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Pensano di vedere un concerto dei RHCP...ma invece è uno show di cornamuse

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COPPIA VA A BELFAST PER VEDERE I RED HOT CHILI PEPPERS, POI SCOPRE CHE I BIGLIETTI ERANO PER UNO SPETTACOLO DI CORNAMUSE

Un britannico ha affermato di essere andato insieme alla sua fidanzata a Belfast, capitale dell’Irlanda del Nord, per assistere ad un concerto della band americana Red Hot Chili Peppers; hanno tuttavia scoperto di aver comprato, per sbaglio, i biglietti per uno show di cornamuse, di una band locale. Duncan Robb, abitante di Chesterfield (Inghilterra), ha poi riferito di essersi sbagliato: pensava di aver comprato i biglietti della famosa band americana, quando si trattava invece di una semplice cover band che ha usato un gioco di parole (“Piper=pifferaio” al posto di “Peppers”).
I biglietti sarebbe dovuti essere il regalo di Natale per la sua fidanzata. La coppia ha scoperto l’errore solo quando si trovavano già a Belfast, tre giorni prima del concerto, ed ha finito col ridere dello spiacevole errore.

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Fonte: globo.com
Traduzione a cura di: Vincenzo Fasulo
Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Febbraio 2018 15:17
 

E' morta a 74 anni Esther Slovak, madre di Hillel, ex chitarrista dei RHCP

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E' morta la scorsa notte all'età di 74 anni, per cause non ancora rese note, Esther Slovak, madre di Hillel, storico chitarrista dei Red Hot Chili Peppers che suonò nella band dal 1983 al 1988 (seppur non consecutivamente), anno della sua morte. Da anni viveva a Los Angeles e dal 2011 le sue condizioni di salute non erano buone.
Nata in Polonia, Esther durante la seconda guerra mondiale sfuggì dall'Olocausto trasferendosi dal ghetto di Varsavia prima in Siberia e poi in Israele, dove conobbe quello che poi diventerà suo marito: Tommy Slovak. Nel 1962 diede alla luce Hillel e qualche anno più tardi James, che ha omaggiato la madre con un post su Facebook che vi mostriamo di seguito.

Tutto lo staff di VeniceQueen.it porge le sue più sincere condoglianze a tutta la famiglia Slovak, sperando che Esther possa ricongiungersi al più presto al figlio Hillel, che nel suo diaro la definì l'amore della sua vita.

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LEGGI BEHIND THE SUN, IL DIARIO DI HILLEL SLOVAK

Ultimo aggiornamento Domenica 28 Gennaio 2018 17:00
 

Michael Beinhorn: nuove indiscrezioni ai microfoni di VQ.it, ma non solo ...

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Dopo l'esclusiva intervista concessa a VQ.it, abbiamo deciso di proseguire il nostro speciale dedicato al produttore di The Uplift Mofo Party Plan e Mother's Milk: Michael Beinhorn.

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Partiamo da tre nuove domande 'bonus' (già aggiunte nell'intervista), a cui Beinhorn ha gentilmente risposto, rivelando nuovi dettagli sulla sua esperienza al fianco dei Peppers.
Per la traduzione si ringrazia Gianmarco Minossi.

VeniceQueen.it Dal momento che abbiamo recentemente intervistato Ron Young (il cantante che per un breve periodo sostituì Kiedis alla voce durante le registrazioni di Uplift), ricordi che tipo di rapporto avesse col resto della band e se il suo stile musicale si adattava bene a quello dei RHCP?
Michael Beinhorn «Tecnicamente Ron Young era un ottimo cantante, ma non era quello giusto per i Peppers. In generale, era una persona adorabile e penso che tutti gli altri membri si siano trovati molto bene con lui.»


VQ.it Potresti per favore raccontarci qualcosa su DH Peligro (breve sostituto di Jack Irons)? Ha registrato anche lui qualcosa per Mother's Milk? È vero che, stando a quanto detto da John Frusciante, fu cacciato dalla band perché aveva nascosto i suoi problemi con la droga?
MB «Con Peligro non abbiamo registrato nulla e la mia esperienza con lui fu piuttosto breve. Per lui era difficile tenere il passo degli altri membri, oltre al fatto che avesse problemi di droga (dai quali sono sicuro che stesse cercando di allontanarsi).»


VQ.it Cosa ne pensi delle versioni remastered di Uplift e Mother's Milk del 2003? Ti piacciono le bonus tracks? E i Red Hot ti coinvolsero in questo progetto?
MB «Non ho ascoltato la versione remastered di Mother's Milk, quindi non posso dire nulla a riguardo.»

