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	<title>eddie &#8211; VeniceQueen.it</title>
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		<title>Return of the Dream Canteen, track by track: un viaggio fra le tracce del disco insieme ad Anthony, Chad e Flea!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Generale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Nov 2023 10:18:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 14 ottobre 2023, a un anno esatto di distanza dall&#8217;uscita in tutto il mondo, i tre membri dei Red Hot Chili Peppers hanno passato in rassegna, al loro broadcast ufficiale Whole Lotta Red Hot (su SiriusXM), le canzoni che compongono la tracklist del loro 13° album in studio, svelando aneddoti su titoli, significati e ispirazioni. Intro:L’anno scorso i Red Hot Chili Peppers hanno rilasciato il loro 13° album in studio; nel suo primo anniversario, scopriamo Return of the Dream Canteen assieme a Anthony, Chad e Flea, che condivideranno con noi storie traccia per traccia qui, su Whole Lotta Red Hot. PEACE AND LOVE Flea: ciao, sono Flea dei Red Hot Chili Peppers. Peace and Love doveva inizialmente chiamarsi Fay, un titolo provvisorio come tanti altri che usiamo, non so nemmeno perché ne sto parlando ma riguardo alla sua origine, è un’altra canzone che comincia con una linea di basso e, beh…ero stato in una zona di Los Angeles, i cantieri, e avevo incontrato una donna di nome Fay, un’amica mia e di mia moglie di cui avevo gradito la compagnia; stavo semplicemente pensando a lei e suonando il basso quando questa linea saltò fuori, per poi tramutarsi in qualcosa &#8230;]]></description>
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<h3 class="wp-block-heading">Il 14 ottobre 2023, a un anno esatto di distanza dall&#8217;uscita in tutto il mondo, i tre membri dei Red Hot Chili Peppers hanno passato in rassegna, al loro broadcast ufficiale Whole Lotta Red Hot (su SiriusXM), le canzoni che compongono la tracklist del loro 13° album in studio, svelando aneddoti su titoli, significati e ispirazioni.</h3>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Red Hot Chili Peppers - Return of the Dream Canteen (Track by Track) Anniversary 2023" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/BW-EKnU06eg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe>
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<p><strong>Intro:</strong><br>L’anno scorso i Red Hot Chili Peppers hanno rilasciato il loro 13° album in studio; nel suo primo anniversario, scopriamo Return of the Dream Canteen assieme a Anthony, Chad e Flea, che condivideranno con noi storie traccia per traccia qui, su Whole Lotta Red Hot.</p>



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<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">PEACE AND LOVE</h4>



<p><strong>Flea: </strong>ciao, sono Flea dei Red Hot Chili Peppers. <em>Peace and Love</em> doveva inizialmente chiamarsi <em>Fay</em>, un titolo provvisorio come tanti altri che usiamo, non so nemmeno perché ne sto parlando ma riguardo alla sua origine, è un’altra canzone che comincia con una linea di basso e, beh…ero stato in una zona di Los Angeles, i cantieri, e avevo incontrato una donna di nome Fay, un’amica mia e di mia moglie di cui avevo gradito la compagnia; stavo semplicemente pensando a lei e suonando il basso quando questa linea saltò fuori, per poi tramutarsi in qualcosa di completamente diverso…ed è un sentimento bellissimo quello di cui canta Anthony, incoraggiante e caloroso, ed è davvero figa, c’è un assolo di sassofono di Josh Johnson che è stato trattato da John e non suona esattamente come un sassofono, eppure lo è. È una specie di jam funk eterea, quindi godetevela.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">REACH OUT</h4>



<p><strong>Flea: </strong><em>Reach Out</em> è nata con John che suonava queste bellissime parti di chitarra concatenate: è molto delicata in un certo senso, sembra quasi un pezzo di chitarra classica, e quando lo sento suonare qualcosa di bello come quello, da bassista, voglio solo trovare un modo per inserirmi e contrastarlo, per rispondergli anziché seguirlo, e ha funzionato abbastanza bene; ha questo ritornello simile a un inno che adoro, in cui c’è tanto desiderio: “è meglio che qualcuno venga a darmi una mano”, Anthony lo sta letteralmente urlando, tipo “qualcuno mi dia una fottuta mano”, capito? “Te lo sto chiedendo per favore”! È una jam super dinamica, sono orgoglioso di farne parte e penso che possa resistere alla prova del tempo, a prescindere dallo stile o da ciò che è popolare in un particolare momento. Penso veramente che abbia qualcosa di speciale.</p>



