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	<title>Veronica &#8211; VeniceQueen.it</title>
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	<title>Veronica &#8211; VeniceQueen.it</title>
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		<title>&#8220;Frusciante, illimitato&#8221;: la nostra traduzione dell&#8217;intervista a Guitar World (2a parte)</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/frusciante-illimitato-la-nostra-traduzione-dellintervista-a-guitar-world-2a-parte/</link>
		
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 09:48:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
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					<description><![CDATA[Seconda parte dell&#8217;intervista che John Frusciante ha concesso al magazine Guitar World (leggi la prima parte QUI): il chitarrista newyorkese racconta aneddoti emotivi e aspetti tecnici che lo hanno guidato nella scrittura di alcuni dei brani di Unlimited Love. Traduzione a cura di Francesco Colinucci e Vincenzo Fasulo. BLACK SUMMER Nel periodo in cui non sono stato nel gruppo solo in un paio di anni ho usato la chitarra nella mia musica ma ho continuato a fare pratica perché è un modo che uso per stimolare il cervello. Non scrivevo canzoni ma dopo che io e Flea abbiamo iniziato a parlare di un mio possibile ritorno ho preso la chitarra e ho pensato &#8216;Chissà se so ancora scrivere una canzone rock&#8217; perché il mio senso della melodia è completamente cambiato.John Frusciante su &#8220;Black Summer&#8221; Quello che ricordo è che ho preso la chitarra ed è uscita &#8220;Black Summer&#8221;. Ho scritto un&#8217;idea iniziale di strofa e ritornello e avevo anche delle idee per le melodie ma Anthony ha usato una sua idea per il ritornello e ha tenuto la mia per la strofa. Una cosa che mi interessa molto sono i cambi di accordi dove questi sono come una melodia e non &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Seconda parte dell&#8217;intervista che John Frusciante ha concesso al magazine <strong><em>Guitar World</em></strong> (leggi la prima parte <a href="http://www.venicequeen.it/in-evidenza/frusciante-illimitato-la-nostra-traduzione-dellintervista-a-guitar-world-1a-parte/"><strong>QUI</strong></a>): il chitarrista newyorkese racconta aneddoti emotivi e aspetti tecnici che lo hanno guidato nella scrittura di alcuni dei brani di <strong><em>Unlimited Love</em></strong>.</h3>



<h3 class="wp-block-heading">Traduzione a cura di Francesco Colinucci e Vincenzo Fasulo.</h3>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">BLACK SUMMER</h3>



<figure class="wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - Black Summer (Official Music Video)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/OS8taasZl8k?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Nel periodo in cui non sono stato nel gruppo solo in un paio di anni ho usato la chitarra nella mia musica ma ho continuato a fare pratica perché è un modo che uso per stimolare il cervello. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Non scrivevo canzoni ma dopo che io e Flea abbiamo iniziato a parlare di un mio possibile ritorno ho preso la chitarra e ho pensato &#8216;Chissà se so ancora scrivere una canzone rock&#8217; perché il mio senso della melodia è completamente cambiato.</em></p><cite>John Frusciante su <em>&#8220;Black Summer&#8221;</em></cite></blockquote>



<p>Quello che ricordo è che ho preso la chitarra ed è uscita <em>&#8220;Black Summer&#8221;</em>. Ho scritto un&#8217;idea iniziale di strofa e ritornello e avevo anche delle idee per le melodie ma Anthony ha usato una sua idea per il ritornello e ha tenuto la mia per la strofa.</p>



<p>Una cosa che mi interessa molto sono i cambi di accordi dove questi sono come una melodia e non dipendono dal giro di basso. In <em>&#8220;Black Summer&#8221;</em> nel giro d&#8217;accordi della strofa c&#8217;è un <strong>LA maggiore</strong> ma poi nella seconda parte c&#8217;è un <strong>LA minore</strong>, ecco, piccolezze del genere sono le cose che mi interessano. Oppure un <strong>MI maggiore</strong> nel ritornello mentre nella strofa ci sono solo <strong>MI minori</strong>. Questi sono alcuni esercizi mentali che rendono divertente lo scrivere giri di accordi. Ed è una cosa viscerale, non penso a cose come <em>&#8216;Non sarebbe carino se passassi da maggiore a minore?&#8217;</em></p>



<p>E penso che questi cambi anche il modo di percepire la canzone. Anche se non si è dei musicisti, quindi c&#8217;è questo cambio di accordi, avviene un cambiamento di emozioni.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">THE GREAT APES</h3>



