Mentre i Red Hot Chili Peppers sono in studio per realizzare il loro nono album, John Frusciante ci regala il quinto capitolo della sua pazza avventura discografica a meno di un mese dal rock noise di Inside Of Emptiness. Se il disco precedente era ricco di riff di chitarra e pezzi dalla struttura grunge, questo A Sphere In The Heart Of Silence è un malriuscito tentativo di abbinare la chitarra creativa del nostro buon John ad una serie di brani dall’andatura dub, quasi trip-hop dove la voce passa nettamente in secondo piano. Il pezzo di apertura è Sphere, otto minuti e mezzo di lento incedere di batteria (quasi ipnotico) dove una cascata di tastiere rende il tutto di difficile digeribilità. Se The Afterglow è praticamente l’unico pezzo che si salva della raccolta per la sua tendenza a ricordare i lavori più sperimentali dei Radiohead, tutti i cinque pezzi rimanenti deludono per il senso di incompiutezza che si avverte alla fine di ogni traccia. Peccato perché fino a questo lavoro gli album di John sono sempre stati, nel bene e nel male, dei riusciti tentativi di sperimentazione rock. Questo anche grazie al fido Josh Klinghoffer (tra l’altro questo album è intestato anche a lui) che aveva apportato la sua esperienza nel rock alternativo losangelino al servizio del nostro John. Se l’ultimo capitolo della saga (Curtains) dovesse essere cosi stucchevole, attenderlo sarà più uno straziante che piacevole. Rimandato.*sir psycho sexy*





















