preso in questa band, in quel periodo dovevano scegliere tra <strong>Jack Sherman</strong> e <strong>Mark Nine</strong> e scelsero <strong>Jack Sherman</strong>.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark></strong> «Quanti anni avevi in quel periodo, te lo ricordi?»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">JF</mark></strong> «Sì, dovevo avere 13 o 14 anni nel periodo della sua audizione perché <strong>Hillel</strong> e<strong> Jack </strong><em>(Slovak e Irons, nde) </em>all’inizio rimasero nella band per soli 6 mesi e fu lì che <strong>Anthony</strong> e <strong>Flea</strong> cercarono i nuovi componenti, e la band si era formata nel 1983, non sono sicuro di che mese fosse.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark></strong> «E quanti anni avevi quando ti sei unito al gruppo?»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">JF</mark></strong> «18.»</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="793" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/07/jf1990.jpg" alt="" class="wp-image-2667" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/07/jf1990.jpg 640w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/07/jf1990-404x500.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption>John Frusciante due anni dopo il suo ingresso nella band, in tour con i RHCP il 26 Gennaio 1990 a Kawasaki (Giappone) per il tour di Mother&#8217;s Milk (1989)</figcaption></figure></div>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark></strong> «Quindi già conoscevi la band da 4 o 5 anni prima di fare l&#8217;audizione…»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">JF</mark></strong> «Sì, non è che sono stato da subito un loro fan!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark></strong> «Sapevi che esistevano…»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">JF</mark></strong> «Sì, sapevo che esistevano… penso che il passo successivo sia stato che avevo un amico di nome Jerry che lavorava&nbsp; per l’entourage di Frank Zappa e ricordo che passavo un sacco di tempo a casa sua ad ascoltare musica, ascoltavamo un sacco di cose di <strong>Frank Zappa</strong> come esibizioni live e cose del genere, e ad un certo punto Jerry mi diede una compilation su cassetta con tutta musica esoterica e di avanguardia… c’erano <strong>Meredith Monk</strong> ed i <strong>Funkadelic</strong>, Jerry è stato il primo a parlarmi dei <strong>Funkadelic</strong> &#8230; »</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«&#8230; e una cosa che c’era in questa cassetta era <strong>&#8220;Yertle The Turtle</strong>&#8220;, dal loro (dei RHCP, ndt) secondo album <strong>Freaky Styley</strong>, e mi è piaciuta tantissimo, la batteria mi ricordava una versione funky di <strong>Captain Beefheart</strong>, l’uso del pedale wah wah era spettacolare e la canzone aveva ogni singolo elemento che ti si svelava volta per volta e così potevi apprezzare quanto fosse buona la parte di chitarra, quella di batteria etc.. perché era come se li ascoltassi uno dopo l’altro in sequenza.»</em></p><cite>John Frusciante sui primi ascolti del barno &#8220;Yertle The Turtle&#8221;, dal secondo album dei RHCP, Freaky Styley</cite></blockquote>



<p>«In quel periodo per me <em>(i RHCP, ndt)</em> non erano poi così diversi dai Residents o altri gruppi simili, il cui batterista aveva suonato con Captain Beefheart… in quel periodo io ero presissimo da Frank Zappa, Steve Vai e musicisti come loro, stavo cercando… ho passato varie fasi, ma in quel periodo ero ad un punto in cui non volevo che nessuno potesse dirmi che non ero un bravo chitarrista <em>(ride, ndt)</em>, ero al livello: »</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Qualsiasi parte di chitarra che la gente consideri difficile, io voglio saperla suonare &#8230; »</em></p><cite>John Frusciante parlando della sua &#8216;fase tecnica&#8217; da chitarrista a 13 anni</cite></blockquote>



<p>« &#8230; ma i Red Hot Chili Peppers erano solo una band interessante, divertente da guardare e di cui avevo qualcosa sulle cassette.&nbsp;<br>Ho comprato il loro primo disco quando vivevo in Florida, ho questo ricordo di me che vado dalla mia matrigna, spesso le raccontavo queste piccole cose, tipo <em>“Ho deciso qual è il mio album preferito, è The Rise and Fall of Ziggy Stardust di David Bowie”</em>.. hai presente, le raccontavo queste cose di cui a lei non importava niente, ma ricordo di aver ascoltato questo disco dei Chili Peppers e di averle detto: »</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Io non potrei mai stare in un gruppo come questo, non potrei mai stare in un gruppo così perché non c’è abbastanza varietà musicale per i miei gusti…»</em></p><cite>John alla sua matrigna dopo aver ascoltato &#8220;The Red Hot Chili Peppers&#8221;, il primo album della band. </cite></blockquote>



