<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>classifica album &#8211; VeniceQueen.it</title>
	<atom:link href="https://www.venicequeen.it/tag/classifica-album/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.venicequeen.it</link>
	<description>RHCP Italian Community since 2004</description>
	<lastBuildDate>Sun, 23 Oct 2022 18:38:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/05/cropped-RHCP_Logo.svg_-32x32.png</url>
	<title>classifica album &#8211; VeniceQueen.it</title>
	<link>https://www.venicequeen.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>20 anni fa: perché i Red Hot hanno lottato così strenuamente con By The Way</title>
		<link>https://www.venicequeen.it/in-evidenza/20-anni-fa-perche-i-red-hot-hanno-lottato-cosi-strenuamente-con-by-the-way/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ntjr]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2022 17:39:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hot Chili Peppers]]></category>
		<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>
		<category><![CDATA[by the way]]></category>
		<category><![CDATA[classifica album]]></category>
		<category><![CDATA[John Frusciante]]></category>
		<category><![CDATA[rick rubin]]></category>
		<category><![CDATA[ultimate classic rock]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.venicequeen.it/?p=3699</guid>

					<description><![CDATA[n questo articolo dello scorso Luglio, uscito per Ultimate Classic Rock in occasione del 20° anniversario dell'uscita di By The Way, si parla dell'ennesimo successo globale della band post Californication, nato però in un clima di tensione interna tra i componenti della band. Nella seconda parte dell'articolo trovate una classifica degli album, dall'omonimo al penultimo Unlimited Love.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">In questo articolo dello scorso Luglio, uscito per <a rel="noreferrer noopener" href="https://ultimateclassicrock.com/red-hot-chili-peppers-by-the-way/" target="_blank">Ultimate Classic Rock</a> in occasione del 20° anniversario dell&#8217;uscita di By The Way, si parla dell&#8217;ennesimo successo globale della band post Californication, nato però in un clima di tensione interna tra i componenti della band. Nella seconda parte dell&#8217;articolo trovate una classifica degli album, dall&#8217;omonimo al penultimo Unlimited Love.</h4>



<h5 class="wp-block-heading">Traduzione integrale dell&#8217;articolo a cura di Cristina Bressan.</h5>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>L’ottavo album in studio dei Red Hot Chili Peppers non è stato immune da difficoltà e vicissitudini interne e in retrospettiva c’è molto da celebrare.</p>



<p>Rilasciato il 9 giugno 2002, <strong>By The Way</strong> è stato un successo multimilionario, che ha dato al gruppo la più alta posizione fino ad oggi raggiunta nella classifica di <strong>Billboard</strong> posizionandosi al 2° posto. Nel Regno Unito, sette volte disco di platino, l’album ha raggiunto la numero 1 e realizzato le <strong>tre notti da record davanti a circa 240.000 fan all&#8217;Hyde Park di Londra</strong>.</p>



<p>Nonostante il successo globale, internamente, <strong>By The Way</strong>&nbsp;è stato creato in circostanze tese che hanno quasi portato alla partenza di uno dei membri fondatori.</p>



<p><strong><em>«Non è stato l’album più fluido che abbiamo realizzato»</em></strong> rilasciò in un&#8217;intervista dell’epoca il batterista <strong>Chad Smith</strong>. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em><strong>«</strong>John Frusciante era in un vero e proprio slancio creativo e aveva una visione e un&#8217;idea molto chiara di quello che voleva fare; ed era fantastico, ma noi, siamo una band collaborativa e interattiva quindi, sì, c’erano un po&#8217; di tensioni<strong>»</strong>.</em></p><cite>Chad Smith sul processo di scrittura di By The Way</cite></blockquote>



<p>Chi sembrava più irritato ed infastidito era <strong>Flea</strong>, sentendosi addirittura escluso e non interpellato nel processo creativo delle canzoni. Lo stesso <strong>John Frusciante</strong> in <em><strong>The Red Hot Chili Peppers: An Oral/Visual History</strong></em> <em>(ad oggi l&#8217;unico libro ufficiale rilasciato dalla band, pubblicato nel 2010, scritto in collaborazione con Brendan Mullen, nde)</em> dichiarò che <strong><em>«sicuramente era iniziata una disconnessione tra me e Flea; è stato difficile quel disco, per Flea e la mia relazione con lui».</em></strong></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>«Volevo fare un album dei Chili Peppers che non suonasse come i Chili Peppers»</em>, ha ammesso Frusciante <em>«Pensavo di non fare più funk, dal momento che ne avevamo già fatto parecchio in passato, ma all&#8217;epoca Flea non era d’accordo e io non me la sentivo»</em>.</p><cite>John Frusciante dichiara l&#8217;impronta che voleva dare a By The Way</cite></blockquote>



