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	<title>Approfondimenti &#8211; VeniceQueen.it</title>
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	<title>Approfondimenti &#8211; VeniceQueen.it</title>
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		<title>I 5 migliori momenti dell&#8217;anno in casa Red Hot Chili Peppers</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianmarco Minossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo tre anni intensi spesi in giro per il mondo in un mastodontico tour a supporto degli ultimi due album in studio, che ha visto il ritorno in grande stile di John Frusciante, i Red Hot Chili Peppers hanno vissuto un anno sabbatico lontano dai riflettori, nonostante i progetti solisti che hanno visto Flea e Chad Smith impegnati nelle loro rispettive attività. Stando alle ultime dichiarazioni dei nostri, il ritorno in studio è previsto nei prossimi mesi: ovviamente allo stato attuale non ci sono le condizioni che possano far presagire all&#8217;annuncio di un tour per il 2026, ma sognare non costa nulla. Intanto, come consuetudine da qualche anno a questa parte, vi proponiamo quelli che secondo noi sono stati i 5 momenti più significativi in casa Red Hot, in questo 2025 che sta per andare in archivio. 5 &#8211; CHAD SMITH AL TRIBUTO DI OZZY OSBOURNE Il 5 luglio, il nostro Chad Smith ha preso parte al mega tributo dedicato a Ozzy Osbourne, al suo addio alle scene musicali, al Villa Park di Birmingham, città che ha dato i natali al Principe delle Tenebre: all&#8217;evento erano presenti, tra gli altri, Billy Corgan, Tom Morello, Steven Tyler e Slash. Un momento &#8230;]]></description>
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<p>Dopo tre anni intensi spesi in giro per il mondo in un mastodontico tour a supporto degli ultimi due album in studio, che ha visto il ritorno in grande stile di <strong>John Frusciante</strong>, i<strong> Red Hot Chili Peppers </strong>hanno vissuto un anno sabbatico lontano dai riflettori, nonostante i progetti solisti che hanno visto <strong>Flea </strong>e <strong>Chad Smith </strong>impegnati nelle loro rispettive attività. Stando alle ultime dichiarazioni dei nostri, il ritorno in studio è previsto nei prossimi mesi: ovviamente allo stato attuale non ci sono le condizioni che possano far presagire all&#8217;annuncio di un tour per il 2026, ma sognare non costa nulla. Intanto, come consuetudine da qualche anno a questa parte, vi proponiamo quelli che secondo noi sono stati i 5 momenti più significativi in casa Red Hot, in questo 2025 che sta per andare in archivio.</p>



<p><strong>5 &#8211; CHAD SMITH AL TRIBUTO DI OZZY OSBOURNE</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="686" height="386" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/chad.jpg" alt="" class="wp-image-5264" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/chad.jpg 686w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/chad-500x281.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 686px) 100vw, 686px" /></figure>



<p>Il 5 luglio, il nostro <strong>Chad Smith </strong>ha preso parte al mega tributo dedicato a <strong>Ozzy Osbourne</strong>, al suo addio alle scene musicali, al Villa Park di Birmingham, città che ha dato i natali al <em>Principe delle Tenebre</em>: all&#8217;evento erano presenti, tra gli altri, <strong>Billy Corgan, Tom Morello, Steven Tyler e Slash</strong>. Un momento particolarmente significativo e che rimarrà negli annali del rock, dal momento che il leggendario frontman dei <strong>Black Sabbath</strong> è scomparso appena 18 giorni dopo.</p>



<p><strong>4 &#8211; IL LIVE A NEW YORK DI ANTHONY E CHAD</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="526" height="939" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/ak.jpg" alt="" class="wp-image-5265" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/ak.jpg 526w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/ak-280x500.jpg 280w" sizes="auto, (max-width: 526px) 100vw, 526px" /></figure>



<p>A metà dicembre, <strong>Anthony Kiedis </strong>e <strong>Chad Smith </strong>hanno preso parte a un mini set svoltosi al Capitol Theatre di Port Chester, a New York, in occasione della festa privata di <strong>Eldridge Industries</strong>, il gruppo guidato dal finanziere Todd Boehly. All&#8217;evento hanno partecipato nomi di spicco del calibro di <strong>Slash, Eddie Vedder, Andrew Watt, Duff McKagan </strong>e <strong>Yungblud</strong>, che hanno sfornato performances degne di nota. Menzione speciale per il nostro Anthony, che si è cimentato con ottimi risultati in cover di brani come <em>Ace of Spades</em> dei <strong>Motörhead</strong>, <em>Search and Destroy</em> degli <strong>Stooges</strong> e <em>Nervous Breakdown</em> dei <strong>Black Flag</strong>. </p>



<p><strong>3 &#8211; IL SINGOLO DI DEBUTTO DI FLEA</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="476" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/flea.jpg" alt="" class="wp-image-5266" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/flea.jpg 800w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/flea-500x298.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/flea-768x457.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>Si chiama <em>A Plea</em>, ed è il singolo d&#8217;esordio di <strong>Flea</strong>, pubblicato il 2 dicembre, che anticipa l&#8217;uscita del suo nuovo album solista, previsto nel 2026 sotto l&#8217;etichetta <em>Nonesuch Records</em>. Un brano lungo ben otto minuti, scandito da basso e tromba, elementi distintivi della vita della <em>Pulce</em>, protagonista di un lungo monologo molto simile ad una supplica, ma nel quale viene fuori tutto l&#8217;amore del musicista per la vita, l&#8217;amore e la musica. Il brano vede inoltre la collaborazione di <strong>Mauro Refosco </strong>alle percussioni e di<strong> Chris Warren</strong>, tecnico di Chad, protagonista di alcun intermezzi vocali.</p>



<p><strong>2 &#8211; L&#8217;ANNUNCIO DI ANTHONY KIEDIS SULLA NUOVA MUSICA</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/kiedis-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5267" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/kiedis-1024x1024.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/kiedis-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/kiedis-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/kiedis-768x768.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/12/kiedis.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La bomba l&#8217;aveva già sganciata Flea la scorsa estate, ma ad ottobre Anthony Kiedis ha rincarato la dose: i <strong>Red Hot Chili Peppers </strong>sono al lavoro nella scrittura di nuovo materiale, per quello che sarà quasi sicuramente il seguito di <em>Return of the Dream Canteen</em>. Inutile sbilanciarsi in pronostici sulla data di uscita del disco, considerando che deve ancora cominciare il processo di registrazione: ma già di per sé, è una notizia certamente di non poco conto.</p>



<p><strong>1 &#8211; IL LIVE AL FIRE AID</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/maxresdefault-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-5198" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/maxresdefault-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/maxresdefault-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/maxresdefault-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/07/maxresdefault.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il 30 gennaio la band ha preso parte al Kia Forum di Los Angeles al&nbsp;<em>Fire Aid</em>, evento benefico organizzato per raccogliere fondi a supporto delle popolazioni colpite dagli incendi che in quelle settimane devastarono la California. Quattro i brani suonati, tutti con chiari riferimenti alla loro terra e a Los Angeles (<em>Dani California, Californication </em>e <em>Under The Bridge</em>), ma anche al fenomeno degli incendi (<em>Black Summer</em>), per quella che di fatto è stata l&#8217;unica esibizione del gruppo in tutto il 2025.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>NewTimes (1996) &#8211; Blood On The Tracks / John Frusciante: l&#8217;intervista inedita (e angosciante) del post abbandono alla band</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianmarco Minossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 19:15:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
		<category><![CDATA[John Frusciante]]></category>
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					<description><![CDATA[In una lunga, angosciante ed inedita intervista datata Novembre 1996, John Frusciante mostra al mondo tutta la sua fragilità dovuta alla tossicodipendenza degli anni bui fuori dai Red Hot Chili Peppers, quelli del (primo) post-abbandono alla band. L&#8217;intervista, pubblicata a suo tempo sul settimanale New Times dal giornalista Robert Wilonsky, è stata tradotta integralmente in italiano dallo Staff di VeniceQueen.it. Buona lettura! Traduzione a cura di Francesco Abruscato, Simone Melissano e Gianmarco Minossi Fonte: invisible-movement.net SANGUE SULLE TRACCE Quattro anni dopo aver lasciato i Chili Peppers, John Frusciante abbraccia i suoi demoni I suoi denti superiori sono quasi andati, adesso. Sono stati sostituiti da piccole tracce di bianco che spuntano dalle gengive. Quelli inferiori, sottili e marroni, sembrano stiano per cadere se lui tossisse un minimo più forte. Le sue labbra appaiono sottili ed aride, contornate di sputo così denso da sembrare dentifricio. I suoi capelli, accorciati fino al teschio. Le sue unghie, o quantomeno gli spazi dove un tempo vi erano delle unghie, sono annerite dal sangue. I suoi piedi, le sue caviglie, le sue gambe, sono tappezzate di bruciature da ceneri di Camels, cadute inosservate. La sua carne abbraccia lividi, croste e cicatrici. Indossa una maglia di flanella, &#8230;]]></description>
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<h4 class="wp-block-heading">In una lunga, angosciante ed inedita intervista datata Novembre 1996, <strong>John Frusciante</strong> mostra al mondo tutta la sua fragilità dovuta alla tossicodipendenza degli anni bui fuori dai <strong>Red Hot Chili Peppers</strong>, quelli del (primo) post-abbandono alla band. L&#8217;intervista, pubblicata a suo tempo sul settimanale <em>New Times</em> dal giornalista <strong>Robert Wilonsky</strong>, è stata tradotta integralmente in italiano dallo Staff di <strong><em>VeniceQueen.it.</em></strong> Buona lettura!</h4>



<h5 class="has-text-align-right wp-block-heading">Traduzione a cura di <strong>Francesco Abruscato</strong>, <strong>Simone Melissano</strong> e <strong>Gianmarco Minossi</strong></h5>



<h5 class="has-text-align-right wp-block-heading">Fonte: <a href="https://invisible-movement.net/v/index.php?/category/album-11newtimes" target="_blank" rel="noreferrer noopener">invisible-movement.net</a></h5>



<hr class="wp-block-separator"/>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_cover.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="807" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_cover-807x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5098" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_cover-807x1024.jpg 807w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_cover-394x500.jpg 394w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_cover-768x975.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_cover-1210x1536.jpg 1210w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_cover-1614x2048.jpg 1614w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_cover.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 807px) 100vw, 807px" /></a></figure>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page01-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="794" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page01-794x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5099" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page01-794x1024.jpg 794w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page01-388x500.jpg 388w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page01-768x990.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page01-1192x1536.jpg 1192w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page01-1589x2048.jpg 1589w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page01-scaled.jpg 1986w" sizes="auto, (max-width: 794px) 100vw, 794px" /></a></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page02.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="562" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page02-1024x562.jpg" alt="" class="wp-image-5100" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page02-1024x562.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page02-500x275.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page02-768x422.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page02-1536x843.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/11_newtimes_page02.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></div>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>SANGUE SULLE TRACCE</strong></h3>



<h5 class="wp-block-heading"><em>Quattro anni dopo aver lasciato i Chili Peppers, <strong>John Frusciante </strong>abbraccia i suoi demoni</em></h5>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_john.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="496" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_john.jpg" alt="" class="wp-image-5103" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_john.jpg 640w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_john-500x388.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure></div>



<p>I suoi denti superiori sono quasi andati, adesso. Sono stati sostituiti da piccole tracce di bianco che spuntano dalle gengive. Quelli inferiori, sottili e marroni, sembrano stiano per cadere se lui tossisse un minimo più forte. Le sue labbra appaiono sottili ed aride, contornate di sputo così denso da sembrare dentifricio. I suoi capelli, accorciati fino al teschio. Le sue unghie, o quantomeno gli spazi dove un tempo vi erano delle unghie, sono annerite dal sangue. I suoi piedi, le sue caviglie, le sue gambe, sono tappezzate di bruciature da ceneri di Camels, cadute inosservate. La sua carne abbraccia lividi, croste e cicatrici. Indossa una maglia di flanella, parzialmente abbottonata; i pantaloni colo khaki, punteggiati da macchie di sangue asciutto.<br>Ci sono state voci di corridoio all&#8217;interno del mondo rock di Hollywood &#8211; storie che nessuno ha mai negato, in gran parte perché a nessuno importava oramai granché. C&#8217;erano sussurri riguardo come lui fosse stato rintanato nella sua dimora ad Hollywood Hills, un posto al quale pochi osavano avvicinarsi per via del fetore. Molti mormoravano fosse l&#8217;odore della morte, in più animati momenti, o più probabilmente si trattava dell&#8217;odore di feci ed urina accumulate durante i mesi.<br>C&#8217;erano storie riguardo un&#8217;ex-rockstar, chitarrista di una band, che adesso vedeva solamente una piccola porzione dell&#8217;esterno, che passava il tempo a leggere, scrivere, suonare, e dipingere. Ed a bucarsi.<br>Ma non sono solo voci, John Frusciante sta vivendo il cliché &#8211; la rockstar rintanata nel Chateau Marmont, dove nomi più grandi di lui sono entrati per controllare le sue condizioni.<br>Quattro anni fa era in una delle più grandi band rock-and-roll di tutti i tempi, il chitarrista dei <strong>Red Hot Chili Peppers</strong>, nel periodo in cui la band scalava i ranghi delle classifiche radio ed approdava nelle arene.<br>Adesso è un&#8217;anima transitoria nei corridoi infestati nascosti.<br>Il salone della sua casa è riempito di soli CD (da <strong>Bowie</strong> a <strong>Devo</strong>, ai suoi preferiti, i <strong>King Crimson </strong>ed i <strong>Nirvana</strong>), sparsi sul pavimento, bottiglie d&#8217;acqua minerale, sigarette, giornali e cuscinetti di alcool sterile.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_chateau-marmont.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="817" height="427" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_chateau-marmont.jpg" alt="" class="wp-image-5106" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_chateau-marmont.jpg 817w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_chateau-marmont-500x261.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_chateau-marmont-768x401.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 817px) 100vw, 817px" /></a></figure></div>



<p>Frusciante è rintanato nello <strong>Chateau Marmont</strong> questa notte poiché è stato cacciato fuori dalla sua casa ad Hollywood Hills, perché non pagava l&#8217;affitto, ed adesso non ha un indirizzo permanente.<br>Dopo questa intervista è stato accompagnato fuori dallo Chateau Marmont, e cacciato via dal <strong>Mondrian</strong>.<br>Pochi giorni fa, un collega recentemente ha parlato con Frusciante, dice di non vederlo da più di una settimana.<br>Quando cose di questo genere accadono, la gente si rassegna: «Beh, magari è morto».<br>Frusciante è il primo a menzionare l&#8217;eroina nei primi 5 minuti di intervista, non di meno, eppure, alla fine di un&#8217;esaustiva notte d&#8217;intervista, lui chiede che i dettagli della sua vita da tossico non siano rivelati; per paura che i poliziotti possano interferire con lui, e che ogni articolo riguardo i suoi hobby potrebbero portargli attenzione. Ma questo piccolo sprazzo della sua fragile, decadente, figura rivela una verità che, sfortunatamente, il suo silenzio non avrebbe mai potuto nascondere.<br><strong>Sembra 20 anni più vecchio dei giorni passati con i Peppers, la sua voce è rauca e sbiadita adesso. Non mangia cibo, bensì ingerisce grosse soluzioni di calorie in scatola, normalmente utilizzate da anziani ed invalidi.</strong><br>Gli piace il modo in cui il suo corpo appare &#8211; uno scheletro ricoperto di pelle &#8211; perché questo era il modo in cui <strong>David Bowie</strong> appariva in &#8220;<em>The Man Who Fell to Earth</em>&#8220;.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Frusciante dice di aver rischiato di morire a Febbraio; ci ha spiegato che il suo corpo conteneva <em>«un dodicesimo della quantità normale di sangue, e che quel sangue era infetto. Il mio corpo non produceva più nessun nuovo globulo rosso». </em></p></blockquote>



<p>Allora ha abbandonato le droghe per un po&#8217; di tempo e si è ripulito, quanto più poteva. Ma non vedeva bene il mondo da quegli occhi morenti, non lo sentiva bene attraverso quelle mani intorpidite. Gli spiriti non gli facevano visita, gli spettri non gli parlavano; la porta che l&#8217;eroina gli aveva aperto era stata chiusa, e lui avrebbe voluto riaprila anche sapendo che l&#8217;avrebbe ucciso.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_mothers.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="350" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_mothers.png" alt="" class="wp-image-5108"/></a></figure></div>



<p>Quando Frusciante entrò nei Red Hot Chili Peppers nel 1988, fu declamato come una cosa fresca e pulita &#8211; un ragazzo 17enne della California del Sud dalla faccia carina che contrasterebbe direttamente con il chitarrista originale <strong>Hillel Slovak</strong>, che morì nel Giugno di quell&#8217;anno per un&#8217;overdose di eroina. Frusciante entrò nella band giusto in tempo per registrare <em>Mother&#8217;s Milk</em>, che conteneva la hit meno famosa &#8220;Knock Me Down&#8221;, un pezzo violento su Slovak (<em>“Se mi vedi sballare, dammi una calmata”</em>) che potrebbe sembrare ironicamente ironico ora se non fosse così patetico in retrospettiva. Dopo tutto, lo stesso frontman <strong>Anthony Kiedis</strong> è appena scappato da quella spazzatura dopo anni in cui si è dichiarato pulito; il bassista<strong> Flea</strong> ne ha fatto uso; e l’attuale chitarrista <strong>Dave Navarro</strong> è un ex drogato.  L’ago e il danno insomma.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_bssm.png"><img loading="lazy" decoding="async" width="745" height="530" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_bssm.png" alt="" class="wp-image-5117" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_bssm.png 745w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_bssm-500x356.png 500w" sizes="auto, (max-width: 745px) 100vw, 745px" /></a></figure></div>



<p><strong>Frusciante lasciò i Peppers nel 1992 dopo aver passato un anno in tour con loro – un anno vedendo il numero persone moltiplicarsi tra il pubblico ad ogni concerto. Frusciante arrivò al punto di odiare il pubblico</strong> <strong>che cantava ogni singola parola e ballava ad ogni pezzo; non riusciva a capire l’unione tra artista e pubblico, e incominciò a detestare le persone che lo applaudivano e lo amavano senza conoscerlo.</strong> </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Non considero il me stesso dei primi due anni nei Chili Peppers un buon chitarrista, secondo i miei standard» </em>dice ora. <em>«Non sento di aver dato il 100 per cento nel prendere le emozioni e i colori che avevo nella mia testa per trasferirli adeguatamente alla chitarra e dentro al mondo a cui appartengono, dove diventano qualcosa di concreto invece di semplici emozioni che fluttuano nello spazio esterno. Ma poi sono diventato bravo quanto una persona normale potrebbe esserlo, e ogni sera quando avrei suonato, avrei suonato assoli diversi e diverse parti di chitarra. Ho solo avuto un buon rapporto con i fantasmi e i colori nello spazio esterno.»</em></p></blockquote>



<p>E musicalmente si sentì soffocato dalle strette strutture delle canzoni e dal fatto che la gente voleva sentire i pezzi più famosi allo stesso modo in cui erano stati registrati nell’album. Frusciante fu costretto dalle aspettative, soffocato come musicista, tagliato fuori dai fantasmi che volevano fargli suonare la loro musica.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Una canzone è un qualcosa da cui gli spiriti possono assumere emozioni, ma è qualcosa che l’essere umano non è capace di comprendere &#8211; eccetto me. Così loro ne prendono e li danno a me sotto forma di colore e di vibrazione e di emozione e di eco artistico nella mia testa, e allora posso trasformare queste cose in musica.»</em></p></blockquote>



