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Intervista ad Arik Marshall

28 Luglio 2008

Introduzione

Torna a far parlare di sé il chitarrista Arik Marshall. Il chitarrista che per un anno (tra la metà ’92 e quella del ’93) fu parte integrante dei Red Hot Chili Peppers, dopo più di un decennio di collaborazioni sparse e la fondazione dei Marshall Law con il fratello Lonnie (dei Weapon Of Choice), oggi dovrebbe sfornare una release che riguarda anche delle stelle del crossover californiano, tra cui anche Chad Smith e Flea.
Sotto la tracklist di The Trax of My Years:

01. True To The Almighty – H.R.(Bad Brains) Fish (Fishbone)
02. Black Jewpiter – Norwood Fisher And Fish (Fishbone)
03. Free Upon A Cloud
04. Calm Position – Ray Jarvis, Ralph Penland
05. In The Silence Of Your Love – H.R. (Bad Brains) Flea & Chad Smith (Rhcp)
06. Count Blackjewla – Lonnie Marshall (Weapon Of Choice), Mark Cross (Rebirth), Lady Sa
07. The Only Way – Kavi Rastegrar, Fanny Franklin, Audra Nishita, Pamela Williams
08. 7 In Pair-A-Dice (Lovely) – Mark Cross, Lonnie Marshall
09. Something Funky This Way Comes – Sy Smith
10. Till Death Do Us Party – Dawn Beckman (Macy Gray)
11. Auragasm

Arik dal grande pubblico è un po’ evaso, o magari non ha avuto troppa fortuna ad afferrare il pullman delle band crossover nel periodo giusto, chi può dirlo. Dai bootlegs a noi è rimasto un buon ricordo, del chitarrista che per un anno circa, ha traghettato la band in un periodo di transizione, nel fine tour 92 post Blood Sugar Sex Magik. Ne va orgoglioso di quel periodo, la scritta campeggia anche sul suo Myspace, anche se probabilmente, se non fosse per i suoi trascorsi, non sarebbe stato tra i primi che avrei aggiunto sulla mia pagina account appena iscritto. La cosa più paradossale è che, tra informazioni sulla Città degli Angeli e background di musicisti e band varie del posto, non avevo mai scambiato due parole sulla sua carriera e sui suoi trascorsi crossover. Giorni fa, quando mi ha linkato la news del suo disco, mi è sembrata una buona idea scambiarci due chiacchiere, e lui ne è stato ben lieto. Abbiamo quindi voluto intervistarlo: su questa compilation, sui suoi progetti, sui Red Hot, facendo chiarezza su alcuni punti ancora non proprio trasparenti e parlando del suo libro, contenente poesie e racconti vari.

Intervista in Italiano

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Ciao Arik! Quando hai iniziato a registrare The Trax of the Years? E perché?

ARIK MARSHALL

«In realtà The Trax of the Years è una compilation della mia carriera, una sorta di Best Of…»

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Descrivi il tuo lavoro in poche parole.

ARIK MARSHALL

«Descrivere il mio lavoro in poche parole ? mmmmh …… erotico, esotico, ipnotico, sinfonico, psicotico, trance, ballabile, romanzesco …»

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Una domanda sulle collaborazioni di questo progetto: come hai conosciuto H.R. e i Fishbone?

ARIK MARSHALL

«Ho conosciuto i ragazzi dei Fishbone nell’86-87….. mio fratello Lonnie conosceva Norwood (bassista dei Fishbone) e alla fine li abbiamo conosciuti tutti, continuando ad andare ai loro concerti, nei club etc etc. H.R. … che storia ! Mentre scrivevo e registravo il mio primo album (Memories of Amnesia) nel 94, la mia ragazza di allora mi portò a vedere i Bad Brains al Whisky-a-go-go di Hollywood. Il concerto mi ispirò tanto da portarmi a scrivere ben 3 brani il giorno successivo (True to the Almighty , Black Jewpiter e In the Silence of Your Love). Il giorno dopo ancora stavo andando in studio a registrare e chi incontro sulla mia strada ? H.R. in persona ! L’ho fermato e gli ho chiesto se voleva cantare i pezzi che lui e la sua band mi avevano ispirato e mi ha promesso che lo avrebbe fatto il giorno dopo …. Mi sono detto “si, vabbè …”, perché aveva la reputazione di essere un tipo strano e invece …. il giorno dopo si presentò in studio! Che fortuna!»

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E Flea e Chad Smith? Come è nata la canzone?

ARIK MARSHALL

«Flea e Chad hanno suonato in due pezzi …. Uno è In the Silence of Your Love, ispirato ai Bad Brains e l’altro è Stranger in a Strange Band …. Quest’ultimo parla di quando ti senti strano e frainteso, ma per lo meno c’è la musica e ci sono le persone che suonano con te per connetterti a qualcosa di reale, divertente e bello.»

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Quando hai iniziato a fare musica? E perché?

