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	<title>the heavy wing &#8211; VeniceQueen.it</title>
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		<title>&#8220;Frusciante, illimitato&#8221;: la nostra traduzione dell&#8217;intervista a Guitar World (2a parte)</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/frusciante-illimitato-la-nostra-traduzione-dellintervista-a-guitar-world-2a-parte/</link>
		
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 09:48:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
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					<description><![CDATA[Seconda parte dell&#8217;intervista che John Frusciante ha concesso al magazine Guitar World (leggi la prima parte QUI): il chitarrista newyorkese racconta aneddoti emotivi e aspetti tecnici che lo hanno guidato nella scrittura di alcuni dei brani di Unlimited Love. Traduzione a cura di Francesco Colinucci e Vincenzo Fasulo. BLACK SUMMER Nel periodo in cui non sono stato nel gruppo solo in un paio di anni ho usato la chitarra nella mia musica ma ho continuato a fare pratica perché è un modo che uso per stimolare il cervello. Non scrivevo canzoni ma dopo che io e Flea abbiamo iniziato a parlare di un mio possibile ritorno ho preso la chitarra e ho pensato &#8216;Chissà se so ancora scrivere una canzone rock&#8217; perché il mio senso della melodia è completamente cambiato.John Frusciante su &#8220;Black Summer&#8221; Quello che ricordo è che ho preso la chitarra ed è uscita &#8220;Black Summer&#8221;. Ho scritto un&#8217;idea iniziale di strofa e ritornello e avevo anche delle idee per le melodie ma Anthony ha usato una sua idea per il ritornello e ha tenuto la mia per la strofa. Una cosa che mi interessa molto sono i cambi di accordi dove questi sono come una melodia e non &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Seconda parte dell&#8217;intervista che John Frusciante ha concesso al magazine <strong><em>Guitar World</em></strong> (leggi la prima parte <a href="http://www.venicequeen.it/in-evidenza/frusciante-illimitato-la-nostra-traduzione-dellintervista-a-guitar-world-1a-parte/"><strong>QUI</strong></a>): il chitarrista newyorkese racconta aneddoti emotivi e aspetti tecnici che lo hanno guidato nella scrittura di alcuni dei brani di <strong><em>Unlimited Love</em></strong>.</h3>



<h3 class="wp-block-heading">Traduzione a cura di Francesco Colinucci e Vincenzo Fasulo.</h3>



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<h3 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">BLACK SUMMER</h3>



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<p>Nel periodo in cui non sono stato nel gruppo solo in un paio di anni ho usato la chitarra nella mia musica ma ho continuato a fare pratica perché è un modo che uso per stimolare il cervello. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Non scrivevo canzoni ma dopo che io e Flea abbiamo iniziato a parlare di un mio possibile ritorno ho preso la chitarra e ho pensato &#8216;Chissà se so ancora scrivere una canzone rock&#8217; perché il mio senso della melodia è completamente cambiato.</em></p><cite>John Frusciante su <em>&#8220;Black Summer&#8221;</em></cite></blockquote>



<p>Quello che ricordo è che ho preso la chitarra ed è uscita <em>&#8220;Black Summer&#8221;</em>. Ho scritto un&#8217;idea iniziale di strofa e ritornello e avevo anche delle idee per le melodie ma Anthony ha usato una sua idea per il ritornello e ha tenuto la mia per la strofa.</p>



<p>Una cosa che mi interessa molto sono i cambi di accordi dove questi sono come una melodia e non dipendono dal giro di basso. In <em>&#8220;Black Summer&#8221;</em> nel giro d&#8217;accordi della strofa c&#8217;è un <strong>LA maggiore</strong> ma poi nella seconda parte c&#8217;è un <strong>LA minore</strong>, ecco, piccolezze del genere sono le cose che mi interessano. Oppure un <strong>MI maggiore</strong> nel ritornello mentre nella strofa ci sono solo <strong>MI minori</strong>. Questi sono alcuni esercizi mentali che rendono divertente lo scrivere giri di accordi. Ed è una cosa viscerale, non penso a cose come <em>&#8216;Non sarebbe carino se passassi da maggiore a minore?&#8217;</em></p>



<p>E penso che questi cambi anche il modo di percepire la canzone. Anche se non si è dei musicisti, quindi c&#8217;è questo cambio di accordi, avviene un cambiamento di emozioni.</p>



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<h3 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">THE GREAT APES</h3>



<figure class="wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - The Great Apes (Official Audio)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ElI-G3QY3J0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Questa è una canzone che ha portato <strong>Flea</strong>, nel ritornello la mia parte è ispirata da quello che fa il basso. Ed è indubbiamente ispirata dai <strong>Fugazi</strong>. Il fatto che suono veloce una melodia lenta è una cosa che sento molto nella loro musica. Ma allo stesso momento quello slide che è a metà è ispirato da <strong>Johnny Thunders</strong>.</p>