<p>Tornato a <strong>Los Angeles</strong>, si sedette sul suo divano per quasi un anno, solo e depresso, incapace di produrre qualsiasi cosa. Si chiedeva se avesse preso la decisione giusta nel lasciare la band, o nell&#8217;essere capitato nel primo posto; sentiva di aver buttato via tutto il suo talento. Sperimentava solo la droga, fumando tabacco <strong><em>«ogni giorno quando avevo 20 anni»</em></strong>, dicendo che il suo primo rapporto con l&#8217;eroina fu dopo aver completato con la band una buona parte di<em> Blood Sugar Sex Magik</em>, staccando e riprendendo a fasi alterne. Ma, per fortuna, l&#8217;essere drogato diventò una sorta di salvezza, permettendogli di scrivere sul suo giornale, dipingere e registrare musica quotidianamente. Ora non può vivere senza le sue siringhe o le sue chitarre: tre di esse sono sparpagliate nel pavimento della sua suite Chateau, spesso accarezzando il loro collo mentre parla. </p>



<p><strong><em>«Di solito registravo ogni giorno»</em></strong>, spiega <strong><em>«ed è bello che possa farlo anche ora. Quando ero nella band, non avevo la possibilità di leggere libri, non potevo osservare l&#8217;arte, non potevo dipingere, non potevo suonare la chitarra, non potevo ascoltare musica, non potevo fare nulla, potevo solo stendermi sul divano depresso, così ho cominciato a drogarmi, potendo in questo modo tornare in vita, felice e cominciando a suonare ancora. Ma all&#8217;inizio non potevo esistere: ero così depresso che nemmeno parlavo alla gente. Ero solo la persona più speranzosa e miserabile che si fosse mai vista. Pensavo fossi un tramite per la musica e che sarei morto di depressione nel giro di un paio di settimane. Pensavo &#8216;sono nella testa di una persona che sta per morire!&#8217; Credevo che il mio corpo volesse abbandonarmi<strong><em>»</em></strong>. </em></strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em><strong>«</strong>Così decisi subito </em>&#8216;diventerò un drogato&#8217; <em>e il giorno seguente stavo meglio e mi sentivo più felice. Avevo semplicemente deciso. Senza l&#8217;eroina non sarei in grado di prendere il controllo di tutti i pensieri che scorrono nel mio cervello. Con essa ho il controllo totale, ho il controllo di tutto quello a cui penso e quando mi vengono in testa pensieri utili, lei non prende il sopravvento. Posso sbarazzarmene. Mi siederei qui, pensando a cosa sarebbe successo se non avessi agito in questo modo. Ma sono cose inutili a cui pensare, anche se è tutto quello a cui dovrei pensare, solo che devo dimenticarmene. Ho sempre avuto una buona disciplina, per come vada la mia testa. Ma questa cosa era troppo pesante. Con l&#8217;eroina avevo improvvisamente il potere di gestire tutte le cose che si insinuavano nella mia testa e pensare a qualcos&#8217;altro, ad esempio, se non fossi più stato in grado, improvvisamente, di avere il controllo del mio cervello.»</em></p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="709" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_niandra2.jpg" alt="" class="wp-image-5123" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_niandra2.jpg 800w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_niandra2-500x443.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_niandra2-768x681.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure></div>



<p>Nell’autunno del 1994, ha rilasciato il suo primo album solista per l’<strong>American Recordings</strong>, l’etichetta di proprietà di<strong> <em>Rick Rubin</em></strong>, che aveva prodotto <em>Blood Sugar Sex Magik</em>. La <strong>Warner Bros Records</strong>, l’etichetta dei Peppers, aveva i diritti sull’album a causa di una clausola rescissoria nel contratto di Frusciante con i Chili Peppers ma, dal momento che stava vivendo come un eremita e rifiutava di fare le interviste, l’etichetta passò tutto a Rubin senza pentirsene, e finalmente rilasciò l’album anche dopo l’insistenza di <strong>River Phoenix</strong>, del frontman dei <strong>Butthole Surfers</strong>, <strong>Gibby Haynes</strong>, e <strong>Johnny Depp</strong>. <br>In conclusione, l’album solista di Frusciante <strong><em>Niandra Lades and Usually Just a T-Shirt</em></strong> vendette all’incirca <strong>15.000 copie</strong> &#8211; un numero minuscolo se confrontato con le sei milioni di <em>Blood Sugar Sex Magik</em>. <br>Niandra Lades è un album bizzarro e complicato, due dozzine di tracce che aumentano sempre di più in modo frammentario e spaventoso man mano che l’album va avanti; qualsiasi fan dei Chili Peppers che ha ascoltato l’album si aspettava più punk-funk tanto da pensare che lo stereo fosse rotto.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h5 class="wp-block-heading"><em><strong>TRA I FANTASMI DEL PASSATO E LE SPERANZE FUTURE</strong></em></h5>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="597" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_sftsyh.jpg" alt="" class="wp-image-5128" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_sftsyh.jpg 600w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_sftsyh-500x498.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott_sftsyh-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p>Ancora oggi, Frusciante si aspetta di rilasciare un nuovo album all’inizio del nuovo anno, e David Katznelson, vice presidente della A&amp;R alla Warner Bros Records, ha confermato che sta tentando di far uscire il nuovo lavoro di Frusciante momentaneamente chiamato <strong><em>Smile from the Streets You Hold</em></strong> in qualche mese di primavera. L’album sarà rilasciato con la <strong>Birdman Records</strong> di Burbank di proprietà di Katznelson (casa preferita da alcuni avanguardisti come Thee Headcoats e Omoide Hatoba), con la Warner a capo di parte della distribuzione.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Questa roba non è sconosciuta per me»</em>, dice Katznelson riguardo alla musica di Frusciante. <em>«Rick e John hanno un forte rapporto, ma io continuavo a pensare alla musica di John e ad ascoltare l’album, e c’erano un paio di canzoni che ho pensato fossero così ispiranti, e ho pensato che se avessimo prodotto un altro album su un’etichetta indipendente avrebbe avuto molta più attenzione di quanto ne avrebbe avuta se fosse uscito con la American o la Warner. Così ho chiamato John, e ha colto l’occasione al volo.»</em></p><cite>David Katznelson, proprietario dell&#8217;etichetta indipendente Birdman Records, su <strong><em>Smile from the Streets You Hold</em></strong></cite></blockquote>



<p><strong><em>«È stato scritto in momenti diversi»</em></strong>, spiega Frusciante riguardo all’imminente album. Una canzone è stata composta addirittura 10 anni fa, quando aveva 17 anni e lui stava quasi per approdare nei Peppers.<strong><em> «Queste sono alcune delle migliori cose che io abbia mai registrato.»</em></strong><br>Dice di voler suonare qualcuno dei suoi nuovi pezzi, così si dirige verso uno stereo portatile e si mette a cercare delle cassette con le canzoni non mixate. Ma appena si mette ad armeggiare con la cassetta, riavvolgendo in avanti e indietro fino al punto esatto, spinge accidentalmente lo stereo dove è posizionata la cassa del latte. <em>“Figlio di puttana!”</em> urla, e da un calcio ad una pila di CD che svolazzano per la stanza. Poi, dopo un secondo o due, è di nuovo calmo e concentrato, è tutto sotto controllo.<br><em><strong>«Questa non è la cassetta col mio nuovo album»</strong></em>, spiega. <strong><em>«Questa è una cassetta con cose che sono sul mio nuovo album, ma non tutte ci sono. Ci sono molte cose che non sono sull’album, ma quelle che vi suonerò sono presenti.»</em></strong> Preme play e alza il volume, e la stanza si riempie col suono di questa canzone che sembra quasi essere uscita da un vecchio film spaghetti western di Sergio Leone; è bellissima e misteriosa, col suono ed energia moderati, le parole si muovono furtivamente tra una instabile melodia.<br><em>“Uccidi tua madre, uccidi tuo padre”</em>, dice una strana frase indimenticabile.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="472" height="354" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/frusciante-2.jpg" alt="" class="wp-image-5090" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/frusciante-2.jpg 472w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/frusciante-2-95x71.jpg 95w" sizes="auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px" /><figcaption>John Frusciante durante il suo periodo da tossicodipendente negli anni &#8217;90</figcaption></figure></div>



<p>La canzone è seguita da una parte strumentale che sembra abbandonarsi a se stessa &#8211; un assolo onirico ricolmo di tracce in <em>backwords </em>ed altri effetti eterei. È musica che ti perseguita &#8211; letteralmente i suoni inespressi dei demoni di Frusciante che prendono vita, una riproduzione non modificata dei suoni provenienti dalla sua testa &#8211; e quando Frusciante ascolta la propria musica, sembra di nuovo ingarbugliato all&#8217;interno delle note. Chiude i suoi occhi e sembra assopirsi, seppur lasciando che un&#8217;altra sigaretta appena accesa bruci fino alla sua fine, depositando le sue ceneri su di lui. Ma quando le canzoni terminano, sembra balzare di nuovo nella vita reale.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«L&#8217;eroina enfatizza qualunque cosa tu sia»</em>, spiega Frusciante. <em>«Tipo, se vuoi registrare della musica, ti aiuta a concentrarti su quella cosa in maniera maggiore, ma se vuoi rimanere a letto e non far nulla, ti aiuterà a far meglio anche quello. Ti aiuta a fare meglio qualunque cosa tu voglia. Almeno per me, non per le altre persone.» </em></p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/FRUSCIANTE-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="419" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/FRUSCIANTE-3.jpg" alt="" class="wp-image-5091"/></a><figcaption>John Frusciante con la ex fidanzata Toni Oswald</figcaption></figure></div>



<p><em>«</em><strong><em>Un sacco di persone &#8211; amici stretti che sono puliti, e che sono felici siano così &#8211; sanno che quando sono pulito perdo lo scintillio che c&#8217;è nei miei occhi, perdo la mia personalità, non sono felice, sono vuoto, tipo. Un sacco di persone dicono che quando sei sballato percepiscono un muro, ma ho tre ragazze, che amo e considero mie fidanzate, ed una di loro mi è venuta a trovare quando ero pulito a febbraio, mi ha chiamato subito dopo, e mi ha detto di aver percepito un muro. La mia testa funziona differentemente da quella della maggior parte delle persone, consequenzialmente le droghe mi influenzano in modo diverso».</em></strong></p>



<p>Frusciante insiste che vorrebbe tornare nuovamente sul palco; l&#8217;ultima volta in cui ha suonato fu in occasione della serata di Halloween al <strong>Viper Room</strong> (1993), quando morì l&#8217;attore, nonché suo grande amico e protettore, River Phoenix e gli piacerebbe formare una band per poter finalmente assemblare le sue canzoni pop, quelle che contengono verso-ritornello-verso, invece che solamente il verso. E sarebbe intenzionato a pubblicare anche le cassette delle jam sessions dei <strong>Three Amoebas</strong>, registrate anni fa con <strong>Flea</strong> e il batterista dei <strong>Porno for Phyros</strong>, <strong>Stephen Perkins</strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="The Three Amoebas - Washington Bullets (The Clash cover, 1998)" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/GWjQYWOvVIk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Katznelson dice che proverà ad aiutare Frusciante a pubblicare il suo materiale, trovandogli delle date per esibirsi e facendogli monetizzare il più possibile, in modo tale da non venire sfrattato da casa e dagli hotel. Ma sa che non sarà facile; non ci sono mai garanzie con una persona che si sta lentamente distruggendo, soprattutto se nessuno fa qualcosa per aiutarla a smettere. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Molti artisti hanno i loro demoni e lui è uno di questi»</em>, sostiene Katznelson. <em>«Se giudicassi la gente in base al loro stile di vita non lavorerei con nessuno. Lavoro con gente che ha tantissimi problemi, sostanze illegali o demoni interiori, ma ognuno è sullo stesso livello di problemi di un altro. Se mi fossi aspettato di fare un tour con lui e ci fossero stati in ballo delle grosse somme di denaro, mi sarei letteralmente strappato i capelli dalla testa, ma non c&#8217;è questa eventualità perché non ci sono grosse cifre in ballo. Voglio solo che la gente conosca il suo punto di vista, se vuole suonare o fare interviste … bene, se non vuole … amen. Penso che sia abituato.»</em></p></blockquote>



<p>Alla fine dei conti, Frusciante è semplicemente diventato un altro talentuoso musicista che infila un ago nelle sue braccia ogni tot di ore, mentre suona o dipinge, mentre legge o scrive, mentre prepara un nuovo disco o cerca una nuova casa, mentre vive o muore; in questi giorni le case discografiche sono piene di artisti, uomini o donne, come Frusciante ed i pubblicisti stanno lì per cercare di nascondere i vizi e le abitudini dei loro artisti.<br>Dopo la morte di Phoenix molti degli amici di Frusciante lo hanno abbandonato, dopo essere intervenuti per cercare di sarvargli la vita, stanchi di vederlo in questa decadenza, stanchi di assistere a questo lento suicidio, lui sa che che i suoi amici non vogliono più essergli a fianco, ma se ne sbatte il cazzo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><a href="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott-john-frusciante.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="794" height="564" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott-john-frusciante.jpg" alt="" class="wp-image-5146" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott-john-frusciante.jpg 794w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott-john-frusciante-500x355.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2025/06/bott-john-frusciante-768x546.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 794px) 100vw, 794px" /></a></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Hanno paura della morte, io no … non me ne frega un cazzo se vivo o muoio»</em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
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		<title>I Peppers e la questione mediorientale: breve excursus di una band non (troppo) &#8220;politica&#8221;</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/i-peppers-e-la-questione-mediorientale-excursus-di-una-band-non-troppo-politica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ntjr]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 18:33:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[di Paolo Tedeschi &#8220;I was born in a land, I don&#8217;t think you understandGod damn, what I amI&#8217;m a native of this place, please don&#8217;t kick me in my faceMy race has been disgracedWhen history books are full of shitI become the anarchist, I&#8217;m pissed at thisWhat this country claims to beIt&#8217;s a lie, no place for me, I bleed&#8221;Johnny, Kick A Hole In The Sky &#8211; dall&#8217;album Mother&#8217;s Milk (1989) Con questi versi iniziava &#8220;Johnny, Kick A Hole In The Sky&#8221;, uno dei pezzi più sottovalutati della carriera dei Red Hot Chili Peppers. In questo testo, Kiedis rivendica la storia dei nativi americani, come i veri appartenenti del suolo americano, nonché alle menzogne su cui si è poi basata la rappresentazione della storia della nazione. In occasione della ricorrenza dell&#8217;attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e da tutto ciò che ne è conseguito, prima nei confronti della popolazione di Gaza, della Cisgiordania ed ora del Libano, qualche riflessione sull&#8217;approccio della band alla materia, per meglio dire silenzio, è lecita. Se è pur vero che i Red Hot non sono famosi per essere una band &#8220;politica&#8221;, come potrebbero esserlo i fratellastri Rage Against The Machine o gli U2, è &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="has-text-align-right wp-block-heading">di Paolo Tedeschi</h4>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;I was born in a land, I don&#8217;t think you understand<br>God damn, what I am<br>I&#8217;m a native of this place, please don&#8217;t kick me in my face<br>My race has been disgraced<br>When history books are full of shit<br>I become the anarchist, I&#8217;m pissed at this<br>What this country claims to be<br>It&#8217;s a lie, no place for me, I bleed&#8221;</p><cite>Johnny, Kick A Hole In The Sky &#8211; dall&#8217;album Mother&#8217;s Milk (1989)</cite></blockquote>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Con questi versi iniziava &#8220;Johnny, Kick A Hole In The Sky&#8221;, uno dei pezzi più sottovalutati della carriera dei Red Hot Chili Peppers. In questo testo, Kiedis rivendica la storia dei nativi americani, come i veri appartenenti del suolo americano, nonché alle menzogne su cui si è poi basata la rappresentazione della storia della nazione.</p>



<p>In occasione della ricorrenza dell&#8217;attacco di <strong>Hamas</strong> del <strong>7 ottobre 2023</strong> e da tutto ciò che ne è conseguito, prima nei confronti della popolazione di Gaza, della Cisgiordania ed ora del Libano, qualche riflessione sull&#8217;approccio della band alla materia, per meglio dire silenzio, è lecita. </p>



<p>Se è pur vero che i Red Hot non sono famosi per essere una band &#8220;politica&#8221;, come potrebbero esserlo i fratellastri<strong> Rage Against The Machine </strong>o gli <strong>U2</strong>, è anche vero che non ne sono stati mai nemmeno estranei totalmente. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="591" height="1012" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/scartissuepolitica.jpg" alt="" class="wp-image-5053" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/scartissuepolitica.jpg 591w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/scartissuepolitica-292x500.jpg 292w" sizes="auto, (max-width: 591px) 100vw, 591px" /><figcaption>Anthony Kiedis nella sua autobiografia Scar Tissue (2004) descrivendo una delle sue primissime composizioni liriche Green Heaven, dall&#8217;omonimo album di debutto The Red Hot Chili Peppers (1984) </figcaption></figure></div>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Perché sin dagli albori, la band mostra sicuramente attenzioni su temi ambientali, così come al razzismo e alla pace, declinato in una critica, se pur non troppo affilata e spesso un po&#8217; retorica, alla disuguaglianza della società:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;American equality has always been sour<br>An attitude, I would like to devour<br>My name is peace, this is my hour&#8221;</p><cite> The Power Of Equalitiy &#8211; dall&#8217;album Blood Sugar Sex Magik (1991)</cite></blockquote>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Ma oltre alla musica <em>su disco</em>, i Peppers hanno partecipato ad eventi a sfondo politico, come per esempio i due<strong> Tibetan Freedom Concert</strong> del <strong>1996</strong> e del <strong>1998</strong>. E come non ricordare Kiedis che fa da <em>endorser</em> per <strong>Barack Obama</strong> nel <strong>2012</strong>, o la band che suona per <strong>Bernie Sanders</strong> nel <strong>2016</strong>. In tempi, ancora più recenti, dopo l&#8217;invasione dell&#8217;<strong>Ucraina</strong> da parte della Russia, i Red Hot hanno mostrato via social vicinanza al popolo ucraino.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/tibetan-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-5047" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/tibetan-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/tibetan-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/tibetan-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/tibetan.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>I Red Hot Chili Peppers si esibiscono al Tibetan Freedom Concert il 14 Giugno 1998 per quella che sarà la terza apparizione ufficiale sul palco del ritrovato John Frusciante, lontano dalla band nel periodo 1992-1997 </figcaption></figure></div>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="620" height="383" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/obama-1.jpg" alt="" class="wp-image-5048" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/obama-1.jpg 620w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/obama-1-500x309.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px" /><figcaption>I RHCP, freschi dell&#8217;ingresso nella Rock And Roll Hall Of Fame, si esibiscono in supporto a Barack Obama (2012)</figcaption></figure></div>



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<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="The Red Hot Chili Peppers Rock for Barack" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/mzX08j2yIak?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>RHCP Rock For Barack (2012)</figcaption></figure>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="774" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/sanders-774x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5049" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/sanders-774x1024.jpg 774w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/sanders-378x500.jpg 378w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/sanders-768x1016.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/sanders.jpg 940w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /><figcaption>I RHCP in supporto a Bernie Sanders (2016)</figcaption></figure></div>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="712" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/ukraine-712x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5050" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/ukraine-712x1024.jpg 712w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/ukraine-347x500.jpg 347w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/ukraine.jpg 720w" sizes="auto, (max-width: 712px) 100vw, 712px" /><figcaption>Sul palco dell&#8217;Unlimited Love Global Stadium Tour (2022) con i colori dell&#8217;Ucraina (ph. David Mushegain)</figcaption></figure></div>