<p>«<em>(ridono, ndt)</em> Era una cosa assurda da dire, lei mi rispose <em>“ah, non farai mai parte di questa band, bene!” (ride, ndt)</em> ma la cosa più assurda è che ho comprato questo disco e le ho detto “<em>non potrei mai far parte di questo gruppo”</em>, ancora mi è rimasto impresso!<br>Fondamentalmente, alle superiori avevo un amico che era appassionato dei Chili Peppers ed era stato a vederli almeno un paio di volte, prima che io andassi a vederli, con i <strong>Fishbone</strong> nel <em>Best of the West Tour</em> e lui mi faceva conoscere questa musica più divertente rispetto a quella che ascoltavo io che ero preso in questo periodo più dalla tecnica, e così siamo andati a vederli al <strong>Variety Arts Center</strong> in centro a <strong>L.A.</strong>, io ero felice quando andavo ai concerti, e loro <em>(i RHCP, ndt)</em> erano tornati con la line-up originale, ma ancora non era uscito il loro terzo disco <em>(The Uplift Mofo Party Plan, nde)</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="588" height="388" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/07/reds.jpg" alt="" class="wp-image-2679" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/07/reds.jpg 588w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/07/reds-500x330.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 588px) 100vw, 588px" /><figcaption>I RHCP nella loro formazione originale, da sinistra a destra: Flea, Anthony Kiedis, Jack Irons, Hillel Slovak.</figcaption></figure></div>



<p>Tutto ciò che sapevo su di loro, tutto ciò che avevo ascoltato non mi avevano preparato per l’intensità di quello spettacolo, era psichedelico, loro erano ricoperti di pittura fluorescente sul corpo in modo che tu potessi vederli con le luci nere ed era così fuori dal mondo, eravamo circa un migliaio di persone a vederli quella sera e sembrava di essere tutti in un sogno collettivo o roba del genere, sembrava di non essere nella realtà.»</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Io sono stato a due spettacoli in cui si sono dipinti, e non ho mai assistito ad un altro spettacolo in cui il pubblico e l’artista sono così connessi, in cui siamo tutti una cosa sola ed il resto del mondo non sembra esistere…»</em></p><cite>John Frusciante sull&#8217;esperienza di vedere dal vivo i RHCP negli anni &#8217;80</cite></blockquote>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark></strong> «Wow!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">JF</mark></strong> «Tutti totalmente felici, tutti che ballano, saltano di qua e di là… vedi, a me piaceva il <em>punk</em>, ma quando ascoltavo il <em>punk</em> avevo 9, 10, 11 anni, ero troppo piccolo per andare ai concerti, ma ai loro spettacoli <em>(dei RHCP, ndt)</em> provavo quella stessa energia che immaginavo avrei provato ai concerti <em>punk</em>, il pogo sotto al palco.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark></strong> «Il punk è stato il primo tipo di musica che ti è piaciuta?»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">JF</mark></strong> «Prima ascoltavo ciò che era di moda tra tutti i ragazzi di Santa Monica, ci piacevano gli <strong>Aerosmith</strong>, <strong>Alice Cooper</strong>, <strong>Van Halen</strong>, i <strong>Kiss</strong>, tutto quel tipo di musica che piaceva ai ragazzi che facevano skateboard, a tutti i ragazzi del quartiere.<br>Poi mi sono trasferito da Santa Monica a Mar Vista e lì ho scoperto la <strong>stazione radio KROQ</strong> e nello show di <strong>Rodney Bingenheimer</strong> ho sentito il <em>punk</em> per la prima volta, mi ricordo che è stata una cosa graduale, per un po&#8217; ho ascoltato i <strong>DEVO</strong>, i <strong>B-52</strong> e gruppi simili, poi ho scoperto i <strong>Germs</strong> e per un paio di mesi una ragazza che era fan dei <strong>Sex Pistols</strong> ha vissuto accanto a casa mia e mi faceva ascoltare i suoi dischi, io andavo da lei ed ho registrato <strong>“Nevermind the Bollocks”</strong> dei <strong>Sex Pistols</strong>, <strong>“More songs about Buildings and Food”</strong> dei <strong>Talking Heads</strong> … quindi mi piacevano la <em>new wave</em> ed il <em>punk-rock</em> e poi sono passato ad appassionarmi più nello specifico all’<em>hardcore punk</em>.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark></strong> «Ed è a questo punto che hai cominciato a dedicarti a cose più tecniche, è stato questo il passo successivo?»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">JF</mark></strong> «Sì, ho passato varie piccole fasi. Diciamo che il <em>punk</em> è stato ciò che mi ha spinto a tirare fuori dall’armadio la chitarra acustica ed imparare le canzoni, io avrei già da tempo voluto una chitarra elettrica, ma nessuno era disposto a comprarmela, ed ovviamente il suono di un’acustica è differente, allora mi sono detto: »</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Magari se imparo un po&#8217; di canzoni punk si rendono conto che faccio sul serio con la chitarra e mio padre me ne compra una elettrica»</em></p><cite>John Frusciante ricorda come ha ricevuto la sua prima Stratocaster a 11 anni</cite></blockquote>



