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Home News Guitar Worl Magazine: tradotto in italiano l'articolo sui RHCP (Parte Prima)

Guitar Worl Magazine: tradotto in italiano l'articolo sui RHCP (Parte Prima)

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Di seguito vi riportiamo, tradotto in italiano, l'articolo che la rivista Guitar World Magazine (mese di ottobre) ha dedicato ai Red Hot Chili Peppers. Per gli scans ringraziamo UtBDan del forum di stadium-arcadium.com. Data la lunghezza del servizio abbiamo deciso di dividere il tutto in tre parti, questa è la prima. Buona lettura.
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GET THE FUNK OUT Guitar World Magazine - Ottobre 2011
CINQUE ANNI DOPO IL LORO ULTIMO ALBUM, I RED HOT CHILI PEPPERS RITORNANO CON UN NUOVO CHITARRISTA ED IL LORO FRIZZANTE 10° ALBUM, I'M WITH YOU. ANTHONY KIEDIS E JOSH KLINGHOFFER CI INFIAMMANO SULL'ULTIMA AVVENTURA MUSICALE DEI 'FUNKY MONKS'.

PER DECADI, VENICE BEACH, CALIFORNIA, è stato il rifugio di hipster, spiriti liberi ed outsider di ogni specie. Quindi non è una sorpresa trovare il cantante dei Red Hot Chili Peppers qui in una burrascosa giornata di inizio estate. Si è presentato per un foto-shoot appena fuori il famoso lungomare di Venice, dove è possibile farsi leggere il palmo delle mani, o comprare incensi od oli essenziali o t-shirt rasta da un'ampia serie di rifornitori. Anthony Kiedis stesso è uno spettacolo, agghindato in un modo che ricorda i primi anni del 20° secolo - gilet, camicia completamente abbottonata, un paio baffi accorciati e capelli pettinati su di un occhio che lo fanno sembrare, stranamente, Adolf Hitler.E' accompagnato dal nuovo chitarrista de Red Hot Chili Peppers, Josh Klinghoffer. I due sono in contrasto. Conciso e loquace, Anthony Kiedis si è ovviamente vestito bene per il foto-shoot. Josh Klinghoffer - alto, in atteggiamento scomposto, barba non rasata e così dolorosamente pacifico che potrebbe essere fisicamente estenuante strappargli qualche frase - si è vestito con pantaloni senza forma, t-shirt e giacca a vento. Anthony Kiedis e Josh Klinghoffer emettono una breve risata riguardo alle loro contrastanti scelte sartoriali, quindi siamo andati ad esaminare la curiosa selezione di chitarre vitage funky che Josh Klinghoffer ha portato: una Harmony Stratotone Newport gialla del 1952, una Silvertone dello stesso periodo e una Airline con un jack rotto.

Josh Klinghoffer ha avuto un ruolo chiave nella produzione del nuovo album dei Red Hot ChilI Peppers, I'm With You, un disco di rilievo che segna un nuovo capitolo nella lunga storia creativa della band. E' il primo album, dopo 12 anni, senza il chitarrista di lunga data John Frusciante che ha lasciato la band nel 2009 per inseguire nuovi interessi musicali. Qualcuno potrebbe chiedersi come avrebbe fatto il gruppo  senza la fantasia sfrenata e l'affinato songwriting di John Frusciante. Ma i Red Hot Chil Peppers vecchi e nuovi si sono comportati meravigliosamente.

«Io sono l'ottimista patetico nella band.» dice Anthony Kiedis. «Soltanto io penso che le cose possano naturalmente andare liscie. Questa è una mia facoltà. Anche quando eravamo stesi e percorrevamo la fogna più velocemente di un batter d'occhio, sentivo che tutto sarebbe andato bene, che tutto si sarebbero risolte.»

