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John Frusciante: parla del suo periodo più oscuro e di come i Joy Division l’abbiano aiutato

Recentemente interpellato dal sito vinylwriters.com, il chitarrista dei Red Hot Chili Peppers John Frusciante ha parlato di Unknown Pleasures dei Joy Division ricordando anche quello che è stato il periodo più oscuro della sua vita.

Quest le sue parole:

«Non sono una persona che rimpiange le cose ma alcune non hanno niente di positivo: la fase della mia vita che ho attraversato a metà anni ’90, dopo aver lasciato i Red Hot, non dovrebbe essere d’ispirazione per nessuno. Mi ha quasi distrutto, ho preso i miei denti, mi sono fatto delle cicatrici sulle braccia ma sono stato comunque molto fortunato, in pochi sopravvivono ad una dipendenza da eroina così pesante. In quel momento avevo smesso completamente di suonare la chitarra, l’unico rapporto che avevo con la musica era come ascoltatore. All’epoca ascoltavo a ripetizione due band che al momento sono le due uniche costanti della mia vita musicale: i Depeche Mode e i Joy Division. Non tanto perché la loro musica cupa calzava a pennello con la mia fase di vita ma per il loro senso di semplicità. Unknown Pleasures è un album senza virtuosismi, Bernard Sumner non era certamente Hendrix o Zappa quando suonava la chitarra, nemmeno dopo con i New Order. Unknown Pleasures ha avuto un grande impatto nonostante i pochissimi mezzi, l’album è bello grazie ai suoi difetti. È questo che avevo in mente quando sono tornato nei Red Hot e ho dovuto imparare di nuovo a suonare la chitarra. Alcuni anni dopo, quando stavo facendo un tour da solista, suonavo la cover di “Never Dawn Fades”, il cuore di Unknown Pleasures, era il mio modo per ringraziarli.»