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<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">EDDIE</h4>



<p><strong>Chad: </strong><em>Eddie </em>è ispirata al recentemente defunto Eddie Van Halen. Quando ero bambino i primi album dei Van Halen erano come la Bibbia per me, mi rapivano dalla prima nota mentre ascoltavo la chitarra di Eddie, le urla da Banshee di David Lee Roth, il basso rimbombante di Michael Anthony e naturalmente la batteria di Alex Van Halen, che fu una grande influenza per me. Ero solito andare nel mio garage fuori Detroit, dove sono cresciuto, sistemarmi lì e mettere le cuffie per suonare specialmente su Van Halen II, che aveva tante grandi canzoni, e lo stesso vale per tutti gli altri dischi, anche se quei primi a cui ho appena accennato sono fantastici. Perciò, quando Eddie è morto per molte persone è stata una notizia pesante, era un musicista incredibile e innovativo e qualsiasi chitarrista non poteva fare a meno di lasciarsi influenzare da lui in qualche modo. John si presentò con questo riff e noi non facemmo altro che suonarci su, il pezzo venne fuori molto in fretta (come spesso accade alle nostre migliori canzoni); Anthony fu ispirato dalla musica, scrisse questo testo che parla di Eddie e ora è una delle nostre tracce preferite da suonare in live, soprattutto perché John ha la possibilità di eseguire quello che è probabilmente il suo assolo più lungo scritto con noi, sapete che dal vivo ci piace dilungarci un po’ con le jam e così lui riesce a mostrare di cosa è capace, ed è davvero divertente. Dunque questo è il nostro omaggio al grande Eddie Van Halen.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">FAKE AS FU@K</h4>



<p><strong>Anthony: </strong>ecco una canzone chiamata <em>Fake as Fu@k</em>. Molti di questi pezzi sono stati scritti durante il lockdown: rimasi molto colpito da questo enorme cambiamento della coscienza umana in cui veniva detto a tutti di non uscire di casa, di non interagire con le altre persone, di non fare questo e di non fare quello; in quei momenti ho avvertito la perdita di umanità e il testo della canzone invita a non credere ai media o al governo ma a uscire e vedere di persona cosa sta succedendo, per non diventare dei piccoli blob ex-umani sui nostri divani. Ad ogni modo, il pezzo è dannatamente veloce e divertente da ballare, e si chiama <em>Fake as Fu@k</em>.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">BELLA</h4>



<p><strong>Anthony: </strong>dopo c’è <em>Bella</em>, che porta con sé un contenuto emotivo. Flea si presentò con una linea di basso e un’insolita indicazione di tempo, chiamata 7-4, che è stata inventata essenzialmente solo per complicare la vita ai cantanti perché non c’è un tempo chiaro su cui entrare o uscire: una cosa in cui i Parliament-Funkadelic erano maestri, ma alla quale io devo migliorare il mio approccio; poi c’è questo verso funky molto figo, John imbracciò la sua chitarra e scrisse un cambio di accordo per il ritornello, molto naturale e delizioso, di cui la mia frase preferita è “diamine, non mi chiamo Bradley”: quando questa frase comparve nella canzone fece sorridere Chad, perciò…vi presento <em>Bella</em>.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">ROULETTE</h4>



<p><strong>Anthony: </strong><em>Roulette </em>non era neanche nata prima che la registrazione del disco fosse in corso. Eravamo in un posto chiamato Shangri-La, posseduto e gestito dal grande Rick Rubin, nostro amico e collaboratore; i ragazzi stavano suonando dei riff mentre registravano una qualche canzone e io ero tipo “che cos’è? Che cos’è? Che cos’è?”, loro dissero “niente, stiamo solo accordando gli strumenti” ma io risposi “questa è una canzone!”…così l’abbiamo registrata, l’ho portata con me attraverso l’oceano Pacifico e vi ho aggiunto un po’ di parole all’ultimo minuto. Si chiama <em>Roulette </em>e ha un’atmosfera tutta sua.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">MY CIGARETTE</h4>



