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Josh Klinghoffer: ad agosto pubblicherà una cover di "Io sono quel che sono" di Mina

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Il chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, sotto il curioso monicker di Pluralone, pubblicherà il prossimo 16 agosto un vinile 7 pollici con da un lato la cover di Mina dal titolo "Io sono quel che sono", mentre dall'altro la cover del popolare artista brasiliano Jorge Ben dal titolo "Menina Muhler Da Pele Preta".

Klinghoffer (che per questa uscita suonerà tutti gli strumenti - voce compresa), nel corso del concerto dei RHCP a Torino nel dicembre del 2011 (nella clip sotto, la versione di Milano dell'11 dicembre 2011), suonò nel suo "momento solista" per la prima volta uno dei brani più popolari della grande interprete italiana, dichiarando di essersene innamorato solo il giorno prima dopo averla sentita in radio.

Il vinile sarà pubblicato da ORG Music in due colorazioni: disco rosso e disco nero, ed è già pre-ordinabile sul sito dei Dot Hacker.

Ultimo aggiornamento Domenica 23 Giugno 2019 12:07
 

20 anni di Californication: gli atti d'amore incondizionato dei fan di VQ.it

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Lo scorso 8 giugno, Californication, il disco più importante che ha segnato la rinascita e la definitiva consacrazione mondiale  dei Red Hot Chili Peppers ha festeggiato 20 anni di vita. Per festeggiare questo anniversario in un modo un pò più originale del solito, abbiamo chiesto ai nostri follower della pagina Facebook, attraverso questo post, di scrivere qualche riga su questo album, a prescindere che fossero ricordi personali o altro.

Il risultato è stato di quasi 70 commenti in meno di 24 ore, e di seguito, come promesso, abbiamo selezionato i 10 che ci sono sembrati più significativi (ringraziando di cuore tutti coloro che hanno partecipato). 
Buona lettura.

 

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Ultimo aggiornamento Martedì 11 Giugno 2019 06:54
 

Californication: a settembre una ristampa in picture disc per il ventennale dell'album

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Nel giorno del 20° anniversario, la Warner Bros. ha annunciato attraverso una newsletter ufficiale per il prossimo 15 settembre una ristampa in vinile picture disc di Californication, uno dei dischi più importanti della carriera dei Red Hot Chili Peppers e degli anni '90.
E' possibile pre ordinare la release cliccando su questo link.

Uscito l'8 giugno 1999, Californication è l'album più venduto dei RHCP con oltre 17 milioni di copie, e conta su singoli di immenso successo ( e tutt'oggi gettonatissimi in radio e su servizi streaming) come "Scar Tissue", "Around The World", "Otherside" e la title track.

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Ultimo aggiornamento Sabato 08 Giugno 2019 08:50
 

Ecco perchè le raccolte What Hits!? e GH non rappresentano il meglio dei RHCP

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Nel corso della loro ultra trentennale carriera, i Red Hot Chili Peppers hanno pubblicato due raccolte celebrative.
Il primo, denominato What Hits?!, fu rilasciato nel settembre del 1992 e contiene solamente sei canzoni. Pubblicata dalla EMI, la raccolta fu prodotta per sfruttare l’ondata di popolarità che la band si guadagnò con l’uscita di Mother’s Milk nel 1989, sebbene nel disco sia inclusa anche Under The Bridge, una hit facente parte dell’album Blood Sugar Sex Magik, uscito sotto l’etichetta della Warner Bros. Il nome della compilation pare sia stato scelto da Anthony Kiedis, che si chiedeva quali tracce avrebbero dovuto inserirvi; dei diciotto brani, soltanto otto vennero scelti come singoli (alcuni dei quali solo a scopo promozionale). Nonostante la scelta poco sensata, il disco si è rivelato un vero e proprio successo commerciale, fruttando 4.500.000 copie vendute, più dei primi tre album messi insieme.

La seconda raccolta, Greatest Hits, venne rilasciata nel novembre 2003.
Venendo la band da un decennio di successi commerciali, all’interno del disco sono contenute decisamente più hits rispetto alla prima compilation, sebbene anche qui ci siano delle scelte di brani abbastanza discutibili. Ad esempio, non capisco come mai non siano state inserite canzoni di successo come Can’t Stop (singolo trainante del 2003), Aeroplane o Around the World. Secondo alcuni, la mancata inclusione di Can’t Stop è dovuta al fatto che fosse ancora un singolo in piena rotazione radiofonica per poter esser inserito, ma in realtà il brano uscì ad inizio 2003, mentre la raccolta venne pubblicata a fine anno. Aeroplane venne probabilmente ignorata perché alla band non piacque One Hot Minute in generale; non sono d’accordo, ma questo è opinabile. Perché poi includere Parallel Universe, piazzatasi al 37° posto della classifica americana, piuttosto che Around The World che si piazzò invece nella top 20? Greatest Hits ebbe senza dubbio un maggior successo commerciale rispetto a What Hits?!, vendendo oltre 8 milioni di copie e inserendosi nella Billboard Top 200, dove ancora oggi resiste dopo sedici anni; quindi, la mancata inserzione dei singoli sopracitati non ha in alcun modo intaccato le vendite del disco.

