Venicequeen.it

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View Privacy Policy

Home News Acid For The Children in Pillole: il mio migliore amico / hippies e punk rock

Acid For The Children in Pillole: il mio migliore amico / hippies e punk rock

E-mail Stampa PDF

image-2

leggi il primo episodio / leggi il secondo episodio

Prima che mi trasferissi a Los Angeles, Stephen Paul, un mio vicino di casa, divenne il mio migliore amico dell’epoca.
Suo padre morì poco prima che ci conoscessimo, il mio era in Australia; in qualche modo riempimmo a vicenda il vuoto lasciato dalla mancanza di una figura paterna. Gli altri miei amici erano tutti volgari, rozzi, con loro praticavo sport, facevo scorregge e schiamazzavo di continuo. Stephen invece era l’esatto opposto; con lui passavo delle ore in cameretta a leggere libri come Nancy Drew, Agata Christie, Hobbit, ascoltavamo dischi come il White Album dei Beatles, attività che con gli altri non avrei mai sognato di fare. Ma l’aspetto più affascinante della nostra amicizia era la sensibilità e la dolcezza che c’era tra di noi; con lui potevo essere me stesso, abbassare la guardia, era una sensazione così liberatoria! Sua madre era un’attivista politica, in particolare un’opponente di Richard Nixon.
Durante la sua campagna elettorale, il suo convoglio arrivò in città, ed io ero lì sul ciglio della strada con un cartello che recitava “no more Nixon”. Non sapevo una mazza di politica, ma protestare contro quel figlio di puttana fu una bella sensazione.

8ffe8f0d26567ab0e9d1a37283dc40af

Quando avevo 10 anni, ricordo che un giorno stavo passeggiando con Stephen, quando ad un tratto vedemmo un mini-van pieno di hippies, li salutammo e urlammo frasi del tipo “grandi! Adoro gli hippies, wohooo!”; non la presero bene, scesero dal furgone e iniziano a rincorrerci, fortunatamente ci imbucammo in una scorciatoia tra i cespugli e scampammo il peggio.
Crescendo, ed in particolare dopo quell’episodio, nutrii un particolare scetticismo verso gli hippie e la loro ipocrita visione della vita, il loro motto “peace and love”, apparentemente solo di facciata. Qualche anno più tardi mi avvicinai al punk rock, e mi affascinò subito la sua anima rockettare anti-sistema, la sua integrità populista, in cui trovai conforto, amore ed unione. Il movimento hippie e quello punk erano entrambi correnti populiste ed anti-sistema, usavano l’arte per dare sfogo ad un’adolescenza frustrata; tuttavia gli hippie erano degli autentici idioti. Non erano stati in grado, dopo aver raggiunto tutta quella popolarità, di reggere la sregolatezza, l’intelligenza e la cruda sincerità del punk rock.
George Clinton mi disse che Woodstock rappresentò la fine del movimento Hippie, e che la canzone che meglio rappresentò gli interi anni sessanta fu “She’s Leaving Home” dei Beatles.

Share Link:
Bookmark Google Yahoo MyWeb Del.icio.us Digg Facebook Myspace Reddit Ma.gnolia Technorati Stumble Upon

Commenti

Nome *
Inserisci l'e-mail per la verifica
URL
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Aprile 2020 16:32  

SEGUI VQ.IT

facebook2instagram_logotwitter-iconyoutube
myspacegoogle-plus-iconalastfm2Abbonati al Feed RSS di Vq.it

SOSTIENI VQ.IT

paypal_donate

Save_the_Children

Sondaggio

Qual è stato il concerto che avete preferito tra le 5 date italiane del The Getaway Tour?
 


What's Hot !?

animazione2
Silverlake Conservatory of Music
Fb Page - CoverBands Italiane
banner_coverband_myspace2
collage_army_small
Vq.it remembers kissarmy