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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="636" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/ukraine1-636x1024.jpg" alt="" class="wp-image-5052" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/ukraine1-636x1024.jpg 636w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/ukraine1-310x500.jpg 310w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/10/ukraine1.jpg 720w" sizes="auto, (max-width: 636px) 100vw, 636px" /><figcaption>Ancora in supporto della causa ucraina in un videomessaggio social per Global Citizen (2022)</figcaption></figure></div>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Verrebbe quindi spontaneo domandarsi come mai la band, di fronte ad eventi di una portata ben più tragica non abbia espresso alcun cenno riguardo alle questioni mediorientali. Recentemente, anche band internazionali non famose per il loro impegno politico come i <strong>Massive Attack</strong>, hanno dato un segnale di vicinanza alla causa palestinese.<br>Di ipotesi ce ne potrebbero essere, e ognuno potrà farsi la sua, non avendo ulteriori indizi.<br>Questo excursus non vuole essere polemico verso la band, né aprire discussioni prettamente politiche, ma vorremmo cercare di andare oltre il <em>&#8220;non sono una band politica&#8221;</em> (affermazione comunque smentita dai fatti sopra elencati) e magari aprire discussioni costruttive per avere nuovi spunti a riguardo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gloria Scott, la storia della &#8216;Venice Queen&#8217; che salvò Anthony Kiedis</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/gloria-scott-la-storia-della-venice-queen-che-salvo-anthony-kiedis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ntjr]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 21:22:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anthony kiedis]]></category>
		<category><![CDATA[beneficienza]]></category>
		<category><![CDATA[crazy horse]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[gloria scott]]></category>
		<category><![CDATA[neil young]]></category>
		<category><![CDATA[venice beach]]></category>
		<category><![CDATA[venice queen]]></category>
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					<description><![CDATA[Scopri la storia dietro la G-L-O-R-I-A che Anthony Kiedis cita nella canzoneVenice Queen, tra aneddoti, sofferenza, tanta stima e solidarietà reciproca nella lotta alla tossicodipendenza Traduzione a cura di:Miriam MechelliTina Zannella Nel 1994, durante una visita dal dentista, a Anthony Kiedis vengono somministrati degli antidolorifici che lo incoraggiano a ricadere nell&#8217;uso di droghe pesanti; dopo anni di sobrietà e nel bel mezzo della produzione dell&#8217;album One Hot Minute (1995), uscito in ritardo proprio a causa dei suoi problemi con gli stupefacenti.Tuttavia, nel &#8217;96, Anthony incontra Gloria Scott, una terapista della riabilitazione dalla droga che lavorava al Cri-Help a North Hollywood, in California. Gloria Scott In un passaggio dell&#8217;autobiografia Anthony Kiedis Scar Tissue racconta: «Durante tutte le mie ricadute, ho avuto il sostegno di Bob Timmons, che cercava costantemente di riportarmi in riabilitazione. Ricevevo molto affetto anche da una mia amica, una bellissima hippie comunista di Venice Beach di nome Gloria Scott. La prima volta che ho visto Gloria stava parlando a un incontro a Hollywood durante la mia prima parte di sobrietà, alla fine degli anni &#8217;80.» «Diceva di essere stata per tutta la vita una spacciatrice e tossicodipendente, un&#8217;artista della truffa che se ne andava in giro a svuotare &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Scopri la storia dietro la <em>G-L-O-R-I-A</em> che Anthony Kiedis cita nella canzone<em>Venice Queen</em>, tra aneddoti, sofferenza, tanta stima e solidarietà reciproca nella lotta alla tossicodipendenza</h3>



<h5 class="has-text-align-right wp-block-heading"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Traduzione a cura di</strong>:</span><br>Miriam Mechelli<br>Tina Zannella</h5>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Nel 1994, durante una visita dal dentista, a<strong> Anthony Kiedis</strong> vengono somministrati degli antidolorifici che lo incoraggiano a ricadere nell&#8217;uso di droghe pesanti; dopo anni di sobrietà e nel bel mezzo della produzione dell&#8217;album <strong><em>One Hot Minute </em></strong>(1995), uscito in ritardo proprio a causa dei suoi problemi con gli stupefacenti.<br>Tuttavia, nel &#8217;96, Anthony incontra <strong>Gloria Scott</strong>, una terapista della riabilitazione dalla droga che lavorava al <strong>Cri-Help</strong> a <strong>North Hollywood</strong>, in <strong>California</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="455" height="650" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/03/gloria3.png" alt="" class="wp-image-4646" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/03/gloria3.png 455w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/03/gloria3-350x500.png 350w" sizes="auto, (max-width: 455px) 100vw, 455px" /><figcaption>Gloria Scott</figcaption></figure></div>



<p>In un passaggio dell&#8217;autobiografia Anthony Kiedis <strong><em>Scar Tissue</em></strong> racconta:</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>«Durante tutte le mie ricadute, ho avuto il sostegno di <em>Bob Timmons</em>, che cercava costantemente di riportarmi in riabilitazione. Ricevevo molto affetto anche da una mia amica, una bellissima hippie comunista di <em>Venice Beach</em> di nome <em>Gloria Scott</em>. La prima volta che ho visto Gloria stava parlando a un incontro a Hollywood durante la mia prima parte di sobrietà, alla fine degli anni &#8217;80.»</strong></p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>«Diceva di essere stata per tutta la vita una spacciatrice e tossicodipendente, un&#8217;artista della truffa che se ne andava in giro a svuotare farmacie. A quel punto era pulita da dieci anni. Pensai: &#8220;Questa donna è la persona più tosta che abbia mai incontrato. È sgradevole, non cerca di piacerti, dice cose tipo <em>&#8216;Se non ti va quello che dico, vaffanculo bastardo, perché io ci sono passata&#8217;</em>.»</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>«</strong>Diceva che la sua più grande forza era<em> Neil Young</em>. Poi disse: &#8216;Vivo in un bungalow di una sola stanza a Venice dal 1967. Spacciavo a <em>Jim Morrison</em> prima che voi smetteste di pisciarvi addosso. Le sole cose che ho a casa mia sono un poster di <em>Che Guevara</em>, uno di <em>Neil Young</em> e uno dei <em>Red Hot Chili Peppers</em> con i calzini sull&#8217;uccello».</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="360" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/03/neilyoung.jpg" alt="" class="wp-image-4651" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/03/neilyoung.jpg 640w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/03/neilyoung-500x281.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption>Neil Young nel 2001, foto Alami, fonte <a href="https://www.thisisdig.com/neil-young-to-release-2001-album-toast/" data-type="URL" data-id="https://www.thisisdig.com/neil-young-to-release-2001-album-toast/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">thisisdig.com</a></figcaption></figure></div>



<p class="has-medium-font-size"><strong>«Mi avvicinai a lei dopo l&#8217;incontro e le dissi che ero onorato di stare sul muro insieme a <em>Neil</em>. Diventammo amici in fretta, ma senza complicazioni sentimentali. Quando cominciavo a essere davvero disperato e isolato, smettevo di rispondere al telefono.»</strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«Di tanto in tanto controllavo la posta e trovavo una cartolina che raffigurava un guerriero nativo americano. Sul retro <em>Gloria</em> scriveva: <em>&#8216;Non smettere mai di lottare. Sei un guerriero e la sconfiggerai. Ho fiducia in te. Non ti dimentico mai, non dimenticarti di te stesso&#8217;</em>. La leggevo seduto in cucina e pensavo: &#8220;C&#8217;è una persona là fuori che crede davvero che io possa vincere questa battaglia&#8221;.»</p></blockquote>



<p><strong>«…Nel febbraio 2001 ricevemmo una brutta notizia. A una delle mie più grandi amiche e mentori, <em>Gloria Scott</em>, era stato diagnosticato un cancro ai polmoni. Ci riunimmo subito per cercare di trovare tutte le cure possibili che potessero aiutarla, ma avevamo bisogno di soldi perché lei non ne aveva. Così ci esibimmo per un concerto di beneficenza in suo onore (e anche per la malattia di Huntington, una malattia che aveva colpito la famiglia di una delle ex fidanzate di <em>Flea</em>) così raccogliemmo soldi a sufficienza. E, dato che Gloria aveva sempre detto che <em>Neil Young</em> era la sua forza, chiamai Neil per chiedergli se per qualche assurdo caso potesse recitare e lui rispose: &#8220;Dimmi quando, sarò lì con i <em>Crazy Horse</em>.&#8221;»</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="726" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/03/gloria2-726x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4643" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/03/gloria2-726x1024.jpg 726w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/03/gloria2-355x500.jpg 355w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/03/gloria2-768x1083.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/03/gloria2-1090x1536.jpg 1090w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/03/gloria2-1453x2048.jpg 1453w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/03/gloria2.jpg 1682w" sizes="auto, (max-width: 726px) 100vw, 726px" /><figcaption>La locandina dell&#8217;evento benefico &#8216;A Night For Gloria&#8217;</figcaption></figure></div>



<p class="has-text-align-left">Il 1° marzo per la sera dello spettacolo (<strong><em>A Night for Gloria</em></strong>) le condizioni di Gloria peggiorarono, ma decise ugualmente di essere al concerto ed io ero entusiasta di presentarla a Neil, fu un momento magico vedere quelle due persone insieme. Portammo Gloria in un piccolo appartamento sulla costa a Venice Beach, perché era sempre stata vicino all&#8217;Oceano, ma viveva nell&#8217;entroterra di Venice da trent&#8217;anni. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="267" height="150" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2024/03/gloria.jpg" alt="" class="wp-image-4644"/><figcaption>Il biglietto dell&#8217;evento benefico &#8216;A Night For Gloria&#8217;</figcaption></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«Tuttavia, dopo aver assunto un’infermiera e pagato le sue cure, i medici scoprirono che il cancro era in un stadio troppo avanzato. Allora, mi recai in ospedale e le dissi <em>&#8220;So che stai morendo, quindi dovresti sapere che ti voglio bene.&#8221;</em> Non voleva morire in ospedale, per questo la portarono nella sua nuova casa al mare dove morì poco dopo.»</p></blockquote>



<p>Ed è così che i Red Hot Chili Peppers hanno dedicato quest&#8217;ode a <strong>Gloria Scott</strong>, la regina di Venice; che è la canzone che chiude il loro ottavo album in studio, <strong><em>By The Way</em></strong> (2002).</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Venice Queen" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/3s86rJvMIS0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="has-text-align-right"><strong><span style="text-decoration: underline;">Fonti:</span></strong><br><a rel="noreferrer noopener" href="https://rhcplivearchive.com/show/mar-01-2001-los-angeles-ca-76" data-type="URL" data-id="https://rhcplivearchive.com/show/mar-01-2001-los-angeles-ca-76" target="_blank">Rhcplivearchive.com</a><br><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.facebook.com/photo?fbid=1076157755822590&amp;set=a.430530997051939&amp;locale=pt_BR" data-type="URL" data-id="https://www.facebook.com/photo?fbid=1076157755822590&amp;set=a.430530997051939&amp;locale=pt_BR" target="_blank">AK Brasil Facebook Page</a><br><a href="https://www.instagram.com/p/Cxf0cvtuzGb/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" data-type="URL" data-id="https://www.instagram.com/p/Cxf0cvtuzGb/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==">LaOzpedia Peppers Instagram</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I 5 migliori momenti dell&#8217;anno in casa Red Hot Chili Peppers</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/i-5-migliori-momenti-dellanno-in-casa-red-hot-chili-peppers-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianmarco Minossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Dec 2023 13:04:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[John Frusciante]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[havana affair]]></category>
		<category><![CDATA[idays]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[raduno]]></category>
		<category><![CDATA[tour]]></category>
		<category><![CDATA[wet sand]]></category>
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					<description><![CDATA[A dispetto dell&#8217;età che avanza, i Red Hot Chili Peppers non lasciano, anzi: triplicano! La band californiana, dopo un anno e mezzo abbondante speso in giro per il mondo, ha deciso di prolungare un tour che sta riscuotendo sempre più successo, con una serie di date negli USA programmate nei festival e negli anfiteatri tra febbraio e la prossima estate. Cosa ci riserverà il futuro, è ancora prematuro dirlo, ma intanto, come ogni fine anno, abbiamo deciso di riassumere qui quelli che secondo noi sono stati i migliori momenti, in casa RHCP, dell&#8217;anno che sta per andare in archivio. 5 &#8211; L&#8217;annuncio delle nuove date Sul finire dell&#8217;anno, i Red Hot Chili Peppers, evidentemente (e per fortuna) non ancora sazi di musica dal vivo, hanno annunciato una serie di date negli USA e in Canada tra febbraio e luglio 2024, la maggior parte delle quali presso anfiteatri. Non sembra quindi esserci margine, stavolta, per un mini tour europeo come negli ultimi due anni, ma i mesi autunnali rimasti ancora liberi, autorizzano la fanbase a coltivare una flebile ma legittima speranza. 4 &#8211; L&#8217;esibizione all&#8217;iHeartRadio ALTer Ego Sabato 14 gennaio, i&#160;Red Hot Chili Peppers&#160;dopo qualche mese di stop sono tornati ad &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A dispetto dell&#8217;età che avanza, i <strong>Red Hot Chili Peppers</strong> non lasciano, anzi: triplicano! La band californiana, dopo un anno e mezzo abbondante speso in giro per il mondo, ha deciso di prolungare un tour che sta riscuotendo sempre più successo, con una serie di date negli USA programmate nei festival e negli anfiteatri tra febbraio e la prossima estate. Cosa ci riserverà il futuro, è ancora prematuro dirlo, ma intanto, come ogni fine anno, abbiamo deciso di riassumere qui quelli che secondo noi sono stati i migliori momenti, in casa RHCP, dell&#8217;anno che sta per andare in archivio.</p>



<p><strong>5 &#8211; L&#8217;annuncio delle nuove date</strong></p>



<p>Sul finire dell&#8217;anno, i <strong>Red Hot Chili Peppers</strong>, evidentemente (e per fortuna) non ancora sazi di musica dal vivo, hanno annunciato una serie di date negli USA e in Canada tra febbraio e luglio 2024, la maggior parte delle quali presso anfiteatri. Non sembra quindi esserci margine, stavolta, per un mini tour europeo come negli ultimi due anni, ma i mesi autunnali rimasti ancora liberi, autorizzano la fanbase a coltivare una flebile ma legittima speranza.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="593" height="740" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/Cattura1.png" alt="" class="wp-image-4610" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/Cattura1.png 593w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/Cattura1-401x500.png 401w" sizes="auto, (max-width: 593px) 100vw, 593px" /></figure>



<p><strong>4 &#8211; L&#8217;esibizione all&#8217;iHeartRadio ALTer Ego</strong></p>



<p>Sabato 14 gennaio, i&nbsp;<strong>Red Hot Chili Peppers</strong>&nbsp;dopo qualche mese di stop sono tornati ad esibirsi dal vivo a Los Angeles, per l’edizione 2023 dell’ iHeartRadio ALTer Ego, dove per la prima volta hanno suonato diversi pezzi estratti dal loro ultimo album in studio&nbsp;<strong><em>Return Of The Dream Canteen</em></strong>, uscito l&#8217;ottobre precedente.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="707" height="400" data-id="4615" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/iheart-radio.jpg" alt="" class="wp-image-4615" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/iheart-radio.jpg 707w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/iheart-radio-500x283.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 707px) 100vw, 707px" /></figure>
</figure>



<p><strong>3 &#8211;  L&#8217;11° Raduno Nazionale dei fan organizzato da Venice Queen</strong></p>



<p>Qui, consentiteci di essere autoreferenziali: lo scorso 2 dicembre, presso l&#8217;Amsterdam Pub di Padova, è andato in scena l&#8217;11° raduno nazionale di fan dei Red Hot Chili Peppers organizzato da <strong>Venice Queen</strong>, a distanza di 9 anni dall&#8217;ultimo presso l&#8217;Hard Rock Cafè di Firenze. Una serata all&#8217;insegna della musica, dell&#8217;amicizia e dell&#8217;amore, impreziosita dalle esibizioni delle tribute band <em>Get on Funk </em>e <em>Hot Chili Girls</em>.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/raduno-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4616" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/raduno-1024x1024.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/raduno-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/raduno-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/raduno-768x768.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/raduno.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>2 &#8211; Il ritorno di Havana Affair in scaletta</strong></p>



<p>Lo scorso 14 ottobre, in occasione del concerto benefico tenutosi presso il Silverlake Conservatory,  la band è tornata a suonare <strong><em>Havana Affair</em></strong> a distanza di 16 anni dall&#8217;ultima volta. La cover dei <strong>Ramones</strong>, che negli anni 2000 era diventata un pezzo forte del repertorio delle scalette dei Red Hot, è stata proposta con una certa costanza anche nelle date sudamericane di novembre.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="602" height="770" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/havana-2.jpg" alt="" class="wp-image-4619" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/havana-2.jpg 602w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/havana-2-391x500.jpg 391w" sizes="auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px" /></figure>



<p><strong>1 &#8211; Il concerto di Milano agli I-Days</strong></p>



<p>Quella del 2 luglio 2023, è riconosciuta dalla maggior parte della fanbase italiana (e non solo) come una delle migliori date che i Rhcp abbiano mai tenuto nel nostro Paese: la band californiana, che si è esibita all&#8217;Ippodromo La Maura di Milano nell&#8217;ambito degli <strong><em>I-Days</em></strong>, ha sprigionato una performance da dieci e lode, per scaletta e stato di forma. Dai classici del repertorio, a chicche monumentali come <strong><em>Me &amp; My Friends, I Like Dirt</em></strong> e <strong><em>Wet Sand</em></strong> (suonata anche grazie al nostro request song!), fino ai sempre apprezzati pezzi degli ultimi due dischi, un&#8217;ora e mezza di musica all&#8217;insegna di emozioni e magia, anticipata dall&#8217;esibizione di due band di tutto rispetto come <strong>Primal Scream </strong>e <strong>Skunk Anansie</strong>.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="714" data-id="4620" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/frusciante-idays-1-1024x714.jpg" alt="" class="wp-image-4620" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/frusciante-idays-1-1024x714.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/frusciante-idays-1-500x348.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/frusciante-idays-1-768x535.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/12/frusciante-idays-1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Return of the Dream Canteen, track by track: un viaggio fra le tracce del disco insieme ad Anthony, Chad e Flea!</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/return-of-the-dream-canteen-track-by-track-un-viaggio-fra-le-tracce-del-disco-insieme-ad-anthony-chad-e-flea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Generale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Nov 2023 10:18:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[afterlife]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 14 ottobre 2023, a un anno esatto di distanza dall&#8217;uscita in tutto il mondo, i tre membri dei Red Hot Chili Peppers hanno passato in rassegna, al loro broadcast ufficiale Whole Lotta Red Hot (su SiriusXM), le canzoni che compongono la tracklist del loro 13° album in studio, svelando aneddoti su titoli, significati e ispirazioni. Intro:L’anno scorso i Red Hot Chili Peppers hanno rilasciato il loro 13° album in studio; nel suo primo anniversario, scopriamo Return of the Dream Canteen assieme a Anthony, Chad e Flea, che condivideranno con noi storie traccia per traccia qui, su Whole Lotta Red Hot. PEACE AND LOVE Flea: ciao, sono Flea dei Red Hot Chili Peppers. Peace and Love doveva inizialmente chiamarsi Fay, un titolo provvisorio come tanti altri che usiamo, non so nemmeno perché ne sto parlando ma riguardo alla sua origine, è un’altra canzone che comincia con una linea di basso e, beh…ero stato in una zona di Los Angeles, i cantieri, e avevo incontrato una donna di nome Fay, un’amica mia e di mia moglie di cui avevo gradito la compagnia; stavo semplicemente pensando a lei e suonando il basso quando questa linea saltò fuori, per poi tramutarsi in qualcosa &#8230;]]></description>
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<h3 class="wp-block-heading">Il 14 ottobre 2023, a un anno esatto di distanza dall&#8217;uscita in tutto il mondo, i tre membri dei Red Hot Chili Peppers hanno passato in rassegna, al loro broadcast ufficiale Whole Lotta Red Hot (su SiriusXM), le canzoni che compongono la tracklist del loro 13° album in studio, svelando aneddoti su titoli, significati e ispirazioni.</h3>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - Return of the Dream Canteen (Track by Track) Anniversary 2023" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/BW-EKnU06eg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
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<p><strong>Intro:</strong><br>L’anno scorso i Red Hot Chili Peppers hanno rilasciato il loro 13° album in studio; nel suo primo anniversario, scopriamo Return of the Dream Canteen assieme a Anthony, Chad e Flea, che condivideranno con noi storie traccia per traccia qui, su Whole Lotta Red Hot.</p>



