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Josh Klinghoffer: «nonostante tutto, suonerei ancora con i RHCP»

«[…] se mi chiedessero di suonare con loro di nuovo sarei lì in un secondo. Questa è la cosa magnifica di questo licenziamento, e fortunatamente sono riuscito a mantenere questa condizione. […]»

Josh Klinghoffer

Traduzione dell’intervista che Josh Klinghoffer ha rilasciato lo scorso 4 febbraio al sito spin.com.

SPIN Nonostante quello che è successo, almeno puoi guardarti indietro e dire di aver vissuto un grandioso periodo con i Chili Peppers
Josh Klinghoffer «L’ho sempre pensato. Quando iniziai a suonare live con loro, avevo già suonato con loro, ma non nel ruolo che stavo prendendo. Avevo dentro di me, essendo fan della band, la stessa energia che avevano loro. Mi sono sempre sentito bene e questo ha sempre avuto senso per me, nonostante la differenza d’età, e che non ero io la persona che aveva scritto quegli inni con loro. Sentivo come ci fosse una vera connessione sul palco.»

SPIN E gli album?
JK «Non odio o disprezzo gli album che ho fatto con loro in nessun modo. Ho ascoltato molto quelle canzoni – specialmente quando le stavamo creando. Mi sono ossessivamente immerso nella musica che stavo componendo e ad ascoltarla costantemente. Provo tanto amore per molte delle canzoni. Penso ci siano alcune canzoni sugli album di cui avrei potuto fare a meno nel senso che avrei potuto lasciarle fuori per fare spazio ad altre. Sono sempre stato sorpreso da Anthony per la sua bravura nello scrivere i testi e le melodie per tutti gli album che la band ha prodotto. Puoi dire quello che vuoi su di lui come scrittore o cantante – lui ha una incredibile abilità di inventare nuova roba. Guardarlo è stato speciale.»

SPIN Essendo che tu hai suonato con i Chili Peppers per 10 anni, hai mai sentito che un allontanamento fosse imminente nel senso di dover stare in guardia nel caso qualcosa del genere fosse capitato?
JK «No, per niente. La sola ragione per cui credo di non essere più nella band è perché John d’un tratto è riemerso con la voglia di voler risuonare con loro. Durante tutto questo tempo, non ho avuto contatti con lui, ma sapevo, attraverso quello che gli altri dicevano, che non aveva più voglia di suonare la chitarra. Non voleva suonare musica rock o in una band. Non pensavo avesse molti contatti con nessuno degli altri membri della band. Sapevo che lui e Flea parlavano una volta ogni tanto, ma anche quando si trovavano insieme per parlare, cercavano sempre di evitare di entrare nell’argomento. Non avevo mai pensato potesse accadere fino agli ultimi due anni. C’erano un paio di cose che mi facevano pensare “Oh, chissà”, ma ho abbassato la guardia. Non pensavo che questo sarebbe successo perché avevamo quasi scritto un nuovo album per intero e ne avevamo già un mucchio per stare pronti con due album e cercavamo ancora di scriverne di più. Non penso che loro vogliano fermare quel processo e scrivere di nuovo, ma non mi sorprenderebbe.»

SPIN Detto questo, sembra che sia stato il licenziamento più bello possibile, considerando le circostanze.
JK «Flea è stato quello che me lo ha comunicato, 5 giorni dopo (il licenziamento) ha avuto una settimana molto emotiva. Alla fine dei conti, io e lui siamo amici e a lui è piaciuto avermi nella band che ha fondato. È un piccolo gruppo affiatato e non aprono le loro porto a tutti per lasciarli entrare senza niente. Il fatto che loro l’abbiano fatto con me e di esserci stato per così tanto tempo, è stato speciale. Il fatto che d’un tratto lui non avrà più me di fronte al suo posto in aereo come è stato per 10 anni, sarà sicuramente doloroso. Lui mi disse “Non avevamo mai fatto un cambio senza una tragedia o un trauma”. Penso che la mia reazione alla notizia parli del fatto che sono pieno di felicità per quanto speciale sia stata questa esperienza con loro. Solo il fatto di poter parlare con loro fuori dalla stanza e sentire le loro storie e poter raccontare loro le mie. È stato come far parte di un club incredibile per un po’. Certamente non penso che la mia amicizia con loro sia finita che le relazioni con loro non siano cambiate molto, nonostante ora non ci vediamo molto. Per qualsiasi cosa io abbia fatto nella mia vita e nella crescita che ho avuto nei miei 40 anni, posso essere solo grato. Come ho detto a Maron, non è facile per me risultare un vecchio hippie. Sono sicuro che nei periodi nei Chili Peppers ci sono stato periodi tipo “Ma dai” e “Veramente?”. Ma in tutto ciò, sono molto grato di aver fatto questo con loro e con successo. Non è facile dicono loro, “Grazie e abbiamo deciso di proseguire con un’altra persona”. È John, la persona con cui sono cresciuto pensando sia il migliore. Sono felice per lui che voglia suonare e produrre musica con loro.»