<p>Da parte sua <strong>Flea</strong> dichiarò che <strong><em><strong><em>«</em></strong>la cosa è stata frustrante per me nella creazione del disco e non aveva nulla a che fare con lo stile della musica. Era la mancanza di spirito di collaborazione, di cameralismo che era difficile da accettare».</em></strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="781" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/btw-era.jpg" alt="" class="wp-image-3715" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/btw-era.jpg 800w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/btw-era-500x488.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/10/btw-era-768x750.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>I Red Hot all&#8217;epoca di By The Way</figcaption></figure></div>



<p>Le parti in guerra alla fine e per fortuna riuscirono a discutere e a chiarirsi così come infatti riportò John <strong><em>«le cose sono migliorate tra noi e abbiamo iniziato a connetterci più musicalmente. È stato davvero un bel momento per noi»</em></strong>.</p>



<p>Anche <strong>Kiedis</strong>, i cui testi in <strong>By The Way</strong> erano più personali, ispirati da un nuovo amore e sobrietà, si espresse in merito <strong><em>«Tutte queste persone brillanti stavano cercando di imporre la loro volontà sul risultato di questa enorme quantità di musica che avevamo accumulato»</em></strong>, si lamentò il cantante. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em><em>«</em>Nel momento in cui siamo entrati in studio le tensioni sono raddoppiate e triplicate. John aveva una visione davvero forte di come voleva che fosse la produzione. Non c&#8217;era giusto o sbagliato, perché John aveva una visione, Flea ne aveva un’altra e Rick un’altra ancora».</em></p><cite>Anthony Kiedis dice la sua sulle tensioni in studio per le registrazioni di By The Way</cite></blockquote>



<p>Alla fine fu proprio quest’ultimo, che ha permesso a <strong>By The Way</strong> di prendere vita, vagliando le varie idee di John e creandone le canzoni più melodiche e timbricamente lussureggianti del disco.</p>



<p><strong><em>«Eravamo un po&#8217; nervosi al fatto che potesse piacere alla gente, perché era diverso, ma solo un po&#8217;»</em></strong>, ha detto Smith dopo l&#8217;uscita dell&#8217;album. <strong><em>«Ma bisogna crescere, giusto? Penso che ci sia abbastanza del vecchio sapore dei Chili Peppers per attirare le persone, e poi spero possano apprezzare la diversità»</em></strong>.</p>



<p>Frusciante rimase nei Red Hot per altri sette anni, seguì <strong>Stadium Arcadium</strong> nel 2006, per poi allontanarsi dalla band nel 2009. Il suo ritorno ancora nel 2019 e l’uscita di <strong>Unlimited Love</strong> nel 2022 hanno portato il gruppo a scavalcare le classifiche statunitensi e ritornare al primo posto dai tempi di <strong>Stadium Arcadium</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<h4 class="wp-block-heading">CLASSIFICA ALBUM RHCP</h4>



<p>I nostri peperoncini hanno prodotto negli anni alcuni classici senza tempo…e anche un paio di uscite alquanto opinabili.</p>



<ol class="wp-block-list" start="12"><li><strong>&#8216;The Red Hot Chili Peppers&#8217; (1984)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1000" height="989" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/08/rhcp_front.jpg" alt="" class="wp-image-554" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/08/rhcp_front.jpg 1000w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/08/rhcp_front-500x495.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/08/rhcp_front-768x760.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Le band devono iniziare da qualche parte e, a meno che tu non sia uno dei rari gruppi che pubblicano un capolavoro al primo tentativo, il disco di debutto sarà probabilmente sottosviluppato e musicalmente immaturo. Questo è il caso del primo album dei RHCP. L&#8217;influenza funk della band è chiaramente presente, ma il sound è un forte rumore punk più che uno stile completamente sviluppato. All&#8217;epoca, i Chili Peppers erano formati da Anthony Kiedis, Flea, il chitarrista Jack Sherman e il batterista Cliff Martinez. Sherman sarebbe stato licenziato dal gruppo nel 1985, mentre Martinez rimase abbastanza a lungo per suonare nel secondo disco, Freaky Styley.</p>