<p><strong>Anthony: </strong>poi abbiamo <em>My Cigarette</em>, una traccia di drum machine e forse anche altre machine che Flea concepì nel suo garage quando viveva sulla PCH (<em>Pacific Coast Highway, una famosa strada della California, n.d.t.</em>) e componeva piccole idee e beat per ammazzare il tempo; ce la fece ascoltare registrata su una 4 tracce sul suo telefono, sembrava che mi parlasse e gli dissi “cos’è? Mi piace, puoi mandarmela? Voglio scriverci qualcosa”…e così divenne <em>My Cigarette</em>.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">AFTERLIFE</h4>



<p><strong>Anthony: </strong><em>Afterlife </em>vide molto presto la luce durante il processo di scrittura di Unlimited Love e Return of the Dream Canteen; non ho molto da dire, è una jam e ha un paio di riferimenti carini a delle ispirazioni musicali, James Brown e Iggy Pop su tutti, e a mia madre, perché menziona una cosa che lei mi disse…vediamo se ve ne accorgete!</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">SHOOT ME A SMILE</h4>



<p><strong>Anthony: </strong><em>Shoot Me a Smile </em>è una sorta di omaggio ai Meat Puppets, una delle band più fighe con cui siamo cresciuti, direttamente dal deserto dell’Arizona. Fu Flea a guidarne la composizione e, tutto sommato, è venuta bene.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">HANDFUL</h4>



<p><strong>Anthony: </strong>dopodiché abbiamo una canzone chiamata <em>Hanful</em>. Credo di essere stato sopraffatto dallo spirito di Van Morrison, volevo solo provare a cantare qualcosa nel suo spirito e nella sua personalità in cui non sempre vai a ritmo, magari vai anche un po’ fuori tempo…ecco perché la parte vocale della canzone suona in quel modo. Grazie Van Morrison!</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">THE DRUMMER</h4>



<p><strong>Chad: </strong>c’è una canzone in Return of the Dream Canteen che si chiama <em>The Drummer</em> e io sono Chad il drummer (<em>cioè il batterista, n.d.t.</em>), ma questa canzone non è su di me! È Anthony a scrivere tutti i testi e le melodie e sebbene mi piaccia che le persone diano una loro personale interpretazione alla nostra musica, c’è una parte in cui lui canta “il batterista si sporge senza alcun motivo fuori dal club Troubadour”, e non parla di me ma di un altro batterista, di una band degli anni ’70 molto famosa; ed Anthony mi disse che forse stava raccontando una storia dei tempi della scuola, in cui era con suo padre e vide questo musicista fare capolino dalla porta del Troubadour: il padre gli domandò se sapesse chi era quel tipo, Anthony rispose di no e lui disse “beh, saranno una band di grande successo”. La band si chiamava The Eagles e se sapete chi è il batterista degli Eagles, vi lascio immaginare. Questa è <em>The Drummer</em>.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">BAG OF GRINS</h4>



<p><strong>Anthony: </strong><em>Bag of Grins</em> è molto strana e stravagante; è una riflessione sulla morte, sulla sua bellezza ma anche sui suoi aspetti più ridicoli, su quel che ci lasciamo alle spalle e sul modo in cui andiamo avanti fino alla nostra stessa morte.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">COPPERBELLY</h4>



<p><strong>Anthony: </strong><em>Copperbelly</em> è un’altra canzone inizialmente introdotta da Flea e penso che abbia molto a che fare con il guardare in faccia le proprie paure, così intensamente da privarle del loro potere.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">CARRY ME HOME</h4>



<p><strong>Chad: </strong>sono così contento che <em>Carry Me Home</em> abbia trovato un posto nel disco. Ricordo che John arrivò con questo riff sul quale iniziammo a jammare, e io ero tipo “wow, questa è una specie di blues!”…in 40 anni di carriera non avevamo mai fatto un pezzo blues: chiaramente non è una delle tradizionali canzoni blues alla BB King o Albert King, ma per me ha quel tipo di sentimento e, sapete, è una delle mie preferite, la stiamo facendo dal vivo, riusciamo ad allungarla, adoro suonarla e il finale è epico. La suoniamo col cuore come tutte le altre, ma devo dire che questa mi piace particolarmente.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="has-vivid-red-color has-text-color wp-block-heading">IN THE SNOW</h4>



