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	<title>John Frusciante &#8211; VeniceQueen.it</title>
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	<title>John Frusciante &#8211; VeniceQueen.it</title>
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		<title>I 5 migliori momenti dell&#8217;anno in casa Red Hot Chili Peppers</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianmarco Minossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 09:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo tre anni intensi spesi in giro per il mondo in un mastodontico tour a supporto degli ultimi due album in studio, che ha visto il ritorno in grande stile di John Frusciante, i Red Hot Chili Peppers hanno vissuto un anno sabbatico lontano dai riflettori, nonostante i progetti solisti che hanno visto Flea e Chad Smith impegnati nelle loro rispettive attività. Stando alle ultime dichiarazioni dei nostri, il ritorno in studio è previsto nei prossimi mesi: ovviamente allo stato attuale non ci sono le condizioni che possano far presagire all&#8217;annuncio di un tour per il 2026, ma sognare non costa nulla. Intanto, come consuetudine da qualche anno a questa parte, vi proponiamo quelli che secondo noi sono stati i 5 momenti più significativi in casa Red Hot, in questo 2025 che sta per andare in archivio. 5 &#8211; CHAD SMITH AL TRIBUTO DI OZZY OSBOURNE Il 5 luglio, il nostro Chad Smith ha preso parte al mega tributo dedicato a Ozzy Osbourne, al suo addio alle scene musicali, al Villa Park di Birmingham, città che ha dato i natali al Principe delle Tenebre: all&#8217;evento erano presenti, tra gli altri, Billy Corgan, Tom Morello, Steven Tyler e Slash. Un momento &#8230;]]></description>
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<p>Dopo tre anni intensi spesi in giro per il mondo in un mastodontico tour a supporto degli ultimi due album in studio, che ha visto il ritorno in grande stile di <strong>John Frusciante</strong>, i<strong> Red Hot Chili Peppers </strong>hanno vissuto un anno sabbatico lontano dai riflettori, nonostante i progetti solisti che hanno visto <strong>Flea </strong>e <strong>Chad Smith </strong>impegnati nelle loro rispettive attività. Stando alle ultime dichiarazioni dei nostri, il ritorno in studio è previsto nei prossimi mesi: ovviamente allo stato attuale non ci sono le condizioni che possano far presagire all&#8217;annuncio di un tour per il 2026, ma sognare non costa nulla. Intanto, come consuetudine da qualche anno a questa parte, vi proponiamo quelli che secondo noi sono stati i 5 momenti più significativi in casa Red Hot, in questo 2025 che sta per andare in archivio.</p>



<p><strong>5 &#8211; CHAD SMITH AL TRIBUTO DI OZZY OSBOURNE</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="686" height="386" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/chad.jpg" alt="" class="wp-image-5264" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/chad.jpg 686w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/chad-500x281.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 686px) 100vw, 686px" /></figure>



<p>Il 5 luglio, il nostro <strong>Chad Smith </strong>ha preso parte al mega tributo dedicato a <strong>Ozzy Osbourne</strong>, al suo addio alle scene musicali, al Villa Park di Birmingham, città che ha dato i natali al <em>Principe delle Tenebre</em>: all&#8217;evento erano presenti, tra gli altri, <strong>Billy Corgan, Tom Morello, Steven Tyler e Slash</strong>. Un momento particolarmente significativo e che rimarrà negli annali del rock, dal momento che il leggendario frontman dei <strong>Black Sabbath</strong> è scomparso appena 18 giorni dopo.</p>



<p><strong>4 &#8211; IL LIVE A NEW YORK DI ANTHONY E CHAD</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="526" height="939" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/ak.jpg" alt="" class="wp-image-5265" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/ak.jpg 526w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/ak-280x500.jpg 280w" sizes="auto, (max-width: 526px) 100vw, 526px" /></figure>



<p>A metà dicembre, <strong>Anthony Kiedis </strong>e <strong>Chad Smith </strong>hanno preso parte a un mini set svoltosi al Capitol Theatre di Port Chester, a New York, in occasione della festa privata di <strong>Eldridge Industries</strong>, il gruppo guidato dal finanziere Todd Boehly. All&#8217;evento hanno partecipato nomi di spicco del calibro di <strong>Slash, Eddie Vedder, Andrew Watt, Duff McKagan </strong>e <strong>Yungblud</strong>, che hanno sfornato performances degne di nota. Menzione speciale per il nostro Anthony, che si è cimentato con ottimi risultati in cover di brani come <em>Ace of Spades</em> dei <strong>Motörhead</strong>, <em>Search and Destroy</em> degli <strong>Stooges</strong> e <em>Nervous Breakdown</em> dei <strong>Black Flag</strong>. </p>



<p><strong>3 &#8211; IL SINGOLO DI DEBUTTO DI FLEA</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="476" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/flea.jpg" alt="" class="wp-image-5266" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/flea.jpg 800w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/flea-500x298.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/flea-768x457.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>Si chiama <em>A Plea</em>, ed è il singolo d&#8217;esordio di <strong>Flea</strong>, pubblicato il 2 dicembre, che anticipa l&#8217;uscita del suo nuovo album solista, previsto nel 2026 sotto l&#8217;etichetta <em>Nonesuch Records</em>. Un brano lungo ben otto minuti, scandito da basso e tromba, elementi distintivi della vita della <em>Pulce</em>, protagonista di un lungo monologo molto simile ad una supplica, ma nel quale viene fuori tutto l&#8217;amore del musicista per la vita, l&#8217;amore e la musica. Il brano vede inoltre la collaborazione di <strong>Mauro Refosco </strong>alle percussioni e di<strong> Chris Warren</strong>, tecnico di Chad, protagonista di alcun intermezzi vocali.</p>



<p><strong>2 &#8211; L&#8217;ANNUNCIO DI ANTHONY KIEDIS SULLA NUOVA MUSICA</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/kiedis-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5267" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/kiedis-1024x1024.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/kiedis-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/kiedis-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/kiedis-768x768.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/kiedis.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La bomba l&#8217;aveva già sganciata Flea la scorsa estate, ma ad ottobre Anthony Kiedis ha rincarato la dose: i <strong>Red Hot Chili Peppers </strong>sono al lavoro nella scrittura di nuovo materiale, per quello che sarà quasi sicuramente il seguito di <em>Return of the Dream Canteen</em>. Inutile sbilanciarsi in pronostici sulla data di uscita del disco, considerando che deve ancora cominciare il processo di registrazione: ma già di per sé, è una notizia certamente di non poco conto.</p>



<p><strong>1 &#8211; IL LIVE AL FIRE AID</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/maxresdefault-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-5198" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/maxresdefault-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/maxresdefault-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/maxresdefault-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/maxresdefault.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il 30 gennaio la band ha preso parte al Kia Forum di Los Angeles al&nbsp;<em>Fire Aid</em>, evento benefico organizzato per raccogliere fondi a supporto delle popolazioni colpite dagli incendi che in quelle settimane devastarono la California. Quattro i brani suonati, tutti con chiari riferimenti alla loro terra e a Los Angeles (<em>Dani California, Californication </em>e <em>Under The Bridge</em>), ma anche al fenomeno degli incendi (<em>Black Summer</em>), per quella che di fatto è stata l&#8217;unica esibizione del gruppo in tutto il 2025.</p>
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		<title>NewTimes (1996) &#8211; Blood On The Tracks / John Frusciante: l&#8217;intervista inedita (e angosciante) del post abbandono alla band</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianmarco Minossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 19:15:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
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					<description><![CDATA[In una lunga, angosciante ed inedita intervista datata Novembre 1996, John Frusciante mostra al mondo tutta la sua fragilità dovuta alla tossicodipendenza degli anni bui fuori dai Red Hot Chili Peppers, quelli del (primo) post-abbandono alla band. L&#8217;intervista, pubblicata a suo tempo sul settimanale New Times dal giornalista Robert Wilonsky, è stata tradotta integralmente in italiano dallo Staff di VeniceQueen.it. Buona lettura! Traduzione a cura di Francesco Abruscato, Simone Melissano e Gianmarco Minossi Fonte: invisible-movement.net SANGUE SULLE TRACCE Quattro anni dopo aver lasciato i Chili Peppers, John Frusciante abbraccia i suoi demoni I suoi denti superiori sono quasi andati, adesso. Sono stati sostituiti da piccole tracce di bianco che spuntano dalle gengive. Quelli inferiori, sottili e marroni, sembrano stiano per cadere se lui tossisse un minimo più forte. Le sue labbra appaiono sottili ed aride, contornate di sputo così denso da sembrare dentifricio. I suoi capelli, accorciati fino al teschio. Le sue unghie, o quantomeno gli spazi dove un tempo vi erano delle unghie, sono annerite dal sangue. I suoi piedi, le sue caviglie, le sue gambe, sono tappezzate di bruciature da ceneri di Camels, cadute inosservate. La sua carne abbraccia lividi, croste e cicatrici. Indossa una maglia di flanella, &#8230;]]></description>
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<h4 class="wp-block-heading">In una lunga, angosciante ed inedita intervista datata Novembre 1996, <strong>John Frusciante</strong> mostra al mondo tutta la sua fragilità dovuta alla tossicodipendenza degli anni bui fuori dai <strong>Red Hot Chili Peppers</strong>, quelli del (primo) post-abbandono alla band. L&#8217;intervista, pubblicata a suo tempo sul settimanale <em>New Times</em> dal giornalista <strong>Robert Wilonsky</strong>, è stata tradotta integralmente in italiano dallo Staff di <strong><em>VeniceQueen.it.</em></strong> Buona lettura!</h4>



<h5 class="has-text-align-right wp-block-heading">Traduzione a cura di <strong>Francesco Abruscato</strong>, <strong>Simone Melissano</strong> e <strong>Gianmarco Minossi</strong></h5>



<h5 class="has-text-align-right wp-block-heading">Fonte: <a href="https://invisible-movement.net/v/index.php?/category/album-11newtimes" target="_blank" rel="noreferrer noopener">invisible-movement.net</a></h5>



<hr class="wp-block-separator"/>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_cover.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="807" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_cover-807x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5098" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_cover-807x1024.jpg 807w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_cover-394x500.jpg 394w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_cover-768x975.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_cover-1210x1536.jpg 1210w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_cover-1614x2048.jpg 1614w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_cover.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 807px) 100vw, 807px" /></a></figure>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page01-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="794" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page01-794x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5099" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page01-794x1024.jpg 794w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page01-388x500.jpg 388w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page01-768x990.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page01-1192x1536.jpg 1192w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page01-1589x2048.jpg 1589w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page01-scaled.jpg 1986w" sizes="auto, (max-width: 794px) 100vw, 794px" /></a></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page02.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="562" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page02-1024x562.jpg" alt="" class="wp-image-5100" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page02-1024x562.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page02-500x275.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page02-768x422.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page02-1536x843.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page02.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>SANGUE SULLE TRACCE</strong></h3>



<h5 class="wp-block-heading"><em>Quattro anni dopo aver lasciato i Chili Peppers, <strong>John Frusciante </strong>abbraccia i suoi demoni</em></h5>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_john.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="496" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_john.jpg" alt="" class="wp-image-5103" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_john.jpg 640w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_john-500x388.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure></div>



<p>I suoi denti superiori sono quasi andati, adesso. Sono stati sostituiti da piccole tracce di bianco che spuntano dalle gengive. Quelli inferiori, sottili e marroni, sembrano stiano per cadere se lui tossisse un minimo più forte. Le sue labbra appaiono sottili ed aride, contornate di sputo così denso da sembrare dentifricio. I suoi capelli, accorciati fino al teschio. Le sue unghie, o quantomeno gli spazi dove un tempo vi erano delle unghie, sono annerite dal sangue. I suoi piedi, le sue caviglie, le sue gambe, sono tappezzate di bruciature da ceneri di Camels, cadute inosservate. La sua carne abbraccia lividi, croste e cicatrici. Indossa una maglia di flanella, parzialmente abbottonata; i pantaloni colo khaki, punteggiati da macchie di sangue asciutto.<br>Ci sono state voci di corridoio all&#8217;interno del mondo rock di Hollywood &#8211; storie che nessuno ha mai negato, in gran parte perché a nessuno importava oramai granché. C&#8217;erano sussurri riguardo come lui fosse stato rintanato nella sua dimora ad Hollywood Hills, un posto al quale pochi osavano avvicinarsi per via del fetore. Molti mormoravano fosse l&#8217;odore della morte, in più animati momenti, o più probabilmente si trattava dell&#8217;odore di feci ed urina accumulate durante i mesi.<br>C&#8217;erano storie riguardo un&#8217;ex-rockstar, chitarrista di una band, che adesso vedeva solamente una piccola porzione dell&#8217;esterno, che passava il tempo a leggere, scrivere, suonare, e dipingere. Ed a bucarsi.<br>Ma non sono solo voci, John Frusciante sta vivendo il cliché &#8211; la rockstar rintanata nel Chateau Marmont, dove nomi più grandi di lui sono entrati per controllare le sue condizioni.<br>Quattro anni fa era in una delle più grandi band rock-and-roll di tutti i tempi, il chitarrista dei <strong>Red Hot Chili Peppers</strong>, nel periodo in cui la band scalava i ranghi delle classifiche radio ed approdava nelle arene.<br>Adesso è un&#8217;anima transitoria nei corridoi infestati nascosti.<br>Il salone della sua casa è riempito di soli CD (da <strong>Bowie</strong> a <strong>Devo</strong>, ai suoi preferiti, i <strong>King Crimson </strong>ed i <strong>Nirvana</strong>), sparsi sul pavimento, bottiglie d&#8217;acqua minerale, sigarette, giornali e cuscinetti di alcool sterile.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_chateau-marmont.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="817" height="427" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_chateau-marmont.jpg" alt="" class="wp-image-5106" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_chateau-marmont.jpg 817w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_chateau-marmont-500x261.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_chateau-marmont-768x401.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 817px) 100vw, 817px" /></a></figure></div>



<p>Frusciante è rintanato nello <strong>Chateau Marmont</strong> questa notte poiché è stato cacciato fuori dalla sua casa ad Hollywood Hills, perché non pagava l&#8217;affitto, ed adesso non ha un indirizzo permanente.<br>Dopo questa intervista è stato accompagnato fuori dallo Chateau Marmont, e cacciato via dal <strong>Mondrian</strong>.<br>Pochi giorni fa, un collega recentemente ha parlato con Frusciante, dice di non vederlo da più di una settimana.<br>Quando cose di questo genere accadono, la gente si rassegna: «Beh, magari è morto».<br>Frusciante è il primo a menzionare l&#8217;eroina nei primi 5 minuti di intervista, non di meno, eppure, alla fine di un&#8217;esaustiva notte d&#8217;intervista, lui chiede che i dettagli della sua vita da tossico non siano rivelati; per paura che i poliziotti possano interferire con lui, e che ogni articolo riguardo i suoi hobby potrebbero portargli attenzione. Ma questo piccolo sprazzo della sua fragile, decadente, figura rivela una verità che, sfortunatamente, il suo silenzio non avrebbe mai potuto nascondere.<br><strong>Sembra 20 anni più vecchio dei giorni passati con i Peppers, la sua voce è rauca e sbiadita adesso. Non mangia cibo, bensì ingerisce grosse soluzioni di calorie in scatola, normalmente utilizzate da anziani ed invalidi.</strong><br>Gli piace il modo in cui il suo corpo appare &#8211; uno scheletro ricoperto di pelle &#8211; perché questo era il modo in cui <strong>David Bowie</strong> appariva in &#8220;<em>The Man Who Fell to Earth</em>&#8220;.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Frusciante dice di aver rischiato di morire a Febbraio; ci ha spiegato che il suo corpo conteneva <em>«un dodicesimo della quantità normale di sangue, e che quel sangue era infetto. Il mio corpo non produceva più nessun nuovo globulo rosso». </em></p></blockquote>



<p>Allora ha abbandonato le droghe per un po&#8217; di tempo e si è ripulito, quanto più poteva. Ma non vedeva bene il mondo da quegli occhi morenti, non lo sentiva bene attraverso quelle mani intorpidite. Gli spiriti non gli facevano visita, gli spettri non gli parlavano; la porta che l&#8217;eroina gli aveva aperto era stata chiusa, e lui avrebbe voluto riaprila anche sapendo che l&#8217;avrebbe ucciso.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_mothers.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="350" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_mothers.png" alt="" class="wp-image-5108"/></a></figure></div>



<p>Quando Frusciante entrò nei Red Hot Chili Peppers nel 1988, fu declamato come una cosa fresca e pulita &#8211; un ragazzo 17enne della California del Sud dalla faccia carina che contrasterebbe direttamente con il chitarrista originale <strong>Hillel Slovak</strong>, che morì nel Giugno di quell&#8217;anno per un&#8217;overdose di eroina. Frusciante entrò nella band giusto in tempo per registrare <em>Mother&#8217;s Milk</em>, che conteneva la hit meno famosa &#8220;Knock Me Down&#8221;, un pezzo violento su Slovak (<em>“Se mi vedi sballare, dammi una calmata”</em>) che potrebbe sembrare ironicamente ironico ora se non fosse così patetico in retrospettiva. Dopo tutto, lo stesso frontman <strong>Anthony Kiedis</strong> è appena scappato da quella spazzatura dopo anni in cui si è dichiarato pulito; il bassista<strong> Flea</strong> ne ha fatto uso; e l’attuale chitarrista <strong>Dave Navarro</strong> è un ex drogato.  L’ago e il danno insomma.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_bssm.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="745" height="530" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_bssm.png" alt="" class="wp-image-5117" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_bssm.png 745w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_bssm-500x356.png 500w" sizes="auto, (max-width: 745px) 100vw, 745px" /></a></figure></div>



<p><strong>Frusciante lasciò i Peppers nel 1992 dopo aver passato un anno in tour con loro – un anno vedendo il numero persone moltiplicarsi tra il pubblico ad ogni concerto. Frusciante arrivò al punto di odiare il pubblico</strong> <strong>che cantava ogni singola parola e ballava ad ogni pezzo; non riusciva a capire l’unione tra artista e pubblico, e incominciò a detestare le persone che lo applaudivano e lo amavano senza conoscerlo.</strong> </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Non considero il me stesso dei primi due anni nei Chili Peppers un buon chitarrista, secondo i miei standard» </em>dice ora. <em>«Non sento di aver dato il 100 per cento nel prendere le emozioni e i colori che avevo nella mia testa per trasferirli adeguatamente alla chitarra e dentro al mondo a cui appartengono, dove diventano qualcosa di concreto invece di semplici emozioni che fluttuano nello spazio esterno. Ma poi sono diventato bravo quanto una persona normale potrebbe esserlo, e ogni sera quando avrei suonato, avrei suonato assoli diversi e diverse parti di chitarra. Ho solo avuto un buon rapporto con i fantasmi e i colori nello spazio esterno.»</em></p></blockquote>



<p>E musicalmente si sentì soffocato dalle strette strutture delle canzoni e dal fatto che la gente voleva sentire i pezzi più famosi allo stesso modo in cui erano stati registrati nell’album. Frusciante fu costretto dalle aspettative, soffocato come musicista, tagliato fuori dai fantasmi che volevano fargli suonare la loro musica.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Una canzone è un qualcosa da cui gli spiriti possono assumere emozioni, ma è qualcosa che l’essere umano non è capace di comprendere &#8211; eccetto me. Così loro ne prendono e li danno a me sotto forma di colore e di vibrazione e di emozione e di eco artistico nella mia testa, e allora posso trasformare queste cose in musica.»</em></p></blockquote>



