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Home Interviste 2012-07-30 Intervista a David Todd

2012-07-30 Intervista a David Todd

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Introduzione. Feeding Back: Conversations with Alternative Guitarists from Proto-Punk to Post-Rock è il nuovo libro del giornalista musicale David Todd, che ha intervistato 26 tra i chitarristi più celebri dell'alternative rock mondiale per stilare questo volume che ha già l'odore di cult book. Per l'occasione abbiamo scambiato qualche battuta con l'autore, che tra gli intervistati ha dedicato ben quindici pagine all'ex chitarrista dei Red Hot Chili Peppers - John Frusciante (quello del 'nuovo corso'). Il risultato lo trovate di seguito, buona lettura.

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VeniceQueen.it Ciao David, immagino sia strano, l'intervistatore è ora diventato l'intervistato. Vorresti presentarti ai lettori del VeniceQueen? Magari con qualche appunto alla tua carriera e alle tue preferenze musicali (album preferiti)?
David Todd Se dovessi fare una mia breve biografia ti direi che ho iniziato scrivendo commedie. Poi mi orientai verso la scrittura di articoli musicali. Attualmente insegno scrittura creativa all'università dell'Ohio e faccio del teatro nella zona di New York o in altri posti. Quindi in breve, vengo dal mondo letterario ma ho sempre amato anche la musica.

Innanzitutto voglio salutarvi [i lettori, ndr], e ringraziarvi per l'interesse verso il libro.
Il mio disco preferito? Molto difficile dirlo... mi piace un casino quelli a cui fa riferimento il libro, ovvero Raw Power degli Stooges e Waves of Fear di Lou Reed (con Robert Quine). Come ho indicato, adoro particolarmente il primo disco solista di Frusciante, che è una sorta di dichiarazione cruda.
Uno dei chitarristi che ho sempre ammirato è stato Rowland S. Howard. I suoi dischi con i The Birthday Party come Junkyard hanno avuto un impatto enorme su di me. Pensa, stavo ascoltando il primo disco di Nick Cave senza Rowland e ciò mi ha fatto capire quanto un chitarrista può influire nelle sfumature di un pezzo.

VQ.it Come hai selezionato i chitarristi da inserire nel libro? E in particolare, perchè John Frusciante?
DT
Ho ascoltato questi musicisti per anni, e a quel tempo diverse cose mi son venute in mente. Una di queste è che essi sono spesso sottovalutati o non del tutto compresi, come una generalizzazione. Un altro aspetto è che, rapportando questi chitarristi al lavoro di gruppo, ci sono conversazioni che vanno avanti da tempo in cui puoi sentire una persona espandersi nelle idee altrui, o evolvere la musica in una maniera che si riferisca ad altri artisti, ma che comunque sembra particolare e nuova. Finalmente, ho trovato questi musicisti a cui sarebbe stato interessante porre domande, alle quali sapevo avrebbero risposto con argomentazioni brillanti, e - magari perchè i chitarristi spesso non passano per essere molto loquaci - non avevano mai avuto un vero spazio per poterne parlare di tali tematiche. Per queste ragioni pensavo che ci sarebbe potuto essere un libro di tali caratteristiche.
Sembra che questi musicisti a volte siano divisi tra il voler sperimentare e lo stile più mainstream, e in molti casi loro giungono a tale bivio partendo dall'underground. Ciò che rende John Frusciante unico è che ha sempre dato l'idea di appartenere all'altra zona - lui era in una band assai popolare, e ha cercato di continuare ad espandere le sue sonorità sia con gli altri membri dei RHCP che da solo. Ovviamente ero anche interessato alla musica di John da solista e al suo modo di suonare e ai suoi meriti personali, ma penso che alla fine il libro riguardi persone che sono 'esploratori' del proprio animo, e quindi tutto ciò è perfettamente calzante col modo di relazionarsi di John alla musica.

VQ.it Quando hai conosciuto John per la prima volta? Sappiamo bene che non rilascia interviste dal 2007/2008, ti sei mai chiesto "perchè ha scelto me?" Dove avete realizzato l'intervista? Hai trovato Frusciante abbastanza rilassato o ancora tra i suoi fantasmi emozionali un po' come nel passato?
DT
Penso sia meglio rispondere a tutto con un discorso completo. Devo dire che conoscevo la popolarità di Frusciante quando è iniziato tutto ciò, ma non ho davvero capito quanto fosse così noto, finchè il libro non è uscito! Così tanto interesse nel libro è giunto soprattutto grazie a lui, dai suoi fans (e io sono uno di loro) che sono stati così grati con me. Ho realizzato l'intervista al telefono, e posso dirti che è stato molto amichevole e accomodante, mi è sembrato fosse anche molto riservato, ed è una cosa che rispetto.
Quindi posso dire che abbiamo fatto una grande intervista ed è stato veramente aperto e premuroso, ma non lo conosco di persona o qualcosa di simile.
Penso che nel nostro scambio di opinioni, John sia apparso molto sereno - nessun 'fantasma' circolava nell'aria, o almeno nessuno di quelli negativi (alcuni fantasmi sono positivi dal punto di vista musicale, no?). Non voglio farti un torto, so che questo è un sito riguardante i RHCP. Mi sentirei folle ad aggiungere altro.