<p>Adesso ti racconto un piccolo trucco che abbiamo usato in studio,&nbsp; perché sembra che io faccia una cosa più complicata di quello che è.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Nell&#8217;outro io e Flea ci scambiamo perché per la maggior parte della canzone, nel ritornello io suono la melodia e <strong>Flea</strong> invece il cambio di accordi, alla fine invece io suono il giro di accordi di <strong>Flea</strong> e lui la melodia.</em></p><cite>John Frusciante su <em>&#8220;The Great Apes&#8221;</em></cite></blockquote>



<p>Un&#8217;altra cosa riguardo al finale,  prima suono gli accordi ma poi faccio un altro assolo in cui ci sono 2 chitarre, da una parte la <strong>Strato</strong> con un distorsore e dell&#8217;altra la <strong>Yamaha sg 2000</strong> direttamente nel Marshall e le avrei volute &#8216;doppiare&#8217; per dare quel tipo di potenza alla <strong>Black Sabbath</strong> invece ho suonato troppo veloce e quindi abbiamo fatto un &#8216;doppiaggio artificiale&#8217; usando del delay manipolando il nastro, in pratica sembra che l&#8217;abbia suonato due volte anche se in realtà non l&#8217;ho fatto.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">TANGELO</h3>



<figure class="wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - Tangelo (Official Audio)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ZL1pd0ebh_E?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Eravamo ormai alla fine del processo di scrittura e pensavo &#8216;quali stili ci mancano?&#8217; perché per un po&#8217; avevamo fatto molto <em>funk</em> e molte canzoni divertenti ma sembrava che mancasse qualche canzone un po&#8217; più <em>heav</em>y e così ho portato <em>&#8220;The Heavy Wing&#8221;</em> e altri pezzi del genere. Ma ho anche capito che ci mancavano delle canzoni soft e tranquille e per riempire questo vuoto ho scritto <em>&#8220;Tangelo&#8221;</em>. Ho pensato di scrivere una canzone acustica arpeggiata. Questa è un&#8217;altra canzone in cui ho portato anche una melodia da cui Anthony si è poi ispirato anche se in certi versi è molto diversa. L&#8217;ha trasformata in qualcosa alla <strong>Lou Reed</strong>, un po&#8217; parlata e un po&#8217; cantata mentre la mia melodia seguiva i cambi di accordi.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Ho usato due chitarre acustiche, non ricordo i modelli ma le ho da tanto tempo. Una è la Martin piccola degli Anni &#8217;40 o &#8217;50 l&#8217;altra invece è sempre una Martin ma degli Anni &#8217;60, sembra quella usata da <strong>John Lennon </strong>nel film &#8220;Magical Mistery tour&#8221;</em>.</p><cite>John Frusciante su <em>&#8220;Tangelo&#8221;</em></cite></blockquote>



<p>Le sovraincisioni sono state divertenti. Ricordo che era l&#8217;ultimo giorno di registrazioni e sarei dovuto tornare a casa. Mi sentivo come se non avessi più niente da dare, mi sentivo completamente drenato. Ma poi ho detto <em>&#8216;lasciami provare a fare una cosa&#8217;.</em> Ho iniziato con un Mellotron e poi ho sovrainciso dei sintetizzatori e altri mellotron per circa tre ore e me ne sono uscito con quelle parti che iniziano nella seconda strofa e arrivano fino alla fine. Secondo me danno uno svolta alla canzone, la fanno salire di livello. È stato inaspettato perché pensavo di non aver più niente da dare, è stato un bel modo di lasciare lo studio.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">Veronica</h3>



<figure class="wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - Veronica (Official Audio)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/t1TG63eDcfY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p><strong>Flea</strong> e io ci sfidavamo sempre con delle competizioni durante il nostro processo creativo. Cominciava tutto così: durante le jam sessions, se ci veniva in mente qualche ottimo verso che aveva bisogno magari di una parte aggiuntiva, ci mettevamo con le nostri fronti l’una attaccata all’altra e ci guardavamo con aria di sfida, per poi separarci, andare in stanze diverse e tornare dopo qualche ora con una nuova strofa o ritornello. A volte entrambe le parti finivano nella canzone, altre volte nessuna o solo una parte.</p>