<p>Tornato a <strong>Los Angeles</strong>, si sedette sul suo divano per quasi un anno, solo e depresso, incapace di produrre qualsiasi cosa. Si chiedeva se avesse preso la decisione giusta nel lasciare la band, o nell&#8217;essere capitato nel primo posto; sentiva di aver buttato via tutto il suo talento. Sperimentava solo la droga, fumando tabacco <strong><em>«ogni giorno quando avevo 20 anni»</em></strong>, dicendo che il suo primo rapporto con l&#8217;eroina fu dopo aver completato con la band una buona parte di<em> Blood Sugar Sex Magik</em>, staccando e riprendendo a fasi alterne. Ma, per fortuna, l&#8217;essere drogato diventò una sorta di salvezza, permettendogli di scrivere sul suo giornale, dipingere e registrare musica quotidianamente. Ora non può vivere senza le sue siringhe o le sue chitarre: tre di esse sono sparpagliate nel pavimento della sua suite Chateau, spesso accarezzando il loro collo mentre parla. </p>



<p><strong><em>«Di solito registravo ogni giorno»</em></strong>, spiega <strong><em>«ed è bello che possa farlo anche ora. Quando ero nella band, non avevo la possibilità di leggere libri, non potevo osservare l&#8217;arte, non potevo dipingere, non potevo suonare la chitarra, non potevo ascoltare musica, non potevo fare nulla, potevo solo stendermi sul divano depresso, così ho cominciato a drogarmi, potendo in questo modo tornare in vita, felice e cominciando a suonare ancora. Ma all&#8217;inizio non potevo esistere: ero così depresso che nemmeno parlavo alla gente. Ero solo la persona più speranzosa e miserabile che si fosse mai vista. Pensavo fossi un tramite per la musica e che sarei morto di depressione nel giro di un paio di settimane. Pensavo &#8216;sono nella testa di una persona che sta per morire!&#8217; Credevo che il mio corpo volesse abbandonarmi<strong><em>»</em></strong>. </em></strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em><strong>«</strong>Così decisi subito </em>&#8216;diventerò un drogato&#8217; <em>e il giorno seguente stavo meglio e mi sentivo più felice. Avevo semplicemente deciso. Senza l&#8217;eroina non sarei in grado di prendere il controllo di tutti i pensieri che scorrono nel mio cervello. Con essa ho il controllo totale, ho il controllo di tutto quello a cui penso e quando mi vengono in testa pensieri utili, lei non prende il sopravvento. Posso sbarazzarmene. Mi siederei qui, pensando a cosa sarebbe successo se non avessi agito in questo modo. Ma sono cose inutili a cui pensare, anche se è tutto quello a cui dovrei pensare, solo che devo dimenticarmene. Ho sempre avuto una buona disciplina, per come vada la mia testa. Ma questa cosa era troppo pesante. Con l&#8217;eroina avevo improvvisamente il potere di gestire tutte le cose che si insinuavano nella mia testa e pensare a qualcos&#8217;altro, ad esempio, se non fossi più stato in grado, improvvisamente, di avere il controllo del mio cervello.»</em></p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="709" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_niandra2.jpg" alt="" class="wp-image-5123" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_niandra2.jpg 800w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_niandra2-500x443.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_niandra2-768x681.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure></div>



<p>Nell’autunno del 1994, ha rilasciato il suo primo album solista per l’<strong>American Recordings</strong>, l’etichetta di proprietà di<strong> <em>Rick Rubin</em></strong>, che aveva prodotto <em>Blood Sugar Sex Magik</em>. La <strong>Warner Bros Records</strong>, l’etichetta dei Peppers, aveva i diritti sull’album a causa di una clausola rescissoria nel contratto di Frusciante con i Chili Peppers ma, dal momento che stava vivendo come un eremita e rifiutava di fare le interviste, l’etichetta passò tutto a Rubin senza pentirsene, e finalmente rilasciò l’album anche dopo l’insistenza di <strong>River Phoenix</strong>, del frontman dei <strong>Butthole Surfers</strong>, <strong>Gibby Haynes</strong>, e <strong>Johnny Depp</strong>. <br>In conclusione, l’album solista di Frusciante <strong><em>Niandra Lades and Usually Just a T-Shirt</em></strong> vendette all’incirca <strong>15.000 copie</strong> &#8211; un numero minuscolo se confrontato con le sei milioni di <em>Blood Sugar Sex Magik</em>. <br>Niandra Lades è un album bizzarro e complicato, due dozzine di tracce che aumentano sempre di più in modo frammentario e spaventoso man mano che l’album va avanti; qualsiasi fan dei Chili Peppers che ha ascoltato l’album si aspettava più punk-funk tanto da pensare che lo stereo fosse rotto.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h5 class="wp-block-heading"><em><strong>TRA I FANTASMI DEL PASSATO E LE SPERANZE FUTURE</strong></em></h5>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="597" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_sftsyh.jpg" alt="" class="wp-image-5128" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_sftsyh.jpg 600w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_sftsyh-500x498.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_sftsyh-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p>Ancora oggi, Frusciante si aspetta di rilasciare un nuovo album all’inizio del nuovo anno, e David Katznelson, vice presidente della A&amp;R alla Warner Bros Records, ha confermato che sta tentando di far uscire il nuovo lavoro di Frusciante momentaneamente chiamato <strong><em>Smile from the Streets You Hold</em></strong> in qualche mese di primavera. L’album sarà rilasciato con la <strong>Birdman Records</strong> di Burbank di proprietà di Katznelson (casa preferita da alcuni avanguardisti come Thee Headcoats e Omoide Hatoba), con la Warner a capo di parte della distribuzione.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Questa roba non è sconosciuta per me»</em>, dice Katznelson riguardo alla musica di Frusciante. <em>«Rick e John hanno un forte rapporto, ma io continuavo a pensare alla musica di John e ad ascoltare l’album, e c’erano un paio di canzoni che ho pensato fossero così ispiranti, e ho pensato che se avessimo prodotto un altro album su un’etichetta indipendente avrebbe avuto molta più attenzione di quanto ne avrebbe avuta se fosse uscito con la American o la Warner. Così ho chiamato John, e ha colto l’occasione al volo.»</em></p><cite>David Katznelson, proprietario dell&#8217;etichetta indipendente Birdman Records, su <strong><em>Smile from the Streets You Hold</em></strong></cite></blockquote>



<p><strong><em>«È stato scritto in momenti diversi»</em></strong>, spiega Frusciante riguardo all’imminente album. Una canzone è stata composta addirittura 10 anni fa, quando aveva 17 anni e lui stava quasi per approdare nei Peppers.<strong><em> «Queste sono alcune delle migliori cose che io abbia mai registrato.»</em></strong><br>Dice di voler suonare qualcuno dei suoi nuovi pezzi, così si dirige verso uno stereo portatile e si mette a cercare delle cassette con le canzoni non mixate. Ma appena si mette ad armeggiare con la cassetta, riavvolgendo in avanti e indietro fino al punto esatto, spinge accidentalmente lo stereo dove è posizionata la cassa del latte. <em>“Figlio di puttana!”</em> urla, e da un calcio ad una pila di CD che svolazzano per la stanza. Poi, dopo un secondo o due, è di nuovo calmo e concentrato, è tutto sotto controllo.<br><em><strong>«Questa non è la cassetta col mio nuovo album»</strong></em>, spiega. <strong><em>«Questa è una cassetta con cose che sono sul mio nuovo album, ma non tutte ci sono. Ci sono molte cose che non sono sull’album, ma quelle che vi suonerò sono presenti.»</em></strong> Preme play e alza il volume, e la stanza si riempie col suono di questa canzone che sembra quasi essere uscita da un vecchio film spaghetti western di Sergio Leone; è bellissima e misteriosa, col suono ed energia moderati, le parole si muovono furtivamente tra una instabile melodia.<br><em>“Uccidi tua madre, uccidi tuo padre”</em>, dice una strana frase indimenticabile.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="472" height="354" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/frusciante-2.jpg" alt="" class="wp-image-5090" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/frusciante-2.jpg 472w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/frusciante-2-95x71.jpg 95w" sizes="auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px" /><figcaption>John Frusciante durante il suo periodo da tossicodipendente negli anni &#8217;90</figcaption></figure></div>



<p>La canzone è seguita da una parte strumentale che sembra abbandonarsi a se stessa &#8211; un assolo onirico ricolmo di tracce in <em>backwords </em>ed altri effetti eterei. È musica che ti perseguita &#8211; letteralmente i suoni inespressi dei demoni di Frusciante che prendono vita, una riproduzione non modificata dei suoni provenienti dalla sua testa &#8211; e quando Frusciante ascolta la propria musica, sembra di nuovo ingarbugliato all&#8217;interno delle note. Chiude i suoi occhi e sembra assopirsi, seppur lasciando che un&#8217;altra sigaretta appena accesa bruci fino alla sua fine, depositando le sue ceneri su di lui. Ma quando le canzoni terminano, sembra balzare di nuovo nella vita reale.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«L&#8217;eroina enfatizza qualunque cosa tu sia»</em>, spiega Frusciante. <em>«Tipo, se vuoi registrare della musica, ti aiuta a concentrarti su quella cosa in maniera maggiore, ma se vuoi rimanere a letto e non far nulla, ti aiuterà a far meglio anche quello. Ti aiuta a fare meglio qualunque cosa tu voglia. Almeno per me, non per le altre persone.» </em></p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/FRUSCIANTE-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="419" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/FRUSCIANTE-3.jpg" alt="" class="wp-image-5091"/></a><figcaption>John Frusciante con la ex fidanzata Toni Oswald</figcaption></figure></div>



<p><em>«</em><strong><em>Un sacco di persone &#8211; amici stretti che sono puliti, e che sono felici siano così &#8211; sanno che quando sono pulito perdo lo scintillio che c&#8217;è nei miei occhi, perdo la mia personalità, non sono felice, sono vuoto, tipo. Un sacco di persone dicono che quando sei sballato percepiscono un muro, ma ho tre ragazze, che amo e considero mie fidanzate, ed una di loro mi è venuta a trovare quando ero pulito a febbraio, mi ha chiamato subito dopo, e mi ha detto di aver percepito un muro. La mia testa funziona differentemente da quella della maggior parte delle persone, consequenzialmente le droghe mi influenzano in modo diverso».</em></strong></p>



<p>Frusciante insiste che vorrebbe tornare nuovamente sul palco; l&#8217;ultima volta in cui ha suonato fu in occasione della serata di Halloween al <strong>Viper Room</strong> (1993), quando morì l&#8217;attore, nonché suo grande amico e protettore, River Phoenix e gli piacerebbe formare una band per poter finalmente assemblare le sue canzoni pop, quelle che contengono verso-ritornello-verso, invece che solamente il verso. E sarebbe intenzionato a pubblicare anche le cassette delle jam sessions dei <strong>Three Amoebas</strong>, registrate anni fa con <strong>Flea</strong> e il batterista dei <strong>Porno for Phyros</strong>, <strong>Stephen Perkins</strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="The Three Amoebas - Washington Bullets (The Clash cover, 1998)" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/GWjQYWOvVIk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Katznelson dice che proverà ad aiutare Frusciante a pubblicare il suo materiale, trovandogli delle date per esibirsi e facendogli monetizzare il più possibile, in modo tale da non venire sfrattato da casa e dagli hotel. Ma sa che non sarà facile; non ci sono mai garanzie con una persona che si sta lentamente distruggendo, soprattutto se nessuno fa qualcosa per aiutarla a smettere. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Molti artisti hanno i loro demoni e lui è uno di questi»</em>, sostiene Katznelson. <em>«Se giudicassi la gente in base al loro stile di vita non lavorerei con nessuno. Lavoro con gente che ha tantissimi problemi, sostanze illegali o demoni interiori, ma ognuno è sullo stesso livello di problemi di un altro. Se mi fossi aspettato di fare un tour con lui e ci fossero stati in ballo delle grosse somme di denaro, mi sarei letteralmente strappato i capelli dalla testa, ma non c&#8217;è questa eventualità perché non ci sono grosse cifre in ballo. Voglio solo che la gente conosca il suo punto di vista, se vuole suonare o fare interviste … bene, se non vuole … amen. Penso che sia abituato.»</em></p></blockquote>



<p>Alla fine dei conti, Frusciante è semplicemente diventato un altro talentuoso musicista che infila un ago nelle sue braccia ogni tot di ore, mentre suona o dipinge, mentre legge o scrive, mentre prepara un nuovo disco o cerca una nuova casa, mentre vive o muore; in questi giorni le case discografiche sono piene di artisti, uomini o donne, come Frusciante ed i pubblicisti stanno lì per cercare di nascondere i vizi e le abitudini dei loro artisti.<br>Dopo la morte di Phoenix molti degli amici di Frusciante lo hanno abbandonato, dopo essere intervenuti per cercare di sarvargli la vita, stanchi di vederlo in questa decadenza, stanchi di assistere a questo lento suicidio, lui sa che che i suoi amici non vogliono più essergli a fianco, ma se ne sbatte il cazzo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott-john-frusciante.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="794" height="564" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott-john-frusciante.jpg" alt="" class="wp-image-5146" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott-john-frusciante.jpg 794w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott-john-frusciante-500x355.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott-john-frusciante-768x546.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 794px) 100vw, 794px" /></a></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Hanno paura della morte, io no … non me ne frega un cazzo se vivo o muoio»</em></p></blockquote>
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		<title>Birth Control Pill: un nuovo EP di John Frusciante/Trickfinger in arrivo il 10 maggio!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Generale]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 13:59:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[John Frusciante]]></category>
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					<description><![CDATA[Il prossimo 10 maggio gli Speed Dealer Moms, il collettivo comprendente il chitarrista dei Red Hot Chili Peppers John Frusciante (sotto lo pseudonimo di Trickfinger) e il musicista elettronico Aaron Funk (noto anche come Venetian Snares), pubblicheranno un nuovo album dal titolo Birth Control Pill! L&#8217;EP, consistente di due sole tracce (Birth Control Pill e Benakis), si colloca come ideale successore dell&#8217;omonimo esordio del 2010 (Speed Dealer Moms EP) e di SDM-LA8-441-114-211 del 2021; sarà prodotto dalla Evar Records, l&#8217;etichetta di elettronica sperimentale posseduta e gestita dallo stesso Frusciante e da Aura T-09 (pseudonimo di Marcia Pinna, sua moglie). Sull&#8217;applicazione della celebre piattaforma per artisti indipendenti Bandcamp (qui il link che rimanda alla pagina utile) è già possibile preordinare il lavoro in formato digitale o come vinile, anche se entrambe le versioni saranno effettivamente disponibili solo a partire dalla data sopra riportata. Fronte e retro di una copia fisica di Birth Control Pill. Il vinile dell&#8217;EP. Sempre su Bandcamp è riportata la seguente descrizione: «Speed Dealer Moms, il gruppo di elettronica dal vivo costituito da iconoclasti di diversi generi come John Frusciante (Trickfinger, Red Hot Chili Peppers) e Aaron Funk (Venetian Snares), ha iniziato il proprio peculiare corso da più &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il prossimo <strong>10 maggio</strong> gli <strong>Speed Dealer Moms</strong>, il collettivo comprendente il chitarrista dei Red Hot Chili Peppers <strong>John Frusciante</strong> (sotto lo pseudonimo di <strong>Trickfinger</strong>) e il musicista elettronico <strong>Aaron Funk</strong> (noto anche come <strong>Venetian Snares</strong>), pubblicheranno un <strong>nuovo album</strong> dal titolo <strong>Birth Control Pill</strong>!</p>



<p>L&#8217;EP, consistente di <strong>due sole tracce</strong> (<strong>Birth Control Pill</strong> e <strong>Benakis</strong>), si colloca come ideale successore dell&#8217;omonimo esordio del 2010 (Speed Dealer Moms EP) e di <strong>SDM-LA8-441-114-211</strong> del 2021; sarà prodotto dalla <strong>Evar Records</strong>, l&#8217;etichetta di elettronica sperimentale posseduta e gestita dallo stesso Frusciante e da <strong>Aura T-09</strong> (pseudonimo di <strong>Marcia Pinna</strong>, sua moglie).</p>



<p>Sull&#8217;applicazione della celebre piattaforma per artisti indipendenti <strong>Bandcamp</strong> (<a href="https://evar-records.bandcamp.com/album/birth-control-pill?fbclid=IwAR0VcKV0HLVxg2zjYYPbZg5Kvi3aYpbVoDhcpgmySOxp7Qt2qRflC0rJcUU">qui</a> il link che rimanda alla pagina utile) è già possibile preordinare il lavoro in formato <strong>digitale</strong> o come <strong>vinile</strong>, anche se entrambe le versioni saranno effettivamente disponibili solo a partire dalla data sopra riportata.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/04/0034526571_10-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-4664" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/04/0034526571_10-1024x768.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/04/0034526571_10-500x375.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/04/0034526571_10-768x576.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/04/0034526571_10-95x71.jpg 95w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/04/0034526571_10.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/04/0034526585_10-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-4665" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/04/0034526585_10-1024x768.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/04/0034526585_10-500x375.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/04/0034526585_10-768x576.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/04/0034526585_10-95x71.jpg 95w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/04/0034526585_10.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Fronte e retro di una copia fisica di Birth Control Pill.</figcaption></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/04/0034526580_10-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-4666" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/04/0034526580_10-1024x768.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/04/0034526580_10-500x375.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/04/0034526580_10-768x576.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/04/0034526580_10-95x71.jpg 95w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/04/0034526580_10.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il vinile dell&#8217;EP.</figcaption></figure></div>



<p>Sempre su Bandcamp è riportata la seguente <strong>descrizione</strong>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«Speed Dealer Moms, il gruppo di elettronica dal vivo costituito da iconoclasti di diversi generi come John Frusciante (Trickfinger, Red Hot Chili Peppers) e Aaron Funk (Venetian Snares), ha iniziato il proprio peculiare corso da più di un decennio. In Birth Control Pill, la loro terza pubblicazione, viene messo a fuoco il potenziale sconfinato di questo caotico ed elegante progetto.</p><p>Se esistono virtuosi nella programmazione di sintetizzatori e drum machine, erano in studio quando queste due tracce sono state registrate. Il pezzo epico che dà il titolo al disco è forse il più &#8220;funzionale&#8221; che Funk e Frusciante abbiano creato finora. Ha lo stile dnb (<em>drum and bass, n.d.t.</em>) ma anche quello degli Speed Dealer Moms, quindi c&#8217;è una necessaria discesa nel caos. Le precise melodie vengono immerse senza troppe cerimonie nel breakcore graffiante tipico di Funk. Le drum salgono di velocità finché i manichini del crash test non sbattono contro il muro; un breakdown sbalorditivo e di gran tono.</p><p>Altra follia si nasconde nella b-side Benakis, che sembra strizzare l&#8217;occhio a una visionaria composizione greca. Con la sua indicazione del tempo anticonvenzionale e le sue intricate melodie, questo brano inizia come un leone e finisce come un agnello, attraversando breakcore e hard techno prima di dare all&#8217;ascoltatore una tregua con un outro sognante e senza beat.</p><p>Gli Speed Dealer Moms vanno avanti per la loro tortuosa via costruita sull&#8217;amicizia e su una connessione musicale telepatica &#8211; la collaborazione e l&#8217;incoraggiamento di Funk hanno accompagnato Frusciante nel denso mondo dell&#8217;hardcore machine funk. I risultati di queste session non somigliano a nient&#8217;altro ma sono spiritualmente connessi al lavoro iconoclasta degli anni &#8217;90 di artisti del calibro di Bogdan Raczynski o Andrea Parker &#8211; album elettronici tendenti al punk composti alla coraggiosa ricerca del nuovo. Funk e Frusciante seguono le loro idee fino a un finale illogico e questo approccio frenetico si traduce nel migliore e più conciso disco mai realizzato dagli Speed Dealer Moms. La strada verso la saggezza, infondo, è lastricata di eccessi»</p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I 5 migliori momenti dell&#8217;anno in casa Red Hot Chili Peppers</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/i-5-migliori-momenti-dellanno-in-casa-red-hot-chili-peppers-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianmarco Minossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Dec 2023 13:04:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[John Frusciante]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[havana affair]]></category>
		<category><![CDATA[idays]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[raduno]]></category>
		<category><![CDATA[tour]]></category>
		<category><![CDATA[wet sand]]></category>
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					<description><![CDATA[A dispetto dell&#8217;età che avanza, i Red Hot Chili Peppers non lasciano, anzi: triplicano! La band californiana, dopo un anno e mezzo abbondante speso in giro per il mondo, ha deciso di prolungare un tour che sta riscuotendo sempre più successo, con una serie di date negli USA programmate nei festival e negli anfiteatri tra febbraio e la prossima estate. Cosa ci riserverà il futuro, è ancora prematuro dirlo, ma intanto, come ogni fine anno, abbiamo deciso di riassumere qui quelli che secondo noi sono stati i migliori momenti, in casa RHCP, dell&#8217;anno che sta per andare in archivio. 5 &#8211; L&#8217;annuncio delle nuove date Sul finire dell&#8217;anno, i Red Hot Chili Peppers, evidentemente (e per fortuna) non ancora sazi di musica dal vivo, hanno annunciato una serie di date negli USA e in Canada tra febbraio e luglio 2024, la maggior parte delle quali presso anfiteatri. Non sembra quindi esserci margine, stavolta, per un mini tour europeo come negli ultimi due anni, ma i mesi autunnali rimasti ancora liberi, autorizzano la fanbase a coltivare una flebile ma legittima speranza. 4 &#8211; L&#8217;esibizione all&#8217;iHeartRadio ALTer Ego Sabato 14 gennaio, i&#160;Red Hot Chili Peppers&#160;dopo qualche mese di stop sono tornati ad &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A dispetto dell&#8217;età che avanza, i <strong>Red Hot Chili Peppers</strong> non lasciano, anzi: triplicano! La band californiana, dopo un anno e mezzo abbondante speso in giro per il mondo, ha deciso di prolungare un tour che sta riscuotendo sempre più successo, con una serie di date negli USA programmate nei festival e negli anfiteatri tra febbraio e la prossima estate. Cosa ci riserverà il futuro, è ancora prematuro dirlo, ma intanto, come ogni fine anno, abbiamo deciso di riassumere qui quelli che secondo noi sono stati i migliori momenti, in casa RHCP, dell&#8217;anno che sta per andare in archivio.</p>