<figure class="wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - The Great Apes (Official Audio)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ElI-G3QY3J0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Questa è una canzone che ha portato <strong>Flea</strong>, nel ritornello la mia parte è ispirata da quello che fa il basso. Ed è indubbiamente ispirata dai <strong>Fugazi</strong>. Il fatto che suono veloce una melodia lenta è una cosa che sento molto nella loro musica. Ma allo stesso momento quello slide che è a metà è ispirato da <strong>Johnny Thunders</strong>.</p>



<p>Adesso ti racconto un piccolo trucco che abbiamo usato in studio,&nbsp; perché sembra che io faccia una cosa più complicata di quello che è.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Nell&#8217;outro io e Flea ci scambiamo perché per la maggior parte della canzone, nel ritornello io suono la melodia e <strong>Flea</strong> invece il cambio di accordi, alla fine invece io suono il giro di accordi di <strong>Flea</strong> e lui la melodia.</em></p><cite>John Frusciante su <em>&#8220;The Great Apes&#8221;</em></cite></blockquote>



<p>Un&#8217;altra cosa riguardo al finale,  prima suono gli accordi ma poi faccio un altro assolo in cui ci sono 2 chitarre, da una parte la <strong>Strato</strong> con un distorsore e dell&#8217;altra la <strong>Yamaha sg 2000</strong> direttamente nel Marshall e le avrei volute &#8216;doppiare&#8217; per dare quel tipo di potenza alla <strong>Black Sabbath</strong> invece ho suonato troppo veloce e quindi abbiamo fatto un &#8216;doppiaggio artificiale&#8217; usando del delay manipolando il nastro, in pratica sembra che l&#8217;abbia suonato due volte anche se in realtà non l&#8217;ho fatto.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">TANGELO</h3>



<figure class="wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - Tangelo (Official Audio)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ZL1pd0ebh_E?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Eravamo ormai alla fine del processo di scrittura e pensavo &#8216;quali stili ci mancano?&#8217; perché per un po&#8217; avevamo fatto molto <em>funk</em> e molte canzoni divertenti ma sembrava che mancasse qualche canzone un po&#8217; più <em>heav</em>y e così ho portato <em>&#8220;The Heavy Wing&#8221;</em> e altri pezzi del genere. Ma ho anche capito che ci mancavano delle canzoni soft e tranquille e per riempire questo vuoto ho scritto <em>&#8220;Tangelo&#8221;</em>. Ho pensato di scrivere una canzone acustica arpeggiata. Questa è un&#8217;altra canzone in cui ho portato anche una melodia da cui Anthony si è poi ispirato anche se in certi versi è molto diversa. L&#8217;ha trasformata in qualcosa alla <strong>Lou Reed</strong>, un po&#8217; parlata e un po&#8217; cantata mentre la mia melodia seguiva i cambi di accordi.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Ho usato due chitarre acustiche, non ricordo i modelli ma le ho da tanto tempo. Una è la Martin piccola degli Anni &#8217;40 o &#8217;50 l&#8217;altra invece è sempre una Martin ma degli Anni &#8217;60, sembra quella usata da <strong>John Lennon </strong>nel film &#8220;Magical Mistery tour&#8221;</em>.</p><cite>John Frusciante su <em>&#8220;Tangelo&#8221;</em></cite></blockquote>



<p>Le sovraincisioni sono state divertenti. Ricordo che era l&#8217;ultimo giorno di registrazioni e sarei dovuto tornare a casa. Mi sentivo come se non avessi più niente da dare, mi sentivo completamente drenato. Ma poi ho detto <em>&#8216;lasciami provare a fare una cosa&#8217;.</em> Ho iniziato con un Mellotron e poi ho sovrainciso dei sintetizzatori e altri mellotron per circa tre ore e me ne sono uscito con quelle parti che iniziano nella seconda strofa e arrivano fino alla fine. Secondo me danno uno svolta alla canzone, la fanno salire di livello. È stato inaspettato perché pensavo di non aver più niente da dare, è stato un bel modo di lasciare lo studio.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">Veronica</h3>



<figure class="wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - Veronica (Official Audio)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/t1TG63eDcfY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p><strong>Flea</strong> e io ci sfidavamo sempre con delle competizioni durante il nostro processo creativo. Cominciava tutto così: durante le jam sessions, se ci veniva in mente qualche ottimo verso che aveva bisogno magari di una parte aggiuntiva, ci mettevamo con le nostri fronti l’una attaccata all’altra e ci guardavamo con aria di sfida, per poi separarci, andare in stanze diverse e tornare dopo qualche ora con una nuova strofa o ritornello. A volte entrambe le parti finivano nella canzone, altre volte nessuna o solo una parte.</p>