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Qualche giorno dopo, forse spinto proprio dalla nostra intervista (o almeno, a noi piace pensare che sia stato così), Beinhorn ha deciso di regalare ai fan dei Red Hot un'inedita versione demo strumentale di "Me And My Friends" risalente al Febbraio del 1987 tramite la Special Access Gallery presente sul suo sito.

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Inoltre, abbiamo tradotto per voi le domande/risposte riguardanti i Red Hot tratte da QUESTA intervista a Beinhorn, a cura di Steven Rosen, pubblicata nel Giugno del 2015 su Ultimate-Guitar.com.
Per la traduzione si ringrazia Francesco Colinucci.


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Ultimate-Guitar.com Nel 1987, sei andato in studio con i Red Hot Chili Peppers per fare l’album The Uplift Mofo Party Plan. Questa era la tua prima produzione significativa?
Michael Beinhorn
«
Ne avevo fatte un paio per conto mio dopo avere lasciato i Material (sua band nei primi anni '80), ma non erano cose molto importanti di cui poter parlare. È come se fossero il mio primo tentativo di fare il produttore.»


UG.com Com’era essere lì con i RHCP? Certamente conoscevi il loro background e la musica che avevano fatto precedentemente?
MB «Non proprio ahahah. Mi ricordo che li stavo ascoltando una volta alla radio e pensavo “Oh,questa è roba interessante”. Ma dopo ho realizzato che avevo ascoltato la canzone sbagliata.Pensavo di stare ascoltando una canzone dei Chili Peppers quando in realtà era una canzone di Jim Foetus, ahahahh.Non avevo idea di come suonassero i Chili Peppers fino a che qualcuno non mi ha fatto sentire una loro demo.»


UG.com Cos’hai pensato quando hai finalmente ascoltato la band?
MB « A questo punto ero della serie “ok, è un po’ confusionaria, ma può essere interessante”.»


UG.com Anthony Kiedis in quei tempi stava attraversando una forte dipendenza dall’eroina, le sessioni quindi devono essere state abbastanza dure, giusto?
MB « Era interessante perché era davvero ciò di cui avevo più bisogno in quel momento. Era un vero battesimo di fuoco. Sono passato dall’essere qualcuno con molta, molta poca esperienza come produttore (in un progetto come questo). Ricordo che andavo dalle persone cercando di farmi assumere da loro. Un ragazzo una volta disse, “Assumerti per un album proprio adesso, Michael, sarebbe un azzardo" E io “Cosa?” ma con il senno di poi quel ragazzo non aveva torto. Non sapevo davvero cosa stavo facendo.»


UG.com Com’erano queste sessioni?
MB «Eccomi con questa band, che fondamentalmente la propria etichetta non sopporta. In più, dal minuto in cui sono atterrato per lavorare con questi ragazzi - non riesco a ricordare chi mi venne a prendere e penso che fu Jack Irons - qualcuno per la strada casualmente disse, “A proposito, due dei ragazzi hanno dei piccoli problemi con la droga”


UG.com Questo deve averti spaventato?
MB «E io “Oh” . Ero un ingenuo, innocente giovane uomo e non sono sicuro sapessi cosa significava. Immaginai “Beh, forse fumano un po’ troppa erba o si fanno un po’ troppo di coca”. Poi scopro, come uno schiaffo, che dovevo lottare con un semi-funzionale e un completamente non funzionale eroinomane. ahahahah»


UG.com C’erano due ragazzi eroinomani?
MB
«
Uno dei ragazzi era Hillel che si bucava. Penso che si facesse in una maniera tale da essere comunque presente al lavoro e fare cose. Anthony invece era assolutamente assente. A volte non si presentava per settimane.»


UG.com C’erano due ragazzi eroinomani?
MB «Uno dei ragazzi era Hillel che si bucava. Penso che si facesse in una maniera tale da essere comunque presente al lavoro e fare cose. Anthony invece era assolutamente assente. A volte non si presentava per settimane. Sì, era brutto. Quando si presentava, sarebbe arrivato allo studio e la sua faccia sarebbe stata verde. Era tutto butterato dai graffi e altra roba. Avrebbe avuto un barattolo di caramelle con sè, sarebbe stato lì per circa 20 minuti per poi andare in bagno, vomitare e andarsene.»


UG.com C’erano due ragazzi eroinomani?
MB «Uno dei ragazzi era Hillel che si bucava. Penso che si facesse in una maniera tale da essere comunque presente al lavoro e fare cose. Anthony invece era assolutamente assente. A volte non si presentava per settimane. Sì, era brutto. Quando si presentava, sarebbe arrivato allo studio e la sua faccia sarebbe stata verde. Era tutto butterato dai graffi e altra roba. Avrebbe avuto un barattolo di caramelle con sè, sarebbe stato lì per circa 20 minuti per poi andare in bagno, vomitare e andarsene.»


