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	<title>Return Of The Dream Canteen &#8211; VeniceQueen.it</title>
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	<title>Return Of The Dream Canteen &#8211; VeniceQueen.it</title>
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		<title>BREAKING: i Red Hot Chili Peppers stanno scrivendo nuova musica!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Generale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 20:10:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo due album da 17 inediti ciascuno (Unlimited Love e Return of the Dream Canteen) e un lungo tour mondiale iniziato nel giugno del 2022 e concluso nel luglio del 2024, i fan dei Red Hot Chili Peppers (quantomeno la maggior parte di loro) si aspettavano probabilmente di dover attendere un bel po&#8217; prima di ricevere notizie, anche fugaci, sulle prossime attività dei propri idoli&#8230;e invece oggi, in tal senso, abbiamo già avuto un primo assaggio gentilmente offerto da Flea! Il bassista dei peperoncini, in un&#8217;intervista concessa di cui trovate a questo link il video con l&#8217;estratto d&#8217;interesse, ha infatti rivelato che la band ha già iniziato il processo di scrittura di quello che sarà il loro quattordicesimo album in studio! In che fase ti trovi in questo periodo? Sei in tour? Stai registrando? Sei a casa?«Sono a casa. Sapete, con la band negli ultimi anni abbiamo pubblicato due dischi e fatto un tour mondiale lungo ben due anni, suonando in grandi stadi e terminando il tutto circa 8 mesi fa; quindi sono tornato a casa, ho ripreso a suonare la tromba e ho realizzato un album jazz del quale sono entusiasta e che non vedo l&#8217;ora di far uscire. &#8230;]]></description>
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<p>Dopo due <strong>album</strong> da 17 inediti ciascuno (<strong>Unlimited Love</strong> e <strong>Return of the Dream Canteen</strong>) e un lungo <strong>tour mondiale</strong> iniziato nel giugno del 2022 e concluso nel luglio del 2024, i fan dei <strong>Red Hot Chili Peppers</strong> (quantomeno la maggior parte di loro) si aspettavano probabilmente di dover attendere un bel po&#8217; prima di ricevere notizie, anche fugaci, sulle prossime attività dei propri idoli&#8230;e invece oggi, in tal senso, abbiamo già avuto un primo assaggio gentilmente offerto da <strong>Flea</strong>!</p>



<p>Il bassista dei peperoncini, in un&#8217;<strong>intervista</strong> concessa di cui trovate <a href="https://www.instagram.com/reel/DMcqCm4saSO/?igsh=ZmI3NWZmZmw0aWdv">a questo link</a> il video con l&#8217;estratto d&#8217;interesse, ha infatti rivelato che la band ha già iniziato il processo di <strong>scrittura</strong> di quello che sarà il loro <strong>quattordicesimo album</strong> in studio!</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><a href=""></a></p><p><em>In che fase ti trovi in questo periodo? Sei in tour? Stai registrando? Sei a casa?</em></p><p>«Sono a casa. Sapete, con la band negli ultimi anni abbiamo pubblicato due dischi e fatto un tour mondiale lungo ben due anni, suonando in grandi stadi e terminando il tutto circa 8 mesi fa; quindi sono tornato a casa, ho ripreso a suonare la tromba e ho realizzato un album jazz del quale sono entusiasta e che non vedo l&#8217;ora di far uscire. Sono stato super concentrato su quello ma adesso noi&#8230;sapete, probabilmente non dovrei dirlo dal momento che sono affari della band, ma stiamo cominciando a scrivere nuove canzoni»</p></blockquote>



<p>Naturalmente il progetto è appena agli albori e andrà seguito come sempre in maniera graduale, ma quel che sappiamo, da oggi, è che i Peppers sono tornati al lavoro e non è un&#8217;eresia immaginare l&#8217;arrivo di un nuovo album tra la fine del 2026 e la prima metà del 2027.</p>
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		<title>Return of the Dream Canteen, track by track: un viaggio fra le tracce del disco insieme ad Anthony, Chad e Flea!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Generale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Nov 2023 10:18:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 14 ottobre 2023, a un anno esatto di distanza dall&#8217;uscita in tutto il mondo, i tre membri dei Red Hot Chili Peppers hanno passato in rassegna, al loro broadcast ufficiale Whole Lotta Red Hot (su SiriusXM), le canzoni che compongono la tracklist del loro 13° album in studio, svelando aneddoti su titoli, significati e ispirazioni. Intro:L’anno scorso i Red Hot Chili Peppers hanno rilasciato il loro 13° album in studio; nel suo primo anniversario, scopriamo Return of the Dream Canteen assieme a Anthony, Chad e Flea, che condivideranno con noi storie traccia per traccia qui, su Whole Lotta Red Hot. PEACE AND LOVE Flea: ciao, sono Flea dei Red Hot Chili Peppers. Peace and Love doveva inizialmente chiamarsi Fay, un titolo provvisorio come tanti altri che usiamo, non so nemmeno perché ne sto parlando ma riguardo alla sua origine, è un’altra canzone che comincia con una linea di basso e, beh…ero stato in una zona di Los Angeles, i cantieri, e avevo incontrato una donna di nome Fay, un’amica mia e di mia moglie di cui avevo gradito la compagnia; stavo semplicemente pensando a lei e suonando il basso quando questa linea saltò fuori, per poi tramutarsi in qualcosa &#8230;]]></description>
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<h3 class="wp-block-heading">Il 14 ottobre 2023, a un anno esatto di distanza dall&#8217;uscita in tutto il mondo, i tre membri dei Red Hot Chili Peppers hanno passato in rassegna, al loro broadcast ufficiale Whole Lotta Red Hot (su SiriusXM), le canzoni che compongono la tracklist del loro 13° album in studio, svelando aneddoti su titoli, significati e ispirazioni.</h3>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Red Hot Chili Peppers - Return of the Dream Canteen (Track by Track) Anniversary 2023" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/BW-EKnU06eg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
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<p><strong>Intro:</strong><br>L’anno scorso i Red Hot Chili Peppers hanno rilasciato il loro 13° album in studio; nel suo primo anniversario, scopriamo Return of the Dream Canteen assieme a Anthony, Chad e Flea, che condivideranno con noi storie traccia per traccia qui, su Whole Lotta Red Hot.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">PEACE AND LOVE</h4>



<p><strong>Flea: </strong>ciao, sono Flea dei Red Hot Chili Peppers. <em>Peace and Love</em> doveva inizialmente chiamarsi <em>Fay</em>, un titolo provvisorio come tanti altri che usiamo, non so nemmeno perché ne sto parlando ma riguardo alla sua origine, è un’altra canzone che comincia con una linea di basso e, beh…ero stato in una zona di Los Angeles, i cantieri, e avevo incontrato una donna di nome Fay, un’amica mia e di mia moglie di cui avevo gradito la compagnia; stavo semplicemente pensando a lei e suonando il basso quando questa linea saltò fuori, per poi tramutarsi in qualcosa di completamente diverso…ed è un sentimento bellissimo quello di cui canta Anthony, incoraggiante e caloroso, ed è davvero figa, c’è un assolo di sassofono di Josh Johnson che è stato trattato da John e non suona esattamente come un sassofono, eppure lo è. È una specie di jam funk eterea, quindi godetevela.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">REACH OUT</h4>



<p><strong>Flea: </strong><em>Reach Out</em> è nata con John che suonava queste bellissime parti di chitarra concatenate: è molto delicata in un certo senso, sembra quasi un pezzo di chitarra classica, e quando lo sento suonare qualcosa di bello come quello, da bassista, voglio solo trovare un modo per inserirmi e contrastarlo, per rispondergli anziché seguirlo, e ha funzionato abbastanza bene; ha questo ritornello simile a un inno che adoro, in cui c’è tanto desiderio: “è meglio che qualcuno venga a darmi una mano”, Anthony lo sta letteralmente urlando, tipo “qualcuno mi dia una fottuta mano”, capito? “Te lo sto chiedendo per favore”! È una jam super dinamica, sono orgoglioso di farne parte e penso che possa resistere alla prova del tempo, a prescindere dallo stile o da ciò che è popolare in un particolare momento. Penso veramente che abbia qualcosa di speciale.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">EDDIE</h4>



<p><strong>Chad: </strong><em>Eddie </em>è ispirata al recentemente defunto Eddie Van Halen. Quando ero bambino i primi album dei Van Halen erano come la Bibbia per me, mi rapivano dalla prima nota mentre ascoltavo la chitarra di Eddie, le urla da Banshee di David Lee Roth, il basso rimbombante di Michael Anthony e naturalmente la batteria di Alex Van Halen, che fu una grande influenza per me. Ero solito andare nel mio garage fuori Detroit, dove sono cresciuto, sistemarmi lì e mettere le cuffie per suonare specialmente su Van Halen II, che aveva tante grandi canzoni, e lo stesso vale per tutti gli altri dischi, anche se quei primi a cui ho appena accennato sono fantastici. Perciò, quando Eddie è morto per molte persone è stata una notizia pesante, era un musicista incredibile e innovativo e qualsiasi chitarrista non poteva fare a meno di lasciarsi influenzare da lui in qualche modo. John si presentò con questo riff e noi non facemmo altro che suonarci su, il pezzo venne fuori molto in fretta (come spesso accade alle nostre migliori canzoni); Anthony fu ispirato dalla musica, scrisse questo testo che parla di Eddie e ora è una delle nostre tracce preferite da suonare in live, soprattutto perché John ha la possibilità di eseguire quello che è probabilmente il suo assolo più lungo scritto con noi, sapete che dal vivo ci piace dilungarci un po’ con le jam e così lui riesce a mostrare di cosa è capace, ed è davvero divertente. Dunque questo è il nostro omaggio al grande Eddie Van Halen.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">FAKE AS FU@K</h4>



<p><strong>Anthony: </strong>ecco una canzone chiamata <em>Fake as Fu@k</em>. Molti di questi pezzi sono stati scritti durante il lockdown: rimasi molto colpito da questo enorme cambiamento della coscienza umana in cui veniva detto a tutti di non uscire di casa, di non interagire con le altre persone, di non fare questo e di non fare quello; in quei momenti ho avvertito la perdita di umanità e il testo della canzone invita a non credere ai media o al governo ma a uscire e vedere di persona cosa sta succedendo, per non diventare dei piccoli blob ex-umani sui nostri divani. Ad ogni modo, il pezzo è dannatamente veloce e divertente da ballare, e si chiama <em>Fake as Fu@k</em>.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">BELLA</h4>



<p><strong>Anthony: </strong>dopo c’è <em>Bella</em>, che porta con sé un contenuto emotivo. Flea si presentò con una linea di basso e un’insolita indicazione di tempo, chiamata 7-4, che è stata inventata essenzialmente solo per complicare la vita ai cantanti perché non c’è un tempo chiaro su cui entrare o uscire: una cosa in cui i Parliament-Funkadelic erano maestri, ma alla quale io devo migliorare il mio approccio; poi c’è questo verso funky molto figo, John imbracciò la sua chitarra e scrisse un cambio di accordo per il ritornello, molto naturale e delizioso, di cui la mia frase preferita è “diamine, non mi chiamo Bradley”: quando questa frase comparve nella canzone fece sorridere Chad, perciò…vi presento <em>Bella</em>.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">ROULETTE</h4>