<ol class="wp-block-list" start="11"><li><strong>&#8216;Freaky Styley&#8217; (1985)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1000" height="1006" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/09/freaky_front.jpg" alt="" class="wp-image-663" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/09/freaky_front.jpg 1000w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/09/freaky_front-497x500.jpg 497w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/09/freaky_front-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/09/freaky_front-768x773.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Freaky Styley è il suono di una band ancora alla ricerca della propria identità, anche se con un po&#8217; più di fiducia nel lavoro. La leggenda del funk George Clinton produsse l’album aiutando i Chili Peppers ad abbracciare pienamente le loro tendenze funk. Freaky Styley offre molta sperimentazione: con elementi di punk, psichedelico e metal inseriti nel mix. Nelle note di copertina della ristampa dell&#8217;album del 2003, Flea ha descritto Freaky Styley come &#8220;troppo funky per le radio bianche, troppo punk rock per i neri&#8221;.</p>



<ol class="wp-block-list" start="10"><li><strong>&#8216;The Getaway&#8217; (2016)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/05/17giugno.jpg" alt="" class="wp-image-2336" width="1000" height="1000"/></figure>



<p>L&#8217;undicesimo album dei Red Hot Chili Peppers va perfettamente bene. Il primo singolo &#8220;Dark Necessities&#8221; è la traccia di spicco indiscussa, con una linea di basso pulsante e una parte di pianoforte ossessionante che creano una canzone leggermente malinconica, ma molto accattivante. Sebbene The Getaway include altre parti salienti, tra cui &#8220;Go Robot&#8221; e &#8220;The Hunter&#8221;, nel complesso è un affare solido ma dimenticabile. L&#8217;album è probabilmente più ricordato per il chitarrista Josh Klinghoffer, che apparentemente ha trovato la sua posizione all&#8217;interno del gruppo nel suo secondo ed ultimo album con i Chili Peppers.</p>



<ol class="wp-block-list" start="9"><li><strong>&#8216;The Uplift Mofo Party Plan&#8217; (1987)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="1007" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/11/uplift_front.jpg" alt="" class="wp-image-717" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/11/uplift_front.jpg 1000w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/11/uplift_front-497x500.jpg 497w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/11/uplift_front-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2020/11/uplift_front-768x773.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Il terzo album dei Red Hot Chili Peppers è stato il primo a presentare effettivamente tutti e quattro i membri fondatori: Anthony Kiedis, Flea, il batterista Jack Irons e il chitarrista Hillel Slovak. È qui che la band inizia davvero a trovare il suo equilibrio. &#8220;Fight Like a Brave&#8221; è un grido di battaglia enfatico, &#8220;Behind the Sun&#8221; è un mix di suoni psichedelici e &#8220;Love Trilogy&#8221; offre alcuni dei testi più forti del gruppo fino ad oggi. Ma la tragedia era dietro l&#8217;angolo. Dopo essere stato in tournée a sostegno dell&#8217;album, Slovak ha avuto un&#8217;overdose fatale nel 1988.</p>



<ol class="wp-block-list" start="8"><li><strong>&#8216;I&#8217;m With You&#8217; (2011)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/07/30agosto.jpg" alt="" class="wp-image-2799" width="1000" height="1000"/></figure>



<p>Il primo album con il chitarrista Josh Klinghoffer, il quale riscosse molte reazioni e criticità da parte dei fan, sconvolti dal fatto che il nuovo chitarrista non portasse lo stesso stile e suono nel gruppo di Frusciante. Ma è facile apprezzare I&#8217;m With You per quello che è: una forte introduzione a un nuovo capitolo nella storia dei Chili Peppers. &#8220;Brendan&#8217;s Death Song&#8221; è un toccante tributo al defunto proprietario di una discoteca Brendan Mullen, che è stato determinante nella band che ha ottenuto alcuni dei loro primi concerti a Los Angeles. &#8220;Look Around&#8221; è un commento sociale nascosto all&#8217;interno di alcuni riff scintillanti di Klinghoffer. Ma il momento clou più brillante dell&#8217;album è il funky e vivace &#8220;The Adventures of Rain Dance Maggie&#8221;.</p>