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<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">PEACE AND LOVE</h4>



<p><strong>Flea: </strong>ciao, sono Flea dei Red Hot Chili Peppers. <em>Peace and Love</em> doveva inizialmente chiamarsi <em>Fay</em>, un titolo provvisorio come tanti altri che usiamo, non so nemmeno perché ne sto parlando ma riguardo alla sua origine, è un’altra canzone che comincia con una linea di basso e, beh…ero stato in una zona di Los Angeles, i cantieri, e avevo incontrato una donna di nome Fay, un’amica mia e di mia moglie di cui avevo gradito la compagnia; stavo semplicemente pensando a lei e suonando il basso quando questa linea saltò fuori, per poi tramutarsi in qualcosa di completamente diverso…ed è un sentimento bellissimo quello di cui canta Anthony, incoraggiante e caloroso, ed è davvero figa, c’è un assolo di sassofono di Josh Johnson che è stato trattato da John e non suona esattamente come un sassofono, eppure lo è. È una specie di jam funk eterea, quindi godetevela.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">REACH OUT</h4>



<p><strong>Flea: </strong><em>Reach Out</em> è nata con John che suonava queste bellissime parti di chitarra concatenate: è molto delicata in un certo senso, sembra quasi un pezzo di chitarra classica, e quando lo sento suonare qualcosa di bello come quello, da bassista, voglio solo trovare un modo per inserirmi e contrastarlo, per rispondergli anziché seguirlo, e ha funzionato abbastanza bene; ha questo ritornello simile a un inno che adoro, in cui c’è tanto desiderio: “è meglio che qualcuno venga a darmi una mano”, Anthony lo sta letteralmente urlando, tipo “qualcuno mi dia una fottuta mano”, capito? “Te lo sto chiedendo per favore”! È una jam super dinamica, sono orgoglioso di farne parte e penso che possa resistere alla prova del tempo, a prescindere dallo stile o da ciò che è popolare in un particolare momento. Penso veramente che abbia qualcosa di speciale.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">EDDIE</h4>



<p><strong>Chad: </strong><em>Eddie </em>è ispirata al recentemente defunto Eddie Van Halen. Quando ero bambino i primi album dei Van Halen erano come la Bibbia per me, mi rapivano dalla prima nota mentre ascoltavo la chitarra di Eddie, le urla da Banshee di David Lee Roth, il basso rimbombante di Michael Anthony e naturalmente la batteria di Alex Van Halen, che fu una grande influenza per me. Ero solito andare nel mio garage fuori Detroit, dove sono cresciuto, sistemarmi lì e mettere le cuffie per suonare specialmente su Van Halen II, che aveva tante grandi canzoni, e lo stesso vale per tutti gli altri dischi, anche se quei primi a cui ho appena accennato sono fantastici. Perciò, quando Eddie è morto per molte persone è stata una notizia pesante, era un musicista incredibile e innovativo e qualsiasi chitarrista non poteva fare a meno di lasciarsi influenzare da lui in qualche modo. John si presentò con questo riff e noi non facemmo altro che suonarci su, il pezzo venne fuori molto in fretta (come spesso accade alle nostre migliori canzoni); Anthony fu ispirato dalla musica, scrisse questo testo che parla di Eddie e ora è una delle nostre tracce preferite da suonare in live, soprattutto perché John ha la possibilità di eseguire quello che è probabilmente il suo assolo più lungo scritto con noi, sapete che dal vivo ci piace dilungarci un po’ con le jam e così lui riesce a mostrare di cosa è capace, ed è davvero divertente. Dunque questo è il nostro omaggio al grande Eddie Van Halen.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">FAKE AS FU@K</h4>



<p><strong>Anthony: </strong>ecco una canzone chiamata <em>Fake as Fu@k</em>. Molti di questi pezzi sono stati scritti durante il lockdown: rimasi molto colpito da questo enorme cambiamento della coscienza umana in cui veniva detto a tutti di non uscire di casa, di non interagire con le altre persone, di non fare questo e di non fare quello; in quei momenti ho avvertito la perdita di umanità e il testo della canzone invita a non credere ai media o al governo ma a uscire e vedere di persona cosa sta succedendo, per non diventare dei piccoli blob ex-umani sui nostri divani. Ad ogni modo, il pezzo è dannatamente veloce e divertente da ballare, e si chiama <em>Fake as Fu@k</em>.</p>



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<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">BELLA</h4>



<p><strong>Anthony: </strong>dopo c’è <em>Bella</em>, che porta con sé un contenuto emotivo. Flea si presentò con una linea di basso e un’insolita indicazione di tempo, chiamata 7-4, che è stata inventata essenzialmente solo per complicare la vita ai cantanti perché non c’è un tempo chiaro su cui entrare o uscire: una cosa in cui i Parliament-Funkadelic erano maestri, ma alla quale io devo migliorare il mio approccio; poi c’è questo verso funky molto figo, John imbracciò la sua chitarra e scrisse un cambio di accordo per il ritornello, molto naturale e delizioso, di cui la mia frase preferita è “diamine, non mi chiamo Bradley”: quando questa frase comparve nella canzone fece sorridere Chad, perciò…vi presento <em>Bella</em>.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">ROULETTE</h4>



<p><strong>Anthony: </strong><em>Roulette </em>non era neanche nata prima che la registrazione del disco fosse in corso. Eravamo in un posto chiamato Shangri-La, posseduto e gestito dal grande Rick Rubin, nostro amico e collaboratore; i ragazzi stavano suonando dei riff mentre registravano una qualche canzone e io ero tipo “che cos’è? Che cos’è? Che cos’è?”, loro dissero “niente, stiamo solo accordando gli strumenti” ma io risposi “questa è una canzone!”…così l’abbiamo registrata, l’ho portata con me attraverso l’oceano Pacifico e vi ho aggiunto un po’ di parole all’ultimo minuto. Si chiama <em>Roulette </em>e ha un’atmosfera tutta sua.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">MY CIGARETTE</h4>



<p><strong>Anthony: </strong>poi abbiamo <em>My Cigarette</em>, una traccia di drum machine e forse anche altre machine che Flea concepì nel suo garage quando viveva sulla PCH (<em>Pacific Coast Highway, una famosa strada della California, n.d.t.</em>) e componeva piccole idee e beat per ammazzare il tempo; ce la fece ascoltare registrata su una 4 tracce sul suo telefono, sembrava che mi parlasse e gli dissi “cos’è? Mi piace, puoi mandarmela? Voglio scriverci qualcosa”…e così divenne <em>My Cigarette</em>.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">AFTERLIFE</h4>



<p><strong>Anthony: </strong><em>Afterlife </em>vide molto presto la luce durante il processo di scrittura di Unlimited Love e Return of the Dream Canteen; non ho molto da dire, è una jam e ha un paio di riferimenti carini a delle ispirazioni musicali, James Brown e Iggy Pop su tutti, e a mia madre, perché menziona una cosa che lei mi disse…vediamo se ve ne accorgete!</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">SHOOT ME A SMILE</h4>



<p><strong>Anthony: </strong><em>Shoot Me a Smile </em>è una sorta di omaggio ai Meat Puppets, una delle band più fighe con cui siamo cresciuti, direttamente dal deserto dell’Arizona. Fu Flea a guidarne la composizione e, tutto sommato, è venuta bene.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">HANDFUL</h4>



<p><strong>Anthony: </strong>dopodiché abbiamo una canzone chiamata <em>Hanful</em>. Credo di essere stato sopraffatto dallo spirito di Van Morrison, volevo solo provare a cantare qualcosa nel suo spirito e nella sua personalità in cui non sempre vai a ritmo, magari vai anche un po’ fuori tempo…ecco perché la parte vocale della canzone suona in quel modo. Grazie Van Morrison!</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">THE DRUMMER</h4>



<p><strong>Chad: </strong>c’è una canzone in Return of the Dream Canteen che si chiama <em>The Drummer</em> e io sono Chad il drummer (<em>cioè il batterista, n.d.t.</em>), ma questa canzone non è su di me! È Anthony a scrivere tutti i testi e le melodie e sebbene mi piaccia che le persone diano una loro personale interpretazione alla nostra musica, c’è una parte in cui lui canta “il batterista si sporge senza alcun motivo fuori dal club Troubadour”, e non parla di me ma di un altro batterista, di una band degli anni ’70 molto famosa; ed Anthony mi disse che forse stava raccontando una storia dei tempi della scuola, in cui era con suo padre e vide questo musicista fare capolino dalla porta del Troubadour: il padre gli domandò se sapesse chi era quel tipo, Anthony rispose di no e lui disse “beh, saranno una band di grande successo”. La band si chiamava The Eagles e se sapete chi è il batterista degli Eagles, vi lascio immaginare. Questa è <em>The Drummer</em>.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">BAG OF GRINS</h4>



<p><strong>Anthony: </strong><em>Bag of Grins</em> è molto strana e stravagante; è una riflessione sulla morte, sulla sua bellezza ma anche sui suoi aspetti più ridicoli, su quel che ci lasciamo alle spalle e sul modo in cui andiamo avanti fino alla nostra stessa morte.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">COPPERBELLY</h4>



<p><strong>Anthony: </strong><em>Copperbelly</em> è un’altra canzone inizialmente introdotta da Flea e penso che abbia molto a che fare con il guardare in faccia le proprie paure, così intensamente da privarle del loro potere.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">CARRY ME HOME</h4>



<p><strong>Chad: </strong>sono così contento che <em>Carry Me Home</em> abbia trovato un posto nel disco. Ricordo che John arrivò con questo riff sul quale iniziammo a jammare, e io ero tipo “wow, questa è una specie di blues!”…in 40 anni di carriera non avevamo mai fatto un pezzo blues: chiaramente non è una delle tradizionali canzoni blues alla BB King o Albert King, ma per me ha quel tipo di sentimento e, sapete, è una delle mie preferite, la stiamo facendo dal vivo, riusciamo ad allungarla, adoro suonarla e il finale è epico. La suoniamo col cuore come tutte le altre, ma devo dire che questa mi piace particolarmente.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">IN THE SNOW</h4>



<p><strong>Anthony: </strong><em>In the Snow </em>è un bellissimo pezzo di musica elettronica scritto e composto da John. Quando lo ascoltai dissi “per favore, lasciatemi cantarci su”; ci volle un’eternità a completarla, dal momento che ci trovavamo in stati diversi, ma finimmo col chiamarla <em>In the Snow</em> ed è, fra le altre cose, un’ottima canzone da ascoltare mentre si sta guidando.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I 10 momenti più significativi dell&#8217;anno in casa Red Hot Chili Peppers</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/i-10-momenti-piu-significativi-dellanno-in-casa-red-hot-chili-peppers/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianmarco Minossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2022 12:55:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[2022]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[firenze rocks 2022]]></category>
		<category><![CDATA[global stadium tour]]></category>
		<category><![CDATA[hollywood]]></category>
		<category><![CDATA[Return Of The Dream Canteen]]></category>
		<category><![CDATA[unlimited love]]></category>
		<category><![CDATA[walk of fame]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo due anni di letargo totale, giustificati in gran parte dal dilagare della pandemia da Covid, il 2022 ha sancito il ritorno in grande stile dei Red Hot Chili Peppers: la band californiana ha giustamente deciso di ripagare la spasmodica attesa della fanbase con ben due album rilasciati a pochi mesi di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro, a testimonianza di come la vena creativa dei Rhcp non si sia affatto esaurita. E il 2023 si preannuncia come un altro anno ricco di eventi, con un tour che continua e con magari altre iniziative in cantiere. Se l&#8217;anno scorso avevamo saltato il tradizionale appuntamento con i momenti più significativi dell&#8217;anno in casa RHCP (che di fatto comparirono soltanto con quei due video per annunciare il Global Stadium Tour), quest&#8217;anno di carne al fuoco ce n&#8217;è stata parecchia: ecco allora quelli che, a nostro giudizio, sono stati i momenti più importanti di questo 2022 peppersiano. Buona lettura! 10 &#8211; Flea padre per la terza volta Lo scorso 12 dicembre, alla veneranda età di 60 anni, Flea è diventato padre per la terza volta, con la moglie Melody Ehsani che ha dato alla luce il piccolo Darius Booker: si è trattato del primo figlio maschio &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo due anni di letargo totale, giustificati in gran parte dal dilagare della pandemia da Covid, il 2022 ha sancito il ritorno in grande stile dei Red Hot Chili Peppers: la band californiana ha giustamente deciso di ripagare la spasmodica attesa della fanbase con ben due album rilasciati a pochi mesi di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro, a testimonianza di come la vena creativa dei Rhcp non si sia affatto esaurita. E il 2023 si preannuncia come un altro anno ricco di eventi, con un tour che continua e con magari altre iniziative in cantiere. Se l&#8217;anno scorso avevamo saltato il tradizionale appuntamento con i momenti più significativi dell&#8217;anno in casa RHCP (che di fatto comparirono soltanto con quei due video per annunciare il Global Stadium Tour), quest&#8217;anno di carne al fuoco ce n&#8217;è stata parecchia: ecco allora quelli che, a nostro giudizio, sono stati i momenti più importanti di questo 2022 peppersiano. Buona lettura!</p>



<p><strong>10 &#8211; Flea padre per la terza volta</strong></p>



<p>Lo scorso 12 dicembre, alla veneranda età di 60 anni, Flea è diventato padre per la terza volta, con la moglie Melody Ehsani che ha dato alla luce il piccolo Darius Booker: si è trattato del primo figlio maschio per la Pulce, dopo Clara (nata nel 1988 dal matrimonio con Loesha Zoevar) e Sunny Bepop (avuta nel 2005 dalla seconda moglie Franki Ryder).</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="388" data-id="4076" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/flea-melody-1.webp" alt="" class="wp-image-4076"/></figure>
</figure>



<p><strong>9 &#8211; La morte di DH Peligro</strong></p>



<p>Lo scorso 28 ottobre, D.H. Peligro, storico batterista dei Dead Kennedys, è scomparso all&#8217;età di 63 anni a causa dei traumi alla testa riportati dopo una caduta accidentale. Peligro fu per un breve periodo batterista dei Red Hot nel 1988 dopo l&#8217;abbandono di Jack Irons, suonando con essi per qualche data del tour, prima di essere rimpiazzato da Chad Smith.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-14 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="615" height="404" data-id="4077" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-peligro.jpg" alt="" class="wp-image-4077" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-peligro.jpg 615w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-peligro-500x328.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 615px) 100vw, 615px" /></figure>
</figure>



<p><strong>8 &#8211; L&#8217;esibizione al Firenze Rocks</strong></p>



<p>Il 18 giugno 2022, dopo ben due rinvii causati dallo scoppio della pandemia, i Red Hot Chili Peppers si sono finalmente esibiti all&#8217;Ippodromo del Visarno nell&#8217;ambito del Firenze Rocks davanti a oltre 60 000 persone, risultando l&#8217;unica data sold out della quattro giorni del festival: annunciato a novembre 2019, con Klinghoffer ancora nella formazione, il concerto si è composto di 15 canzoni, tra i più grandi classici del repertorio della band e un&#8217;apprezzatissima chicca vecchio stampo quale Nobody Weird Like Me.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-15 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="4078" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-firenze-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-4078" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-firenze-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-firenze-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-firenze-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-firenze.jpg 1071w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p><strong>7 &#8211; I premi ai VMA</strong></p>



<p>Lo scorso 28 agosto, presso il Prudential Center di Newark, i Red Hot Chili Peppers sono stati premiati alla 39esima edizione degli American Music Awards come Icona Globale e Miglior Video Rock con Black Summer.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-vma-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-4079" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-vma-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-vma-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-vma-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-vma-1536x864.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-vma.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>6 &#8211; L&#8217;esibizione al Fonda Theatre</strong></p>



<p>Lo scorso 1° aprile, in concomitanza con l&#8217;uscita di Unlimited Love, i Red Hot Chili Peppers si sono esibiti al Fonda Theatre di Los Angeles performando Black Summer per la prima volta dal vivo: un avvenimento storico, visto che si è trattato del primissimo live con John Frusciante a distanza di quindici anni dall&#8217;ultima volta.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-16 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="4080" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-fonda-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-4080" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-fonda-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-fonda-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-fonda-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-fonda-1536x864.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-fonda-2048x1152.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p><strong>5 &#8211; La pubblicazione di Black Summer</strong></p>



<p>Dopo essere stato annunciato pochi giorni prima con un tease pubblicato sui canali social del gruppo, lo scorso 4 febbraio è stato pubblicato Black Summer, brano apripista di Unlimited Love, corredato dal videoclip ufficiale: si è trattato del primo singolo pubblicato dal rientro di John Frusciante, dopo l&#8217;ultimo (Hump de Bump), rilasciato nel 2007.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-17 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="428" data-id="4081" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/black-summer-1024x428.png" alt="" class="wp-image-4081" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/black-summer-1024x428.png 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/black-summer-500x209.png 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/black-summer-768x321.png 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/black-summer-1536x642.png 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/black-summer.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p><strong>4 &#8211; La pubblicazione di Unlimited Love</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2977" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-1024x1024.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-768x768.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il 1° aprile 2022 è stato pubblicato Unlimited Love, dodicesimo album in studio dei Red Hot Chili Peppers, piazzatosi al primo posto nelle classifiche di sedici paesi. Il disco, che ha visto il ritorno alla produzione di Rick Rubin (assente in The Getaway), è stato il primo pubblicato dal ritorno di John Frusciante dopo l&#8217;ultimo Stadium Arcadium nel 2006.</p>



<p><strong>3 &#8211; La pubblicazione di Tippa my Tongue</strong></p>



<p>Il 19 agosto 2022 è stato pubblicato Tippa my Tongue, singolo di lancio di Return of the Dream Canteen. Il brano si è subito piazzato al primo posto della classifica Rock and Alternative Airplay.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-18 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="425" data-id="4082" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/tippa.jpeg" alt="" class="wp-image-4082" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/tippa.jpeg 740w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/tippa-500x287.jpeg 500w" sizes="auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px" /></figure>
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<p><strong>2 &#8211; La pubblicazione di Return of the Dream Canteen</strong></p>



<p>Il 14 ottobre scorso i Rhcp hanno dato alla luce il loro tredicesimo album in studio, Return of the Dream Canteen, sempre pubblicato da Rick Rubin. Annunciato a sorpresa da Anthony Kiedis e Flea durante il concerto in Colorado del 23 luglio precedente, il disco non è altro che una raccolta di brani registrati durante le jam sessions di questi ultimi due anni e non inseriti in Unlimited Love.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-19 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="640" data-id="4083" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/return.jpg" alt="" class="wp-image-4083" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/return.jpg 640w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/return-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/return-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>
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<p><strong>1 &#8211; La stella nella Hollywood Walk of Fame</strong></p>