UG.com Come hai fatto?
MB
«
È stato davvero difficile. È stato davvero difficile e mi ha messo in un ambiente molto stressante molto, molto velocemente. Non lo consiglio veramente alla maggior parte delle persone ma per parafrasare Marco Aurelio, “Nessun uomo finisce in situazioni che non può gestire”.»


UG.com Alla fine l’album The Uplift Mofo Party Plan sarebbe diventato il primo ad entrare nella Top 200 e avrebbe rappresentato un passo importante nella loro carriera.
MB
«
Grazie. Ancora. Non mi aspettavo dei miracoli. Pensavo “Se potessimo almeno superare questo momento con tutti vivi” e poi “Devo farlo il meglio possibile”. Volevo portarli il più lontano possibile dall’essere troppo auto-indulgenti.»


UG.com Cosa intendi?
MB «Sentivo che era una delle cose che li aveva tormentati in passato. Che in realtà non erano focalizzati sul risultato, loro usavano tutte le loro influenze in un modo molto diffuso. Non si focalizzavano ad avere un suono per la band. Ho pensato che fosse davvero importante cercare e trovare modi per distillare ciò che stavano facendo.»


UG.com Li hai spinti in aree differenti per trovare idee musicali diverse?
MB «In qualche modo semplificarli di più e farli concentrare  il più possibile.»


UG.com Deve essergli piaciuto quello che hai fatto perché due anni dopo ti hanno portato con loro per fare l’album Mother’s Milk.
MB «Tutto ad un tratto la dinamica della band è cambiata notevolmente. Hai eliminato due persone chiave nella band (Slovak morì per un’overdose di eroina e l’amico stretto Jack Irons lasciò perché non riusciva ad affrontare la morte dell’amico) che fanno parte di questo gruppo  di amici e alcuni di loro si conoscono da prima del liceo. Sono abbastanza sicuro che molti di loro andarono alle superiori assieme (Fairfax High School). Si conoscevano tutti da quando erano abbastanza giovani, così questo creava  una dinamica davvero profonda tra le persone. A volte è una dinamica che mantiene le persone in un posto davvero buono e a volte potresti essere in grado di farlo meglio.»


UG.com Quando John Frusciante e Chad Smith entrarono per l’album Mother’s Milk, questo ha davvero cambiato la dinamica della band?
MB «Chad aveva molta esperienza come batterista ed era estremamente bravo. È così divertente perché ho dovuto torcere le braccia ai ragazzi per far assumere anche lui.»


UG.com Davvero?
MB «Loro non l’avrebbero fatto, ahahahah. Perchè era troppo rock’n’roll per loro. Io dicevo “State scherzando. Questo è in assoluto il miglior batterista che si è presentato alle audizioni e probabilmente il migliore con cui avete suonato negli ultimi due anni. Siete pazzi se non assumete questa persona. Qualcuno lo prenderà in un batter d'occhio."»



UG.com È incredibile che la band non abbia riconosciuto il talento di Chad Smith fin dall’inizio.
MB «Sembrava sciocco e indossava una bandana. Dopo una settimana, tutti pensavano, “OK”.»


UG.com
Com’era lavorare con John Frusciante?
MB «John è una storia diversa. Era un ragazzino. Aveva circa 17 anni quando entrò nei Chili Peppers e aveva passato un sacco di tempo nella sua camera, a casa con sua mamma. Sono abbastanza sicuro che abbia preso delle lezioni ma apparentemente  stava seduto a trascrivere assoli di chitarra di Steve Vai per ore. Era un vero ossessionato.»


UG.com Anthony si faceva ancora di eroina?
MB «Un sacco di cose erano cambiate. Anthony si era ripulito e c’era molta animosità tra lui e Flea.»



UG.com Perché?
MB «Non ha aiutato affatto le cose. Sì, in realtà era davvero pessimo. Non hanno mai affrontato la cosa. Non ne hanno mai parlato tra di loro invece dicevano cose tipo “Guarda, amico. Ci conosciamo da troppo tempo perché questo influenzi ciò che stiamo facendo”. Ho dovuto mandare avanti la baracca soprattutto da quando i due ‘principali’, i due ragazzi fondatori della band di cui uno era il cantante, non venivano mai allo studio.»