<p><strong>Anthony: </strong><em>Roulette </em>non era neanche nata prima che la registrazione del disco fosse in corso. Eravamo in un posto chiamato Shangri-La, posseduto e gestito dal grande Rick Rubin, nostro amico e collaboratore; i ragazzi stavano suonando dei riff mentre registravano una qualche canzone e io ero tipo “che cos’è? Che cos’è? Che cos’è?”, loro dissero “niente, stiamo solo accordando gli strumenti” ma io risposi “questa è una canzone!”…così l’abbiamo registrata, l’ho portata con me attraverso l’oceano Pacifico e vi ho aggiunto un po’ di parole all’ultimo minuto. Si chiama <em>Roulette </em>e ha un’atmosfera tutta sua.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">MY CIGARETTE</h4>



<p><strong>Anthony: </strong>poi abbiamo <em>My Cigarette</em>, una traccia di drum machine e forse anche altre machine che Flea concepì nel suo garage quando viveva sulla PCH (<em>Pacific Coast Highway, una famosa strada della California, n.d.t.</em>) e componeva piccole idee e beat per ammazzare il tempo; ce la fece ascoltare registrata su una 4 tracce sul suo telefono, sembrava che mi parlasse e gli dissi “cos’è? Mi piace, puoi mandarmela? Voglio scriverci qualcosa”…e così divenne <em>My Cigarette</em>.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">AFTERLIFE</h4>



<p><strong>Anthony: </strong><em>Afterlife </em>vide molto presto la luce durante il processo di scrittura di Unlimited Love e Return of the Dream Canteen; non ho molto da dire, è una jam e ha un paio di riferimenti carini a delle ispirazioni musicali, James Brown e Iggy Pop su tutti, e a mia madre, perché menziona una cosa che lei mi disse…vediamo se ve ne accorgete!</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">SHOOT ME A SMILE</h4>



<p><strong>Anthony: </strong><em>Shoot Me a Smile </em>è una sorta di omaggio ai Meat Puppets, una delle band più fighe con cui siamo cresciuti, direttamente dal deserto dell’Arizona. Fu Flea a guidarne la composizione e, tutto sommato, è venuta bene.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">HANDFUL</h4>



<p><strong>Anthony: </strong>dopodiché abbiamo una canzone chiamata <em>Hanful</em>. Credo di essere stato sopraffatto dallo spirito di Van Morrison, volevo solo provare a cantare qualcosa nel suo spirito e nella sua personalità in cui non sempre vai a ritmo, magari vai anche un po’ fuori tempo…ecco perché la parte vocale della canzone suona in quel modo. Grazie Van Morrison!</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">THE DRUMMER</h4>



<p><strong>Chad: </strong>c’è una canzone in Return of the Dream Canteen che si chiama <em>The Drummer</em> e io sono Chad il drummer (<em>cioè il batterista, n.d.t.</em>), ma questa canzone non è su di me! È Anthony a scrivere tutti i testi e le melodie e sebbene mi piaccia che le persone diano una loro personale interpretazione alla nostra musica, c’è una parte in cui lui canta “il batterista si sporge senza alcun motivo fuori dal club Troubadour”, e non parla di me ma di un altro batterista, di una band degli anni ’70 molto famosa; ed Anthony mi disse che forse stava raccontando una storia dei tempi della scuola, in cui era con suo padre e vide questo musicista fare capolino dalla porta del Troubadour: il padre gli domandò se sapesse chi era quel tipo, Anthony rispose di no e lui disse “beh, saranno una band di grande successo”. La band si chiamava The Eagles e se sapete chi è il batterista degli Eagles, vi lascio immaginare. Questa è <em>The Drummer</em>.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">BAG OF GRINS</h4>



<p><strong>Anthony: </strong><em>Bag of Grins</em> è molto strana e stravagante; è una riflessione sulla morte, sulla sua bellezza ma anche sui suoi aspetti più ridicoli, su quel che ci lasciamo alle spalle e sul modo in cui andiamo avanti fino alla nostra stessa morte.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">COPPERBELLY</h4>



<p><strong>Anthony: </strong><em>Copperbelly</em> è un’altra canzone inizialmente introdotta da Flea e penso che abbia molto a che fare con il guardare in faccia le proprie paure, così intensamente da privarle del loro potere.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">CARRY ME HOME</h4>



<p><strong>Chad: </strong>sono così contento che <em>Carry Me Home</em> abbia trovato un posto nel disco. Ricordo che John arrivò con questo riff sul quale iniziammo a jammare, e io ero tipo “wow, questa è una specie di blues!”…in 40 anni di carriera non avevamo mai fatto un pezzo blues: chiaramente non è una delle tradizionali canzoni blues alla BB King o Albert King, ma per me ha quel tipo di sentimento e, sapete, è una delle mie preferite, la stiamo facendo dal vivo, riusciamo ad allungarla, adoro suonarla e il finale è epico. La suoniamo col cuore come tutte le altre, ma devo dire che questa mi piace particolarmente.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">IN THE SNOW</h4>



<p><strong>Anthony: </strong><em>In the Snow </em>è un bellissimo pezzo di musica elettronica scritto e composto da John. Quando lo ascoltai dissi “per favore, lasciatemi cantarci su”; ci volle un’eternità a completarla, dal momento che ci trovavamo in stati diversi, ma finimmo col chiamarla <em>In the Snow</em> ed è, fra le altre cose, un’ottima canzone da ascoltare mentre si sta guidando.</p>
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			</item>
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		<title>Bass Magazine (Agosto 2023), parte 2 di 2: «Il basso è un amore infinito, voglio rendere felice la gente»</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/bass-magazine-agosto-2023-parte-2-di-2-il-basso-e-un-amore-infinito-voglio-rendere-felice-la-gente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Generale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 16:58:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
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		<category><![CDATA[anthony kiedis]]></category>
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					<description><![CDATA[La nota rivista per gli amanti delle quattro corde dedica la copertina del numero di agosto a Flea, che ancora una volta porta alla luce aneddoti sugli inizi dei Red Hot Chili Peppers e punti di vista sempre nuovi e interessanti su quello che è il presente della band. Lo staff di V.Q.it ha tradotto per voi l&#8217;intervista (trovate l&#8217;originale a questo link), dividendola in due parti. In questa seconda parte, il bassista spiega cosa significhi suonare il suo strumento e in che modo secondo lui Internet e i social hanno rivoluzionato la fruizione della musica, chiudendo poi con una promessa ai fan. A cura di Francesco Colinucci e Tina Zannella Seguire le melodie di Anthony con le tue linee di basso è una cosa che fai consapevolmente?Non sempre. Reagisco a ciò che succede intorno a me. Solitamente la musica arriva prima della parte vocale. A volte non sappiamo neanche come sarà quando è il momento di registrare perché lui la sta ancora scrivendo. Spesso suono una melodia con il basso e lui inizia a cantare da lì. Aggiungere John al mix ti dà infinite possibilità. Ovviamente, essendo un bassista, il mio compito è di preparare il letto per le &#8230;]]></description>
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<h3 class="wp-block-heading">La nota rivista per gli amanti delle quattro corde dedica la copertina del numero di agosto a Flea, che ancora una volta porta alla luce aneddoti sugli inizi dei Red Hot Chili Peppers e punti di vista sempre nuovi e interessanti su quello che è il presente della band. Lo staff di V.Q.it ha tradotto per voi l&#8217;intervista (trovate l&#8217;originale a <a href="https://bassmagazine.com/artists/flea-unlimited-love?fbclid=PAAabu9saPC1fT_SX3jdgquRXK92Tb1LTllJ3KpCB44MgzdBPO1wKZSwojoJs">questo</a> link), dividendola in due parti. In questa seconda parte, il bassista spiega cosa significhi suonare il suo strumento e in che modo secondo lui Internet e i social hanno rivoluzionato la fruizione della musica, chiudendo poi con una promessa ai fan.</h3>



<h5 class="has-text-align-right wp-block-heading">A cura di Francesco Colinucci e Tina Zannella</h5>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>Seguire le melodie di Anthony con le tue linee di basso è una cosa che fai consapevolmente?</strong><br>Non sempre. Reagisco a ciò che succede intorno a me. Solitamente la musica arriva prima della parte vocale. A volte non sappiamo neanche come sarà quando è il momento di registrare perché lui la sta ancora scrivendo. Spesso suono una melodia con il basso e lui inizia a cantare da lì. Aggiungere John al mix ti dà infinite possibilità. Ovviamente, essendo un bassista, il mio compito è di preparare il letto per le loro melodie. Negli ultimi due album ho suonato più che mai in maniera melodica. Amo suonare il basso, amico. Non invecchia mai.</p>



<p><strong>Questi due album [<em>Unlimited Love e Return of the Dream Canteen, n.d.t.</em>] fanno venir voglia ai bassisti di prendere in mano lo strumento e provare a capire quello che stai facendo! Cosa ti ispirava mentre scrivevi quelle linee di basso?</strong><br>Voglio soltanto suonare bene e creare delle belle sensazioni, amare e onorare i miei compagni di band, onorare la musica, onorare chi è venuto prima di me, onorare chi ascolta. È divertente che tu abbia detto che la gente vuole suonare le mie cose, perché io non ho praticamente mai imparato le linee di basso degli altri.</p>



<p><strong>Dopo aver suonato gli Spectors, gli Stingrays, i Modulus e i Wal, come sei arrivato ai Fender Jazz Bass?</strong><br>Non lo so, semplicemente vanno bene. È stato difficile per me suonare un solo modello di basso. Ne ho ancora tanti che suono. Per il mio compleanno mia moglie mi ha regalato un Gibson Grabber, con i pick-up che si spostano. È fighissimo. Per me è una storia d’amore senza fine. È infinita.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="700" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-flex-1024x700.jpg" alt="" class="wp-image-4571" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-flex-1024x700.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-flex-500x342.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-flex-768x525.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-flex.jpg 1366w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Flea col suo Fender Jazz Bass.</figcaption></figure></div>



<p><strong>Essendo uno che ha avuto un grande impatto sul suonare lo strumento, come ti senti quando vedi giovani eroi del basso come Thundercat e MonoNeon?</strong><br>Mi piace, amico. Lo adoro. Amo Mono, e amo Thundercat. Ci sono così tanti grandi bassisti, e ne vedo sempre di nuovi grazie a Instagram e ai social media. Quando ero un ragazzino, se conoscevi qualcuno che sapeva suonare Portrait of Tracy di Jaco [Pastorius, n.d.t.], voleva dire che era un tipo colto e abile. Il modo in cui la suona Mono è irreale. Nessuno suona come lui, coi microtoni e le cose atonali; non glie ne frega niente. Si immerge in essa. La sua profondità nel funk, le sue eccentricità e la sua selvaticità sono roba da Memphis. È davvero unico nel suo genere. Thundercat è un caro amico e gli voglio un gran bene. Stavo parlando con lui di come sia cresciuto con Kamasi Washington e tutti gli altri jazzisti locali e del fatto che anche i loro padri fossero tutti musicisti. Quando avevano 9 anni, a scuola dovevano imparare ogni settimana un nuovo brano jazz, compresi i cambi e la melodia, e dovevano essere in grado di fare un assolo. Fin da piccoli erano profondamente legati alla musica, che sono poi andati a perfezionare. È così bello e impressionante. Sono cresciuto con molto jazz e la cosa mi è piaciuta tanto, ma non ho ricevuto questo tipo di educazione. Per lo più ero in strada a far cose. Ma ognuno ha un percorso diverso. Sono veramente sbalordito da tutti i giovani bassisti di talento che ci sono là fuori, è molto eccitante per me. Sono in soggezione, imparo davvero molto da loro. Mi riempie il cuore di gioia.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-mononeon-1480x832-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-4572" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-mononeon-1480x832-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-mononeon-1480x832-1-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-mononeon-1480x832-1-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-mononeon-1480x832-1.jpg 1480w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Flea e MonoNeon.</figcaption></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="745" height="497" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-thundercat.jpg" alt="" class="wp-image-4573" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-thundercat.jpg 745w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-thundercat-500x334.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 745px) 100vw, 745px" /><figcaption>Flea e Thundercat.</figcaption></figure></div>