<p>«Così ho imparato l’intero album dei <strong>Sex Pistols</strong> più altre cose dei <strong>Black Flag</strong>, dei <strong>Germs</strong> e così lui <em>(il padre, ndt)</em> mi ha comprato una <strong>Stratocaster</strong>.<br>Una volta che avevo la Stratocaster ho cominciato a leggere le riviste di chitarra e già da prima avevo un amico a scuola che era fan di <strong>Jimi Hendrix</strong> e battagliavo sempre con lui dicendogli che i <strong>Sex Pistols</strong> erano molto più importanti nella storia della musica rispetto a Jimi Hendrix, ci punzecchiavamo così e ci scambiavamo le cassette, ed una volta che ho avuto la chitarra elettrica sono diventato ossessionato da Jimi Hendrix e poi questo mi ha portato ad appassionarmi a <strong>Jeff Beck</strong>, ai <strong>Cream</strong> …<br>Inoltre c’era questa ombra di violenza intorno al <em>punk</em> in quel periodo, questo stigma, tanto che le persone non appena sapevano che mi piaceva il<em> punk</em> non volevano più essere mie amiche, come se i genitori dicessero loro di non frequentarci più e questa cosa mi è successa svariate volte, quindi dal <em>punk</em> sono passato alla musica anni ‘60 con i suoi messaggi di pace, come se volessi uscire da questi pensieri rabbiosi e violenti che avevo dentro.»</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/johnfonda-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2172" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/johnfonda-1024x1024.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/johnfonda-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/johnfonda-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/johnfonda-768x768.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/johnfonda.jpg 1233w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>John Frusciante il 1° Aprile 2022, di nuovo sul palco del Fonda Theatre (Hollywood, CA) con i RHCP, indossando la t-shirt dei suoi amati Black Flag, in occasione della data zero per il lancio di Unlimited Love.</figcaption></figure></div>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark></strong> «C’è stato chiaramente un momento di rottura in cui il<em> punk </em>si è trasformato, come è espresso nel brano <strong>“Nazi Punk Fuck Off”</strong> dei <strong>Dead Kennedys</strong>, è passato da essere quel movimento gioioso, casinista e divertente degli esordi e per un periodo è stato associato alle risse ed alla violenza.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">JF</mark></strong> «Sì, c’era questa violenza ed era ciò che mi piaceva, perché era la stessa rabbia violenta che io sentivo dentro di me e mi spaventava in un certo senso percepire di avere questa parte rabbiosa dentro di me, cercavo di tenerla in qualche modo a bada, non riuscivo a capire quali fossero i miei limiti e più volte mi sono sentito .. come dire .. un po&#8217; matto? E sì, per un po&#8217; mi sono dilettato con la parte violenta del <em>punk </em>per nutrire quella parte violenta che percepivo in me stesso, capisci?»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark></strong> «Sì.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">JF</mark></strong> «Poi gradualmente sono passato ad ascoltare la musica anni ‘60 e poi agli anni ‘70, <strong>Brian Eno</strong>, i <strong>Roxy Music</strong>, <strong>David Bowie</strong> ed il <em>progressive rock </em>come i <strong>Genesis</strong>, gli <strong>Yes</strong> ed i <strong>King Crimson</strong>. I King Crimson sono diventati il mio gruppo preferito e <strong>Adrian Belew</strong> mi piaceva tantissimo, sono stato ossessionato per un periodo dal suo modo di suonare.<br>In questo periodo avrò avuto 13 anni, 12 o 13 anni, sai, non è che le varie fasi siano durate tanto, è stato tutto molto veloce: non è che smettevano di piacermi le cose che mi piacevano prima, però mi appassionavo a cose nuove e cominciavo a dedicarmi a quelle.<br>Se non ricordo male è stato verso i 15 anni che ho cominciato ad essere ossessionato da <strong>Frank Zappa</strong> e hanno cominciato a piacermi tutte cose correlate a lui come ad esempio <strong>Warren Cuccurullo</strong> e <strong>Steve Vai</strong>. Lo stesso Adrian Belew è stato nella sua band per un periodo.»</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«I Red Hot Chili Peppers ed i Bestie Boys facevano parte di questa musica più divertente che mi facevano conoscere i miei compagni di scuola, e poi quando mi sono trasferito ad Hollywood a 17 anni ho capito che avevo bisogno di un cambiamento, ero appassionato di questa musica che pensavo potesse rendermi un chitarrista migliore, ma ho deciso di dedicarmi ad ascoltare solo cose che mi facessero stare bene e mi dessero sensazioni forti e positive, senza badare troppo agli aspetti tecnici.»</em></p><cite>John racconta come è nato il suo amore per i Red Hot Chili Peppers</cite></blockquote>



<p>In quel periodo erano i <strong>New York Dolls</strong>, <strong>Siouxsie and the Banshees</strong>, <strong>David Bowie</strong>, <strong>T-Rex</strong>, cose come queste che ad essere onesto erano quelle che mi piacevano di più, ed i Red Hot Chili Peppers facevano parte di questo tipo di musica, inoltre loro <em>(i RHCP, ndt)</em> mi piaceva andare a vederli spesso dal vivo, prima di entrare nel gruppo sarò stato a vederli 6 o 7 volte.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark></strong> «Wow!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">JF</mark></strong> «Nell&#8217;arco di un anno e mezzo più o meno.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark></strong> «Ed in questo anno e mezzo li hai visti cambiare? Tu da fan che impressione ne avevi tratto, erano migliorati o peggiorati?»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">JF</mark></strong> «A me sono sempre sembrati molto validi.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR </mark></strong>«Bene!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">JF</mark></strong> <strong>«Ci sono stati un paio di spettacoli che sono stati interrotti dopo poche canzoni, sai, i loro spettacoli erano parecchio selvaggi in quel periodo, ma gli altri erano sempre fantastici, e poi c’è da dire che io non avevo grandi cose da dire su di loro perché fin dopo il primo concerto mi dicevo sempre <em>“ok, ora vado e mi guardo lo spettacolo”</em>, perché &#8230; </strong>»</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>« &#8230; appena cominciavano a suonare io iniziavo a saltare tra il pubblico come un pazzo e a malapena ogni tanto lanciavo uno sguardo verso il palco ed avrò per sempre questi frammenti di ricordi di Hillel, &#8230; »</em></p></blockquote>