<p>Lo scorso 31 marzo, i Red Hot Chili Peppers sono stati insigniti della leggendaria stella presso la Hollywood Walk of Fame lungo Hollywood Boulevard, a Los Angeles. Trasmessa in diretta streaming sui canali social della band, la cerimonia ha visto anche la partecipazione dell&#8217;amico ed ex produttore George Clinton.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-20 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="724" data-id="4084" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/walk-1024x724.jpg" alt="" class="wp-image-4084" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/walk-1024x724.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/walk-500x353.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/walk-768x543.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/walk-1536x1085.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/walk-2048x1447.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>20 anni fa: perché i Red Hot hanno lottato così strenuamente con By The Way</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/20-anni-fa-perche-i-red-hot-hanno-lottato-cosi-strenuamente-con-by-the-way/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ntjr]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2022 17:39:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[n questo articolo dello scorso Luglio, uscito per Ultimate Classic Rock in occasione del 20° anniversario dell'uscita di By The Way, si parla dell'ennesimo successo globale della band post Californication, nato però in un clima di tensione interna tra i componenti della band. Nella seconda parte dell'articolo trovate una classifica degli album, dall'omonimo al penultimo Unlimited Love.]]></description>
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<h4 class="wp-block-heading">In questo articolo dello scorso Luglio, uscito per <a rel="noreferrer noopener" href="https://ultimateclassicrock.com/red-hot-chili-peppers-by-the-way/" target="_blank">Ultimate Classic Rock</a> in occasione del 20° anniversario dell&#8217;uscita di By The Way, si parla dell&#8217;ennesimo successo globale della band post Californication, nato però in un clima di tensione interna tra i componenti della band. Nella seconda parte dell&#8217;articolo trovate una classifica degli album, dall&#8217;omonimo al penultimo Unlimited Love.</h4>



<h5 class="wp-block-heading">Traduzione integrale dell&#8217;articolo a cura di Cristina Bressan.</h5>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>L’ottavo album in studio dei Red Hot Chili Peppers non è stato immune da difficoltà e vicissitudini interne e in retrospettiva c’è molto da celebrare.</p>



<p>Rilasciato il 9 giugno 2002, <strong>By The Way</strong> è stato un successo multimilionario, che ha dato al gruppo la più alta posizione fino ad oggi raggiunta nella classifica di <strong>Billboard</strong> posizionandosi al 2° posto. Nel Regno Unito, sette volte disco di platino, l’album ha raggiunto la numero 1 e realizzato le <strong>tre notti da record davanti a circa 240.000 fan all&#8217;Hyde Park di Londra</strong>.</p>



<p>Nonostante il successo globale, internamente, <strong>By The Way</strong>&nbsp;è stato creato in circostanze tese che hanno quasi portato alla partenza di uno dei membri fondatori.</p>



<p><strong><em>«Non è stato l’album più fluido che abbiamo realizzato»</em></strong> rilasciò in un&#8217;intervista dell’epoca il batterista <strong>Chad Smith</strong>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em><strong>«</strong>John Frusciante era in un vero e proprio slancio creativo e aveva una visione e un&#8217;idea molto chiara di quello che voleva fare; ed era fantastico, ma noi, siamo una band collaborativa e interattiva quindi, sì, c’erano un po&#8217; di tensioni<strong>»</strong>.</em></p><cite>Chad Smith sul processo di scrittura di By The Way</cite></blockquote>



<p>Chi sembrava più irritato ed infastidito era <strong>Flea</strong>, sentendosi addirittura escluso e non interpellato nel processo creativo delle canzoni. Lo stesso <strong>John Frusciante</strong> in <em><strong>The Red Hot Chili Peppers: An Oral/Visual History</strong></em> <em>(ad oggi l&#8217;unico libro ufficiale rilasciato dalla band, pubblicato nel 2010, scritto in collaborazione con Brendan Mullen, nde)</em> dichiarò che <strong><em>«sicuramente era iniziata una disconnessione tra me e Flea; è stato difficile quel disco, per Flea e la mia relazione con lui».</em></strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Volevo fare un album dei Chili Peppers che non suonasse come i Chili Peppers»</em>, ha ammesso Frusciante <em>«Pensavo di non fare più funk, dal momento che ne avevamo già fatto parecchio in passato, ma all&#8217;epoca Flea non era d’accordo e io non me la sentivo»</em>.</p><cite>John Frusciante dichiara l&#8217;impronta che voleva dare a By The Way</cite></blockquote>



<p>Da parte sua <strong>Flea</strong> dichiarò che <strong><em><strong><em>«</em></strong>la cosa è stata frustrante per me nella creazione del disco e non aveva nulla a che fare con lo stile della musica. Era la mancanza di spirito di collaborazione, di cameralismo che era difficile da accettare».</em></strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="781" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/btw-era.jpg" alt="" class="wp-image-3715" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/btw-era.jpg 800w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/btw-era-500x488.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/btw-era-768x750.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>I Red Hot all&#8217;epoca di By The Way</figcaption></figure></div>



<p>Le parti in guerra alla fine e per fortuna riuscirono a discutere e a chiarirsi così come infatti riportò John <strong><em>«le cose sono migliorate tra noi e abbiamo iniziato a connetterci più musicalmente. È stato davvero un bel momento per noi»</em></strong>.</p>



<p>Anche <strong>Kiedis</strong>, i cui testi in <strong>By The Way</strong> erano più personali, ispirati da un nuovo amore e sobrietà, si espresse in merito <strong><em>«Tutte queste persone brillanti stavano cercando di imporre la loro volontà sul risultato di questa enorme quantità di musica che avevamo accumulato»</em></strong>, si lamentò il cantante. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em><em>«</em>Nel momento in cui siamo entrati in studio le tensioni sono raddoppiate e triplicate. John aveva una visione davvero forte di come voleva che fosse la produzione. Non c&#8217;era giusto o sbagliato, perché John aveva una visione, Flea ne aveva un’altra e Rick un’altra ancora».</em></p><cite>Anthony Kiedis dice la sua sulle tensioni in studio per le registrazioni di By The Way</cite></blockquote>



<p>Alla fine fu proprio quest’ultimo, che ha permesso a <strong>By The Way</strong> di prendere vita, vagliando le varie idee di John e creandone le canzoni più melodiche e timbricamente lussureggianti del disco.</p>



<p><strong><em>«Eravamo un po&#8217; nervosi al fatto che potesse piacere alla gente, perché era diverso, ma solo un po&#8217;»</em></strong>, ha detto Smith dopo l&#8217;uscita dell&#8217;album. <strong><em>«Ma bisogna crescere, giusto? Penso che ci sia abbastanza del vecchio sapore dei Chili Peppers per attirare le persone, e poi spero possano apprezzare la diversità»</em></strong>.</p>



<p>Frusciante rimase nei Red Hot per altri sette anni, seguì <strong>Stadium Arcadium</strong> nel 2006, per poi allontanarsi dalla band nel 2009. Il suo ritorno ancora nel 2019 e l’uscita di <strong>Unlimited Love</strong> nel 2022 hanno portato il gruppo a scavalcare le classifiche statunitensi e ritornare al primo posto dai tempi di <strong>Stadium Arcadium</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="wp-block-heading">CLASSIFICA ALBUM RHCP</h4>



<p>I nostri peperoncini hanno prodotto negli anni alcuni classici senza tempo…e anche un paio di uscite alquanto opinabili.</p>



<ol class="wp-block-list" start="12"><li><strong>&#8216;The Red Hot Chili Peppers&#8217; (1984)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="989" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/08/rhcp_front.jpg" alt="" class="wp-image-554" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/08/rhcp_front.jpg 1000w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/08/rhcp_front-500x495.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/08/rhcp_front-768x760.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Le band devono iniziare da qualche parte e, a meno che tu non sia uno dei rari gruppi che pubblicano un capolavoro al primo tentativo, il disco di debutto sarà probabilmente sottosviluppato e musicalmente immaturo. Questo è il caso del primo album dei RHCP. L&#8217;influenza funk della band è chiaramente presente, ma il sound è un forte rumore punk più che uno stile completamente sviluppato. All&#8217;epoca, i Chili Peppers erano formati da Anthony Kiedis, Flea, il chitarrista Jack Sherman e il batterista Cliff Martinez. Sherman sarebbe stato licenziato dal gruppo nel 1985, mentre Martinez rimase abbastanza a lungo per suonare nel secondo disco, Freaky Styley.</p>



<ol class="wp-block-list" start="11"><li><strong>&#8216;Freaky Styley&#8217; (1985)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1006" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/09/freaky_front.jpg" alt="" class="wp-image-663" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/09/freaky_front.jpg 1000w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/09/freaky_front-497x500.jpg 497w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/09/freaky_front-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/09/freaky_front-768x773.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Freaky Styley è il suono di una band ancora alla ricerca della propria identità, anche se con un po&#8217; più di fiducia nel lavoro. La leggenda del funk George Clinton produsse l’album aiutando i Chili Peppers ad abbracciare pienamente le loro tendenze funk. Freaky Styley offre molta sperimentazione: con elementi di punk, psichedelico e metal inseriti nel mix. Nelle note di copertina della ristampa dell&#8217;album del 2003, Flea ha descritto Freaky Styley come &#8220;troppo funky per le radio bianche, troppo punk rock per i neri&#8221;.</p>



<ol class="wp-block-list" start="10"><li><strong>&#8216;The Getaway&#8217; (2016)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/05/17giugno.jpg" alt="" class="wp-image-2336" width="1000" height="1000"/></figure>



<p>L&#8217;undicesimo album dei Red Hot Chili Peppers va perfettamente bene. Il primo singolo &#8220;Dark Necessities&#8221; è la traccia di spicco indiscussa, con una linea di basso pulsante e una parte di pianoforte ossessionante che creano una canzone leggermente malinconica, ma molto accattivante. Sebbene The Getaway include altre parti salienti, tra cui &#8220;Go Robot&#8221; e &#8220;The Hunter&#8221;, nel complesso è un affare solido ma dimenticabile. L&#8217;album è probabilmente più ricordato per il chitarrista Josh Klinghoffer, che apparentemente ha trovato la sua posizione all&#8217;interno del gruppo nel suo secondo ed ultimo album con i Chili Peppers.</p>



<ol class="wp-block-list" start="9"><li><strong>&#8216;The Uplift Mofo Party Plan&#8217; (1987)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1007" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/11/uplift_front.jpg" alt="" class="wp-image-717" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/11/uplift_front.jpg 1000w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/11/uplift_front-497x500.jpg 497w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/11/uplift_front-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/11/uplift_front-768x773.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Il terzo album dei Red Hot Chili Peppers è stato il primo a presentare effettivamente tutti e quattro i membri fondatori: Anthony Kiedis, Flea, il batterista Jack Irons e il chitarrista Hillel Slovak. È qui che la band inizia davvero a trovare il suo equilibrio. &#8220;Fight Like a Brave&#8221; è un grido di battaglia enfatico, &#8220;Behind the Sun&#8221; è un mix di suoni psichedelici e &#8220;Love Trilogy&#8221; offre alcuni dei testi più forti del gruppo fino ad oggi. Ma la tragedia era dietro l&#8217;angolo. Dopo essere stato in tournée a sostegno dell&#8217;album, Slovak ha avuto un&#8217;overdose fatale nel 1988.</p>



<ol class="wp-block-list" start="8"><li><strong>&#8216;I&#8217;m With You&#8217; (2011)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/07/30agosto.jpg" alt="" class="wp-image-2799" width="1000" height="1000"/></figure>



<p>Il primo album con il chitarrista Josh Klinghoffer, il quale riscosse molte reazioni e criticità da parte dei fan, sconvolti dal fatto che il nuovo chitarrista non portasse lo stesso stile e suono nel gruppo di Frusciante. Ma è facile apprezzare I&#8217;m With You per quello che è: una forte introduzione a un nuovo capitolo nella storia dei Chili Peppers. &#8220;Brendan&#8217;s Death Song&#8221; è un toccante tributo al defunto proprietario di una discoteca Brendan Mullen, che è stato determinante nella band che ha ottenuto alcuni dei loro primi concerti a Los Angeles. &#8220;Look Around&#8221; è un commento sociale nascosto all&#8217;interno di alcuni riff scintillanti di Klinghoffer. Ma il momento clou più brillante dell&#8217;album è il funky e vivace &#8220;The Adventures of Rain Dance Maggie&#8221;.</p>



<ol class="wp-block-list" start="7"><li><strong>&#8216;Unlimited Love&#8217; (2022)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2977" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-1024x1024.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-768x768.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Unlimited Love vede il ritorno per la terza volta di Frusciante nella band e con lui i Red Hot ritrovano il calore e l&#8217;anima della California del sud che hanno reso album come Blood Sugar Sex Magik e Californication così grandi. Il singolo principale &#8220;Black Summer&#8221; è un susseguirsi di armonie euforiche e la chitarra di John è sfolgorante. &#8220;Veronica&#8221; e &#8220;The Heavy Wing&#8221; offrono dei ritornelli super orecchiabili e &#8220;Poster Child&#8221; può essere polarizzante: puoi adorare gli omaggi a molte delle influenze della band o definirlo una fastidiosa imitazione di “We Didn’t Start the Fire”. Nel complesso, l&#8217;album è più sognante che aggressivo, ma è uno stile che questi Chili Peppers indossano parecchio bene.</p>



<ol class="wp-block-list" start="6"><li><strong>&#8216;Mother&#8217;s Milk&#8217; (1989)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_front.jpg" alt="" class="wp-image-1280" width="1000" height="1000" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_front.jpg 600w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_front-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_front-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>È con Mother&#8217;s Milk che i Red Hot Chili Peppers alzano il livello, la band ha finalmente portato alla luce le promesse esternate nei loro primi tre album. Con i nuovi membri John Frusciante e Chad Smith al seguito, si formò la formazione classica del gruppo. E mentre Mother&#8217;s Milk ha certamente alcuni difetti, l&#8217;album è più coeso e melodico di qualsiasi cosa la band avesse precedentemente pubblicato. La traccia più celebre dell&#8217;album è la cover di &#8220;Higher Ground&#8221; di Stevie Wonder una melodia sulla spiritualità precedentemente funky che nelle mani della band è diventata un frenetico inno rock ed è ancora tra le hit preferite dai fan.</p>



<ol class="wp-block-list" start="5"><li><strong>&#8216;By the Way&#8217; (2002)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/06/09luglio.jpg" alt="" class="wp-image-2540" width="1000" height="1000" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/06/09luglio.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/06/09luglio-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Dopo il grande successo di Californication del 1999, le aspettative per By the Way erano alte. L&#8217;album è riuscito non solo a superarle e ma il modo in cui ci sono riusciti è impressionante. I Chili Peppers si sono allontanati dalle influenze funk-punk avvicinandosi ad un suono più melodico, emotivo ed introspettivo. L&#8217;album include ancora molti successi “By The Way”, &#8220;Can&#8217;t Stop&#8221; e &#8220;The Zephyr Song&#8221; e ci sono più ballate di prima, inclusa l&#8217;impetuosa &#8220;Dosed&#8221;. By the Way non è così forte come il suo predecessore, ma è considerato uno dei migliori lavori della band.</p>



<ol class="wp-block-list" start="4"><li><strong>&#8216;One Hot Minute&#8217; (1995)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1021" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/Red-Hot-Chili-Peppers-One-Hot-Minute-Front-1024x1021.jpg" alt="" class="wp-image-1503" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/Red-Hot-Chili-Peppers-One-Hot-Minute-Front-1024x1021.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/Red-Hot-Chili-Peppers-One-Hot-Minute-Front-500x498.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/Red-Hot-Chili-Peppers-One-Hot-Minute-Front-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/Red-Hot-Chili-Peppers-One-Hot-Minute-Front-768x766.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/Red-Hot-Chili-Peppers-One-Hot-Minute-Front-1536x1531.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/Red-Hot-Chili-Peppers-One-Hot-Minute-Front.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L&#8217;unico disco registrato con Dave Navarro alla chiatarra, in sostituzione di John allontanatosi dalla band nel 1992, One Hot Minute è decisamente diverso da qualsiasi altro album pubblicato dal gruppo. Come risultato del coinvolgimento di Navarro ci sono influenze hard rock, metal e psichedeliche, mentre il funk viene spinto ulteriormente in secondo piano. &#8220;Aeroplane&#8221; e &#8220;My Friends&#8221; sono ancora tra i più grandi successi del gruppo, mentre il taglio più profondo &#8220;Warped&#8221; rimane una delle gemme nascoste e sottovalutate della band.</p>



<ol class="wp-block-list" start="3"><li><strong>&#8216;Stadium Arcadium&#8217; (2006)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="800" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/stadium-arcadium-front-cover.jpg" alt="" class="wp-image-1458" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/stadium-arcadium-front-cover.jpg 800w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/stadium-arcadium-front-cover-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/stadium-arcadium-front-cover-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/stadium-arcadium-front-cover-768x768.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>Stadium Arcadium è il primo album n. 1 della band, vince cinque Grammy e vende più di 4 milioni di copie negli Stati Uniti. Ma il doppio album dura più di due ore, quindi c&#8217;è molto riempimento tra i momenti d&#8217;oro, quindi per cui, per ogni &#8221; Snow (Hey Oh)&#8221; e &#8220;Dani California&#8221;, c&#8217;è un &#8220;Warlocks&#8221; o &#8220;C’mon girl&#8221; che ci riportano sulla terra. Ad ogni modo i momenti alti e salienti dell’album superano di gran lunga quelli più noiosi.</p>



<ol class="wp-block-list" start="2"><li><strong>&#8216;Californication&#8217; (1999)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1010" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/03/red-hot-chili-peppers-californication-front-cover-1024x1010.jpg" alt="" class="wp-image-1839" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/03/red-hot-chili-peppers-californication-front-cover-1024x1010.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/03/red-hot-chili-peppers-californication-front-cover-500x493.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/03/red-hot-chili-peppers-californication-front-cover-768x758.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/03/red-hot-chili-peppers-californication-front-cover.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il capolavoro Californication ha senza ombra di dubbio cementato il posto della band nell&#8217;élite del rock. Con John Frusciante di nuovo all&#8217;ovile il gruppo ha realizzato alcuni dei migliori brani della sua storia. Nell’album si possono trovare parecchi giri di basso funky come in &#8220;Around the World&#8221;, e anche ballate toccanti come &#8220;Otherside&#8221; e &#8220;Scar Tissue&#8221;, ma anche suoni rock distorti notasi &#8220;Parallel Universe&#8221; e persino una melodia folk in &#8220;Road Trippin &#8216;&#8221;. Poi c&#8217;è “Californication”, uno sguardo non filtrato al lato oscuro di Hollywood che rimane una delle canzoni più popolari della band. Californication è un trionfo.</p>