<p><strong>I Red Hot Chili Peppers sono nati in un&#8217;epoca precedente ai cellulari, a Internet e ai social. È strano veder spuntare vecchi video, interviste e articoli? Ti piacciono i social?</strong><br>Voglio dire, ne sono un po&#8217; dipendente, come tutti. Quando vado a fare pipì guardo il telefono, all&#8217;improvviso passano 30 minuti e mi chiedo &#8220;che diavolo sto facendo?&#8221;. Può anche essere terribile e quando vedo qualcosa di brutto mi sembra di perdere una parte della mia anima che non riavrò mai più indietro. Ma d&#8217;altra parte ho trovato MonoNeon sui social, quindi è anche una cosa positiva. Il grande svantaggio è che chiaramente la soglia d&#8217;attenzione delle persone si sta riducendo. Quando ero bambino uscivi, compravi un album perché ne avevi sentito parlare o perché ti piaceva la copertina, tornavi a casa, lo mettevi su, ti sedevi e lo ascoltavi dall&#8217;inizio alla fine. Oggi è raro che un giovane abbia la capacità e i mezzi per sedersi e ascoltare tutto. I giovani musicisti di oggi, per essere ascoltati, devono confezionare tutto in bocconi da 30 secondi. Hai bisogno di qualche trucco per farti notare, come mostrare il culo o qualcosa del genere. Io sono il primo a correre nudo sul palco e a mostrare il culo, quindi non sto giudicando in tal senso. Voglio solo dare profondità alle persone, voglio che abbiano l&#8217;opportunità di andare in profondità in qualcosa, perché più si va in profondità in qualcosa di bello, più si va in profondità in se stessi. Le persone che conoscono se stesse e affrontano i propri traumi hanno molte più probabilità di realizzare cose belle e di costruire ponti d&#8217;amore. È per questo che faccio fatica coi social.</p>



<p><strong>A 60 anni, quali sono le chiavi per conciliare il tuo ritmo frenetico e la tua vita piena di impegni?</strong><br>Concentrazione estrema, dedizione, convinzione, fede e attenzione. Ogni volta che facciamo un concerto, non dò per scontata nemmeno una persona del pubblico. Neanche una. Hanno comprato un biglietto, hanno trovato una babysitter o hanno liberato la loro serata e sono saliti in macchina, su un Uber o su un autobus per arrivarci. Hanno dovuto lavorare duramente e forse hanno tirato fuori soldi che stavano risparmiando per qualcosa di importante, scegliendo di spenderli per venirci a vedere, cazzo. Io li amo. Amo gli esseri umani, tengo a loro e la nostra musica è un&#8217;opportunità per sollevarli. Prendo la cosa molto sul serio. Darò tutto quello che ho finché non potrò più farlo. Il mio corpo è un tempio e faccio tutto il possibile per avere un corpo sano, una mente sana, uno spirito sano e un cuore sano, in modo da potermi esibire come faccio. Non mi esimo dal fumare una canna ogni tanto o dal bere qualcosa se ne ho voglia, ma potete scommettere che finché riuscirò a stare in piedi e a tenere il mio basso, salterò su quel palco come un figlio di puttana, rendendo felice la gente. Perché è questo che rende felice anche me.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/5VSdY9wVfdbDj4ye5vJN36-1200-80-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-4574" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/5VSdY9wVfdbDj4ye5vJN36-1200-80-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/5VSdY9wVfdbDj4ye5vJN36-1200-80-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/5VSdY9wVfdbDj4ye5vJN36-1200-80-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/5VSdY9wVfdbDj4ye5vJN36-1200-80.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Flea in uno show dell&#8217;ultimo tour dei Red Hot Chili Peppers.</figcaption></figure></div>
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		<title>Bass Magazine (Agosto 2023), parte 1 di 2: Flea, musicista e intrattenitore</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/bass-magazine-agosto-2023-parte-1-di-2-flea-musicista-e-intrattenitore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Generale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Aug 2023 11:32:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anthony kiedis]]></category>
		<category><![CDATA[bass magazine]]></category>
		<category><![CDATA[FLEA]]></category>
		<category><![CDATA[John Frusciante]]></category>
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		<category><![CDATA[unlimited love]]></category>
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					<description><![CDATA[La nota rivista per gli amanti delle quattro corde dedica la copertina del numero di agosto a Flea, che ancora una volta porta alla luce aneddoti sugli inizi dei Red Hot Chili Peppers e punti di vista sempre nuovi e interessanti su quello che è il presente della band. Lo staff di V.Q.it ha tradotto per voi l&#8217;intervista (trovate l&#8217;originale a questo link), dividendola in due parti. In questa prima parte, la nostra Pulce preferita ci parla dell&#8217;esperienza fisica degli show dei peperoncini, di ciò che spera di trasmettere ai fan e di come il rapporto coi compagni ha influito sul loro songwriting. A cura di Francesco Generale e Vincenzo Fasulo Hai sempre sostenuto di non essere solo un bassista, ma anche un intrattenitore. Cosa significa questo per te al giorno d’oggi?Io sono un intrattenitore. La maggior parte dei musicisti che apprezzo non ti danno solo un’esperienza cerebrale o emozionale, ma anche un’esperienza fisica e viscerale. Il modo in cui suono, anche quando nessuno mi guarda, è il modo in cui si muove il mio corpo – e dal vivo lo esagero in maniera teatrale. Magari non saltello mentre mi esercito a casa, ma di sicuro lo faccio in studio. &#8230;]]></description>
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<h3 class="wp-block-heading">La nota rivista per gli amanti delle quattro corde dedica la copertina del numero di agosto a Flea, che ancora una volta porta alla luce aneddoti sugli inizi dei Red Hot Chili Peppers e punti di vista sempre nuovi e interessanti su quello che è il presente della band. Lo staff di V.Q.it ha tradotto per voi l&#8217;intervista (trovate l&#8217;originale a <a href="https://bassmagazine.com/artists/flea-unlimited-love?fbclid=PAAabu9saPC1fT_SX3jdgquRXK92Tb1LTllJ3KpCB44MgzdBPO1wKZSwojoJs">questo</a> link), dividendola in due parti. In questa prima parte, la nostra Pulce preferita ci parla dell&#8217;esperienza fisica degli show dei peperoncini, di ciò che spera di trasmettere ai fan e di come il rapporto coi compagni ha influito sul loro songwriting.</h3>



<h5 class="has-text-align-right wp-block-heading">A cura di Francesco Generale e Vincenzo Fasulo</h5>



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<p><strong>Hai sempre sostenuto di non essere solo un bassista, ma anche un intrattenitore. Cosa significa questo per te al giorno d’oggi?</strong><br>Io sono un intrattenitore. La maggior parte dei musicisti che apprezzo non ti danno solo un’esperienza cerebrale o emozionale, ma anche un’esperienza fisica e viscerale. Il modo in cui suono, anche quando nessuno mi guarda, è il modo in cui si muove il mio corpo – e dal vivo lo esagero in maniera teatrale. Magari non saltello mentre mi esercito a casa, ma di sicuro lo faccio in studio. Sono sempre consapevole del ritmo, e adoro suonare dietro la cassa e muovere il mio basso in tutto ciò che accade intorno a me. Amo J Dilla [<em>produttore e rapper, n.d.r.</em>] per come ha posizionato e spostato tutto avanti e indietro nei suoi beat, ma amo anche gli aggressivi musicisti punk-rock che suonano in anticipo rispetto al ritmo. Mi piacciono i professionisti da studio che si siedono nel bel mezzo della cassa senza sbagliare una singola volta, come Jamerson e Duck Dunn. Sono al corrente di cose del genere – ma per quanto mi riguarda, il modo in cui riesco ad articolare quei sentimenti musicali è fisico. Viene da un’unione olistica di mente, corpo e spirito che è essa stessa parte della performance. E soprattutto, è una roba tipo “hey amico, facciamo del fottuto rock!”. Mi capisci?</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="764" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/sandy-kim-1-764x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4564" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/sandy-kim-1-764x1024.jpg 764w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/sandy-kim-1-373x500.jpg 373w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/sandy-kim-1-768x1030.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/sandy-kim-1.jpg 895w" sizes="auto, (max-width: 764px) 100vw, 764px" /><figcaption>Flea fotografato da Sandy Kim per la copertina di Bass Magazine.</figcaption></figure></div>



<p><strong>Sei stato in viaggio per gran parte degli ultimi due anni e continuerai ad esserlo ancora per diversi mesi. Quanto è diverso andare in tour ora rispetto all’inizio della tua carriera?</strong><br>È divertente perché ho abbandonato i giorni in cui il tour era una festa senza sosta ormai molto tempo fa. Adesso è più un’esperienza da monaco per me. Faccio le mie passeggiate, visito i musei, altrimenti sono in una stanza ad esercitarmi e a meditare, facendo tutto il possibile per prepararmi. Prendo il tour e gli show molto seriamente. Suoni finché non crolli. Continui a muoverti, a saltare, a ballare e ad esibirti. Queste persone hanno lavorato sodo per venire al tuo show, quindi assicurati che per loro ogni centesimo sia valso la pena. È la mia missione di vita: onorare ed entusiasmare le persone che vengono a vederci. Parlo per tutta la band quando dico che siamo discepoli dello spettacolo. Una vita dedicata all’arte è una bella vita, e la mia è una vita dedicata al fare arte.</p>



<p><strong>Hai notato i vostri fan e le persone nel pubblico evolversi nel corso degli anni?</strong><br>La nostra band è una sorta di fenomeno, perché quando guardo il pubblico la prima fila è piena di adolescenti con l’acne che sono sempre stati lì per noi, ma ci sono anche nonni, bambini e persone di ogni età. Adoro questa cosa. Voglio suonare per tutti. Il mio unico desiderio è che si vada sempre più in questa direzione, etnicamente, razzialmente e culturalmente. Ho sempre pensato alla nostra band come ad una capsula del tempo in cui ci troviamo, ma una cosa su cui ho sempre riflettuto fin da bambino è il come connettere tutto questo. Crescendo volevo diventare un trombettista jazz come Louis Armstrong, ma la nostra scuola, come quasi tutte, era divisa tra ragazzini bianchi che ascoltavano i Led Zeppelin, i Kiss e David Bowie, e ragazzini neri a cui piacevano i P-Funk, i Cameo e i Bar-Kays – e io ho sempre amato entrambi. È per questo che ho amato gli Earth, Wind &amp; Fire, perché piacevano a tutti. Questo è il potere della musica che trascende tutte le categorie, le quali spesso sono territoriali e meschine. Vorrei che la nostra musica facesse lo stesso.</p>



<p><strong>Avete pubblicato due album nel giro di sei mesi, entrambi suonano ispirati ed affamati. È così che vi siete sentiti durante il processo creativo?</strong><br>Eravamo in un momento di grazia, e sentimenti così non puoi di certo controllarli. Quando ci mettiamo in sala e cominciamo a suonare cerchiamo sempre di ipnotizzarci a vicenda con la nostra musica. Abbiamo tutti un ego abbastanza forte e spesso capita ci siano dei battibecchi, ma con gli ultimi due album la maggior parte di questi litigi è stata spazzata via. Ogni singolo giorno era pieno di ottime idee, avevamo accumulato cosi tanta energia che venne fuori tutta di botto come un’esplosione.</p>



