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Mother's Milk: emergono alcuni scatti inediti promozionali dei RHCP

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Lo studio fotografico di Boston WNFX ha pubblicato da qualche settimana alcune foto promozionali inedite scattate dalle fotografa Julie Kramer ai Red Hot Chili Peppers tra il 1989 e il 1990 (Kiedis e co. all'epoca stavano promuovendo negli States il loro ultimo album, Mother's Milk). Infatti gli scatti che ritraggono la band a pranzo, risalgono al 20 ottobre 1989 al Capitol Dinner, quella sera il gruppo si sarebbe esibito al The Channel Night Club di Boston. Le altre invece, sempre scattate dalla Kramer sono risalenti al 1990, con quelle del solo Anthony Kiedis scattate del maggio di quell'anno direttamente ai WFNX Studios.
Per maggiori informazioni e per acquistare la stampe in alta qualità potete andare direttamente sul sito ufficiale di Julie Kramer.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Novembre 2018 12:23
 

Incendio in California: Situazione gravissima, ma i RHCP (e le loro case) stanno bene

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L'incendio di origine dolosa che in queste ore sta mettendo in ginocchio la California e più nel dettaglio la costa di Malibù, dove molte star della musica e del cinema hanno le loro abitazioni, sta creando enormi disagi alla popolazione. Ne han fatto le spese sopratutto l'attore Gerard Butler e il cantautore canadese Neil Young (solo per citarne due), che hanno visto le loro case distrutte dalle fiamme.

Anche i membri dei Red Hot Chili Pepppers hanno sulla costa le loro abitazioni, tanto che nelle ultime ore sono molti fan della band californiana hanno chiesto rassicurazioni sui social network ufficiali del gruppo, che sono arrivate poi sul profilo Instagram ufficiale di Kiedis e soci.

Cattura

Grazie per tutti i messaggi che ci avete scritto e per esservi preoccupati per noi. Noi siamo al sicuro e le nostre famiglie stanno tutte bene. Pregate per la California e mandate più energia positiva che potete.

Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Novembre 2018 19:28
 

Il lato (e l'amore) oscuro dietro a Niandra LaDes di John Frusciante [PARTE 2]

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Oswald e Frusciante condividevano un’ammirazione per l’artista francese Duchamp. Marchel Duchamp (1887-1968) era importante per entrambi non soltanto per il suo famoso orinatoio e altri oggetti d’arte, ma piuttosto per la sua attitudine alla vita, che fu per i due di particolare ispirazione.
“Duchamp lo ammiro come persona, oltre che come artista. Ai miei occhi, sembrava aver avuto un rapporto con la vita molto salutare e mi ha sempre ispirato ad “uscire da me stessa”, a non prendermi troppo sul serio, a guardare alla vita da un punto di vista buffo ed assurdo.
Tutte le mie persone preferite hanno una giusta dose di autoironia.
Lavoro con molta dedizione sulla scrittura, sull’arte del fare musica, ma allo stesso tempo ho imparato a non prendermi troppo sul serio; perché diciamola tutta: nessuno resisterebbe più di tanto a fianco ad una persona egocentrica che passa le proprie giornate con sé stessa. Quando scrivo musica o dipingo, le cose migliori accadono quando non ci penso; improvvisamente qualcosa mi appare davanti.
L’alter ego femminile di Duchamp, Rrose Selavy  (ovvero l’anagramma di “eros, c’est la vie”) fu l’ispirazione per il titolo e la copertina dell’album di Frusciante. Niandra LaDes divenne così l’alter ego di John Frusciante; sulla parte anteriore della copertina, Niandra viene raffigurata su una spiaggia con in dosso vestiti da donna, quelli di Oswald (ad eccezione del soprabito).
“Credo che il nome, “Usually Just a T-Shirt”, fui io ad’ ispirarlo; quando eravamo lontani indossavamo l’uno i vestiti dell’altro; mi chiamò un giorno mentre era in tour, dopo aver ricevuto una scatola con alcuni miei vestiti da indossare e mi chiese cosa abbinassi di solito a dei pantaloni arancioni; ed io risposi “di solito, solo una maglietta” (Usually Just a T-Shirt).
Oltre a Duchamp, una delle loro influenze principali fu una ragazzina. Il suo nome? Clara Balzary, figlia del bassista dei Red Hot Chili Peppers, Flea.
Aveva quattro anni quando Niandra LaDes venne pubblicato.
“Clara era l’unica bambina che vedevamo spesso. Amavamo il suo approccio  alla vita, ci ricordava cosa volesse dire essere bambini, guardare il mondo con innocenza ed immaginazione.
John disegnò sui muri di casa nostra a Laurel Canyon la scritta “be lazy” (sii pigro), frase che Clara ci disse una volta e di cui realizzammo il significato soltanto più tardi; non bisogna sempre “fare” qualcosa per forza, a volte è importante semplicemente “essere”. Era questo il significato, ed è una cosa a cui penso tuttora e che mi sforzo di fare.
River Phoenix e I paraorecchie di carta igienica.
Oltre a dipingere e a sperimentare giochi di ruolo gender, Frusciante passò i primi anni ’90 fumando erba e registrando canzoni nella sua stanza, con un Tascam a 4 tracce. Non aveva intenzione di far uscire quelle canzoni dalla sua stanza. Sarebbe dovuto passare del tempo, e succedere parecchie cose prima che quelle canzoni divennero materiale per Niandra Lades and Usually Just a T-Shirt.
Oswald e Frusciante condividevano un’ammirazione per l’artista francese Duchamp. Marchel Duchamp (1887-1968) era importante per entrambi non soltanto per il suo famoso orinatoio e altri oggetti d’arte, ma piuttosto per la sua attitudine alla vita, che fu per i due di particolare ispirazione.
«Duchamp lo ammiro come persona, oltre che come artista. Ai miei occhi, sembrava aver avuto un rapporto con la vita molto salutare e mi ha sempre ispirato ad “uscire da me stessa”, a non prendermi troppo sul serio, a guardare alla vita da un punto di vista buffo ed assurdo.
Tutte le mie persone preferite hanno una giusta dose di autoironia.
Lavoro con molta dedizione sulla scrittura, sull’arte del fare musica, ma allo stesso tempo ho imparato a non prendermi troppo sul serio; perché diciamola tutta: nessuno resisterebbe più di tanto a fianco ad una persona egocentrica che passa le proprie giornate con sé stessa. Quando scrivo musica o dipingo, le cose migliori accadono quando non ci penso; improvvisamente qualcosa mi appare davanti.»

