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Home News Il soggiorno italiano dei Red Hot Chili Peppers: tra bigoli, vigoli e lampredotti

Il soggiorno italiano dei Red Hot Chili Peppers: tra bigoli, vigoli e lampredotti

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Un fulmine a ciel sereno: pur essendo un’espressione assai riduttiva da utilizzare in questi casi, si potrebbe così riassumere la notizia che lo scorso weekend ha scosso (in maniera positiva o negativa, quello può variare a seconda delle persone) la quasi totalità dei fan italiani dei Red Hot Chili Peppers. È bastata una semplice foto postata in anteprima dalla nostra pagina Facebook per scatenare il putiferio di gioia e incredulità tra migliaia di utenti presenti nelle fan page italiane dedicate alla band losangelina; la foto, postata da Chad Smith su Twitter, ritraeva la band ammirare una scultura dell’artista inglese Damien Hirst, curatore della mostra, che si estende anche nei fondali marini, sceglievenicerhcp-venice-hirstndo nientemeno che la suggestiva Venezia. E i Red Hot, grandi amici dell’artista, non si sono potuti certo esimere dall’andare a fare un salto in una delle più belle città del mondo, vista la duratura amicizia che lega la band ad Hirst; si ricorda infatti, che fu proprio lui l’autore della copertina del tanto discusso e spesso bistrattato I’m With You, nonché il designer di un paio di bassi di Flea (chi di voi non ha a mente quello psichedelico usato per Rain Dance Maggie?). Così, Kiedis & co. non hanno giustamente perso tempo e, approfittando della pausa dal tour che stanno effettuando a supporto di The Getaway, sono volati in laguna. E tra i fan si è subito scatenato il toto-Red Hot, che le ricerche di Pokemon Go a confronto, sembravano bazzecole: chi ha pensato di fare follie partendo da città distanti centinaia di chilometri, solo per riuscire ad immortalarsi coi propri beniamini, mentre altri hanno cercato di informarsi riguardo il loro albergo o gli ipotetici luoghi che avrebbero potuto frequentare, tanto che qualche temerario ha tentato questa mission impossible, poi fallita, di riuscire ad incontrarli anche solo casualmente. In mezzo a tutto questo tram tram, la nostra pagina Facebook è stata letteralmente presa d’assalto: persone che ci chiedevano se fossimo a conoscenza del loro alloggio, se sapessimo per quanto tempo si sarebbero fermati a Venezia, perfino se fossimo a conoscenza dei loro spostamenti: ci duole assai dire che non siamo ancora diventati venicefleaveniceparte dell’entourage dei RHCP, né mai probabilmente lo diventeremo, nonostante la nostra decennale attività per i fan su tutto lo stivale venga quotidianamente apprezzata. Nel tardo pomeriggio cominciavano ad arrivare segnali importanti per la serata: un nostro caro utente ci inviava un paio di brevi ma significativi video ritraenti la band nel bel mezzo di un soundcheck, quasi come se si stessero preparando ad un imminente show a sorpresa, mandando in visibilio centinai di fan, sofferenti e colpevoli soltanto di non averlo scoperto per tempo. Segnali che poi hanno effettivamente prodotto qualcosa: verso mezzanotte infatti, la nostra pagina Facebook ha pubblicato in anteprima una foto che ritraeva la band esibirsi in una location misteriosa, a cui hanno fatto seguito diversi video condivisi dai profili Instagram di quei pochi fortunati che avevano avuto il privilegio di godersi questo show. Il mattino dopo, la risposta è arrivata forte e chiara a tutti: i Red Hot Chili Peppers si sono esibiti in gran segreto all’Arsenale di Venezia, in un mini set organizzato proprio da Damien Hirst e al quale hanno potuto partecipare solo in 200 tra amici, artisti, stilisti, giornalisti e fashion blogger di alto rango; Flea sfoggiava una nuova capigliatura a mo’ di leopardo ed Anthony tornava ad indossare il frac, come nello scorso tour. Con buona pace di tutti noi comuni mortali, che, nonostante tutti gli sforzi immani, non avremmo potuto comunque assistere allo show.

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Non sazi dei suggestivi posti che il Bel Paese offre, l’avventura dei Peppers si è spostata pure leggermente più a Sud: il giorno dopo infatti, la nostra pagina Facebook ha caricato in anteprima il video ritraente il batterista Chad Smith jammare Yesterday dei Beatles in compagnia nientemeno che di Andrea Bocelli, in un bel duetto a base di pianoforte e batteria. E così che anche gli amici toscani, esterrefatti per quanto visto, si sono subito messi sull’attenti, cercando di scoprire dove avrebbe potuto bazzicare il buon Chaddone: perché proprio in Toscana? E soprattutto, a fare cosa? La risposta è arrivata nel giro di pochi minuti: il batterista stava registrando, assieme alla sua troupe, una nuova puntata dello show Landmarks Live in Concert, una serie nata da qualche mese, che vede il nostro batterista preferito intervistare i più famosi musicisti in giro per il mondo. E questa volta è toccato ad un’eccellenza nostrana, che ha mostrato una certa affinità con il buon Chad (la puntata andrà in onda a partire dal prossimo 1° luglio).

 

venicechadnardellaE i fan? Anche in quest’occasione sono rimasti a bocca asciutta, perché nessuno poteva prevedere gli spostamenti del batterista, che, per chiudere in bellezza, si è concesso un bel giretto a Firenze, avendo tra l’altro, l’onore di essere ricevuto a Palazzo Vecchio dal sindaco Dario Nardella (o magari quello che deve essere onorato è proprio quest’ultimo), senza sapere cosa si siano realmente detti.

Insomma, cosa rimane di questa tre giorni italiana dei RHCP? Nulla, per il semplice fatto che uno show privato, di questi tempi, non possa fare chissà quale clamore, in virtù del fatto che, per diversi motivi, si è sempre rassegnati a non partecipare. È come se fosse stata una semplice tre giorni di un qualsiasi tour, soltanto che questa non era programmata: per i concerti veri e propri c’è ancora tempo e tutti noi siamo in trepidante attesa di poter ammirare nuovamente i nostri beniamini dal vivo, sebbene sia ormai appurato che non abbiano più l’aura mistica che li ha contraddistinti nei tempi d’oro; ma quelli sono discorsi a sé. Mancano solamente tre mesi, i RHCP proseguono col tour nordamericano e poi saranno nuovamente nel Vecchio Continente, ancora nella nostra Italia, più volte idolatrata da Kiedis e compagni e allora non ci saranno miliardari che tengano. Ripartiranno le cacce agli alberghi, si conterà ancora nella fortuna di incontrali per strada, magari davanti al Colosseo o al Duomo, si torneranno a fare immani sfacchinate notturne per accaparrarsi la transenna. Ma soprattutto si avrà nuovamente l’occasione di ammirare i nostri idoli sul palco: perché la passione e l’adrenalina non si possono comprare né con i milioni, né tantomeno con la fama di gente d’élite.

See you soon, Peppers!

Gianmarco Minossi

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Ultimo aggiornamento Martedì 18 Aprile 2017 18:32  

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