<p><strong>Immagino che il ritorno di John abbia avuto un ruolo importante in tutto questo.</strong><br>L’impatto è stato enorme e profondo. Nel corso degli anni [<em>John, n.d.t.</em>] ci ha lasciato ed è ritornato più volte, ma quello che è sempre rimasto è stato quel linguaggio che abbiamo costruito insieme e che sappiamo parlare soltanto con lui. La band esisteva molto prima dell’arrivo di John, ma quello che abbiamo fatto con lui è davvero entusiasmante per me. Durante questo processo creativo [<em>per UL e ROTDC, n.d.r</em>] John era diventato meticoloso a livelli estremi, studiava e ripeteva ogni singolo riff, ogni singola idea finché non ne usciva fuori qualcosa di soddisfacente. Il suo ritorno è stato un vero e proprio vortice di energia, lo amo tantissimo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="614" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/IMG_0636-1688337276103.jpg--1024x614.jpg" alt="" class="wp-image-4565" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/IMG_0636-1688337276103.jpg--1024x614.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/IMG_0636-1688337276103.jpg--500x300.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/IMG_0636-1688337276103.jpg--768x461.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/IMG_0636-1688337276103.jpg--730x438.jpg 730w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/IMG_0636-1688337276103.jpg-.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Flea e John Frusciante.</figcaption></figure></div>



<p><strong>Tu ed Anthony siete amici da una vita ed avete dato inizio alla band ai tempi delle superiori. Secondo te qual è stata l&#8217;evoluzione di Anthony come cantante?</strong><br>Anthony non si definisce nemmeno un musicista &#8211; all’inizio voleva persino che chiamassimo la band &#8216;Tre Geni e un Idiota&#8217;. &#8220;Siete voi a creare la musica, io urlo e basta”, diceva. Col tempo non ha fatto altro che migliorarsi. Per me il suo percorso di crescita è stato incredibile, specialmente se consideri che la maggior parte dei cantanti ci nascono con il talento; con lui invece è stato diverso. La band nacque quasi per gioco, e all’improvviso ci ritrovammo a riempire i locali losangelini ed Anthony divenne all&#8217;improvviso il frontman di una band di successo. Con il tempo non ha fatto altro che migliorarsi, a livello di tecnica, ritmo e musicalità. All’inizio rappava e basta, era quello il suo stile. Da quando John entrò nel gruppo e portò con se il suo modo di comporre, i suoi ritornelli e le sue melodie, fu allora che Anthony cominciò a seguirlo passo dopo passo, e da allora la nostra musica iniziò ad avere una sorta di struttura ben precisa. Oggi i pezzi che Anthony scrive sono un veicolo per dar sfogo alle sue tonalità, alla sua sensibilità canora e musicale. Sono cosi fiero di lui, della sua dedizione nel corso degli anni. Ha avuto un percorso non convenzionale, diverso da tutti gli altri. Adesso quello che scrive mi ispira tantissimo ed influenza anche il modo in cui suono.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="594" height="521" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/GettyImages-1478976378.jpg" alt="" class="wp-image-4566" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/GettyImages-1478976378.jpg 594w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/GettyImages-1478976378-500x439.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 594px) 100vw, 594px" /><figcaption>Flea e Anthony Kiedis.</figcaption></figure></div>
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		<title>RHCP @ Idays Milano 2023: guarda le foto più belle targate VQ.it !</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ntjr]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jul 2023 19:43:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 2 Luglio 2023 è andato in scena uno dei concerti più emozionanti che i Red Hot Chili Peppers abbiano mai regalato all&#8217;Italia: rivivilo con questi splendidi scatti che Veronica ( @xx__disorder__xx) e Dario (@dariomandreoli) hanno deciso di donare a VeniceQueen.it !]]></description>
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<h3 class="wp-block-heading">Il 2 Luglio 2023 è andato in scena uno dei concerti più emozionanti che i Red Hot Chili Peppers abbiano mai regalato all&#8217;Italia: rivivilo con questi splendidi scatti che Veronica ( <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.instagram.com/xx__disorder__xx/" data-type="URL" data-id="https://www.instagram.com/xx__disorder__xx/" target="_blank">@xx__disorder__xx</a>) e Dario (<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.instagram.com/dariomandreoli/" target="_blank">@dariomandreoli</a>) hanno deciso di donare a VeniceQueen.it !</h3>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="682" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/07/photo_2023-07-04_11-07-33-682x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4537" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/07/photo_2023-07-04_11-07-33-682x1024.jpg 682w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/07/photo_2023-07-04_11-07-33-333x500.jpg 333w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/07/photo_2023-07-04_11-07-33-768x1152.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/07/photo_2023-07-04_11-07-33.jpg 853w" sizes="auto, (max-width: 682px) 100vw, 682px" /></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="982" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/07/photo_2023-07-04_11-07-40-1024x982.jpg" alt="" class="wp-image-4538" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/07/photo_2023-07-04_11-07-40-1024x982.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/07/photo_2023-07-04_11-07-40-500x480.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/07/photo_2023-07-04_11-07-40-768x737.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/07/photo_2023-07-04_11-07-40.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



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		<title>iHeartRadio: setlist e video dal primo show del 2023 dei Red Hot Chili Peppers</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/iheartradio-setlist-e-video-dal-primo-show-del-2023-dei-red-hot-chili-peppers/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Cusano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2023 15:52:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal palco]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fake as fu@k]]></category>
		<category><![CDATA[iheart]]></category>
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		<category><![CDATA[kia forum]]></category>
		<category><![CDATA[Return Of The Dream Canteen]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 14 gennaio, i Red Hot Chili Peppers dopo qualche mese di stop sono tornati ad esibirsi dal vivo a Los Angeles, per l&#8217;edizione 2023 dell&#8217; iHeartRadio ALTer Ego, dove per la prima volta hanno suonato diversi pezzi estratti dal loro ultimo album in studio Return Of The Dream Canteen, uscito lo scorso ottobre. Di seguito la setlist e qualche clip estratta dalla loro performance, 01. Fake as F@ck (al debutto)02. Black Summer 03. Snow04. Aquatic Mouth Dance05. Californication06. The Drummer (al debutto)07. Danny&#8217;s Song (John Frusciante solo) 08. Tippa My Tongue (al debutto)09. By The Way]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sabato 14 gennaio, i <strong>Red Hot Chili Peppers</strong> dopo qualche mese di stop sono tornati ad esibirsi dal vivo a Los Angeles, per l&#8217;edizione 2023 dell&#8217; iHeartRadio ALTer Ego, dove per la prima volta hanno suonato diversi pezzi estratti dal loro ultimo album in studio <strong><em>Return Of The Dream Canteen</em></strong>, uscito lo scorso ottobre. Di seguito la setlist e qualche clip estratta dalla loro performance, <br></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>01.  Fake as F@ck (al debutto)</strong><br>02. Black Summer <br>03. Snow<br>04. Aquatic Mouth Dance<br>05. Californication<br><strong>06. The Drummer (al debutto)</strong><br>07. Danny&#8217;s Song (John Frusciante solo) <br><strong>08. Tippa My Tongue (al debutto)</strong><br>09. By The Way </p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/01/325458960_550272663787754_1761946753839521385_n.jpg" alt="" class="wp-image-4291" width="323" height="372" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/01/325458960_550272663787754_1761946753839521385_n.jpg 792w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/01/325458960_550272663787754_1761946753839521385_n-434x500.jpg 434w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/01/325458960_550272663787754_1761946753839521385_n-768x885.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 323px) 100vw, 323px" /></figure></div>



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<iframe loading="lazy" title="John Frusciante - Danny&#039;s Song (Red Hot Chili Peppers live @ iHeartRadio, Inglewood 14/1/2023)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/9fJw-4elcBI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
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<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers “Fake As Fu@k” live at iHeartRadio ALTer Ego in Inglewood, CA (01/14/2023)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/dQlhCISOIEw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
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		<title>I 10 momenti più significativi dell&#8217;anno in casa Red Hot Chili Peppers</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/i-10-momenti-piu-significativi-dellanno-in-casa-red-hot-chili-peppers/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianmarco Minossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2022 12:55:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[2022]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[firenze rocks 2022]]></category>
		<category><![CDATA[global stadium tour]]></category>
		<category><![CDATA[hollywood]]></category>
		<category><![CDATA[Return Of The Dream Canteen]]></category>
		<category><![CDATA[unlimited love]]></category>
		<category><![CDATA[walk of fame]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo due anni di letargo totale, giustificati in gran parte dal dilagare della pandemia da Covid, il 2022 ha sancito il ritorno in grande stile dei Red Hot Chili Peppers: la band californiana ha giustamente deciso di ripagare la spasmodica attesa della fanbase con ben due album rilasciati a pochi mesi di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro, a testimonianza di come la vena creativa dei Rhcp non si sia affatto esaurita. E il 2023 si preannuncia come un altro anno ricco di eventi, con un tour che continua e con magari altre iniziative in cantiere. Se l&#8217;anno scorso avevamo saltato il tradizionale appuntamento con i momenti più significativi dell&#8217;anno in casa RHCP (che di fatto comparirono soltanto con quei due video per annunciare il Global Stadium Tour), quest&#8217;anno di carne al fuoco ce n&#8217;è stata parecchia: ecco allora quelli che, a nostro giudizio, sono stati i momenti più importanti di questo 2022 peppersiano. Buona lettura! 10 &#8211; Flea padre per la terza volta Lo scorso 12 dicembre, alla veneranda età di 60 anni, Flea è diventato padre per la terza volta, con la moglie Melody Ehsani che ha dato alla luce il piccolo Darius Booker: si è trattato del primo figlio maschio &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo due anni di letargo totale, giustificati in gran parte dal dilagare della pandemia da Covid, il 2022 ha sancito il ritorno in grande stile dei Red Hot Chili Peppers: la band californiana ha giustamente deciso di ripagare la spasmodica attesa della fanbase con ben due album rilasciati a pochi mesi di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro, a testimonianza di come la vena creativa dei Rhcp non si sia affatto esaurita. E il 2023 si preannuncia come un altro anno ricco di eventi, con un tour che continua e con magari altre iniziative in cantiere. Se l&#8217;anno scorso avevamo saltato il tradizionale appuntamento con i momenti più significativi dell&#8217;anno in casa RHCP (che di fatto comparirono soltanto con quei due video per annunciare il Global Stadium Tour), quest&#8217;anno di carne al fuoco ce n&#8217;è stata parecchia: ecco allora quelli che, a nostro giudizio, sono stati i momenti più importanti di questo 2022 peppersiano. Buona lettura!</p>



<p><strong>10 &#8211; Flea padre per la terza volta</strong></p>



<p>Lo scorso 12 dicembre, alla veneranda età di 60 anni, Flea è diventato padre per la terza volta, con la moglie Melody Ehsani che ha dato alla luce il piccolo Darius Booker: si è trattato del primo figlio maschio per la Pulce, dopo Clara (nata nel 1988 dal matrimonio con Loesha Zoevar) e Sunny Bepop (avuta nel 2005 dalla seconda moglie Franki Ryder).</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="388" data-id="4076" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/flea-melody-1.webp" alt="" class="wp-image-4076"/></figure>
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<p><strong>9 &#8211; La morte di DH Peligro</strong></p>



<p>Lo scorso 28 ottobre, D.H. Peligro, storico batterista dei Dead Kennedys, è scomparso all&#8217;età di 63 anni a causa dei traumi alla testa riportati dopo una caduta accidentale. Peligro fu per un breve periodo batterista dei Red Hot nel 1988 dopo l&#8217;abbandono di Jack Irons, suonando con essi per qualche data del tour, prima di essere rimpiazzato da Chad Smith.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="615" height="404" data-id="4077" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-peligro.jpg" alt="" class="wp-image-4077" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-peligro.jpg 615w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-peligro-500x328.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 615px) 100vw, 615px" /></figure>
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<p><strong>8 &#8211; L&#8217;esibizione al Firenze Rocks</strong></p>