<p>Ci successe una cosa simile durante le registrazioni del nuovo album; scrivemmo delle parti per una nuova canzone, e quando tornai da <strong>Anthony</strong> e <strong>Rick</strong> con il ritornello, dissero immediatamente: <em>&#8216;Devi assolutamente comporre il resto di questa canzone!&#8217;.</em> Così, la sera stessa mi chiusi in camera da letto e mi misi a scrivere. Mi domandavo <em>&#8216;Cosa manca a questo brano? Come posso renderlo unico e diverso da tutti gli altri?&#8217;</em>. E fu così che me ne uscii con i cambi di tempo. Sono un grande fan dei cambi di tempo nelle canzoni, ed è la cosa che adoro di più dei <strong>Black Sabbath</strong> &#8211; i loro primi quattro album contengono tutti dei brani con diversi cambi di tempo all’interno della stessa canzone. Altri esempi del genere sono <em>“Some Velvet Morning”</em> di <strong>Lee Hazlewood</strong> e <strong>Nancy Sinatra</strong>, o <em>“We Can Work It Out”</em> dei <strong>Beatles</strong>. Pensai <em>&#8216;è un elemento che non abbiamo in nessuna canzone, un ritornello con sensazioni e tempi diversi dalla strofa&#8217;.</em> Fu questo l’elemento alla base di <em>“Veronica”</em>, la strofa è in quattro quarti, mentre il ritornello contiene terzine. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Un altro fun fact su &#8220;Veronica&#8221; è l’effetto wah wah che si sente nella strofa; alcuni pensano si tratti di un effetto di chitarra, ma è in realtà il mio synth modulare. </em></p><cite>John Frusciante su <em>&#8220;Veronica&#8221;</em></cite></blockquote>



<p>Questa sorta di ritocchi di <em>&#8216;riverbero al contrario&#8217;</em> è una cosa che abbiamo usato per molti strumenti, a volte per intere canzoni durante le registrazioni, in modo da rendere i cambi di tempo più fluidi e dare omogeneità ai brani. Il mio orecchio è sempre alla ricerca di cose del genere, di come rendere una canzone più variopinta senza comprometterne la crudezza e la primordialità.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">The Heavy Wing</h3>



<figure class="wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - The Heavy Wing (Official Audio)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/VzRYRi2cb4g?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>C’era una canzone, di cui non ricordo il titolo (forse di <strong>Syd Barrett</strong> o dei <strong>The Move</strong>) che aveva questa progressione di accordi: <strong>MI Maggiore</strong>, <strong>RE Maggiore</strong> e <strong>LA Maggiore</strong>. Pensai<em> &#8216;è un giro di accordi molto potente, devo scriverci una canzone sopra&#8217;.</em> Cominciai con quello stesso giro, ma mi resi conto che quello era solo il punto di partenza, e così esplorai anche altre vie.</p>



<p>Cominciai la canzone con <em>riff funky</em> molto semplice; a causa della mia ossessione per la <em>musica elettronica</em> e <em>breakbeat</em>, ascolto molti brani <em>funk</em> di fine Anni Sessanta, inizio Settanta. Così pensai di cominciare la canzone con un <em>riff</em> che può farti pensare si tratti di una canzone <em>funk</em>, ma che in realtà prende subito una forma totalmente diversa, ed entra nel mondo della <em>psichedelia</em>. La chitarra nella strofa è ritoccata con il <em>synth modulare</em>, in modo da conferirle una sottile dinamicità. Più o meno gli stessi ritocchi applicati sulle ultime quattro battute dell’assolo di <em>&#8220;Black Summer&#8221;</em>, quasi impercettibili ma fanno in realtà una grossa differenza. Per l’assolo di chitarra, ho usato la mia <strong>Strato 1962</strong>, la chitarra che ho usato di più da quando mi sono riunito alla band per la prima volta nel 1999. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Suonai l’assolo a volume così alto che dovetti indossare delle cuffie per attutirne il suono, che proveniva dai miei 4 amplificatori Marshall. Fortunatamente, ero in una stanza abbastanza grande da potermi muovere durante l’assolo e valutarne il sound ed il feedback da diversi punti.</em> </p><cite>John Frusciante su <em>&#8220;The Heavy Wing&#8221;</em></cite></blockquote>