<p><strong>5 &#8211; L&#8217;annuncio delle nuove date</strong></p>



<p>Sul finire dell&#8217;anno, i <strong>Red Hot Chili Peppers</strong>, evidentemente (e per fortuna) non ancora sazi di musica dal vivo, hanno annunciato una serie di date negli USA e in Canada tra febbraio e luglio 2024, la maggior parte delle quali presso anfiteatri. Non sembra quindi esserci margine, stavolta, per un mini tour europeo come negli ultimi due anni, ma i mesi autunnali rimasti ancora liberi, autorizzano la fanbase a coltivare una flebile ma legittima speranza.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="593" height="740" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/Cattura1.png" alt="" class="wp-image-4610" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/Cattura1.png 593w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/Cattura1-401x500.png 401w" sizes="auto, (max-width: 593px) 100vw, 593px" /></figure>



<p><strong>4 &#8211; L&#8217;esibizione all&#8217;iHeartRadio ALTer Ego</strong></p>



<p>Sabato 14 gennaio, i&nbsp;<strong>Red Hot Chili Peppers</strong>&nbsp;dopo qualche mese di stop sono tornati ad esibirsi dal vivo a Los Angeles, per l’edizione 2023 dell’ iHeartRadio ALTer Ego, dove per la prima volta hanno suonato diversi pezzi estratti dal loro ultimo album in studio&nbsp;<strong><em>Return Of The Dream Canteen</em></strong>, uscito l&#8217;ottobre precedente.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="707" height="400" data-id="4615" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/iheart-radio.jpg" alt="" class="wp-image-4615" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/iheart-radio.jpg 707w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/iheart-radio-500x283.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 707px) 100vw, 707px" /></figure>
</figure>



<p><strong>3 &#8211;  L&#8217;11° Raduno Nazionale dei fan organizzato da Venice Queen</strong></p>



<p>Qui, consentiteci di essere autoreferenziali: lo scorso 2 dicembre, presso l&#8217;Amsterdam Pub di Padova, è andato in scena l&#8217;11° raduno nazionale di fan dei Red Hot Chili Peppers organizzato da <strong>Venice Queen</strong>, a distanza di 9 anni dall&#8217;ultimo presso l&#8217;Hard Rock Cafè di Firenze. Una serata all&#8217;insegna della musica, dell&#8217;amicizia e dell&#8217;amore, impreziosita dalle esibizioni delle tribute band <em>Get on Funk </em>e <em>Hot Chili Girls</em>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/raduno-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4616" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/raduno-1024x1024.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/raduno-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/raduno-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/raduno-768x768.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/raduno.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>2 &#8211; Il ritorno di Havana Affair in scaletta</strong></p>



<p>Lo scorso 14 ottobre, in occasione del concerto benefico tenutosi presso il Silverlake Conservatory,  la band è tornata a suonare <strong><em>Havana Affair</em></strong> a distanza di 16 anni dall&#8217;ultima volta. La cover dei <strong>Ramones</strong>, che negli anni 2000 era diventata un pezzo forte del repertorio delle scalette dei Red Hot, è stata proposta con una certa costanza anche nelle date sudamericane di novembre.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="602" height="770" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/havana-2.jpg" alt="" class="wp-image-4619" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/havana-2.jpg 602w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/havana-2-391x500.jpg 391w" sizes="auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px" /></figure>



<p><strong>1 &#8211; Il concerto di Milano agli I-Days</strong></p>



<p>Quella del 2 luglio 2023, è riconosciuta dalla maggior parte della fanbase italiana (e non solo) come una delle migliori date che i Rhcp abbiano mai tenuto nel nostro Paese: la band californiana, che si è esibita all&#8217;Ippodromo La Maura di Milano nell&#8217;ambito degli <strong><em>I-Days</em></strong>, ha sprigionato una performance da dieci e lode, per scaletta e stato di forma. Dai classici del repertorio, a chicche monumentali come <strong><em>Me &amp; My Friends, I Like Dirt</em></strong> e <strong><em>Wet Sand</em></strong> (suonata anche grazie al nostro request song!), fino ai sempre apprezzati pezzi degli ultimi due dischi, un&#8217;ora e mezza di musica all&#8217;insegna di emozioni e magia, anticipata dall&#8217;esibizione di due band di tutto rispetto come <strong>Primal Scream </strong>e <strong>Skunk Anansie</strong>.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="714" data-id="4620" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/frusciante-idays-1-1024x714.jpg" alt="" class="wp-image-4620" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/frusciante-idays-1-1024x714.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/frusciante-idays-1-500x348.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/frusciante-idays-1-768x535.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/frusciante-idays-1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guitar Player (Holiday 2022) parte 3 di 3: John Frusciante, i suoi modelli e la sua vulnerabilità</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/guitar-player-holiday-2022-parte-3-di-3-john-frusciante-i-suoi-modelli-e-la-sua-vulnerabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Generale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2022 12:42:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
		<category><![CDATA[John Frusciante]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[guitar player]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppes]]></category>
		<category><![CDATA[Return Of The Dream Canteen]]></category>
		<category><![CDATA[unlimited love]]></category>
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					<description><![CDATA[Guitar Player dedica la sua uscita &#8220;natalizia&#8221; a John Frusciante.In questa terza parte che abbiamo tradotto per voi, il chitarrista parla delle emozioni provate sul palco, delle differenze tra i due dischi pubblicati con la band nel 2022 e sul modo in cui, da giovane, ha sviluppato il proprio stile musicale. Intervista diRichard BienstockFoto diJonathan WeinerTraduzione per VQ.it a cura diDario Giannullo, Francesco Colinucci, Francesco Generale, Miriam Mechelli e Vincenzo Fasulo Nell&#8217;aprile 2022 i Red Hot Chili Peppers hanno pubblicato Unlimited Love, il loro dodicesimo lavoro in studio e, cosa forse più importante, il loro primo con John Frusciante, probabilmente il loro chitarrista più amato dai fan, in più di 15 anni. Se alcuni ascoltatori si sono sentiti come se avessero aspettato una vita per questo album della reunion &#8211; ed è abbastanza possibile che per alcuni più giovani sia stato effettivamente così &#8211; non hanno dovuto resistere troppo a lungo per il successivo.Piuttosto, siamo solo a una manciata di mesi più tardi e i Chilis &#8211; che includono anche il cantante Anthony Kiedis, il bassista Flea e il batterista Chad Smith &#8211; hanno dato seguito alle 17 tracce da oltre un’ora di Unlimited Love con le similari 17 tracce &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"> <strong>Guitar Player</strong> dedica la sua uscita &#8220;natalizia&#8221; a <strong>John Frusciante</strong>.<br>In questa terza parte che abbiamo tradotto per voi, il chitarrista parla delle emozioni provate sul palco, delle differenze tra i due dischi pubblicati con la band nel 2022 e sul modo in cui, da giovane, ha sviluppato il proprio stile musicale.</h3>



<h5 class="has-text-align-right wp-block-heading">Intervista di<br><strong>Richard Bienstock</strong><br><br>Foto di<br><strong>Jonathan Weiner</strong><br><br>Traduzione per VQ.it a cura di<br><strong>Dario Giannullo</strong>, <strong>Francesco Colinucci</strong>, <strong>Francesco Generale</strong>, <strong>Miriam Mechelli</strong> e <strong>Vincenzo Fasulo</strong></h5>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Nell&#8217;aprile 2022 i <strong>Red Hot Chili Peppers</strong> hanno pubblicato <strong><em>Unlimited Love</em></strong>, il loro dodicesimo lavoro in studio e, cosa forse più importante, il loro primo con <strong>John Frusciante</strong>, probabilmente il loro chitarrista più amato dai fan, in più di 15 anni. Se alcuni ascoltatori si sono sentiti come se avessero aspettato una vita per questo album della reunion &#8211; ed è abbastanza possibile che per alcuni più giovani sia stato effettivamente così &#8211; non hanno dovuto resistere troppo a lungo per il successivo.<br>Piuttosto, siamo solo a una manciata di mesi più tardi e i Chilis &#8211; che includono anche il cantante <strong>Anthony Kiedis</strong>, il bassista <strong>Flea</strong> e il batterista <strong>Chad Smith</strong> &#8211; hanno dato seguito alle 17 tracce da oltre un’ora di <em>Unlimited Love</em> con le similari 17 tracce da oltre un&#8217;ora di <strong><em>Return of the Dream Canteen</em></strong> (<strong>Warner Records</strong>).<br>Il nuovo disco è realizzato con il materiale registrato durante le stesse sessioni del suo predecessore, agli <strong>Shangri-La Studios</strong> del produttore <strong>Rick Rubin</strong> a Malibu, California, con Rubin al timone. Al tempo, Frusciante era tornato solo di recente nella band per un secondo turno di servizio. Dopo aver cementato la sua eredità con performance da star negli anni &#8217;89 in <strong><em>Mother&#8217;s Milk</em></strong> e il rivoluzionario <strong><em>Blood Sugar Sex Magik</em></strong> del 1991, ha lasciato la band per la prima volta nel 1992, tornando nel 1999 per i tre sforzi incredibilmente riusciti e lodati dalla critica, compreso quello di quell&#8217;anno, <strong><em>Californication</em></strong>, che ha venduto più di 15 milioni di copie.<br>Dato che questa volta i Chili Peppers sono entrati in studio con un mucchio di idee e ne sono usciti con non uno, ma due nuovi album &#8211; doppi album per inciso &#8211; si può ipotizzare che il ritorno di Frusciante abbia portato molti frutti creativi freschi. Come la band si è messa in viaggio per suonare la nuova musica e i classici sul palco, questo rinnovamento è solo continuato.<br>«A parte uno o due spettacoli in posti più piccoli, tutti questi concerti hanno avuto una dimensione che non abbiamo mai avuto prima», dice Frusciante. «Abbiamo suonato in stadi che sono generalmente da tipo 40 o 60mila persone a notte. Sono molte persone e l&#8217;energia è molto intensa. C&#8217;è tanta felicità generata dal pubblico che a volte è travolgente».<br>Tuttavia, il modo di suonare la chitarra di Frusciante è rimasto solido come una roccia e incrollabile, per non dire incredibilmente fantastico. Adesso ha 52 anni, e mostra lo stesso stile meravigliosamente idiosincratico nel suonare: il lavoro ritmico elastico e sinuoso; gli accordi alternativamente fluidi e furiosi; gli assoli pazzeschi carichi di feedback e acid-fuzz; le ispirate improvvisazioni; e le quasi telepatiche interazioni strumentali con Flea e Smith &#8211; quello che lo ha reso un eroe della chitarra alt-rock alla tenera età di 21 anni. Ma tutto ciò ora sembra sia intensificato che sconfinato. C&#8217;è una maggiore concentrazione e intensità, e anche quella che sembra essere una maggiore disponibilità a lasciarsi andare e portare il suo modo di suonare fino al limite. «E’ bello quando ti sembra che qualcuno si stia mettendo in gioco, correndo un rischio e resistendo a malapena, e potrebbe diventare terribile in qualsiasi momento se perdesse la testa», dice Frusciante. «Adoro l’apertura di ciò».<br>In un&#8217;ampia intervista con <strong>Guitar Player</strong>, Frusciante ha parlato di quell&#8217;apertura, così come dei molti aspetti del suo stile sonoro e del suo regime di pratica che hanno contribuito a renderlo il musicista che è oggi. Ci ha anche portati all&#8217;interno di <em>Return of the Dream Canteen</em> e alla creazione di alcuni dei suoi brani più importanti, e ha parlato di come impiega la struttura tecnica e la conoscenza della teoria al servizio della creazione di un&#8217;emozione in collegamento con il suo strumento. «È la vulnerabilità, che penso sia molto attraente», dice.</p>



<p><strong>Da quando sei tornato nei Red Hot Chili Peppers, la band ha scritto e registrato quasi 50 canzoni e pubblicato due album. Si tratta di una quantità significativa di lavoro in studio. Ma sei anche tornato sul palco con la band.</strong> <strong>Com&#8217;è stato esibirsi di nuovo con Anthony, Flea e Chad?</strong><br>«È un&#8217;esperienza davvero diversa, grazie alle dimensioni degli stadi. Ti tira fuori molto, soprattutto perché sono tornato nella band con uno spirito di donazione. Volevo davvero suonare per la gente, capisci? Ma quando abbiamo fatto i dischi, era più un suonare per gli altri ragazzi del gruppo, o suonare qualcosa che avrei voluto suonare per i miei amici».</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«Ma andando sul palco, ci sono volte in cui vado al microfono per cantare e cantare, e contatto gli occhi con le persone, e vedo due persone chiaramente innamorate e davvero felici di essere lì, o un ragazzino molto felice, o una ragazza che salta su e giù, o un gruppo di ragazzi che salta in cerchio perché sono contentissimi che abbiamo suonato una canzone particolare che a loro piace molto. A volte in quei momenti mi viene da piangere. Oppure mi sento soffocare e non riesco a cantare, devo chiudere gli occhi e fissare il suolo per riprendermi»</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/tumblr_49ec04133c2b92ecf8e965f4f330cb63_9b6c0f44_1280-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-3935" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/tumblr_49ec04133c2b92ecf8e965f4f330cb63_9b6c0f44_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/tumblr_49ec04133c2b92ecf8e965f4f330cb63_9b6c0f44_1280-500x333.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/tumblr_49ec04133c2b92ecf8e965f4f330cb63_9b6c0f44_1280-768x512.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/tumblr_49ec04133c2b92ecf8e965f4f330cb63_9b6c0f44_1280.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>John Frusciante dal vivo nel 2022.</figcaption></figure></div>



<p><strong>È un momento intenso.</strong><br>«Ci sono molti momenti emotivi di questo tipo. E non so se nella band siamo mai stati così gratificati dall&#8217;essere presenti l&#8217;uno con l&#8217;altro. Perché abbiamo alle spalle una vita di momenti significativi in cui abbiamo suonato insieme. È molto importante per noi. Ci sentiamo tutti molto sostenuti l&#8217;uno dall&#8217;altro».</p>



<p><strong>Un aspetto davvero interessante di questi concerti è che tu, Flea e Chad Smith cominciate il concerto con un’improvvisazione strumentale. Quando hai a che fare con il pubblico in location di queste dimensioni, l’obiettivo di una rock band è mangiarsi il palco e far strappare i capelli ai fan. Però voi vi approcciate alla musica in una maniera più aperta e creativa.</strong><br>«Sì. È un buon modo per collegarsi davvero con la particolare energia che c’è lì quella sera. Perché ogni pubblico è differente e ogni location si percepisce diversamente, e anche noi stessi abbiamo un animo differente ogni sera. Perciò, improvvisando proprio all’inizio, ci connettiamo con quello che è lo spirito del momento, e spesso è questo approccio a guidare il resto dello show. Sai, nel concerto in generale c’è moltissima spontaneità. Ogni volta che c’è un assolo, che sia in una canzone che non suoniamo spesso o in una che suoniamo ogni sera, mi sento molto creativo in quei momenti. Ogni attimo sul palco è gratificante».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="672" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/media.media_.85a213fb-1b0f-4f74-998b-7396da606b3b.original1024-1024x672.jpg" alt="" class="wp-image-3936" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/media.media_.85a213fb-1b0f-4f74-998b-7396da606b3b.original1024-1024x672.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/media.media_.85a213fb-1b0f-4f74-998b-7396da606b3b.original1024-500x328.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/media.media_.85a213fb-1b0f-4f74-998b-7396da606b3b.original1024-768x504.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/media.media_.85a213fb-1b0f-4f74-998b-7396da606b3b.original1024.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>I Red Hot Chili Peppers in una delle tappe del loro Global Stadium Tour.</figcaption></figure></div>



<p><strong><em>Return Of The Dream Canteen</em> è stato ricavato da canzoni registrate nella stessa sessione di Unlimited Love. Quando eravate in studio, avevate idea di quali canzoni alla fine sarebbero finite in quale disco?</strong><br>«Sicuramente io ci pensavo molto, ma alla fine contava soprattutto in quale ordine decidevamo di mixare le canzoni. Io avevo la mia personale idea su cosa sarebbe stato bene in un buon secondo album e cosa in un buon primo album, ma non ne ero così sicuro da sollevare il problema e dire “guardate ragazzi, prima che mixiamo qualsiasi cosa, prendiamo una decisione qui e adesso”. Mi ero ripromesso di farlo, ma non l’ho mai fatto. Mi è sembrato che sia andata che a volte Anthony suggeriva di mixare prima una determinata canzone, a volte ero io a farlo, a volte magari era Flea. E ci fidavamo di questa cosa, per cui quello che sarebbe stato, sarebbe stato. Non c’era davvero una netta consapevolezza di quale dovesse essere la differenza tra i due album. Detto ciò, c’erano alcune canzoni che mi sembrava giusto tenere in serbo per il secondo album. Tipo <em>Eddie</em>: quella desideravo davvero metterla nel secondo album, perché pensavo potesse essere buona per far impazzire il pubblico. E poi non volevamo che nel primo album ci fosse tutta la roba migliore e nel secondo solo ciò che era avanzato. Perciò ci sono state alcune canzoni per le quali, nonostante qualcuno volesse mixarle subito, ho detto “questa la conserviamo”».</p>



<p><strong>Ora che entrambi i dischi sono usciti, vedi qualche caratteristica peculiare per ognuno di essi?</strong><br>«Prima che cominciassimo a mixare <em>Unlimited Love</em> e <em>Return Of The Dream Canteen</em>, la band aveva l’intenzione di massima di riprendere le basi essenziali con il primo disco, e l’idea che il secondo fosse quello più eccentrico e avventuroso. In molti casi però, ci siamo contraddetti conservando alcuni pilastri per il disco numero due e mettendo alcune delle cose più inaspettate nel disco numero uno. Abbiamo deciso a priori quali sarebbero state la prima e l’ultima canzone di ogni disco, ma per il resto abbiamo deciso man mano».</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«Per come sono andate le cose, sento <em>Return Of The Dream Canteen</em> come un disco più divertente, e credo che tocchi vette più estreme. Quest’ultimo ha qualcosa di più colorato, in un certo senso ‘luminoso’. Non che non abbia sezioni oscure. Però, a me sembra più oscuro <em>Unlimited Love</em>».</p></blockquote>