SPIN Saliresti su un palco con loro nonostante quello che è accaduto?
JK «Amo questi ragazzi e vederli suonare i loro strumenti. Amo sentire Anthony cantare quando sta creando qualcosa. Chad ed io ridiamo e basta quando suoniamo. L’unica lamentela che posso fare è che non abbiamo suonato quanto avrei voluto. C’è qualcosa nell’essere in una band di questa portata e con degli uomini di questa età, è come essere in un business. Provi un paio di volte al giorno, poi suoni per magri due o tre ore e poi loro vanno a prendere i loro bambini e tutto il resto. Un quarantenne mai cresciuto come me pensava “Ma dai, suoniamo tutto il giorno!”. Quindi se mi chiedessero di suonare con loro di nuovo sarei lì in un secondo. Questa è la cosa magnifica di questo licenziamento, e fortunatamente sono riuscito a mantenere questa condizione. Al fine della fiera, sono quattro ragazzi che amano suonare con altri e quando decidono di suonare con quest’altro ragazzo, ecco che sono quei quattro ragazzi. Non sarebbe tipo “Nooo” avvocati e robe strane. Solo quattro ragazzi che suonano insieme.»

SPIN Hai ancora quei 24 brani che hai prodotto con loro? Cosa succederà?
JK «Penso siano 24 canzoni da completare nell’arrangiamento. C’era una con un groove, un altro groove e un ritornello. Non l’abbiamo finita. C’erano almeno 10 idee sulla lista, se non di più. C’era molta roba. Avevamo iniziato a Settembre o Ottobre 2018 e avevamo scritto quasi 19 con tranne quando eravamo in tour ed Anthony era andato via due settimane per una vacanza estiva e Flea si era sposato e partito per il tour di presentazione del libro. Ecco perché eravamo fermi con la scrittura. Sicuramente loro partiranno da zero con John. L’unica possibilità (per questi brani di riemergere) è se una certa idea sia partita al 100% da Flea, forse la butteranno in mezzo dandole nuova vita. Quelle scritte insieme probabilmente saranno messe via.»

SPIN Lo sai che alcuni bootleg vedranno la luce da quelle sessioni a questo punto.
JK «Se qualcuno mi aggredisse per strada e rubasse il mio iPod, allora sì.»

SPIN Quando hai avuto tempo di lavorare al tuo album solista?
JK «Quando i Chili Peppers programmano i loro cicli di album, ci sono periodi di tempo vuoti. Sono riuscito a mettere insieme i Dot Hacker ma non programmare un tour. Avevamo fatto un album con i Chili e poi il tour mondiale. Per colpa di quello, sono riuscito a fare 3 album con i Dot Hacker durante i periodi di pausa. Ogni volta c’era una pausa io lavoravo e cercavo di restare impegnato. Con l’album solista, ho scritto quello che avrei voluto fare con i Dot Hacker. Questa volta, ho deciso di lasciar loro provare a fare lo sforzo e nessuno lo ha fatto, così ho registrato un album tutto da solo. Sono diventato amico di Jack Irons nel tour americano quando ci ha aperto i concerti. È sempre stato uno dei miei batteristi e musicisti preferiti.»

SPIN Sembra che la possibilità di aprire per i Pearl Jam sia arrivata abbastanza velocemente nonostante quello che è successo.
JK «Il tempismo è stato pazzesco. Avevo già rilasciato il disco. L’invito per aprire il loro tour è arrivato non tanto lontano dal licenziamento dalla band. Penso che essere entrato molto più in contatto con Eddie Vedder recentemente abbia aiutato. Abbiamo suonato al suo Ohana Fest a Settembre e lui ha suonato allo show di beneficenza per la scuola di Flea. Penso che lui mi avesse chiamato solo per sapere come stavo e come andava. Gli dissi le stesse cose che ho detto a te su come fosse tutto folle e sulla tristezza e altro. Mi sento molto felice su come le cose si siano messe e cosa ho fatto con loro. Non lo sento come un fallimento. C’era buona volontà e penso che l’invito fosse esteso per aprire. Nella settimana subito dopo quello che è successo, stavo fissando un calendario completamente bianco. Jack aveva parlato di poter fare cose nel suo progetto prima dell’invito dei Pearl Jam. È stato bello avere qualcosa fare oppure sarei impazzito. È abbastanza spaventoso perché è la prima volta che suono tutto da solo.»

SPIN Con tutto quello che è successo come vedi la tua esperienza di chitarrista per i Red Hot Chili Peppers?
JK «Sono davvero orgoglioso di cosa ho fatto. Ho lavorato tanto e non penso ci sia qualcosa per cui vergognarsi o per sentirsi male. Cinque anni fa non sarei stato così zen riguardo questa notizia. Sicuramente avrei dato di matto.»