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“Californication”: uno dei creatori racconta il video 21 anni dopo

Cian Maher ha intervistato per il sito thegamer.com, Josh  Scherr che, nel 2000 fece parte del team che realizzò il video di “Californication” dei Red Hot Chili Peppers.

«Non avevo mai realizzato un video musicale prima, ma mi sembrava una cosa divertente» racconta Scherr: «Non fui a conoscenza del progetto del “videogame” finché non ebbi il colloquio di lavoro. Fui messo in guardia dal fatto che la scadenza del progetto fosse incredibilmente breve, quattro settimane (weekend inclusi) per animare e fare il render…ma la paga era ottima e la band mi piaceva, quindi accettai. Non avevo idea che sarebbe diventato un video tanto popolare da essere ricordato anche dopo vent’anni.»

“Ovviamente tutto era ispirato ai videogiochi che erano già usciti, ma anche, in diversi modi, a quelli che ognuno sperava di vedere in futuro”

«Devi pensare che il video fu fatto nell’estate del 2000 e la Playstation 2 era uscita solo in  Giappone da pochi mesi. Ma  in America non era  ancora arrivata. Dei  giochi come GTA o Metal Gear Solid 2 sarebbero usciti solo dopo un anno e il primo SSX uscì ad ottobre. Quindi all’epoca molte delle cose che ci sono nel video sembravano eccentriche, poi sicuramente negli anni successivi abbiamo visto tanti titoli di folli discese sullo snowboard o giochi in cui guidi oppure simuli un’intera città e anche giochi in cui la gente corre tra edifici che cadono.»

“Altre parti ci vennero in mente mentre pensavamo, ad esempio, che tipo di gameplay uscirebbe fuori se tu ambientassi un set sull’Hollywood Boulevard? Quali e chi sarebbero gli ostacoli? I membri della band poi volevano mettere un  tocco personale  dove possibile. John Frusciante citò Leonardo Da Vinci come ispiratore della sua disintossicazione, così il suo alterego si ritrova nel suo studio e poi in giro con la sua macchina volante.

«Il breve  tempo a disposizione è la ragione principale per cui le animazioni, per essere gentili, non sono delle migliori. Avevamo giusto il tempo di creare qualcosa dall’aspetto abbastanza grezzo, farlo vedere ai registi, fare cambiamenti in base a ciò che ci dicevano e passare  alla scena successiva. Guardare il mio lavoro oggi è in un certo senso doloroso, ma facemmo del nostro meglio col tempo che avevamo a disposizione. Ho animato parti un po’ qua e un po’ la. La parti che che ho preferito fare sono quella di Chad Smith che fa snowboard giù dal  Golden Gate Bridge e il terremoto a Los Angeles alla fine».

fonte: thegamer.com