E in effetti lo è stato. Per diversi aspetti, Josh Klinghoffer è un sostituto ideale per John Frusciante. Per prima cosa, i due sono amici intimi; poi Klinghoffer ha collaborato con Frusciante in parecchi lavori da solista. Inoltre è stato in tour/ha inciso, tra i tanti, con PJ Harvey, Beck, Tricky e i Thelonius Monster e guida il suo gruppo, i Dot Hacker.

Dopo anni al fianco di vari artisti, non vedeva l'ora di creare un progetto suo, ma non potè rifiutare l'offerta di suonare con i Red Hot Chili Peppers. «Mi sono detto,' Dio, non puoi dire di no a ciò',"» dice sorridendo. «Solo il fatto di essere in una stanza con questi ragazzi è un onore, per non parlare del poter creare musica con loro. Ciascuno di loro ha una storia personale ed un legame con l'altro. Non avrei potuto chiedere un gruppo più accogliente di persone o una migliore situazione. Queste sono tre persone che meritano di fare musica  e di crearla con gente che ama farlo come loro.»

Josh Klinghoffer inoltre ha fornito il titolo per il nuovo album dei Red Hot Chili Peppers. "I'm With You" è una frase che il chitarrista ha vista scarabocchiata su di un muro mentre andava alle prove, ma che riassume la condizione attuale della band. E' infatti con loro - nel bene o nel male, si potrebbe aggiungere - investendo l'eredità tormentata di chitarrista dei Red Hot Chili Peppers. «E' la prima volta dai tempi di Mother's Milk che qualcuno oltre a me da il titolo ad un album dei RHCP", dice Anthony Kiedis. "E sono felice che Josh sia venuto con questa idea perchè sembrava veramente adatta.»

I'm With You è un disco energico ed un rispettabile successore della pesante trilogia di Frusciante - Californication, By The Way e Stadium Arcadium - che ha portato i Red Hot Chili Peppers al culmine del successo durante il primo decennio del 21° secolo. Klinghoffer prende parte al filone sperimentale e alle avventure musicali fuori dal comunedi Frusciante. Solo scoltando l'attacco dell'outro di "Goodbye Hooray", una delle canzoni di maggior rilievo di I'm With You, il nuovo ragazzo sembra strappare le spigolose e frenetiche linee degne di Steve Howe in "Gate of Delirium". Con un arsenale di chitarre vecchie comprate nei negozi dell'usato e altre chitarre vintage di maggior lusso, Klinghoffer è pronto per seguire la musa inquieta dei Chili Peppers in qualsiasi sentierò lo condurrà. Ma mentre da una parte condivide un determinato nocciolo estetico con John Frusciante, sotto altri punti di vista è solo sè stesso. Negli ambiti in cui Frusciante è epico, esagerando con chitarra, pianoforte e orchestrazioni vocali, Klinghoffer è più incline a compiere la propria dichiarazione espressiva mediante una singola lamentosa linea di chitarra o una sequenza di accordi scelti ad arte. Possiede un'unica sensibilità negli accordi, che si è armonicamente evoluta nel tempo, ma che mai si sviluppa in una direzione troppo jazz.

Lo stile di Josh Klinghoffer si è idealmente adattato ad I'm With You. Questo è uno degli album dei red Hot Chili Peppers più riflessivi, il lavoro di un gruppo che è passato attraverso pesanti cambiamenti, ma che ancora si rivela ai vertici. Non sono mancati alti e bassi negli anni dalla comparsa, nel 1984, dei Chili Peppers come band di burloni punk-funk provenienti dalle strade inquinate di L.A. Non molto tempo dopo, nel 1988, il loro primo chitarrista, hillel Slovak, morì per un'overdose. Inizia così una serie decennale di reazioni a catena caratterizzate da perdite del controllo, disintossicazioni, chitarristi che vanno e vengono più velocemente di quanto si riesca a tenerne traccia. «C'è stato qualcuno che abbiamo assunto tipo per una settimana.» dice il bassista Flea sorridendo durante una telefonata poche settimane dopo il foto-shoot di Venice. La ritrovata sobrietà alimentò Californication e i suoi due successori. La trilogia è stata come una corsa trionfante fuori dalla foresta nera. Ma con I'm With You la band si prende un spazio per volgere uno sguardo pensoso sopra le spalle. Ci sono riflessioni sulla morte, sull'invecchiamento e sul condurre la propria vita verso un glorioso secondo atto. Nonostante questa malinconica serietà, I'm With You contiene anche alcune delle più gioiose e giovanili canzoni di affermazione della vita sul canone dei Red Hot Chili Peppers. E il giovane Klinghoffer possiede un suono di chitarra, riff e colori per tutti questi stati d'animo.