<p><strong>Anthony: </strong><em>In the Snow </em>è un bellissimo pezzo di musica elettronica scritto e composto da John. Quando lo ascoltai dissi “per favore, lasciatemi cantarci su”; ci volle un’eternità a completarla, dal momento che ci trovavamo in stati diversi, ma finimmo col chiamarla <em>In the Snow</em> ed è, fra le altre cose, un’ottima canzone da ascoltare mentre si sta guidando.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Eddie&#8221;: ASCOLTA ORA il secondo estratto da Return Of The Dream Canteen e PREORDINA l&#8217;album!</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/eddie-ascolta-ora-il-secondo-estratto-da-return-of-the-dream-canteen-e-preordina-lalbum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ntjr]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Sep 2022 21:53:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dallo studio]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Eddie&#8221; è il secondo estratto da Return Of The Dream Canteen, l&#8217;album che i Red Hot Chili Peppers hanno in programma di rilasciare esattamente fra tre settimane, Venerdì 14 Ottobre 2022. Ascolta &#8220;Eddie&#8221;, secondo brano estratto dall&#8217;album Return Of The Dream Canteen, in uscita il 14 Ottobre 2022 La conferma che il brano sia davvero un omaggio a Eddie Van Halen è arrivata un paio di giorni fa da un commento del figlio Wolf Van Halen sotto il post Instagram in cui Flea rilasciava il tease del brano. Clicca QUI sotto e PREORDINA il NUOVO album dei RHCP in uscita il 14 Ottobre 2022 PREORDINA Return Of The Dream Canteen!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"><strong>&#8220;Eddie&#8221;</strong> è il secondo estratto da <strong>Return Of The Dream Canteen</strong>, l&#8217;album che i <strong>Red Hot Chili Peppers</strong> hanno in programma di rilasciare esattamente fra tre settimane, <strong>Venerdì 14 Ottobre 2022</strong>.</h3>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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</div><figcaption>Ascolta &#8220;Eddie&#8221;, secondo brano estratto dall&#8217;album Return Of The Dream Canteen, in uscita il 14 Ottobre 2022</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>La conferma che il brano sia davvero un omaggio a Eddie Van Halen è arrivata un paio di giorni fa</strong> da un commento del figlio <strong>Wolf Van Halen</strong> sotto il post Instagram in cui Flea rilasciava il <em>tease</em> del brano.</h4>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="738" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/photo_2022-09-22_03-06-07-1024x738.jpg" alt="" class="wp-image-3465" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/photo_2022-09-22_03-06-07-1024x738.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/photo_2022-09-22_03-06-07-500x360.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/photo_2022-09-22_03-06-07-768x553.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/photo_2022-09-22_03-06-07.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h3 class="has-text-align-center wp-block-heading">Clicca QUI sotto e <br><strong>PREORDINA il NUOVO album dei RHCP </strong><br>in uscita il 14 Ottobre 2022</h3>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://rhcp.lnk.to/DreamCanteen" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" width="1011" height="607" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/preorderrotdc.png" alt="" class="wp-image-3466" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/preorderrotdc.png 1011w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/preorderrotdc-500x300.png 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/preorderrotdc-768x461.png 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/09/preorderrotdc-730x438.png 730w" sizes="auto, (max-width: 1011px) 100vw, 1011px" /></a><figcaption>PREORDINA Return Of The Dream Canteen!</figcaption></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Josh Klinghoffer: «nonostante tutto, suonerei ancora con i RHCP»</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/news/josh-klinghoffer-nonostante-tutto-suonerei-ancora-con-i-rhcp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ntjr]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2020 16:26:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
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					<description><![CDATA[«[…] se mi chiedessero di suonare con loro di nuovo sarei lì in un secondo. Questa è la cosa magnifica di questo licenziamento, e fortunatamente sono riuscito a mantenere questa condizione. […]»Josh Klinghoffer Traduzione dell&#8217;intervista che Josh Klinghoffer ha rilasciato lo scorso 4 febbraio al sito spin.com. SPIN Nonostante quello che è successo, almeno puoi guardarti indietro e dire di aver vissuto un grandioso periodo con i Chili PeppersJosh Klinghoffer «L’ho sempre pensato. Quando iniziai a suonare live con loro, avevo già suonato con loro, ma non nel ruolo che stavo prendendo. Avevo dentro di me, essendo fan della band, la stessa energia che avevano loro. Mi sono sempre sentito bene e questo ha sempre avuto senso per me, nonostante la differenza d’età, e che non ero io la persona che aveva scritto quegli inni con loro. Sentivo come ci fosse una vera connessione sul palco.» SPIN E gli album?JK «Non odio o disprezzo gli album che ho fatto con loro in nessun modo. Ho ascoltato molto quelle canzoni – specialmente quando le stavamo creando. Mi sono ossessivamente immerso nella musica che stavo componendo e ad ascoltarla costantemente. Provo tanto amore per molte delle canzoni. Penso ci siano alcune canzoni sugli &#8230;]]></description>
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<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>«[…] se mi chiedessero di suonare con loro di nuovo sarei lì in un secondo. Questa è la cosa magnifica di questo licenziamento, e fortunatamente sono riuscito a mantenere questa condizione. […]»</p><cite>Josh Klinghoffer</cite></blockquote>