<p>Il 18 giugno 2022, dopo ben due rinvii causati dallo scoppio della pandemia, i Red Hot Chili Peppers si sono finalmente esibiti all&#8217;Ippodromo del Visarno nell&#8217;ambito del Firenze Rocks davanti a oltre 60 000 persone, risultando l&#8217;unica data sold out della quattro giorni del festival: annunciato a novembre 2019, con Klinghoffer ancora nella formazione, il concerto si è composto di 15 canzoni, tra i più grandi classici del repertorio della band e un&#8217;apprezzatissima chicca vecchio stampo quale Nobody Weird Like Me.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="4078" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-firenze-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-4078" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-firenze-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-firenze-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-firenze-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-firenze.jpg 1071w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p><strong>7 &#8211; I premi ai VMA</strong></p>



<p>Lo scorso 28 agosto, presso il Prudential Center di Newark, i Red Hot Chili Peppers sono stati premiati alla 39esima edizione degli American Music Awards come Icona Globale e Miglior Video Rock con Black Summer.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-vma-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-4079" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-vma-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-vma-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-vma-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-vma-1536x864.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-vma.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>6 &#8211; L&#8217;esibizione al Fonda Theatre</strong></p>



<p>Lo scorso 1° aprile, in concomitanza con l&#8217;uscita di Unlimited Love, i Red Hot Chili Peppers si sono esibiti al Fonda Theatre di Los Angeles performando Black Summer per la prima volta dal vivo: un avvenimento storico, visto che si è trattato del primissimo live con John Frusciante a distanza di quindici anni dall&#8217;ultima volta.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="4080" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-fonda-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-4080" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-fonda-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-fonda-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-fonda-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-fonda-1536x864.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/rhcp-fonda-2048x1152.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p><strong>5 &#8211; La pubblicazione di Black Summer</strong></p>



<p>Dopo essere stato annunciato pochi giorni prima con un tease pubblicato sui canali social del gruppo, lo scorso 4 febbraio è stato pubblicato Black Summer, brano apripista di Unlimited Love, corredato dal videoclip ufficiale: si è trattato del primo singolo pubblicato dal rientro di John Frusciante, dopo l&#8217;ultimo (Hump de Bump), rilasciato nel 2007.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="428" data-id="4081" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/black-summer-1024x428.png" alt="" class="wp-image-4081" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/black-summer-1024x428.png 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/black-summer-500x209.png 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/black-summer-768x321.png 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/black-summer-1536x642.png 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/black-summer.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p><strong>4 &#8211; La pubblicazione di Unlimited Love</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2977" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-1024x1024.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-768x768.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il 1° aprile 2022 è stato pubblicato Unlimited Love, dodicesimo album in studio dei Red Hot Chili Peppers, piazzatosi al primo posto nelle classifiche di sedici paesi. Il disco, che ha visto il ritorno alla produzione di Rick Rubin (assente in The Getaway), è stato il primo pubblicato dal ritorno di John Frusciante dopo l&#8217;ultimo Stadium Arcadium nel 2006.</p>



<p><strong>3 &#8211; La pubblicazione di Tippa my Tongue</strong></p>



<p>Il 19 agosto 2022 è stato pubblicato Tippa my Tongue, singolo di lancio di Return of the Dream Canteen. Il brano si è subito piazzato al primo posto della classifica Rock and Alternative Airplay.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="740" height="425" data-id="4082" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/tippa.jpeg" alt="" class="wp-image-4082" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/tippa.jpeg 740w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/tippa-500x287.jpeg 500w" sizes="auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px" /></figure>
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<p><strong>2 &#8211; La pubblicazione di Return of the Dream Canteen</strong></p>



<p>Il 14 ottobre scorso i Rhcp hanno dato alla luce il loro tredicesimo album in studio, Return of the Dream Canteen, sempre pubblicato da Rick Rubin. Annunciato a sorpresa da Anthony Kiedis e Flea durante il concerto in Colorado del 23 luglio precedente, il disco non è altro che una raccolta di brani registrati durante le jam sessions di questi ultimi due anni e non inseriti in Unlimited Love.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="640" data-id="4083" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/return.jpg" alt="" class="wp-image-4083" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/return.jpg 640w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/return-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/return-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>
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<p><strong>1 &#8211; La stella nella Hollywood Walk of Fame</strong></p>



<p>Lo scorso 31 marzo, i Red Hot Chili Peppers sono stati insigniti della leggendaria stella presso la Hollywood Walk of Fame lungo Hollywood Boulevard, a Los Angeles. Trasmessa in diretta streaming sui canali social della band, la cerimonia ha visto anche la partecipazione dell&#8217;amico ed ex produttore George Clinton.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="724" data-id="4084" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/walk-1024x724.jpg" alt="" class="wp-image-4084" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/walk-1024x724.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/walk-500x353.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/walk-768x543.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/walk-1536x1085.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/walk-2048x1447.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guitar Player (Holiday 2022) parte 3 di 3: John Frusciante, i suoi modelli e la sua vulnerabilità</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/guitar-player-holiday-2022-parte-3-di-3-john-frusciante-i-suoi-modelli-e-la-sua-vulnerabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Generale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2022 12:42:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
		<category><![CDATA[John Frusciante]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[guitar player]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppes]]></category>
		<category><![CDATA[Return Of The Dream Canteen]]></category>
		<category><![CDATA[unlimited love]]></category>
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					<description><![CDATA[Guitar Player dedica la sua uscita &#8220;natalizia&#8221; a John Frusciante.In questa terza parte che abbiamo tradotto per voi, il chitarrista parla delle emozioni provate sul palco, delle differenze tra i due dischi pubblicati con la band nel 2022 e sul modo in cui, da giovane, ha sviluppato il proprio stile musicale. Intervista diRichard BienstockFoto diJonathan WeinerTraduzione per VQ.it a cura diDario Giannullo, Francesco Colinucci, Francesco Generale, Miriam Mechelli e Vincenzo Fasulo Nell&#8217;aprile 2022 i Red Hot Chili Peppers hanno pubblicato Unlimited Love, il loro dodicesimo lavoro in studio e, cosa forse più importante, il loro primo con John Frusciante, probabilmente il loro chitarrista più amato dai fan, in più di 15 anni. Se alcuni ascoltatori si sono sentiti come se avessero aspettato una vita per questo album della reunion &#8211; ed è abbastanza possibile che per alcuni più giovani sia stato effettivamente così &#8211; non hanno dovuto resistere troppo a lungo per il successivo.Piuttosto, siamo solo a una manciata di mesi più tardi e i Chilis &#8211; che includono anche il cantante Anthony Kiedis, il bassista Flea e il batterista Chad Smith &#8211; hanno dato seguito alle 17 tracce da oltre un’ora di Unlimited Love con le similari 17 tracce &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"> <strong>Guitar Player</strong> dedica la sua uscita &#8220;natalizia&#8221; a <strong>John Frusciante</strong>.<br>In questa terza parte che abbiamo tradotto per voi, il chitarrista parla delle emozioni provate sul palco, delle differenze tra i due dischi pubblicati con la band nel 2022 e sul modo in cui, da giovane, ha sviluppato il proprio stile musicale.</h3>



<h5 class="has-text-align-right wp-block-heading">Intervista di<br><strong>Richard Bienstock</strong><br><br>Foto di<br><strong>Jonathan Weiner</strong><br><br>Traduzione per VQ.it a cura di<br><strong>Dario Giannullo</strong>, <strong>Francesco Colinucci</strong>, <strong>Francesco Generale</strong>, <strong>Miriam Mechelli</strong> e <strong>Vincenzo Fasulo</strong></h5>



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<p>Nell&#8217;aprile 2022 i <strong>Red Hot Chili Peppers</strong> hanno pubblicato <strong><em>Unlimited Love</em></strong>, il loro dodicesimo lavoro in studio e, cosa forse più importante, il loro primo con <strong>John Frusciante</strong>, probabilmente il loro chitarrista più amato dai fan, in più di 15 anni. Se alcuni ascoltatori si sono sentiti come se avessero aspettato una vita per questo album della reunion &#8211; ed è abbastanza possibile che per alcuni più giovani sia stato effettivamente così &#8211; non hanno dovuto resistere troppo a lungo per il successivo.<br>Piuttosto, siamo solo a una manciata di mesi più tardi e i Chilis &#8211; che includono anche il cantante <strong>Anthony Kiedis</strong>, il bassista <strong>Flea</strong> e il batterista <strong>Chad Smith</strong> &#8211; hanno dato seguito alle 17 tracce da oltre un’ora di <em>Unlimited Love</em> con le similari 17 tracce da oltre un&#8217;ora di <strong><em>Return of the Dream Canteen</em></strong> (<strong>Warner Records</strong>).<br>Il nuovo disco è realizzato con il materiale registrato durante le stesse sessioni del suo predecessore, agli <strong>Shangri-La Studios</strong> del produttore <strong>Rick Rubin</strong> a Malibu, California, con Rubin al timone. Al tempo, Frusciante era tornato solo di recente nella band per un secondo turno di servizio. Dopo aver cementato la sua eredità con performance da star negli anni &#8217;89 in <strong><em>Mother&#8217;s Milk</em></strong> e il rivoluzionario <strong><em>Blood Sugar Sex Magik</em></strong> del 1991, ha lasciato la band per la prima volta nel 1992, tornando nel 1999 per i tre sforzi incredibilmente riusciti e lodati dalla critica, compreso quello di quell&#8217;anno, <strong><em>Californication</em></strong>, che ha venduto più di 15 milioni di copie.<br>Dato che questa volta i Chili Peppers sono entrati in studio con un mucchio di idee e ne sono usciti con non uno, ma due nuovi album &#8211; doppi album per inciso &#8211; si può ipotizzare che il ritorno di Frusciante abbia portato molti frutti creativi freschi. Come la band si è messa in viaggio per suonare la nuova musica e i classici sul palco, questo rinnovamento è solo continuato.<br>«A parte uno o due spettacoli in posti più piccoli, tutti questi concerti hanno avuto una dimensione che non abbiamo mai avuto prima», dice Frusciante. «Abbiamo suonato in stadi che sono generalmente da tipo 40 o 60mila persone a notte. Sono molte persone e l&#8217;energia è molto intensa. C&#8217;è tanta felicità generata dal pubblico che a volte è travolgente».<br>Tuttavia, il modo di suonare la chitarra di Frusciante è rimasto solido come una roccia e incrollabile, per non dire incredibilmente fantastico. Adesso ha 52 anni, e mostra lo stesso stile meravigliosamente idiosincratico nel suonare: il lavoro ritmico elastico e sinuoso; gli accordi alternativamente fluidi e furiosi; gli assoli pazzeschi carichi di feedback e acid-fuzz; le ispirate improvvisazioni; e le quasi telepatiche interazioni strumentali con Flea e Smith &#8211; quello che lo ha reso un eroe della chitarra alt-rock alla tenera età di 21 anni. Ma tutto ciò ora sembra sia intensificato che sconfinato. C&#8217;è una maggiore concentrazione e intensità, e anche quella che sembra essere una maggiore disponibilità a lasciarsi andare e portare il suo modo di suonare fino al limite. «E’ bello quando ti sembra che qualcuno si stia mettendo in gioco, correndo un rischio e resistendo a malapena, e potrebbe diventare terribile in qualsiasi momento se perdesse la testa», dice Frusciante. «Adoro l’apertura di ciò».<br>In un&#8217;ampia intervista con <strong>Guitar Player</strong>, Frusciante ha parlato di quell&#8217;apertura, così come dei molti aspetti del suo stile sonoro e del suo regime di pratica che hanno contribuito a renderlo il musicista che è oggi. Ci ha anche portati all&#8217;interno di <em>Return of the Dream Canteen</em> e alla creazione di alcuni dei suoi brani più importanti, e ha parlato di come impiega la struttura tecnica e la conoscenza della teoria al servizio della creazione di un&#8217;emozione in collegamento con il suo strumento. «È la vulnerabilità, che penso sia molto attraente», dice.</p>