<p>«Il nuovo album ha forse anche più elementi sorprendenti. Ce ne sono un po’ anche nel primo, ma soprattutto nella seconda metà del secondo, ci sono probabilmente più sintetizzatori e drum machine e cose del genere di quanto le persone potevano aspettarsi da noi. E sembra anche più estemporaneo e spontaneo. C’è una certa qual sensazione di rilassatezza e distensione che distingue <em>Return Of The Dream Canteen</em> da <em>Unlimited Love</em>».</p>



<p><strong>Hai citato la canzone <em>Eddie</em> di <em>Return Of The Dream Canteen</em>, che è chiaramente un tributo a Edie Van Halen, specialmente per ciò che riguarda il testo di Anthony. Mentre la musica non riflette particolarmente il sound dei Van Halen, tu hai incorporato alcuni orpelli dichiaratamente &#8216;à là EVH&#8217; [Eddie Van Halen, <em>ndt</em>] – tapping, lavoro sulla leva del vibrato, fraseggi unici. Che intenzioni avevi nel comporre quella canzone?</strong><br>«Quando siamo in studio, in mezzo alle registrazioni, sono sempre lì che faccio cose, tipo il tapping a due mani. I tecnici sentono questa roba tutto il tempo; suono robe molto veloci durante le pause. Ma quando si torna alle registrazioni, faccio quello che credo sia giusto per la canzone, e nella maggior parte dei casi ciò non implica suonare molto veloce. Ma è comunque qualcosa che mi piace fare. Comunque, ti dico che fare quell’assolo è stato un fottuto viaggio. Ed è stato l’ultimo assolo che ho fatto di tutti gli assoli dei 48 pezzi che abbiamo inciso. L’ho tenuto per la fine, perché con l’idea di fare una canzone su Eddie Van Halen, stai praticamente dicendo alle persone “pensate a Eddie Van Halen”. E quindi quando si arriva a questo lungo assolo di chitarra in coda, stai dicendo tipo “e ora guarda qua!”. Non mi piaceva l’idea di questa cosa. Avevo anche considerato di tagliare completamente l’assolo, perché non sapevo come approcciarmi ad esso. Ci avevo lavorato per un po’ e non ero soddisfatto di niente di ciò che avevo fatto. O andavo troppo nella direzione di Eddie Van Halen, dove c’era troppa roba e troppo tapping a due mani e non suonava per niente come il mio stile, o andavo a ruota libera e suonava solamente come me…ma in una canzone su Eddie Van Halen».</p>



<p><strong>Come hai trovato un compromesso?</strong><br>«Ho semplicemente spento la mente e ho smesso di pensarci. Ho smesso di essere consapevole che la canzone fosse su Eddie Van Halen e ho fatto ciò che era naturale. Stavamo registrando e ho fatto una pausa di 15 minuti. Quando sono tornato ho fatto tutto in una take. Se è presente Eddie lo è per l&#8217;amore che ho per lui da quando avevo 8 anni, cose come il tapping veloce e l&#8217;accentuare note diverse con l&#8217;uso della leva vibrato. Ha usato molto queste cose. E poi ci sono anche le parti del suo modo di suonare che non comprendono la velocità, queste sono davvero importanti per me, suonare in modo spontaneo oppure quando senti dei feedback perché registrava le sue parti nella stanza in cui erano gli amplificatori».</p>



<p><strong>Una cosa che mi ha sempre colpito del tuo modo di suonare è l&#8217;uso degli spazi. Si sente in <em>Eddie</em> e <em>Shoot Me a Smile</em> sul nuovo album e anche in dei classici della band come <em>Scar Tissue</em> e <em>Californication</em>. Un&#8217;altra è <em>Otherside</em> dove suoni due o tre note. Da dove viene questo approccio?</strong><br>«Viene dal provare a capire come far suonare Flea e Chad il meglio che possono. Per <em>Mother’s Milk</em> cercavo di riempire più spazio possibile, sembravo molto occupato. Non ai livelli di Flea, il suo modo di suonare fa sì che sia complesso senza farlo pesare, suona come se sia sempre al servizio della canzone. Dopo aver fatto quel disco sentivo di non essermi messo a servizio delle canzoni e dei miei compagni come avrei potuto».</p>



<p><strong>Poi questa cosa ha iniziato a cambiare per il successivo <em>Blood Sugar Sex Magik</em>&#8230;</strong><br>«È anche dovuto al fatto che Rick Rubin, quando ha iniziato a produrci, aggiungeva idee agli arrangiamenti.  Tipo &#8220;facciamo la prima strofa senza chitarra&#8221; o &#8220;niente basso nella seconda strofa&#8221;. Veniva dall&#8217;esperienza nell&#8217;hip hop ed essenzialmente silenziava gli strumenti in determinate sezioni. Questo è stato d&#8217;ispirazione per me perché stavo già andando in una direzione in cui suonavo meno e vedevo quanto questo facesse suonare meglio la band. Così sono arrivato al punto dove vedevo davvero l&#8217;importanza musicale dello spazio di ogni tipo, che fosse la distanza tra un punto di una battuta e un altro punto sempre della stessa battuta o la distanza tra due suoni, oppure creando un accordo formato da una nota suonata da me e una suonata da Flea con il basso. Sembrava che il suono della band fosse più unito. E, onestamente, agli altri piacque quando iniziai a suonare così, mi sentii supportato».</p>



<p><strong>Cosa ha ispirato la tua attrazione per i toni puliti?</strong><br>«Molte delle basi del mio modo di suonare la chitarra risiedono, stilisticamente, nella musica che ho amato da bambino e che ho sempre continuato ad amare. C’è tanto post-punk, o quello che oggi chiamiamo post-punk. Allora la chiamavamo new wave. Ma si tratta di gente come Ricky Wilson dei B-52 e Matthew Ashman dei Bow Wow Wow. Di band come i Cure, Scritti Politti e i Minutemen. I Pop Group erano parecchio strani, ma penso che fossero dei veri ideatori e il loro stile di chitarra è davvero buono. Tutte queste persone e queste band hanno fatto cose molto potenti con i toni puliti. Ascolti D. Boon suonare nei Minutemen e capisci veramente di cosa sto parlando. Farà un assolo e il tono sarà il più pulito possibile. Ma ha più potere di un chitarrista heavy metal, semplicemente perché ci tiene tanto e ci mette davvero l’anima e il sentimento. E riguardo a Ricky Wilson, il primo concerto a cui io abbia mai assistito era in un gran posto, di tipo 5000 posti a sedere, ed era dei B-52. Era il 1983. E il suo modo di suonare la chitarra era semplicemente incredibile. Rendeva felici le persone. E a me interessa molto la reazione emotiva. Per me è più importante raggiungere le persone piuttosto che voler dire “guarda quanto sono grosso, duro e macho”».</p>



<p><strong>Detto ciò, sai anche tirar fuori toni molto spessi e nodosi quando la canzone lo richiede. Gli accordi che suoni nel ritornello di <em>Reach Out</em>, nel nuovo album, ne sono un buon esempio. Oppure, per quanto riguarda gli assoli, la frenesia di fuzz e feedback in <em>The Heavy Wing</em>, da <em>Unlimited Love</em>. Come hai ottenuto queste sonorità?</strong><br>«Molte volte usando più di un pedale di distorsione contemporaneamente. Generalmente tengo acceso un pedale di distorsione Boss – quello giallo [<em>OD-3 OverDrive</em>] e quello arancione [<em>DS-1 Distortion</em>] – e anche un Electro-Harmonix Big Muff o quel pedale di distorsione MXR marrone [<em>il Super Badass Variax Fuzz</em>]. Sembrava che li usassi un sacco nei dischi. Non ricordo precisamente quali pedali ho usato in quali parti, ma direi che spesso combino diverse distorsioni e toni fuzz. Quindi si tratta di questo, e anche di avere i Marshall ad altissimo volume nella stessa stanza. Perché anche quando non stai ottenendo dei feedback, quando sei di fronte ad un amplificatore rumoroso c’è una specie di feedback che si sviluppa e che contribuisce a dare il senso di un suono super esplosivo. Credo che il fatto che io abbia registrato quasi tutti gli assoli distorti stando nella stessa stanza degli amplificatori contribuisca al tono in maniera unica».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/2022-05-02-rhcp1-1-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-3937" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/2022-05-02-rhcp1-1-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/2022-05-02-rhcp1-1-1-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/2022-05-02-rhcp1-1-1-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/2022-05-02-rhcp1-1-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/2022-05-02-rhcp1-1-1.jpg 2016w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>John Frusciante in studio, insieme a Chad Smith e Flea, durante il periodo di composizione e registrazione di <em>Unlimited Love</em> e <em>Return of the Dream Canteen</em>.</figcaption></figure></div>



<p><strong>Perfino con tutta questa attenzione alla tecnica, al suono e all’attrezzatura, il fulcro del tuo stile chitarristico è nel contenuto emotivo. Come riesci a suonare col cuore piuttosto che col cervello?</strong><br>«Oddio, è una bella domanda, a cui è difficile dare una risposta. Sento che tutto quel conflitto sia nato in me tra i 14 e i 18 anni d’età, dopo i quali ho imparato la lezione. E per fortuna il mio cervello si sviluppava mentre imparavo quella lezione. Ma durante quegli anni d’apprendimento, ho avuto qualunque tipo di conflitto».</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«Una volta arrivato al punto in cui sentivo di poter suonare più o meno qualsiasi cosa mi andasse di imparare, fu un periodo davvero eccitante per me. Ma c’era anche questa domanda nella mia testa, “cos’è che ho da dire?”, perché ero innamorato di tutte queste persone diverse che facevano tipi di musica enormemente diversi, e di chitarristi che erano anch’essi così diversi l’uno dall’altro»</p></blockquote>



<p>«E mi sembrava che ognuno di essi avesse il suo piccolo spazio nel dire qualcosa di differente rispetto agli altri. Anche persone tutto sommato simili, come Randy Rhoads e Eddie Van Halen, per me stavano esprimendo cose completamente diverse».</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«E così, quando ero un adolescente, mi preoccupavo di queste cose, “cosa ho da dire io di diverso da tutti gli altri?”»</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="350" height="517" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/FAoaqeQXsAkF6eY.jpg" alt="" class="wp-image-3938" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/FAoaqeQXsAkF6eY.jpg 350w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/FAoaqeQXsAkF6eY-338x500.jpg 338w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption>John Frusciante da giovane (1990).</figcaption></figure></div>



<p><strong>Che ruolo ha giocato la teoria dell’apprendimento in tutto questo?</strong><br>«Comprendere la teoria era per me un modo per essere in grado di analizzare le cose che mi piacevano. Quindi se sto suonando, ad esempio, l’assolo di chitarra di <em>Something</em> dei Beatles e ci sono alcune note che [George Harrison] suona che mi fanno pensare “wow, a cosa diavolo stava pensando? Perché è passato da quella nota a quell’altra? Perché è così bello quando lo fa?” – sono in grado di vedere quelle note in relazione agli accordi, agli intervalli e a tutto il resto, e di capirlo».</p>



<p><strong>È interessante che tu abbia utilizzato la teoria come mezzo per attingere dalle tue emozioni. È tipo il contrario di ciò che pensano molte persone, ovvero che un affidamento alla teoria può tradursi in un approccio clinico e freddo allo strumento.</strong><br>«Beh, io penso che molte volte le persone vogliano sembrare sicure coi loro strumenti».</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«Per me, invece, la vulnerabilità è una delle cose più accattivanti che si possano ascoltare in un pezzo musicale. E ho realizzato di sentirmi come se stessi dando una parte maggiore di me stesso quando ero vulnerabile con lo strumento»</p></blockquote>



<p>«Ciò si collega all’uso di toni puliti, al fare cose sottovalutate, a tutte queste cose. E credo che sia universale. Pur ammirando la fiducia in una persona, nel profondo sappiamo tutti che la vulnerabilità è una delle cose più difficili da raggiungere. Ed ogni piccolo grado di cui puoi permetterti di essere più vulnerabile, con i tuoi amici, con il tuo partner o col tuo modo di suonare, è una delle cose più forti che puoi fare».</p>



<p><strong>Direi che è un filo conduttore della maggior parte dei chitarristi che hai citato come tue influenze giovanili.</strong><br>«Riguardo ai miei pensieri di quando ero bambino su cosa dovevo dire alle persone attraverso il mio modo di suonare la chitarra, sento che molto di quanto ho finito per dire abbia a che fare con la vulnerabilità. Ha a che fare col supportare gli altri e anche col mettersi in gioco in una maniera che talvolta fa paura. Ti sembra di avere il cuore troppo esposto e che le persone potrebbero calpestarlo, ma ti sembra anche la cosa ti stia bene, mi capisci?».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guitar Player (Holiday 2022) parte 2 di 3: l&#8217;allenamento di John Frusciante e i suoi rituali pre-concerto</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/lallenamento-di-john-frusciante-sincronizza-il-corpo-e-la-mente-con-i-suoi-rituali-pre-concerto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2022 14:32:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
		<category><![CDATA[John Frusciante]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[guitar player]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[red hot chili peppers]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.venicequeen.it/?p=3907</guid>

					<description><![CDATA[Guitar Player dedica la sua uscita &#8220;natalizia&#8221; a John Frusciante.In questa seconda parte che abbiamo tradotto per voi, il chitarrista newyorkese parla di come riesce a sincronizzare cuore e mente con i suoi esercizi. Intervista diRichard BienstockFoto di copertinaJonathan WeinerTraduzione per VQ.it a cura diVincenzo Fasulo Ad ogni chitarrista piace suonare. Ma non a tutti piace fare pratica. John Frusciante ha una devozione per entrambe. «Lo faccio per il puro scopo di allenarmi, e non con l’intento di migliorare o di diventare più veloce» Per Frusciante, i benefici della pratica sono parte di una visione d’insieme. «Mi schiarisce la mente al mattino &#8211; sincronizza il corpo con la mente e la mente con il corpo. Gli esercizi sono sia mentali che fisici». Ma c’è una cosa che John Frusciante detesta della pratica: non avere tempo a sufficienza. «Quando sono a casa, posso esercitarmi quanto mi pare. Ma quando siamo in tour, si va sempre di fretta ed esercitarmi sembra più un lavoro che un piacere. In tour cerco sempre di dedicare quanto più tempo possibile alla pratica» Frusciante è stato così gentile da regalarci una panoramica dei suoi esercizi e rituali pre-concerto con i Red Hot Chili Peppers. Sedetevi comodi, &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Guitar Player</strong> dedica la sua uscita &#8220;natalizia&#8221; a <strong>John Frusciante</strong>.<br>In questa seconda parte che abbiamo tradotto per voi, il chitarrista newyorkese parla di come riesce a <strong>sincronizzare cuore e mente con i suoi esercizi</strong>.</h3>



<h5 class="has-text-align-right wp-block-heading">Intervista di<br><strong>Richard Bienstock</strong><br><br>Foto di copertina<br><strong>Jonathan Weiner</strong><br><br>Traduzione per VQ.it a cura di<br><strong>Vincenzo Fasulo</strong></h5>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Ad ogni chitarrista piace suonare. Ma non a tutti piace fare pratica. John Frusciante ha una devozione per entrambe.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-left is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Lo faccio per il puro scopo di allenarmi, e non con l’intento di migliorare o di diventare più veloce»</em></p></blockquote>



<p>Per Frusciante, i benefici della pratica sono parte di una visione d’insieme. </p>



<p>«Mi schiarisce la mente al mattino &#8211; sincronizza il corpo con la mente e la mente con il corpo. Gli esercizi sono sia mentali che fisici».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/image.png" alt="" class="wp-image-3908" width="541" height="551" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/image.png 778w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/image-491x500.png 491w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/image-768x782.png 768w" sizes="auto, (max-width: 541px) 100vw, 541px" /></figure></div>



<p>Ma c’è una cosa che John Frusciante detesta della pratica: non avere tempo a sufficienza.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Quando sono a casa, posso esercitarmi quanto mi pare. Ma quando siamo in tour, si va sempre di fretta ed esercitarmi sembra più un lavoro che un piacere. In tour cerco sempre di dedicare quanto più tempo possibile alla pratica»</em></p></blockquote>



<p>Frusciante è stato così gentile da regalarci una panoramica dei suoi esercizi e rituali pre-concerto con i Red Hot Chili Peppers. Sedetevi comodi, rilassatevi, e ritagliatevi un paio d’ore, o anche 10, per provarli anche voi.</p>



<p><strong>1. Comincia con le scale</strong></p>



<p>«Un buon allenamento parte sempre dalle scale. Di solito comincio col suonare quattro note in ogni ordine e permutazione, usando tutte e quattro le dita. L’esercizio va più o meno cosi, (i numeri da 1 a 4 rappresentano rispettivamente l’indice, il medio, l’anulare e il mignolo): <strong><em>1,2,3,4; 1,2,4,3; 1,3,2,4;1,3,4,2; 1,4,2,3; 1,4,3,2</em></strong>. Ogni sequenza parte dall’indice. Dopodiché prosegue con permutazioni che partono dal medio, dall’anulare e così via. E ci sono diverse variazioni: ad esempio si possono prendere le prime due note su una corda e le ultime due su un’altra. Oppure suonare al contrario. Puoi prendere un accordo qualsiasi e suonare ogni variazione di ogni nota con tutte le dita, come una sorta di arpeggio. È un esercizio molto interessante. La prima parte di solito la faccio senza inserire alcun accento, prendendo ispirazione da <em>Bill Bruford</em>. È una tecnica che lui utilizza spesso: all&#8217;inizio dei suoi esercizi non ci sono accenti, ma vengono inseriti gradualmente all&#8217;avanzare dell&#8217;esercizio. Lo trovo un ottimo approccio”.</p>



<p><strong>2. Divide et Impera</strong></p>



<p>«Una volta eseguiti i primi esercizi, continuo sempre con le scale ma questa volta in ordine sparso, dividendo le tonalità in gruppi diversi, ad esempio sette, cinque o quattro. Ci sono diverse modalità di esecuzione: due, tre o quattro note per corda. Delle volte ci lavoro per ore e ore, mi sbizarrisco ad esempio accentando le quinte mentre suono note in gruppi di sette. Mi diverto parecchio; a volte suono le stesse quattro note a ripetizione, ma con accenti di terza che cadono su note diverse ad ogni battuta. In questo modo posso creare fantasie e schemi interessanti. È affascinante osservare come gli accenti abbiano una precisione così matematica».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/IMG_7534-1024x939.jpg" alt="" class="wp-image-3909" width="470" height="431" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/IMG_7534-1024x939.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/IMG_7534-500x459.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/IMG_7534-768x704.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/IMG_7534.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 470px) 100vw, 470px" /></figure></div>



<p><strong>3. Alla moda </strong></p>



<p>«Un altro esercizio che trovo molto utile conciste in una <strong>scala dorica</strong> <em>(LA-SI-DO-RE-MI-FA#-SOL),</em> che parte dal quinto tasto. Vedila come una <strong>scala eolia</strong> <em>(MI-FA#-SOL-LA-SI-DO-RE)</em>, con MI come punto centrale invece di LA. Quindi rimani nella stessa posizione passando ad una <strong>scala frigia </strong>in MI <em>(MI-FA-SOL-LA-SI-DO-RE)</em>, e ancora ad una <strong>misolidia</strong> in MI <em>(MI-FA#-SOL#-LA-SI-DO#-RE)</em>. È un ottimo esercizio mentale, a cui di solito aggiungo la lettura di un libro di scale scritto da Nicolas Slonimsky che porto sempre con me quando sono in tour».</p>