<p class="has-drop-cap has-medium-font-size">Traduzione dell&#8217;intervista che <strong>Josh Klinghoffer</strong> ha rilasciato lo scorso 4 febbraio al sito <strong><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.spin.com/2020/02/josh-klinghoffer-red-hot-chili-peppers-departure-legacy-pluralone/?fbclid=IwAR32t9ufGJnGWTMeuZAdswlxGY73CeKZF_p8-pB4eygI5ugXvqWCBU7SNEc" target="_blank">spin.com</a></strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>SPIN </em></strong>Nonostante quello che è successo, almeno puoi guardarti indietro e dire di aver vissuto un grandioso periodo con i Chili Peppers<br><strong><em>Josh Klinghoffer </em></strong>«L’ho sempre pensato. Quando iniziai a suonare live con loro, avevo già suonato con loro, ma non nel ruolo che stavo prendendo. Avevo dentro di me, essendo fan della band, la stessa energia che avevano loro. Mi sono sempre sentito bene e questo ha sempre avuto senso per me, nonostante la differenza d’età, e che non ero io la persona che aveva scritto quegli inni con loro. Sentivo come ci fosse una vera connessione sul palco.»</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>SPIN </em></strong>E gli album?<br><em><strong>JK </strong></em>«Non odio o disprezzo gli album che ho fatto con loro in nessun modo. Ho ascoltato molto quelle canzoni – specialmente quando le stavamo creando. Mi sono ossessivamente immerso nella musica che stavo componendo e ad ascoltarla costantemente. Provo tanto amore per molte delle canzoni. Penso ci siano alcune canzoni sugli album di cui avrei potuto fare a meno nel senso che avrei potuto lasciarle fuori per fare spazio ad altre. Sono sempre stato sorpreso da <strong>Anthony</strong> per la sua bravura nello scrivere i testi e le melodie per tutti gli album che la band ha prodotto. Puoi dire quello che vuoi su di lui come scrittore o cantante – lui ha una incredibile abilità di inventare nuova roba. Guardarlo è stato speciale.»</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>SPIN </em></strong>Essendo che tu hai suonato con i Chili Peppers per 10 anni, hai mai sentito che un allontanamento fosse imminente nel senso di dover stare in guardia nel caso qualcosa del genere fosse capitato?<br><strong><em>JK</em></strong> «No, per niente. La sola ragione per cui credo di non essere più nella band è perché <strong>John</strong> d’un tratto è riemerso con la voglia di voler risuonare con loro. Durante tutto questo tempo, non ho avuto contatti con lui, ma sapevo, attraverso quello che gli altri dicevano, che non aveva più voglia di suonare la chitarra. Non voleva suonare musica rock o in una band. Non pensavo avesse molti contatti con nessuno degli altri membri della band. Sapevo che lui e<strong> Flea</strong> parlavano una volta ogni tanto, ma anche quando si trovavano insieme per parlare, cercavano sempre di evitare di entrare nell&#8217;argomento. Non avevo mai pensato potesse accadere fino agli ultimi due anni. C’erano un paio di cose che mi facevano pensare <em>“Oh, chissà”</em>, ma ho abbassato la guardia. Non pensavo che questo sarebbe successo perché avevamo quasi scritto un nuovo album per intero e ne avevamo già un mucchio per stare pronti con due album e cercavamo ancora di scriverne di più. Non penso che loro vogliano fermare quel processo e scrivere di nuovo, ma non mi sorprenderebbe.»</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>SPIN</em></strong> Detto questo, sembra che sia stato il licenziamento più bello possibile, considerando le circostanze.