<p><strong>Da quando sei tornato nei Red Hot Chili Peppers, la band ha scritto e registrato quasi 50 canzoni e pubblicato due album. Si tratta di una quantità significativa di lavoro in studio. Ma sei anche tornato sul palco con la band.</strong> <strong>Com&#8217;è stato esibirsi di nuovo con Anthony, Flea e Chad?</strong><br>«È un&#8217;esperienza davvero diversa, grazie alle dimensioni degli stadi. Ti tira fuori molto, soprattutto perché sono tornato nella band con uno spirito di donazione. Volevo davvero suonare per la gente, capisci? Ma quando abbiamo fatto i dischi, era più un suonare per gli altri ragazzi del gruppo, o suonare qualcosa che avrei voluto suonare per i miei amici».</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«Ma andando sul palco, ci sono volte in cui vado al microfono per cantare e cantare, e contatto gli occhi con le persone, e vedo due persone chiaramente innamorate e davvero felici di essere lì, o un ragazzino molto felice, o una ragazza che salta su e giù, o un gruppo di ragazzi che salta in cerchio perché sono contentissimi che abbiamo suonato una canzone particolare che a loro piace molto. A volte in quei momenti mi viene da piangere. Oppure mi sento soffocare e non riesco a cantare, devo chiudere gli occhi e fissare il suolo per riprendermi»</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/tumblr_49ec04133c2b92ecf8e965f4f330cb63_9b6c0f44_1280-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-3935" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/tumblr_49ec04133c2b92ecf8e965f4f330cb63_9b6c0f44_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/tumblr_49ec04133c2b92ecf8e965f4f330cb63_9b6c0f44_1280-500x333.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/tumblr_49ec04133c2b92ecf8e965f4f330cb63_9b6c0f44_1280-768x512.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/tumblr_49ec04133c2b92ecf8e965f4f330cb63_9b6c0f44_1280.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>John Frusciante dal vivo nel 2022.</figcaption></figure></div>



<p><strong>È un momento intenso.</strong><br>«Ci sono molti momenti emotivi di questo tipo. E non so se nella band siamo mai stati così gratificati dall&#8217;essere presenti l&#8217;uno con l&#8217;altro. Perché abbiamo alle spalle una vita di momenti significativi in cui abbiamo suonato insieme. È molto importante per noi. Ci sentiamo tutti molto sostenuti l&#8217;uno dall&#8217;altro».</p>



<p><strong>Un aspetto davvero interessante di questi concerti è che tu, Flea e Chad Smith cominciate il concerto con un’improvvisazione strumentale. Quando hai a che fare con il pubblico in location di queste dimensioni, l’obiettivo di una rock band è mangiarsi il palco e far strappare i capelli ai fan. Però voi vi approcciate alla musica in una maniera più aperta e creativa.</strong><br>«Sì. È un buon modo per collegarsi davvero con la particolare energia che c’è lì quella sera. Perché ogni pubblico è differente e ogni location si percepisce diversamente, e anche noi stessi abbiamo un animo differente ogni sera. Perciò, improvvisando proprio all’inizio, ci connettiamo con quello che è lo spirito del momento, e spesso è questo approccio a guidare il resto dello show. Sai, nel concerto in generale c’è moltissima spontaneità. Ogni volta che c’è un assolo, che sia in una canzone che non suoniamo spesso o in una che suoniamo ogni sera, mi sento molto creativo in quei momenti. Ogni attimo sul palco è gratificante».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="672" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/media.media_.85a213fb-1b0f-4f74-998b-7396da606b3b.original1024-1024x672.jpg" alt="" class="wp-image-3936" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/media.media_.85a213fb-1b0f-4f74-998b-7396da606b3b.original1024-1024x672.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/media.media_.85a213fb-1b0f-4f74-998b-7396da606b3b.original1024-500x328.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/media.media_.85a213fb-1b0f-4f74-998b-7396da606b3b.original1024-768x504.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/media.media_.85a213fb-1b0f-4f74-998b-7396da606b3b.original1024.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>I Red Hot Chili Peppers in una delle tappe del loro Global Stadium Tour.</figcaption></figure></div>



<p><strong><em>Return Of The Dream Canteen</em> è stato ricavato da canzoni registrate nella stessa sessione di Unlimited Love. Quando eravate in studio, avevate idea di quali canzoni alla fine sarebbero finite in quale disco?</strong><br>«Sicuramente io ci pensavo molto, ma alla fine contava soprattutto in quale ordine decidevamo di mixare le canzoni. Io avevo la mia personale idea su cosa sarebbe stato bene in un buon secondo album e cosa in un buon primo album, ma non ne ero così sicuro da sollevare il problema e dire “guardate ragazzi, prima che mixiamo qualsiasi cosa, prendiamo una decisione qui e adesso”. Mi ero ripromesso di farlo, ma non l’ho mai fatto. Mi è sembrato che sia andata che a volte Anthony suggeriva di mixare prima una determinata canzone, a volte ero io a farlo, a volte magari era Flea. E ci fidavamo di questa cosa, per cui quello che sarebbe stato, sarebbe stato. Non c’era davvero una netta consapevolezza di quale dovesse essere la differenza tra i due album. Detto ciò, c’erano alcune canzoni che mi sembrava giusto tenere in serbo per il secondo album. Tipo <em>Eddie</em>: quella desideravo davvero metterla nel secondo album, perché pensavo potesse essere buona per far impazzire il pubblico. E poi non volevamo che nel primo album ci fosse tutta la roba migliore e nel secondo solo ciò che era avanzato. Perciò ci sono state alcune canzoni per le quali, nonostante qualcuno volesse mixarle subito, ho detto “questa la conserviamo”».</p>



<p><strong>Ora che entrambi i dischi sono usciti, vedi qualche caratteristica peculiare per ognuno di essi?</strong><br>«Prima che cominciassimo a mixare <em>Unlimited Love</em> e <em>Return Of The Dream Canteen</em>, la band aveva l’intenzione di massima di riprendere le basi essenziali con il primo disco, e l’idea che il secondo fosse quello più eccentrico e avventuroso. In molti casi però, ci siamo contraddetti conservando alcuni pilastri per il disco numero due e mettendo alcune delle cose più inaspettate nel disco numero uno. Abbiamo deciso a priori quali sarebbero state la prima e l’ultima canzone di ogni disco, ma per il resto abbiamo deciso man mano».</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«Per come sono andate le cose, sento <em>Return Of The Dream Canteen</em> come un disco più divertente, e credo che tocchi vette più estreme. Quest’ultimo ha qualcosa di più colorato, in un certo senso ‘luminoso’. Non che non abbia sezioni oscure. Però, a me sembra più oscuro <em>Unlimited Love</em>».</p></blockquote>



<p>«Il nuovo album ha forse anche più elementi sorprendenti. Ce ne sono un po’ anche nel primo, ma soprattutto nella seconda metà del secondo, ci sono probabilmente più sintetizzatori e drum machine e cose del genere di quanto le persone potevano aspettarsi da noi. E sembra anche più estemporaneo e spontaneo. C’è una certa qual sensazione di rilassatezza e distensione che distingue <em>Return Of The Dream Canteen</em> da <em>Unlimited Love</em>».</p>



<p><strong>Hai citato la canzone <em>Eddie</em> di <em>Return Of The Dream Canteen</em>, che è chiaramente un tributo a Edie Van Halen, specialmente per ciò che riguarda il testo di Anthony. Mentre la musica non riflette particolarmente il sound dei Van Halen, tu hai incorporato alcuni orpelli dichiaratamente &#8216;à là EVH&#8217; [Eddie Van Halen, <em>ndt</em>] – tapping, lavoro sulla leva del vibrato, fraseggi unici. Che intenzioni avevi nel comporre quella canzone?</strong><br>«Quando siamo in studio, in mezzo alle registrazioni, sono sempre lì che faccio cose, tipo il tapping a due mani. I tecnici sentono questa roba tutto il tempo; suono robe molto veloci durante le pause. Ma quando si torna alle registrazioni, faccio quello che credo sia giusto per la canzone, e nella maggior parte dei casi ciò non implica suonare molto veloce. Ma è comunque qualcosa che mi piace fare. Comunque, ti dico che fare quell’assolo è stato un fottuto viaggio. Ed è stato l’ultimo assolo che ho fatto di tutti gli assoli dei 48 pezzi che abbiamo inciso. L’ho tenuto per la fine, perché con l’idea di fare una canzone su Eddie Van Halen, stai praticamente dicendo alle persone “pensate a Eddie Van Halen”. E quindi quando si arriva a questo lungo assolo di chitarra in coda, stai dicendo tipo “e ora guarda qua!”. Non mi piaceva l’idea di questa cosa. Avevo anche considerato di tagliare completamente l’assolo, perché non sapevo come approcciarmi ad esso. Ci avevo lavorato per un po’ e non ero soddisfatto di niente di ciò che avevo fatto. O andavo troppo nella direzione di Eddie Van Halen, dove c’era troppa roba e troppo tapping a due mani e non suonava per niente come il mio stile, o andavo a ruota libera e suonava solamente come me…ma in una canzone su Eddie Van Halen».</p>



<p><strong>Come hai trovato un compromesso?</strong><br>«Ho semplicemente spento la mente e ho smesso di pensarci. Ho smesso di essere consapevole che la canzone fosse su Eddie Van Halen e ho fatto ciò che era naturale. Stavamo registrando e ho fatto una pausa di 15 minuti. Quando sono tornato ho fatto tutto in una take. Se è presente Eddie lo è per l&#8217;amore che ho per lui da quando avevo 8 anni, cose come il tapping veloce e l&#8217;accentuare note diverse con l&#8217;uso della leva vibrato. Ha usato molto queste cose. E poi ci sono anche le parti del suo modo di suonare che non comprendono la velocità, queste sono davvero importanti per me, suonare in modo spontaneo oppure quando senti dei feedback perché registrava le sue parti nella stanza in cui erano gli amplificatori».</p>



<p><strong>Una cosa che mi ha sempre colpito del tuo modo di suonare è l&#8217;uso degli spazi. Si sente in <em>Eddie</em> e <em>Shoot Me a Smile</em> sul nuovo album e anche in dei classici della band come <em>Scar Tissue</em> e <em>Californication</em>. Un&#8217;altra è <em>Otherside</em> dove suoni due o tre note. Da dove viene questo approccio?</strong><br>«Viene dal provare a capire come far suonare Flea e Chad il meglio che possono. Per <em>Mother’s Milk</em> cercavo di riempire più spazio possibile, sembravo molto occupato. Non ai livelli di Flea, il suo modo di suonare fa sì che sia complesso senza farlo pesare, suona come se sia sempre al servizio della canzone. Dopo aver fatto quel disco sentivo di non essermi messo a servizio delle canzoni e dei miei compagni come avrei potuto».</p>