L’alter ego femminile di Duchamp, Rrose Selavy (ovvero l’anagramma dieros, c’est la vie”) fu l’ispirazione per il titolo e la copertina dell’album di Frusciante. Niandra LaDes divenne così l’alter ego di John Frusciante; sulla parte anteriore della copertina, Niandra viene raffigurata su una spiaggia con in dosso vestiti da donna, quelli di Oswald (ad eccezione del soprabito).
«Credo che il nome, “Usually Just a T-Shirt”, fui io ad’ ispirarlo; quando eravamo lontani indossavamo l’uno i vestiti dell’altro; mi chiamò un giorno mentre era in tour, dopo aver ricevuto una scatola con alcuni miei vestiti da indossare e mi chiese cosa abbinassi di solito a dei pantaloni arancioni; ed io risposi “di solito, solo una maglietta” (Usually Just a T-Shirt).»
Oltre a Duchamp, una delle loro influenze principali fu una ragazzina. Il suo nome? Clara Balzary, figlia del bassista dei Red Hot Chili Peppers, Flea.
Aveva quattro anni quando Niandra LaDes venne pubblicato.
«Clara era l’unica bambina che vedevamo spesso. Amavamo il suo approccio  alla vita, ci ricordava cosa volesse dire essere bambini, guardare il mondo con innocenza ed immaginazione.
John disegnò sui muri di casa nostra a Laurel Canyon la scritta “be lazy” (sii pigro), frase che Clara ci disse una volta e di cui realizzammo il significato soltanto più tardi; non bisogna sempre “fare” qualcosa per forza, a volte è importante semplicemente “essere”. Era questo il significato, ed è una cosa a cui penso tuttora e che mi sforzo di fare.»

River Phoenix e Il paraorecchie di carta igienica
Oltre a dipingere e a sperimentare giochi di ruolo gender, Frusciante passò i primi anni ’90 fumando erba e registrando canzoni nella sua stanza, con un Tascam a 4 tracce. Non aveva intenzione di far uscire quelle canzoni dalla sua stanza. Sarebbe dovuto passare del tempo, e succedere parecchie cose prima che quelle canzoni divennero materiale per Niandra Lades and Usually Just a T-Shirt.
Frusciante descrive così quel periodo: «fumare erba mi portava lontano da quella stanza, in modo che potessi sentire quello che suonavo da un’altra dimensione, fuori da me stesso. Smisi di vedere la chitarra come un oggetto che tenevo tra le mani, e cominciai a considerarla un tutt’uno con lo spazio ed il vuoto.»
Secondo Oswald, l’ispirazione agli a quegli esperimenti discografici fu un album degli anni ’70 di un gruppo chiamato i Residents, intitolato Not Available (non disponibile).
L’idea di fondo era di registrare un album, chiuderlo a chiave e farlo uscire quando il resto della band lo aveva ormai dimenticato. Frusciante intendeva fare la stessa cosa: voleva lasciarlo per sempre nel suo archivio personale, o almeno fino alla sua morte.
Oswald sedette al suo fianco per quasi tutta la durata delle registrazioni, disegnando o semplicemente ascoltandolo suonare. Di solito John registrava a notte inoltrata, quando il rumore delle auto per strada diminuiva e i loro amici tornavano a casa.
I testi nacquero da sogni, visioni, e flussi di coscienza.
A volte Frusciante chiedeva ad Oswald di parlare o cantare nelle sue canzoni. E questo suo contributo si concretizzò alla fine in due brani dell’album. Per il primo di questi due brani, Oswald prese dei libri dallo scaffale, tra cui Witt di Patti Smith e The Gates of Wrath di Allen Ginsberg, e selezionò al loro interno alcuni estratti da cantare in modo del tutto improvvisato.
Per quanto riguarda il secondo, Oswald si trovava quel giorno al tavolo della cucina, intenta a disegnare insieme ad un suo amico.
«Mi chiese se avessimo intenzione di cantare qualcosa su uno dei suoi pezzi. Organizzò tutto, ci disse di fare certi rumori, o di parlare di varie cose. Ad esempio, diceva “fate il verso del gatto”, oppure “dite parole che vi piacciono”, e poi le registrava in tempo reale sul Tascam.»
Oswald era presente in due occasioni in cui Frusciante registrò insieme all’attore River Phoenix (il fratello maggiore di Joacquin Phoenix) nel 1992.
In una di queste, Frusciante chiese a Phoenix di improvvisare qualcosa, era sera. Lui prese il microfono ed iniziò a parlare così, su due piedi.
“Height Down” fu scritta nella stanza d’hotel di River, all’Argyle su Sunset Boulevard. Era di strada alla collina dove abitavano John e Toni.
«Ricordo che scrissero il testo in quella camera d’albergo, e probabilmente anche la musica. Il brano fu poi registrato successivamente a casa nostra. Rimasero svegli fino a note fonda e il giorno dopo io avevo un’audizione. River fu davvero gentile e preoccupato del fatto che la musica era troppo alta per permettermi di dormire (la camera da letto si trovava su un loft che affacciava sulla stanza da pranzo, quindi si sentiva tutto), quindi ad un certo punto venne in camera e mi fece due paraorecchie con della carta igienica, sperando di attutire il rumore provocato dalla musica.
Non funzionarono affatto (ride), ma il suo gesto fu di una dolcezza infinita.»