UG.com Anthony e Flea non venivano nello studio?
MB «Hahahah. È stata una cosa interessante ma è stato divertente perché all'improvviso sono stati la causa celebre della casa discografica. Tutto ad un tratto il presidente della casa discografica venne a farci visita agli Ocean Way Studios e pensai “Oh merda. Lo fa solo per gli artisti veramente grandi. Immagino che lui tutto ad un tratto si sia molto interessato a questi ragazzi”. Tramite la EMI Manhattan e  si aspettavano grandi cose da loro.»
Ultimo aggiornamento Domenica 28 Gennaio 2018 20:01
 

RHCP live a Cuba? Proseguono i (difficili) contatti tra Washington e L'Avana

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A seguito delle nostre precedenti news di Agosto e Novembre 2017, arrivano nuove indiscrezioni direttamente dall'America Latina in merito al difficile ed ipotetico sbarco della band californiana sull'isola miraggio di tante rock band, tra cui anche i Red Hot Chili Peppers.
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Funzionari culturali affermano di aver lavorato per anni ad un concerto dei Red Hot Chili Peppers a Cuba. Funzionari del Ministero della Cultura e dell'Istituto di musica cubano hanno dichiarato di aver lavorato per oltre due anni ad un concerto del gruppo rock americano Red Hot Chili Peppers sull'isola, secondo la rivista culturale La Jiribilla.
L’istituto di musica cubano ha fatto sapere che il team della band statunitense li ha visitati due volte l'anno scorso:

«Abbiamo tutte le varianti di stage previste, la totale e reciproca disponibilità a concordare la data migliore e molta chiarezza sulle esigenze della produzione, con cui parliamo in modo sistematico
».

«La gestione per il concerto dei Red Hot Chili Peppers è iniziata prima dell’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca  ed è stata  gestita con tutta la delicatezza che richiede il caso, ma con il massimo interesse. Durante la prima visita dei loro rappresentanti, quest'anno, era chiaro che le nuove misure avrebbero potuto avere un impatto sull'iniziativa. Abbiamo concordato una strategia per andare avanti. Abbiamo concordato perfettamente e inviamo messaggi regolarmente», ha detto un altro funzionario dell'Istituto di musica cubano.

«Qui», ha proseguito, «abbiamo la totale disponibilità ad organizzare il concerto, dobbiamo tenere a mente che le misure dell'attuale amministrazione americana sono confuse e cercano soprattutto di intimidire e creare una barriera psicologica per lo scambio, che qualsiasi lettore serio capisce perfettamente».

Nonostante questi frequenti contatti  durante gli  anni in cui hanno  lavorato alla creazione di questo concerto e alla "completa disponibilità" che dicono di avere le autorità musicali dell'Isola, la band statunitense non è stata in grado di esibirsi.
Un giornalista della rivista La Jiribilla si è lamentato, accusando che questo concerto non si è potuto svolgere "per la segretezza e la lentezza delle nostre istituzioni".

Allo stesso modo, le istituzioni  cercano di distogliere l'attenzione da questi aspetti e ritengono colpevole l'amministrazione Trump e le sue misure per circondare l'esercito cubano .
Su queste misure, un altro funzionario della Cultura, non identificato da La Jiribilla ha affermato che «ci sono stati 33 annullamenti (di scambi culturali tra Washington e l'Avana) fino ad oggi. Inoltre ci sono state riduzioni di gruppi di visitatori e posticipazioni. La maggior parte delle cancellazioni sono visite e scambi accademici, anche se sono stati cancellati pure due concerti».

Josh Klinghoffer, chitarrista del gruppo, è stato sull'isola la scorsa estate per discutere sui preparativi con diversi artisti e musicisti del Paese, tra cui l’attore Jorge Perugorria e i musicisti del gruppo Nube Roja.
In quel periodo  la rivista specializzata in celebrità Vistar, ha detto che il concerto si sarebbe potuto svolgere nel mese di marzo durante il tour Sud Americano della band.
Questa sarebbe la prima apparizione  dell’emblematica band sull'isola.

Traduzione a cura di Francesco Colinucci
Fonte: DiarioDeCuba.com

Funzionari culturali affermano di aver lavorato per anni ad un concerto dei Red Hot Chili Peppers a Cuba.

Funzionari del Ministero della Cultura e dell'Istituto di musica cubano hanno dichiarato di aver lavorato per oltre due anni ad un concerto del gruppo rock americano Red Hot Chili Peppers sull'isola, secondo la rivista culturale La Jiribilla.

L’istituto di muscia cubano ha fatto sapere che il team della band statunitense li ha visitati due volte l'anno scorso: "Abbiamo tutte le varianti di stage previste, la totale disponibilità e la reciproca disponibilità a concordare la data migliore e molta chiarezza sulle esigenze della produzione con cui parliamo in modo sistematico ".

