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	<title>bass magazine &#8211; VeniceQueen.it</title>
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	<description>RHCP Italian Community since 2004</description>
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	<title>bass magazine &#8211; VeniceQueen.it</title>
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		<title>Bass Magazine (Agosto 2023), parte 2 di 2: «Il basso è un amore infinito, voglio rendere felice la gente»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Generale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 16:58:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La nota rivista per gli amanti delle quattro corde dedica la copertina del numero di agosto a Flea, che ancora una volta porta alla luce aneddoti sugli inizi dei Red Hot Chili Peppers e punti di vista sempre nuovi e interessanti su quello che è il presente della band. Lo staff di V.Q.it ha tradotto per voi l&#8217;intervista (trovate l&#8217;originale a questo link), dividendola in due parti. In questa seconda parte, il bassista spiega cosa significhi suonare il suo strumento e in che modo secondo lui Internet e i social hanno rivoluzionato la fruizione della musica, chiudendo poi con una promessa ai fan. A cura di Francesco Colinucci e Tina Zannella Seguire le melodie di Anthony con le tue linee di basso è una cosa che fai consapevolmente?Non sempre. Reagisco a ciò che succede intorno a me. Solitamente la musica arriva prima della parte vocale. A volte non sappiamo neanche come sarà quando è il momento di registrare perché lui la sta ancora scrivendo. Spesso suono una melodia con il basso e lui inizia a cantare da lì. Aggiungere John al mix ti dà infinite possibilità. Ovviamente, essendo un bassista, il mio compito è di preparare il letto per le &#8230;]]></description>
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<h3 class="wp-block-heading">La nota rivista per gli amanti delle quattro corde dedica la copertina del numero di agosto a Flea, che ancora una volta porta alla luce aneddoti sugli inizi dei Red Hot Chili Peppers e punti di vista sempre nuovi e interessanti su quello che è il presente della band. Lo staff di V.Q.it ha tradotto per voi l&#8217;intervista (trovate l&#8217;originale a <a href="https://bassmagazine.com/artists/flea-unlimited-love?fbclid=PAAabu9saPC1fT_SX3jdgquRXK92Tb1LTllJ3KpCB44MgzdBPO1wKZSwojoJs">questo</a> link), dividendola in due parti. In questa seconda parte, il bassista spiega cosa significhi suonare il suo strumento e in che modo secondo lui Internet e i social hanno rivoluzionato la fruizione della musica, chiudendo poi con una promessa ai fan.</h3>



<h5 class="has-text-align-right wp-block-heading">A cura di Francesco Colinucci e Tina Zannella</h5>



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<p><strong>Seguire le melodie di Anthony con le tue linee di basso è una cosa che fai consapevolmente?</strong><br>Non sempre. Reagisco a ciò che succede intorno a me. Solitamente la musica arriva prima della parte vocale. A volte non sappiamo neanche come sarà quando è il momento di registrare perché lui la sta ancora scrivendo. Spesso suono una melodia con il basso e lui inizia a cantare da lì. Aggiungere John al mix ti dà infinite possibilità. Ovviamente, essendo un bassista, il mio compito è di preparare il letto per le loro melodie. Negli ultimi due album ho suonato più che mai in maniera melodica. Amo suonare il basso, amico. Non invecchia mai.</p>



<p><strong>Questi due album [<em>Unlimited Love e Return of the Dream Canteen, n.d.t.</em>] fanno venir voglia ai bassisti di prendere in mano lo strumento e provare a capire quello che stai facendo! Cosa ti ispirava mentre scrivevi quelle linee di basso?</strong><br>Voglio soltanto suonare bene e creare delle belle sensazioni, amare e onorare i miei compagni di band, onorare la musica, onorare chi è venuto prima di me, onorare chi ascolta. È divertente che tu abbia detto che la gente vuole suonare le mie cose, perché io non ho praticamente mai imparato le linee di basso degli altri.</p>



<p><strong>Dopo aver suonato gli Spectors, gli Stingrays, i Modulus e i Wal, come sei arrivato ai Fender Jazz Bass?</strong><br>Non lo so, semplicemente vanno bene. È stato difficile per me suonare un solo modello di basso. Ne ho ancora tanti che suono. Per il mio compleanno mia moglie mi ha regalato un Gibson Grabber, con i pick-up che si spostano. È fighissimo. Per me è una storia d’amore senza fine. È infinita.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="700" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-flex-1024x700.jpg" alt="" class="wp-image-4571" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-flex-1024x700.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-flex-500x342.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-flex-768x525.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-flex.jpg 1366w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Flea col suo Fender Jazz Bass.</figcaption></figure></div>