<p><strong>Poi questa cosa ha iniziato a cambiare per il successivo <em>Blood Sugar Sex Magik</em>&#8230;</strong><br>«È anche dovuto al fatto che Rick Rubin, quando ha iniziato a produrci, aggiungeva idee agli arrangiamenti.  Tipo &#8220;facciamo la prima strofa senza chitarra&#8221; o &#8220;niente basso nella seconda strofa&#8221;. Veniva dall&#8217;esperienza nell&#8217;hip hop ed essenzialmente silenziava gli strumenti in determinate sezioni. Questo è stato d&#8217;ispirazione per me perché stavo già andando in una direzione in cui suonavo meno e vedevo quanto questo facesse suonare meglio la band. Così sono arrivato al punto dove vedevo davvero l&#8217;importanza musicale dello spazio di ogni tipo, che fosse la distanza tra un punto di una battuta e un altro punto sempre della stessa battuta o la distanza tra due suoni, oppure creando un accordo formato da una nota suonata da me e una suonata da Flea con il basso. Sembrava che il suono della band fosse più unito. E, onestamente, agli altri piacque quando iniziai a suonare così, mi sentii supportato».</p>



<p><strong>Cosa ha ispirato la tua attrazione per i toni puliti?</strong><br>«Molte delle basi del mio modo di suonare la chitarra risiedono, stilisticamente, nella musica che ho amato da bambino e che ho sempre continuato ad amare. C’è tanto post-punk, o quello che oggi chiamiamo post-punk. Allora la chiamavamo new wave. Ma si tratta di gente come Ricky Wilson dei B-52 e Matthew Ashman dei Bow Wow Wow. Di band come i Cure, Scritti Politti e i Minutemen. I Pop Group erano parecchio strani, ma penso che fossero dei veri ideatori e il loro stile di chitarra è davvero buono. Tutte queste persone e queste band hanno fatto cose molto potenti con i toni puliti. Ascolti D. Boon suonare nei Minutemen e capisci veramente di cosa sto parlando. Farà un assolo e il tono sarà il più pulito possibile. Ma ha più potere di un chitarrista heavy metal, semplicemente perché ci tiene tanto e ci mette davvero l’anima e il sentimento. E riguardo a Ricky Wilson, il primo concerto a cui io abbia mai assistito era in un gran posto, di tipo 5000 posti a sedere, ed era dei B-52. Era il 1983. E il suo modo di suonare la chitarra era semplicemente incredibile. Rendeva felici le persone. E a me interessa molto la reazione emotiva. Per me è più importante raggiungere le persone piuttosto che voler dire “guarda quanto sono grosso, duro e macho”».</p>



<p><strong>Detto ciò, sai anche tirar fuori toni molto spessi e nodosi quando la canzone lo richiede. Gli accordi che suoni nel ritornello di <em>Reach Out</em>, nel nuovo album, ne sono un buon esempio. Oppure, per quanto riguarda gli assoli, la frenesia di fuzz e feedback in <em>The Heavy Wing</em>, da <em>Unlimited Love</em>. Come hai ottenuto queste sonorità?</strong><br>«Molte volte usando più di un pedale di distorsione contemporaneamente. Generalmente tengo acceso un pedale di distorsione Boss – quello giallo [<em>OD-3 OverDrive</em>] e quello arancione [<em>DS-1 Distortion</em>] – e anche un Electro-Harmonix Big Muff o quel pedale di distorsione MXR marrone [<em>il Super Badass Variax Fuzz</em>]. Sembrava che li usassi un sacco nei dischi. Non ricordo precisamente quali pedali ho usato in quali parti, ma direi che spesso combino diverse distorsioni e toni fuzz. Quindi si tratta di questo, e anche di avere i Marshall ad altissimo volume nella stessa stanza. Perché anche quando non stai ottenendo dei feedback, quando sei di fronte ad un amplificatore rumoroso c’è una specie di feedback che si sviluppa e che contribuisce a dare il senso di un suono super esplosivo. Credo che il fatto che io abbia registrato quasi tutti gli assoli distorti stando nella stessa stanza degli amplificatori contribuisca al tono in maniera unica».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/2022-05-02-rhcp1-1-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-3937" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/2022-05-02-rhcp1-1-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/2022-05-02-rhcp1-1-1-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/2022-05-02-rhcp1-1-1-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/2022-05-02-rhcp1-1-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/2022-05-02-rhcp1-1-1.jpg 2016w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>John Frusciante in studio, insieme a Chad Smith e Flea, durante il periodo di composizione e registrazione di <em>Unlimited Love</em> e <em>Return of the Dream Canteen</em>.</figcaption></figure></div>



<p><strong>Perfino con tutta questa attenzione alla tecnica, al suono e all’attrezzatura, il fulcro del tuo stile chitarristico è nel contenuto emotivo. Come riesci a suonare col cuore piuttosto che col cervello?</strong><br>«Oddio, è una bella domanda, a cui è difficile dare una risposta. Sento che tutto quel conflitto sia nato in me tra i 14 e i 18 anni d’età, dopo i quali ho imparato la lezione. E per fortuna il mio cervello si sviluppava mentre imparavo quella lezione. Ma durante quegli anni d’apprendimento, ho avuto qualunque tipo di conflitto».</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«Una volta arrivato al punto in cui sentivo di poter suonare più o meno qualsiasi cosa mi andasse di imparare, fu un periodo davvero eccitante per me. Ma c’era anche questa domanda nella mia testa, “cos’è che ho da dire?”, perché ero innamorato di tutte queste persone diverse che facevano tipi di musica enormemente diversi, e di chitarristi che erano anch’essi così diversi l’uno dall’altro»</p></blockquote>



<p>«E mi sembrava che ognuno di essi avesse il suo piccolo spazio nel dire qualcosa di differente rispetto agli altri. Anche persone tutto sommato simili, come Randy Rhoads e Eddie Van Halen, per me stavano esprimendo cose completamente diverse».</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«E così, quando ero un adolescente, mi preoccupavo di queste cose, “cosa ho da dire io di diverso da tutti gli altri?”»</p></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="350" height="517" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/FAoaqeQXsAkF6eY.jpg" alt="" class="wp-image-3938" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/FAoaqeQXsAkF6eY.jpg 350w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/12/FAoaqeQXsAkF6eY-338x500.jpg 338w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption>John Frusciante da giovane (1990).</figcaption></figure></div>



<p><strong>Che ruolo ha giocato la teoria dell’apprendimento in tutto questo?</strong><br>«Comprendere la teoria era per me un modo per essere in grado di analizzare le cose che mi piacevano. Quindi se sto suonando, ad esempio, l’assolo di chitarra di <em>Something</em> dei Beatles e ci sono alcune note che [George Harrison] suona che mi fanno pensare “wow, a cosa diavolo stava pensando? Perché è passato da quella nota a quell’altra? Perché è così bello quando lo fa?” – sono in grado di vedere quelle note in relazione agli accordi, agli intervalli e a tutto il resto, e di capirlo».</p>



<p><strong>È interessante che tu abbia utilizzato la teoria come mezzo per attingere dalle tue emozioni. È tipo il contrario di ciò che pensano molte persone, ovvero che un affidamento alla teoria può tradursi in un approccio clinico e freddo allo strumento.</strong><br>«Beh, io penso che molte volte le persone vogliano sembrare sicure coi loro strumenti».</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«Per me, invece, la vulnerabilità è una delle cose più accattivanti che si possano ascoltare in un pezzo musicale. E ho realizzato di sentirmi come se stessi dando una parte maggiore di me stesso quando ero vulnerabile con lo strumento»</p></blockquote>



<p>«Ciò si collega all’uso di toni puliti, al fare cose sottovalutate, a tutte queste cose. E credo che sia universale. Pur ammirando la fiducia in una persona, nel profondo sappiamo tutti che la vulnerabilità è una delle cose più difficili da raggiungere. Ed ogni piccolo grado di cui puoi permetterti di essere più vulnerabile, con i tuoi amici, con il tuo partner o col tuo modo di suonare, è una delle cose più forti che puoi fare».</p>



<p><strong>Direi che è un filo conduttore della maggior parte dei chitarristi che hai citato come tue influenze giovanili.</strong><br>«Riguardo ai miei pensieri di quando ero bambino su cosa dovevo dire alle persone attraverso il mio modo di suonare la chitarra, sento che molto di quanto ho finito per dire abbia a che fare con la vulnerabilità. Ha a che fare col supportare gli altri e anche col mettersi in gioco in una maniera che talvolta fa paura. Ti sembra di avere il cuore troppo esposto e che le persone potrebbero calpestarlo, ma ti sembra anche la cosa ti stia bene, mi capisci?».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>&#8220;The Shape I&#8217;m Takin&#039;&#8221;: disponibile in streaming la bonus track di ROTDC</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/the-shape-im-takin-disponibile-in-streaming-la-bonus-track-di-rotdc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Cusano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2022 14:02:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dallo studio]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
		<category><![CDATA[bonus track]]></category>
		<category><![CDATA[red hot chili peppers]]></category>
		<category><![CDATA[Return Of The Dream Canteen]]></category>
		<category><![CDATA[The Shape I&#039;m Takin]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; disponibile dalla mezzanotte di oggi, venerdi 25 novembre, il brano &#8220;The Shape I&#8217;m Takin'&#8221; bonus track per il mercato giapponese e dell&#8217;alternative version (resa disponibile anche in Italia solo in negozi indipendenti) di Return Of The Dream Canteeen, il nuovo album dei Red Hot Chili Peppers disponibile dallo scorso 14 ottobre.]]></description>
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<p>E&#8217; disponibile dalla mezzanotte di oggi, venerdi 25 novembre, il brano &#8220;The Shape I&#8217;m Takin'&#8221; bonus track per il mercato giapponese e dell&#8217;alternative version (resa disponibile anche in Italia solo in negozi indipendenti) di <strong><em>Return Of The Dream Canteeen,</em></strong> il nuovo album dei <strong>Red Hot Chili Peppers</strong> disponibile dallo scorso 14 ottobre. <br></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Red Hot Chili Peppers - The Shape I&#039;m Takin&#039; (Official Audio)" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/Lqf406eSorw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>
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		<title>Anthony Kiedis su Return of the Dream Canteen e l&#8217;incredibile flusso creativo dal ritorno di John Frusciante.</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/anthony-kiedis-sul-tour-appena-concluso-return-of-the-dream-canteen-e-lincredibile-flusso-creativo-dal-ritorno-di-john-frusciante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Fasulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 15:10:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste tradotte]]></category>
		<category><![CDATA[anthony kiedis]]></category>
		<category><![CDATA[concerti]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[live]]></category>
		<category><![CDATA[red hot chili peppers]]></category>
		<category><![CDATA[Return Of The Dream Canteen]]></category>
		<category><![CDATA[unlimited love]]></category>
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					<description><![CDATA[Intervistato da 107.7 The End, radio locale di Seattle (Washington), Anthony Kiedis spazia su vari argomenti, raccontando del Global Stadium Tour appena concluso, del nuovo album Return of the Dream Canteen, e di come il ritorno di John Frusciante abbia fatto esplodere un enorme flusso di prosperità creativa, testimoniata dai due doppi album pubblicati in questo 2022, &#8220;Unlimited Love&#8221; e &#8220;Return of the Dream Canteen&#8220;, per un totale di 35 nuovi brani nel loro repertorio. Qui sotto trovate l&#8217;intervista integrale, tradotta per voi da Venice Queen. Intervista ad Anthony Kiedis – 107.7 The End – Alternative. Seattle. Non c’è nemmeno bisogno di elencare I record stabiliti o i successi conseguiti dai Red Hot Chili Peppers per capirne l’importanza. Ad esempio, un mio amico che recentemente ha visitato il Giappone mi ha scritto ogni volta che ha sentito una canzone dei Red Hot suonare in radio, in posti dove l’inglese non è nemmeno così diffuso. Per decenni, (I Red Hot Chili Peppers, ndr.) hanno influenzato la nostra cultura, non solo come una nazione ma come esseri umani. È incredibile! Oggi abbiamo come ospite telefonico il mitico Anthony Kiedis – Buongiorno Anthony! Buongiorno a te! Anthony, sei reduce da un’estate piena di &#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Intervistato da 107.7 The End, radio locale di Seattle (Washington), Anthony Kiedis spazia su vari argomenti, raccontando del Global Stadium Tour appena concluso, del nuovo album <em>Return of the Dream Canteen</em>, e di come il ritorno di John Frusciante abbia fatto esplodere un enorme flusso di prosperità creativa, testimoniata dai due doppi album pubblicati in questo 2022, &#8220;<em>Unlimited Love</em>&#8221; e &#8220;<em>Return of the Dream Canteen</em>&#8220;, per un totale di 35 nuovi brani nel loro repertorio.</p>