<br><strong><em>JK </em></strong>«<strong>Flea</strong> è stato quello che me lo ha comunicato, 5 giorni dopo (il licenziamento) ha avuto una settimana molto emotiva. Alla fine dei conti, io e lui siamo amici e a lui è piaciuto avermi nella band che ha fondato. È un piccolo gruppo affiatato e non aprono le loro porto a tutti per lasciarli entrare senza niente. Il fatto che loro l’abbiano fatto con me e di esserci stato per così tanto tempo, è stato speciale. Il fatto che d’un tratto lui non avrà più me di fronte al suo posto in aereo come è stato per 10 anni, sarà sicuramente doloroso. Lui mi disse <em>“Non avevamo mai fatto un cambio senza una tragedia o un trauma”</em>. Penso che la mia reazione alla notizia parli del fatto che sono pieno di felicità per quanto speciale sia stata questa esperienza con loro. Solo il fatto di poter parlare con loro fuori dalla stanza e sentire le loro storie e poter raccontare loro le mie. È stato come far parte di un club incredibile per un po’. Certamente non penso che la mia amicizia con loro sia finita che le relazioni con loro non siano cambiate molto, nonostante ora non ci vediamo molto. Per qualsiasi cosa io abbia fatto nella mia vita e nella crescita che ho avuto nei miei 40 anni, posso essere solo grato. Come ho detto a <strong>Maron</strong>, non è facile per me risultare un vecchio hippie. Sono sicuro che nei periodi nei Chili Peppers ci sono stato periodi tipo <em>“Ma dai”</em> e <em>“Veramente?”</em>. Ma in tutto ciò, sono molto grato di aver fatto questo con loro e con successo. Non è facile dicono loro, <em>“Grazie e abbiamo deciso di proseguire con un’altra persona”</em>. È <strong>John</strong>, la persona con cui sono cresciuto pensando sia il migliore. Sono felice per lui che voglia suonare e produrre musica con loro.»</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>SPIN </em></strong>Saliresti su un palco con loro nonostante quello che è accaduto?<br><strong><em>JK </em></strong>«Amo questi ragazzi e vederli suonare i loro strumenti. Amo sentire <strong>Anthony </strong>cantare quando sta creando qualcosa. <strong>Chad</strong> ed io ridiamo e basta quando suoniamo. L’unica lamentela che posso fare è che non abbiamo suonato quanto avrei voluto. C’è qualcosa nell&#8217;essere in una band di questa portata e con degli uomini di questa età, è come essere in un business. Provi un paio di volte al giorno, poi suoni per magri due o tre ore e poi loro vanno a prendere i loro bambini e tutto il resto. Un quarantenne mai cresciuto come me pensava <em>“Ma dai, suoniamo tutto il giorno!”.</em> Quindi se mi chiedessero di suonare con loro di nuovo sarei lì in un secondo. Questa è la cosa magnifica di questo licenziamento, e fortunatamente sono riuscito a mantenere questa condizione. Al fine della fiera, sono quattro ragazzi che amano suonare con altri e quando decidono di suonare con quest’altro ragazzo, ecco che sono quei quattro ragazzi. Non sarebbe tipo <em>“Nooo”</em> avvocati e robe strane. Solo quattro ragazzi che suonano insieme.»</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>SPIN</em></strong> Hai ancora quei 24 brani che hai prodotto con loro? Cosa succederà?<br><strong><em>JK </em></strong>«Penso siano 24 canzoni da completare nell&#8217;arrangiamento. C’era una con un groove, un altro groove e un ritornello. Non l’abbiamo finita. C&#8217;erano almeno 10 idee sulla lista, se non di più. C&#8217;era molta roba. Avevamo iniziato a Settembre o Ottobre 2018 e avevamo scritto quasi 19 con tranne quando eravamo in tour ed <strong>Anthony</strong> era andato via due settimane per una vacanza estiva e <strong>Flea</strong> si era sposato e partito per il tour di presentazione del libro. Ecco perché eravamo fermi con la scrittura. Sicuramente loro partiranno da zero con John. L&#8217;unica possibilità (per questi brani di riemergere) è se una certa idea sia partita al 100% da <strong>Flea</strong>, forse la butteranno in mezzo dandole nuova vita. Quelle scritte insieme probabilmente saranno messe via.»