<p><strong>«</strong> &#8230; <strong>mentre le persone che portavo ai concerti guardavano tutto lo spettacolo e poi avevano qualcosa di cui parlare e commentare.</strong>»</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Io invece stavo in questo stato da sogno in cui mi sentivo un tutt’uno con la band e per ogni concerto è stato così, e non potevo far altro che saltare come un pazzo tutto il tempo.»</em></p></blockquote>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark></strong> «Fantastico!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">JF</mark></strong> «Sì, e gli unici ricordi che ho di loro in cui li guardavo erano i momenti tra le canzoni, in quel periodo tra i brani dicevano sempre cose divertenti o facevano qualcosa di buffo.»</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/03/qPUZGnfBiQ2JShBugPzeGE-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-1855" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/03/qPUZGnfBiQ2JShBugPzeGE-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/03/qPUZGnfBiQ2JShBugPzeGE-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/03/qPUZGnfBiQ2JShBugPzeGE-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/03/qPUZGnfBiQ2JShBugPzeGE-1536x864.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/03/qPUZGnfBiQ2JShBugPzeGE-2048x1152.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Rick Rubin allo Spotify&#8217;s Inaugural Secret Genius Awards del 1° Novembre 2017, Los Angeles, California.  <br>(Foto di Frazer Harrison/Getty Images per Spotify)</figcaption></figure></div>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark></strong> <strong>«La tua descrizione di come ti sentivi ai concerti dei Chili Peppers, di essere trasportato altrove, è la stessa che ho io quando vi vedo suonare in studio o alle prove, </strong>&#8230;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«</em> &#8230; <em>è come entrare in un’altra dimensione in cui la musica crea questa sensazione trascendente per cui nel mondo intorno non succede altro, esiste solo la musica che viene suonata adesso, ed è differente ogni volta!»</em></p><cite>Rick Rubin asseconda John Frusciante, condividendo le emozioni che prova verso la musica dei RHCP</cite></blockquote>



<p><strong>La struttura rimane magari sempre la stessa, le parti di un brano in sequenza sono sempre quelle, ma l’energia che si sprigiona ed il trip che ci rapisce tutti ogni volta in modo nuovo e differente è una cosa fantastica, davvero strabiliante, ancora oggi.&nbsp;Capisco esattamente ciò di cui parli!»</strong></p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">JF</mark></strong> «È stato molto importante per me una volta entrato nel gruppo cercare di mantenere quel tipo di energia che ricordavo di aver provato ai loro concerti, ed una cosa che mi piaceva di loro è che li percepivo autentici, che poi è uno dei motivi che mi ha fatto mettere da parte i miei dischi dei Kiss per quelli dei Germs, dei Black Flag ed altri come loro, tu eri importante per loro… per i Kiss verso i 9 anni mi sono reso conto che certo mi piacevano, ma mi chiedevo se loro si piacessero o che tipo di connessione potessero provare verso una persona come me.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark></strong> «Sì…»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">JF</mark></strong> «Con queste altre persone sentivo di respirare la stessa aria, guardavamo alla musica dalla stessa angolazione e non da angoli opposti, non c’era quella distinzione tra venditore e consumatore, c’era questo senso di appigliarsi a qualcosa che ci salvava dalla confusione della vita. Quindi, io percepivo che anche in quel gruppo <em>(i RHCP, ndt)</em> ci fosse questa convinzione, che la musica davvero gli importasse.»</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-left is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Da quando sono entrato nei RHCP, ho sempre voluto che la cosa più importante fossero la musica e la connessione tra di noi.»</em></p><cite>John parla a Rick Rubin del suo ingresso nei Red Hot Chili Peppers</cite></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/07/kimmel-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-2673" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/07/kimmel-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/07/kimmel-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/07/kimmel-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/07/kimmel.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>John Frusciante dal vivo con i RHCP nel 2022, in una delle prime apparizioni televisive dell&#8217;era Unlimited Love, per il Jimmy Kimmel Show</figcaption></figure></div>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">FINE PRIMA PARTE &#8230;</h2>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Kiedis a NME.com: «Il più grande evento è stato il ritorno di John Frusciante»</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/kiedis-a-nme-com-il-piu-grande-evento-e-stato-il-ritorno-di-john-frusciante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ntjr]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2022 14:56:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anthony kiedis]]></category>
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		<category><![CDATA[White Braids and Pillow Chair]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo tradotto in esclusiva per voi l&#8217;intervista alla band pubblicata su NME.com il 4 Febbraio 2022 in occasione del rilascio del nuovo singolo &#8220;Black Summer&#8221; «Tornare in studio, suonare, lasciando che le cose prendano forma… è stato eccitante.»Flea a NME.com Anthony Kiedis e Flea hanno parlato del ritorno di John Frusciante nei Red Hot Chili Peppers, prima dell&#8217;album &#8216;Unlimited Love&#8216; in uscita il prossimo 1° Aprile 2022. Parlando per NME.com in un&#8217;intervista esclusiva fotografata dal regista vincitore del premio Oscar Gus Van Sant, la band ha parlato del nuovo album e come il ricongiungimento con Frusciante li abbia «stimolati a vicenda positivamente». «Sinceramente, il più grande evento è stato il ritorno di John Frusciante nella band. è stato il più profondo cambiamento nelle nostre vite. E Dio mio, ero pronto per qualsiasi cosa.»Anthony Kiedis a NME.com Foto di Gus Van Sant per NME.com Il chitarrista ha caratterizzato la sua carriera con entrate ed uscite dalla band, cominciate da fine anni &#8217;80. La sua ultima apparizione fu nel 2006, con &#8216;Stadium Arcadium&#8216;, album da 7 milioni di copie. L&#8217;ex sostituto Josh Klinghoffer ha preso il posto di John Frusciante nel 2009, ed appare in &#8216;I&#8217;m With You&#8216; (2011) e in &#8216;The &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Abbiamo tradotto in esclusiva per voi l&#8217;<a href="https://www.nme.com/big-reads/red-hot-chili-peppers-cover-interview-2022-unlimited-love-3152682" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intervista alla band pubblicata su NME.com</a> il 4 Febbraio 2022 in occasione del rilascio del nuovo singolo &#8220;Black Summer&#8221;</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Tornare in studio, suonare, lasciando che le cose prendano forma… è stato eccitante.»</em></p><cite><em>Flea a NME.com</em></cite></blockquote>



