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Home Interviste 2011-09-07 Intervista a Fabrice [Fabulosfab Fab]

2011-09-07 Intervista a Fabrice [Fabulosfab Fab]

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Introduzione. Fabrice oggi è un cinquantenne francese amante della pittura e del disegno, ed il suo profilo Facebook è un must per tutti gli amanti dei Red Hot Chili Peppers, dove spesso regala dei bei ritratti della band californiana. Ma non è solo questo: lui è stato testimone fisico ed oculare della nascita dei Red Hot Chili Peppers ed ha vissuto nei primi anni ’80 sia al fianco di Anthony Kiedis (che più volte lo cita nel suo libro autobiografico Scar Tissue) che di Flea (e come scoprirete, con loro ha condiviso l'uso di stupefacenti, ore di divertimento e donne). Lo abbiamo contattato per farci raccontare i suoi ricordi di quel momento storico e ci siamo accorti che non sono sbiaditi, anzi, e che Fabrice è persona molto logorroica, ma la cosa non ci è dispiaciuta affatto.

fabrice1982VeniceQueen.it In Scar Tissue Anthony dice che vi siete conosciuti al CASH Club: quali sono i tuoi ricordi riguardo a quell'episodio? Poi tu ti sei trasferito con Flea al "Wilton Hilton": Com'era vivere con lui?
Fabrice «Vivevo là con Janet Cunningham e con il mio amico Joel, che non era ancora un batterista. Un giorno tornò a casa con un ragazzino che mi presentò come Michael: ci divertimmo un po' insieme, e quando se ne andò Joel mi disse che quel tipo era un grande bassista; nella mia testa pensai -"Non sembra assolutamente un grande bassista o qualcosa del genere", a me era parso solo un bravo ragazzo. Più avanti raccontai questo a Flea e lui si fece una gran risata! Ovviamente mi accorsi ben presto che invece Michael era un ottimo musicista. Così lui, che non era ancora soprannominato Flea, iniziò a venire a passare il tempo al CASH, e presto si aggiunsero i suoi amici, fra cui Anthony ed Hillel: questi furono i primi che portò al CASH, e fu come se essi scoprissero qualcosa di nuovo che era proprio sotto al loro naso, nella loro città, un posto dove succedeva di tutto.

Quando Anthony venne al locale per la prima volta non andammo subito d'accordo. Arrivò con l'aria di chi fosse il padrone del posto, era come uno spettatore di sé stesso. Probabilmente accadde qualcosa, ma non ho il preciso ricordo di Michael che ci presentasse, comunque mi pare che alla fine della serata ci ritrovammo a parlare e probabilmente a fumare un po' di roba insieme, perché questo era ciò che si faceva al CASH a quei tempi: bere birra e fumare erba. Da allora in avanti ci saremmo incontrati in diversi posti, come feste e concerti, oltre a passare tempo insieme al CASH dove c'era sempre qualcosa di interessante. Devo ammettere che trovammo terreno fertile su cui basare le nostra amicizia nei nostri comuni 'appetiti' ed amore per la droga. Il CASH poi dovette chiudere perché non pagavamo l'affitto e i vicini continuavano a lamentarsi per il rumore e per gli strani personaggi che gravitavano in zona. Inoltre le voci su festini a base di stupefacenti non aiutavano, così un giorno arrivò la polizia, arrestò Janet e chiuse il locale definitivamente. Joel ebbe appena il tempo di correre fuori dalla porta sul retro portando con sé il suo passaporto ed il mio. Ci ritrovammo quasi tutti come dei senzatetto; Janet non rimase in prigione a lungo, solo poche ore, se ben ricordo.