<p>C&#8217;è un punto specifico nell’assolo in cui uso il <em>bending</em> in continuazione tra una nota e l’altra, per poi andare all’<em>ottava superiore</em> ed ancora a <em>due ottave sopra</em>. Quello che ne esce fuori è quel suono stridulante che si cerca spesso di evitare, ma che tuttavia riesco a mantenere stabile e costante con il <em>bending</em>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Non è stata una cosa pianificata, ma quando ti capita una cosa del genere, puoi solo sperare che tu riesca a mantenere quell&#8217;intensità, senza perderla per un istante. È quello che adoro di più degli assoli, non tanto il pianificare in anticipo ma piuttosto vedere cosa ne esce fuori e continuare di conseguenza.</em></p><cite>John Frusciante su <em>&#8220;The Heavy Wing&#8221;</em></cite></blockquote>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Kiedis a NME.com: «Il più grande evento è stato il ritorno di John Frusciante»</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/kiedis-a-nme-com-il-piu-grande-evento-e-stato-il-ritorno-di-john-frusciante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ntjr]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2022 14:56:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo tradotto in esclusiva per voi l&#8217;intervista alla band pubblicata su NME.com il 4 Febbraio 2022 in occasione del rilascio del nuovo singolo &#8220;Black Summer&#8221; «Tornare in studio, suonare, lasciando che le cose prendano forma… è stato eccitante.»Flea a NME.com Anthony Kiedis e Flea hanno parlato del ritorno di John Frusciante nei Red Hot Chili Peppers, prima dell&#8217;album &#8216;Unlimited Love&#8216; in uscita il prossimo 1° Aprile 2022. Parlando per NME.com in un&#8217;intervista esclusiva fotografata dal regista vincitore del premio Oscar Gus Van Sant, la band ha parlato del nuovo album e come il ricongiungimento con Frusciante li abbia «stimolati a vicenda positivamente». «Sinceramente, il più grande evento è stato il ritorno di John Frusciante nella band. è stato il più profondo cambiamento nelle nostre vite. E Dio mio, ero pronto per qualsiasi cosa.»Anthony Kiedis a NME.com Foto di Gus Van Sant per NME.com Il chitarrista ha caratterizzato la sua carriera con entrate ed uscite dalla band, cominciate da fine anni &#8217;80. La sua ultima apparizione fu nel 2006, con &#8216;Stadium Arcadium&#8216;, album da 7 milioni di copie. L&#8217;ex sostituto Josh Klinghoffer ha preso il posto di John Frusciante nel 2009, ed appare in &#8216;I&#8217;m With You&#8216; (2011) e in &#8216;The &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Abbiamo tradotto in esclusiva per voi l&#8217;<a href="https://www.nme.com/big-reads/red-hot-chili-peppers-cover-interview-2022-unlimited-love-3152682" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intervista alla band pubblicata su NME.com</a> il 4 Febbraio 2022 in occasione del rilascio del nuovo singolo &#8220;Black Summer&#8221;</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Tornare in studio, suonare, lasciando che le cose prendano forma… è stato eccitante.»</em></p><cite><em>Flea a NME.com</em></cite></blockquote>



<p><strong>Anthony Kiedis</strong> e <strong>Flea</strong> hanno parlato del ritorno di John Frusciante nei Red Hot Chili Peppers, prima dell&#8217;album &#8216;<strong>Unlimited Love</strong>&#8216; in uscita il prossimo <strong>1° Aprile 2022.</strong></p>



<p>Parlando per <strong>NME.com</strong> in un&#8217;intervista esclusiva fotografata dal regista vincitore del premio Oscar <strong>Gus Van Sant</strong>, la band ha parlato del nuovo album e come il ricongiungimento con <strong>Frusciante</strong> li abbia <strong><em>«stimolati a vicenda positivamente».</em></strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Sinceramente, il più grande evento è stato il ritorno di John Frusciante nella band. è stato il più profondo cambiamento nelle nostre vite. E Dio mio, ero pronto per qualsiasi cosa.<em>»</em></em></p><cite><em>Anthony Kiedis a NME.com</em></cite></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="870" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme3.jpg" alt="" class="wp-image-1350" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme3.jpg 696w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme3-400x500.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption>Foto di Gus Van Sant per NME.com</figcaption></figure>



<p>Il chitarrista ha caratterizzato la sua carriera con entrate ed uscite dalla band, cominciate da fine anni &#8217;80. La sua ultima apparizione fu nel 2006, con &#8216;<strong>Stadium Arcadium</strong>&#8216;, album da 7 milioni di copie. L&#8217;ex sostituto <strong>Josh Klinghoffer</strong> ha preso il posto di <strong>John Frusciante</strong> nel 2009, ed appare in &#8216;<strong>I&#8217;m With You</strong>&#8216; (2011) e in &#8216;<strong>The Getaway&#8217; </strong>(2016).</p>



<p>Durante la lavorazione del nuovo disco &#8216;<strong>Unlimited Love</strong>&#8216;, Kiedis e Flea hanno realizzato che qualcosa mancava.</p>