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Frusciante mise le sue canzoni su una cassetta che era solito ascoltare in macchina con Oswald o a casa di amici. Fu spinto, da Gibby Haynes dei Butthole Surfers, a presentare il materiale ad una casa discografica, e alla fine riuscì a mettersi in contatto con Rick Rubin, che accettò di lavorarci.

Uccidi I maiali facendoli diventare noccioline di merda
Frusciante aggiunse l’eroina al suo abiuale consumo d’erba. Si faceva e nel frattempo dipingeva figure gigantesche, scriveva furiosamente sul suo quaderno. La chitarra e il registratore passarono in secondo piano in quel periodo.
La droga all’inizio gli forniva energia ed ispirazioni, ma non passò molto tempo prima che iniziò a perdere il controllo. La sua depressione aumentò. E così cominciò con allucinazioni, telefonate ad amici nel cuore della notte in cui affermava di avere gatti nella sua testa o serpenti negli occhi. Si isolò dal mondo che lo circondava, sedendo sul tetto della sua abitazione dicendo di essere in guerra con dei “fantasmi”. E il suo stato d’isolamento non era solo sociale: vestiva in modo da non lasciare scoperta nessuna parte del corpo, non un centimetro di pelle era esposta alla luce del sole. «Non potevi avvicinarmi in nessun modo»; era così che si descriveva lo stesso Frusciante in quel periodo.

«John credeva che trasferirmi a New York sarebbe stato meglio per entrambi, che mi avrebbe fatto sentire meglio non vederlo continuamente in quello stato pietoso. Ma fu peggio. Ero costantemente preoccupato per lui, come al solito, soltanto che mi trovavo dall’altra parte del Paese. Parlavamo ogni giorno a telefono e ci vedevamo più o meno ogni tre settimane, o veniva lui a New York oppure andavo io a L.A.»

Una volta, dopo essere stata via per alcune settimane, una scena piuttosto inquietante accolse Oswald al suo ritorno a casa: frasi criptiche scritte sui muri, bottiglie di vino vuote sul pavimento, dipinti, spazzatura di ogni genere, siringhe usate. Tutto sparso in ogni angolo della casa. Una frase sul muro diceva: uccidi I maiali facendoli diventare noccioline di merda e ,un’altra mi fa male l’occhio, scritta in rosso.
«Quando me ne andai, la casa versava di nuovo in condizioni normali, pulita e ordinata.»

Il disordine di casa Frusciante, scritte sui muri comprese, fu oggetto di un documentario del 1993, Stuff, diretto da Johnny Depp e Gibby Haynes. I due passarono un giorno con un Frusciante nel pieno di un delirio pittorico. Fece così impressione a Johnny Depp al punto da spingerlo a girare un documentario, per testimoniare il caos a cui stava assistendo, quello mentale di John Frusciante e il quello fisico della sua abitazione. Alla fine del cortometraggio saltò fuori anche Timothy Leary.
«Leary si presentò su invito di Johnny Depp. Credo sia stato un grande, e lo pensava anche Frusciante al tempo. Rimase colpito dall’ascolto di Niandra LaDes.»

