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Chad Smith respinge le accuse fatte ai RHCP nel documentario su Woodstock ’99

Il documentario del concerto di Woodstock 1999 dal titolo Woodstock ’99 Peace, Love and Rage è disponibile da qualche settimana su HBO e HBO Max. Parla del Famoso e caotico concerto del 1999, incluso il finale di fuoco che ha visto eruttare incendi in tutto il parco mentre i Red Hot Chili Peppers si esibivano con la loro classica cover “Fire” di Jimi Hendrix.

Secondo il batterista della band Chad Smith, la risposta della band a quello che stava succedendo non era affatto premeditata.

I festeggiamenti erano già diventati piuttosto turbolenti, quando i Red Hot Chili Peppers stavano per chiudere il weekend musicale. Tre giorni di caldo estremo e umidità con poca ombra sul cemento hanno messo a dura prova il pubblico che già si lamentava dei prezzi elevati, della mancanza d’acqua e dei problemi con i bagni.

Tutto nacque da un tentativo del tutto innocuo di omaggiare e ricordare le vittime della strage di Columbine, avvenuta ad Aprile dello stesso anno. Il gruppo antiviolenza PAX voleva rappresentare un momento di unione, distribuendo candele tra il pubblico, il tutto mentre dal palco si udivano le note di “Under the Bridge”.

il gesto, all’apparenza innocuo, ebbe l’effetto contrario. Le candele accesero la miccia della rabbia del pubblico, e vennero utilizzate per appiccare il fuoco: ad andare a fuoco furono gran parte della spazzatura e ad alcuni pannelli di compensato smantellati dal recinto della pace che si erano raccolti nel corso del fine settimana.

Il documentario mostra chiaramente il promoter John Scher che interrompe il set dei Chili Peppers, spiegando ad Anthony Kiedis qualcosa e poi rivolgendosi al pubblico avvertendo che I vigili del fuoco sarebbero stati li a breve, e implorano sicurezza. Subito dopo l’annuncio, dal documentario sembrerebbe emergere la band lanciarsi nella loro esibizione di “Fire”.

Durante un’intervista con Yahoo!, Smith ricorda l’incidente e spiega che la band non stava affatto tentando di aggiungere benzina sul fuoco, e che “Fire” era presente da mesi nella loro setlist, come un omaggio all’edizione di Woodstock del 1969.

“Ricordo che ci stavamo preparando per continuare, eravamo pronti per suonare Fire di Jimi Hedrix. Sua sorella era venuta a trovarci, l’avevamo già incontrata prima. Ci chiese se potevamo suonare una canzone di Jimi come tributo a suo fratello, alla fine del concerto. Ovviamente accettammo, ci sembrava un’ottima idea.

Il set stava andando bene. Stavamo suonando I nostril classici, e tutti sembravano divertirsi. Avevamo notato alcuni fuochi in lontananza, ma non ci preoccupammo piu di tanto, non riuscivamo a vedere bene. Anche dopo l’interruzione del set, non avremmo potuto immaginare la gravità della situazione. Il posto era enorme, sembravamo trovarci ad un chilometro di distanza dagli incendi, sembrava che un piccolo chiosco di hamburgers avesse incendiato del grasso. Verso la fine del set, riceviamo la notizia degli incendi. Ci fermammo per un attimo, ma nessuno ci disse che dovevamo interrompere il concerto o che non potevamo continuare, nemmeno il promoter sembrava essere allarmato più di tanto, non era trasparita la gravità della situazione.

Così, Scher (il promoter) scese dal palco e iniziammo a suonare di nuovo. L’incendio si fece piu grande, ma ripeto, eravamo cosi lontani che non riuscivamo davvero a vedere nulla. Giuro su Dio, era quasi impossibile valutarne la gravità da sopra al palco

Dopo la prima interruzione del concerto, ci fu una piccolo discussione tra la band per valutare se andare avanti e suonare la cover di Hendirx, e alla fine decidemmo di farla. Alla fine, ci stavamo soltanto divertendo, facendo le nostre cose. Cosi finimmo, scendemmo dal palco, tornai a casa e mi misi a letto.

La mattina dopo, mi alzo, sono in aeroporto e in TV c’è un servizio della CNN sul concerto del giorno precedente. Dicevano: “ ‘Ieri, al Woodstock festival, andava tutto durante le esibizioni della Dave Mattheus Band e dei Jewel. Poi… i Red Hot Chili Peppers sono saliti sul palco e si è scatenato l’inferno!

E io pensai: ‘Che Cosa?’ Oh merda…’

Da quel servizio al telegiornale sembravamo davvero i cattivi, agli occhi di tutti eravamo noi ad aver istigato il pubblico ad appiccare gli incendi, quando in realtà stavamo semplicemente rendendo omaggio al grande Jimi Hendrix. La gente non conosceva tutta la storia dietro quella cover, non sapeva che era stata un’esplicita richiesta della sorella di Jimi. Avremmo potuto scegliere una canzone diversa? Probabilmente si… ma quella era la canzone che avevamo provato e riprovato, era quella che sapevamo suonare meglio. Quindi, si… il tempismo non fu di certo dei migliori.

Traduzione integrale del testo pubblicato su thefestivalshub.com