<p><strong>Anthony Kiedis</strong> e <strong>Flea</strong> hanno parlato del ritorno di John Frusciante nei Red Hot Chili Peppers, prima dell&#8217;album &#8216;<strong>Unlimited Love</strong>&#8216; in uscita il prossimo <strong>1° Aprile 2022.</strong></p>



<p>Parlando per <strong>NME.com</strong> in un&#8217;intervista esclusiva fotografata dal regista vincitore del premio Oscar <strong>Gus Van Sant</strong>, la band ha parlato del nuovo album e come il ricongiungimento con <strong>Frusciante</strong> li abbia <strong><em>«stimolati a vicenda positivamente».</em></strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Sinceramente, il più grande evento è stato il ritorno di John Frusciante nella band. è stato il più profondo cambiamento nelle nostre vite. E Dio mio, ero pronto per qualsiasi cosa.<em>»</em></em></p><cite><em>Anthony Kiedis a NME.com</em></cite></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="870" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme3.jpg" alt="" class="wp-image-1350" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme3.jpg 696w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme3-400x500.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption>Foto di Gus Van Sant per NME.com</figcaption></figure>



<p>Il chitarrista ha caratterizzato la sua carriera con entrate ed uscite dalla band, cominciate da fine anni &#8217;80. La sua ultima apparizione fu nel 2006, con &#8216;<strong>Stadium Arcadium</strong>&#8216;, album da 7 milioni di copie. L&#8217;ex sostituto <strong>Josh Klinghoffer</strong> ha preso il posto di <strong>John Frusciante</strong> nel 2009, ed appare in &#8216;<strong>I&#8217;m With You</strong>&#8216; (2011) e in &#8216;<strong>The Getaway&#8217; </strong>(2016).</p>



<p>Durante la lavorazione del nuovo disco &#8216;<strong>Unlimited Love</strong>&#8216;, Kiedis e Flea hanno realizzato che qualcosa mancava.</p>



<p><strong><em>«Procedeva lentamente e senza una reale spinta decisa. Senza una direzione chiara<em>»</em>.</em></strong> Afferma Kiedis. <em><strong><strong><em>«</em></strong>In seguito, io e Flea, siamo arrivati indipendentemente allo stesso sentire condiviso, che dentro noi diceva: &#8216;Sarebbe bello coinvolgere John in questo processo in qualche modo.&#8217; Molto tempo era passato e lui, dopo essersi preso i suoi spazi, era tornato a frequentare nuovamente la nostra cerchia<strong><em>»</em></strong>.</strong></em> E Kiedis ha ragione: alla fine del 2019, il notoriamente privato<strong> Frusciante</strong> stava uscendo un po’ di più. Era in contatto con <strong>Flea</strong> – furono anche visti insieme ad una partita di basket. Eppure, la sua riemersione non è mai stata data per scontata. Aveva trascorso l&#8217;ultima decade a comporre per lo più musica elettronica. Si ricordava ancora come essere un <em>Red Hot Chili Pepper</em>?</p>



<p><strong><em><strong><em>«</em></strong>Sembrava che il ritorno fosse nell&#8217;aria<strong><em>»</em></strong></em></strong>, dice oggi <strong>Frusciante</strong>, in videochiamata dalla sua &#8216;music room&#8217; di casa a LA. È completamente sdraiato su una poltrona pieghevole, mentre dei cavi strisciano intorno a lui nei tanti pezzi tecnologici con cui ha armeggiato. Il suo gatto, un ragamuffin con la faccia schiacciata di nome Francis, compare regolarmente nell&#8217;inquadratura. <strong>John</strong> dei quattro è sempre stato il più timido davanti ai media &#8211; un uomo gentile e tranquillo che si trasforma quando ha una sei-corde tra le mani &#8211; quindi è rassicurante vederlo così rilassato. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em><strong><strong><em><strong><em>«</em></strong></em></strong></strong>Flea mi mise quest&#8217;idea in testa, ed ero seduto qui con la chitarra, a riflettere sul fatto che non scrivevo della musica rock da tanto tempo. Potevo ancora farlo?<strong><em>»</em></strong></em></p><cite><em>John Frusciante a NME.com</em></cite></blockquote>



