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Home News Josh Klinghoffer a Rolling Stone: «Lasciare la band è stato come morire»

Josh Klinghoffer a Rolling Stone: «Lasciare la band è stato come morire»

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Dopo le recenti dichiarazioni rilasciate a Marc Maron (leggi la NEWS), è ancora Josh Klinghoffer a parlare del divorzio dalla band in cui ha militato per 10 anni, i Red Hot Chili Peppers, e lo fa ai microfoni di Rolling Stone.

Rolling Stone Andiamo al sodo, Josh, al giorno della tua uscita dai Red Hot Chili Peppers.
Josh Klinghoffer «Mi scrisse Flea il giorno prima, ebbi subito dei cattivi presentimenti, ma credevo che avesse a che fare con dei problemi sul nuovo album, eravamo nel bel mezzo del processo produttivo. Arrivai per ultimo e li trovai tutti seduti in giardino; parlò Flea principalmente, fu molto schietto: "Abbiamo chiesto a John di rientrare nella band." Non ero sorpreso, dissi soltanto poche parole: "avrei voluto fare qualcosa di talmente speciale da rendere questa cosa impossibile .. ma sono molto felice per voi." Volevo andarmene subito, in modo da lasciarli senza rancore, senza andare a rovinare tutto quello che c'era stato in quegli anni. Amo quei ragazzi profondamente, non ho mai pensato di meritare il posto di John.


RS Puoi rivelarci le parole di Anthony quel giorno?
JK «Non disse praticamente nulla, fu Flea a parlare; ma compresi dai suoi occhi che la decisione fu molto sofferta anche per loro. Anthony è molto paternale, il suo atteggiamento era a metà tra il bisogno di consolarmi e la voglia di tagliare corto.»


RS Per quanto tempo durò l'incontro?
JK «Una mezz'oretta, alla fine ci abbracciammo tutti, Chad mi scrisse il giorno dopo e mi disse che era profondamente dispiaciuto, siamo sempre stati grandi amici. Passai l'intera giornata a messaggiare, soprattutto dopo che i Red Hot pubblicarono l'annuncio sui social.»

RS Sapevi qualcosa del fatto che lo avrebbero annunciato in quel modo?
JK «Assolutamente no, pensai "Wow, è una pazzia!", ed erano chiaramente parole di Flea, le riconobbi subito. Quel giorno sedetti in giardino sorseggiando un caffè e spiegando a tutti quello che fosse successo, messaggiai 3 ore di fila. Lasciare la band è stato come morire, ma quante volte ti ricapita di scappare dalla morte e di vivere il resto della tua vita? Il mio cuore quel giorno si portava dentro un peso enorme, non mi capita spesso di annusare le mie emozioni così intensamente.»

RS Il fatto che si sentissero con John da mesi, ti ha fatto sentire più o meno come essere scaricato dalla tua ragazza per il suo ex?
JK «In un certo senso sì .. sapevo che Flea si incontrasse spesso con lui, quel che non sapevo è che facessero anche delle jam insieme. Poi si mise in contatto con Anthony circa 18 mesi fa, andarono a cena insieme, e più avanti con il nostro tour manager, ed ogni volta che si metteva in contatto con qualcuno della band avevo il presentimento che prima o poi tutto ciò sarebbe successo.»

RS Come mai non sei mai andato da Flea a dirgli "devo preoccuparmi?"
JK (Pausa) «Perché non avrei mai immaginato una cosa del genere, stavamo scrivendo un album, più di metà album era già stato scritto, avevamo un calendario, degli impegni da rispettare; se ciò fosse accaduto alla fine di un tour, dopo qualche settimana che io e la band non ci facevamo sentire, sarebbe stato più plausibile, ma non nel bel mezzo della scrittura di un album.»

