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Flea: «più volte ho riflettuto se rimanere nei RHCP o meno»

Recentemente intervistato da The Guardian, il bassista dei Red Hot Chili PeppersFlea ha parlato della sua autobiografia Acid For The Children (uscita nel 2019 ma in Italia ancora inedita), e di come scriverla gli ha fatto riflettere su molti aspetti della vita, compresa quella con la band.
Di fatto, il musicista australiano ha spiegato che il libro si incentra molto sulla sua giovinezza e poco su quella con la band, perchè la prima è finita da tempo, mentre la seconda è un’avventura ancora non terminata.

Questi i passi più significativi:

Ho sempre visto la vita come un’opportunità. Che sia esplorare o imparare. Non sono mai così emozionato come quando scopro qualcosa di nuovo. Anche una cosa semplice come il ping pong, se mi appassiono di ping pong voglio essere davvero bravo a giocarci. Non ci sono vie di mezzo per me . Sono sempre alla ricerca di nuovi modi per migliorare, che siano fisici, spirituali, emotivi, intellettuali o pur che sia.

La mia generazione ha avuto una relazione malata con le droghe. Potrebbe sembrare un discorso da vecchio ma, per quanto riguarda le nuove generazioni, non sono preoccupato che possano fare la stessa cosa. Sono preoccupato dal tempo che passano davanti ai computer e ai telefoni. Sono preoccupato che si perda il “vivere il momento”.

La mia infanzia è passata da molto tempo per questo posso avere una visione oggettiva di quel periodo, è il motivo per cui ne parlo nel mio libro. La mia giovinezza è finita. La band ancora no per questo non ne ho scritto. La band è ancora viva

Sono stato indeciso sulla band un sacco di volte. Pensavo: ”Possiamo continuare senza ripeterci?” oppure “Non voglio più farlo, voglio crescere, non voglio essere imprigionato dai soldi, dalla fama o dal potere” Poi facciamo un gran concerto o scriviamo una canzone che mi piace e mi reinnamoro immediatamente.