Io vivevo da Gary Allen quando successe tutto ciò, così per un altro paio di settimane avevo un tetto sopra la testa, visto che lui mi aveva lasciato casa mentre era fuori Los Angeles. Joel e Michael (Flea) non avevano dove andare, così si misero a cercare un appartamento e lo trovarono abbastanza in fretta. Avevano però bisogno di una terza persona che pagasse l'allacciamento alla linea telefonica, così ovviamente io diventai il nuovo coinquilino. Quindi eccoci tutti a vivere sulla Wilton St fra l'Hollywood Boulevard e la Franklin Avenue: ben presto il posto fu soprannominato da Flea il 'Wilton Hilton'. Non mi ricordo molto di come fossero quei giorni di vita insieme, però ricordo che la notte eravamo sempre fuori fra feste nei locali e vedere gruppi suonare in diversi posti. Ad un certo punto la band dei Fear, che era un gruppo punk abbastanza famoso a Los Angeles, mise in giro la voce che stavano cercando un bassista, e Flea tornò a casa dicendo che voleva partecipare all'audizione. Prese il suo basso, mise l'album dei Fear nel registratore e mi disse che entro quel giorno avrebbe suonato una delle loro canzoni alla perfezione... be', alla fine ne imparò tre!

Quando uscì per andare al provino era piuttosto nervoso, e mi ricordo che gli assicurai che sarebbe andato bene. Tornò a casa urlando che ce l'aveva fatta, aveva ottenuto il posto: era il nuovo bassista dei Fear! Questo fu il momento in cui Michael scelse il nome di FLEA, se la memoria non mi inganna: quando iniziò a suonare con loro. Flea cominciò la sua nuova esperienza, il mio amico Joel lasciò L.A. per Londra e Hillel si trasferì da noi. L'avventura dei Peppers stava per avere inizio. Hillel però non era contento che Flea avesse lasciato la loro band degli esordi, i What Is This, per unirsi agli altri, ma poi se ne fece una ragione giusto prima di venire a vivere insieme. Mi ricordo però ancora la sera in cui Flea dovette confessare ai compagni che stava per lasciare il gruppo: vennero tutti a casa, Hillel, Jack e Allan, e dopo 5/10 minuti Hillel uscì dalla porta furioso, mentre gli altri si fermarono ancora un po'. Quando anch'essi se ne furono andati, io entrai nella stanza di Flea per vedere come stesse, e lui iniziò a parlare, ma le lacrime presero il posto delle parole: io allora cercai di confortarlo e presi della droga dalla mia tasca per tentare di alleviargli il dolore. Come ho detto, col tempo Hillel superò la faccenda e si trasferì da noi. Anche Anthony girava spesso dalle nostre parti in quel periodo.»

anthony1982VQ.it La tua amicizia con Anthony all'epoca era basata anche sull'uso di droga: come pensi che quella dipendenza abbia influenzato la sua personalità, sia come giovane uomo che come aspirante artista?
F.
«Come risponderti... La nostra amicizia non era basata sulla droga, ma certo nel nostro rapporto la droga giocava la sua parte. Entrambi ci facevamo prima di incontrarci, era un dato di fatto che tutti si facevano di qualcosa, soprattutto fumare erba. Cosi ci sembrava naturale continuare. Per quanto riguarda influenzare il carattere, la droga lo faceva alcune volte alle persone, ma non sempre e non a tutti. Anthony aveva un carattere forte e ben definito, come lo avevano molte delle persone che avrebbero frequentato il CASH. Andammo molto in giro insieme in quel periodo, probabilmente il motivo era che eravamo molto simili in qualche modo, principalmente sperduti nella vita, senza una idea su come cavarcela, con il solo desiderio di festeggiare, drogarci e farci sempre una nuova ragazza.
Questa fu la vera nascita dei RHCP.»