<p><strong><em>«Procedeva lentamente e senza una reale spinta decisa. Senza una direzione chiara<em>»</em>.</em></strong> Afferma Kiedis. <em><strong><strong><em>«</em></strong>In seguito, io e Flea, siamo arrivati indipendentemente allo stesso sentire condiviso, che dentro noi diceva: &#8216;Sarebbe bello coinvolgere John in questo processo in qualche modo.&#8217; Molto tempo era passato e lui, dopo essersi preso i suoi spazi, era tornato a frequentare nuovamente la nostra cerchia<strong><em>»</em></strong>.</strong></em> E Kiedis ha ragione: alla fine del 2019, il notoriamente privato<strong> Frusciante</strong> stava uscendo un po’ di più. Era in contatto con <strong>Flea</strong> – furono anche visti insieme ad una partita di basket. Eppure, la sua riemersione non è mai stata data per scontata. Aveva trascorso l&#8217;ultima decade a comporre per lo più musica elettronica. Si ricordava ancora come essere un <em>Red Hot Chili Pepper</em>?</p>



<p><strong><em><strong><em>«</em></strong>Sembrava che il ritorno fosse nell&#8217;aria<strong><em>»</em></strong></em></strong>, dice oggi <strong>Frusciante</strong>, in videochiamata dalla sua &#8216;music room&#8217; di casa a LA. È completamente sdraiato su una poltrona pieghevole, mentre dei cavi strisciano intorno a lui nei tanti pezzi tecnologici con cui ha armeggiato. Il suo gatto, un ragamuffin con la faccia schiacciata di nome Francis, compare regolarmente nell&#8217;inquadratura. <strong>John</strong> dei quattro è sempre stato il più timido davanti ai media &#8211; un uomo gentile e tranquillo che si trasforma quando ha una sei-corde tra le mani &#8211; quindi è rassicurante vederlo così rilassato. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em><strong><strong><em><strong><em>«</em></strong></em></strong></strong>Flea mi mise quest&#8217;idea in testa, ed ero seduto qui con la chitarra, a riflettere sul fatto che non scrivevo della musica rock da tanto tempo. Potevo ancora farlo?<strong><em>»</em></strong></em></p><cite><em>John Frusciante a NME.com</em></cite></blockquote>



<p>Non avrebbe dovuto preoccuparsi. La canzone che scrisse quel giorno era talmente buona da diventare il primo singolo della band da 5 anni a questa parte. &#8220;<strong>Black Summer&#8221;</strong>, uscita oggi <em>(il 4 Febbraio 2022: leggi <a href="http://www.venicequeen.it/in-evidenza/black-summer-il-nuovo-singolo-dei-rhcp-fuori-ora/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>QUI</strong></a> la nostra news e clicca <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/watch?v=OS8taasZl8k" target="_blank"><strong>QUI</strong></a> per vedere il videoclip, nde)</em>, comincia con poche battute di semplici e dolorosi lick di chitarra, prima che il liscio baritono del frontman Anthony Kiedis prenda il sopravvento. <strong><em><strong><em><strong><em>«</em></strong></em></strong>The archer&#8217;s on the run / And no one stands alone behind the sun»</em></strong>, canticchia malinconicamente, finché uno scricchiolante riff non dà il via all’euforico ritornello della traccia. Frusciante segue con uno stridulo assolo che senza dubbio piacerà ai fan, una porzione dei quali sperava in un suo eventuale ritorno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="691" height="356" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bs.jpg" alt="" class="wp-image-1351" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bs.jpg 691w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bs-500x258.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 691px) 100vw, 691px" /><figcaption>Un frame dal videoclip di &#8220;Black Summer&#8221;, diretto dalla regista Deborah Chow</figcaption></figure>



<p>Ovviamente, un altro peperoncino in pentola vuol dire meno spazio per gli altri &#8211; e la band era dispiaciuta di dover lasciar andare <strong>Klinghoffer</strong>. <strong><em>«<strong><em>È</em></strong> stato un grande scossone per noi separarci da Josh»</em></strong>, dice <strong>Flea</strong>, con un sopracciglio aggrottato dietro un paio di giganteschi occhiali da aviatore. <strong><em><strong><em>«</em></strong>È stato con noi per 10 anni, una cosa emotivamente difficile da fare. Non era solo un grande musicista, ma anche un compagno di squadra premuroso e di supporto &#8211; una persona di mentalità comune, gentile e intelligente. Ma da un punto di vista artistico, in termini di capacità di parlare lo stesso linguaggio musicale, era più facile lavorare con John. Tornare in una stanza, iniziare a suonare e lasciare che le cose prendessero la loro strada…è stato eccitante<strong><em>»</em></strong>.</em></strong></p>