La casa in fiamme
Qualche mese dopo aver girato Stuff, la casa andò in fiamme. Oswald si trovava a New York. Il fuoco si diramò dalla stanza in cui Frusciante era solito dipingere, con bombolette spray, colori ad olio e bottiglie di acquaragia sul pavimento. Il calore delle fiamme fece esplodere il vetro della porta scorrevole del balcone della stanza, e il rumore svegliò Frusciante che si precipitò all’esterno della casa chiedendo soccorso ai vicini.
«Quasi tutti i dipinti andarono in fiamme, insieme ai nostri quaderni degli appunti e a tutto ciò che c’era in casa. Due dipinti di William Burroughs andarono perduti. Sorprendentemente, le cassette su cui John aveva registrato Niandra rimasero completamente intatte. Come se il fuoco le avesse ignorate! Quindi le prese e le portò con sé quando il giorno dopo venne a trovarmi a New York. Anche le sue chitarre rimasero in buone condizioni, ma qualcuno approfittò della sua assenza per rubargliele.»

In una delle tracce di Niandra Lades, “Your Pussy Is Glued to a Building on Fire”, Frusciante parla dell’incendio e dei suoi dipinti. Il testo, metà parlato e metà cantato, era solo una premonizione di tutto il caos e la distruzione che presero il sopravvento prima che l’album venne  pubblicato.

Frusciante si rimise a lavoro per rendere i brani accettabili ed idonei ad essere pubblicati. Oswald lo aiutò a scegliere I titoli dei brani e la copertina. L’album uscì nel 1994, senza fare rumore.
Le due canzoni scritte con River Phoenix vennero escluse dalla tracklist finale, su richiesta dei suoi genitori. Frusciante tuttavia le pubblicò in un secondo momento, includendole nel suo secondo album solista.

Libertà e creatività
In un’intervista rilasciata ad Helsingin Sanomat nel Luglio del 2018, l’economista premio Nobel Bengt Holmström afferma: «la gente pensa che la creatività sia frutto della libertà. È un grave malinteso. La creatività nasce dagli ostacoli, dai limiti e dalle domande.»
Tale affermazione è in contrasto con l’idea su cui si sviluppò l’album di Frusciante. Secondo Oswald, la libertà di Frusciante era causata dal fatto di non avere nessun obiettivo in mente.
«John voleva essere il più libero possibile nel comporre la sua musica. Trovare la sua piena libertà di espressione era il suo obiettivo fondamentale.»
In un’intervista rilasciata da Frusciante dopo che l’album fu pubblicato, egli disse che non gli interessava minimamente quello che sarebbe sucesso se qualcuno avesse ascoltato le sue canzoni.

Chiudevo gli occhi e viaggiavo vorticosamente tra i miei pensieri, dieci alla volta. Andavo in posti sconosciuti senza essere cosciente dei miei pensieri. (John Frusciante, intervista per Guitar World, 1995)

Oswald considerava Niandra Lades un album sull’amore, articolato in due livelli: l’amore tra lei e John, e l’amore cosmico verso il mondo che John le aveva trasmesso.
«È un album per chi, nonostante i continui dolori e traumi che la vita ha in serbo, continua a credere alla magia dell’amore. È un album che occuperà sempre un posto unico e speciale nel mio cuore e nella mia anima. Ogni volta che lo ascolto non è semplicemente l’anima di John a parlare, ma è la mia stessa anima a parlarmi.»
È questo l’effetto dell’arte pura: quello di riuscire a comunicare ai livelli più profondi di noi stessi. Uno specchio della nostra essenza. Credo che non esista un pezzo d’arte come questo al mondo.

Toni Oswald e John Frusciante si lasciarono nel 1997. Toni smise di drogarsi un anno prima. Frusciante farà lo stesso nel 1998.
Entrambi continuano a creare arte.

Fonti: invisible-movement.net - yle.fi
Traduzione a cura di: Vincenzo Fasulo

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Novembre 2018 11:12
 

RHCP: show a sorpresa per Halloween. Guarda il video della performance

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È stato un buon Halloween in casa Red Hot Chili Peppers.

Ieri alla Viewpoint School di Los Angeles, dove studiano i figli di Chad Smith, la band si è presentata alle 9:30 del mattino, travestita di tutto punto per un mini set live a sorpresa. 
Anthony Kiedis vestito da scolaretto, Flea da scheletro (la tutina era la stessa del celebre concerto allo Slane Castle?), Chad Smith da Papa (con maschera di Guy Fawkes da V Per Vendetta) e Josh Klinghoffer da Joker in versione cartoon.

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La band per l'occasione ha presentato dal vivo il brano tradizionale "Spooky Scary Skeleton" di Andrew Gold, e un grande classico dal proprio repertorio, ovvero "Can't Stop".
Guarda l'esibizione qui sotto!

