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Blood Sugar Sex Magik [1991]

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Blood Sugar Sex Magik [1991]Al quinto lavoro in studio, e primo con la nuova casa discografica (Warner Bros) e con Rick Rubin (finalmente!), la band si apre a ventaglio per comprendere la più ampia panoramica mai offerta. Se Mother’s Milk puntava sull’impatto della composizione punk miscelata ad un funk melodico e potente con questo Blood Sugar Sex Magik il gruppo spazia dal funk piccante e pingue dell’iniziale "The Power Of Equality", passando alle armonizzazioni vocali e vagamente soul della bellissima "If You Have To Ask", arrivando al rock culturista di "Suck My Kiss", dove i Peppers tirano fuori i muscoli per definire un nuovo standard crossover. Nel mezzo c’e anche "Breaking The Girl," ballata elettro/acustica con un testo dedicato da Kiedis al padre Blackie “colpevole” di aver trasmesso al figlio il gene del sesso da una notte e via. Dal sesso all’amore perduto della delicata I" Could Have Lied," dove la chitarra di Frusciante ha un ruolo da assoluta protagonista (soprattutto dell’assolo finale) passando al funk venato di pop dell’ambo "Mellowship Slinky In B Major" - "The Righteous And The Wicked" arrivando all’hard funk epidermico e travolgente di "Give It Away" dove il funk della chitarra viene sorretto da una sezione ritmica sugli scudi determinata dal rap veloce e scioglilingua di Kiedis.

L’impatto sonoro giunge all’apice grazie al rock duro della title track, subito dopo per avere una pausa arriva il brano simbolo del gruppo: "Under The Bridge". La composizione, tutt'ora la più fortunata a livello commerciale, presenta una struttura semplicissima che anche grazie ad un videoclip d’impatto ha reso il gruppo popolarissimo in tutto il globo; Flea e l’assoluto protagonista della solare "Naked In The Rain", Apache Rose Peacock invece viene sorretta da un impianto funk dove filtrano anche elementi rock melodici. Quando si può avere un’idea di un calo a smentire l’ascoltatore arriva il rock lisergico e compatto di "The Greeting Song", brano aperto da un riff dal refrain quasi metal, sorretto da un Chad Smith pulito e un Flea in stato di grazia dove Kiedis tira giù un testo dove per la prima volta il narcisismo del gruppo arriva a vette inaudite; al brano numero quindici i Peppers devono ancora affrontare il dolore dell’amico scomparso: la struggente "My Lovely Man" così come la precedente "Knock Me Down " (inclusa in Mother's Milk) è dedicata al chitarrista Hillel Slovak. Difficile non rimanere colpiti dagli otto minuti e mezzo di "Sir Psycho Sexy", brano funk con inserti gospel evidenti nel ritornello, lascia spazio anche ad un momento psichedelico quasi a formare una jam session dove il testo e quanto di più volgare si sia mai letto in una lirica del gruppo.

A chiudere il cerchio arriva l’ennesima cover: "They’re Red Hot". Il brano originariamente di Robert Johnson viene stravolto dalla sua struttura blues per essere codificato in un funk/punk velocissimo, degna chiusura dell’album. I motivi del successo del disco sono molteplici e con diverse sfaccettature: sicuramente il fatto che il rock alternativo stesse diventando un genere popolare e stato di grande aiuto ai peperoncini. C’e da dire pero, che questo BSSM è un capolavoro senza tempo dove la chitarra di Frusciante sa essere dolce poi violenta, funk o rock, rock o punk, punk o psichedelica. La coesione dei quattro musicisti è impressionante, tutti sono al servizio dell’altro mettendo a disposizione il proprio background musicale adattandolo allo standard sonoro del gruppo. Naturale perciò vedere come oggi tanti gruppo etichettati “nu metal” siano influenzati dalla combinazione rivoluzionaria tra rock, rap e funk, e di come il disco a molti anni dalla sua uscita sia ancora il punto di riferimento per chi vuole conoscere la musica dei Peppers. Dopo la pubblicazione del long plain il gruppo partirà per un lunghissimo tour mondiale, arrivando il 5 maggio del ’92 a Tokyo dove in preda ad una crisi depressiva John Frusciante deciderà di lasciare la carovana.

*sir psycho sexy*
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