<p>C&#8217;era ancora un altro uomo chiave da arruolare, però. Il super-produttore <strong>Rick Rubin</strong> ha collaborato con chiunque, da Kanye West a Lady Gaga, ma il suo successo commerciale più consistente è arrivato probabilmente grazie ai Chilis. Dietro le quinte di tutti gli album tranne uno da &#8216;Blood Sugar Sex Magik&#8217; del 1991, Rubin è per Anthony, Flea, John e il batterista Chad Smith ciò che George Martin era per John, Paul, George e Ringo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RUBIN-2-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-1360" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RUBIN-2-1024x682.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RUBIN-2-500x333.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RUBIN-2-768x512.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/RUBIN-2.jpg 1523w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Rick Rubin, produttore di tutti gli album dei RHCP da Blood Sugar Sex Magik (1991) fino ad &#8216;I&#8217;m With You&#8217; (2011). Dopo aver lasciato il posto a Danger Mouse nel 2016 per &#8216;The Getaway&#8217; , il guru dei produttori sarà nuovamente al fianco dei Peppers per &#8216;Unlimited Love&#8217;, il nuovo album in uscita il 1° Aprile 2022.</figcaption></figure>



<p><strong><em><strong><em>«</em></strong>Riportare indietro Rick fu una scelta ovvia<strong><em>»</em></strong></em></strong>, dice <strong>Kiedis</strong>, nonostante un soggiorno con <strong>Danger Mouse </strong>(che ha prodotto ‘25’ di Adele e ‘El Camino’ dei Black Keys) per il solo album <strong>&#8216;The Getaway&#8217;.</strong> La presenza di Rubin è cucita sulla tappezzeria della band, essendo stato presente in quasi tutta la loro musica più memorabile. Infatti, egli è così affezionato al gruppo che vedere Frusciante tornare fra loro è stato troppo per lui.</p>



<p><strong><em><strong><em>«</em></strong>Venni invitato alla prima prova dopo il ritorno di John e mi venne da piangere»</em></strong> ha detto di recente <strong>Rubin</strong> al wrestler professionista Chris Jericho nel suo podcast &#8216;This Is Jericho&#8217;. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Era così entusiasmante vedere quelle persone di nuovo riunite perché loro hanno fatto grande musica per molto tempo e ciò mi ha colpito a livello emotivo.»</em></p><cite><em>Rick Rubin in una recente intervista al wrestler professionista Chris Jericho nel suo podcast &#8216;This Is Jericho&#8217;</em></cite></blockquote>



<p>Sfortunatamente, appena iniziate quelle sessioni magiche, dovettero fermarsi. Erano gli inizi del 2020 e il <strong>COVID-19</strong> imperversava in tutto il pianeta. Rinchiusi nelle rispettive residenze sulla West Coast, ognuno dei Peppers si è dunque preso il tempo di scrivere delle melodie. Quando finalmente è arrivato il momento di iniziare.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Quando finalmente è arrivato il momento di iniziare a registrare – un anno dopo, nel leggendario studio Shangri-La di Rubin a Malibu – avevano più di 100 canzoni nuove di zecca da cui attingere.</h4>



<h3 class="wp-block-heading">I brani contenuti in ‘Unlimited Love’ sono tra i migliori che la band abbia mai scritto. C’è la jam soul di &#8220;She’s A Lover&#8221;, il bop jazz di &#8220;Aquatic Mouth Dance&#8221;, il surf-rock distorto di &#8220;White Braids and Pillow Chair&#8221; e la partenza a fuoco lento di &#8220;Veronica&#8221;, che nasconde un outro epico in debito con &#8220;Happiness Is A Warm Gun&#8221; dei Beatles. Vocalmente, Kiedis non è mai stato meglio di quando accoppia dei potenti ganci pop con un ringhiante punk gutturale in &#8220;Bastards Of Light&#8221;. Sa tutto di rinascita istantanea.</h3>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="870" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme5.jpg" alt="" class="wp-image-1358" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme5.jpg 696w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme5-400x500.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption>Foto di Gus Van Sant per NME.com</figcaption></figure>



