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Pearl Jam, Chad Smith e Josh Klinghoffer insieme sul palco di Rio De Janeiro

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Questa notte i Pearl Jam si sono esibiti all'edizione 2018 del Lollapalooza Brasil, presso lo Stadio Maracanã di Rio De Janeiro, lo stesso palco che vedrà nella giornata di domani, venerdi 23 marzo, anche lo show dei Red Hot Chili Peppers all'interno della stessa manifestazione.

La band capitanata da Eddie Vedder, ha confermato, rinnovato e onorato in più occasioni l'amicizia ormai trentennale che la lega al gruppo di Anthony Kiedis: ha dedicato infatti ai Peppers il brano "Whishlist" e subito dopo la fine del pezzo ha ricordato come il gruppo abbia scritto pezzi bellissimi come "Behind The Sun", e durante il proseguo dello show ha fatto salire prima sul palco Chad Smith, che ha suonato il cowbell sul brano "Can't Deny Me" e poi Josh Klinghoffer, che si è aggiunto alla chitarra per il finale di "Alive".

Smith ha poi replicato sul finale per la cover di Neil Young "Rockin' In A Free World", dove ha sostituito alla batteria Matt Cameron.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Marzo 2018 19:45
 

Acid For The Children: svelata la copertina dell'autobiografia di Flea?

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Secondo quanto riportato dalla pagina Facebook Red Hot Chili Peppers Archive, questa immagine, scattata da Clara Balzary, figlia di Flea, sarebbe l'immagine di copertina dall'autobiografia del bassista dei Red Hot Chili Peppers dal titolo Acid For The Children, che uscirà negli Stati Uniti il prossimo 25 settembre.
La foto è stata riportata anche da Double Magazine, senza però precisare la destinazione finale. La rivista pubblicherà sul suo prossimo numero, una serie di scatti di Clara che ritraranno il padre con la figlia più piccola Sunny.

In attesa di ulteriori conferme, vi ricordiamo che il volume per adesso non ha una data ufficiale di uscita per il mercato italiano.

Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Marzo 2018 08:18
 

Charitybuzz: all'asta una chitarra Fender autografata dai RHCP

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Sul sito charitybuzz.com (associazione no profit a scopo benefico nata nel 2005) è apparso nella giornata di ieri una nuova asta, riguardante i Red Hot Chili Peppers. E' infatti possibile acquistare una chitarra Squire Fender firmata da tutti e 4 membri della band (anche se l'annuncio non specifica se la sei corde sia mai stata utilizzata da Josh Klinghoffer in qualche occasione). Al momento l'asta è ferma a poco più di 2.000 dollari, ma da qui al 28 marzo (giorno conclusivo per accaparrarsi l'oggetto), siamo sicuri che il prezzo aumenterà.

Questo è l'ennesimo gesto della band caliiforniana sempre in prima linea per aiutare associazioni di vario tipo e scopo benefico. Complimenti ragazzi.

Cattura

Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Marzo 2018 12:31
 

Acid For The Children: arriva il 25 settembre l'autobiografia di Flea

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Uscirà il prossimo 25 settembre Acid For The Chilren, l'autobiografia dell'iconico bassista dei Red Hot Chili Peppers - Flea. Il volume (della quale ancora non si conoscono i dettagli, compresa la cover ufficiale), uscirà negli Stati Uniti (nessun dato emerso per un'eventuale pubblicazione in Itaia, al momento) per la casa editrice Grand Central Publishing, e ripercorerrà l'intera vita del musicista, fino agli ultimi anni. Di seguito la sinossi pubblicata sul sito koboo.com, che ha già piazzato il libro nei pre-ordinabili.

Il bassista icona e coofondatore degli immortali Red Hot Chili Peppers ci racconta finalmente la storia della sua vita, dai vertiginosi successi fino ai bassifondi più oscuri, ciò che ti aspetteresti da un topo da strada di Los Angeles che diventa una rockstar di fama mondiale.

Traduzione a cura di: Vincenzo Fasulo
Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Febbraio 2018 20:53
 

Flea scrive al Time: «la tentazione alle droghe è una puttanata»

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FLEA: LA TENTAZIONE DELLE DROGHE È UNA PUTT*NATA

L’overdose da sostanze stupefacenti uccide più di 64.000 persone all’anno, ed è la causa maggiore di morte per gli americani under 50. Per documentare la devastante crisi da oppiacei in America, TIME ha inviato il fotografo James Nachtwey e il vice direttore alla fotografia Paul Moakley in tutto il Paese per raccogliere testimonianze dai coloro che lo hanno vissuto in prima persona. Il risultato, “The Opioid Diaries” è una testimonianza visiva di un’emergenza nazionale e un’esortazione ad agire.

Sono stato vicino all’abuso di droghe sin da quando sono nato. Tutte le persone adulte nella mia vita ne facevano uso per allievare i loro problemi, quindi alcool e droghe erano dappertutto, sempre. Ho cominciato a fumare marijuana all’età di 11 anni, e la mia adolescenza procedette pippando, bucandomi, fumando e ingerendo droghe.