<ol class="wp-block-list"><li><strong>&#8216;Blood Sugar Sex Magik&#8217; (1991)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bssm-front-cover.jpeg" alt="" class="wp-image-1476" width="1000" height="1000" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bssm-front-cover.jpeg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bssm-front-cover-500x500.jpeg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bssm-front-cover-150x150.jpeg 150w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Blood Sugar Sex Magik è sancito come il capolavoro rivoluzionario dei Red Hot Chili. Collaborando con il produttore Rick Rubin e registrando in una villa di Hollywood, la band è stata in grado di attingere a qualcosa di crudo, energico e completamente nuovo. &#8220;Give It Away&#8221; è una traccia potente, con Anthony Kiedis che perfeziona il suo stile frenetico. &#8220;Breaking the Girl&#8221; è una delle canzoni più originali della band, e poi c’è lei, &#8220;Under the Bridge&#8221;, uno sguardo pieno di sentimenti e profondamente personale riguardanti le lotte di Kiedis con la sua dipendenza dalla droga che rimane la traccia definitiva dei Red Hot Chili Peppers. I dischi veramente trascendenti operano in una sorta di bolla temporale, con un materiale così forte che il lavoro continua a risuonare decenni dopo la sua uscita è Blood Sugar Sex Magik è senza dubbio un album del genere.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Global Stadium Tour: il dietro le quinte del successo dei RHCP dopo 40 anni di carriera</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/dietro-le-quinte-del-global-stadium-tour/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Generale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Sep 2022 17:14:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[global stadium tour]]></category>
		<category><![CDATA[mothergrid]]></category>
		<category><![CDATA[red hot chili peppers]]></category>
		<category><![CDATA[unlimited love]]></category>
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					<description><![CDATA[Approfondimenti nel backstage del sound design, della scenografia e del lighting design del tour &#8220;Unlimited Love 2022&#8221; dei Red Hot Chili Peppers! Mothergrid è un&#8217;azienda tedesca che si occupa di tecnologia per eventi (concerti, teatri, manifestazioni varie) e sul loro sito e canale YouTube amano pubblicare interviste e dietro le quinte del settore: «nei suoi live streaming, accoglie regolarmente le menti più interessanti del settore e abbraccia una vasta gamma di argomenti che vanno ben oltre la pura tecnologia durante gli eventi. Perché questo è ciò che rende così eccitante questo settore: la connessione tra persone e tecnologia, l&#8217;intreccio e l&#8217;interazione di innumerevoli fattori che rendono possibili eventi e produzioni mozzafiato nella loro interezza». In occasione della tappa tedesca a Colonia (05/07/2022), l&#8217;azienda ha realizzato un video sul Global Stadium Tour 2022 dei Red Hot Chili Peppers, svelando dettagli e curiosità sulle attrezzature utilizzate. Trovate qua sotto il video postato sul canale, di cui lo staff di VeniceQueen.it ha tradotto in italiano la descrizione. Timestamps del video:0:59 – Il sistema audio;7:08 – Backup e altro: Midas Heritage-D HD96;7:50 – Sistema PA: d&#38;b audiotechnik SL-Series;8:48 – Palcoscenico e luci;11:54 – Robe RoboSpot Followspot;12:44 – Distribuzione del segnale;15:20 – grandMA3 al FoH. &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Approfondimenti nel backstage del sound design, della scenografia e del lighting design del tour &#8220;Unlimited Love 2022&#8221; dei Red Hot Chili Peppers!</h2>



<p><strong>Mothergrid</strong> è un&#8217;azienda tedesca che si occupa di <strong>tecnologia per eventi</strong> (concerti, teatri, manifestazioni varie) e sul loro sito e canale YouTube amano pubblicare interviste e dietro le quinte del settore: «nei suoi live streaming, accoglie regolarmente le menti più interessanti del settore e abbraccia una vasta gamma di argomenti che vanno ben oltre la pura tecnologia durante gli eventi. Perché questo è ciò che rende così eccitante questo settore: la connessione tra persone e tecnologia, l&#8217;intreccio e l&#8217;interazione di innumerevoli fattori che rendono possibili eventi e produzioni mozzafiato nella loro interezza».</p>



<p>In occasione della tappa tedesca a Colonia (05/07/2022), l&#8217;azienda ha realizzato un video sul <strong>Global Stadium Tour</strong> <strong>2022</strong> dei <strong>Red Hot Chili Peppers</strong>, svelando dettagli e curiosità sulle attrezzature utilizzate. Trovate qua sotto il video postato sul canale, di cui lo staff di <a href="https://www.venicequeen.it/">VeniceQueen.it</a> ha tradotto in italiano la descrizione.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers live „UnlimitedLove“ Tour 2022 – Sound, stage and lighting design" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/BOuLyroIvBA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>Timestamps del video:<br>0:59 – Il sistema audio;<br>7:08 – Backup e altro: Midas Heritage-D HD96;<br>7:50 – Sistema PA: d&amp;b audiotechnik SL-Series;<br>8:48 – Palcoscenico e luci;<br>11:54 – Robe RoboSpot Followspot;<br>12:44 – Distribuzione del segnale;<br>15:20 – grandMA3 al FoH.</figcaption></figure>



<p>I Red Hot Chili Peppers durante il loro <strong>primo tour negli stadi</strong> &#8211; In che modo lo scenografo e lighting designer <strong>Scott Holthaus</strong> riesce a far uscire i ragazzi dal miserabile palco da <strong>peepshow</strong>? Per sua moglie, la questione e&#8217; chiara: bisogna attirare l&#8217;attenzione.</p>



<p>E così è successo: il vecchio spirito del surf che ha sempre circondato la band ora porta le sue vibrazioni al pubblico. Molte cose sono diverse in questo spettacolo, dato che ci si è già abituati alle <strong>corde Fat Beams</strong> ovunque, oltre ad alcuni <strong>gobo</strong>: ecco servito il look da stadio, presumibilmente questa è la ricetta.</p>



<p>Non così con Scott Holthaus, a lui piace piuttosto slavato e porta a questo scopo una fila di <strong>Elation Proteus Maximus</strong>, diversi <strong>SGM P10</strong> e ben 10 <strong>Ayrton Magic Panels</strong>. Il capo della squadra di illuminazione <strong>Pete &#8220;Pepper&#8221; Schofield</strong> è visibilmente soddisfatto di così tante apparecchiature nel video. Per molti anni ha lavorato a stretto contatto con il direttore di produzione <strong>Narciso Martinez</strong> e la società di produzione <strong>Premier Global Production</strong>.</p>



<p>Sebbene <strong>Nook Schoenfeld</strong> gli abbia mostrato impressionanti effetti di fuoco e acqua con <strong>Cyberlights</strong> e un <strong>Hog 1</strong> molti anni fa, a Holthaus non interessa molto l&#8217;aspetto dei gobo, anche se colleghi come <strong>Dan Hadley</strong> hanno fatto carriere di grande successo con loro, come nota ammiccando.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/62OOGD7COVGHXOOP73S7UJALKA-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-3477" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/62OOGD7COVGHXOOP73S7UJALKA-1024x682.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/62OOGD7COVGHXOOP73S7UJALKA-500x333.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/62OOGD7COVGHXOOP73S7UJALKA-768x512.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/62OOGD7COVGHXOOP73S7UJALKA-1536x1024.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/62OOGD7COVGHXOOP73S7UJALKA.jpg 2000w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p><em><strong>Schermi LED con frame pixel</strong></em></p>



<p>Gli <strong>schermi LED</strong> sono incorniciati in una cornice di <strong>COLORado PXL Bar 8</strong> di <strong>Chauvet Professional</strong>, che, come gli schermi, può anche essere controllato mediante mappatura dei pixel: ancora una volta, l&#8217;onda si riversa, proprio come è successo con i Magic Panel di Ayrton.</p>



<p>I Magic Panel sono affiancati dalle &#8220;<strong>Wings</strong>&#8220;, come le chiama la troupe delle luci, equipaggiate con <strong>SGM Q8</strong>, più Chauvet PXL Bar 8 e alcuni Elation Proteus Maximus. E sia i pannelli che le ali possono essere spostati cineticamente, creando una varietà di possibili sguardi scenici.</p>



<p>Anche gli schermi esterni sono incorniciati con Chauvet PXL 8 e 16, e ai piedi degli schermi ci sono più Proteus Maximus e SGM Q8. I paraocchi tradizionali non si trovano da nessuna parte in questa produzione, ma i Q8 fanno più del loro lavoro.</p>



<p>Il preferito di Pepper, tuttavia, è il <strong>Chauvet Professional Color Strike M</strong> con grado di protezione IP65, soprannominato &#8220;<strong>Screamers</strong>&#8221; dall&#8217;equipaggio, che funge da luci laterali in piccoli numeri.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/red_hot_chili_peppers_live_03_2022-credit_kirsten_otto-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-3480" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/red_hot_chili_peppers_live_03_2022-credit_kirsten_otto-1024x683.jpeg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/red_hot_chili_peppers_live_03_2022-credit_kirsten_otto-500x333.jpeg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/red_hot_chili_peppers_live_03_2022-credit_kirsten_otto-768x512.jpeg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/red_hot_chili_peppers_live_03_2022-credit_kirsten_otto-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/red_hot_chili_peppers_live_03_2022-credit_kirsten_otto.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p><strong><em>Sistemi di tracciamento Robe RoboSpot</em></strong></p>



<p>Diversi <strong>Robe RoboSpot</strong> sono usati per le riprese, gli operatori sono posizionati a destra del palco, i vantaggi di tali sistemi hanno reso in breve tempo i chasers appesi al rig sopra il palco un ricordo del passato. Sono disponibili due faretti per ciascuno dei quattro musicisti. Scott Holthaus controlla l&#8217;intensità del <strong>FoH</strong> (front of house, l&#8217;audio che sente il pubblico <em>ndr</em>) tramite un fader sul <strong>grandMA3</strong>.</p>



<p><strong><em>Distribuzione del segnale tramite ProPlex</em></strong></p>



<p>La distribuzione del segnale per luce e video avviene tramite una<strong> EZ-LAN</strong> di <strong>tmb / ProPlex</strong>: ogni segnale può essere emesso in ciascuna delle quattro posizioni dimmer tramite <strong>ProPlex IQ TWO 1616 Ethernet Nodes</strong>, sono possibili fino a nove reti diverse . E ci sono così tanti segnali che i parametri dei tre grandMA3 di <strong>MA Lighting</strong> non sono di gran lunga sufficienti. Sono supportati da otto <strong>MPU</strong>, sempre di MA Lighting.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="980" height="653" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/attachment-red_hot_chili_peppers_stage_show_sofi_stadium_los_angeles_july_2022_kevin_mazur_getty_images.jpg" alt="" class="wp-image-3479" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/attachment-red_hot_chili_peppers_stage_show_sofi_stadium_los_angeles_july_2022_kevin_mazur_getty_images.jpg 980w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/attachment-red_hot_chili_peppers_stage_show_sofi_stadium_los_angeles_july_2022_kevin_mazur_getty_images-500x333.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/attachment-red_hot_chili_peppers_stage_show_sofi_stadium_los_angeles_july_2022_kevin_mazur_getty_images-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure></div>



<p><strong><em>d&amp;b audiotechnik SL Series: la pace sul palco</em></strong></p>



<p>Per quanto i Red Hot Chili Peppers vorrebbero portare la folla in estasi durante il loro primo tour negli stadi Europei, sul palco, amano avere la loro pace e tranquillità e il suono sotto controllo.</p>



<p>Un requisito come se fosse fatto per la <strong>serie SL</strong> progettata da cardioide di <strong>d&amp;b audiotechnik</strong>. Moduli <strong>GSL</strong> nel <strong>Main Hang,</strong> completati dalla <strong>serie KSL</strong> più compatta sui lati. Al momento dell&#8217;intervista, i collaudati <strong>moduli L</strong> di d&amp;b erano ancora in volo sulle linee di ritardo, ma anche questi sono stati sostituiti dalla serie KSL con l&#8217;avanzare del tour.</p>



<p><strong><em>Yamaha e Midas al FoH</em></strong></p>



<p>Il soundman FoH <strong>Toby Francis</strong> ha lavorato con molte band, ma ora è incaricato di evocare un mix omogeneo dall&#8217;energia ancora pulsante della band di Los Angeles notte dopo notte con i Red Hot Chili Peppers.</p>



<p>Le specifiche della band erano per un sistema analogico a FoH. Il tecnico FoH <strong>Andrew Kastrinels</strong> spiega la configurazione FoH, dai <strong>preamplificatori Dante</strong> e la distribuzione del segnale per la console principale, il <strong>Midas HD96</strong> come console di backup e la console di trasmissione. I segnali vengono trasmessi tramite <strong>Focusrite RedNet</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="791" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/490A2224-791x1024.jpg" alt="" class="wp-image-3478" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/490A2224-791x1024.jpg 791w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/490A2224-386x500.jpg 386w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/490A2224-768x994.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/490A2224-1187x1536.jpg 1187w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/490A2224-1583x2048.jpg 1583w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/490A2224.jpg 1731w" sizes="auto, (max-width: 791px) 100vw, 791px" /></figure>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Broken Record: John Frusciante intervistato da Rick Rubin (Aprile 2022) &#8211; 2a PARTE</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/broken-record-john-frusciante-intervistato-da-rick-rubin-aprile-2022-2a-parte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Mechelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Sep 2022 17:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
		<category><![CDATA[John Frusciante]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anthony kiedis]]></category>
		<category><![CDATA[Broken Record Podcast]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[micheal beinhorn]]></category>
		<category><![CDATA[mothers&#039; milk]]></category>
		<category><![CDATA[rick rubin]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco la seconda parte dell&#8217;intervista che John Frusciante ha rilasciato il 1° aprile 2022 al produttore Rick Rubin per il Podcast Broken Record. Sul finale dell&#8217;intervista si unirà a loro anche Anthony Kiedis.Leggi QUI la prima parte. Traduzione a cura di Miriam Mechelli Il podcast Broken Record è disponibile in inglese su Spotify e YouTube. Ascolta l&#8217;intervista su Youtube Ascolta l&#8217;intervista su Spotify Rick Rubin «Come hai saputo che stessero cercando un chitarrista prima di unirti a loro? Come è successo?» John Frusciante «Quando avevo 17 anni vivevo tra Yucca e Argyle, ad Hollywood, ed ho stretto amicizia con una ragazza di New York di nome Sarah Cox e lei mi ha presentato D.H. Peligro dei Dead Kennedys e così ho cominciato a suonare con lui e con un mio amico bassista di nome Robert. Abbiamo formato questa band che era molto ispirata ai Red Hot Chili Peppers ed infatti &#8220;Stone Cold Bush&#8221; è un brano nato proprio da questa band.» RR «Wow!» JF «Non abbiamo mai fatto spettacoli o esibizioni, ma abbiamo suonato parecchio insieme, ed un giorno D.H. mi ha chiamato e mi ha detto che Flea era appena rientrato dal tour europeo. Lui sapeva che io amavo &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Ecco la seconda parte dell&#8217;intervista che <strong>John Frusciante</strong> ha rilasciato il 1° aprile 2022 al produttore <strong>Rick Rubin</strong> per il Podcast <strong>Broken Record.</strong> Sul finale dell&#8217;intervista si unirà a loro anche <strong>Anthony Kiedis</strong>.<br><br>Leggi <a href="https://www.venicequeen.it/in-evidenza/broken-record-john-frusciante-intervistato-da-rick-rubin-aprile-2022-1a-parte/" data-type="URL" data-id="https://www.venicequeen.it/in-evidenza/broken-record-john-frusciante-intervistato-da-rick-rubin-aprile-2022-1a-parte/"><strong>QUI</strong></a> la prima parte.</h3>



<h4 class="has-text-align-right wp-block-heading">Traduzione a cura di <strong>Miriam Mechelli</strong></h4>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Il podcast <strong>Broken Record</strong> è disponibile in inglese su <strong>Spotify</strong> e <strong>YouTube</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="John Frusciante of the Red Hot Chili Peppers | Broken Record (Hosted by Rick Rubin)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/QXjaP53eOco?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>Ascolta l&#8217;intervista su Youtube</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Spotify Embed: John Frusciante" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/2cqcefxRTQSiRmL8XYXPcQ?si=26468d3920a94403&#038;utm_source=oembed"></iframe>
</div><figcaption>Ascolta l&#8217;intervista su Spotify</figcaption></figure>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>Rick Rubin</strong></mark> </mark>«Come hai saputo che stessero cercando un chitarrista prima di unirti a loro? Come è successo?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>John Frusciante</strong> </mark>«Quando avevo 17 anni vivevo tra Yucca e Argyle, ad <strong>Hollywood</strong>, ed ho stretto amicizia con una ragazza di <strong>New York</strong> di nome Sarah Cox e lei mi ha presentato <strong>D.H. Peligro</strong> dei <strong>Dead Kennedys</strong> e così ho cominciato a suonare con lui e con un mio amico bassista di nome Robert.  Abbiamo formato questa band che era molto ispirata ai <strong>Red Hot Chili Peppers</strong> ed infatti &#8220;<strong>Stone Cold Bush</strong>&#8221; è un brano nato proprio da questa band.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong> </mark>«Wow!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong> </mark>«Non abbiamo mai fatto spettacoli o esibizioni, ma abbiamo suonato parecchio insieme, ed un giorno <strong>D.H.</strong> mi ha chiamato e mi ha detto che <strong>Flea</strong> era appena rientrato dal tour europeo. Lui sapeva che io amavo <strong>Flea</strong> e così mi disse <em>&#8216;Flea vuole sapere se ti va di venire a fare una jam con noi&#8217; </em>e così sono andato a suonare con lui. Abbiamo fatto &#8220;<strong>Alice In My Fantasies&#8221;</strong> dei <strong>Funkadelic</strong> e mi pare che abbiamo anche tentato di fare una cover di &#8220;<strong>Higher Ground</strong>&#8220;, che poi abbiamo effettivamente messo in<strong> Mother’s Milk</strong>, già <strong>Flea</strong> in quel periodo aveva questo desiderio di fare la cover <em>heavy metal</em> di <strong>&#8220;Higher Ground&#8221;</strong>.»</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Abbiamo fatto una jam, e a <strong>Flea</strong> credo fosse piaciuto suonare con me perché mi lasciò il suo numero di telefono e mi disse che gli sarebbe piaciuto suonare di più insieme. Qualche settimana dopo ho preso coraggio e l’ho chiamato io per sapere se gli andasse di fare un’altra jam, e l’ho trovato che piangeva e mi disse solo</em> &#8216;Ora non posso parlare, è appena morto il mio chitarrista&#8217; <em>e riagganciò velocemente il telefono.»</em></p><cite>John Frusciante ricorda i primi contatti con Flea</cite></blockquote>