<p><strong><em>«Ci sentiamo freschi come una nuova band»</em></strong>, conferma<strong> Frusciante</strong>, che va avanti a spiegare come un cambiamento della mentalità collettiva abbia contribuito a fomentare la creatività. <em><strong>«Ci ho messo dentro molto meno ego rispetto al passato e penso che valga lo stesso anche per gli altri. Non si trattava tanto di competizione, quanto piuttosto di voler veramente dare una parte di noi stessi al prossimo e di ascoltare con entusiasmo ciò che gli altri proponevano. Talvolta in passato, come in ‘By The Way’ per esempio, o in ‘Mother’s Milk’ </strong></em>[l’album del 1989, ndr]<em><strong>, ciascuno di noi si sarebbe sentito soffocato dagli altri<strong><em>»</em></strong>.</strong></em></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Stavolta invece c’era la sensazione che ognuno si interessasse agli altri e fosse genuinamente eccitato al pensiero che tutti fossero la miglior versione di se stessi.»</em></p><cite><em>John Frusciante a NME.com</em></cite></blockquote>



<p><strong>Kiedis</strong> è d’accordo: <strong><em>«</em></strong><em><strong>L</strong></em><strong><em>a dinamica era molto sana, produttiva e creativa. A volte possiamo essere un po&#8217; troppo competitivi e questo può portarci alla discordia, ma stavolta ci siamo davvero incoraggiati l’un l’altro in maniera positiva».</em></strong><br>In giugno il quartetto si imbarcherà in una serie di date che includeranno il loro primo tour negli stadi degli Stati Uniti. Hanno già suonato in posti grandi inclusi gli stadi, e anche tre sold-out all&#8217; Hyde Park. È stata un&#8217;idea di <strong>Flea</strong>, apparentemente, e finalmente è riuscito a convincere <strong>Kiedis</strong> che avrebbe funzionato. <strong><em>«Sono posti complicati da riempire con nella maniera in cui vogliamo, ma volevamo fare qualcosa che non avessimo mai fatto. Quindi cercheremo di costruire un palco bellissimo, adatto per questi ambienti così grandi»</em></strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="870" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme1.jpg" alt="" class="wp-image-1353" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme1.jpg 696w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme1-400x500.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption>Foto di Gus Van Sant per NME.com</figcaption></figure>



<p>Cercando ispirazioni, <strong>Kiedis</strong> nomina il baffuto <strong>Freddie Mercury</strong> come qualcuno da studiare. Dopotutto il successo che avevano i Queen nello spazzar via delle folle mostruose è inarrivabile. Entrambe le band hanno anche storie simili di feste da backstage: nella sua autobiografia del 2004 <strong>&#8216;Scar Tissue&#8217;</strong>, Anthony ricorda di essere stato presente ad una faida tra ubriachi della crew di <strong>Ice Cube</strong> e la band <em>shoegaze</em> scozzese dei <strong>Jesus and Mary Chain</strong>, mentre invece Freddie era noto per servire vassoi di cocaina alle feste. La vita in tour è un po&#8217; più tranquilla adesso: la band preferisce una situazione rilassata. <em><strong>«Non siamo più dei polletti giovani»</strong></em> scherza il batterista <strong>Chad Smith</strong>. <strong><em>«Ognuno ha il proprio camerino e abbiamo una zona in comune in cui stiamo insieme, 30 anni fa era caotico, ma adesso ci beviamo un the leggiamo il giornale»</em></strong>. Chad può essere contento di rilassarsi ma il suo cantate non sembra pensarla alla stessa maniera. </p>



<p>Nella nuova canzone &#8216;One Way Traffic&#8217; un boogie energetico con un groove Hip Hop, inveisce contro il &#8220;maturare&#8221; e diventare &#8220;un po’ noiosi&#8221;:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Friends got married, had them dogs<br>Now they read those catalogues<br>This commerce makes me nauseous<br>When did life get so damn cautious?»</em></p><cite><em>Qualche verso del testo di &#8220;One Way Traffic&#8221;, uno dei 17 brani contenunti in &#8216;Unlimited Love&#8217;</em></cite></blockquote>



<p>Questa può essere una reazione per il raggiungimento dei 60?<br><strong><em>«60 non significa un cavolo per me»</em></strong> dice, mettendo immediatamente fine alla questione. <strong><em><strong><em>«</em></strong>Non do molta importanza o peso ai compleanni, traguardi, numeri tondi, numeri dispari e numeri pari<strong><em>»</em></strong></em></strong>. Dopo quasi quattro decadi nel business, i ragazzi hanno vissuto una giusta dose di esaltazione, adrenalina e anche una grave perdita. Il chitarrista cofondatore <strong>Hillel Slovak</strong>, che Kiedis conosceva fin dalle Superiori, morì tragicamente nel 1988 per una overdose di eroina (fu sostituito da Frusciante). I quattro fondatori avevano appena iniziato a costruire una solida fanbase grazie al loro terzo disco<br>&#8216;<strong>The Uplif Mofo Party Plan</strong>&#8216; che li vide debuttare nella classifica degli album più venduti di Billboard. L&#8217;arrivo del sessantesimo compleanno di Slovak ha fatto sì che la sua presenza fosse più sentita durante le prove? </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/originalpeppers.jpg" alt="" class="wp-image-1355" width="558" height="413" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/originalpeppers.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/originalpeppers-95x71.jpg 95w" sizes="auto, (max-width: 558px) 100vw, 558px" /><figcaption>I Red Hot Chili Peppers nella loro formazione originale.<br>Da sinistra a destra: Jack Irons (batteria), Anthony Kiedis (voce), Flea (basso), Hillel Slovak (chitarra)</figcaption></figure></div>