 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Novembre 2018 10:50
 

Il lato (e l'amore) oscuro dietro a Niandra LaDes di John Frusciante [PARTE 1]

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La più grande recensione di NIandra LaDes – un’intervista con Toni Oswald da leggere assolutamente!
Vi regaliamo una chicca, a tutti voi. Un’intervista con Toni Oswald per l’emittente radiotelevisiva YLE con Toumas Karemo, giornalista finlandese e fan entusiasta di JF che ci rivelerà gran parte della storia nascosta dietro l’album cult Niandra LaDes – chiarendo inoltre UN SACCO di cose. È inoltre l’approccio più etico alla carriera di John in questo periodo. Nessuna inquietante feticizzazione di abusi di droga, nessun egocentrismo eccessivo nell’introduzione di questo articolo – ed infatti il ricercatore ha trattato questo particolare aspetto in modo da rendere il nostro lavoro superfluo!
Nel lungo servizio, condito da citazioni degli stessi Toni e John, così come il vincitore del Nobel in una veste del tutto diversa, Toni ci rende partecipi di rari scatti raffiguranti lei e John sia come coppia che prima di stare insieme, ci parlerà della loro connessione spirituale che persisteva nonostante tutto; e soprattutto farà luce su alcune delle teorie relative all’album e sull’aura di mistero che lo circonda, ponendo fine a tutte le speculazioni di cui è oggetto da anni.
Cosa state per leggere? Ecco un assaggio…
Cosa sono i rumori in “Untitled #8? Non quello che tutti avete creduto per anni.
Cosa canta Toni in Untitled #9?
Cosa significa ciò che è successo con River Phoenix, che avrebbe dovuto unirsi a John in due canzoni, poi tagliate da Niandra e inserite più tardi in “Smiles”? Che cosa stava succedendo allora con l’attore scomparso prematuramente?
Come accadde l’incendio del ’92?
Come si venne a creare il caos che abbiamo visto in “Stuff”?
Come si sentiva John dopo aver lasciato i Red Hot per la prima volta?
Quale significato profondo si nasconde nel rapporto tra JF e Marchel Duchamps che ha accompagnato le riflessioni di un John Frusciante più colto e maturo durante le più recenti interviste?
…e tanto altro.
Johny Depp, River Phoenix, il guru dell’LSD Timothy Lear, e un incendio che quasi distrusse il materiale del disco; la produzione del primo album solista di John Frusciante vide la collaborazione di molti nomi noti e il susseguirsi di eventi inusuali. Quando Niandra LaDes and Usually Just a Shirt venne pubblicato, Frusciante aveva solo 24 anni, era una persona solitaria, tossicodipendente e dipingeva quadri in casa sua.
Agli inizi degli anni ’90 suonava la chitarra elettrica in una delle band più importanti del mondo, i Red Hot Chili Peppers.
Da cosa nacque Niandra? E quale storia d’amore si nasconde al suo interno? KulttuuriCocktail intervista Toni Oswald,fidanzata di John Frusciante a quell’epoca. Parte di questa storia non è stata mai svelata in pubblico fino a questo momento.
Grazie a Dio ti ho trovata
Belle parole verso di me
Vedi? Non c’è più nulla di me
Sono felice come non mai.
-John Frusciante
Mi piace leggere libri di persone intelligenti, ma i trattati musicali mi fanno rabbrividire. È come leggere qualcuno borbottare continuamente del proprio gatto domestico. Semplicemente non riesco a farmi coivolgere, a prescindere dalla quantità di citazioni di testi in corsivo ci mettano dentro, questi saggisti intellettualoidi.
-Jantso Jokelin
Alcune persone non trovano altro di cui parlare che del loro sogni e dei significati che essi nascondono. Non sono quel tipo di persona. Ciò che mi ha spinto a scrivere questo articolo è un sogno che ho fatto, in cui un vecchio signore con in mano una fiamma ossidrica mi ha detto di scoprire tutto sul primo album di Frusciante, Niandra LaDes and Usually Just a T-Shirt. Mi sono svegliato determinato nel lavorare subito a questa cosa.
Niandra ormai è con me da quando avevo 14 anni. Lo comprai in un negozio di dischi a Oulu, da un negoziante burbero che mi disse che l’album era strano e non valeva la pena comprarlo. Chi se ne frega, pensai.
Sulla copertina c’è Frusciante vestito da donna. Lo apro e noto subito i testi scritti a mano, tutti disordinati, scritti su fogli di carta sporchi.
Sul retro, una dedica: “per Toni, con amore, Niandra LaDes”. Chi è Toni, pensai.
Troppo facile per un critico descrivere qualcosa che è cponsiderato un “cult”. Frequentemente mi capita di imbattermi in album “cult”, sottovalutati, circondati da un’aura di mistero, ed è certamente il caso di Niandra LaDes.
Non so precisamente che posto occupi nella storia della musica il primo album solista di John Frusciante, o cosa la gente ne pensi. Quello che posso dire cojn certezza è che significa tanto per me. e su qualcosa il burbero negoziante di Oulu aveva ragione, è un album davvero strano.
Quando entrai in camera e lo misi nel lettore ebbi i primi assaggi del subconscio, del sesso, della depressione, dell’insanità e della droga che quell’album racchiudeva al suo interno. È stato un vero e proprio viaggio, come Alice, nello strambo paese delle meraviglie di Frusciante.