RS Hai detto che se tutto ciò fosse successo 5 anni fa, ti avrebbe devastato. Perché?
JK «Perché avrebbe confermato tutti i miei presentimenti su quanto facessi schifo e quanto fossi inutile. La mia mente avrebbe accolto questi pensieri che il cervello ama regalarci in momenti di debolezza. Per lo meno, dopo 10 anni, ho avuto modo di esprimere parte della mia personalità e creatività; ho fatto tutto il possibile, anche se alla fine il fatto che "non fossi John" alla band pesava in certi momenti. Ma sono fiero di quello che ho portato a termine con i Chili Peppers.»

RS Cosa pensi dei continui paragoni tra te e John Frusciante?
JK «Li capisco, è una cosa normale tra i fan, non li biasimo; avrei preferito che notassero, tuttavia, anche il mio contributo all'interno della band al di là di John Frusciante, sotto un profilo più generale, che andava anche oltre un aspetto musicale. Quando entrai nella band, sapevo a malapena suonare la chitarra, era lo strumento che sapevo suonare meno, ed il fatto di essere semplicemente salito a bordo ed aver suonato la chitarra come se nulla fosse lo reputo uno dei traguardi più importanti della mia carriera da musicista. Al di là di ciò, sotto un profilo non-musicale, all'interno della band ho sempre cercato una certa alchimia sentimentale, ho cercato costantemente di far sentire tutti come se nulla fosse cambiato, cercando un nuovo linguaggio musicale che ci avrebbe unito, non come con John, ma per lo meno che ci avrebbe permesso di essere amici. Molte erano le emozioni che circolavano tra di noi, e fui in grado di sottolineare quest'aspetto, di portare avanti la band anche sotto questo profilo.»

RS Cosa pensi dei due album che hai registrato con i Chili Peppers?
JK «In verità non ne sono molto affezionato, ci sono dei brani che adoro ma in generale non mi reputo completamente soddisfatto. La decisione di abbandonare Rick Rubin per The Getaway fu tutta mia; lavorare con lui mi faceva costantemente sentire un emarginato, qualsiasi cosa dicessi, buona o cattiva che fosse, non veniva mai presa in considerazione, lui era un amico storico dei Red Hot, quindi era anche abbastanza normale, Flea ed Anthony erano i membri fondatori, Rick il loro amico di sempre; tuttavia, credevo di meritarmi anche io voce in capitolo nel processo produttivo dell'album. Per questo scegliemmo Danger Mouse su The Getaway

RS Credi che (i Red Hot) scarteranno tutto quello che avevate scritto finora?
JK «Sicuramente, e ciò mi rattrista molto, così come fui molto triste quando scartammo la maggior parte dei brani scritti durante le registrazioni di I'm With You

RS Che sound speravi ci fosse nell'album che avreste dovuto registrare a breve?
JK «Avrei voluto suonasse molto energico, mi sarebbe piaciuto dargli un sound simile a quello di Uplift Mofo

RS Se ti invitassero a suonare con loro, come ospite o come futuro membro, accetteresti?
JK «Ovvio che accetterei! Sono miei amici, non rifiuterei mai di suonare con degli amici. Da quando avevo 12 anni volevo suonare in una band, con loro questo sogno si è avverato.»

RS Hai qualche messaggio da dare ai fan?
JK
«I fan sono l'aspetto più affascinante dell'aver fatto parte di una band. Il fatto di avere dei fan, o comunque qualcuno che apprezzi il mio contributo all'interno della band, è una cosa che mi rende molto felice, non sarò mai in grado di esprimere la mia gratitudine ed il mio amore nei loro confronti. Per chiunque apprezzi quello che ho fatto, o che mi abbia conosciuto senza disprezzarmi, sappiate che vi sono completamente grato. Spero che i miei fan saranno ancora interessati alla mia musica, anche perché non smetterò mai.»


Traduzione a cura di Vincenzo Fasulo

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Ultimo aggiornamento Sabato 01 Febbraio 2020 12:01  

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