<p>Ci successe una cosa simile durante le registrazioni del nuovo album; scrivemmo delle parti per una nuova canzone, e quando tornai da <strong>Anthony</strong> e <strong>Rick</strong> con il ritornello, dissero immediatamente: <em>&#8216;Devi assolutamente comporre il resto di questa canzone!&#8217;.</em> Così, la sera stessa mi chiusi in camera da letto e mi misi a scrivere. Mi domandavo <em>&#8216;Cosa manca a questo brano? Come posso renderlo unico e diverso da tutti gli altri?&#8217;</em>. E fu così che me ne uscii con i cambi di tempo. Sono un grande fan dei cambi di tempo nelle canzoni, ed è la cosa che adoro di più dei <strong>Black Sabbath</strong> &#8211; i loro primi quattro album contengono tutti dei brani con diversi cambi di tempo all’interno della stessa canzone. Altri esempi del genere sono <em>“Some Velvet Morning”</em> di <strong>Lee Hazlewood</strong> e <strong>Nancy Sinatra</strong>, o <em>“We Can Work It Out”</em> dei <strong>Beatles</strong>. Pensai <em>&#8216;è un elemento che non abbiamo in nessuna canzone, un ritornello con sensazioni e tempi diversi dalla strofa&#8217;.</em> Fu questo l’elemento alla base di <em>“Veronica”</em>, la strofa è in quattro quarti, mentre il ritornello contiene terzine. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Un altro fun fact su &#8220;Veronica&#8221; è l’effetto wah wah che si sente nella strofa; alcuni pensano si tratti di un effetto di chitarra, ma è in realtà il mio synth modulare. </em></p><cite>John Frusciante su <em>&#8220;Veronica&#8221;</em></cite></blockquote>



<p>Questa sorta di ritocchi di <em>&#8216;riverbero al contrario&#8217;</em> è una cosa che abbiamo usato per molti strumenti, a volte per intere canzoni durante le registrazioni, in modo da rendere i cambi di tempo più fluidi e dare omogeneità ai brani. Il mio orecchio è sempre alla ricerca di cose del genere, di come rendere una canzone più variopinta senza comprometterne la crudezza e la primordialità.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">The Heavy Wing</h3>



<figure class="wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - The Heavy Wing (Official Audio)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/VzRYRi2cb4g?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>C’era una canzone, di cui non ricordo il titolo (forse di <strong>Syd Barrett</strong> o dei <strong>The Move</strong>) che aveva questa progressione di accordi: <strong>MI Maggiore</strong>, <strong>RE Maggiore</strong> e <strong>LA Maggiore</strong>. Pensai<em> &#8216;è un giro di accordi molto potente, devo scriverci una canzone sopra&#8217;.</em> Cominciai con quello stesso giro, ma mi resi conto che quello era solo il punto di partenza, e così esplorai anche altre vie.</p>



<p>Cominciai la canzone con <em>riff funky</em> molto semplice; a causa della mia ossessione per la <em>musica elettronica</em> e <em>breakbeat</em>, ascolto molti brani <em>funk</em> di fine Anni Sessanta, inizio Settanta. Così pensai di cominciare la canzone con un <em>riff</em> che può farti pensare si tratti di una canzone <em>funk</em>, ma che in realtà prende subito una forma totalmente diversa, ed entra nel mondo della <em>psichedelia</em>. La chitarra nella strofa è ritoccata con il <em>synth modulare</em>, in modo da conferirle una sottile dinamicità. Più o meno gli stessi ritocchi applicati sulle ultime quattro battute dell’assolo di <em>&#8220;Black Summer&#8221;</em>, quasi impercettibili ma fanno in realtà una grossa differenza. Per l’assolo di chitarra, ho usato la mia <strong>Strato 1962</strong>, la chitarra che ho usato di più da quando mi sono riunito alla band per la prima volta nel 1999. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Suonai l’assolo a volume così alto che dovetti indossare delle cuffie per attutirne il suono, che proveniva dai miei 4 amplificatori Marshall. Fortunatamente, ero in una stanza abbastanza grande da potermi muovere durante l’assolo e valutarne il sound ed il feedback da diversi punti.</em> </p><cite>John Frusciante su <em>&#8220;The Heavy Wing&#8221;</em></cite></blockquote>



<p>C&#8217;è un punto specifico nell’assolo in cui uso il <em>bending</em> in continuazione tra una nota e l’altra, per poi andare all’<em>ottava superiore</em> ed ancora a <em>due ottave sopra</em>. Quello che ne esce fuori è quel suono stridulante che si cerca spesso di evitare, ma che tuttavia riesco a mantenere stabile e costante con il <em>bending</em>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Non è stata una cosa pianificata, ma quando ti capita una cosa del genere, puoi solo sperare che tu riesca a mantenere quell&#8217;intensità, senza perderla per un istante. È quello che adoro di più degli assoli, non tanto il pianificare in anticipo ma piuttosto vedere cosa ne esce fuori e continuare di conseguenza.</em></p><cite>John Frusciante su <em>&#8220;The Heavy Wing&#8221;</em></cite></blockquote>
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