<p><strong>4. Trova la quadra con la band</strong></p>



<p>Dopo ore di allenamento individuale, arriva il momento di provare con gli altri. Siamo a più o meno quattro ore dall&#8217;inizio del concerto. Durante le prove con la band cerco di fare quanto meno errori possibili, senza improvvisare e suonando assoli che conosco a memoria. Alla fine se me la sento mi sbizarrisco un pò con qualche pezzo più veloce e complicato come <em>Over the Mountain </em>di <em>Ozzy Osbourne. </em></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«In generale, il mio obiettivo principale è assicurarmi che bending e vibrati siano a posto.»</em></p></blockquote>



<p>«Per questo mi aiuta molto suonare alcuni pezzi strumentali di Frank Zappa, che suono in ordine graduale di complessità. Non sono difficilissimi ma sono un toccasana per le mani perché mi fanno muovere le dita in modo inusuale». </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img decoding="async" src="https://i.pinimg.com/originals/9d/f4/d6/9df4d61d08cb52cddddb4b9bdf7a3cb7.jpg" alt="I'm having a frugasm | John frusciante, John frusciante young, Red hot  chili peppers"/></figure></div>



<p>«Sono pezzi che suonavo sempre da ragazzino, e che ho rispolverato prima di andare di nuovo in tour.</p>



<p>Altri pezzi e artisti con cui mi esercito: <em>Jimi Hendrix, Jeff Beck, Mott The Hoople, Aqualung</em> dei <em>Jethro Tull</em>, <em>Sitting on the Top of the World</em> e <em>Born Under a Bad Sign</em> dei <em>Cream</em>. Questi ultimi sono perfetti per riscaldarsi perché contengono un sacco di <em>bending, sliding</em> e <em>vibrati</em>, e ti lasciano anche spazio per riposare le mani durante il cantato di Jack Bruce».</p>



<p><strong>5. Fatti di punk!</strong></p>



<p>«Anche il punk fa parte del mio allenamento. Mi piace esercitarmi con brani dei <em>Germs</em> o dei <em>Ramones</em> perché aiutano molto la mia ritmicità. Tutti i pezzi dei Ramones utilizzano <em>downstrokes, </em>e di solito comincio con quelli più lenti, tipo <em>Beat on the Brat,</em> per poi passare ad altri più impegnativi presi dai loro primi album. La cosa più importante è utilizzare il polso e non braccia o spalle, e quando mi accorgo di essere troppo rigido mi fermo immediatamente.</p>



<p>Con i Ramones alleno principalmente i <em>downstrokes, </em>mentre con i Germs gli <em>upstrokes.</em></p>



<p>Se sono dell’umore giusto, a volte faccio anche qualcosa dei <em>Bow Wow Wow</em>; il senso ritmico di <em>Matthew Ashman</em> è eccezionale».</p>



<p><strong>6. È l&#8217;ora di bollire le mani</strong></p>



<p>«Oltre ai tanti esercizi già citati, un&#8217;altra tecnica che utilizzo è quella di mettere a mollo le mani in acqua bollente con una macchina <em>sous vide</em>, che in pratica è capace di riscaldare l’acqua ad altissime temperature. Tempo fa sentii delle voci riguardo Allan Holdsworth, di come in pratica non faccia alcun tipo di riscaldamento pre-concerto, ma semplicemente immerga le mani in acqua bollente. Ne parlai con il mio tecnico durante le registrazioni dell’album, gli dissi che avevo bisogno di un modo per rilassare le mani tra una registrazione e l’altra. </p>



<p>Così decidemmo di sperimentare questo metodo; i primi tempi la temperatura dell’acqua la impostavo sui 45 gradi centigradi, ma adesso arrivo anche a 47-48 gradi. Quando sono teso, mi basta immergere le mani e gli avambracci dai 30 secondi ai 10 minuti, ad intervalli regolari durante le quattro ore che precedono un concerto, tra un esercizio e un altro».</p>



<p><strong>7. Tapping &amp; Trilling </strong></p>



<p>«Ogni tanto, se me la sento, improvviso anche dei <em>tapping</em> e <em>trilling</em> con la mano sinistra, in pratica alternando rapidamente più note sulla stessa corda. È molto facile tendere i muscoli con questo tipo di esercizi, quindi bisogna stare attenti. Se ciò accade, risolvo mettendo le mani a mollo per qualche minuto per poi ricominciare da capo. Già solo 5 minuti di questi due esercizi possono fare davvero la differenza».</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RRzorZxrmyjk6fiHAZCgce.jpg" alt="Classic interview: John Frusciante – &quot;The only album I remember feeling  totally and completely confident on 100 per cent was By The Way, and I  wasn't actually challenging myself on that album&quot; |"/></figure>



<p></p>



<p><strong>8. Non bisogna avere fretta</strong></p>



<p>«In un mondo ideale, farei almeno 10 ore di esercizi prima di salire sul palco. Ma realisticamente, se riesco a fare un paio d&#8217;ore di prima mattina ed altre quattro ore prima del concerto, sono ugualmente soddisfatto. Delle volte capita che devo affrettarmi con l’allenamento, a stento riesco a ritagliarmi un paio d’ore se ad esempio siamo in viaggio. Ma cerco di evitare quando posso perché è un qualcosa che detesto, se devo andare di fretta lo sento più come un lavoro che come un qualcosa di piacevole che mi fa stare bene».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guitar Player (Holiday 2022) parte 1 di 3: le chitarre di John Frusciante</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/guitar-player-holiday-2022-parte-1-di-3-le-chitarre-di-john-frusciante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ntjr]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2022 12:12:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
		<category><![CDATA[John Frusciante]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[chitarre]]></category>
		<category><![CDATA[dave lee]]></category>
		<category><![CDATA[fender]]></category>
		<category><![CDATA[gretsch]]></category>
		<category><![CDATA[guitar player]]></category>
		<category><![CDATA[henry trejo]]></category>
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					<description><![CDATA[Guitar Player dedica la sua uscita &#8220;natalizia&#8221; a John Frusciante.In questa prima parte che abbiamo tradotto per voi, Henry Trejo (attuale tecnico di John) e Dave Lee (ex tecnico di John) parlano delle chitarre più amate dal chitarrista newyorkese. Intervista diRichard BienstockFoto diEleanor JaneTraduzione per VQ.it a cura diFrancesco Colinucci Fender Stratocaster1962 Henry Trejo «Questa ha un ruolo importante negli ultimi due dischi. È stata la chitarra principale di John in praticamente tutti i pezzi. Magari per alcuni assoli o delle parti molto tirare ha usato anche altre chitarre ma questa è dappertutto.» Dave Lee «Mi sembra di ricordare che questa chitarra comparve durante le sessioni di Californication. John era appena tornato e fecero alcuni concerti ma non ricordo che avesse già questa chitarra. Ricordo l&#8217;altra stratocaster del 55, era l&#8217;unica che aveva. Poi è arrivata questa e l&#8217;ha usata parecchio per registrare il disco.» Fender Stratocaster1955 Dave Lee «Da quel che so questa era l&#8217;unica chitarra che aveva John quando è tornato. Disse: &#8220;Ecco una Strato, una testata della Marshall e una cassa&#8221;. Da questi tre elementi abbiamo dovuto costruire il suo suono.» Henry Trejo «È una chitarra dal suono più dolce e per questo la usa in canzoni &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Guitar Player</strong> dedica la sua uscita &#8220;natalizia&#8221; a <strong>John Frusciante</strong>.<br>In questa prima parte che abbiamo tradotto per voi, <strong>Henry Trejo</strong> (attuale tecnico di John) e <strong>Dave Lee</strong> (ex tecnico di John) parlano delle chitarre più amate dal chitarrista newyorkese.</h3>



<h5 class="has-text-align-right wp-block-heading">Intervista di<br><strong>Richard Bienstock</strong><br><br>Foto di<br><strong>Eleanor Jane</strong><br><br>Traduzione per VQ.it a cura di<br><strong>Francesco Colinucci</strong></h5>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading"><strong><em>Fender Stratocaster</em></strong><br><strong><em>1962</em></strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="673" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/stratocaster62-1024x673.jpg" alt="" class="wp-image-3862" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/stratocaster62-1024x673.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/stratocaster62-500x329.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/stratocaster62-768x505.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/stratocaster62.jpg 1075w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>Henry Trejo</strong></mark> «Questa ha un ruolo importante negli ultimi due dischi. È stata la chitarra principale di John in praticamente tutti i pezzi. Magari per alcuni assoli o delle parti molto tirare ha usato anche altre chitarre ma questa è dappertutto.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color"><strong>Dave Lee</strong></mark> «Mi sembra di ricordare che questa chitarra comparve durante le sessioni di <strong>Californication</strong>. John era appena tornato e fecero alcuni concerti ma non ricordo che avesse già questa chitarra. Ricordo l&#8217;altra stratocaster del 55, era l&#8217;unica che aveva. Poi è arrivata questa e l&#8217;ha usata parecchio per registrare il disco.»</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading"><strong><em>Fender Stratocaster</em></strong><br><strong><em>1955</em></strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="662" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/stratocaster55-1024x662.jpg" alt="" class="wp-image-3865" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/stratocaster55-1024x662.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/stratocaster55-500x323.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/stratocaster55-768x496.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/stratocaster55-420x273.jpg 420w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/stratocaster55-850x550.jpg 850w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/stratocaster55.jpg 1105w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color"><strong>Dave Lee</strong></mark> «Da quel che so questa era l&#8217;unica chitarra che aveva John quando è tornato. Disse: <em>&#8220;Ecco una Strato, una testata della Marshall e una cassa&#8221;.</em> Da questi tre elementi abbiamo dovuto costruire il suo suono.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>Henry Trejo</strong></mark> «È una chitarra dal suono più dolce e per questo la usa in canzoni in cui non ci sono troppe parti solistiche tipo <em><strong>Don&#8217;t Forget Me</strong></em> e anche in pezzi nuovi come <em><strong>Aquatic Mouth Dance</strong></em> e <em><strong>One Way Traffic</strong></em>. Ironicamente la usa anche in <em><strong>These Are The Ways</strong></em> ed è accordata in drop D e ha un bel tiro. Durante il concerto viene usata 2/3 volte. C&#8217;è una grossa ammaccatura nella tastiera ed è stata aggiustata.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color"><strong>Dave Lee</strong></mark> «La colpa è di Anthony, la fece cadere mentre registravano ai <strong>Cello Studios</strong>.»</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading"><strong><em>Gretsch White Falcon</em></strong><br><strong><em>1958</em></strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="664" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/whitefalcon-1024x664.jpg" alt="" class="wp-image-3870" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/whitefalcon-1024x664.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/whitefalcon-500x324.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/whitefalcon-768x498.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/whitefalcon-420x273.jpg 420w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/whitefalcon-850x550.jpg 850w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/whitefalcon.jpg 1103w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>Henry Trejo</strong></mark> «John ne usava una del 55 che gli aveva prestato <strong>Vincent Gallo</strong>. Dave <em>(Lee, ndt)</em> ha trovato questa del 58 che sta usando adesso. Live è usata per <strong><em>Californication</em></strong> e <strong><em>Otherside</em></strong>.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color"><strong>Dave Lee</strong></mark> «Ho comprato la chitarra in un autogrill durante il periodo di <strong>By The Way</strong>. Non sto scherzando. Dovevo incontrare un tizio lì perché ero di passaggio. Mi sentito strano perché avevo in tasca tipo decine di migliaia di dollari. Il ragazzo ne voleva 20 mila. Dopo averla vista gli dissi che era stata riverniciata in alcuni punti, lui fece una telefonata e alla fine ne accettò 7 mila.»</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading"><strong><em>Fender Telecaster Custom</em></strong><br><strong><em>degli Anni &#8217;60</em></strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="665" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/telecaster-1024x665.jpg" alt="" class="wp-image-3874" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/telecaster-1024x665.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/telecaster-500x325.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/telecaster-768x499.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/telecaster-420x273.jpg 420w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/telecaster.jpg 1104w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color"><strong>Dave Lee</strong></mark> «Questa l&#8217;abbiamo presa da <strong>Norman&#8217;s Rare Guitars</strong> <em>(un negozio in California, ndt)</em>. John aveva deciso che voleva una Tele, sarà stato il periodo di <strong>By The Way</strong>. Sono andato in negozio e gli ho portato questa e l&#8217;ha adorata. Solitamente non mi piace il suono di queste chitarre ma questa suona davvero bene.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>Henry Trejo</strong></mark> «Sono abbastanza sicuro che questa chitarra sia tutta originale. John la usa 2/3 volte a sera. È la prima che usa sia per <strong><em>Can&#8217;t Stop</em></strong> o <em><strong>Around The World</strong></em>. La usa anche per <em><strong>The Zephyr Song</strong></em> e <em><strong>Tell Me Baby</strong></em>.»</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading"><strong><em>Martin 00-15</em></strong><br><strong><em>degli Anni &#8217;40</em></strong></h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="658" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/martin-1024x658.jpg" alt="" class="wp-image-3880" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/martin-1024x658.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/martin-500x321.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/martin-768x494.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/11/martin.jpg 1106w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color"><strong>Dave Lee</strong></mark> «John ne ha due. La prima gliela diede <strong>Rick Rubin</strong> durante <strong>Californication</strong>, suonava talmente bene che John ne volle un&#8217;altra. Come la Telecaster, anche questa l&#8217;ho presa da <strong>Norman&#8217;s Rare Guitars</strong>. Gli abbiamo messo un pick up di <strong>Trance Audio Amulet</strong>.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>Henry Trejo</strong></mark> «Le due Martin sono intercambiabili. Mentre registravamo i due album nuovi <em>(Unlimited Love e Return Of The Dream Canteen, nde)</em>, John ne teneva una nella stanza in cui scriveva e faceva pratica e un&#8217;altra nello studio. Non l&#8217;abbiamo usata con i pick up ma l&#8217;abbiamo registrata direttamente con dei microfoni. La usa in <strong><em>Tangelo</em></strong>.»</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h2 class="has-text-align-center has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">FINE PRIMA PARTE &#8230;</h2>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>John Frusciante a MixMag: «La Jungle è il mio genere musicale preferito di sempre»</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/john-frusciante-a-mixmag-la-jungle-e-il-mio-genere-musicale-preferito-di-sempre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ntjr]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Oct 2022 19:45:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questa intervista Ralph Moore ci restituisce la figura di John Frusciante come uno dei chitarristi più amati di sempre, ma anche e soprattutto come uno dei compositori di musica elettronica tra i più interessanti e appassionati del panorama contemporaneo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">In questa intervista Ralph Moore ci restituisce la figura di John Frusciante come uno dei chitarristi più amati di sempre, ma anche e soprattutto come uno dei compositori di musica elettronica tra i più interessanti e appassionati del panorama contemporaneo.</h3>



<h5 class="wp-block-heading">Traduzione integrale dall&#8217;articolo di <a href="https://mixmag.net/feature/john-fruisciante-red-hot-chili-peppers-brian-eno-tim-reaper-new-album-jungle-breaks?s=35" data-type="URL" data-id="https://mixmag.net/feature/john-fruisciante-red-hot-chili-peppers-brian-eno-tim-reaper-new-album-jungle-breaks?s=35" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>MixMag</strong></a> a cura di Vincenzo Fasulo, Dario Giannulo, Tina Zannella, Francesco Generale, Francesco Colinucci e Miriam Mechelli.</h5>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>È sempre un piacere parlare con qualcuno che ha un profondo amore per la <em>jungle</em>. Ma quando quel qualcuno è <strong>John Frusciante</strong> dei <strong>Red Hot Chili Peppers</strong>, è quasi sconcertante. Il chitarrista spesso psichedelico non ha nascosto la sua passione per la musica elettronica, un interesse che accredita ai <strong>Kraftwerk</strong> e a sua moglie, la DJ e <em>habitué</em> Dublab <strong>Marcia Pinna</strong> (AKA <strong>Aura-T09</strong>), che nelle sue parole <strong><em>«è una delle persone che tengono viva la scena di Los Angeles»</em></strong>. Quando non è impegnato in tour come chitarrista solista dei Chili Peppers, è noto per frequentare gli strani rave della jungle. Gli chiedo chi lo ispira, e lui elenca l&#8217;<em>elite</em> delle leggende underground: <strong>Autechre</strong>, <strong>DJ Funk</strong>, <strong>DJ Assault</strong>, <strong>DJ Deeon</strong> &#8211; i suoi occhi si illuminano particolarmente alla menzione della leggenda del footwork, <strong>DJ Rashad</strong>. <strong><em>«Dato che sono cresciuto come musicista elettronico, sono affascinato dalle persone che possono dire di più con meno»</em></strong>, osserva. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/12/maya.jpg" alt="" class="wp-image-800" width="450" height="450" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/12/maya.jpg 316w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/12/maya-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /><figcaption>Maya è uno dei tanti LP del John Frusciante solista, pubblicato nel 2020 per l&#8217;etichetta Timesig</figcaption></figure></div>



<p>Per quanto riguarda la produzione, Frusciante registra occasionalmente sotto lo pseudonimo elettronico <strong>Trickfinger</strong> per l&#8217;etichetta AcidTest, soprannome dovuto ad un trucco particolarmente unico nell&#8217;usare la sua chitarra per emulare le melodie del sintetizzatore. Il suo fantastico LP solista del 2020 <strong>Maya</strong> &#8211; pubblicato dall&#8217;etichetta <strong>Timesig</strong> di <strong>Venetian Snares</strong> &#8211; lo vede tuffarsi a capofitto nella scienza<em> breakbeat</em> in piena regola, con un contorno di elettronica in stile<strong> Autechre</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Non è che guadagni così tanto con la mia musica elettronica»</em>, afferma Frusciante. <em>«Probabilmente spendo più soldi in strumentazione ed attrezzatura di quanto ne abbia mai guadagnati, ma per 12 anni non ho fatto altro che comporre musica elettronica; fino al 2019, anno in cui mi sono riunito con i Chili Peppers. Suonare con loro è decisamente un lavoro a tempo pieno, forse l’unico vero &#8216;lavoro&#8217; che io abbia mai avuto».</em></p><cite>John Frusciante sulla sua carriera da compositore di musica elettronica </cite></blockquote>



<p><strong><em>«Da dove è cominciato tutto? Quando ero bambino, trovai un album di Emerson, Lake &amp; Palmer nella collezione dei miei genitori»</em></strong>, spiega (Frusciante, ndr). <strong><em>«L’album comincia con questi strani suoni di sintetizzatore, e all’inizio non capivo cosa diavolo stesse succedendo! Fu molto emozionante. Ma se parliamo di synth-pop, i Kraftwerk sono stati i veri pionieri del genere. Il synth-pop contiene dei suoni e delle melodie molto diverse dal pop vero e proprio, è più meccanico in un certo senso»</em></strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="540" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Emerson-Lake-Palmer-02-800x540-1.jpg" alt="" class="wp-image-3697" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Emerson-Lake-Palmer-02-800x540-1.jpg 800w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Emerson-Lake-Palmer-02-800x540-1-500x338.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Emerson-Lake-Palmer-02-800x540-1-768x518.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Emerson Lake And Palmer, uno dei primi gruppi che hanno fatto avvicinare Frusciante alla musica elettronica fin da bambino</figcaption></figure></div>



<p><strong><em>«C&#8217;è molto cuore, un tipo diverso rispetto a quello che si trova nella musica pop anni &#8217;60 e primi &#8217;70. Era una strada nuova, penso che la gente abbia seguito il treno ma molta musica elettronica ha ancora le radici nei Kraftwerk in molti modi. Ma poi ha radici anche nei riff di Jimi Hendrix, lui suonava in modi che la gente non aveva mai fatto prima».</em></strong></p>



