Chi li ha sempre amati e chi li ama tutt’oggi saprà sicuramente quanto questo mese sia stato affogato in un panico fatto di silenzi e/o notizie buttate là a casaccio. Ma analizziamo tutto il 2009. Anno sabbatico che più sabbatico non ci potesse essere, ma ricco di progetti paralleli che spuntano come funghi (e anche decisamente degni di nota). Nel frattempo Chad Smith annuncia il ritorno in studio della band (datato 12 Ottobre 2009). Le prime indiscrezioni sono anche ottimistiche, nonostante Chad stesso debba essere proprio in quel periodo sottoposto ad un intervento per problemi alla schiena. Si vocifera addirittura che ci siano degli abbozzi per 4 nuovi brani. È dell’ 11 Novembre 2009 l’ufficializzazione sullo stesso sito della band della loro presenza al “MusiCares Event Honoring Neil Young”. L’attività live è quindi alle porte: esattamente fra 3 giorni la band ha (avrebbe?) in programma un’esibizione all’interno del suddetto evento. Arriva dicembre, comincia a calare il sipario … i primi portali stranieri bisbigliano dei possibili contrasti in studio fra John ed il resto della band. I rumors si fanno più insistenti, la notizia dilaga, e si porta con sé speranze, scongiuri, ottimistiche previsioni, sciacallaggio mediatico e chi più ne ha più ne metta. Un gran bel buglione insomma. Arriva anche John che con la sua schiettezza e sincerità di sempre, in punta di piedi, varca la soglia di quella porta che tutti noi davamo per chiusa e ben sigillata dopo “l’errore” del lontano 1992. Ed invece quella porta ha avuto, per la seconda volta, la sua ragione d’esistere. Ai tempi del tour di BSSM non ci furono mezze misure e venne letteralmente sfondata. Dall’altra parte non c’era niente, se non il baratro di una tossicodipendenza. Ora gli sono bastate poche parole, di amore e gratitudine verso i compagni ed i fans, in un comunicato web che gela il sangue anche con uno smile posto come punto di arresto (che non proprio tutti hanno gradito!). Tutto comincia (o finisce) con la fase “Empyrean”. Al momento che scrivo è esattamente un anno e 6 giorni che il 10° disco solista di John Frusciante è stato pubblicato. E allo stesso momento che scrivo è già da più di un anno che lo stesso chitarrista avrebbe salutato i compagni di musica e di vita (per la seconda volta). L’annuncio, quello ufficiale fatto di SUE parole, è avvenuto il 17 Dicembre 2009. Quell’ “over a year ago” ci chiude un mondo di esperienze ed emozioni assaporate per 10 lunghi anni: tanto è durata la seconda era frusciantesca dei 4 californiani (1998, il ritorno – 2008, la ripartenza). Dall’altra parte la solita espressione ha aperto ai fans di mezzo globo un altro mondo, confusionario ed intimorito… ma soprattutto bisognoso di risposte. Il definitivo distaccamento musicale guidato da orchestre e arrangiamenti celestiali, è simbolo
del percorso di un uomo, prima che di un chitarrista, che ha saputo rinascere dalle proprie ceneri. Ed è andato oltre, molto oltre di ciò che tutti, e forse per primo anche lui stesso, potessimo immaginare. John se ne va, e noi continuiamo a nuotare nell’incertezza, quella che fra 3 giorni su quel palco siano in tre, che il quarto sia Josh Klinghoffer, che sia un altro chitarrista, che sia un passante per strada, che sia un ologramma stile Gorillaz … Stupisce tutto questo, da una band che pur avendo inciampato su drammi anche di molto più apocalittici e che l’hanno spinta sul baratro per svariate volte, ha sempre saputo rialzarsi con dignità, chiarezza e con un grande cuore. Soprattutto nei confronti e nel rispetto dei fans. Stavolta si accendono delle luci poco gradevoli su dei punti interrogativi che molto probabilmente rimarranno tali per sempre. Perché Chad Smith avrebbe continuato a dichiarare in più e più