Dopo il sogno che ebbi quella mattina decisi di indagare su chi fosse Toni. Non contattai Frusciante, perché non era il tipo da concedere interviste, e comunque ero un fan troppo sfegatato. Avevo paura di rovi8nare la magia che di solita circonda i nostri beniamini avvicinandomici troppo. O rovinando l’intervista.
Un incontro tra gemelli
Quando John e Toni Oswald si incontrarono per la prima volta avevano 20 anni; si erano conosciuti tramite amicizie in comune. Frusciante era il chitarrista prodigio del gruppo rock Red Hot Chili Peppers, capace di suonare pezzi anche complessi di Zappa o Jimi Hendrix.
Oswald si era appena trasferita da Houston a Los Angeles. Aveva studiato danza, teatro ed arti performative. A scuola aveva imparato a suonare il flauto. Adorava particolarmente le coreografie di danza nei film di Bob Fosse. Ricorda così il loro primo incontro:
È difficile dire con esattezza quello che stava succedendo tra di noi. Era come guardare in faccia qualcun altro e vedere te. Credo si trattasse di qualcosa di molto importante per entrambi, ci faceva sentire meno soli. C’era qualcun altro sul pianeta che aveva capito come mi sentivo circa il mio modo di vivere, che è una cosa piuttosto rara.
Non era stato un semplice incontro romantico, ma la scoperta di un legame spirituale fortissimo. In una delle prime notti insieme, Frusciante le aveva fatto ascoltare Foxtrot dei Genesis, in vinile:
“Ascoltandolo, ebbi una visione di noi due che eravamo fratelli gemelli da parecchio tempo. Quella canzone descriveva molto bene le nostre emozioni e i nostri sogni dell’epoca, specialmente da un punto di vista cosmico
Frusciante stava vivendo una doppia vista artistica. Il suo lavoro giornaliero era scrivere musica e suonare nel Red Hot Chili Peppers, che nel frattempo si stavano preparando per pubblicare l’album che li avrebbe definitivamente consacrati nel panorama della musica che conta. Blood Sugar Sex Magik finì per vendere più di 13 milioni di copie, e la maggior parte delle loro canzoni più famose erano opera di Frusciante.
L’altra parte di sé era un eremita, ribelle contro la commercializzazione dell’arte, i grandi palcoscenici e i fan indemoniati.
Leggeva Nietsche, Aleister Crowley e William S. Burroughs, guardava i film dei fratelli Marx e dipingeva. E ascoltava spesso gli album di Captain Beefheart.
Questa sua bipolarità tra due anime artistiche così diverse lo portò a rifugiarsi tra le braccia di Oswald, che vedeva nel suo ragazzo qualcosa di più del chitarrista sempre più famoso e rinomato che stava diventando.
Da piccola, Oswald era solita studiare per ore le copertine degli album che aveva sua madre. mentre li ascoltava. Da lì nacque la particolare connessione che avvertiva con i musicisti, che secondo lei erano in grado di cambiarti la vita e di trasformare cose come dolore e tristezza in bellezza artistica. Questo era il tipo di Artist anche era Frusciante, nonostante sul palco era visto come un giovane, selvaggio chitarrista virtuoso.
La coppia iniziò a scambiarsi i vestiti e a vivere in una specie di simbiosi. Bevevano vino rosso, dipingevano, scrivevano e fumavano erba. Durante un tour dei Red Hot, erano soliti chiudersi in una stanza d’alberga e suonare insieme, Frusciante al clarinetto e Toni al flauto.
“sia John che io credo avessimo un elevato senso del mondo dello spirito ed era qualcosa che ci legava senza nemmeno parlarne più di tanto. Ci capivamo e basta. sono sicura che a volte la gente ci scambiava per una coppia di pazzoidi, John in particolare, ma per noi, queste cose erano e sono reali. Avevamo quella sensazione che il mondo fosse solo una piccola parte di tutto ciò che c’era da scoprire, e a noi stava bene continuare a farlo. Ci pi8aceva cavalcare quell’onda. La cosa che cambiò dopo che ci fummo conosciuti era che potessi finalmente esprimere tutto ciò che mi passava per la testa senza sembrare un’idiota. Nessuno dei due aveva vergogna di confidare i propri pensieri, senza nascondere nessuna parte di sé. Era come festeggiare la libertà e la creatività.
Frusciante nel frattempo diventava una persona sempre più alienata e lontana dal grande successo che stavano avendo i Red Hot Chili Peppers, e in generale con il mondo della musica mainstream. Ebbe non pochi problemi a rendersi conto di quello che stava accadendo, l’aver venduto milioni di copie e stare sempre in giro ad esibirsi. Frusciante aveva chiesto di portare Oswald in tour con lui, nonostante la regola numero uno della band era “niente ragazze in tour”.
Nel 1992, prima di un concerto in Giappone, Frusciante annunciò che era in procinto di lasciare i Red Hot Chili Peppers.
La più grande recensione di NIandra LaDes – un’intervista con Toni Oswald da leggere assolutamente!
Regaliamo a tutti voi una chicca. Un’intervista con Toni Oswald per l’emittente radiotelevisiva YLE con Toumas Karemo, giornalista finlandese e fan entusiasta di John Frusciante che ci rivelerà gran parte della storia nascosta dietro l’album cult Niandra LaDes – chiarendo inoltre UN SACCO di cose. È inoltre l’approccio più etico alla carriera di John in questo periodo. Nessuna inquietante feticizzazione di abusi di droga, nessun egocentrismo eccessivo nell’introduzione di questo articolo – ed infatti il ricercatore ha trattato questo particolare aspetto in modo da rendere il nostro lavoro superfluo!