<p>John Frusciante è riconosciuto come uno dei migliori chitarristi della storia. Ma nonostante il ritorno di quest&#8217;anno per l&#8217;eccellente&nbsp;<strong>Unlimited Love</strong> è stato assente dalla band, con cui si era unito nel 1988, per 15 anni, sostituito da <strong>Dave Navarro</strong> negli anni &#8217;90 e da <strong>Josh Klinghoffer</strong> dopo.</p>



<p>Non ne abbiamo parlato ma da fan mi fa piacere rivederlo nel gruppo, il ruolo di John gli ha fatto fare il salto con <strong>Mother’s Milk</strong> e sedici salti con <strong>Blood Sugar Sex Magik</strong>. Trent&#8217;anni anni dopo è ancora uno dei dischi di maggior successo prodotti dalla <strong>Warner</strong> con 13 milioni di copie vendute ad oggi. Con <strong>Californication</strong> del &#8217;99 ha solidificato la sua posizione come uno dei chitarristi e compositori più importanti della sua generazione, il disco ha venduto 15 milioni di copie. In breve: ha aiutato a scrivere canzoni che rimarranno in giro per generazioni.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="434" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/jf-venetian-snares.webp" alt="" class="wp-image-3680" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/jf-venetian-snares.webp 770w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/jf-venetian-snares-500x282.webp 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/jf-venetian-snares-768x433.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 770px) 100vw, 770px" /><figcaption>John Frusciante in foto con Aaron Funk (aka Venetian Snares). Assieme a Chris McDonald hanno dato vita al progetto Speed Dealer Moms.</figcaption></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«È raro nella vita avere una buona chimica con qualcuno, dove puoi portare un pezzettino di qualcosa e vederlo diventare della musica vera e propria»</em> dice. <em>«Ce l&#8217;ho anche con Aaron Funk, perché possiamo sederci solo con un paio di macchine e fare musica dal nulla senza parlare, semplicemente iniziamo a programmare insieme. C&#8217;è qualcosa riguardo questa comunicazione in tempo reale che ho con i ragazzi del gruppo. È un dono che va apprezzato. È qualcosa che apprezzerò fino alla morte».</em></p><cite>John Frusciante sull&#8217;importanza di essere in alchimia con i propri compagni di musica</cite></blockquote>



<p>Il nuovo album <strong>Return of the Dream Canteen</strong>, come il suo predecessore e altra metà spirituale <strong>Unlimited Love</strong>, è stato prodotto dal grandioso <strong>Rick Rubin</strong>. <strong>Mentre John ammette che alla Warner non erano sicuri dell’iniziale set di vinili da 7 pezzi e 40 canzoni – un compromesso è stato trovato nel dividere il progetto in due album separati</strong>. La naturale vincitrice nella tracklist è <strong><em>&#8220;Eddie&#8221;</em></strong>,  che suona già come un classico dei Chili Peppers. L’idiosincratica linea di chitarra di John suona forte come una campana, ma è altrettanto chiaramente uno sforzo di gruppo – con un Flea infuocato e la citazione del cantante Anthony Kiedis al loro compagno perduto Eddie Van Halen è un bellissimo tributo al musicista morto crudelmente di cancro nel 2020.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - Eddie (Official Audio)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/pXMEXCT5ohY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>&#8220;Eddie&#8221;, secondo estratto da Return Of The Dream Canteen</figcaption></figure>



<p><strong>«<em>Per quanto l’aspetto elettronico di Return of the Dream Canteen sia sottile, penso che dipenda da cosa vuoi ascoltare»</em></strong>, spiega John. <strong><em>«Non sono ‘i Red Hot Chili Peppers che diventano elettronici’, piuttosto quel che sto facendo affonda le radici nel lavoro di Brian Eno coi Roxy Music – dove sintetizzatori e altri aggeggi vengono usati per alterare il suono di un gruppo dal vivo, per creare atmosfera, movimento sonoro e generalmente per avere suoni inaspettati che arrivino di tanto in tanto. Un’altra influenza è l’uso dei sintetizzatori di David Bowie in ‘The Idiot’ di Iggy Pop, in cui c’è una band dal suono ruvido e poi arriva un suono di sintetizzatore davvero strano e sporco, che non la rende meno ruvida. I sintetizzatori supportano la canzone e la band, ma talvolta prendono il sopravvento con delle stranezze. Una piccola quantità può fare tanto nel condurre dal vivo una band fuori dal mondo reale e dentro una realtà alternativa. In più, molti dei trattamenti per la voce solista, che ho fatto con ritardi, riverberi e qualche volta coi sintetizzatori, sono cose che faccio ai miei campioni di musica elettronica. Le faccio per tutti gli strumenti. La sua </em></strong>(dell’album, ndr)<em> <strong>parte elettronica ha a che fare con l’utilizzo creativo dello studio tanto quanto coi sintetizzatori»</strong></em>.</p>



<p>Nonostante inizialmente sia difficile inquadrare il suo processo di pensiero creativo, troviamo presto un terreno comune nell’amore condiviso per <strong>The Human League</strong> e <strong>Depeche Mode</strong>, e anche nei suoi insoliti gusti elettronici; <strong>Venetian Snares</strong>, <strong>Adrian Sherwood</strong> e <strong>Aphex Twin</strong>. <strong><em>«Ho molti ricordi associati a The Human League, specialmente dei tempi in cui stavamo scrivendo By The Way. Facevo continuamente esplodere Reproduction durante le prove. Amo soprattutto i primi due album ed i loro primi singoli. E poi hai roba come quell’EP tutto strumentale Dignity Of Labour </em></strong>(pubblicato nel 1979, ndr)<strong><em>, la base di molta musica d’ambiente. Quei ragazzi stavano semplicemente andando verso l’ignoto!»</em>.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="DAVE GAHAN - Saw Something [Official Video] HQ" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/oT1TLa0ucUM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>John Frusciante nel singolo solista di Dave Gahan, &#8220;Saw Something&#8221;, dall&#8217;album Hourglass del 2007</figcaption></figure>



<p>Così come i <strong>Depeche Mode</strong>, rocker da stadio anche loro, che lui scoprì nei primi anni Ottanta con <strong>Songs of Faith And Devotion</strong> – e ama particolarmente il singolo del 1984 <strong><em>&#8220;Master And Servant&#8221;</em></strong>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Sono un grande fan dei Depeche Mode, quando i Red Hot Chili Peppers cominciarono a scrivere Californication nel ’98, avevo 28 anni e avevo appena ripreso in mano la mia vita. Quando ritornai dentro il mondo, ero una persona diversa e i Depeche Mode diventarono la mia band preferita. Comprai tutti i loro EP in un negozio vicino chiamato Vinyl Fetish che aveva molti articoli di importazione inglese. &#8220;Master And Servant&#8221; è uno dei più bizzarri<strong>»</strong>.</em></p><cite>John Frusciante racconta il suo amore per i Depeche Mode</cite></blockquote>



<p>Una domanda importante, questa per i lettori di <em>Mixmag </em>– chi è il DJ preferito di John? <strong><em>«Non c’è nulla di meglio di Luke Vibert!»</em></strong> risponde senza esitazione. <strong><em>«Il suo groove è il più deep che ci sia»</em></strong>. Allo stesso modo, <strong>Venetian Snares</strong> è chiaramente molto importante per lui. <strong><em>«Il DJ set più intensamente sconvolgente che io abbia mai visto è stato il suo, e nessun altro può fare un set intero in 7/4. Lui è l’unico che può fare qualsiasi cosa nel modo in cui lo fa»</em>.</strong></p>



<p><strong><em>«Uno dei migliori DJ che abbia mai visto è Baseck»</em></strong>, ci dice dell’artista breakcore losangelino. <strong><em>«Ha una facilità tecnica incredibile e molta anima. È anche grandioso col microfono nel galvanizzare i raver &#8211; e mi ha anche presentato mia moglie»</em></strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«La jungle è il mio genere musicale preferito di sempre, e i DJ</em> (che suonano jungle, ndr) <em>che amo sono Dev/Null e Tim Reaper. Entrambi spaccano nel mixare jungle vecchia e nuova e fare pezzi propri superbi».</em></p><cite>John Frusciante parla dei suoi artisti jungle preferiti</cite></blockquote>



<p>John attribuisce i suoi gusti britannici all&#8217;influenza reciproca tra Gran Bretagna e Stati Uniti: <strong><em>«Storicamente, ho notato che, molto spesso, un&#8217;idea nasce negli Stati Uniti e poi </em></strong>(le persone del Regno Unito, ndr)<em> </em><strong><em>la riprendono. All&#8217;inizio ne fanno una versione peggiore per poi farne una migliore! Negli anni &#8217;50, nel Regno Unito si faceva skiffle, cercando di prendere spunto dalla musica country americana. È una musica piuttosto sciocca, ma poi iniziarono a fare rock &#8216;n&#8217;roll ed ecco Cliff Richard e, a parte questo, non c&#8217;è molto altro. Poi arrivarono i Beatles, gli Yardbirds, gli Stones e i Cream e fecero qualcosa con il rhythm and blues americano a cui la gente qui non pensava nemmeno. Nessuno stava nemmeno pensando di andare in quella direzione! Gli inglesi gli hanno dato nuova vita!»</em></strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="775" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/05/copertina-1024x775.jpg" alt="" class="wp-image-2404" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/05/copertina-1024x775.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/05/copertina-500x378.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/05/copertina-768x581.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/05/copertina-95x71.jpg 95w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/05/copertina.jpg 1032w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>John Frusciante in studio per le session di Unlimited Love/Return Of The Dream Canteen</figcaption></figure></div>



<p>Alla fine della nostra conversazione, John afferma di considerare tutto ciò che realizza come parte dello stesso puro arcobaleno musicale, sia che venga creato con gli <em>archi</em> che con una <em>drum machine</em>. <em><strong>«Il drumbeat di &#8220;Peace And Love&#8221; è stato ispirato dal breakbeat di Isaac Hayes &#8220;Breakthrough&#8221;, così come il beat di &#8220;Poster Child&#8221;</strong> </em>(da Unlimited Love)<em><strong>»</strong></em>, spiega.&nbsp;</p>



<p><em><strong>«Il drumbeat di &#8220;Black Summer&#8221; è basato su un modo popolare di rieditare il beat di &#8216;Cold Sweat&#8217;! Per molti versi, credo che il modo di suonare del </strong></em>(batterista)<em><strong> Chad</strong></em><strong> </strong>(Smith)<em><strong> sia stato influenzato da un giorno in cui ci siamo seduti a pranzo e gli ho suonato una tonnellata di pause di tre-10 secondi di fila»</strong></em>.</p>



<p>Ecco, forse non siamo più negli anni &#8217;90, ma come i <strong>Depeche Mode</strong> e gli <strong>Happy Mondays</strong> prima di lui, John è la prova vivente che puoi avere la tua torta rock mangiando costantemente elettronica. Fare musica per <strong>Timesig</strong> potrebbe non pagare quanto vendere negli stadi con i <strong>Red Hot Chili Peppers</strong>. Ma è così che va, no?</p>



<p>Il nuovo doppio album <strong>Return of the Dream Canteen</strong> è appena uscito per <strong>Warner Brothers</strong>; John e Marcia gestiscono anche l&#8217;etichetta indipendente <strong>Evar Records</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/rotdc-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-3487" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/rotdc-1024x1024.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/rotdc-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/rotdc-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/rotdc-768x768.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/rotdc-1536x1536.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/rotdc.jpg 2025w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Broken Record: John Frusciante intervistato da Rick Rubin (Aprile 2022) &#8211; 2a PARTE</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/broken-record-john-frusciante-intervistato-da-rick-rubin-aprile-2022-2a-parte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Mechelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Sep 2022 17:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
		<category><![CDATA[John Frusciante]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anthony kiedis]]></category>
		<category><![CDATA[Broken Record Podcast]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[micheal beinhorn]]></category>
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		<category><![CDATA[rick rubin]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco la seconda parte dell&#8217;intervista che John Frusciante ha rilasciato il 1° aprile 2022 al produttore Rick Rubin per il Podcast Broken Record. Sul finale dell&#8217;intervista si unirà a loro anche Anthony Kiedis.Leggi QUI la prima parte. Traduzione a cura di Miriam Mechelli Il podcast Broken Record è disponibile in inglese su Spotify e YouTube. Ascolta l&#8217;intervista su Youtube Ascolta l&#8217;intervista su Spotify Rick Rubin «Come hai saputo che stessero cercando un chitarrista prima di unirti a loro? Come è successo?» John Frusciante «Quando avevo 17 anni vivevo tra Yucca e Argyle, ad Hollywood, ed ho stretto amicizia con una ragazza di New York di nome Sarah Cox e lei mi ha presentato D.H. Peligro dei Dead Kennedys e così ho cominciato a suonare con lui e con un mio amico bassista di nome Robert. Abbiamo formato questa band che era molto ispirata ai Red Hot Chili Peppers ed infatti &#8220;Stone Cold Bush&#8221; è un brano nato proprio da questa band.» RR «Wow!» JF «Non abbiamo mai fatto spettacoli o esibizioni, ma abbiamo suonato parecchio insieme, ed un giorno D.H. mi ha chiamato e mi ha detto che Flea era appena rientrato dal tour europeo. Lui sapeva che io amavo &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Ecco la seconda parte dell&#8217;intervista che <strong>John Frusciante</strong> ha rilasciato il 1° aprile 2022 al produttore <strong>Rick Rubin</strong> per il Podcast <strong>Broken Record.</strong> Sul finale dell&#8217;intervista si unirà a loro anche <strong>Anthony Kiedis</strong>.<br><br>Leggi <a href="https://www.venicequeen.it/in-evidenza/broken-record-john-frusciante-intervistato-da-rick-rubin-aprile-2022-1a-parte/" data-type="URL" data-id="https://www.venicequeen.it/in-evidenza/broken-record-john-frusciante-intervistato-da-rick-rubin-aprile-2022-1a-parte/"><strong>QUI</strong></a> la prima parte.</h3>



<h4 class="has-text-align-right wp-block-heading">Traduzione a cura di <strong>Miriam Mechelli</strong></h4>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Il podcast <strong>Broken Record</strong> è disponibile in inglese su <strong>Spotify</strong> e <strong>YouTube</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="John Frusciante of the Red Hot Chili Peppers | Broken Record (Hosted by Rick Rubin)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/QXjaP53eOco?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>Ascolta l&#8217;intervista su Youtube</figcaption></figure>



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<iframe title="Spotify Embed: John Frusciante" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/2cqcefxRTQSiRmL8XYXPcQ?si=26468d3920a94403&#038;utm_source=oembed"></iframe>
</div><figcaption>Ascolta l&#8217;intervista su Spotify</figcaption></figure>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>Rick Rubin</strong></mark> </mark>«Come hai saputo che stessero cercando un chitarrista prima di unirti a loro? Come è successo?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>John Frusciante</strong> </mark>«Quando avevo 17 anni vivevo tra Yucca e Argyle, ad <strong>Hollywood</strong>, ed ho stretto amicizia con una ragazza di <strong>New York</strong> di nome Sarah Cox e lei mi ha presentato <strong>D.H. Peligro</strong> dei <strong>Dead Kennedys</strong> e così ho cominciato a suonare con lui e con un mio amico bassista di nome Robert.  Abbiamo formato questa band che era molto ispirata ai <strong>Red Hot Chili Peppers</strong> ed infatti &#8220;<strong>Stone Cold Bush</strong>&#8221; è un brano nato proprio da questa band.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong> </mark>«Wow!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong> </mark>«Non abbiamo mai fatto spettacoli o esibizioni, ma abbiamo suonato parecchio insieme, ed un giorno <strong>D.H.</strong> mi ha chiamato e mi ha detto che <strong>Flea</strong> era appena rientrato dal tour europeo. Lui sapeva che io amavo <strong>Flea</strong> e così mi disse <em>&#8216;Flea vuole sapere se ti va di venire a fare una jam con noi&#8217; </em>e così sono andato a suonare con lui. Abbiamo fatto &#8220;<strong>Alice In My Fantasies&#8221;</strong> dei <strong>Funkadelic</strong> e mi pare che abbiamo anche tentato di fare una cover di &#8220;<strong>Higher Ground</strong>&#8220;, che poi abbiamo effettivamente messo in<strong> Mother’s Milk</strong>, già <strong>Flea</strong> in quel periodo aveva questo desiderio di fare la cover <em>heavy metal</em> di <strong>&#8220;Higher Ground&#8221;</strong>.»</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Abbiamo fatto una jam, e a <strong>Flea</strong> credo fosse piaciuto suonare con me perché mi lasciò il suo numero di telefono e mi disse che gli sarebbe piaciuto suonare di più insieme. Qualche settimana dopo ho preso coraggio e l’ho chiamato io per sapere se gli andasse di fare un’altra jam, e l’ho trovato che piangeva e mi disse solo</em> &#8216;Ora non posso parlare, è appena morto il mio chitarrista&#8217; <em>e riagganciò velocemente il telefono.»</em></p><cite>John Frusciante ricorda i primi contatti con Flea</cite></blockquote>