<p>«Poi penso che sia voluto comunque restare in qualche modo in contatto con me, mentre cercava di chiarirsi le idee sul fatto di voler continuare a fare musica e portare avanti la band o meno, e mi chiese se volevo andare a fare una jam con lui nel garage del suo amico Ted.<br>Quindi suonammo solo io e lui, senza batterista o altro e lui mi disse <strong><em>&#8216;Sai, non sono sicuro se la band continuerà a questo punto, ma se dovesse accadere, di sicuro ti faremo un’audizione.</em></strong>&#8216;<br>Poi ad un certo punto mi chiamò per dirmi che <strong>Blackbyrd</strong> era stato tipo per una settimana nella band nel periodo in cui <strong>Hillel</strong> se ne era andato e lo avevano licenziato su due piedi quando <strong>Hillel </strong>aveva deciso di tornare e si sentivano in colpa per questo, si meritava di avere un’opportunità. <br>Quindi <strong>Blackbyrd</strong> stette nella band per alcuni mesi, ma io sentivo che sarei finito per entrarci, ed infatti poi è accaduto.»</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Spotify Embed: Higher Ground - Remastered" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5arVt2Wg0zbiWwAOZef2Nl?si=db7bef9e08d045de&#038;utm_source=oembed"></iframe>
</div><figcaption>Ascolta &#8220;Higher Ground&#8221; su Spotify, dall&#8217;album Mother&#8217;s Milk </figcaption></figure>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Raccontami ciò che ti ricordi di queste prime due jam, partendo dalla prima con <strong>D.H. Peligro</strong> e <strong>Flea</strong>, che ti ricordi di quell’esperienza, quanto è durata la jam?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF </strong></mark>«L’abbiamo fatta nel garage di casa di <strong>D.H.</strong> e <strong>Walt</strong> dei <strong>Fishbone</strong>, ci passavo spesso davanti a quel garage, è durata un paio d’ore e mi ricordo che <strong>Flea</strong> ha suonato <strong>&#8220;Alice In My Fantasies&#8221;</strong> e poi la cover di <strong>&#8220;Higher Ground&#8221;</strong>, ma non ho grandi ricordi perché ero troppo nervoso, la mia testa andava velocissima e si concentrava su cose secondarie come <strong>Flea</strong> che andava verso <strong>D.H. </strong>e gli sussurrava qualcosa all’orecchio e lui gli rispondeva mormorando ed io pensavo <em><strong>&#8216;Mi chiedo se staranno parlando bene di me, </strong>(ridono, ndt)<strong> o dicono cose negative, chi lo sa!&#8217;</strong></em>. Magari parlavano di tutt&#8217;altre cose…comunque ritengo che emanassimo buone vibrazioni, ma mi ricordo questi momenti in cui <strong>Flea</strong> parlava all’orecchio con <strong>D.H.</strong>»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong> </mark>«Ritieni che suonasse bene come te lo aspettavi?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong> </mark>«Sì, lui è il mio bassista preferito, è risaputo, era fantastico essere lì a suonare con lui …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Quindi non sei rimasto deluso da questa esperienza, era tutto come lo avevi immaginato.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Fantastico!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Sì, è stato proprio bello!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Fantastico! E la seconda volta in cui eravate solo tu e lui, cosa ti ricordi?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «La seconda volta l’energia era calata, non facevamo rock a briglia sciolta come la prima, l&#8217;umore era cupo, stavamo seduti lì ed io mi sentivo come disconnesso: nonostante ritenessi di essere un bravo chitarrista, mi rendevo conto che avevo ancora parecchia strada da fare nel capire come amalgamarmi a lui, perché in molti aspetti avevo paura di suonare in modo semplice. Nelle persone dell’epoca c’era questa malattia per gli anni ‘80 ed anch’io ne ero una vittima, del tipo che se non suono qualcosa di estroso non mi sto impegnando abbastanza e cose simili… o alle persone non piacerà cosa suono, robe così. <br>La cosa che ho imparato dopo un po&#8217; che ero nel gruppo è che anche per chi faceva i complimenti a <strong>Flea</strong> per il suo modo di suonare il basso non aveva nulla a che vedere con il suo mettersi in mostra, perché lui a volte sembra che si stia mettendo in mostra quando non è assolutamente così!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong>«Vero!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Le persone attratte dall’estro ascoltano il suo modo di suonare il basso e pensano <em>&#8216;Wow, è davvero bravo!&#8217;</em>, ma per lui che viene dal jazz, dalla tromba, il jazz è la forma primaria di musica con la quale ha plasmato la sua mente, il suo modo di suonare è una semplificazione, una grande semplificazione del suo gusto musicale primario. Quindi dal punto di vista di <strong>Flea</strong> il suo modo di suonare il basso deriva da una semplificazione della sua concezione mentale della musica, mentre per me semplificare fino a quel punto significava suonare molto meno di quanto io avrei immaginato di fare, e probabilmente in quel giorno triste ho suonato troppo e con il senno di poi avrei potuto essergli più di sostegno.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong>«Quando è stata la prima volta che hai suonato con tutta la band, raccontami di quell’esperienza. Ti eri presentato per un’audizione? Immagino il passo successivo sia stato questo.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong></mark>«Sì, come ti dicevo, <strong>Flea </strong>mi aveva detto che mi avrebbero fatto un’audizione e poi mi chiamò per dirmi che avevano ripreso <strong>Blackbyrd</strong> anche se mi aveva detto che l’avrebbero fatta a me …»</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - W/ DeWayne McKnight and D.H. Peligro (MTV 1988) (Fragment)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/JvLfNx7qxTE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>La band, orfana del defunto Hillel Slovak e del dimissionario Jack Irons, arruolò D.H. Peligro alla batteria e DeWayne &#8220;Blackbyrd&#8221; McKnight alla chitarra, che avrebbero poi ceduto il posto rispettivamente a Chad Smith e John Frusciante</figcaption></figure>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong></mark>«Non c’è mai stata …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong> </strong></mark>«Non c’è mai stata!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR<strong> </strong></mark></strong></mark>«E dopo che è successo?»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Un’audizione c’è stata, anche se io mentre stava accadendo non sapevo che lo fosse, <strong>Flea</strong> aveva organizzato questa cosa … noi ormai eravamo amici, ci vedevamo alle feste, lui era venuto al compleanno della mia ragazza … quindi eravamo amici, ed un giorno lui mi chiamò e mi disse che aveva un registratore a quattro piste ed una <em>drum machine</em>, mi disse &#8216;Ti va di passare e di suonare un po&#8217; la chitarra su queste basi?&#8217; Ovviamente accettai ed andai nel suo appartamento, lui con il basso e la <em>drum machine</em> suonò tre canzoni e io creai le parti di chitarra direttamente sul momento e le registrammo in presa diretta, ci siamo divertiti per un po&#8217;, poi abbiamo guardato dei video dei <strong>Funkadelic</strong>, abbiamo passato un po’ di tempo con sua moglie Loesha … »</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«È venuto fuori, ma io l’ho saputo solo tempo dopo, che ciò che Flea aveva fatto era di aver registrato sullo stesso nastro Blackbyrd e le sue parti di chitarra e poi le aveva sovraincise con le mie, così aveva un confronto su quali parti di chitarra fossero migliori. Per quel poco che ne so io, quando la sera me ne stavo andando, Loesha disse a Flea </em>&#8216;Questo è il chitarrista per i Red Hot Chili Peppers, è il vostro uomo&#8217;.<em>»</em></p><cite>John Frusciante racconta l&#8217;audizione alla quale, a sua insaputa, è stato sottoposto a casa di Flea</cite></blockquote>



<p>«<strong>Flea</strong> si sentiva in colpa a dover mandar via <strong>Blackbyrd</strong> un’altra volta, quindi anche se pensavo di aver <em>&#8216;vinto&#8217;</em> questa specie di competizione o qualsiasi cosa fosse, passarono un altro paio di settimane e non successe nulla, e poi <strong>Flea</strong> mi chiamò per dirmi che <strong>Bob Forrest</strong> dei <strong>Thelonious Monsters</strong> cercava un chitarrista. Le cose non stavano andando benissimo con <strong>Blackbyrd</strong>, non sapeva come sarebbe andata a finire, quindi mi disse <strong><em>&#8216;Ho detto a Bobby che può avere il tuo numero, ma gli ho anche detto che ho la prelazione su questo ragazzo, se decidiamo che lo vogliamo nei Chili Peppers ho la prelazione e non te ne devi avere a male e non devi arrabbiarti!&#8217;</em></strong> <em>(ridono, ndt)</em>»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Fantastico … »</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Quindi ho parlato con Bob, sono andato alle prove dei <strong>Thelonious Monsters</strong> e ho fatto l’audizione per loro e mi hanno preso subito, ma la particolarità di quell’audizione è che c’era <strong>Anthony Kiedis</strong>, lui e <strong>Flea </strong>dovevano essersi parlati e gli aveva detto di venire a darmi un’occhiata.»</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Anthony ha assistito a tutta l’audizione, poi quando mi hanno detto che mi prendevano è tornato da Flea e la sera alle 18 mi hanno chiamato entrambi e mi hanno detto </em>&#8216;Ne abbiamo parlato a lungo, ma abbiamo deciso che devi essere tu il chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, è questo che vuoi?&#8217; <em>ed io risposi &#8216;</em>&#8216;Sì, lo voglio più di qualsiasi altra cosa al mondo!&#8217;<em>.</em>»</p><cite>John Frusciante racconta il momento decisivo in cui ha deciso entrare a far parte dei RHCP piuttosto che dei Thelonious Monsters</cite></blockquote>



<p>«<em>(Rick Rubin ride, ndt)</em> Dovevano trovare il modo di dirlo a <strong>Blackbyrd</strong>, così volevano essere certi che io fossi sicuro di quello che volevo fare. Così ho chiamato <strong>Bob</strong> e gli ho detto che sarei stato felice di suonare ad ogni spettacolo che avevano già fissato <em>(i Thelonious Monsters, ndr)</em>, ma anche che mi avevano chiesto di entrare nei <strong>Red Hot Chili Peppers</strong> ed avevo accettato e lui mi rispose <strong><em>&#8216;Eh, tanto lo sapevo che andava a finire così…&#8217;</em></strong> <em>(ridono, ndt)</em>. <strong>E così ho fatto qualche spettacolo con loro nelle settimane successive, mentre iniziavo le prove con i Chili Peppers ed il batterista era proprio D.H. Peligro che mi aveva presentato Flea, che aveva smesso di suonare con me proprio perché era entrato nei Chili Peppers.</strong>»</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="467" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/dh.jpg" alt="" class="wp-image-3217" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/dh.jpg 700w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/dh-500x334.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>I Red Hot Chili Peppers con John Frusciante (chitarra, il secondo da sinistra) e D.H. Peligro (batteria, il quarto da sinistra)</figcaption></figure></div>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Quindi tu sei entrato nei Chili Peppers prima che arrivasse Chad.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong>«Non lo sapevo, per qualche motivo pensavo che tu fossi stato l’ultimo arrivato, forse solo perché sei più giovane, ecco perché avevo questa idea.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Certo …»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong>«Quindi tu eri nel gruppo e cosa successe?»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«<strong>Io, D.H., Anthony e Flea formavamo la band e facemmo un piccolo tour, chiamato Turd Town Tour, che attraversava il Midwest e … non andò molto bene!</strong> <em>(ridono, ndt)</em>. Fu molto disarticolato. <br><strong>D.H.</strong> era un grande batterista, pieno di energia, lo è tutt’ora, ma non era allineato allo spirito della band come noi. Per me era una questione vitale, del tipo <strong><em>&#8216;Se fallisco in questa cosa la mia vita è finita!&#8217;</em></strong>, capisci? <em>(ride, ndt). </em>Invece <strong>D.H.</strong> teneva in qualche modo le distanze, era un tour strano, c’era parecchia gente, ma ad esempio una sera ricordo che eravamo in un <em>cowboy-bar</em>, hai presente quei posti dove la gente va tutte le sere a bere? <br><strong>Anthony</strong> era furioso con il nostro manager per aver anche solo pensato di farci suonare in posto così … E abbiamo fatto uno show davvero brutto, abbiamo dovuto ricominciare i pezzi perché non ci sincronizzavamo sui tempi tra di noi e <strong>Flea</strong> ha dovuto fermare il brano e ricominciare …<br>Eravamo ad un punto basso come band, ma al di fuori eravamo grandi amici, ho rivisto recentemente delle foto di noi quattro insieme e da lì puoi vedere che eravamo davvero amici, venivamo tutti dallo stesso posto &#8230; quando Chad si è unito al gruppo, era uno forestiero, capisci, veniva da <strong>Detroit</strong> ed era un appassionato di <em>hard rock</em> che era venuto ad <strong>L.A.</strong> sognando magari di entrare in una band come i <strong>Guns&#8217;N&#8217;Roses</strong> o qualcosa di simile, quindi con <strong>Chad</strong> eravamo come mal assortiti, mentre con <strong>D.H.</strong> venivamo dalle stesse esperienze di vita o come le vuoi chiamare. Sta di fatto che abbiamo licenziato <strong>D.H. </strong>e fatto una tonnellata di audizioni per il batterista finché non è arrivato <strong>Chad</strong>. La storia nasce dal fatto che Denise Zoom, che era la moglie di Billy Zoom degli X, venne da me durante un concerto dei Fishbone con i Public Enemy al Santa Monica Civic, che tra l’altro si rivelò essere un concerto molto violento, c’erano anche delle armi, però il punto è che ad un certo punto lei venne da me e mi disse <strong><em>&#8216;John, ho il vostro nuovo batterista! Mangia batteria a colazione!&#8217;</em></strong> ed io da quel momento dicevo a tutti di quanto fosse sciocco dire <em>&#8216;mangia batteria a colazione&#8217;.</em>»</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Poi lui venne a fare l’audizione per noi, e quando se n’è andato eravamo tutti &#8230; perché ci aveva guidati per tutto il tempo, noi eravamo abituati a D.H. che tendeva a seguirci, ed invece Chad aveva tenuto le redini tutto il tempo, aveva cominciato con un lento </em>groove funk<em> e poi gradualmente andava sempre più veloce, sempre più veloce, sempre più veloce, fino a quando non ha cominciato a suonare ad una velocità folle, una roba tipo </em>speed metal<em>, è stato veramente impressionante. C’erano stati un altro paio di batteristi che non erano male, ma Chad fin da subito si è mostrato come la forza motrice della band, capisci?»</em></p><cite>John Frusciante racconta l&#8217;audizione di Chad Smith prima del suo ingresso nei Red Hot Chili Peppers</cite></blockquote>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong>«Sì!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Una volta che se n’è andato Flea ha detto <strong><em>&#8216;questo mangia davvero batteria a colazione!&#8217;</em></strong> <em>(ridono, ndt)</em>. Sembrava così fuori di testa, perché via via che andava più veloce gridava <strong><em>&#8216;Fottetevi! Fottetevi!&#8217;</em></strong>, ci stava mettendo davvero un sacco di energia, anche nel modo in cui picchiava ed era davvero divertente. La cosa che ci ha colpito è stata anche che dal momento in cui ha cominciato a suonare, Anthony ha cominciato ad avere un attacco di risa e quando Anthony comincia a ridere va avanti per minuti, tipo dieci minuti buoni, e questo è successo quando Chad ha cominciato a suonare ed era contagioso, così anche io ho cominciato a ridere e ci siamo stesi sul pavimento dalle risate per quanta intensità c’era.»</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="739" height="546" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/mm.jpg" alt="" class="wp-image-3326" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/mm.jpg 739w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/mm-500x369.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/mm-95x71.jpg 95w" sizes="auto, (max-width: 739px) 100vw, 739px" /><figcaption>I Red Hot Chili Peppers all&#8217;epoca di Mother&#8217;s Milk, da sinistra a destra: Chad Smith, John Frusciante, Anthony Kiedis e Flea</figcaption></figure></div>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong>«Fantastico!»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Ci abbiamo messo un paio di mesi di prove prima di permettere a Chad di proporre le sue parti di batteria per le canzoni che avevamo già scritto, era davvero nuovo nel gruppo. Gli abbiamo anche dato la possibilità di registrare un brano, <strong>&#8220;Taste The Pain&#8221;</strong>, per la colonna sonora di un film, mi ricordo che era il dicembre del 1988 ed era ancora prima che decidessimo di assumerlo, ma poteva essere una buona idea per vedere come sarebbero andate le cose, e lui disse<em> <strong>&#8216;Non posso, devo andare a Detroit per passare il Natale con la mia famiglia&#8217;</strong>.</em> Io mi chiedevo<em><strong> &#8216;Che diavolo ha questo tizio che non va, ma si rende conto dell’opportunità che ha avuto?&#8217;</strong></em>. C’era davvero la preoccupazione da parte mia che Chad non percepisse che grande band fossimo e che non apprezzasse davvero l&#8217;opportunità che stava avendo, sembrava davvero indifferente e noncurante di tutta la situazione, capisci? Mentre io ero così spaventato che ogni mossa che facevo mi portasse a sbagliare e non sarei più stato nel gruppo, Chad era proprio tranquillo al riguardo, che se ci pensi è proprio uno dei suoi pregi, quindi per quella registrazione chiamammo <strong>Phillip &#8220;Fish&#8221; Fisher </strong>dei&nbsp;Fishbone, ma alla fin fine decidemmo che Chad era il nostro batterista.»</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - Taste the Pain (Official Music Video)" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/FLROyqwBgBE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>&#8220;Taste The Pain&#8221; è stata scritta per la colonna sonora del film &#8220;Say Anything&#8221;, in cui ha recitato Ione Skye, storica fidanzata di Anthony Kiedis negli Anni &#8217;80</figcaption></figure>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">RR</mark> </strong></mark><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">«Avete</mark> fatto qualche spettacolo con Chad prima di registrare l’album?»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Sicuramente abbiamo suonato con lui durante le registrazioni del disco, non sono sicuro se l’abbiamo fatto prima … facevamo delle piccole esibizioni nei week end, ad esempio nei college, e qualche show nei club qui e là, ma è buffo che io non abbia nessun ricordo di quale sia stato il primo concerto con Chad … Sicuramente durante le registrazioni del disco facevamo questi show nel weekend per racimolare qualche soldo in più e lui era sempre bravo, era bello suonare con qualcuno che era sulla tua stessa lunghezza d’onda, voglio dire, se io improvvisavo mi seguiva, ma potevi contare su di lui per avere il tempo.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Lui aiutava lo spettacolo ad essere sempre solido nel miglior modo possibile, che è una gran cosa.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Sì!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Quindi raccontami come è stato fare questo primo disco, era la prima volta che registravi in un vero studio di registrazione?»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Sì, era la prima volta. Ti avevo accennato alla canzone<strong> &#8220;Taste The Pain&#8221;</strong> e lì è filato tutto liscio, mi ricordo che le parti di basso, batteria e chitarra come le abbiamo suonate sono poi quelle che si sentono sul disco, come una registrazione dal vivo, sapevo che avrei registrato in studio, ma ero contento che tutto fosse andato così bene e tutto si fosse incastrato perfettamente. Ma quando registrammo <strong><em>Mother’s Milk</em></strong>, <strong>Michael Beinhorn</strong> aveva questa idea .. il produttore <strong>Michael Beinhorn</strong> aveva questa idea di estremizzare il<em> funk heavy metal</em> del gruppo e voleva che tutto fosse veloce e <em>&#8216;pushed&#8217;</em>. In studio di registrazione, per chi non lo sapesse quando ci si riferisce al tempo si può essere <em>&#8216;laid back&#8217;</em> <em>(più lenti e rilassati, dando maggiore feedback agli altri musicisti, ndt)</em> o <em>&#8216;pushing&#8217;</em> <em>(più veloci ed accelerati, con uno stile aggressivo che spicca rispetto agli altri membri, ndt)</em>, ma di solito quando si dice che qualcuno è troppo &#8216;<em>pushing</em>&#8216; si vuole sottintendere che dovrebbe fare un &#8216;<em>laid back</em>&#8216; migliore.»</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/beinhorn-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-3329" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/beinhorn-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/beinhorn-1-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/beinhorn-1-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/beinhorn-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/beinhorn-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Michael Beinhorn è uno dei produttori più famosi della scena musicale alternative USA: oltre ai RHCP, annovera nel suo curriculum artisti del calibro di Soundgarden, Hole, Marylin Manson, Korn</figcaption></figure>