Nel lungo servizio, condito da citazioni degli stessi Toni e John, così come il vincitore del Nobel in una veste del tutto diversa, Toni ci rende partecipi di rari scatti raffiguranti lei e John sia come coppia che prima di stare insieme, ci parlerà della loro connessione spirituale che persisteva nonostante tutto; e soprattutto farà luce su alcune delle teorie relative all’album e sull’aura di mistero che lo circonda, ponendo fine a tutte le speculazioni di cui è oggetto da anni.


Cosa state per leggere? Ecco un assaggio…
Cosa sono i rumori in “Untitled #8? Non quello che tutti avete creduto per anni.
Cosa canta Toni in Untitled #9?
Cosa significa ciò che è successo con River Phoenix, che avrebbe dovuto unirsi a John in due canzoni, poi tagliate da Niandra e inserite più tardi in “Smiles”? Che cosa stava succedendo allora con l’attore scomparso prematuramente?
Come accadde l’incendio del ’92?
Come si venne a creare il caos che abbiamo visto in “Stuff”?
Come si sentiva John dopo aver lasciato i Red Hot per la prima volta?
Quale significato profondo si nasconde nel rapporto tra JF e Marchel Duchamps che ha accompagnato le riflessioni di un John Frusciante più colto e maturo durante le più recenti interviste?
…e tanto altro.

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Johny Depp, River Phoenix, il guru dell’LSD Timothy Lear, e un incendio che quasi distrusse il materiale del disco; la produzione del primo album solista di John Frusciante vide la collaborazione di molti nomi noti e il susseguirsi di eventi inusuali. Quando Niandra LaDes and Usually Just a Shirt venne pubblicato, Frusciante aveva solo 24 anni, era una persona solitaria, tossicodipendente e dipingeva quadri in casa sua.
Agli inizi degli anni ’90 suonava la chitarra elettrica in una delle band più importanti del mondo, i Red Hot Chili Peppers.
Da cosa nacque Niandra? E quale storia d’amore si nasconde al suo interno? KulttuuriCocktail intervista Toni Oswald,fidanzata di John Frusciante a quell’epoca. Parte di questa storia non è stata mai svelata in pubblico fino a questo momento.

Grazie a Dio ti ho trovata
Belle parole verso di me
Vedi? Non c’è più nulla di me
Sono felice come non mai.
-John Frusciante

Mi piace leggere libri di persone intelligenti, ma i trattati musicali mi fanno rabbrividire. È come leggere qualcuno borbottare continuamente del proprio gatto domestico. Semplicemente non riesco a farmi coivolgere, a prescindere dalla quantità di citazioni di testi in corsivo ci mettano dentro, questi saggisti intellettualoidi.
-Jantso Jokelin

Alcune persone non trovano altro di cui parlare che del loro sogni e dei significati che essi nascondono. Non sono quel tipo di persona. Ciò che mi ha spinto a scrivere questo articolo è un sogno che ho fatto, in cui un vecchio signore con in mano una fiamma ossidrica mi ha detto di scoprire tutto sul primo album di Frusciante, Niandra LaDes and Usually Just a T-Shirt. Mi sono svegliato determinato nel lavorare subito a questa cosa.
Niandra ormai è con me da quando avevo 14 anni. Lo comprai in un negozio di dischi a Oulu, da un negoziante burbero che mi disse che l’album era strano e non valeva la pena comprarlo. Chi se ne frega, pensai.
Sulla copertina c’è Frusciante vestito da donna. Lo apro e noto subito i testi scritti a mano, tutti disordinati, scritti su fogli di carta sporchi.
Sul retro, una dedica: “per Toni, con amore, Niandra LaDes”. Chi è Toni, pensai.

Troppo facile per un critico descrivere qualcosa che è considerato un “cult”. Frequentemente mi capita di imbattermi in album “cult”, sottovalutati, circondati da un’aura di mistero, ed è certamente il caso di Niandra LaDes.
Non so precisamente che posto occupi nella storia della musica il primo album solista di John Frusciante, o cosa la gente ne pensi. Quello che posso dire con certezza è che significa tanto per me. e su qualcosa il burbero negoziante di Oulu aveva ragione, è un album davvero strano.
Quando entrai in camera e lo misi nel lettore ebbi i primi assaggi del subconscio, del sesso, della depressione, dell’insanità e della droga che quell’album racchiudeva al suo interno. È stato un vero e proprio viaggio, come Alice, nello strambo paese delle meraviglie di Frusciante.
Dopo il sogno che ebbi quella mattina decisi di indagare su chi fosse Toni. Non contattai Frusciante, perché non era il tipo da concedere interviste, e comunque ero un fan troppo sfegatato. Avevo paura di rovinare la magia che di solita circonda i nostri beniamini avvicinandomici troppo. O rovinando l’intervista.
Un incontro tra gemelli.