<p><strong>Essendo uno che ha avuto un grande impatto sul suonare lo strumento, come ti senti quando vedi giovani eroi del basso come Thundercat e MonoNeon?</strong><br>Mi piace, amico. Lo adoro. Amo Mono, e amo Thundercat. Ci sono così tanti grandi bassisti, e ne vedo sempre di nuovi grazie a Instagram e ai social media. Quando ero un ragazzino, se conoscevi qualcuno che sapeva suonare Portrait of Tracy di Jaco [Pastorius, n.d.t.], voleva dire che era un tipo colto e abile. Il modo in cui la suona Mono è irreale. Nessuno suona come lui, coi microtoni e le cose atonali; non glie ne frega niente. Si immerge in essa. La sua profondità nel funk, le sue eccentricità e la sua selvaticità sono roba da Memphis. È davvero unico nel suo genere. Thundercat è un caro amico e gli voglio un gran bene. Stavo parlando con lui di come sia cresciuto con Kamasi Washington e tutti gli altri jazzisti locali e del fatto che anche i loro padri fossero tutti musicisti. Quando avevano 9 anni, a scuola dovevano imparare ogni settimana un nuovo brano jazz, compresi i cambi e la melodia, e dovevano essere in grado di fare un assolo. Fin da piccoli erano profondamente legati alla musica, che sono poi andati a perfezionare. È così bello e impressionante. Sono cresciuto con molto jazz e la cosa mi è piaciuta tanto, ma non ho ricevuto questo tipo di educazione. Per lo più ero in strada a far cose. Ma ognuno ha un percorso diverso. Sono veramente sbalordito da tutti i giovani bassisti di talento che ci sono là fuori, è molto eccitante per me. Sono in soggezione, imparo davvero molto da loro. Mi riempie il cuore di gioia.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-mononeon-1480x832-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-4572" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-mononeon-1480x832-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-mononeon-1480x832-1-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-mononeon-1480x832-1-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-mononeon-1480x832-1.jpg 1480w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Flea e MonoNeon.</figcaption></figure></div>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="745" height="497" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-thundercat.jpg" alt="" class="wp-image-4573" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-thundercat.jpg 745w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/flea-thundercat-500x334.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 745px) 100vw, 745px" /><figcaption>Flea e Thundercat.</figcaption></figure></div>



<p><strong>I Red Hot Chili Peppers sono nati in un&#8217;epoca precedente ai cellulari, a Internet e ai social. È strano veder spuntare vecchi video, interviste e articoli? Ti piacciono i social?</strong><br>Voglio dire, ne sono un po&#8217; dipendente, come tutti. Quando vado a fare pipì guardo il telefono, all&#8217;improvviso passano 30 minuti e mi chiedo &#8220;che diavolo sto facendo?&#8221;. Può anche essere terribile e quando vedo qualcosa di brutto mi sembra di perdere una parte della mia anima che non riavrò mai più indietro. Ma d&#8217;altra parte ho trovato MonoNeon sui social, quindi è anche una cosa positiva. Il grande svantaggio è che chiaramente la soglia d&#8217;attenzione delle persone si sta riducendo. Quando ero bambino uscivi, compravi un album perché ne avevi sentito parlare o perché ti piaceva la copertina, tornavi a casa, lo mettevi su, ti sedevi e lo ascoltavi dall&#8217;inizio alla fine. Oggi è raro che un giovane abbia la capacità e i mezzi per sedersi e ascoltare tutto. I giovani musicisti di oggi, per essere ascoltati, devono confezionare tutto in bocconi da 30 secondi. Hai bisogno di qualche trucco per farti notare, come mostrare il culo o qualcosa del genere. Io sono il primo a correre nudo sul palco e a mostrare il culo, quindi non sto giudicando in tal senso. Voglio solo dare profondità alle persone, voglio che abbiano l&#8217;opportunità di andare in profondità in qualcosa, perché più si va in profondità in qualcosa di bello, più si va in profondità in se stessi. Le persone che conoscono se stesse e affrontano i propri traumi hanno molte più probabilità di realizzare cose belle e di costruire ponti d&#8217;amore. È per questo che faccio fatica coi social.</p>