<ol class="wp-block-list" start="7"><li><strong>&#8216;Unlimited Love&#8217; (2022)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-2977" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-1024x1024.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover-768x768.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/08/ul-cover.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Unlimited Love vede il ritorno per la terza volta di Frusciante nella band e con lui i Red Hot ritrovano il calore e l&#8217;anima della California del sud che hanno reso album come Blood Sugar Sex Magik e Californication così grandi. Il singolo principale &#8220;Black Summer&#8221; è un susseguirsi di armonie euforiche e la chitarra di John è sfolgorante. &#8220;Veronica&#8221; e &#8220;The Heavy Wing&#8221; offrono dei ritornelli super orecchiabili e &#8220;Poster Child&#8221; può essere polarizzante: puoi adorare gli omaggi a molte delle influenze della band o definirlo una fastidiosa imitazione di “We Didn’t Start the Fire”. Nel complesso, l&#8217;album è più sognante che aggressivo, ma è uno stile che questi Chili Peppers indossano parecchio bene.</p>



<ol class="wp-block-list" start="6"><li><strong>&#8216;Mother&#8217;s Milk&#8217; (1989)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_front.jpg" alt="" class="wp-image-1280" width="1000" height="1000" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_front.jpg 600w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_front-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/01/mothers_front-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>È con Mother&#8217;s Milk che i Red Hot Chili Peppers alzano il livello, la band ha finalmente portato alla luce le promesse esternate nei loro primi tre album. Con i nuovi membri John Frusciante e Chad Smith al seguito, si formò la formazione classica del gruppo. E mentre Mother&#8217;s Milk ha certamente alcuni difetti, l&#8217;album è più coeso e melodico di qualsiasi cosa la band avesse precedentemente pubblicato. La traccia più celebre dell&#8217;album è la cover di &#8220;Higher Ground&#8221; di Stevie Wonder una melodia sulla spiritualità precedentemente funky che nelle mani della band è diventata un frenetico inno rock ed è ancora tra le hit preferite dai fan.</p>



<ol class="wp-block-list" start="5"><li><strong>&#8216;By the Way&#8217; (2002)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/06/09luglio.jpg" alt="" class="wp-image-2540" width="1000" height="1000" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/06/09luglio.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/06/09luglio-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Dopo il grande successo di Californication del 1999, le aspettative per By the Way erano alte. L&#8217;album è riuscito non solo a superarle e ma il modo in cui ci sono riusciti è impressionante. I Chili Peppers si sono allontanati dalle influenze funk-punk avvicinandosi ad un suono più melodico, emotivo ed introspettivo. L&#8217;album include ancora molti successi “By The Way”, &#8220;Can&#8217;t Stop&#8221; e &#8220;The Zephyr Song&#8221; e ci sono più ballate di prima, inclusa l&#8217;impetuosa &#8220;Dosed&#8221;. By the Way non è così forte come il suo predecessore, ma è considerato uno dei migliori lavori della band.</p>



<ol class="wp-block-list" start="4"><li><strong>&#8216;One Hot Minute&#8217; (1995)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1021" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/Red-Hot-Chili-Peppers-One-Hot-Minute-Front-1024x1021.jpg" alt="" class="wp-image-1503" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/Red-Hot-Chili-Peppers-One-Hot-Minute-Front-1024x1021.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/Red-Hot-Chili-Peppers-One-Hot-Minute-Front-500x498.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/Red-Hot-Chili-Peppers-One-Hot-Minute-Front-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/Red-Hot-Chili-Peppers-One-Hot-Minute-Front-768x766.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/Red-Hot-Chili-Peppers-One-Hot-Minute-Front-1536x1531.jpg 1536w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/Red-Hot-Chili-Peppers-One-Hot-Minute-Front.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L&#8217;unico disco registrato con Dave Navarro alla chiatarra, in sostituzione di John allontanatosi dalla band nel 1992, One Hot Minute è decisamente diverso da qualsiasi altro album pubblicato dal gruppo. Come risultato del coinvolgimento di Navarro ci sono influenze hard rock, metal e psichedeliche, mentre il funk viene spinto ulteriormente in secondo piano. &#8220;Aeroplane&#8221; e &#8220;My Friends&#8221; sono ancora tra i più grandi successi del gruppo, mentre il taglio più profondo &#8220;Warped&#8221; rimane una delle gemme nascoste e sottovalutate della band.</p>