interviste che tutto stava filando liscio e che il periodo di pausa era definitivamente concluso? E altri che si chiedono il perché John, seppur chiarissimo e sincero come lo è stato il 17 Dicembre scorso, non avrebbe pubblicato quel suo comunicato “over a year ago”. Altri ancora si chiedono come allo showcase del Fleabass tenutosi a Londra all’indomani dell’annuncio ufficiale di John nessuno abbia posto una mezza domanda alla Pulce al riguardo della situazione in casa Peppers che ormai era già sotto i riflettori. Una serie di variabili e silenzi che personalmente spero con tutto il cuore di poter rimuovere dalla mente fra 3 giorni. I punti di vista sono infiniti e sostanzialmente si dividono in quelli che vedono qui la fine dei Peppers e quelli che vogliono ancora dar loro una possibilità, con altri miliardi di sfumature ed ideologie che andrebbero elencate, ma preferisco non farlo. Al di là di tutto vorrei invece provare a raccogliere il fattore comune dei nostri pensieri e alla luce di questo, sperando che nessuno si offenda, credo personalmente ci sia una cosa che ora tutti (magari già qualche giorno dopo del 17 Dicembre) avrebbero voluto vedere/sentire. Una risposta dalla band, anche “semplicemente” tramite il sito ufficiale. Due semplici parole per rassicurare i fan e
dire “ok ragazzi stiamo lavorando per voi, vedrete che ci sarà un nuovo chitarrista, ma finché non lo annunciamo noi in persona nessuno prenda per buone altre news sparate sul web, grazie” . Anche solo per chiarezza e per dare una “risposta” a John. Ed invece niente di tutto questo: si è alimentato solo il “toto-sostituto”, passando dal solito Dave Navarro allo “scontato” Josh Klinghoffer, entrambi i nomi poi smentiti (almeno per ora). Al contrario il board ufficiale dei Peppers continua tranquillamente a mandare auguri ai suoi iscritti (ok che è una cosa carina, ma forse in momenti del genere sarebbe più opportuno parlare di “cose serie”) e per chiudere il cerchio in bellezza si arriva a far della censura sul relativo forum. Cose inconcepibili, detto sinceramente. E detto sinceramente molto probabilmente fra 3 giorni mi dimenticherò di queste mie parole, ma stavolta la band non mi è sembrata troppo tempestiva e altresì corretta nei confronti di noi tutti fans. Ognuno assuma le sue colpe, dai singoli membri che hanno occultato/falsificato la realtà per un anno bello e buono, al management, al sito ufficiale (che manco s’è degnato di linkare l’annuncio myspace di John), ai media che viaggiano sull’onda degli scoop “cotti e mangiati” per racimolar lettori e che poi quasi dimenticano tutto a soli pochi giorni di distanza (non mi pare che nessuna rivista si sia accorta dell’abbandono di John, correggetemi se sbaglio). Potrebbe anche darsi che qualcuno arrivi ad ascoltare il nuovo album (?) con la convinzione che ci sia ancora John Frusciante dietro la sei corde dei Red Hot. Un gruppo mainstream (e tutto lo staff che ci lavora dietro) con 25 anni di musica e di carriera alle spalle non avrebbe dovuto lasciarsi sfuggire la situazione così... E noi intanto … “Standing in line to see the show tonight…”
del percorso di un uomo, prima che di un chitarrista, che ha saputo rinascere dalle proprie ceneri. Ed è andato oltre, molto oltre di ciò che tutti, e forse per primo anche lui stesso, potessimo immaginare. John se ne va, e noi continuiamo a nuotare nell’incertezza, quella che fra 3 giorni su quel palco siano in tre, che il quarto sia Josh Klinghoffer, che sia un altro chitarrista, che sia un passante per strada, che sia un ologramma stile Gorillaz … Stupisce tutto questo, da una band che pur avendo inciampato su drammi anche di molto più apocalittici e che l’hanno spinta sul baratro per svariate volte, ha sempre saputo rialzarsi