<p><strong>A 60 anni, quali sono le chiavi per conciliare il tuo ritmo frenetico e la tua vita piena di impegni?</strong><br>Concentrazione estrema, dedizione, convinzione, fede e attenzione. Ogni volta che facciamo un concerto, non dò per scontata nemmeno una persona del pubblico. Neanche una. Hanno comprato un biglietto, hanno trovato una babysitter o hanno liberato la loro serata e sono saliti in macchina, su un Uber o su un autobus per arrivarci. Hanno dovuto lavorare duramente e forse hanno tirato fuori soldi che stavano risparmiando per qualcosa di importante, scegliendo di spenderli per venirci a vedere, cazzo. Io li amo. Amo gli esseri umani, tengo a loro e la nostra musica è un&#8217;opportunità per sollevarli. Prendo la cosa molto sul serio. Darò tutto quello che ho finché non potrò più farlo. Il mio corpo è un tempio e faccio tutto il possibile per avere un corpo sano, una mente sana, uno spirito sano e un cuore sano, in modo da potermi esibire come faccio. Non mi esimo dal fumare una canna ogni tanto o dal bere qualcosa se ne ho voglia, ma potete scommettere che finché riuscirò a stare in piedi e a tenere il mio basso, salterò su quel palco come un figlio di puttana, rendendo felice la gente. Perché è questo che rende felice anche me.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/5VSdY9wVfdbDj4ye5vJN36-1200-80-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-4574" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/5VSdY9wVfdbDj4ye5vJN36-1200-80-1024x576.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/5VSdY9wVfdbDj4ye5vJN36-1200-80-500x281.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/5VSdY9wVfdbDj4ye5vJN36-1200-80-768x432.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/5VSdY9wVfdbDj4ye5vJN36-1200-80.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Flea in uno show dell&#8217;ultimo tour dei Red Hot Chili Peppers.</figcaption></figure></div>
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		<title>Bass Magazine (Agosto 2023), parte 1 di 2: Flea, musicista e intrattenitore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Generale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Aug 2023 11:32:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La nota rivista per gli amanti delle quattro corde dedica la copertina del numero di agosto a Flea, che ancora una volta porta alla luce aneddoti sugli inizi dei Red Hot Chili Peppers e punti di vista sempre nuovi e interessanti su quello che è il presente della band. Lo staff di V.Q.it ha tradotto per voi l&#8217;intervista (trovate l&#8217;originale a questo link), dividendola in due parti. In questa prima parte, la nostra Pulce preferita ci parla dell&#8217;esperienza fisica degli show dei peperoncini, di ciò che spera di trasmettere ai fan e di come il rapporto coi compagni ha influito sul loro songwriting. A cura di Francesco Generale e Vincenzo Fasulo Hai sempre sostenuto di non essere solo un bassista, ma anche un intrattenitore. Cosa significa questo per te al giorno d’oggi?Io sono un intrattenitore. La maggior parte dei musicisti che apprezzo non ti danno solo un’esperienza cerebrale o emozionale, ma anche un’esperienza fisica e viscerale. Il modo in cui suono, anche quando nessuno mi guarda, è il modo in cui si muove il mio corpo – e dal vivo lo esagero in maniera teatrale. Magari non saltello mentre mi esercito a casa, ma di sicuro lo faccio in studio. &#8230;]]></description>
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<h3 class="wp-block-heading">La nota rivista per gli amanti delle quattro corde dedica la copertina del numero di agosto a Flea, che ancora una volta porta alla luce aneddoti sugli inizi dei Red Hot Chili Peppers e punti di vista sempre nuovi e interessanti su quello che è il presente della band. Lo staff di V.Q.it ha tradotto per voi l&#8217;intervista (trovate l&#8217;originale a <a href="https://bassmagazine.com/artists/flea-unlimited-love?fbclid=PAAabu9saPC1fT_SX3jdgquRXK92Tb1LTllJ3KpCB44MgzdBPO1wKZSwojoJs">questo</a> link), dividendola in due parti. In questa prima parte, la nostra Pulce preferita ci parla dell&#8217;esperienza fisica degli show dei peperoncini, di ciò che spera di trasmettere ai fan e di come il rapporto coi compagni ha influito sul loro songwriting.</h3>