</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>SPIN </em></strong>Lo sai che alcuni bootleg vedranno la luce da quelle sessioni a questo punto.<br><strong><em>JK</em></strong> «Se qualcuno mi aggredisse per strada e rubasse il mio iPod, allora sì.»</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>SPIN</em></strong> Quando hai avuto tempo di lavorare al tuo album solista?<br><strong><em>JK</em></strong> «Quando i Chili Peppers programmano i loro cicli di album, ci sono periodi di tempo vuoti. Sono riuscito a mettere insieme i <strong>Dot Hacker</strong> ma non programmare un tour. Avevamo fatto un album con i Chili e poi il tour mondiale. Per colpa di quello, sono riuscito a fare 3 album con i <strong>Dot Hacker</strong> durante i periodi di pausa. Ogni volta c&#8217;era una pausa io lavoravo e cercavo di restare impegnato. Con l&#8217;album solista, ho scritto quello che avrei voluto fare con i <strong>Dot Hacker</strong>. Questa volta, ho deciso di lasciar loro provare a fare lo sforzo e nessuno lo ha fatto, così ho registrato un album tutto da solo. Sono diventato amico di <strong>Jack Irons</strong> nel tour americano quando ci ha aperto i concerti. È sempre stato uno dei miei batteristi e musicisti preferiti.»</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>SPIN</em></strong> Sembra che la possibilità di aprire per i <strong>Pearl Jam</strong> sia arrivata abbastanza velocemente nonostante quello che è successo.<br><strong><em>JK</em></strong> «Il tempismo è stato pazzesco. Avevo già rilasciato il disco. L&#8217;invito per aprire il loro tour è arrivato non tanto lontano dal licenziamento dalla band. Penso che essere entrato molto più in contatto con <strong>Eddie Vedder</strong> recentemente abbia aiutato. Abbiamo suonato al suo <strong>Ohana Fest</strong> a Settembre e lui ha suonato allo show di beneficenza per la scuola di <strong>Flea</strong>. Penso che lui mi avesse chiamato solo per sapere come stavo e come andava. Gli dissi le stesse cose che ho detto a te su come fosse tutto folle e sulla tristezza e altro. Mi sento molto felice su come le cose si siano messe e cosa ho fatto con loro. Non lo sento come un fallimento. C&#8217;era buona volontà e penso che l&#8217;invito fosse esteso per aprire. Nella settimana subito dopo quello che è successo, stavo fissando un calendario completamente bianco. <strong>Jack</strong> aveva parlato di poter fare cose nel suo progetto prima dell’invito dei <strong>Pearl Jam</strong>. È stato bello avere qualcosa fare oppure sarei impazzito. È abbastanza spaventoso perché è la prima volta che suono tutto da solo.»</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong><em>SPIN</em></strong> Con tutto quello che è successo come vedi la tua esperienza di chitarrista per i <strong>Red Hot Chili Peppers</strong>?<br><strong><em>JK </em></strong>«Sono davvero orgoglioso di cosa ho fatto. Ho lavorato tanto e non penso ci sia qualcosa per cui vergognarsi o per sentirsi male. Cinque anni fa non sarei stato così <em>zen </em>riguardo questa notizia. Sicuramente avrei dato di matto.»</p>
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