Ho visto tre dei miei più cari amici morire di overdose prima dei 26 anni, e ci sono andato vicino anche io. Tutto ciò mi portò a desiderare di essere un buon padre, mi ispirò un senso di autoconservazione, e nel 1993 (all’età di 30 anni) capii finalmente che le droghe mi stavano distruggendo e privandomi della mia forza vitale. Da allora smisi di usarle per sempre.

La tentazione della droga è una cosa infame. Per tutta la vita ho passato periodi di agitazione terribili: una rigidità allo stomaco che riduceva il cervello in una gelida morsa. La mia mente ronzava continuamente, non riuscivo a mangiare o dormire, ed ero intrappolato in un vuoto di disperazione che sembrava essere infinito. Cavolo, la droga sistemava tutto in un attimo.

Una volta che apri la porta all’abuso di droghe, loro sono sempre lì, ti seducono per metterti a posto il cervello. Potevo meditare, fare esercizio fisico, pregare, andare da uno strizzacervelli, lavorare pazientemente ai miei problemi relazionali; oppure potevo semplicemente andare da un pusher, comprare una busta d’erba e risolvere tutto e subito con 50$.

Ciò che ho imparato è ad essere sempre riconoscente al mio dolore. Questo modo di pesare mi ha aiutato a scacciare la tentazione delle droghe.

Non uscivo guarito dai centri di riabilitazione. Ho fiducia con tutto il cuore in organizzazioni come AA, ma non era ciò che faceva per me. Quello che più ha funzionato per me è stato imparare che il modo migliore per crescere è quello di toccare con mano coscientemente cosa significa passare tempi duri. Avevo un forte desiderio di stare bene, di amare, e realizzai che avrei dovuto passare momenti difficili per raggiungere ciò che volevo. Realizzare ciò non fu per niente facile, ma mi permise di avere più fiducia in me stesso. Una mente pulita mi ha permesso di passare dall’altra parte, ed è li che ho trovato successo, gioia e forza di andare avanti.

Ma tempo fa, quando facevo il ladruncolo e il ragazzaccio per le strade di Hollywood, e facendomi di qualsiasi droga esistente, i pericoli erano ben chiari. Sono stato beccato dalla polizia, ferito dai pusher, sono andato in overdose, ho camminato per strade pericolose, con gente che girava con la pistola nell’oscurità. Entrare in questo squallido mondo malato era ovviamente pericoloso.

Ma cosa faresti se il tuo pusher fosse qualcuno di cui ti fidi da bambino, e che ti promettesse di farti stare sempre bene? Molti di quelli che oggi soffrono furono introdotti alle droghe dai loro operatori sanitari. Quando ero bambino, il mio dottore era solito darmi una caramella dopo un controllo. Adesso ti rilasciano una ricetta. E non è facile sconfiggere la tentazione quando la persona che ti fornisce la droga è il tuo dottore, perché di solito non si contraddice un dottore quando ti prescrive qualcosa.

Qualche anno fa mi ruppi il braccio mentre ero sullo Snowboard e mi dovetti operare. Il mio dottore mi rimise in sesto alla perfezione, e grazie a lui posso ancora suonare il basso con tutto il mio cuore. Oltre a ciò, tuttavia, mi diede dell’Ossicodone da prendere per due mesi, quattro volte al giorno. Ero sballato di brutto dopo aver preso quei medicinali. Non calmavano soltanto il mio dolore fisico, ma anche quello sentimentale. Ne presi solo una al giorno, ma non fui comunque presente abbastanza per i miei figli; il mio spirito creativo era in crisi e divenni depresso. Smisi di prenderli dopo un mese, ma avrei potuto benissimo averne quanta ne volevo.

Persone sanissime divennero dipendenti da tali medicine e finirono col morire. Avvocati, idraulici, filosofi, celebrità – la tossicodipendenza non guarda in faccia a nessuno.

Talvolta c’è ovviamente bisogno degli antidolorifici, ma i medici dovrebbero essere più accorti nel prescriverli. Così come è ovvio che ogni prescrizione di medicinali a base di oppio dovrebbero includere un monitoraggio del paziente e una percorso riabilitativo in caso di dipendenza. Le grandi case farmaceutiche potrebbero sovvenzionare questo meccanismo con una percentuale dei loro enormi guadagni.

La dipendenza è un disagio crudele, e la comunità medica, insieme al Governo, dovrebbe aiutare di più chi ne ha bisogno.

La vita fa male. Il mondo è spaventoso, ed è più facile fare uso di droghe che andare avanti soffrendo, con preoccupazioni, ingiustizie e delusioni. Ma cominciando con l’avere gratitudine per i momenti difficili, e valorizzando le lezioni che le difficoltà c’insegnano, abbiamo l’opportunità per sconfiggere tali difficoltà e stare meglio, essere più felici e vivere al di sopra della forte tentazione della tossicodipendenza.

 

Fonte: time.com
Traduzione a cura di: Vincenzo Fasulo

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Febbraio 2018 08:10
 


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