ARIK MARSHALL

«Per quanto mi ricordi ho sempre AMATO la musica (credo che la prima corda che ho suonato sia stato il cordone ombelicale quando ero ancora nella pancia della mamma [qui Arik fa un gioco di parole intraducibile: “chord” in Inglese significa sia “corda” che “accordo” e si pronuncia esattamente come “cord” cioè “cordone ombelicale”, ndt]. Ho scritto la mia prima canzone a 7 anni, si intitolava Futuristic Funk …. È stato mio fratello Lonnie, che aveva una chitarra acustica (dopo è passato al basso), a farmi capire che non solo potevo ascoltare la musica, ma potevo anche suonarla e scriverla.»

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Parliamo del set delle tue chitarre, effetti, amplificatori, pedali ecc… (in studio e live).

ARIK MARSHALL

«Nel bene e nel male non mi sono mai occupato molto dell’equipaggiamento e cose simili …. Le solite storie …. Un ampli Fender Twin Reverb del ’68, Strat o Les Paul funky ma regolare, un Boss Overdrive/Distortion, Line 6 Delay, Crybaby Wag e uno Small Tone phase shifter. Ogni tanto faccio un salto in un negozio di musica e provo diversi pedali …. Se trovo qualcosa che mi piace me lo prendo.»

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Hai fatto collaborazioni dal 2000 in poi? (Su internet non si trova una tua buona biografia).

ARIK MARSHALL

«Sì, ho scritto e registrato con Macy Gracy. Mentre ero in tour con Macy a Londra ho registrato con i Moloko, una delle mie band preferite (un pezzo che si intitola Cannot Contain This dall’album Statues). Sempre a Londra ho fatto qualcosa con i Prodigy (anche se non so se sia stato pubblicato in realtà), ho fatto un re-mix per Bjork …. Insomma parecchie sessioni qui e là …»

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I Marshall Law sono ancora vivi?

ARIK MARSHALL

«Finché io e mio fratello gireremo questo mondo, ci sarà sempre possibilità che ci sia un seguito al primo disco.»

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E che mi dici dei Trullio Disgracias e dei Weapon of Choice?

ARIK MARSHALL

«I primi ERANO la mia droga, i secondi lo sono ancora (Arik ha suonato con entrambi, facendo così lascia intendere che ora frequenta più la band di suo fratello Lonnie, ndr)

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Chi o cosa è la tua attuale fonte d’ispirazione? Parlo sia di musica che per quanto riguarda lo stile di vita…

ARIK MARSHALL

«Direi Muhammad Ali (per sempre nel profondo del mio animo), Crazy Horse, Benny Hill e Bob Marley. E la Natura. E il mio migliore amico Tracy Wannomae. (un grandissimo sassofonista che suonava con Macy e Ricki Lee Jones).»

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Che genere di cover ti piacerebbe interpretare e perché?

ARIK MARSHALL

«Mi piacerebbe suonare Goin’ In Circles (mi pare si chiami così) dei The Friends of Distinction … perché ha un piglio groovoso ed energico.»

I RHCP, quando furono ripresi nella famosa saga de I Simpson, avevano in formazione proprio Arik Marshall
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Suonerai in Europa quest’anno?

ARIK MARSHALL

«Lo spero! Fortunatamente dovrei tornare in un futuro non troppo lontano … e spero per portare la MIA musica.»

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Nell’autobiografia Scar Tissue, Anthony Kiedis parla del tuo breve periodo nei Peppers e successiva dipartita perché, nonostante fossi discretamente bravo nei live, la tua voglia compositiva tendeva a scarseggiare. Qual è il tuo punto di vista a riguardo?

ARIK MARSHALL

«Sì, è abbastanza vero …. Il mio modo di fare musica non si adattava al suo modo di scrivere i testi …. Ci sono anche altri fattori però …. Comunque, dai, è stato divertente finché è durato (gioco di parole … aggiungendo una F ed una B in inglese diventa “è stato funk fino che è esploso”, ndt).»

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Vorresti dire qualcosa ai lettori di VeniceQueen.it?

ARIK MARSHALL

«Sì … mi piacerebbe dir loro che AMO la vostra terra e la gente del posto (specialmente le vostre “bella” -lo scrive proprio così- Donne!) e di continuare a combattere contro la Placebo Syndrome (spiegazione, ndr) con il potere della forza e dell’animo (TRUTH & SOUL, cita il disco dei Fishbone) del Funkentelechy (spiegazione, ndr). Lo dicevo prima e lo dico anche ora: la musica è magica…non un mero prodotto da commercio! Possa Dio benedirvi con salute, prosperità, felicità, e AMORE!»

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Grazie Ahreek!

ARIK MARSHALL

«Un’ultima cosa Fratello, ho finito il mio primo libro B.A.D WORDS (clicca QUI per info, ndr), spero piaccia! I’m out.»

Crediti

Introduzione a cura di Federico Francesco Falco
Intervista a cura di Federico Francesco Falco
Traduzione a cura di Federico Francesco Falco in collaborazione con Tatiana Musso