<p>Non avrebbe dovuto preoccuparsi. La canzone che scrisse quel giorno era talmente buona da diventare il primo singolo della band da 5 anni a questa parte. &#8220;<strong>Black Summer&#8221;</strong>, uscita oggi <em>(il 4 Febbraio 2022: leggi <a href="http://www.venicequeen.it/in-evidenza/black-summer-il-nuovo-singolo-dei-rhcp-fuori-ora/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>QUI</strong></a> la nostra news e clicca <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/watch?v=OS8taasZl8k" target="_blank"><strong>QUI</strong></a> per vedere il videoclip, nde)</em>, comincia con poche battute di semplici e dolorosi lick di chitarra, prima che il liscio baritono del frontman Anthony Kiedis prenda il sopravvento. <strong><em><strong><em><strong><em>«</em></strong></em></strong>The archer&#8217;s on the run / And no one stands alone behind the sun»</em></strong>, canticchia malinconicamente, finché uno scricchiolante riff non dà il via all’euforico ritornello della traccia. Frusciante segue con uno stridulo assolo che senza dubbio piacerà ai fan, una porzione dei quali sperava in un suo eventuale ritorno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="691" height="356" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bs.jpg" alt="" class="wp-image-1351" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bs.jpg 691w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bs-500x258.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 691px) 100vw, 691px" /><figcaption>Un frame dal videoclip di &#8220;Black Summer&#8221;, diretto dalla regista Deborah Chow</figcaption></figure>



<p>Ovviamente, un altro peperoncino in pentola vuol dire meno spazio per gli altri &#8211; e la band era dispiaciuta di dover lasciar andare <strong>Klinghoffer</strong>. <strong><em>«<strong><em>È</em></strong> stato un grande scossone per noi separarci da Josh»</em></strong>, dice <strong>Flea</strong>, con un sopracciglio aggrottato dietro un paio di giganteschi occhiali da aviatore. <strong><em><strong><em>«</em></strong>È stato con noi per 10 anni, una cosa emotivamente difficile da fare. Non era solo un grande musicista, ma anche un compagno di squadra premuroso e di supporto &#8211; una persona di mentalità comune, gentile e intelligente. Ma da un punto di vista artistico, in termini di capacità di parlare lo stesso linguaggio musicale, era più facile lavorare con John. Tornare in una stanza, iniziare a suonare e lasciare che le cose prendessero la loro strada…è stato eccitante<strong><em>»</em></strong>.</em></strong></p>



<p>C&#8217;era ancora un altro uomo chiave da arruolare, però. Il super-produttore <strong>Rick Rubin</strong> ha collaborato con chiunque, da Kanye West a Lady Gaga, ma il suo successo commerciale più consistente è arrivato probabilmente grazie ai Chilis. Dietro le quinte di tutti gli album tranne uno da &#8216;Blood Sugar Sex Magik&#8217; del 1991, Rubin è per Anthony, Flea, John e il batterista Chad Smith ciò che George Martin era per John, Paul, George e Ringo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RUBIN-2-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-1360" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RUBIN-2-1024x682.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RUBIN-2-500x333.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RUBIN-2-768x512.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RUBIN-2.jpg 1523w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Rick Rubin, produttore di tutti gli album dei RHCP da Blood Sugar Sex Magik (1991) fino ad &#8216;I&#8217;m With You&#8217; (2011). Dopo aver lasciato il posto a Danger Mouse nel 2016 per &#8216;The Getaway&#8217; , il guru dei produttori sarà nuovamente al fianco dei Peppers per &#8216;Unlimited Love&#8217;, il nuovo album in uscita il 1° Aprile 2022.</figcaption></figure>



<p><strong><em><strong><em>«</em></strong>Riportare indietro Rick fu una scelta ovvia<strong><em>»</em></strong></em></strong>, dice <strong>Kiedis</strong>, nonostante un soggiorno con <strong>Danger Mouse </strong>(che ha prodotto ‘25’ di Adele e ‘El Camino’ dei Black Keys) per il solo album <strong>&#8216;The Getaway&#8217;.</strong> La presenza di Rubin è cucita sulla tappezzeria della band, essendo stato presente in quasi tutta la loro musica più memorabile. Infatti, egli è così affezionato al gruppo che vedere Frusciante tornare fra loro è stato troppo per lui.</p>



<p><strong><em><strong><em>«</em></strong>Venni invitato alla prima prova dopo il ritorno di John e mi venne da piangere»</em></strong> ha detto di recente <strong>Rubin</strong> al wrestler professionista Chris Jericho nel suo podcast &#8216;This Is Jericho&#8217;. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Era così entusiasmante vedere quelle persone di nuovo riunite perché loro hanno fatto grande musica per molto tempo e ciò mi ha colpito a livello emotivo.»</em></p><cite><em>Rick Rubin in una recente intervista al wrestler professionista Chris Jericho nel suo podcast &#8216;This Is Jericho&#8217;</em></cite></blockquote>



<p>Sfortunatamente, appena iniziate quelle sessioni magiche, dovettero fermarsi. Erano gli inizi del 2020 e il <strong>COVID-19</strong> imperversava in tutto il pianeta. Rinchiusi nelle rispettive residenze sulla West Coast, ognuno dei Peppers si è dunque preso il tempo di scrivere delle melodie. Quando finalmente è arrivato il momento di iniziare.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Quando finalmente è arrivato il momento di iniziare a registrare – un anno dopo, nel leggendario studio Shangri-La di Rubin a Malibu – avevano più di 100 canzoni nuove di zecca da cui attingere.</h4>