Quando John e Toni Oswald si incontrarono per la prima volta avevano 20 anni; si erano conosciuti tramite amicizie in comune. Frusciante era il chitarrista prodigio del gruppo rock Red Hot Chili Peppers, capace di suonare pezzi anche complessi di Zappa o Jimi Hendrix.
Oswald si era appena trasferita da Houston a Los Angeles. Aveva studiato danza, teatro ed arti performative. A scuola aveva imparato a suonare il flauto. Adorava particolarmente le coreografie di danza nei film di Bob Fosse. Ricorda così il loro primo incontro:
«È difficile dire con esattezza quello che stava succedendo tra di noi. Era come guardare in faccia qualcun altro e vedere te. Credo si trattasse di qualcosa di molto importante per entrambi, ci faceva sentire meno soli. C’era qualcun altro sul pianeta che aveva capito come mi sentivo circa il mio modo di vivere, che è una cosa piuttosto rara.
Non era stato un semplice incontro romantico, ma la scoperta di un legame spirituale fortissimo. In una delle prime notti insieme, Frusciante le aveva fatto ascoltare Foxtrot dei Genesis, in vinile: Ascoltandolo, ebbi una visione di noi due che eravamo fratelli gemelli da parecchio tempo. Quella canzone descriveva molto bene le nostre emozioni e i nostri sogni dell’epoca, specialmente da un punto di vista cosmico.»

Frusciante stava vivendo una doppia vista artistica. Il suo lavoro giornaliero era scrivere musica e suonare nel Red Hot Chili Peppers, che nel frattempo si stavano preparando per pubblicare l’album che li avrebbe definitivamente consacrati nel panorama della musica che conta. Blood Sugar Sex Magik finì per vendere più di 13 milioni di copie, e la maggior parte delle loro canzoni più famose erano opera di Frusciante.
L’altra parte di sé era un eremita, ribelle contro la commercializzazione dell’arte, i grandi palcoscenici e i fan indemoniati.
Leggeva Nietsche, Aleister Crowley e William S. Burroughs, guardava i film dei fratelli Marx e dipingeva. E ascoltava spesso gli album di Captain Beefheart.
Questa sua bipolarità tra due anime artistiche così diverse lo portò a rifugiarsi tra le braccia di Oswald, che vedeva nel suo ragazzo qualcosa di più del chitarrista sempre più famoso e rinomato che stava diventando.
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Da piccola, Oswald era solita studiare per ore le copertine degli album che aveva sua madre. mentre li ascoltava. Da lì nacque la particolare connessione che avvertiva con i musicisti, che secondo lei erano in grado di cambiarti la vita e di trasformare cose come dolore e tristezza in bellezza artistica. Questo era il tipo di artista che era anche Frusciante, nonostante sul palco era visto come un giovane, selvaggio chitarrista virtuoso.
La coppia iniziò a scambiarsi i vestiti e a vivere in una specie di simbiosi. Bevevano vino rosso, dipingevano, scrivevano e fumavano erba. Durante un tour dei Red Hot, erano soliti chiudersi in una stanza d’alberga e suonare insieme, Frusciante al clarinetto e Toni al flauto.
«Sia John che io credo avessimo un elevato senso del mondo dello spirito ed era qualcosa che ci legava senza nemmeno parlarne più di tanto. Ci capivamo e basta. sono sicura che a volte la gente ci scambiava per una coppia di pazzoidi, John in particolare, ma per noi, queste cose erano e sono reali. Avevamo quella sensazione che il mondo fosse solo una piccola parte di tutto ciò che c’era da scoprire, e a noi stava bene continuare a farlo. Ci piaceva cavalcare quell’onda. La cosa che cambiò dopo che ci fummo conosciuti era che potessi finalmente esprimere tutto ciò che mi passava per la testa senza sembrare un’idiota. Nessuno dei due aveva vergogna di confidare i propri pensieri, senza nascondere nessuna parte di sé. Era come festeggiare la libertà e la creatività.»

Frusciante nel frattempo diventava una persona sempre più alienata e lontana dal grande successo che stavano avendo i Red Hot Chili Peppers, e in generale con il mondo della musica mainstream. Ebbe non pochi problemi a rendersi conto di quello che stava accadendo, l’aver venduto milioni di copie e stare sempre in giro ad esibirsi. Frusciante aveva chiesto di portare Oswald in tour con lui, nonostante la regola numero uno della band era “niente ragazze in tour”.
Nel 1992, prima di un concerto in Giappone, Frusciante annunciò che era in procinto di lasciare i Red Hot Chili Peppers.

Traduzione a cura di: Vincenzo Fasulo
Ultimo aggiornamento Mercoledì 31 Ottobre 2018 14:37
 


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