<p>Qui sotto trovate l&#8217;intervista integrale, tradotta per voi da Venice Queen.</p>



<p><strong>Intervista ad Anthony Kiedis – </strong><em><strong>107.7 The End – Alternative. Seattle</strong>.</em></p>



<p><strong>Non c’è nemmeno bisogno di elencare I record stabiliti o i successi conseguiti dai Red Hot Chili Peppers per capirne l’importanza. Ad esempio, un mio amico che recentemente ha visitato il Giappone mi ha scritto ogni volta che ha sentito una canzone dei Red Hot suonare in radio, in posti dove l’inglese non è nemmeno così diffuso.</strong></p>



<p><strong>Per decenni, (I Red Hot Chili Peppers, ndr.) hanno influenzato la nostra cultura, non solo come una nazione ma come esseri umani. È incredibile!</strong></p>



<p><strong>Oggi abbiamo come ospite telefonico il mitico Anthony Kiedis – Buongiorno Anthony!</strong></p>



<p>Buongiorno a te!</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Anthony, sei reduce da un’estate piena di concerti, da un tour mondiale negli stadi – ormai sei abituato a grandi palcoscenici e non hai nulla da dover dimostrare, ma come ci si sente dopo aver raggiunto questo livello?</strong></p><p>A dirti la verità, ero molto contrario all’inizio. Credevo si sarebbe rivelato un tour freddo, distante; Flea mi rassicurò dicendomi che era un altro orizzonte da esplorare, e quindi in maniera molto democratica mi convinsi anche io. Alla fine mi è piaciuto davvero tanto, è stata una festa d’amore ancora più grande.</p></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown2-819x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-3622" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown2-819x1024.jpeg 819w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown2-400x500.jpeg 400w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown2-768x960.jpeg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown2.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>



<p><strong>È molto interessante dalla mia prospettiva il cambio di dimensione; come lo hai percepito dal palco? Eri un pò più lontano dalla folla, ma c’era molta più gente presente</strong> <strong>ai concerti</strong>.</p>



<p>La folla era molto più ampia, e nonostante fossimo leggermente più lontani rispetto al solito, abbiamo comunque sentito una forte legame con i fan – quando guardavo il pubblico nelle ultime file, vedevo comunque gente ballare e divertirsi, quindi diciamo che abbiamo trovato il modo di non perdere quel legame.</p>



<p>Detto ciò, sarei ancora disposto a suonare in una lavanderia a gettoni ogni giorno della settimana.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Considererete mai un prossimo tour in posti più piccoli ed intimi, come per controbilanciare il tour negli Stadi appena ultimato?</strong></p><p>Siamo disposti a suonare in ogni tipo di location. Giusto due giorni fa ci siamo esibiti in un Ginnasio in Hoopa Valley (California), una comunità di native americani. Inizialmente ci saremmo dovuti esibire ad inizio anno, ma non è stato possible. Ci siamo esibiti gratuitamente di fronte a circa 900 ragazzini, ed è stato forse il mio concerto preferito di quest’anno.</p></blockquote>



<p><strong>Incredibile! Per questo show in particolare, hai indossato il solito pantaloncino con sopra il fulmine, oppure hai optato per un outfit diverso?</strong></p>



<p>(Ride, ndr.) Ottima domanda, ero indeciso ma alla fine ho messo il pantaloncino con il fulmine rosso. È stato molto divertente, abbiamo suonato una scaletta leggermente più corta, ma c’è sempre qualcosa che mi rende felice nel suonare gratuitamente per queste persone.</p>



<p><strong>Restando sul tema abbigliamento, ti vedo spesso indossare cappelli, ne possiedi una vasta collezione per caso?</strong></p>



<p>No, in realtà la mia collezione di cappelli sta crollando a pezzi, prima ne avevo una molto ben curate, ma col tempo è andara via via dissipandosi. Tempo di fare rifornimento!</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>(Ride, ndr.) A proposito, complimenti per il vostro secondo album in questo 2022, <em>Return of the Dream Canteen,</em></strong><em> </em><strong>ed ovviamente tutti i riconoscimenti che lo seguiranno<em>. </em>Puoi spiegarci il significato del titolo?</strong></p><p>È un insieme di parole che può significare un po’ quello che ti pare. Per me rappresenta una sorgente di prosperità creative. Forse alcune persone lo hanno un po’ preso alla lettera credendo che il titolo alludesse al ritorno di John, cosa che in parte è vera in quanto John è sicuramente un elemento cardine di questa prospetivà creativa. Oltre a questo, il titolo rappresenta un pò anche questi ultimi due anni in cui siamo stati un pò tutti chiusi in casa, in cui il tempo ha assunto un carattere più elastico; quindi invece di andare di fretta, ci siamo detti “ok, continuiamo a scrivere musica”, e quest’album è quello che ne è venuto fuori, e il titolo è stata una frase che mi è venuta in mente un pò a caso.</p></blockquote>



<p><strong>Da ascoltatore, in quest’ultimo album avverto fortemente quell’esplosione di prosperità creativa di cui parlavi poco fa. È un flusso che scorre ancora così intenso, anche dopo questi due album?</strong></p>



<p>Non puoi mai saperlo finché non vai sulla sponda del fiume a controllare. Ma spero proprio di si.Spero che lo sia, ma una volta che ti metti in viaggio e metti la tua energia nella tua mente e nel tuo corpo per farlo, suonando in spettacoli in tutto il mondo, ti sfinisci. Quindi finché non ti fermi e ti metti in una stanza con i tuoi compagni ed inizi a improvvisare e a scrivere le cose su un blocco di carta, semplicemente non lo sai, ma mi piacerebbe pensare che il pozzo si sia rifornito e lo scopriremo.&nbsp;<strong></strong></p>



<p><strong>Ogni volta e perdonami se te lo ribadisco, oggi ascolto il tuo nuovo disco, ma mi fa sempre questo effetto. Ogni volta penso che ci sia un ragazzo la cui energia creativa non è affatto diminuita da quando aveva 20 anni. C&#8217;è qualcosa di vero in questo? Come ti senti ora come uomo, con qualche esperienza di vita sulle spalle?&nbsp;</strong></p>



<p>Oh mio dio, non lo so. Non lo so. Sono troppo immerso nella foresta per vedere gli alberi. In tutta onestà, sono semplicemente me stesso. E a volte rifletto sull&#8217;avere un sacco di esperienza e divento nostalgico e penso, oh mio dio, sono su questo pianeta da molto tempo e un&#8217;altra volta mi sento nuovo di zecca. Non sono sicuro di voler analizzare troppo. Sono abbastanza felice di fare quello che sto facendo e ho un paio di cani e il sole ed è una bella vita. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-3623" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown-1024x683.jpeg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown-500x333.jpeg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown-768x512.jpeg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/Unknown.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Ti fa stare bene quando ascolti i dischi e senti quanta vita c&#8217;è ancora? Che non è immaginata ma è presente, è così vibrante, c&#8217;è così tanta energia!</strong>.&nbsp;</p>



<p>Sì. Grazie per avermelo chiesto e mi fa sentire benissimo. Adoro il fatto che ci teniamo ancora e ammiro davvero i miei compagni di band con tutto il cuore perché hanno ancora la loro energia creativa per suonare musica con l&#8217;entusiasmo di un bambino e gli occhi aperti sul mondo. E, sai, è davvero la chimica di tutte queste persone che si incontrano. Questa è la miscela che crea i Chili Peppers. Quindi sono fortunato e apprezzo questi musicisti che ci tengono così tanto. John Frusciante ci tiene tantissimo. Chad Smith ci tiene tantissimo. Flea ci tiene tantissimo. Lavorano sodo, suonano i loro strumenti. Ascoltano la vita. Ed io posso solo ringraziare di far parte di tutto questo.&nbsp;</p>



<p><strong>17 tracce, sembra piuttosto standard per un album dei Peppers nel 2022, anche se probabilmente è diverso per altre band. Quando scrivi un disco e vai a registrarlo e cose del genere, quante canzoni in genere non fanno parte dell&#8217;elenco finale? E come si è sposato questo processo stavolta con la creazione di due dischi?</strong>&nbsp;</p>



<p>Un&#8217;altra domanda toccante, mio ​​Dio. Quindi, purtroppo, ci sono canzoni che sono state lasciate sul pavimento della sala montaggio ed è straziante perché alcune canzoni vengono finite, mixate, rifinite e masterizzate, e coccolate e puoi dire che sono terminate. E poi altre canzoni per qualsiasi motivo, anche se potrebbero essere le tue preferite in segreto, semplicemente non attirano l&#8217;attenzione. E poi c&#8217;è anche una questione di spazio. Puoi mettere solo determinata musica su un vinile e questo è un fattore per noi da tenere in considerazione. Quindi, alla fine, una delle mie gemme preferite non è in questo disco e spero che un giorno venga finita e trovi un contesto da qualche parte, ma è un processo. Abbiamo queste liste, mettiamo ai voti e abbiamo queste discussioni e abbiamo questi litigi e battibecchi e quant&#8217;altro. E poi alla fine in qualche modo se ne viene fuori.&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Probabilmente è difficile come artista essere in grado di farlo. Ma quando guardi questi due dischi, che provengono dallo stesso periodo di creatività, quali sono le differenze tra loro, se ci sono per te, tra Unlimited Love e la Dream Canteen?</strong>&nbsp;</p><p>Ok, sì, ci sono differenze. È difficile da capire e penso che in qualche modo misterioso, sai, queste canzoni si richiamino a vicenda per condividere lo stesso spazio su un disco. Percepisco ROTDC come po&#8217; più leggero, psichedelico e divertente. Meno “Bag of Grins”, che piuttosto rappresenta la triste mietitrice in una canzone. Ma voglio dire, anche l&#8217;artwork parla del fatto che questo disco è un po&#8217; uno scherzo, o un viaggio se vuoi.</p></blockquote>



<p><strong>Immediatamente al primo ascolto, ho percepito questo disco come divertente. Non che non lo fosse Unlimited Love, ma ero tipo…questo potrebbe piacermi anche di più, per quello che vale</strong>.</p>



<p>Lo apprezzo. E ti capisco.</p>



<p><strong>Fantastico, fantastico. Beh, spero che la canzone che ti è tanto piaciuta trovi posto nel prossimo disco. Spero che tu non debba aspettare troppo a lungo per farne un altro&#8230;</strong></p>



<p>AAAAAAAHHHHHHH (ovvio che non può parlare! ndt)</p>



<p><strong>E ti ringraziamo tanto per esserti unito a noi.</strong>&nbsp;</p>



<p>Grazie per avermi invitato. È stato bello parlare con te.</p>



<p></p>



<p class="has-text-align-right">      Traduzione a cura di <em>Miriam Mechelli</em> e <em>Vincenzo Fasulo</em>.</p>
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