<h3 class="wp-block-heading">I brani contenuti in ‘Unlimited Love’ sono tra i migliori che la band abbia mai scritto. C’è la jam soul di &#8220;She’s A Lover&#8221;, il bop jazz di &#8220;Aquatic Mouth Dance&#8221;, il surf-rock distorto di &#8220;White Braids and Pillow Chair&#8221; e la partenza a fuoco lento di &#8220;Veronica&#8221;, che nasconde un outro epico in debito con &#8220;Happiness Is A Warm Gun&#8221; dei Beatles. Vocalmente, Kiedis non è mai stato meglio di quando accoppia dei potenti ganci pop con un ringhiante punk gutturale in &#8220;Bastards Of Light&#8221;. Sa tutto di rinascita istantanea.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="870" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme5.jpg" alt="" class="wp-image-1358" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme5.jpg 696w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme5-400x500.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption>Foto di Gus Van Sant per NME.com</figcaption></figure>



<p><strong><em>«Ci sentiamo freschi come una nuova band»</em></strong>, conferma<strong> Frusciante</strong>, che va avanti a spiegare come un cambiamento della mentalità collettiva abbia contribuito a fomentare la creatività. <em><strong>«Ci ho messo dentro molto meno ego rispetto al passato e penso che valga lo stesso anche per gli altri. Non si trattava tanto di competizione, quanto piuttosto di voler veramente dare una parte di noi stessi al prossimo e di ascoltare con entusiasmo ciò che gli altri proponevano. Talvolta in passato, come in ‘By The Way’ per esempio, o in ‘Mother’s Milk’ </strong></em>[l’album del 1989, ndr]<em><strong>, ciascuno di noi si sarebbe sentito soffocato dagli altri<strong><em>»</em></strong>.</strong></em></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Stavolta invece c’era la sensazione che ognuno si interessasse agli altri e fosse genuinamente eccitato al pensiero che tutti fossero la miglior versione di se stessi.»</em></p><cite><em>John Frusciante a NME.com</em></cite></blockquote>



<p><strong>Kiedis</strong> è d’accordo: <strong><em>«</em></strong><em><strong>L</strong></em><strong><em>a dinamica era molto sana, produttiva e creativa. A volte possiamo essere un po&#8217; troppo competitivi e questo può portarci alla discordia, ma stavolta ci siamo davvero incoraggiati l’un l’altro in maniera positiva».</em></strong><br>In giugno il quartetto si imbarcherà in una serie di date che includeranno il loro primo tour negli stadi degli Stati Uniti. Hanno già suonato in posti grandi inclusi gli stadi, e anche tre sold-out all&#8217; Hyde Park. È stata un&#8217;idea di <strong>Flea</strong>, apparentemente, e finalmente è riuscito a convincere <strong>Kiedis</strong> che avrebbe funzionato. <strong><em>«Sono posti complicati da riempire con nella maniera in cui vogliamo, ma volevamo fare qualcosa che non avessimo mai fatto. Quindi cercheremo di costruire un palco bellissimo, adatto per questi ambienti così grandi»</em></strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="870" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme1.jpg" alt="" class="wp-image-1353" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme1.jpg 696w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme1-400x500.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption>Foto di Gus Van Sant per NME.com</figcaption></figure>



<p>Cercando ispirazioni, <strong>Kiedis</strong> nomina il baffuto <strong>Freddie Mercury</strong> come qualcuno da studiare. Dopotutto il successo che avevano i Queen nello spazzar via delle folle mostruose è inarrivabile. Entrambe le band hanno anche storie simili di feste da backstage: nella sua autobiografia del 2004 <strong>&#8216;Scar Tissue&#8217;</strong>, Anthony ricorda di essere stato presente ad una faida tra ubriachi della crew di <strong>Ice Cube</strong> e la band <em>shoegaze</em> scozzese dei <strong>Jesus and Mary Chain</strong>, mentre invece Freddie era noto per servire vassoi di cocaina alle feste. La vita in tour è un po&#8217; più tranquilla adesso: la band preferisce una situazione rilassata. <em><strong>«Non siamo più dei polletti giovani»</strong></em> scherza il batterista <strong>Chad Smith</strong>. <strong><em>«Ognuno ha il proprio camerino e abbiamo una zona in comune in cui stiamo insieme, 30 anni fa era caotico, ma adesso ci beviamo un the leggiamo il giornale»</em></strong>. Chad può essere contento di rilassarsi ma il suo cantate non sembra pensarla alla stessa maniera. </p>



<p>Nella nuova canzone &#8216;One Way Traffic&#8217; un boogie energetico con un groove Hip Hop, inveisce contro il &#8220;maturare&#8221; e diventare &#8220;un po’ noiosi&#8221;:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Friends got married, had them dogs<br>Now they read those catalogues<br>This commerce makes me nauseous<br>When did life get so damn cautious?»</em></p><cite><em>Qualche verso del testo di &#8220;One Way Traffic&#8221;, uno dei 17 brani contenunti in &#8216;Unlimited Love&#8217;</em></cite></blockquote>



