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Acid For The Children in pillole

C'è sempre una prima volta: la marijuana ed il mio angelo custode

Avevo appena compiuto dodici anni, quando mia sorella mi fece sballare per la prima volta. Ero seduto comodo nel letto, intento a leggere un libro, e sentivo mia sorella sghignazzare nella stanza a fianco, insieme al suo ragazzo. Irruppero in camera mia, e dal nulla mi misero una canna tra le labbra, invitandomi a fumare. Feci un paio di tiri, con successo, dei tiri beli lunghi in modo da impressionarli. Mi sforzai a fare la parte del figo per qualche minuto, dopodiché i due lasciarono la stanza e andarono via di nuovo.

Mi ritrovai quindi sdraiato sul letto, completamente fatto, fissando il soffitto… Wow… quindi è questo che si prova ad essere fatto. Mi sentivo sospeso nel vuoto, era una sensazione stupenda. Mi infilai sotto le coperte sognando ad occhi aperti, pensavo a Dizzy Gillespie, ai Beatles, mi chiedevo se le ragazze mi trovassero attraente, se sarei mai diventato bravo a giocare a basket. In questo strano e piacevole trip, mi godevo la luce soffusa della mia stanza, mi sentivo bene, e pensai “Si, questa vita fa proprio per me”.

Fumavo da ormai quasi un anno, quando un giorno mia madre, che sembrava essersi svegliata da un sogno se ne accorse e mi disse “Se ti becco a fumarti una canna ti pesto di brutto! Perderai ogni privilegio!”, e dopo qualche secondo, tornò a crogiolarsi nel suo bicchiere di Benson & Edges, intenta a leggere una rivista di gossip. Ed in quel momento mi chiesi: “Cos’è peggio, fumare erba o leggere riviste di gossip?”

Qualche tempo dopo, mi ritrovai seduto ad una fermata dell’autobus ad Hollywood. Vidi un signore anziano spuntare all’improvviso, dal nulla più assoluto, un vecchio parecchio zoppo e sgobbato. Si mise a fianco a me ed iniziò a fissarmi; la sua faccia era seria, scura, mi guardò dritto negli occhi e mi disse: “è ora che tu ti dia una calmata, che inizi a pensare alla tua salute. Tratta bene il corpo e l’anima, prima che sia troppo tardi. Sii onesto e gentile con tutti, è l’unico modo”.

Confuso, risposi “okay…”, al ché il vecchio continuò la sua camminata, fino a sparire sulla Fairfax Avenue. Un angelo custode mi aveva appena dato una dritta, un consiglio di vita, che ovviamente non ascoltai. E ne pagai le conseguenze qualche anno più tardi.