<ol class="wp-block-list" start="3"><li><strong>&#8216;Stadium Arcadium&#8217; (2006)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="800" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/stadium-arcadium-front-cover.jpg" alt="" class="wp-image-1458" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/stadium-arcadium-front-cover.jpg 800w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/stadium-arcadium-front-cover-500x500.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/stadium-arcadium-front-cover-150x150.jpg 150w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/stadium-arcadium-front-cover-768x768.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>Stadium Arcadium è il primo album n. 1 della band, vince cinque Grammy e vende più di 4 milioni di copie negli Stati Uniti. Ma il doppio album dura più di due ore, quindi c&#8217;è molto riempimento tra i momenti d&#8217;oro, quindi per cui, per ogni &#8221; Snow (Hey Oh)&#8221; e &#8220;Dani California&#8221;, c&#8217;è un &#8220;Warlocks&#8221; o &#8220;C’mon girl&#8221; che ci riportano sulla terra. Ad ogni modo i momenti alti e salienti dell’album superano di gran lunga quelli più noiosi.</p>



<ol class="wp-block-list" start="2"><li><strong>&#8216;Californication&#8217; (1999)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="1010" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/03/red-hot-chili-peppers-californication-front-cover-1024x1010.jpg" alt="" class="wp-image-1839" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/03/red-hot-chili-peppers-californication-front-cover-1024x1010.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/03/red-hot-chili-peppers-californication-front-cover-500x493.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/03/red-hot-chili-peppers-californication-front-cover-768x758.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/03/red-hot-chili-peppers-californication-front-cover.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il capolavoro Californication ha senza ombra di dubbio cementato il posto della band nell&#8217;élite del rock. Con John Frusciante di nuovo all&#8217;ovile il gruppo ha realizzato alcuni dei migliori brani della sua storia. Nell’album si possono trovare parecchi giri di basso funky come in &#8220;Around the World&#8221;, e anche ballate toccanti come &#8220;Otherside&#8221; e &#8220;Scar Tissue&#8221;, ma anche suoni rock distorti notasi &#8220;Parallel Universe&#8221; e persino una melodia folk in &#8220;Road Trippin &#8216;&#8221;. Poi c&#8217;è “Californication”, uno sguardo non filtrato al lato oscuro di Hollywood che rimane una delle canzoni più popolari della band. Californication è un trionfo.</p>



<ol class="wp-block-list"><li><strong>&#8216;Blood Sugar Sex Magik&#8217; (1991)</strong></li></ol>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bssm-front-cover.jpeg" alt="" class="wp-image-1476" width="1000" height="1000" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bssm-front-cover.jpeg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bssm-front-cover-500x500.jpeg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2022/02/bssm-front-cover-150x150.jpeg 150w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Blood Sugar Sex Magik è sancito come il capolavoro rivoluzionario dei Red Hot Chili. Collaborando con il produttore Rick Rubin e registrando in una villa di Hollywood, la band è stata in grado di attingere a qualcosa di crudo, energico e completamente nuovo. &#8220;Give It Away&#8221; è una traccia potente, con Anthony Kiedis che perfeziona il suo stile frenetico. &#8220;Breaking the Girl&#8221; è una delle canzoni più originali della band, e poi c’è lei, &#8220;Under the Bridge&#8221;, uno sguardo pieno di sentimenti e profondamente personale riguardanti le lotte di Kiedis con la sua dipendenza dalla droga che rimane la traccia definitiva dei Red Hot Chili Peppers. I dischi veramente trascendenti operano in una sorta di bolla temporale, con un materiale così forte che il lavoro continua a risuonare decenni dopo la sua uscita è Blood Sugar Sex Magik è senza dubbio un album del genere.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