<p>Questa può essere una reazione per il raggiungimento dei 60?<br><strong><em>«60 non significa un cavolo per me»</em></strong> dice, mettendo immediatamente fine alla questione. <strong><em><strong><em>«</em></strong>Non do molta importanza o peso ai compleanni, traguardi, numeri tondi, numeri dispari e numeri pari<strong><em>»</em></strong></em></strong>. Dopo quasi quattro decadi nel business, i ragazzi hanno vissuto una giusta dose di esaltazione, adrenalina e anche una grave perdita. Il chitarrista cofondatore <strong>Hillel Slovak</strong>, che Kiedis conosceva fin dalle Superiori, morì tragicamente nel 1988 per una overdose di eroina (fu sostituito da Frusciante). I quattro fondatori avevano appena iniziato a costruire una solida fanbase grazie al loro terzo disco<br>&#8216;<strong>The Uplif Mofo Party Plan</strong>&#8216; che li vide debuttare nella classifica degli album più venduti di Billboard. L&#8217;arrivo del sessantesimo compleanno di Slovak ha fatto sì che la sua presenza fosse più sentita durante le prove? </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/originalpeppers.jpg" alt="" class="wp-image-1355" width="558" height="413" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/originalpeppers.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/originalpeppers-95x71.jpg 95w" sizes="auto, (max-width: 558px) 100vw, 558px" /><figcaption>I Red Hot Chili Peppers nella loro formazione originale.<br>Da sinistra a destra: Jack Irons (batteria), Anthony Kiedis (voce), Flea (basso), Hillel Slovak (chitarra)</figcaption></figure></div>



<p><strong><em>«L&#8217;energia di Hillel Slovak non si è mai completamente spenta<strong><em>»</em></strong></em></strong> dice <strong>Kiedis</strong> mentre cerca le parole prima di ricordare uno dei suoi rimpianti più grandi, verso la fine del 1983, quando i Chili erano ancora dei giovani vestiti strani e con poche prospettive. <strong>Slovak</strong> e il batterista <strong>Jack Irons</strong> lasciarono il gruppo per un breve periodo per concentrarsi sugli <strong>What Is This?</strong> che avevano già un contratto discografico.<br><strong><em>«Avrei voluto che Hillel non fosse mancato alla prima registrazione</em></strong> [l&#8217;omonimo debutto &#8216;The Red Hot Chili Peppers&#8217;, ndr) <em><strong>quell&#8217;anno» </strong></em>ricorda Kiedis. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Abbiamo fatto alcune esibizioni in televisione nel 1984 e adesso le guardo e penso &#8216;Dannazione, vorrei che Hillel ci fosse stato.&#8217; Era un creatore della band, era una sua bambina. In ogni modo è andata come è andata ma Hillel è ancora nei nostri cuori che siano 30, 40, 50, 60 o anche 100 anni.»</em></p><cite><em>Anthony Kiedis a NME.com</em></cite></blockquote>



<p>Caspita! Anthony pensa di darsi una calmata da pensionato?<br><strong><em>«Non passo molto tempo ad immaginare il futuro, so cosa abbiamo da fare oggi. Dobbiamo diventare molto bravi nel suonare queste canzoni live e poi dipende dalla salute emotiva della band. Il tour è un grande test di sopravvivenza e vedremo cosa succederà. Sono sempre ottimista e non vedo motivi per smettere di fare ciò che facciamo».</em></strong><br>Quindi cosa ci sarà dopo &#8216;Unlimited Love&#8217; e il tour intorno al globo? Non un&#8217;altra attesa di sei anni per avere nuova musica?<br><strong><em><strong><em>«</em></strong>Oh no»</em></strong> dice Kiedis, con l’aria di chi ha delle buone notizie da dare. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em><strong>«</strong>Rilasceremo musica a profusione, letteralmente. Non sorprendetevi se un’altra carrellata di canzoni dovesse arrivare nel prossimo futuro. Abbiamo un sacco di roba da far ascoltare alle persone.»</em></p><cite><em>Anthony Kiedis a NME.com</em></cite></blockquote>



<p>Lo stuzzichiamo per avere altri dettagli, ma Kiedis rifiuta di rispondere. La band ha già subito fughe di notizie in passato, quindi non deve sorprendere che voglia tenere la bocca chiusa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="870" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme4.jpg" alt="" class="wp-image-1354" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme4.jpg 696w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme4-400x500.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption>Foto di Gus Van Sant per NME.com</figcaption></figure>



<p><strong>Frusciante</strong> invece è più disposto ad esporsi. Dice che c’è un <strong><em>«piano libero»</em></strong> per un secondo album dopo ‘Unlimited Love’ – e che la band <strong><em>«ha registrato quasi 50 brani»</em></strong> durante le sessioni con Rubin: <strong><em>«Di certo c’è un bel po’ di materiale che ci piace».</em></strong> Ancor più eccitato, aggiunge che quest’altro progetto <strong><em>«ha un’energia rilassata ben distinta dall’intensità del disco che abbiamo appena fatto».</em></strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Se davvero stiamo per entrare in una nuova, prolifica fase della band, ebbene ‘Unlimited Love’ è l’album perfetto per inaugurarla. Fresco, coraggioso e ovviamente funky, ogni fibra dei Red Hot Chili Peppers scorre nel suo DNA, oltre a una tensione bonus in John Frusciante. È una buona cosa che non siano più una banda di biker, perché gli indistruttibili della California non se ne andranno tanto presto. Hanno ancora molto da fare.</h3>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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