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Chickenfoot - Chickenfoot [2009]

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ChickenfootTutti aspettavano (o quanto meno speravano) che i prossimi colpi sul rullante Chad Smith li tirasse con Anthony Kiedis, John Frusciante e Flea. Ma non è andata cosi. Dalla fine del tour nel 2007 con i Peppers, il corpulento batterista del Minnesota prima ha fondato una jam band per improvvisazioni funk/jazz (The Boombastic Meatbeats) e poi quasi a sorpresa, lo scorso inverno ha accolto positivamente l’invito di un suo amico di vecchia data come Sammy Hagar, ed insieme a Joe Satriani e Michael Anthony ha dato vita ai Chickenfoot. Il disco d’esordio omonimo di questo nuovo “supergruppo” che spavaldo si affaccia sulle scene dopo che tanti progetti del genere han fallito (non importa se tanto dal punto di vista commerciale o artistico), invece vince sotto molti punti di vista. Aldilà dal fattore anagrafico infatti, le 11 tracce qui incluse sono un Hard Rock moderno molto fresco e melodico suonato con grande verve, dove non mancano ottimi refrain e citazioni di lusso (per esempio “My Kinda Girl” rievoca pesantemente i Van Halen di metà anni ’80, dove non a caso militavano sia Anthony che Hagar), oppure alla ruffiana “Oh Yeah”, scelta anche come singolo di lancio. Musica semplice ma non per questa scontata, con le doti tecniche superbe dei singoli che emergono in rocciosi pezzi come “Soap On A Rope” e “Down The Drain” (sul primo sale in cattedra il riff secco e armonico di Satriani, nel secondo un finale di batteria strepitoso di Smith), oppure ballata al limite di sonorità AOR come “Learning To Fall”, che comunque a parere del sottoscritto appesantisce una raccolta calibrata e senza altri filter. A tutto questo ben di dio va poi aggiunta la conclusiva e bellissima “Future In The Past”, con i suoi crescendo al limite dell’epico è una song destinata a diventare inossidabile nella playlist di chi ascolterà questo lavoro. Un disco dove c’è tanto cuore e professionalità insomma, dove le esperienze personali dei 4 membri collidono perfettamente mettendo al servizio dei fan un prodotto non necessariamente monolitico o definitivo, ma perfetto per il periodo estivo e che per una volta, ci riconcilia col Rock classico come solo una volta si suonava.
*sir psycho sexy*
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