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Trickfinger - Trickfinger [2015]

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Gli pseudonimi nel mondo del rock sono meno utilizzati rispetto che in quello dell'elettronica. Sarà che, spesso, basta fondare un supergruppo per abbassare le aspettative o comunque mettere subito in chiaro l'intenzione di fare qualcosa di molto diverso dal proprio percorso base. Mentre chi smanetta con synth e drum machine ha la possibilità di fare tutto in proprio (il che è anche fonte di parecchi ragionamenti delle interviste di John degli ultimi tempi) e preferisce celarsi con l'egida di nomi in codice o diminutivi, Aphex Twin ad esempio ha forse più pseudonimi che case: Caustic Window, AFX,  GAK, Power-Pill. Uno per ogni progetto stilistico in cui si è avventurato.
Ovviamente risulta improbabile che Frusciante decida di avventurarsi nella medesima epopea anagrafica, anche perché presumibilmente faticherà già a ricordare i nomi di tutti i suoi gatti. In compenso credo sia fisiologico adottare una seconda veste dal momento in cui i tuoi esperimenti finiscono per colare un po' troppo sul bordo del musicista ‘chitarra e voce’.
Seguendo questa logica John prende momentaneamente, con questo disco, il nome ‘Trickfinger’ (che pare gli abbia dato la ex-moglie Nicole, già dalle session delle Swahili Blonde), in precedenza parzialmente utilizzato in veste di produttore e musicista dei Black Knights. Anche se, a livello cronologico, queste session sono antecedenti al resto.
Frusciante nel 2008 è un neofita dell'elettronica, nonostante ne sia da anni appassionato, puntando comunque ad approfondire la conoscenza di Aaron Funk (Venetian Snares) e di altri addetti ai lavori che aiutano il suo approccio primitivo verso quel mondo. Il risultato sarà mostrato tra un primissimo ‘singolo’, Sect In Sgt, e questo album.
Trickfinger verrà inizialmente regalato solo ad amici stretti (un po' come fu per Smiles From The Streets You Hold), per poi esser dato normalmente alle stampe il 7 Aprile 2015, non per la Record Collection, ma attraverso la piccola etichetta AcidTest. Una distinzione marcata, assieme ad un altro aspetto:  l'album non viene pubblicizzato sulla pagina Facebook ufficiale dell'artista, così come non ce n'è traccia sul suo sito.
Altri indizi che confermano la volontà dell'artista di fare ordine tra i suoi esperimenti riguardano, in questo caso, territori vicini all'acid techno. Ma non limitanti ad esso.
Le influenze sono molteplici, dalla drum and bass fino a stacchi quasi ambient. Insomma, per farla breve, potrebbero essere racchiusi sotto l'acronimo IDM (Intelligent Dance Music), coniato ad inizio degli anni Novanta per il materiale vicino alla Warp Records.
Le ritmiche hanno l'importanza principale: l'autore ad esempio ha dichiarato di aver speso due settimane per programmare le drum machine di “Stain” ed una sola giornata per curare il resto della traccia.
Il Frusciante che smanetta tasti non è un DJ, allo stesso modo di come l'esporre due chitarre nella vostra camera non faccia di voi dei liutai. Non si tratta di insultare o minimizzare mestieri, ma semplicemente far capire l'errata correlazione tra gli oggetti e i ruoli assunti. Perché questi otto brani non sono frutto di un laptop e qualche emulatore, bensì il risultato di un lavoro manuale fatto con tappeti di Roland 303 e 606 in sinergia.
In brani più delicati come “Rainover” è presente una marcata influenza dell’Aphex Twin di Selected Ambient works 85-92. Chiariamoci, Frusciante con questa maschera non arriva a quei livelli di eccellenza, ma il suo approccio più amatoriale ed ingenuo confeziona comunque una buona qualità di resa, sopratutto in passaggi più foschi (“430”) ed in quelli in cui fa permanere nell'aria una certa melodia principale ben definita (“After Below”). 
Trickfinger
è un buon album per chi nutre un certo interesse verso questo mondo così vasto e meno semplice di quanto lo si voglia far passare con lo stereotipo delle ‘macchine vs uomo’. Diciamo che non mancherà di allietare comunque anche gli appassionati del settore (i quali troveranno una sorta di Ceephax Acid Crew con delle percussioni meglio studiate). Un piacevole diversivo, probabilmente non l'ultimo, in attesa di scoprire cosa stia frullando adesso nella testa del musicista attualmente più attivo nel mondo dei Peperoncini.
Perché è bene ricordarlo, anche al fine di tranquillizzare i numerosi fans: per quanto Frusciante decida di entrare in periodi di pausa artistica, dal 2008 ad oggi ha comunque realizzato (3 Album, 2 EP, e svariate collaborazioni) più materiale di quanto ne sia uscito dalla sua band d'origine (appena un album, più una raccolta di b-sides). Considerando che i Red Hot Chili Peppers non hanno ancora rivelato dettagli preciso sul nuovo disco, magari dovremmo ‘preoccuparci’ di altro.

Gidan Razorblade
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