Venicequeen.it

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View Privacy Policy

Outsides EP [2013]

E-mail Stampa PDF
02_Outsides_150x150Dall'anno scorso in poi, proporrei di inserire ad ogni booklet dei nuovi dischi di Frusciante una sorta di bugiardino tipico con cui solitamente si accompagnano medicinali di ogni tipo. Su cui scrivere: «Attenzione, questo prodotto riprende in maniera continua (ed in parte sempre più estremizzata) la ricerca musicale sul campo dell'elettronica che John ha in realtà iniziato con To Record Only Water For Ten Days. Se vi salta la pazienza al secondo beats di batteria che vi sembra andare per i fatti suoi, lasciate perdere per ora. Non deve piacervi per forza». E no, non ci sarebbe la nota tipica che esclude dalla somministrazione le donne incinte o bambini al di sotto dei sei anni, tutt'altro. Magari anzi, un infante avrebbe meno pregiudizi nei confronti di ciò che stia ascoltando rispetto a noi. L'attuale percorso di John è sempre svantaggioso, infatti proporre musica elettronica improntata su territori IMD e in generale Warp Records (Squarepusher, Aphex Twin) ad una platea di appassionati che han quasi tutti un background che abbraccia principalmente i lidi del rock (dove l'han incontrato, tra l'altro) è una bella sfida. Considerando anche il fatto che, i veri appassionati del genere in cui ti stai addentrando, potrebbero ignorarti anche per il solo 'passato' per cui sei noto e vederlo come un capriccio di una rockstar appagata. Rischi di essere ripagato in larga moneta di diffidenza ovunque ti giri. Outsides non è la risposta a nessuna fazione. Si presenta come un EP di inediti rimasti fuori dalle session/approccio di PBX Funicular Intaglio Zone. Per la prima volta dopo diversi dischi, Frusciante evita la strada di un concept album ma offre brani che effettivamente non sarebbero stati adeguati in altri dischi. Troppo 'dreamy' per l'ultimo LP, ma anche assai più amalgamati nel songwriting dello stesso ep Letur Lefr (che dietro alla comparsa di diversi upbeats 'nuovi' al suo pubblico, nascondeva comunque una semplicità di fondo che appunto si collegava direttamente a TROWFTD nell'approccio). Tre brani come un contenitore, accadde in fin dei conti anche per A Sphere in the Heart of Silence, un disco assai slegato di una sonorità in particolare o di un tema, che però ospitava idee di due artisti (c'era anche Josh Klinghoffer) sotto un'unica dimora. Qui l'ospite è unico, le anime magari son diversificate però. A giudizio di chi vi scrive infatti, "Same" rappresenta il Frusciante ancora legato alle sei corde in maniera indissolubile, un gran pezzo in stile Fripp solista che incarna l'approccio solistico già ascoltato in maniera assai più elementare nel brano gratuito "Wayne". La cura dell'arrangiamento e la qualità espressiva di diversi bending a metà pezzo la rende più interessante di quella dedica ad un amico scomparso (ma anche un messaggio del tipo: «ragazzi guardate che se voglio, posso. Ma...»). Per quanto il chitarrista si diverta a modificare il suono della sua chitarra, il pezzo è assai fruibile. Probabilmente se messa in un disco più 'easy' risalterebbe più all'orecchio degli appassionati, mentre così rischierà di essere archiviata frettolosamente da fin troppe orecchie. "Breathiac" vira verso quell'estremo della poliritmia che tanto farà felice Aaron Funk, esordiscono atmosfere tetre e cupe nelle tastiere, forse l'aspetto più interessante di un brano altrimenti senza un reale cuore pulsante a cui riferirsi e con alcuni passaggi più adatti ad un laboratorio sonoro (discorso che è possibile estendere anche con l'altra strumentale "Sol", bonus track senza assai rimpianta a questo giro. Entrambe comunque inferiori a "Guitar"). "Shelf" è l'altro brano pienamente riuscito di questo scrigno, svela un curioso sodalizio tra breakbeats abbastanza 'digeribili' e la facciata più synth-pop pacata del John di oltre un decennio fa, un tappeto sognante ed etereo (vagamente 80's) su cui Frusciante lascia nuovamente sfogare la sua chitarra senza freno. Scorre piacevolmente nella sua coda abbastanza ambient, tra accordi spaziali e brevi archi. La voce del chitarrista arriva come angelica, sembra destare con dolcezza l'udito. Ma come in un sogno, va maledettamente via l'istante prima che tu riesca ad afferrarla e a dirgli quanto vorresti che continuasse. E quanto, nonostante tutto, ti manchi.

Gidan Razorblade

Share Link:
Bookmark Google Yahoo MyWeb Del.icio.us Digg Facebook Myspace Reddit Ma.gnolia Technorati Stumble Upon
 

SEGUI VQ.IT

facebook2instagram_logotwitter-iconyoutube
myspacegoogle-plus-iconalastfm2Abbonati al Feed RSS di Vq.it

SOSTIENI VQ.IT

paypal_donate

Save_the_Children

Sondaggio

Qual è stato il concerto che avete preferito tra le 5 date italiane del The Getaway Tour?
 


What's Hot !?

animazione2
Silverlake Conservatory of Music
Fb Page - CoverBands Italiane
banner_coverband_myspace2
collage_army_small
Vq.it remembers kissarmy