<p>«Poi penso che sia voluto comunque restare in qualche modo in contatto con me, mentre cercava di chiarirsi le idee sul fatto di voler continuare a fare musica e portare avanti la band o meno, e mi chiese se volevo andare a fare una jam con lui nel garage del suo amico Ted.<br>Quindi suonammo solo io e lui, senza batterista o altro e lui mi disse <strong><em>&#8216;Sai, non sono sicuro se la band continuerà a questo punto, ma se dovesse accadere, di sicuro ti faremo un’audizione.</em></strong>&#8216;<br>Poi ad un certo punto mi chiamò per dirmi che <strong>Blackbyrd</strong> era stato tipo per una settimana nella band nel periodo in cui <strong>Hillel</strong> se ne era andato e lo avevano licenziato su due piedi quando <strong>Hillel </strong>aveva deciso di tornare e si sentivano in colpa per questo, si meritava di avere un’opportunità. <br>Quindi <strong>Blackbyrd</strong> stette nella band per alcuni mesi, ma io sentivo che sarei finito per entrarci, ed infatti poi è accaduto.»</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Spotify Embed: Higher Ground - Remastered" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5arVt2Wg0zbiWwAOZef2Nl?si=db7bef9e08d045de&#038;utm_source=oembed"></iframe>
</div><figcaption>Ascolta &#8220;Higher Ground&#8221; su Spotify, dall&#8217;album Mother&#8217;s Milk </figcaption></figure>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Raccontami ciò che ti ricordi di queste prime due jam, partendo dalla prima con <strong>D.H. Peligro</strong> e <strong>Flea</strong>, che ti ricordi di quell’esperienza, quanto è durata la jam?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF </strong></mark>«L’abbiamo fatta nel garage di casa di <strong>D.H.</strong> e <strong>Walt</strong> dei <strong>Fishbone</strong>, ci passavo spesso davanti a quel garage, è durata un paio d’ore e mi ricordo che <strong>Flea</strong> ha suonato <strong>&#8220;Alice In My Fantasies&#8221;</strong> e poi la cover di <strong>&#8220;Higher Ground&#8221;</strong>, ma non ho grandi ricordi perché ero troppo nervoso, la mia testa andava velocissima e si concentrava su cose secondarie come <strong>Flea</strong> che andava verso <strong>D.H. </strong>e gli sussurrava qualcosa all’orecchio e lui gli rispondeva mormorando ed io pensavo <em><strong>&#8216;Mi chiedo se staranno parlando bene di me, </strong>(ridono, ndt)<strong> o dicono cose negative, chi lo sa!&#8217;</strong></em>. Magari parlavano di tutt&#8217;altre cose…comunque ritengo che emanassimo buone vibrazioni, ma mi ricordo questi momenti in cui <strong>Flea</strong> parlava all’orecchio con <strong>D.H.</strong>»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong> </mark>«Ritieni che suonasse bene come te lo aspettavi?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong> </mark>«Sì, lui è il mio bassista preferito, è risaputo, era fantastico essere lì a suonare con lui …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Quindi non sei rimasto deluso da questa esperienza, era tutto come lo avevi immaginato.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Fantastico!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Sì, è stato proprio bello!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Fantastico! E la seconda volta in cui eravate solo tu e lui, cosa ti ricordi?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «La seconda volta l’energia era calata, non facevamo rock a briglia sciolta come la prima, l&#8217;umore era cupo, stavamo seduti lì ed io mi sentivo come disconnesso: nonostante ritenessi di essere un bravo chitarrista, mi rendevo conto che avevo ancora parecchia strada da fare nel capire come amalgamarmi a lui, perché in molti aspetti avevo paura di suonare in modo semplice. Nelle persone dell’epoca c’era questa malattia per gli anni ‘80 ed anch’io ne ero una vittima, del tipo che se non suono qualcosa di estroso non mi sto impegnando abbastanza e cose simili… o alle persone non piacerà cosa suono, robe così. <br>La cosa che ho imparato dopo un po&#8217; che ero nel gruppo è che anche per chi faceva i complimenti a <strong>Flea</strong> per il suo modo di suonare il basso non aveva nulla a che vedere con il suo mettersi in mostra, perché lui a volte sembra che si stia mettendo in mostra quando non è assolutamente così!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong>«Vero!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Le persone attratte dall’estro ascoltano il suo modo di suonare il basso e pensano <em>&#8216;Wow, è davvero bravo!&#8217;</em>, ma per lui che viene dal jazz, dalla tromba, il jazz è la forma primaria di musica con la quale ha plasmato la sua mente, il suo modo di suonare è una semplificazione, una grande semplificazione del suo gusto musicale primario. Quindi dal punto di vista di <strong>Flea</strong> il suo modo di suonare il basso deriva da una semplificazione della sua concezione mentale della musica, mentre per me semplificare fino a quel punto significava suonare molto meno di quanto io avrei immaginato di fare, e probabilmente in quel giorno triste ho suonato troppo e con il senno di poi avrei potuto essergli più di sostegno.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong>«Quando è stata la prima volta che hai suonato con tutta la band, raccontami di quell’esperienza. Ti eri presentato per un’audizione? Immagino il passo successivo sia stato questo.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong></mark>«Sì, come ti dicevo, <strong>Flea </strong>mi aveva detto che mi avrebbero fatto un’audizione e poi mi chiamò per dirmi che avevano ripreso <strong>Blackbyrd</strong> anche se mi aveva detto che l’avrebbero fatta a me …»</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - W/ DeWayne McKnight and D.H. Peligro (MTV 1988) (Fragment)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/JvLfNx7qxTE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>La band, orfana del defunto Hillel Slovak e del dimissionario Jack Irons, arruolò D.H. Peligro alla batteria e DeWayne &#8220;Blackbyrd&#8221; McKnight alla chitarra, che avrebbero poi ceduto il posto rispettivamente a Chad Smith e John Frusciante</figcaption></figure>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong></mark>«Non c’è mai stata …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong> </strong></mark>«Non c’è mai stata!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR<strong> </strong></mark></strong></mark>«E dopo che è successo?»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Un’audizione c’è stata, anche se io mentre stava accadendo non sapevo che lo fosse, <strong>Flea</strong> aveva organizzato questa cosa … noi ormai eravamo amici, ci vedevamo alle feste, lui era venuto al compleanno della mia ragazza … quindi eravamo amici, ed un giorno lui mi chiamò e mi disse che aveva un registratore a quattro piste ed una <em>drum machine</em>, mi disse &#8216;Ti va di passare e di suonare un po&#8217; la chitarra su queste basi?&#8217; Ovviamente accettai ed andai nel suo appartamento, lui con il basso e la <em>drum machine</em> suonò tre canzoni e io creai le parti di chitarra direttamente sul momento e le registrammo in presa diretta, ci siamo divertiti per un po&#8217;, poi abbiamo guardato dei video dei <strong>Funkadelic</strong>, abbiamo passato un po’ di tempo con sua moglie Loesha … »</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«È venuto fuori, ma io l’ho saputo solo tempo dopo, che ciò che Flea aveva fatto era di aver registrato sullo stesso nastro Blackbyrd e le sue parti di chitarra e poi le aveva sovraincise con le mie, così aveva un confronto su quali parti di chitarra fossero migliori. Per quel poco che ne so io, quando la sera me ne stavo andando, Loesha disse a Flea </em>&#8216;Questo è il chitarrista per i Red Hot Chili Peppers, è il vostro uomo&#8217;.<em>»</em></p><cite>John Frusciante racconta l&#8217;audizione alla quale, a sua insaputa, è stato sottoposto a casa di Flea</cite></blockquote>



<p>«<strong>Flea</strong> si sentiva in colpa a dover mandar via <strong>Blackbyrd</strong> un’altra volta, quindi anche se pensavo di aver <em>&#8216;vinto&#8217;</em> questa specie di competizione o qualsiasi cosa fosse, passarono un altro paio di settimane e non successe nulla, e poi <strong>Flea</strong> mi chiamò per dirmi che <strong>Bob Forrest</strong> dei <strong>Thelonious Monsters</strong> cercava un chitarrista. Le cose non stavano andando benissimo con <strong>Blackbyrd</strong>, non sapeva come sarebbe andata a finire, quindi mi disse <strong><em>&#8216;Ho detto a Bobby che può avere il tuo numero, ma gli ho anche detto che ho la prelazione su questo ragazzo, se decidiamo che lo vogliamo nei Chili Peppers ho la prelazione e non te ne devi avere a male e non devi arrabbiarti!&#8217;</em></strong> <em>(ridono, ndt)</em>»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Fantastico … »</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Quindi ho parlato con Bob, sono andato alle prove dei <strong>Thelonious Monsters</strong> e ho fatto l’audizione per loro e mi hanno preso subito, ma la particolarità di quell’audizione è che c’era <strong>Anthony Kiedis</strong>, lui e <strong>Flea </strong>dovevano essersi parlati e gli aveva detto di venire a darmi un’occhiata.»</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Anthony ha assistito a tutta l’audizione, poi quando mi hanno detto che mi prendevano è tornato da Flea e la sera alle 18 mi hanno chiamato entrambi e mi hanno detto </em>&#8216;Ne abbiamo parlato a lungo, ma abbiamo deciso che devi essere tu il chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, è questo che vuoi?&#8217; <em>ed io risposi &#8216;</em>&#8216;Sì, lo voglio più di qualsiasi altra cosa al mondo!&#8217;<em>.</em>»</p><cite>John Frusciante racconta il momento decisivo in cui ha deciso entrare a far parte dei RHCP piuttosto che dei Thelonious Monsters</cite></blockquote>



<p>«<em>(Rick Rubin ride, ndt)</em> Dovevano trovare il modo di dirlo a <strong>Blackbyrd</strong>, così volevano essere certi che io fossi sicuro di quello che volevo fare. Così ho chiamato <strong>Bob</strong> e gli ho detto che sarei stato felice di suonare ad ogni spettacolo che avevano già fissato <em>(i Thelonious Monsters, ndr)</em>, ma anche che mi avevano chiesto di entrare nei <strong>Red Hot Chili Peppers</strong> ed avevo accettato e lui mi rispose <strong><em>&#8216;Eh, tanto lo sapevo che andava a finire così…&#8217;</em></strong> <em>(ridono, ndt)</em>. <strong>E così ho fatto qualche spettacolo con loro nelle settimane successive, mentre iniziavo le prove con i Chili Peppers ed il batterista era proprio D.H. Peligro che mi aveva presentato Flea, che aveva smesso di suonare con me proprio perché era entrato nei Chili Peppers.</strong>»</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="467" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/dh.jpg" alt="" class="wp-image-3217" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/dh.jpg 700w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/dh-500x334.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>I Red Hot Chili Peppers con John Frusciante (chitarra, il secondo da sinistra) e D.H. Peligro (batteria, il quarto da sinistra)</figcaption></figure></div>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Quindi tu sei entrato nei Chili Peppers prima che arrivasse Chad.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong>«Non lo sapevo, per qualche motivo pensavo che tu fossi stato l’ultimo arrivato, forse solo perché sei più giovane, ecco perché avevo questa idea.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Certo …»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong>«Quindi tu eri nel gruppo e cosa successe?»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«<strong>Io, D.H., Anthony e Flea formavamo la band e facemmo un piccolo tour, chiamato Turd Town Tour, che attraversava il Midwest e … non andò molto bene!</strong> <em>(ridono, ndt)</em>. Fu molto disarticolato. <br><strong>D.H.</strong> era un grande batterista, pieno di energia, lo è tutt’ora, ma non era allineato allo spirito della band come noi. Per me era una questione vitale, del tipo <strong><em>&#8216;Se fallisco in questa cosa la mia vita è finita!&#8217;</em></strong>, capisci? <em>(ride, ndt). </em>Invece <strong>D.H.</strong> teneva in qualche modo le distanze, era un tour strano, c’era parecchia gente, ma ad esempio una sera ricordo che eravamo in un <em>cowboy-bar</em>, hai presente quei posti dove la gente va tutte le sere a bere? <br><strong>Anthony</strong> era furioso con il nostro manager per aver anche solo pensato di farci suonare in posto così … E abbiamo fatto uno show davvero brutto, abbiamo dovuto ricominciare i pezzi perché non ci sincronizzavamo sui tempi tra di noi e <strong>Flea</strong> ha dovuto fermare il brano e ricominciare …<br>Eravamo ad un punto basso come band, ma al di fuori eravamo grandi amici, ho rivisto recentemente delle foto di noi quattro insieme e da lì puoi vedere che eravamo davvero amici, venivamo tutti dallo stesso posto &#8230; quando Chad si è unito al gruppo, era uno forestiero, capisci, veniva da <strong>Detroit</strong> ed era un appassionato di <em>hard rock</em> che era venuto ad <strong>L.A.</strong> sognando magari di entrare in una band come i <strong>Guns&#8217;N&#8217;Roses</strong> o qualcosa di simile, quindi con <strong>Chad</strong> eravamo come mal assortiti, mentre con <strong>D.H.</strong> venivamo dalle stesse esperienze di vita o come le vuoi chiamare. Sta di fatto che abbiamo licenziato <strong>D.H. </strong>e fatto una tonnellata di audizioni per il batterista finché non è arrivato <strong>Chad</strong>. La storia nasce dal fatto che Denise Zoom, che era la moglie di Billy Zoom degli X, venne da me durante un concerto dei Fishbone con i Public Enemy al Santa Monica Civic, che tra l’altro si rivelò essere un concerto molto violento, c’erano anche delle armi, però il punto è che ad un certo punto lei venne da me e mi disse <strong><em>&#8216;John, ho il vostro nuovo batterista! Mangia batteria a colazione!&#8217;</em></strong> ed io da quel momento dicevo a tutti di quanto fosse sciocco dire <em>&#8216;mangia batteria a colazione&#8217;.</em>»</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Poi lui venne a fare l’audizione per noi, e quando se n’è andato eravamo tutti &#8230; perché ci aveva guidati per tutto il tempo, noi eravamo abituati a D.H. che tendeva a seguirci, ed invece Chad aveva tenuto le redini tutto il tempo, aveva cominciato con un lento </em>groove funk<em> e poi gradualmente andava sempre più veloce, sempre più veloce, sempre più veloce, fino a quando non ha cominciato a suonare ad una velocità folle, una roba tipo </em>speed metal<em>, è stato veramente impressionante. C’erano stati un altro paio di batteristi che non erano male, ma Chad fin da subito si è mostrato come la forza motrice della band, capisci?»</em></p><cite>John Frusciante racconta l&#8217;audizione di Chad Smith prima del suo ingresso nei Red Hot Chili Peppers</cite></blockquote>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong>«Sì!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Una volta che se n’è andato Flea ha detto <strong><em>&#8216;questo mangia davvero batteria a colazione!&#8217;</em></strong> <em>(ridono, ndt)</em>. Sembrava così fuori di testa, perché via via che andava più veloce gridava <strong><em>&#8216;Fottetevi! Fottetevi!&#8217;</em></strong>, ci stava mettendo davvero un sacco di energia, anche nel modo in cui picchiava ed era davvero divertente. La cosa che ci ha colpito è stata anche che dal momento in cui ha cominciato a suonare, Anthony ha cominciato ad avere un attacco di risa e quando Anthony comincia a ridere va avanti per minuti, tipo dieci minuti buoni, e questo è successo quando Chad ha cominciato a suonare ed era contagioso, così anche io ho cominciato a ridere e ci siamo stesi sul pavimento dalle risate per quanta intensità c’era.»</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="739" height="546" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/mm.jpg" alt="" class="wp-image-3326" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/mm.jpg 739w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/mm-500x369.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/mm-95x71.jpg 95w" sizes="auto, (max-width: 739px) 100vw, 739px" /><figcaption>I Red Hot Chili Peppers all&#8217;epoca di Mother&#8217;s Milk, da sinistra a destra: Chad Smith, John Frusciante, Anthony Kiedis e Flea</figcaption></figure></div>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong>«Fantastico!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Ci abbiamo messo un paio di mesi di prove prima di permettere a Chad di proporre le sue parti di batteria per le canzoni che avevamo già scritto, era davvero nuovo nel gruppo. Gli abbiamo anche dato la possibilità di registrare un brano, <strong>&#8220;Taste The Pain&#8221;</strong>, per la colonna sonora di un film, mi ricordo che era il dicembre del 1988 ed era ancora prima che decidessimo di assumerlo, ma poteva essere una buona idea per vedere come sarebbero andate le cose, e lui disse<em> <strong>&#8216;Non posso, devo andare a Detroit per passare il Natale con la mia famiglia&#8217;</strong>.</em> Io mi chiedevo<em><strong> &#8216;Che diavolo ha questo tizio che non va, ma si rende conto dell’opportunità che ha avuto?&#8217;</strong></em>. C’era davvero la preoccupazione da parte mia che Chad non percepisse che grande band fossimo e che non apprezzasse davvero l&#8217;opportunità che stava avendo, sembrava davvero indifferente e noncurante di tutta la situazione, capisci? Mentre io ero così spaventato che ogni mossa che facevo mi portasse a sbagliare e non sarei più stato nel gruppo, Chad era proprio tranquillo al riguardo, che se ci pensi è proprio uno dei suoi pregi, quindi per quella registrazione chiamammo <strong>Phillip &#8220;Fish&#8221; Fisher </strong>dei&nbsp;Fishbone, ma alla fin fine decidemmo che Chad era il nostro batterista.»</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - Taste the Pain (Official Music Video)" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/FLROyqwBgBE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>&#8220;Taste The Pain&#8221; è stata scritta per la colonna sonora del film &#8220;Say Anything&#8221;, in cui ha recitato Ione Skye, storica fidanzata di Anthony Kiedis negli Anni &#8217;80</figcaption></figure>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong></mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">«Avete</mark> fatto qualche spettacolo con Chad prima di registrare l’album?»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Sicuramente abbiamo suonato con lui durante le registrazioni del disco, non sono sicuro se l’abbiamo fatto prima … facevamo delle piccole esibizioni nei week end, ad esempio nei college, e qualche show nei club qui e là, ma è buffo che io non abbia nessun ricordo di quale sia stato il primo concerto con Chad … Sicuramente durante le registrazioni del disco facevamo questi show nel weekend per racimolare qualche soldo in più e lui era sempre bravo, era bello suonare con qualcuno che era sulla tua stessa lunghezza d’onda, voglio dire, se io improvvisavo mi seguiva, ma potevi contare su di lui per avere il tempo.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Lui aiutava lo spettacolo ad essere sempre solido nel miglior modo possibile, che è una gran cosa.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Sì!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Quindi raccontami come è stato fare questo primo disco, era la prima volta che registravi in un vero studio di registrazione?»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Sì, era la prima volta. Ti avevo accennato alla canzone<strong> &#8220;Taste The Pain&#8221;</strong> e lì è filato tutto liscio, mi ricordo che le parti di basso, batteria e chitarra come le abbiamo suonate sono poi quelle che si sentono sul disco, come una registrazione dal vivo, sapevo che avrei registrato in studio, ma ero contento che tutto fosse andato così bene e tutto si fosse incastrato perfettamente. Ma quando registrammo <strong><em>Mother’s Milk</em></strong>, <strong>Michael Beinhorn</strong> aveva questa idea .. il produttore <strong>Michael Beinhorn</strong> aveva questa idea di estremizzare il<em> funk heavy metal</em> del gruppo e voleva che tutto fosse veloce e <em>&#8216;pushed&#8217;</em>. In studio di registrazione, per chi non lo sapesse quando ci si riferisce al tempo si può essere <em>&#8216;laid back&#8217;</em> <em>(più lenti e rilassati, dando maggiore feedback agli altri musicisti, ndt)</em> o <em>&#8216;pushing&#8217;</em> <em>(più veloci ed accelerati, con uno stile aggressivo che spicca rispetto agli altri membri, ndt)</em>, ma di solito quando si dice che qualcuno è troppo &#8216;<em>pushing</em>&#8216; si vuole sottintendere che dovrebbe fare un &#8216;<em>laid back</em>&#8216; migliore.»</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/beinhorn-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-3329" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/beinhorn-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/beinhorn-1-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/beinhorn-1-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/beinhorn-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/beinhorn-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Michael Beinhorn è uno dei produttori più famosi della scena musicale alternative USA: oltre ai RHCP, annovera nel suo curriculum artisti del calibro di Soundgarden, Hole, Marylin Manson, Korn</figcaption></figure>