2012-03-15-FB-Front-Cover1VQ.it Continua pure senza problemi.
DT Nonostante io abbia fatto un libro di interviste, posso comprendere quanto i musicisti non amino farne parte, dato che spesso l'artista può sentirsi intrappolato dalla domanda, o semplicemente non sente la necessità di sponsorizzarsi. Volevo approcciare con persone come John in tal senso, e cercare di fare qualcosa di diverso da un normale "Domanda e Risposta", parlando delle sue idee musicali. Questo è ciò che è avvenuto - voglio dire, entrambi abbiamo queste idee, ma il riuscire a parlarne, può essere una dote in più -. Frusciante è uno dei migliori a far ciò: è veramente perspicace, come i fans sanno bene.
Nel libro c'è un pssaggio con Lenny Kaye che parla di come gli artisti abbiano differenti cicli nelle loro carriere, dove possono avere 5 anni di inattività prima di tornare con qualcosa di nuovo. Ci sono altre persone come Bob Mould che han preso tempo per imparare a padroneggiare l'elettronica, o in un altro estremo c'è James Williamson che ha smesso di suonare per 35 anni. In tal senso, è naturale per un musicista scivolare via dall'occhio del pubblico, o necessitare di tempo. Nel caso di John, si è capito che il suo periodo distante dai media è stato comunque un periodo di attività musicale.

VQ.it Hai sentito il suo nuovo EP e/o uno dei suoi ultimi featuring ("Like Speed" con i Dealer Moms, oppure la collaborazione con le Swahili Blonde)? Che opinione ti sei fatto?
DT
Sì, l'ho sentito questo nuovo EP. E penso sia grandioso, chiaramente è una una mia opinione personale. Mi piace "Glowe" in particolare, il senso di coesione che c'è nonostante la base spesso mutevole. Mi è anche piaciuto come ha incorporato questo Synth Pop anni '80 che si avverte in buona parte delle canzoni: questo insieme di elementi si innesta facilmente nel suo modo di comporre che ha avuto nei dischi precedenti. Lui è sempre stato influenzato dalla musica anni '80 fatta coi Synth, e ciò trova un senso all'interno di questo EP, ovviamente.
Come ho indicato, penso che ciò che unisca le persone citate nel libro è questa maniera di cercare ed espolorare la natura, ed è un qualcosa che vedo nella nuova musica di Frusciante. Ancora, ovviamente questa è un'opinione personale, ma mi piacciono molto gli elementi afrobeat ed elettronici che lui innesta nei suoi vari progetti. Sono curioso di osservare cos'altro farà nel suo futuro.

VQ.it A tuo parere c'è qualche possibilità di vedere John nuovamente con i RHCP in futuro? Magari per qualche ricorrenza speciale o qualcosa di simile?
DT
Um...

VQ.it
Rispetto il pensiero criptico. Cambiando argomento, dicci qualcosa riguardante gli altri chitarristi intervistati nel libro, magari con qualche aneddoto.
DT Una cosa che dirò è che diverse persone intervistate nel libro ora conducono una vita salubre e magari molti aneddoti selvaggi che avrei preferito enunciare non ci sono! Bhè, di aneddoti ce ne sono comunque diversi....
Ci sono un bel po' di belle esperienze a riguardo, come avere James Williamson che mi fa toccare la sua famosa chitarra di Raw Power o avere Johnny Marr che mi mostra come suonare "Headmaster Ritual” in un tour bus. Tutti i chitarristi citati sono stati molto disponibili e affabili e ogni intervista è stata divertente da realizzare.
Uno dei miei aneddoti che preferisco raccontare è quando feci l'intervista a Tom Verlaine. Subito dopo averla completata, stavamo camminando attraverso un parco di New York, dove ho incontrato un'amica e collega.. una persona normale [ride, ndr]. Ho detto a questa mia amica "Hey, questo è Tom" e lei rispose sconcertata "Si, ok". Mentre andavamo via le ho detto "Hai capito che era Tom Verlaine?" e lei aveva un'espressione in volto come per dire "...e quindi?" le ho detto "Non conosci i Television?" Lei fece cenno di no. Così noi facemmo una camminata verso un bar dell East Village, e quando ci sedemmo lì c'era una foto di Verlaine nel locale proprio sopra la testa dove si era seduta la mia amica.


VQ.it
C'è qualcos'altro che vorresti dire ai lettori di VeniceQueen.it?
DT
Mi piacerebbe dire che penso che nessuno dei chitarristi elencati aveva 'bisogno' di questo libro [nel senso per farsi conoscere, ndr], ma io spero di averli messi sotto una certa luce che mostri il loro stile individuale, le loro concezioni artistiche e il modo in cui sempre costruiscono le loro innovazioni. Il mio obiettivo non è stato quello di etichettare individui, volevo solo raggrupparli per questioni di necessità. Ho usato l'immagine di una luce nera nel libro, che indica come se tu accendi quella luce, tu puoi vedere tutti questi chitarristi correlati assieme, ma quando la spegni, loro son tutti liberi.

Feeding Back: il blog ufficiale del libro
Feedeing Back su amazon: acquista il libro

Introduzione a cura di *sir psycho sexy*
Intervista a cura di Gidan Razorblade, etnaicsurf e *sir psycho sexy*
Traduzione a cura di
Gidan Razorblade

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