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Acid For The Children in pillole

Le avventure di un undicenne a Los Angeles: il Basket e le baby gang

<p style=”text-align: justify;”>Nel 1973, mi iscrissi alla Bancroft School, una scuola media nel centro di Hollywood, all’incorcio tra Santa Monica e Highland Avenue, zona in cui potevi facilmente incontrare una prostituta trans, o comprare della droga con un minimo sforzo. Era un’altra classica struttura urbana californiana, un edificio a due piani, asfalto tutto intorno, spazi verdi quasi assenti. Come al solito, ero il ragazzo più basso della mia età. Giocare a Basket è sempre stata una delle mie passioni più grandi; mi alzavo alle 6 ogni mattina, entravo a scuola e giocavo a basket per delle ore prima che iniziassero le lezioni. I miei 147 centimetri certo non erano il massimo per un cestista, ma non mi persi mai d’animo!  Avevo escogitato un sistema per saltare molto poco ortodosso, ma funzionale.</p>

<p style=”text-align: justify;”>Ad oggi, saltare e fare canestro è ancora una delle emozioni più soddisfacenti che abbia mai provato in vita mia. Il rumore metallico del pallone sul canestro, e come dolcemente accarezza la rete, mi evocano gioia e libertà, simile a quello che provo con la musica, la sensazione che tutto sia possibile, la sensazione di avere infinite possibilità.</p>

<p style=”text-align: justify;”>Fui quasi pestato da un baby gang durante una delle mie sessioni di pallacanestro pomeridiane. Mi ero fatto amico dei ragazzi più grandi e più grossi di me, erano molto gentili a modo loro, quando giocavamo a Basket dicevano sempre, rivolti agli avversari “abbiamo in squadra il ragazzino bianco ma vi spacchiamo il culo lo stesso!”. Sapevo che un giorno mi sarebbero stati utili. E Quel giorno arrivò. Una gang rivale mi si avvicinò quel pomeriggio, nel cortile della scuola, iniziarono ad insultarmi e minacciarmi; intenti a rubarmi dei soldi dalla tasca, furono sorpresi all’arrivo dei miei “amici di gang”. Scapparono a gambe levate. Mi sentii amato, sentii di appartenere a quel gruppo. Capii quel giorno come anche i bravi ragazzi finiscano a volte in qualche gang criminale. Tutti vogliamo essere amati, prima o poi.</p>