La gestione per il concerto dei Re hot chili peppers è iniziata prima dell’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca  ed è stata  gestita con tutta la delicatezza che richiede il caso, ma con il massimo interesse. Durante la prima visita dei loro rappresentanti, quest'anno, era chiaro che le nuove misure avrebbero potuto avere un impatto sull'iniziativa. Abbiamo concordato una strategia per andare avanti. Abbiamo concordato perfettamente e inviamo messaggi regolarmente ", ha detto un altro funzionario dell'Istituto di musica cubano.

"Qui", ha proseguito, "abbiamo la totale disponibilità ad organizzare il concerto, dobbiamo tenere a mente che le misure dell'attuale amministrazione americana sono confuse e cercano soprattutto di intimidire e creare una barriera psicologica per lo scambio, che qualsiasi lettore serio capisce perfettamente" . Nonostante questi frequenti contatti  durante gli  anni in cui hanno  lavorato alla creazione di questo concerto e alla "completa disponibilità" che dicono di avere le autorità musicali dell'Isola, la band statunitense non è stata in grado di esibirsi.

Un giornalista della rivista La Jiribilla si è lamentato , accusando che questo concerto non si è potuto svolgere "per la segretezza e la lentezza delle nostre istituzioni"

Allo stesso modo, le istituzioni  cercano di distogliere l'attenzione da questi aspetti e ritengono colpevole l'amministrazione Trump e le sue misure per circondare l'esercito cubano .

Su queste misure, un altro funzionario della Cultura, non identificato da La Jiribilla ha affermato che "ci sono stati 33 annullamenti (di scambi culturali tra Washington e l'Avana) fino ad oggi. Inoltre ci sono state riduzioni di gruppi di visitatori e posticipazioni. La maggior parte delle cancellazioni sono visite e scambi accademici, anche se sono stati cancellati pure due concerti "

Josh Klinghoffer, chitarrista del gruppo, è stato sull'isola la scorsa estate per discutere sui preparativi con diversi artisti e musicisti del paese,tra cui l’attore Jorge Perugorria e i musicisti del gruppo Nube Roja.

In quel periodo  la rivista specializzata in celebrità Vistar, ha detto che il concerto si sarebbe potuto svolgere nel mese di marzo durante il tour Sud Americano della band.

Questa sarebbe la prima apparizione  dell’ emblematica band sull'isola.

Ultimo aggiornamento Domenica 07 Gennaio 2018 15:30
 

Chad Smith: «Nel 2018 niente tour per i RHCP, ma faremo nuova musica»

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Red Hot Chili Peppers hanno avuto un 2017 impegnativo, speso in tour a supporto dell'ultimo album The Getaway. Il 2018 si preannuncia più calmo, ma Chad Smith ha affermato che si lavorerà su qualcosa. Queste le sue parole rilasciate ad ABC Radio:
"Ci prenderemo un anno di pausa, dopodiché cominceremo probabilmente a scrivere nuove canzoni. La speranza è di riuscirne a fare un disco, ad un certo punto."
La band sarà impegnata mercoledì 14 dicembre ad uno show benefico a San Francisco, dopodiché, a marzo volerà in Sud America per suonare al Lollapalloza in Cile, Brasile e Argentina. Smith ha affermato che il gruppo non farà altri concerti nel 2018.
"Non ci sarà nessun tour il prossimo anno. Siamo solo concentrati a scrivere nuove canzoni e continuare a far quel che facciamo, perché lo amiamo."
I Red Hot Chili Peppers sono reduci da un 2017 impegnativo, speso in tour a supporto dell'ultimo album The Getaway. Il 2018 si preannuncia più calmo, ma Chad Smith ha affermato che si lavorerà su qualcosa. Queste le sue parole rilasciate ad ABC Radio: «Ci prenderemo un anno di pausa, dopodiché cominceremo probabilmente a scrivere nuove canzoni. La speranza è di riuscirne a fare un disco, ad un certo punto.»

La band sarà impegnata mercoledì 14 dicembre ad uno show benefico a San Francisco, dopodiché, a marzo volerà in Sud America per suonare al Lollapalloza in Cile, Brasile e Argentina. Smith ha affermato che il gruppo non farà altri concerti nel 2018. «Non ci sarà nessun tour il prossimo anno. Siamo solo concentrati a scrivere nuove canzoni e continuare a far quel che facciamo, perché lo amiamo.»
Traduzione di Gianmarco Minossi

 

Ultimo aggiornamento Martedì 12 Dicembre 2017 09:04
 


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