con dignità, chiarezza e con un grande cuore. Soprattutto nei confronti e nel rispetto dei fans. Stavolta si accendono delle luci poco gradevoli su dei punti interrogativi che molto probabilmente rimarranno tali per sempre. Perché Chad Smith avrebbe continuato a dichiarare in più e più interviste che tutto stava filando liscio e che il periodo di pausa era definitivamente concluso? E altri che si chiedono il perché John, seppur chiarissimo e sincero come lo è stato il 17 Dicembre scorso, non avrebbe pubblicato quel suo comunicato “over a year ago”. Altri ancora si chiedono come allo showcase del Fleabass tenutosi a Londra all’indomani dell’annuncio ufficiale di John nessuno abbia posto una mezza domanda alla Pulce al riguardo della situazione in casa Peppers che ormai era già sotto i riflettori. Una serie di variabili e silenzi che personalmente spero con tutto il cuore di poter rimuovere dalla mente fra 3 giorni. I punti di vista sono infiniti e sostanzialmente si dividono in quelli che vedono qui la fine dei Peppers e quelli che vogliono ancora dar loro una possibilità, con altri miliardi di sfumature ed ideologie che andrebbero elencate, ma preferisco non farlo. Al di là di tutto vorrei invece provare a raccogliere il fattore comune dei nostri pensieri e alla luce di questo, sperando che nessuno si offenda, credo personalmente ci sia una cosa che ora tutti (magari già qualche giorno dopo del 17 Dicembre) avrebbero voluto vedere/sentire. Una risposta dalla band, anche “semplicemente” tramite il sito ufficiale. Due semplici parole per rassicurare i fan e
dire “ok ragazzi stiamo lavorando per voi, vedrete che ci sarà un nuovo chitarrista, ma finché non lo annunciamo noi in persona nessuno prenda per buone altre news sparate sul web, grazie” . Anche solo per chiarezza e per dare una “risposta” a John. Ed invece niente di tutto questo: si è alimentato solo il “toto-sostituto”, passando dal solito Dave Navarro allo “scontato” Josh Klinghoffer, entrambi i nomi poi smentiti (almeno per ora). Al contrario il board ufficiale dei Peppers continua tranquillamente a mandare auguri ai suoi iscritti (ok che è una cosa carina, ma forse in momenti del genere sarebbe più opportuno parlare di “cose serie”) e per chiudere il cerchio in bellezza si arriva a far della censura sul relativo forum. Cose inconcepibili, detto sinceramente. E detto sinceramente molto probabilmente fra 3 giorni mi dimenticherò di queste mie parole, ma stavolta la band non mi è sembrata troppo tempestiva e altresì corretta nei confronti di noi tutti fans. Ognuno assuma le sue colpe, dai singoli membri che hanno occultato/falsificato la realtà per un anno bello e buono, al management, al sito ufficiale (che manco s’è degnato di linkare l’annuncio myspace di John), ai media che viaggiano sull’onda degli scoop “cotti e mangiati” per racimolar lettori e che poi quasi dimenticano tutto a soli pochi giorni di distanza (non mi pare che nessuna rivista si sia accorta dell’abbandono di John, correggetemi se sbaglio). Potrebbe anche darsi che qualcuno arrivi ad ascoltare il nuovo album (?) con la convinzione che ci sia ancora John Frusciante dietro la sei corde dei Red Hot. Un gruppo mainstream (e tutto lo staff che ci lavora dietro) con 25 anni di musica e di carriera alle spalle non avrebbe dovuto lasciarsi sfuggire la situazione così... E noi intanto … “Standing in line to see the show tonight…”Per contatti: ntjr[AT]venicequeen.it
*Ntjr* - Prato, 26/01/2010

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Commenti
Sono felice di constatare che ci sono ragazzi/e come me, e ovviamente condivido tutto, sino all'ultima parola.
Di sicuro non penso che ci sarà silenzio ancora per lungo...ci aspettiamo i peppers, non i guns n' roses....