<p><strong><em>«L&#8217;energia di Hillel Slovak non si è mai completamente spenta<strong><em>»</em></strong></em></strong> dice <strong>Kiedis</strong> mentre cerca le parole prima di ricordare uno dei suoi rimpianti più grandi, verso la fine del 1983, quando i Chili erano ancora dei giovani vestiti strani e con poche prospettive. <strong>Slovak</strong> e il batterista <strong>Jack Irons</strong> lasciarono il gruppo per un breve periodo per concentrarsi sugli <strong>What Is This?</strong> che avevano già un contratto discografico.<br><strong><em>«Avrei voluto che Hillel non fosse mancato alla prima registrazione</em></strong> [l&#8217;omonimo debutto &#8216;The Red Hot Chili Peppers&#8217;, ndr) <em><strong>quell&#8217;anno» </strong></em>ricorda Kiedis. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Abbiamo fatto alcune esibizioni in televisione nel 1984 e adesso le guardo e penso &#8216;Dannazione, vorrei che Hillel ci fosse stato.&#8217; Era un creatore della band, era una sua bambina. In ogni modo è andata come è andata ma Hillel è ancora nei nostri cuori che siano 30, 40, 50, 60 o anche 100 anni.»</em></p><cite><em>Anthony Kiedis a NME.com</em></cite></blockquote>



<p>Caspita! Anthony pensa di darsi una calmata da pensionato?<br><strong><em>«Non passo molto tempo ad immaginare il futuro, so cosa abbiamo da fare oggi. Dobbiamo diventare molto bravi nel suonare queste canzoni live e poi dipende dalla salute emotiva della band. Il tour è un grande test di sopravvivenza e vedremo cosa succederà. Sono sempre ottimista e non vedo motivi per smettere di fare ciò che facciamo».</em></strong><br>Quindi cosa ci sarà dopo &#8216;Unlimited Love&#8217; e il tour intorno al globo? Non un&#8217;altra attesa di sei anni per avere nuova musica?<br><strong><em><strong><em>«</em></strong>Oh no»</em></strong> dice Kiedis, con l’aria di chi ha delle buone notizie da dare. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em><strong>«</strong>Rilasceremo musica a profusione, letteralmente. Non sorprendetevi se un’altra carrellata di canzoni dovesse arrivare nel prossimo futuro. Abbiamo un sacco di roba da far ascoltare alle persone.»</em></p><cite><em>Anthony Kiedis a NME.com</em></cite></blockquote>



<p>Lo stuzzichiamo per avere altri dettagli, ma Kiedis rifiuta di rispondere. La band ha già subito fughe di notizie in passato, quindi non deve sorprendere che voglia tenere la bocca chiusa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="696" height="870" src="http://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme4.jpg" alt="" class="wp-image-1354" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme4.jpg 696w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/nme4-400x500.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption>Foto di Gus Van Sant per NME.com</figcaption></figure>



<p><strong>Frusciante</strong> invece è più disposto ad esporsi. Dice che c’è un <strong><em>«piano libero»</em></strong> per un secondo album dopo ‘Unlimited Love’ – e che la band <strong><em>«ha registrato quasi 50 brani»</em></strong> durante le sessioni con Rubin: <strong><em>«Di certo c’è un bel po’ di materiale che ci piace».</em></strong> Ancor più eccitato, aggiunge che quest’altro progetto <strong><em>«ha un’energia rilassata ben distinta dall’intensità del disco che abbiamo appena fatto».</em></strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Se davvero stiamo per entrare in una nuova, prolifica fase della band, ebbene ‘Unlimited Love’ è l’album perfetto per inaugurarla. Fresco, coraggioso e ovviamente funky, ogni fibra dei Red Hot Chili Peppers scorre nel suo DNA, oltre a una tensione bonus in John Frusciante. È una buona cosa che non siano più una banda di biker, perché gli indistruttibili della California non se ne andranno tanto presto. Hanno ancora molto da fare.</h3>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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