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Ma penso che qualcosa di più potesse essere fatto, anche perché dal 2003 i RHCP hanno pubblicato altri tre album e ognuno di essi conteneva singoli di grande successo.
La domanda è: “in che modo si raccolgono le hits?” Ci sono molti modi per definire una hit e molti altri per considerare quali sono le migliori. A tal proposito, Wikipedia afferma che “negli USA e nel Regno Unito, un brano viene normalmente considerato una hit quando raggiunge la Top 40 della classifica Billboard Magazine Hot 100 o la Top 75 della UK Single Chart e vi rimane per almeno una settimana.”
Vediamo alcune ipotesi.
01- Come detto prima, possiamo parlare di hit pensando alla Billboard Hot 100. Qui troviamo i maggiori singoli dei Red Hot nella Hot 100. Non prenderò in considerazione solamente quella del Regno Unito, sia perché il gruppo è americano sia per il fatto che la classifica statunitense varia maggiormente rispetto a quella britannica. Perché la Hot 100? Perché è la classifica dove confluiscono tutte le altre. I RHCP hanno dominato le radio rock americane, ma si può definire una hit un brano che passa solamente alla radio? Non sarebbe meglio vedere quante canzoni sono finite nel cuore della gente in altri modi? Ecco la classifica delle hits, da quella di minor successo a quella di maggiore.

  • Under The Bridge (#2)
  • Dani California (#6)
  • Scar Tissue (#9)
  • Otherside (#14)
  • Soul To Squeeze (#22)
  • Snow (Hey Oh) (#22)
  • By The Way (#34)
  • The Adventures of Rain Dance Maggie (#38)
  • The Zephyr Song (#49)
  • Tell Me Baby (#50)
  • Can’t Stop (#57)
  • Dark Necessities (#67)
  • Californication (#69)
  • Give It Away (#73)
Si tratta di una bella collezione; non manca nulla, a parte Higher Ground e una massiccia carenza di brani da One Hot Minute. Ma queste sono le regole; credo che nessuno di questi album contenga davvero singoli di successo. La Warner Bros. potrebbe realizzare una raccolta con questi brani e far felici molti fan. Verrebbe meglio del Greatest Hits? Possibile. E’ interessante notare che, definendo hit un brano nella Top 40, Californication e Give It Away non vengano nemmeno incluse, com’è anche strano vedere Rain Dance Maggie occupare una posizione relativamente alta!

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02- Questa opzione elenca tutti i brani dei Red Hot che hanno raggiunto i primi 20 posti della classifica Alternative Songs. I RHCP sono i re di questa classifica, avendo trascorso il maggior numero di settimane al primo posto con il più alto numero di canzoni. Eccoli in ordine di data di rilascio.

  • Higher Ground (#11)
  • Knock Me Down (#6)
  • Show Me Your Soul (#10)
  • Give It Away (#1)
  • Under The Bridge (#6)
  • Suck My Kiss (#15)
  • Breaking The Girl (#19)
  • Behind The Sun (#7)
  • Soul To Squeeze (#1)
  • Warped (#7)
  • My Friends (#1)
  • Aeroplane (#8)
  • Love Rollercoaster (#14)
  • Scar Tissue (#1)
  • Around the World (#7)
  • Otherside (#1)
  • Californication (#1)
  • By The Way (#1)
  • The Zephyr Song (#6)
  • Can’t Stop (#1)
  • Dosed (#13)
  • Fortune Faded (#8)
  • Dani California (#1)
  • Tell Me Baby (#1)
  • Snow (Hey Oh) (#1)
  • Hump De Bump (#8)
  • The Adventures of Rain Dance Maggie (#1)
  • Monarchy of Roses (#4)
  • Look Around (#8)
  • Dark Necessities (#1)
  • Go Robot (#12)

 

Questa è molto più completa e probabilmente quella che ascolterei più volentieri. Sono presenti sia brani di Mother’s Milk che di One Hot Minute, perfino Dosed è inclusa! Forse ci sono troppe canzoni, ma nell’epoca mainstream non è certo un problema. Questo mi porta alla prossima considerazione: quanto il mainstream influisce sulla scelta dei brani da mettere in un Greatest Hits? Gli artisti ne rilasceranno ancora? Una playlist non è la stessa cosa? Io utilizzo Spotify per ascoltare esclusivamente musica.
Non compro più dischi.
Se volessi cominciare ad ascoltare un artista, clicco semplicemente sulla palylist che Spotify mi suggerisce, oppure prendo un disco a caso e comincio da lì. Se i servizi streaming riguardano il modo in cui la gente ascolta oggi la musica, significa che sono il punto di riferimento di come viene definita una canzone di successo? Forse il discorso andrebbe esteso storicamente, per capire la giusta misura di quanto una canzone sia popolare, scoprire chi l’ascolta per anni, quando non c’è nessuna spinta dalla radio e nessuna cifra gonfiata a causa di recente uscita
Ecco i primi 15 brani dei Red Hot Chili Peppers dal loro account di Spotify, aggiornato al 16 maggio 2019:

 

  • Under the Bridge (475,399,754)
  • Californication (456,488,244)
  • Snow (Hey Oh) (399,434,003)
  • Can’t Stop (352,105,146)
  • Otherside (306,367,120)
  • Scar Tissue (243,090,042)
  • Dani California (235,015,491)
  • Dark Necessities (190,200,713)
  • By the Way (147,716,541)
  • Give It Away (113,923,339)
  • The Zephyr Song (75,940,937)
  • Rain Dance Maggie (62,276,023)
  • Around the World (56,926,829)
  • Road Trippin’ (53,366,450)

 

Ci sono un paio di sorprese: Dark Necessities è così in alto perché è di recente uscita, stesso discorso probabilmente anche per Rain Dance Maggie, nonostante nel 2011 Spotify non occupasse un ruolo di rilievo come oggi.
Per quanto legga di come la gente reagisca all’ascolto di ogni singola canzone e osservando quanto se ne discuta online, direi che Dark Necessities sia diventata un classico tra i fan dei RHCP, a differenza di Maggie, ma forse è solo una mia impressione. Lo dirà il tempo.
E’ finito il tempo dei Greatest Hits?
Considerando come una casa discografica possa realizzare una playlist su Spotify piuttosto che una raccolta destinata ad un CD/vinile, probabilmente sì. Ho dato un’occhiata ad alcune recenti uscite di qualche artista e non c’è nulla del 2018 o 2019.
Probabilmente non ci sarà un altro Greatest Hits dei RHCP post 2003.

 

 

articolo integrale a cura di: rhcpsessionarchive
traduzione a cura di: Gianmarco Minossi

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 31 Maggio 2019 07:07
 

Quella volta che Buckethead fu vicino ad essere il chitarrista dei Red Hot Chili Peppers

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Buona sera a tutti, nel video di oggi approfondiremo la volta in cui l’iconico chitarrista Buckethead fece un’audizione per i Red Hot Chili Peppers.
Nel 1991 i Red Hot Chili Peppers pubblicarono il loro miglior disco, “Blood Sugar Sex Magik”, contenete le due hit “Give it away” e “Under the Bridge”. Appena un’anno dopo il chitarrista John Frusciante abbandonò il gruppo, il suo sostituto Arik Marshall fu licenziato poco dopo e quindi i Chili Peppers erano alla ricerca di un nuovo chitarrista. Così Buckethead si presentò all’audizione. L’audizione si tenne a metà 1993 dopo che i RHCP misero un annuncio su un giornale che si rivelò un vero disastro perché si presentò chiunque.

In quel periodo Buckethead era già stato in tour con il suo gruppo i Deli Creeps, aveva pubblicato il suo primo disco “Bucketheadland”e aveva fondato il super gruppo Praxis insieme a Bill Laswell , Bootsy Collins, Bernie Worrell e Brain. Secondo il sito di Buckethead fu Anthony Kiedis ad andarlo a prendere all’aeroporto. E, nonostante i Red Hot Chili Peppers fossero già famosi in quel periodo Buckethead disse a Kiedis che non aveva mai ascoltato una loro canzone. Nonostante l’ego di Kiedis profondamente colpito, le audizioni andarono avanti. Anthony descrisse l’episodio più tardi, nel 2004, nella sua autobiografia “Scar Tissue”, con queste parole: «facemmo un provino a questo ragazzo di nome Buckethead, che suonò per tutto il tempo con un secchio di KFC sulla testa, chiuso in una stia per polli». Anche Flea menzionò l’aduzione di Buckethead in un’intervista per “Musician Magazine”, nel Gennaio del 1994: «sembrava un ragazzo dolce, normale. Iniziò subito a suonare cose pazzesche, veloci e  piene di effetti. Era roba figa, ma avevamo bisogno di qualcuno che avesse anche del groove nel suo modo di suonare».

Beh, era chiaro che Flea non avesse mai ascoltato quello di cui era capace Buckethead nell’album Trasnmutaion, dei Praxis. Cosa che, col senno di poi, ebbe probabilmente dei risvolti positivi per i fan di Buckethead.
Così i Red Hot finirono per ingaggiare il chitarrista dei Jane’s Addiction, Dave Navarro. Uno dei primi live con la nuova line-up fu quello di Woodstock ’94, famoso per il particolare outfit con cui si presentarono: un vestito argentato con delle lampadine giganti sopra la testa. Per cui, la prossima volta che sentite qualche idiota insultare Buckethead per aver suonato indossando un cesto di KFC sulla testa, ricordategli che se i Red Hot Chili Peppers lo avessero ingaggiato, avrebbe potuto tranquillamente chiamarsi “Bulbhead” (lampadina). Chissà cosa ne sarebbe venuto fuori?
Grazie a Dio non lo sapremo mai, sia Buckethead che i Red Hot hanno avuto una carriera di successo…con del sano groove.

Traduzione integrale del video di NatternNet Buckethead
Traduzione a cura di Francesco Colinucci e Vincenzo Fasulo
Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Aprile 2019 08:54
 


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