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Jim Scott: «In studio era Frusciante a guidare le sessioni»

L’ingegnere del suono della band (in un’intervista su YouTube riassunta da Ultimate-Guitar.com e tradotta da noi) parla dell’esperienza in studio di registrazione con John

Il produttore e ingegnere del suono Jim Scott ha parlato recentemente della sua esperienza di lavoro con John Frusciante, per gli album “Californication” (1999) e “By the Way” (2002) dei Red Hot Chili Peppers, così come per l’album solista di Frusciante “Shadows Collide With People” (2003).

John Frusciante uscì all’improvviso dai Red Hot Chili Peppers nel maggio del 1992, e la band quindi ingaggiò Dave Navarro come chitarrista. Frusciante fece il suo rientro nella band nell’aprile del 1998, dopo essersi disintossicato completamente dalla dipendenza dall’eroina con cui aveva lottato durante il suo periodo fuori dalla band.

Con hits come il singolo che dà il nome all’album, “Otherside” e “Scar Tissue”, “Californication” sarebbe diventato il loro disco di maggior successo commerciale, vendendo più di 15 milioni di copie in tutto il mondo. Dopo essersi nuovamente separato dalla band nel 2009, Frusciante si è riunito con i RHCP nel 2019. Il primo aprile, I Red Hot Chili Peppers pubblicheranno “Unlimited Love”, il loro dodicesimo album in studio, e il primo da “Stadium Arcadium” del 2006 con Frusciante nella formazione.

Jim Scott è un produttore, ingegnere del suono e plurivincitore di Grammy, che ha lavorato con un gran numero di grandi nomi dell’industria musicale, oltre ai RHCP. Nell’intervista con lo youtuber Daniel S, Scott descrive il modo di lavorare in studio di John durante le sessioni di registrazione di “Californication” e “By the Way”, ricorda come Frusciante utilizzò la sua chitarra per l’assolo di “Scar Tissue” e descrive il processo creativo di Frusciante e Klinghoffer per “Shadows Collide With People”. Ecco alcune delle cose che ha detto.

Il video dell’intervista di Scott con Daniel S.

«Allora Jim, hai lavorato sia sull’album “Californication” sia su “By The Way”: com’era lavorare con John Frusciante? Come approcciava la registrazione delle chitarre al tempo?»

«John non si sedeva mai su una sedia, sedeva sempre per terra e suonava la chitarra. Aveva solo i cavi e, beh, collegava un pedale alla volta. Una cosa specifica che ricordo con grande affetto è la canzone “Scar Tissue”, una grande canzone. È brillante, è una canzone densa e importante, a guardare alle persone che ci hanno contribuito»

Jim Scott su “Scar Tissue”

«John non aveva molta attrezzatura in quel momento, non aveva molte chitarre. Penso che stesse condividendo il roadie con Flea per essere aiutato a cambiare le corde e cose del genere. E io avevo un po’ di attrezzatura, sono un collezionista di attrezzi vari, e ho uno studio, quindi ho delle chitarre, degli amplificatori e tutto quanto. E li avevo anche in quel periodo. Quindi, per sicurezza, generalmente portavo un rullante o una grancassa o una chitarra a tutte le sessioni a cui ho partecipato. È una delle mie chitarre a suonare nell’assolo di chitarra di Scar Tissue – quell’assolo ‘gommoso’ – una vecchia Fender Jaguar che possiedo. E questo è davvero… Beh, mi ha fatto davvero tanto piacere, mi sono divertito moltissimo».

«Quindi tutte le parti di chitarra di John le avete registrate con lui seduto per terra?»

«Esatto».

«Che figata. È andata così anche per “By The Way”?»

«Penso di sì. All’epoca non lo seguivamo anche nella control room come facciamo adesso. A volte è più divertente avere qualcuno nella control room, ma a lui piaceva sedere vicino ai suoi amplificatori. Sai, John è piuttosto schivo».

«Era il momento in cui John aveva riguadagnato a pieno le sue forze, le sue potenzialità e la sua credibilità. Ed era il leader della band, un leone, era incredibile. Era la principale forza creativa della band»

Jim Scott su John Frusciante
John Frusciante nel 2002.

«E ripensando a “By The Way”, le cose erano estremamente più complicate. Ci sono cori di sottofondo dappertutto, tanti tanti livelli di chitarra dappertutto, livelli di tastiera dappertutto. E John faceva tutto questo su questi suoi sintetizzatori modulari che erano complicati: avrebbe passato ore a ottenere suoni – stessa cosa con le parti di chitarra e con i cori».

«Beh, John è una persona estremamente talentuosa. Specialmente nell’album “By The Way”, ha sicuramente guidato le sessioni»

Jim Scott su John Frusciante e “By The Way”

«Sai, una volta che basso e batteria erano stati registrati, non rimanevano molte percussioni. Non ci sono molti tamburi o shaker o bonghi o questa roba in quei dischi. Perciò Chad aveva praticamente finito, Flea aveva praticamente finito. E Anthony… Parecchie volte non registrava nulla delle parti vocali insieme a noi mentre registravamo la canzone. Avrebbe registrato la voce o finito i testi solo successivamente. E spesso avrebbe registrato… avevamo messo su per lui uno studio in un hotel, e avrebbe registrato le sue parti vocali in albergo.
Per quanto riguarda l’album solista di John però – quello che ho fatto insieme a lui chiamato “Shadows Collide With People” – la cosa all’inizio era molto più un progetto di collaborazione tra lui e Josh Klinghoffer»
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«Era tipo un progetto di Josh, molto bello peraltro. Loro erano grandi amici, compagni, e scrivevano canzoni insieme, andavano in studio insieme, e c’era molta felicità»

Jim Scott su “Shadows Collide With People” e sul rapporto tra John e Josh
John Frusciante e Josh Klinghoffer nel 2004.

«Quegli album sono molto più pericolosi e rischiosi perché, sai, provi cose diverse, provi a ottenere suoni di batteria diversi attraverso un modo di fare diverso dal solito, perché solitamente facciamo sempre nello stesso modo. Era più una cosa tipo: proviamo a fare qualcosa di davvero diverso. Perché no? E se lo odiassimo? Beh, troveremo qualcosa che ci piaccia. Quindi John non aveva bisogno di chiedere tante opinioni quando scriveva il suo album. Se ne sentiva totalmente responsabile, tipo: ‘Questo è ciò che faremo’».