<p>«Invece <strong>Michael Beinhorn</strong> voleva proprio che noi spingessimo tutto all’estremo ed io a quel tempo non avevo neanche mai sentito prima queste espressioni <em>&#8216;laid back&#8217;</em>, <em>&#8216;pushing&#8217; .</em>.. ero abbastanza certo che l’obiettivo fosse suonare a tempo ed il concetto del “laid back” io credevo fosse quello che già facevo spontaneamente impegnandomi nell’andare a tempo, invece lui voleva proprio che tutto fosse spinto estremamente forte e noi le suonavamo … anche adesso, quando riascolto l’album mi sembra che andavamo 10/15 bpm più veloce di quando le suoniamo dal vivo, e lui ce le faceva rifare perché non spingevamo abbastanza, veniva nella sala di registrazione e saltava agitando le mani in aria e sudando perché voleva che spingessimo fino all’estremo. So di persone che amano la Jungle drum’n’bass o la breakcore e che quando erano ragazzi amavano questo album proprio per questo motivo, per questa versione estrema e accelerata del <em>funk</em> che per certi aspetti non è diversa da quando velocizzi un <em>breakbeat</em>, capisci?»</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Io non sapevo cosa fosse il </em>&#8216;pushing&#8217; <em>e non potevo fare ciò che lui voleva che facessimo. Chad e Flea sembravano capire cosa lui volesse, ma si arrivava al punto in cui io non riuscivo a stare più al passo con Flea e Chad e lì pensavo &#8216;Questo succede perché faccio schifo, sono un fallito, sono il peggiore del gruppo&#8217; e così è andata a finire che praticamente tutto ciò che io suono in quel disco è stata sovraincisa perché non riuscivo ad entrare in quello stile di suono.»</em></p></blockquote>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Ti è risultato innaturale?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> <strong>«Sì, lo sentivo innaturale, ma se devo dirla tutta, ancora oggi, ma ancora di più in quel periodo, sentivo che suonare le canzoni più velocemente di come sono state pensate spingendo sempre al massimo risulta una cosa imbarazzante. È stato un album difficile da realizzare per me, non sapevo nulla del lavoro in studio di registrazione e gran parte del mio lavoro è consistito in me che suonavo con Michael Beinhorn seduto vicino ed io ero completamente all’oscuro di ciò che lui potesse considerare una buona registrazione o cosa non lo fosse. Sì, ho avuto un sacco di difficoltà a registrare quel disco per questa ragione, per quel periodo quella era una visione innovativa che influenzò molte persone in molti modi e lui aveva questa visione così chiara da farmi sentire che io non avessi alcuna voce in capitolo o uno spazio per adattarmi a ciò che lui voleva in un modo che mi risultasse confortevole. Lui aveva preso anche il controllo del processo di <em>mixaggio</em> e nessuno di noi era presente o ha avuto una versione finale del disco, non lo abbiamo nemmeno ascoltato. Le canzoni sono state ri-editate in modo totalmente differente da come le avevamo scritte e cose del genere &#8230; sì, è stata un’esperienza molto intensa.»</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="595" height="459" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_back.jpg" alt="" class="wp-image-1281" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_back.jpg 595w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_back-500x386.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 595px) 100vw, 595px" /><figcaption>Il retro copertina di Mother&#8217;s Milk, quarto album in studio della band pubblicato il 16 Agosto 1989, a poco meno di 14 mesi dalla scomparsa del compianto chitarrista co-fondatore, Hillel Slovak, a cui il disco stesso è stato dedicato.</figcaption></figure></div>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong> </mark>«E dopo siete andati in tour?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì, siamo stati in tour per circa un anno e mezzo … Ehi c’è Anthony!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>Anthony Kiedis</strong></mark> «Ciao John!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «<em>(ridendo, ndt)</em> Ehi!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Ehi, come stai?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Ciao Rick, spero di non interrompervi!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «No, va tutto bene, stavo avendo una lezione di storia che mi affascina molto, la amo e penso che piacerebbe anche a te, magari non sai i retroscena della storia di cui eri parte tu stesso &#8230;»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Di chi?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Di John!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «I retroscena di John? <em>(con voce un po’ stupita, mentre John ride, ndt)</em>»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «John prima della band, è interessante!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Avevo incontrato John …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «<em>(ridendo, ndt)</em> È vero non le ho raccontate, ci sono un paio di connessioni tra me e Anthony di cui non ho parlato …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Anthony, qual è il tuo racconto del tuo incontro con John?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «È qualcosa di un po&#8217; raccapricciante … vediamo … i Red Hot Chili Peppers avevano uno show a …<strong>Pasadena</strong>?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì, al Perkins Palace.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Al <strong>Perkins Palace</strong>, che era un luogo storico dove sono stati realizzati tanti bellissimi concerti compreso quello dei <strong>King Crimson</strong> in cui Flea è svenuto … Ma avevamo uno show lì ed io stavo attraversando un periodo nebuloso della mia vita in cui facevo largo uso di droghe e a volte arrivavo tardi per il concerto o altre volte non mi presentavo proprio perché ero un po&#8217; perso … a questo concerto in particolare stavo facendo tardi perché ero in centro a <strong>Los Angeles</strong> a comprare la droga, e quando sono arrivato era buio e c’era un parcheggio fuori dal Perkins Palace ed io stavo andando a farmi una dose da qualche parte nel parcheggio per approfittare del mio lato malato ed ho incontrato questi due bei fans eccitati e carichi per lo show, almeno lo erano per me, uno era <strong>John</strong> e l’altro era … Bill?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «No, era un ragazzo di nome <strong>Matt</strong>, il ragazzo che.. ok…»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">AK</mark> </strong>«Matt. Quindi John e Matt si sono avvicinati dicendo <em>(fa la voce eccitata, ndt)</em> <em>&#8216;Oh mio Dio, siamo qui per lo show, non vediamo l’ora! Che canzoni farete …&#8217;</em> e cose del genere ed io (sbrigativo) <em>&#8216;Ciao ragazzi, ci vediamo dentro tra un minuto&#8217;.</em>»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">.JF</mark> </strong>«No, non ci hai ignorato, Matt ha detto tipo <em>&#8216;Ehi Anthony, che fai qui?&#8217; </em>e tu <em>&#8216;No, niente, faccio una passeggiata contemplativa!&#8217;</em>» <em>(Ridono tutti, ndt)</em></p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong> </mark>«Un po&#8217; troppo contemplativa … Quindi io ero rimasto colpito dall’entusiasmo e dalla bella aura di queste belle persone che erano eccitate per lo show ed io mi sentivo un po&#8217; demoralizzato perché stavo attraversando questo periodo assurdo e sapevo che non sarei stato al meglio, cosa a cui tengo molto, ma avevo questa dipendenza in corso … Quindi ci siamo separati ed io ho trovato una scala e mi sono seduto per occuparmi dei miei affari sulla scala giusto per stare sufficientemente bene per potermi andare ad esibire, ed in seguito alzando gli occhi mi sono reso conto che ero sulla scala del Dipartimento di Polizia di Pasadena. Il luogo che avevo scelto per occuparmi dei miei loschi affari. Ero sfasato. Sono entrato, andato nel backstage, mi sono preparato con tutta la pittura fluorescente, le luci nere e la mia ragazza ed i compagni del gruppo erano arrabbiati con me … siamo andati sul palco e dato il massimo che potevamo, ma io non lo ero, non ero al mio meglio. <strong>Questa è stata la prima volta in cui ho incontrato John. </strong>John, qual è stata la seconda?»</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="468" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/pasadena.jpg" alt="" class="wp-image-3339" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/pasadena.jpg 800w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/pasadena-500x293.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/pasadena-768x449.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>La prima volta che Anthony Kiedis ha incontrato John Frusciante, in veste di fan, è stata in occasione del concerto al Perkins Palace di Pasadena (California), il 1° Agosto 1987 (Fonte: <a href="https://rhcplivearchive.com/show/aug-01-1987-pasadena-ca-1595" data-type="URL" data-id="https://rhcplivearchive.com/show/aug-01-1987-pasadena-ca-1595" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rhcplivearchive.com</a>)</figcaption></figure></div>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «C’è questo fatto divertente, penso fossimo nel 1986 … il mio patrigno è tornato a casa un giorno e mi ha raccontato che era fermo sulla superstrada nel traffico e mangiava una banana, ed ha buttato la buccia di banana fuori dal finestrino: un ragazzo è saltato fuori dalla sua macchina ha preso la buccia di banana e gliel’ha ributtata attraverso il il finestrino mentre faceva varie osservazioni sulla banana, su di lui e sul fatto di tenersela in macchina … Un giorno io ero in macchina con Anthony, saranno stati due anni dopo, ed Anthony mi ha raccontato la stessa storia … solo che era lui il ragazzo che era sceso di macchina, aveva raccolto la buccia di banana e l’aveva rigettata attraverso il finestrino!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Fantastico!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «È pazzesco!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Sì, era il mio lato un po&#8217; arrogante &#8230; molto tempo prima mi era capitato di vedere a La Brea gente che aveva buttato dal finestrino un sacchetto del McDonald&#8217;s con patatine, carta e bicchieri che volavano tutto intorno ed ho fatto la stessa cosa, le ho raccolte e gliele ho ributtate in macchina ed è finita con loro che mi inseguivano per tutta la zona nord di La Brea lanciandomi gli hamburgers come armi e io che li schivavo. E da ragazzino facevo lo stesso: quando vedevo qualche bimbo buttare le carte delle caramelle nei cespugli partivo <em>&#8216;No no no no no! È un cespuglio, non puoi rovinare il cespuglio!&#8217;</em>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Poi c’è stato questo periodo in cui era morto Hillel Slovak, Jack Irons aveva lasciato la band ed io e Flea eravamo in un vortice di energia del tipo </em>&#8216;amiamo queste persone, ma dobbiamo continuare a fare musica insieme&#8217; <em>ed è difficile trovare le persone giuste con cui fare musica, è questione di chimica, possono esserci le persone più ben intenzionate del mondo, ma tu devi trovare quella connessione assurda, piena d’anima e totalizzante …»</em></p><cite>Anthony Kiedis e la sua visione di band</cite></blockquote>



<p>«Abbiamo provato a suonare con <strong>Blackbyrd McKnight</strong> come chitarrista e <strong>D.H. Peligro</strong> come batterista e non funzionava come avrebbe dovuto … Flea mi disse che c’era questa sorta di ragazzo prodigio della San Fernando Valley che sarebbe diventato un fenomeno della chitarra e sapevo che <strong>Bob Forrest</strong> dei <strong>Thelonious Monster</strong> voleva ingaggiare questo giovane ragazzo <strong>John Frusciante</strong> affinché si unisse alla sua band e un sacco di campanelli hanno cominciato a suonarmi in testa, allora ne ho parlato con Flea e lui mi ha detto che aveva fatto delle jam con questo giovane e lo aveva trovato estremamente valido … Quindi sono andato in questo garage a vedere l’audizione di John per i <strong>Thelonious Monster</strong> ed in qualche modo dovevo intervenire, non potevo lasciare che accadesse! <em>(Rick ride, ndt)</em> Era troppo perfetto per ciò che facevamo ed io in quella fase della mia vita ero probabilmente un punk egoista e ricordo di aver scambiato qualche parola con John nel vialetto del tipo <strong><em>&#8216;È stata un’ottima audizione, ma non valuteresti di unirti alla nostra band piuttosto che a questa?&#8217;</em></strong> o almeno questo è il mio vago ricordo, magari John ha un quadro più chiaro …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì sì, ne ho parlato!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «L’hai fatto!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Sì, alla base c’è la stessa sequenza di eventi.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong> </mark><strong>«Sì, e come ho detto, trovare questa persona, queste persone con cui davvero hai una connessione su un piano invisibile e sai che possono sentirti e tu puoi sentirli ed in qualche modo unire le proprie energie musicali per creare suoni e canzoni e condividere la vita, è una sorta di intervento divino quando accade perché come ho già visto più volte è un incastro difficile da trovare.»</strong></p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Assolutamente!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Sì!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Cosa ricordi di quelle prove, delle prove dei Thelonious con John, che ti ricordi?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Mi ricordo di essere rimasto rapito dalla personalità di John, si esibiva con queste persone più grandi di lui e con più esperienza ed era la forza dominante, pieno di energia. Era giovane e nessuno aveva intaccato il suo entusiasmo ed il suo amore per la musica o gli aveva messo in testa idee sul come doversi esibire, ed era anche una persona piacevole da frequentare e divertente. Sapeva suonare ed imparava i brani molto velocemente e mi piaceva come persona, infatti in quel periodo ero molto amico con John e mi piaceva passare il tempo in sua compagnia.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Ti ricordi la prima volta in cui avete suonato sul palco insieme?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Beh, mi ricordo piuttosto bene il palco dell&#8217;<strong>Hully Gully</strong> dove facevamo le prove, John suonava … suonavi una <strong>Ibanez</strong>?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì, ce l&#8217;avevo!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Sì, che era una cosa nuova e diversa per noi, mi pare fosse decorata con del collage?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì, avevo due chitarre, una interamente ricoperta con delle donne nude sotto la finitura e quest&#8217;altra … mi sa che non avevo la <strong>Ibanez</strong>, la chitarra con le donne nude era quella che avevo quando sono entrato nel gruppo …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Che fine ha fatto?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Era una chitarra da esibizione, le realizza questo ragazzo di Nord Hollywood …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Adesso devo pensare a quale sia stato il nostro vero primo concerto …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Era stato in Texas …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong> </mark>«Cosa?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Giusto … No! … Arizona! Arizona! <strong>Phoenix</strong>!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Un concerto singolo?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong> </mark>«Facemmo questo concerto a Phoenix, poi suonammo al<strong> John Anson Ford</strong> <em>(un anfiteatro di Los Angeles, ndr)</em>, fu il secondo concerto.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Wow!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì!» <em>(Ridono, ndt)</em></p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Sì, di questo concerto in Arizona ricordo solo che dovevamo andarci, ma il John Anson Ford me lo ricordo molto bene perché decidemmo di indossare dei costumi.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì, indossavamo tipo dei costumi da supereroi …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Sì, tranne per il nostro batterista, <strong>D.H.</strong>, che indossava un costume da calabrone, con suo grande disappunto perché lo odiava, e noi non capivamo… <em>&#8216;Perché odia il costume da calabrone? È stupendo e c&#8217;era questa ape gigante che suona la batteria…&#8217;.</em> Stava scomodo e poi scoprimmo che anche John Belushi che si era vestito da calabrone al <strong>Saturday Night Live</strong> detestava il costume da calabrone!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Anthony, ti ricordi il primo concerto con Chad?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Aspetta … sì sì me lo ricordo era al <strong>Roxy</strong>!» <em>(teatro a West Hollywood, il 22 Gennaio 1989, ndr)</em></p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Oh … ma sul serio?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Era il primo o il secondo.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Mi sa che hai ragione … sì, mi sa che hai ragione …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK </strong></mark>«Sì, ed era in ritardo. Era in grande ritardo!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong> </mark>«Wow!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Chad é una forza della natura. La sua audizione, che si svolse con John e Flea all&#8217;Hully Gully fu profonda ed indimenticabile. Avevamo suonato con una serie di batteristi interessanti, potevano fare bene determinate cose. Poi Denise Zoom, la ex di Billy Zoom, ci suggerì questo ragazzo di Detroit, in Michigan. Chad arrivò tutto tranquillo e sicuro di sé, capisci, non poteva importargli meno di chi noi pensassimo di essere, ed in quel periodo pensavamo di essere parecchio … Si è seduto e ci ha fatto perdere la testa a tutti con la sua potenza ed il suo stile. Flea di solito era colui che guidava le danze ed ora aveva questo ragazzo, Chad Smith, che mangiava batteria a colazione e prendeva il controllo della situazione e ridevamo tutti istericamente per tenere il passo con il suo crescendo dietro la batteria. Poi siccome aveva questa gigante massa di capelli in stile <em>glam rock</em>, gli abbiamo detto <em>&#8216;Rasati la testa e avrai il posto nella band&#8217;</em> e lui rispose tipo <em>&#8216;Non credo mi interessi!&#8217;</em>»</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="400" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/red-hot-chili-peppers-mm.jpg" alt="" class="wp-image-2267" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/red-hot-chili-peppers-mm.jpg 700w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/red-hot-chili-peppers-mm-500x286.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>I Red Hot Chili Peppers nel 1989</figcaption></figure></div>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong> </mark>«Wow!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong> </mark>«<em>&#8216;No no no, hai il posto, devi solo rasarti la testa&#8217;</em> e lui <em>&#8216;Grazie, ma anche no&#8217;</em>. E noi eravamo colpiti da quanto questo ragazzo fosse sicuro nelle sue convinzioni da rifiutare di rasarsi la testa per entrare a far parte della nostra band, cosa che forse ce lo faceva apprezzare ancora di più. E poi é arrivato tardi al suo primo concerto.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF </strong></mark>«Ero così arrabbiato con lui …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong> </mark>«Per non essersi rasato o per l&#8217;essere in ritardo?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong> </mark>«Per l&#8217;essere in ritardo, mi ricordo … anche perché avevo già avuto dei sentimenti del tipo <em>&#8216;Questo ragazzo non si rende conto di che grande band siamo e si presenta pure in ritardo, che diamine ha questo ragazzo che non va?&#8217;</em>»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «È così divertente!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong> </mark>«Lo è, lo è.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong> </mark>«Mi ricordo che stava continuando ad andare … era impegnato con la scuola di musica GIT o la scuola di batteria o qualsiasi cosa fosse ed alle sue prime prove quando era appena entrato nel gruppo io gli dissi <em>&#8216;Ora lascerai la scuola di musica, giusto?&#8217;</em> E lui <em>&#8216;No, i miei genitori l&#8217;hanno già pagata quindi continuerò ad andarci!&#8217; </em> Ed io gli risposi <em>&#8216;Ma non capisci, questa è una band di successo internazionale (ridono tutti, ndt), ora puoi mantenerti facendo questo, non hai bisogno di andare alla scuola di musica, capisci?&#8217;</em>. È stato davvero difficile da arruolare!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Parliamo di quando dicevate che a vostro avviso questa fosse la miglior band del mondo: in realtà, nel periodo di cui stiamo parlando, avreste detto che i Chili Peppers erano la band di maggior successo ad LA?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Eravamo internazionalmente famosi … ad Hollywood! Voglio dire, dipende a chi lo chiedevi! Ad esempio, nel nostro primo spettacolo, nel 1983, suonavamo una sola canzone perché era l&#8217;unica canzone che avevamo, e dopo quell&#8217;esibizione, se tu mi avessi chiesto chi era la band più popolare ad L.A. io ti avrei risposto <em>&#8216;Siamo noi, ovviamente!&#8217;</em>. Avevamo questo pompato senso di chi fossimo, ma non derivava semplicemente da una prospettiva narcisistica, nel nostro mondo noi percepivamo che avremmo potuto fare qualcosa di speciale e sentivamo dentro di noi di essere speciali. Nel momento in cui John si è unito alla band avevamo già avuto degli alti e bassi, ma di certo potevamo dire ancora la nostra, almeno a L.A. per quanto ne sapevamo. Non era così, John?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì, io direi che in quel periodo le altre band che sembravano avere un certo livello di popolarità simile erano i <strong>Jane&#8217;s Addiction</strong> e i <strong>Fishbone</strong>, almeno nel nostro genere, voglio dire, c&#8217;erano anche band <em>heavy metal</em> e altre, ma erano generi completamente diversi che spesso suonavano in luoghi completamente diversi … Ma per quanto riguarda una sorta di radici punk io direi che queste tre band erano quelle che suonavano allo stesso livello e negli stessi posti.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Quindi ok, possiamo dire che non eravamo veramente famosi nel mondo in quel periodo …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Ma per me la band avrebbe potuto … non avevamo suonato ovunque nel mondo, ma ero certo che la band avrebbe potuto suonare nei club praticamente ovunque volessimo.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Sì, potevamo suonare a Dingwall ed in UK.»</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>John Frusciante: in arrivo delle ristampe in vinile di alcuni suoi album solisti?</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/john-frusciante-in-arrivo-delle-ristampe-in-vinile-di-alcuni-suoi-album-solisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Cusano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Aug 2022 07:27:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[John Frusciante]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dallo studio]]></category>
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					<description><![CDATA[A quanto pare, una parte dei lavori solisti rilasciati da John Frusciante tra il 2004 e il 2005 (ma non solo) stanno per tornare disponibile in vinile attraverso alcune ristampe che sarebbero già pre-ordinabili sul sito merchbar.com. Tra i lavori selezionabili sul sito al momento ci sono: Inside Of Emptiness, Curtains, Sphere In The Heart Of Silence, Empyrean ed Enclosure. Al momento Merchbar sembra essere l&#8217;unico sito a rendere disponibili questi prodotti, e sulla rete, a parte questo topic su Reddit, primo diffusore della notizia, non si hanno altri indizi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A quanto pare, una parte dei lavori solisti rilasciati da <strong>John Frusciante</strong> tra il 2004 e il 2005 (ma non solo)  stanno per tornare disponibile in vinile attraverso alcune ristampe che sarebbero già pre-ordinabili sul sito <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.merchbar.com/search?q=john%20frusciante" data-type="URL" data-id="https://www.merchbar.com/search?q=john%20frusciante" target="_blank">merchbar.com</a>. Tra i lavori selezionabili sul sito al momento ci sono: <strong><em>Inside Of Emptiness</em></strong>, <em><strong>Curtains</strong></em>, <strong><em>Sphere In The Heart Of Silence</em></strong>, <strong><em>Empyrean</em></strong> ed <strong><em>Enclosure</em></strong>. <br>Al momento Merchbar sembra essere l&#8217;unico sito a rendere disponibili questi prodotti, e sulla rete, a parte questo<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.reddit.com/r/John_Frusciante/comments/wpbzn7/merchbar_is_reissuing_most_of_johns_records_are/" data-type="URL" data-id="https://www.reddit.com/r/John_Frusciante/comments/wpbzn7/merchbar_is_reissuing_most_of_johns_records_are/" target="_blank"> topic su Reddit</a>, primo diffusore della notizia, non si hanno altri indizi. </p>
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