«Josh è un musicista delicato, sublime e poetico.» dice Flea. «Non è un chitarrista virtuoso/un guitar hero. E' un musicista a tutto tondo. Suona batteria e tastiere bene come la chitarra, così coglie un quadro reale della grande musica e ha un grande senso intuitivo su ciò che può essere utile o no ad una canzone. Egli collaca insieme gli accordi in un modo meraviglioso, unico, in un modo proprio di Josh. Allo stesso tempo è molto radicato in lui il songwriting tradizionale e il modo tradizionale di spostare gli accordi. Ha realmente un modo suo di utilizzarli e di immetterli nel sistema. La sua chitarra ha un suono molto caldo, veramente bello.»

Ma Flea non è sempre stato così entusiasta per il nuovo arrivato. Se Anthony Kiedis si auto-proclamato il "patetico ottimista" della band, Flea tende ad avere un'inclinazione diversa. In un primo tempo egli non vuoleva continuare con la band senza John Frusciante. «Oh, ho pensato di staccare la spina un milione di volte.» confida. «Non è qualcosa di nuovo per me. Quando le cose cominciano ad essere una seccatura, io allora comincio con 'Mmm, questo è un problema'. E non avrei potuto neanche immaginare di fare qualcosa senza John. Quando invece John ci abbandonò, eppure, qualcosa se n'è andato ed io ho cominciato a sentire un profondo amore per la band e ho deciso di continuare. In più mi mancava Anthony. Così abbiamo preso Josh.» Il nuovo chitarriata dei Red Hot Chili Peppers è apprezzabilmente più giovane degli altri Chili Peppers. Ma questo non sembra essere un problema per nessuno. «Sono sempre stato il più giovane nella maggior parte delle volte in cui mi esibivo.» dice Klinghoffer. «La cosa divertente è che probabilmente ho la peggior forma fisica di tutti i componenti dei Red Hot Chili Peppers. Ma essere in questa band non mi fa sentire troppo diverso da qualsiasi altra cosa abbia mai fatto. Sto solo facendo musica con le persone con cui ho piacere di farlo e questo è quello che sono solito fare. Non ho mai fatto qualcosa che non amassi.»

Klinghoffer non sta bluffando su questo. Ha deciso di dedicare la sua vita alla musica all'età di 15 anni, lasciando subito la scuola e abbandonando il sobborgo di Northridge di Los Angeles per proseguire con questa arte. In poco tempo, intorno al 1997, frequentando la musica underground di L.A. si imbattè nella persona di Bob Forrest, celebrità dei Thelonius Monster, entrando a far parte della band di Forrest di quel periodo, i Bicycle Thief. Questo è il modo con cui Flea e Kiedis vennero per la prima volta a conoscenza di Josh Klinghoffer. Anthony Kiedis rammenta, «Bob Forrest è un mio buon amico e mi ricordo che era sopra la luna per aver trovato quello che pensava fosse il prossimo messia musicale proveniente dalla San Fernando Valley. Bob mi portò a casa sua per farmi ascoltare le prime registrazioni dei Bicycle Thief. Questa è stata la prima volta che ho ascoltato Josh. Penso che una piccola parte del destino fu fissata quella volta. Bob è sempre stato una sorta di combinatore di incontri. Suppongo si sappia. Penso che lui sapesse che Josh sarebbe stato un bene per la nostra band prima che io potessi prenderlo in considerazione.»