<h5 class="has-text-align-right wp-block-heading">A cura di Francesco Generale e Vincenzo Fasulo</h5>



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<p><strong>Hai sempre sostenuto di non essere solo un bassista, ma anche un intrattenitore. Cosa significa questo per te al giorno d’oggi?</strong><br>Io sono un intrattenitore. La maggior parte dei musicisti che apprezzo non ti danno solo un’esperienza cerebrale o emozionale, ma anche un’esperienza fisica e viscerale. Il modo in cui suono, anche quando nessuno mi guarda, è il modo in cui si muove il mio corpo – e dal vivo lo esagero in maniera teatrale. Magari non saltello mentre mi esercito a casa, ma di sicuro lo faccio in studio. Sono sempre consapevole del ritmo, e adoro suonare dietro la cassa e muovere il mio basso in tutto ciò che accade intorno a me. Amo J Dilla [<em>produttore e rapper, n.d.r.</em>] per come ha posizionato e spostato tutto avanti e indietro nei suoi beat, ma amo anche gli aggressivi musicisti punk-rock che suonano in anticipo rispetto al ritmo. Mi piacciono i professionisti da studio che si siedono nel bel mezzo della cassa senza sbagliare una singola volta, come Jamerson e Duck Dunn. Sono al corrente di cose del genere – ma per quanto mi riguarda, il modo in cui riesco ad articolare quei sentimenti musicali è fisico. Viene da un’unione olistica di mente, corpo e spirito che è essa stessa parte della performance. E soprattutto, è una roba tipo “hey amico, facciamo del fottuto rock!”. Mi capisci?</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="764" height="1024" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/sandy-kim-1-764x1024.jpg" alt="" class="wp-image-4564" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/sandy-kim-1-764x1024.jpg 764w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/sandy-kim-1-373x500.jpg 373w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/sandy-kim-1-768x1030.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/sandy-kim-1.jpg 895w" sizes="auto, (max-width: 764px) 100vw, 764px" /><figcaption>Flea fotografato da Sandy Kim per la copertina di Bass Magazine.</figcaption></figure></div>



<p><strong>Sei stato in viaggio per gran parte degli ultimi due anni e continuerai ad esserlo ancora per diversi mesi. Quanto è diverso andare in tour ora rispetto all’inizio della tua carriera?</strong><br>È divertente perché ho abbandonato i giorni in cui il tour era una festa senza sosta ormai molto tempo fa. Adesso è più un’esperienza da monaco per me. Faccio le mie passeggiate, visito i musei, altrimenti sono in una stanza ad esercitarmi e a meditare, facendo tutto il possibile per prepararmi. Prendo il tour e gli show molto seriamente. Suoni finché non crolli. Continui a muoverti, a saltare, a ballare e ad esibirti. Queste persone hanno lavorato sodo per venire al tuo show, quindi assicurati che per loro ogni centesimo sia valso la pena. È la mia missione di vita: onorare ed entusiasmare le persone che vengono a vederci. Parlo per tutta la band quando dico che siamo discepoli dello spettacolo. Una vita dedicata all’arte è una bella vita, e la mia è una vita dedicata al fare arte.</p>



<p><strong>Hai notato i vostri fan e le persone nel pubblico evolversi nel corso degli anni?</strong><br>La nostra band è una sorta di fenomeno, perché quando guardo il pubblico la prima fila è piena di adolescenti con l’acne che sono sempre stati lì per noi, ma ci sono anche nonni, bambini e persone di ogni età. Adoro questa cosa. Voglio suonare per tutti. Il mio unico desiderio è che si vada sempre più in questa direzione, etnicamente, razzialmente e culturalmente. Ho sempre pensato alla nostra band come ad una capsula del tempo in cui ci troviamo, ma una cosa su cui ho sempre riflettuto fin da bambino è il come connettere tutto questo. Crescendo volevo diventare un trombettista jazz come Louis Armstrong, ma la nostra scuola, come quasi tutte, era divisa tra ragazzini bianchi che ascoltavano i Led Zeppelin, i Kiss e David Bowie, e ragazzini neri a cui piacevano i P-Funk, i Cameo e i Bar-Kays – e io ho sempre amato entrambi. È per questo che ho amato gli Earth, Wind &amp; Fire, perché piacevano a tutti. Questo è il potere della musica che trascende tutte le categorie, le quali spesso sono territoriali e meschine. Vorrei che la nostra musica facesse lo stesso.</p>



