John Frusciante, che piaccia o meno, è tornato una rockstar. Mentre nel periodo di gestazione in seno ai primi due album da solista il chitarrista newyorkese navigava nell’anonimato, la lavorazione di questa sua terza fatica da solista ha ricevuto un’attenzione mediatica abbastanza notevole, considerando la grande diffusione di internet nel mondo ad inizio millennio in casa di milioni di persone, vuoi perché dopo il suo ritorno nei Red Hot Chili Peppers ed il conseguente successo planetario di Californication lo ha reso di nuovo un personaggio sulla bocca di tutti (quanto meno di tanti). To Record Only Water For Ten Days è stato registrato in un periodo nel quale, il talentuoso chitarrista interagiva (a sua detta) con spiriti e presenze varie. Il risultato di questa “interattività” sta in quindici composizioni in puro spirito lo-fi, con la voce protagonista in molti pezzi (migliorata con gli anni) e la chitarra a sfornare melodie eteree e sognanti. La raccolta si apre con "Going Inside", una ballata rock molto intensa e convincente dove il ritornello trova ampio respiro, mentre l’assolo finale ci restituisce un chitarrista in pieno possesso “delle sue facoltà”. La successiva "Someone’s" si fa apprezzare per il loop di batteria e per il suo basso pulsante, il tutto racchiuso in meno di due minuti. Il disco è un’emozione continua, questo lo dimostra anche il terzo pezzo, The First Season, dove questa volta la sei corde (acustica) è supportata solo dalla voce e da una cascata di note di tastiera, essenziale. Un altro picco compositivo va poi ricercato nella traccia numero sei: “Away & Anywhere”. Il riff iniziale viene ripetuto a lungo, la sua voce si fa spettrale, i cori e l’incedere della drum machine nel ritornello fanno il resto. Bellissima. Frusciante, ripulito da una dipendenza durata per diversi anni, pare avere una totale padronanza delle sue canzoni, nonostante continui a scavare nel suo passato musicale (“Fallout”), forse in cerca di risposte che solo la sua musica può dargli. Nella raccolta vi sono anche due strumentali di altissimo livello, in cui le sovraincisioni della sua Fender la fanno da padrone: la prima è “Ramparts”, che si esaurisce in un minuti ed undici secondi dall’alto tasso emotivo, l’altra e “Murderers”, che trova sostegno nell’incedere di batteria iniziale “pompato”. La successiva “Invisibile Movment” è invece, a parere di chi scrive, il capolavoro di questo album. Inizio cadenzato, il raddoppio di voci ed un ritornello supportato da synth impostati col timbro “violinistico” rendono il tutto epico. Un’altra canzone scarna a livello compositivo è “Rapresenting”, al tredicesimo posto della tracklist. La tensione si taglia a fette nella “straziante” “Saturation”, dove Frusciante con un cantato dismesso ci porta in territori ai quali solo i nostri cuori possono dare un nome. Prima di calare il sipario arriva “Moments Have You”, uno dei pezzi più sostenuti in quarantacinque minuti di musica per quanto riguarda i tempi. Il groove della ritmica ci porta verso sonorità leggermente 80’s, anche questa da applausi. In conclusione possiamo dire che To Record Only Water For Ten Days, oltre che a restituire al mondo della musica un John Frusciante pronto a rimettersi artisticamente in gioco, ci presenta un musicista poliedrico, che conferma la sua volontà di produrre solo musica che nasce dalla propria testa, senza obblighi alcuni nei confronti delle major oppure nella vana ricerca di un ritornello radio-friendly o tantomeno di una ballata di “porcellana” che possa parlare di cicatrici. Come registrare (in maniera geniale) solo acqua per dieci giorni e sfornare un piccolo classico della musica moderna.*sir psycho sexy*





