<p>«Invece <strong>Michael Beinhorn</strong> voleva proprio che noi spingessimo tutto all’estremo ed io a quel tempo non avevo neanche mai sentito prima queste espressioni <em>&#8216;laid back&#8217;</em>, <em>&#8216;pushing&#8217; .</em>.. ero abbastanza certo che l’obiettivo fosse suonare a tempo ed il concetto del “laid back” io credevo fosse quello che già facevo spontaneamente impegnandomi nell’andare a tempo, invece lui voleva proprio che tutto fosse spinto estremamente forte e noi le suonavamo … anche adesso, quando riascolto l’album mi sembra che andavamo 10/15 bpm più veloce di quando le suoniamo dal vivo, e lui ce le faceva rifare perché non spingevamo abbastanza, veniva nella sala di registrazione e saltava agitando le mani in aria e sudando perché voleva che spingessimo fino all’estremo. So di persone che amano la Jungle drum’n’bass o la breakcore e che quando erano ragazzi amavano questo album proprio per questo motivo, per questa versione estrema e accelerata del <em>funk</em> che per certi aspetti non è diversa da quando velocizzi un <em>breakbeat</em>, capisci?»</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Io non sapevo cosa fosse il </em>&#8216;pushing&#8217; <em>e non potevo fare ciò che lui voleva che facessimo. Chad e Flea sembravano capire cosa lui volesse, ma si arrivava al punto in cui io non riuscivo a stare più al passo con Flea e Chad e lì pensavo &#8216;Questo succede perché faccio schifo, sono un fallito, sono il peggiore del gruppo&#8217; e così è andata a finire che praticamente tutto ciò che io suono in quel disco è stata sovraincisa perché non riuscivo ad entrare in quello stile di suono.»</em></p></blockquote>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Ti è risultato innaturale?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> <strong>«Sì, lo sentivo innaturale, ma se devo dirla tutta, ancora oggi, ma ancora di più in quel periodo, sentivo che suonare le canzoni più velocemente di come sono state pensate spingendo sempre al massimo risulta una cosa imbarazzante. È stato un album difficile da realizzare per me, non sapevo nulla del lavoro in studio di registrazione e gran parte del mio lavoro è consistito in me che suonavo con Michael Beinhorn seduto vicino ed io ero completamente all’oscuro di ciò che lui potesse considerare una buona registrazione o cosa non lo fosse. Sì, ho avuto un sacco di difficoltà a registrare quel disco per questa ragione, per quel periodo quella era una visione innovativa che influenzò molte persone in molti modi e lui aveva questa visione così chiara da farmi sentire che io non avessi alcuna voce in capitolo o uno spazio per adattarmi a ciò che lui voleva in un modo che mi risultasse confortevole. Lui aveva preso anche il controllo del processo di <em>mixaggio</em> e nessuno di noi era presente o ha avuto una versione finale del disco, non lo abbiamo nemmeno ascoltato. Le canzoni sono state ri-editate in modo totalmente differente da come le avevamo scritte e cose del genere &#8230; sì, è stata un’esperienza molto intensa.»</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="595" height="459" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_back.jpg" alt="" class="wp-image-1281" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_back.jpg 595w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_back-500x386.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 595px) 100vw, 595px" /><figcaption>Il retro copertina di Mother&#8217;s Milk, quarto album in studio della band pubblicato il 16 Agosto 1989, a poco meno di 14 mesi dalla scomparsa del compianto chitarrista co-fondatore, Hillel Slovak, a cui il disco stesso è stato dedicato.</figcaption></figure></div>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong> </mark>«E dopo siete andati in tour?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì, siamo stati in tour per circa un anno e mezzo … Ehi c’è Anthony!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>Anthony Kiedis</strong></mark> «Ciao John!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «<em>(ridendo, ndt)</em> Ehi!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Ehi, come stai?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Ciao Rick, spero di non interrompervi!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «No, va tutto bene, stavo avendo una lezione di storia che mi affascina molto, la amo e penso che piacerebbe anche a te, magari non sai i retroscena della storia di cui eri parte tu stesso &#8230;»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Di chi?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Di John!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «I retroscena di John? <em>(con voce un po’ stupita, mentre John ride, ndt)</em>»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «John prima della band, è interessante!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Avevo incontrato John …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «<em>(ridendo, ndt)</em> È vero non le ho raccontate, ci sono un paio di connessioni tra me e Anthony di cui non ho parlato …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Anthony, qual è il tuo racconto del tuo incontro con John?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «È qualcosa di un po&#8217; raccapricciante … vediamo … i Red Hot Chili Peppers avevano uno show a …<strong>Pasadena</strong>?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì, al Perkins Palace.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Al <strong>Perkins Palace</strong>, che era un luogo storico dove sono stati realizzati tanti bellissimi concerti compreso quello dei <strong>King Crimson</strong> in cui Flea è svenuto … Ma avevamo uno show lì ed io stavo attraversando un periodo nebuloso della mia vita in cui facevo largo uso di droghe e a volte arrivavo tardi per il concerto o altre volte non mi presentavo proprio perché ero un po&#8217; perso … a questo concerto in particolare stavo facendo tardi perché ero in centro a <strong>Los Angeles</strong> a comprare la droga, e quando sono arrivato era buio e c’era un parcheggio fuori dal Perkins Palace ed io stavo andando a farmi una dose da qualche parte nel parcheggio per approfittare del mio lato malato ed ho incontrato questi due bei fans eccitati e carichi per lo show, almeno lo erano per me, uno era <strong>John</strong> e l’altro era … Bill?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «No, era un ragazzo di nome <strong>Matt</strong>, il ragazzo che.. ok…»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color">AK</mark> </strong>«Matt. Quindi John e Matt si sono avvicinati dicendo <em>(fa la voce eccitata, ndt)</em> <em>&#8216;Oh mio Dio, siamo qui per lo show, non vediamo l’ora! Che canzoni farete …&#8217;</em> e cose del genere ed io (sbrigativo) <em>&#8216;Ciao ragazzi, ci vediamo dentro tra un minuto&#8217;.</em>»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">.JF</mark> </strong>«No, non ci hai ignorato, Matt ha detto tipo <em>&#8216;Ehi Anthony, che fai qui?&#8217; </em>e tu <em>&#8216;No, niente, faccio una passeggiata contemplativa!&#8217;</em>» <em>(Ridono tutti, ndt)</em></p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong> </mark>«Un po&#8217; troppo contemplativa … Quindi io ero rimasto colpito dall’entusiasmo e dalla bella aura di queste belle persone che erano eccitate per lo show ed io mi sentivo un po&#8217; demoralizzato perché stavo attraversando questo periodo assurdo e sapevo che non sarei stato al meglio, cosa a cui tengo molto, ma avevo questa dipendenza in corso … Quindi ci siamo separati ed io ho trovato una scala e mi sono seduto per occuparmi dei miei affari sulla scala giusto per stare sufficientemente bene per potermi andare ad esibire, ed in seguito alzando gli occhi mi sono reso conto che ero sulla scala del Dipartimento di Polizia di Pasadena. Il luogo che avevo scelto per occuparmi dei miei loschi affari. Ero sfasato. Sono entrato, andato nel backstage, mi sono preparato con tutta la pittura fluorescente, le luci nere e la mia ragazza ed i compagni del gruppo erano arrabbiati con me … siamo andati sul palco e dato il massimo che potevamo, ma io non lo ero, non ero al mio meglio. <strong>Questa è stata la prima volta in cui ho incontrato John. </strong>John, qual è stata la seconda?»</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="468" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/pasadena.jpg" alt="" class="wp-image-3339" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/pasadena.jpg 800w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/pasadena-500x293.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/pasadena-768x449.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>La prima volta che Anthony Kiedis ha incontrato John Frusciante, in veste di fan, è stata in occasione del concerto al Perkins Palace di Pasadena (California), il 1° Agosto 1987 (Fonte: <a href="https://rhcplivearchive.com/show/aug-01-1987-pasadena-ca-1595" data-type="URL" data-id="https://rhcplivearchive.com/show/aug-01-1987-pasadena-ca-1595" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rhcplivearchive.com</a>)</figcaption></figure></div>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «C’è questo fatto divertente, penso fossimo nel 1986 … il mio patrigno è tornato a casa un giorno e mi ha raccontato che era fermo sulla superstrada nel traffico e mangiava una banana, ed ha buttato la buccia di banana fuori dal finestrino: un ragazzo è saltato fuori dalla sua macchina ha preso la buccia di banana e gliel’ha ributtata attraverso il il finestrino mentre faceva varie osservazioni sulla banana, su di lui e sul fatto di tenersela in macchina … Un giorno io ero in macchina con Anthony, saranno stati due anni dopo, ed Anthony mi ha raccontato la stessa storia … solo che era lui il ragazzo che era sceso di macchina, aveva raccolto la buccia di banana e l’aveva rigettata attraverso il finestrino!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Fantastico!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «È pazzesco!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Sì, era il mio lato un po&#8217; arrogante &#8230; molto tempo prima mi era capitato di vedere a La Brea gente che aveva buttato dal finestrino un sacchetto del McDonald&#8217;s con patatine, carta e bicchieri che volavano tutto intorno ed ho fatto la stessa cosa, le ho raccolte e gliele ho ributtate in macchina ed è finita con loro che mi inseguivano per tutta la zona nord di La Brea lanciandomi gli hamburgers come armi e io che li schivavo. E da ragazzino facevo lo stesso: quando vedevo qualche bimbo buttare le carte delle caramelle nei cespugli partivo <em>&#8216;No no no no no! È un cespuglio, non puoi rovinare il cespuglio!&#8217;</em>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Poi c’è stato questo periodo in cui era morto Hillel Slovak, Jack Irons aveva lasciato la band ed io e Flea eravamo in un vortice di energia del tipo </em>&#8216;amiamo queste persone, ma dobbiamo continuare a fare musica insieme&#8217; <em>ed è difficile trovare le persone giuste con cui fare musica, è questione di chimica, possono esserci le persone più ben intenzionate del mondo, ma tu devi trovare quella connessione assurda, piena d’anima e totalizzante …»</em></p><cite>Anthony Kiedis e la sua visione di band</cite></blockquote>



<p>«Abbiamo provato a suonare con <strong>Blackbyrd McKnight</strong> come chitarrista e <strong>D.H. Peligro</strong> come batterista e non funzionava come avrebbe dovuto … Flea mi disse che c’era questa sorta di ragazzo prodigio della San Fernando Valley che sarebbe diventato un fenomeno della chitarra e sapevo che <strong>Bob Forrest</strong> dei <strong>Thelonious Monster</strong> voleva ingaggiare questo giovane ragazzo <strong>John Frusciante</strong> affinché si unisse alla sua band e un sacco di campanelli hanno cominciato a suonarmi in testa, allora ne ho parlato con Flea e lui mi ha detto che aveva fatto delle jam con questo giovane e lo aveva trovato estremamente valido … Quindi sono andato in questo garage a vedere l’audizione di John per i <strong>Thelonious Monster</strong> ed in qualche modo dovevo intervenire, non potevo lasciare che accadesse! <em>(Rick ride, ndt)</em> Era troppo perfetto per ciò che facevamo ed io in quella fase della mia vita ero probabilmente un punk egoista e ricordo di aver scambiato qualche parola con John nel vialetto del tipo <strong><em>&#8216;È stata un’ottima audizione, ma non valuteresti di unirti alla nostra band piuttosto che a questa?&#8217;</em></strong> o almeno questo è il mio vago ricordo, magari John ha un quadro più chiaro …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì sì, ne ho parlato!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «L’hai fatto!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Sì, alla base c’è la stessa sequenza di eventi.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong> </mark><strong>«Sì, e come ho detto, trovare questa persona, queste persone con cui davvero hai una connessione su un piano invisibile e sai che possono sentirti e tu puoi sentirli ed in qualche modo unire le proprie energie musicali per creare suoni e canzoni e condividere la vita, è una sorta di intervento divino quando accade perché come ho già visto più volte è un incastro difficile da trovare.»</strong></p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Assolutamente!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Sì!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Cosa ricordi di quelle prove, delle prove dei Thelonious con John, che ti ricordi?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Mi ricordo di essere rimasto rapito dalla personalità di John, si esibiva con queste persone più grandi di lui e con più esperienza ed era la forza dominante, pieno di energia. Era giovane e nessuno aveva intaccato il suo entusiasmo ed il suo amore per la musica o gli aveva messo in testa idee sul come doversi esibire, ed era anche una persona piacevole da frequentare e divertente. Sapeva suonare ed imparava i brani molto velocemente e mi piaceva come persona, infatti in quel periodo ero molto amico con John e mi piaceva passare il tempo in sua compagnia.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Ti ricordi la prima volta in cui avete suonato sul palco insieme?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Beh, mi ricordo piuttosto bene il palco dell&#8217;<strong>Hully Gully</strong> dove facevamo le prove, John suonava … suonavi una <strong>Ibanez</strong>?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì, ce l&#8217;avevo!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Sì, che era una cosa nuova e diversa per noi, mi pare fosse decorata con del collage?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì, avevo due chitarre, una interamente ricoperta con delle donne nude sotto la finitura e quest&#8217;altra … mi sa che non avevo la <strong>Ibanez</strong>, la chitarra con le donne nude era quella che avevo quando sono entrato nel gruppo …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Che fine ha fatto?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Era una chitarra da esibizione, le realizza questo ragazzo di Nord Hollywood …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Adesso devo pensare a quale sia stato il nostro vero primo concerto …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Era stato in Texas …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong> </mark>«Cosa?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Giusto … No! … Arizona! Arizona! <strong>Phoenix</strong>!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Un concerto singolo?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong> </mark>«Facemmo questo concerto a Phoenix, poi suonammo al<strong> John Anson Ford</strong> <em>(un anfiteatro di Los Angeles, ndr)</em>, fu il secondo concerto.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Wow!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì!» <em>(Ridono, ndt)</em></p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Sì, di questo concerto in Arizona ricordo solo che dovevamo andarci, ma il John Anson Ford me lo ricordo molto bene perché decidemmo di indossare dei costumi.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì, indossavamo tipo dei costumi da supereroi …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Sì, tranne per il nostro batterista, <strong>D.H.</strong>, che indossava un costume da calabrone, con suo grande disappunto perché lo odiava, e noi non capivamo… <em>&#8216;Perché odia il costume da calabrone? È stupendo e c&#8217;era questa ape gigante che suona la batteria…&#8217;.</em> Stava scomodo e poi scoprimmo che anche John Belushi che si era vestito da calabrone al <strong>Saturday Night Live</strong> detestava il costume da calabrone!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Anthony, ti ricordi il primo concerto con Chad?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Aspetta … sì sì me lo ricordo era al <strong>Roxy</strong>!» <em>(teatro a West Hollywood, il 22 Gennaio 1989, ndr)</em></p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Oh … ma sul serio?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Era il primo o il secondo.»</p>



<p><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">JF</mark> </strong>«Mi sa che hai ragione … sì, mi sa che hai ragione …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK </strong></mark>«Sì, ed era in ritardo. Era in grande ritardo!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong> </mark>«Wow!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Chad é una forza della natura. La sua audizione, che si svolse con John e Flea all&#8217;Hully Gully fu profonda ed indimenticabile. Avevamo suonato con una serie di batteristi interessanti, potevano fare bene determinate cose. Poi Denise Zoom, la ex di Billy Zoom, ci suggerì questo ragazzo di Detroit, in Michigan. Chad arrivò tutto tranquillo e sicuro di sé, capisci, non poteva importargli meno di chi noi pensassimo di essere, ed in quel periodo pensavamo di essere parecchio … Si è seduto e ci ha fatto perdere la testa a tutti con la sua potenza ed il suo stile. Flea di solito era colui che guidava le danze ed ora aveva questo ragazzo, Chad Smith, che mangiava batteria a colazione e prendeva il controllo della situazione e ridevamo tutti istericamente per tenere il passo con il suo crescendo dietro la batteria. Poi siccome aveva questa gigante massa di capelli in stile <em>glam rock</em>, gli abbiamo detto <em>&#8216;Rasati la testa e avrai il posto nella band&#8217;</em> e lui rispose tipo <em>&#8216;Non credo mi interessi!&#8217;</em>»</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="400" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/red-hot-chili-peppers-mm.jpg" alt="" class="wp-image-2267" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/red-hot-chili-peppers-mm.jpg 700w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/04/red-hot-chili-peppers-mm-500x286.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>I Red Hot Chili Peppers nel 1989</figcaption></figure></div>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong> </mark>«Wow!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong> </mark>«<em>&#8216;No no no, hai il posto, devi solo rasarti la testa&#8217;</em> e lui <em>&#8216;Grazie, ma anche no&#8217;</em>. E noi eravamo colpiti da quanto questo ragazzo fosse sicuro nelle sue convinzioni da rifiutare di rasarsi la testa per entrare a far parte della nostra band, cosa che forse ce lo faceva apprezzare ancora di più. E poi é arrivato tardi al suo primo concerto.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF </strong></mark>«Ero così arrabbiato con lui …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong> </mark>«Per non essersi rasato o per l&#8217;essere in ritardo?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong> </mark>«Per l&#8217;essere in ritardo, mi ricordo … anche perché avevo già avuto dei sentimenti del tipo <em>&#8216;Questo ragazzo non si rende conto di che grande band siamo e si presenta pure in ritardo, che diamine ha questo ragazzo che non va?&#8217;</em>»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «È così divertente!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong> </mark>«Lo è, lo è.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong> </mark>«Mi ricordo che stava continuando ad andare … era impegnato con la scuola di musica GIT o la scuola di batteria o qualsiasi cosa fosse ed alle sue prime prove quando era appena entrato nel gruppo io gli dissi <em>&#8216;Ora lascerai la scuola di musica, giusto?&#8217;</em> E lui <em>&#8216;No, i miei genitori l&#8217;hanno già pagata quindi continuerò ad andarci!&#8217; </em> Ed io gli risposi <em>&#8216;Ma non capisci, questa è una band di successo internazionale (ridono tutti, ndt), ora puoi mantenerti facendo questo, non hai bisogno di andare alla scuola di musica, capisci?&#8217;</em>. È stato davvero difficile da arruolare!»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong>RR</strong></mark> «Parliamo di quando dicevate che a vostro avviso questa fosse la miglior band del mondo: in realtà, nel periodo di cui stiamo parlando, avreste detto che i Chili Peppers erano la band di maggior successo ad LA?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Eravamo internazionalmente famosi … ad Hollywood! Voglio dire, dipende a chi lo chiedevi! Ad esempio, nel nostro primo spettacolo, nel 1983, suonavamo una sola canzone perché era l&#8217;unica canzone che avevamo, e dopo quell&#8217;esibizione, se tu mi avessi chiesto chi era la band più popolare ad L.A. io ti avrei risposto <em>&#8216;Siamo noi, ovviamente!&#8217;</em>. Avevamo questo pompato senso di chi fossimo, ma non derivava semplicemente da una prospettiva narcisistica, nel nostro mondo noi percepivamo che avremmo potuto fare qualcosa di speciale e sentivamo dentro di noi di essere speciali. Nel momento in cui John si è unito alla band avevamo già avuto degli alti e bassi, ma di certo potevamo dire ancora la nostra, almeno a L.A. per quanto ne sapevamo. Non era così, John?»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Sì, io direi che in quel periodo le altre band che sembravano avere un certo livello di popolarità simile erano i <strong>Jane&#8217;s Addiction</strong> e i <strong>Fishbone</strong>, almeno nel nostro genere, voglio dire, c&#8217;erano anche band <em>heavy metal</em> e altre, ma erano generi completamente diversi che spesso suonavano in luoghi completamente diversi … Ma per quanto riguarda una sorta di radici punk io direi che queste tre band erano quelle che suonavano allo stesso livello e negli stessi posti.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Quindi ok, possiamo dire che non eravamo veramente famosi nel mondo in quel periodo …»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-light-green-cyan-color"><strong>JF</strong></mark> «Ma per me la band avrebbe potuto … non avevamo suonato ovunque nel mondo, ma ero certo che la band avrebbe potuto suonare nei club praticamente ovunque volessimo.»</p>



<p><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-purple-color"><strong>AK</strong></mark> «Sì, potevamo suonare a Dingwall ed in UK.»</p>
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