<p><strong>Avete pubblicato due album nel giro di sei mesi, entrambi suonano ispirati ed affamati. È così che vi siete sentiti durante il processo creativo?</strong><br>Eravamo in un momento di grazia, e sentimenti così non puoi di certo controllarli. Quando ci mettiamo in sala e cominciamo a suonare cerchiamo sempre di ipnotizzarci a vicenda con la nostra musica. Abbiamo tutti un ego abbastanza forte e spesso capita ci siano dei battibecchi, ma con gli ultimi due album la maggior parte di questi litigi è stata spazzata via. Ogni singolo giorno era pieno di ottime idee, avevamo accumulato cosi tanta energia che venne fuori tutta di botto come un’esplosione.</p>



<p><strong>Immagino che il ritorno di John abbia avuto un ruolo importante in tutto questo.</strong><br>L’impatto è stato enorme e profondo. Nel corso degli anni [<em>John, n.d.t.</em>] ci ha lasciato ed è ritornato più volte, ma quello che è sempre rimasto è stato quel linguaggio che abbiamo costruito insieme e che sappiamo parlare soltanto con lui. La band esisteva molto prima dell’arrivo di John, ma quello che abbiamo fatto con lui è davvero entusiasmante per me. Durante questo processo creativo [<em>per UL e ROTDC, n.d.r</em>] John era diventato meticoloso a livelli estremi, studiava e ripeteva ogni singolo riff, ogni singola idea finché non ne usciva fuori qualcosa di soddisfacente. Il suo ritorno è stato un vero e proprio vortice di energia, lo amo tantissimo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="614" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/IMG_0636-1688337276103.jpg--1024x614.jpg" alt="" class="wp-image-4565" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/IMG_0636-1688337276103.jpg--1024x614.jpg 1024w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/IMG_0636-1688337276103.jpg--500x300.jpg 500w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/IMG_0636-1688337276103.jpg--768x461.jpg 768w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/IMG_0636-1688337276103.jpg--730x438.jpg 730w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/IMG_0636-1688337276103.jpg-.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Flea e John Frusciante.</figcaption></figure></div>



<p><strong>Tu ed Anthony siete amici da una vita ed avete dato inizio alla band ai tempi delle superiori. Secondo te qual è stata l&#8217;evoluzione di Anthony come cantante?</strong><br>Anthony non si definisce nemmeno un musicista &#8211; all’inizio voleva persino che chiamassimo la band &#8216;Tre Geni e un Idiota&#8217;. &#8220;Siete voi a creare la musica, io urlo e basta”, diceva. Col tempo non ha fatto altro che migliorarsi. Per me il suo percorso di crescita è stato incredibile, specialmente se consideri che la maggior parte dei cantanti ci nascono con il talento; con lui invece è stato diverso. La band nacque quasi per gioco, e all’improvviso ci ritrovammo a riempire i locali losangelini ed Anthony divenne all&#8217;improvviso il frontman di una band di successo. Con il tempo non ha fatto altro che migliorarsi, a livello di tecnica, ritmo e musicalità. All’inizio rappava e basta, era quello il suo stile. Da quando John entrò nel gruppo e portò con se il suo modo di comporre, i suoi ritornelli e le sue melodie, fu allora che Anthony cominciò a seguirlo passo dopo passo, e da allora la nostra musica iniziò ad avere una sorta di struttura ben precisa. Oggi i pezzi che Anthony scrive sono un veicolo per dar sfogo alle sue tonalità, alla sua sensibilità canora e musicale. Sono cosi fiero di lui, della sua dedizione nel corso degli anni. Ha avuto un percorso non convenzionale, diverso da tutti gli altri. Adesso quello che scrive mi ispira tantissimo ed influenza anche il modo in cui suono.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="594" height="521" src="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/GettyImages-1478976378.jpg" alt="" class="wp-image-4566" srcset="https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/GettyImages-1478976378.jpg 594w, https://www.venicequeen.it/wp-content/uploads/2023/08/GettyImages-1478976378-500x439.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 594px) 100vw, 594px" /><figcaption>Flea e Anthony Kiedis.</figcaption></figure></div>
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