Ci sono voluti 14 anni prima che il destino si adempisse. Da lontano sembra che la partenza di Frusciante dai Peppers e l'arrivo di Klinghoffer nella band sia stata una transizione gestita con semplicità, come se Frusciante avesse scelto ed installato il suo amico intimo come successore. Klinghoffer per la prima volta ha suonato con i Peppers nel 2007, come un ausiliario chitarrista/tastierista/corista durante la leg finale del tour di Stadium Arcadium, quando ancora Frusciante era nella band. Poi, nel maggio del 2009, Klinghoffer, Kiedis, Flea ed il batterista dei Chili Peppers Chad Smith  si sono esibiti con Ron Wood e Ivan Neville al MusiCares benefit di L.A., soprannominandosi The Insects. Frusciante non era presente quella sera. La cosa successiva che tutti sanno è che Frusciante era fuori e Klinghoffer era dentro. Ma Kiedis ride quando si allude al fatto che il passaggio del ruolo di chitarra dei RHCP sia stato premeditato da una mano esterna. «I poteri invisibili forse avevano una chiara transizione in mente.» dice. «Ma per noi comuni mortali sulla terra è tutto un po' meno ovvio.»

Flea aggiunge, «Avevo pensato a diversi tipi di chitarristi e cose, ma si è arrivati al fatto che Josh è uno della famiglia.»

La nuova line-up officiale dei Red Hot Chili Peppers è scesa a lavoro ufficialmente il 12 ottobre del 2009, radunandosi in una sala prove a North Hollywood per cominciare il songwriting del nuovo album che sarebbe stato I'm With You. Sulla strada per andare alla prova, ricevettero la notizia che il loro vecchio amico Brendan Mullen era venuto a mancare. Un motore chiave ed un miscelatore della scena artistica punk/underground di L.A., Brendan Mullen aveva data inizio alla leggendaria sede punk del Masque. Da teenager Anthony Kiedis sarebbe rimasto alzato fino a tardi per ascoltare suo padre, l'attore e scenester Blackie Dammett, raccontare storie di notti decadenti al Masque. Successivamente Mullen avrebbe portato i Red Hot Chili Peppers ad uno dei più grandi cambiamenti della loro carriera iniziale, facendoli aprire per i Bad Brains in un'altra produttiva sede rock di L.A., il Club Lingerie. E così non appena la nuova formazione dei RHCP cominciò a jammare a North Hollywood, la musica che ne è emersa è stata un omaggio al loro compagno che si era spento, "Brendan's Death Song". Sotto diversi aspetti, questa è divenuta la canzone predominante per l'album che stava prendendo forma. «E' incredibile come quella canzone è nata.»- si meraviglia Flea. «Brendan Mullen è morto il giorno del suo suo compleanno [n.d.r. ho controllato ma era nato il 9 ottobre, non il 12]. E quello è divenuto il compleanno della nostra nuova band.»

«Abbiamo soltanto iniziato e questo è quello che ne è venuto fuori.» dice Kiedis. «Vai in una stanza e cominci a suonare.» Flea aggiunge. «Cominciamo a suonare e tutto ad un tratto mi dimentico che sto suonando. Si entra dentro questo stato estaico dove c'è come qualcosa di ipnotico che comincia a fluire ed è bellissimo. Ti senti completo. Il processo è stato del tutto facile inizialmente. E' stato veramente emozionante perchè Josh è un musicista diverso da John.» dice Flea. «Il suo approccio è completamente diverso. M questo è stato anche un po' impegnativo all'inizio.John e io avevamo sviluppato un linguaggio musicale così approfondito che solo noi potevamo conoscere. Con Josh questo non c'è stato immediatamente. Dovevo imparare a lasciarmi andare e lasciare che Josh  facesse altrettanto. E non appena mi fossi lasciato andare e avessi lasciato che Josh fossse Josh qualcosa di veramente bello sarebbe accaduto e avremmo avuto una grande canzone o un gran pezzo musicale.»

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Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Settembre 2011 12:17  

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