VQ.it Quel tipo di relazione fra di voi finì col tuo arresto: come l'avete recuperata in seguito? E dopo quella circostanza, cos'hai fatto? Se potessi riscrivere parte della tua vita durante gli anni californiani, cancelleresti qualcosa?
F.
«Ancora una volta cosa dirti... Essere arrestato fu un'esperienza traumatica, anche se sfortunatamente non era la prima volta, ma tutte le altre erano state un gioco paragonate a quella, perché la DEA (agenzia specializzata per la droga) suonò alla mia porta con un mandato di perquisizione e procedette a rivoltare casa mia dal pavimento al soffitto. Per farla breve, mi portarono dentro, mi schedarono, pagai la cauzione, uscii il giorno dopo e mi chiusi le sbarre alle spalle. Per quanto riguarda il mio rapporto con Anthony, non ne soffrì affatto, anzi, lui scrisse una lettera in mia difesa al giudice dicendo che non ero un cattivo ragazzo, e qualche giorno dopo venne da me e si offrì di organizzare un concerto in mio onore per aiutarmi a pagare le spese legali. Aveva già programmato tutto: quando, dove e che nome usare, perché non potevano usare RHCP visto che già cominciavano ad essere famosi in California e il posto che aveva in mente era troppo piccolo per contenere una grande folla.

Così avrebbero suonato all'Anti Club gestito da Russel Jessum, un musicista amico comune. Sarebbe stato il giorno prima che la band partisse per un altro tour americano, e il loro nome sarebbe stato Doctor Roxangeles, perchè secondo Anthony io ero il dottore che scuoteva L.A. Tutti avrebbero dovuto pagare, eccetto il mio avvocato e Nina Hagen, fidanzata di AK di allora.  E, dulcis in fundo, la formazione sarebbe stata quella originale del primo concerto e del primo demo: ANTHONY-FLEA-JACK HILLEL! Alla fine del loro grande spettacolo andai nel backstage per ringraziarli e far sapere loro quanto apprezzassi ciò che avevano fatto. Anthony allora mise tutti i soldi in una busta e me li diede, dicendo che era l'intero incasso della serata. Io chiesi loro di tenersi qualcosa, visto che erano in partenza per il tour, sai... qualcosa per le sigarette, diciamo così, e visto che si rifiutarono aprii la busta e diedi loro 20$ ciascuno per comprarsi sigarette e caramelle. Ora, riguardo ai pentimenti... tutti ne abbiamo e conviviamo con essi... e come i Peppers dicono benissimo: meglio pentirsi di qualcosa che si è fatto…»

VQ.it Sappiamo che hai mantenuto i contatti sia con Anthony che con  Flea e li hai recentemente visti a Parigi: quali sono le tue impressioni sul loro nuovo album (per la cronaca, il riferimento è verso I’m With You)?
F.
«Amo il loro nuovo album! Come ho detto ad Anthony l'ultima volta che ci siamo visti , piano piano cresce dentro di te. Al primo ascolto mi sono piaciute “The Adventures of Rain Dance Maggie” e “Brendan’s Death Song”, poi ascoltandolo ancora e ancora mi piacciono sempre di più tutte le canzoni. Ogni giorno ne ho una diversa che mi gira in testa.»

josh.KVQ.it
Cosa ne pensi di Josh Klinghoffer come nuovo chitarrista della band? Lo conoscevi già?
F.
«Ora, riguardo alla domanda su cosa pensassi e pensi di Josh... Per prima cosa ti dirò che non lo conosco molto. L'ho incontrato alcuni anni indietro quando suonava come seconda chitarra nella band e per me era semplicemente un amico di John. Quando gli altri mi dissero che avrebbero scelto lui come chitarrista ho pensato: "Conoscendo Flea ed Anthony, non sceglierebbero mai qualcuno che non andasse d'accordo con la band o che non apprezzassero”, così mi sono completamente fidato della loro scelta. Ho avuto occasione di incontrarlo di nuovo, per poco tempo, ma molto da vicino, e vi confermo che è un bravo ragazzo, cosi come sembra. Josh sta facendo bene e continua a fare progressi mentre vi sto parlando. A dir la verità ho incontrato tutti i ragazzi durante gli show televisivi in Francia, e mi hanno riferito che sentono e apprezzano l'amore dei loro fans, e lo ricambiano con tutti voi con gratitudine.»

VQ.it Probabilmente solo lui conosce il motivo, ma qual è la tua opinione su John Frusciante che ha lasciato di nuovo il gruppo?
F. «Per risponderti su John... Come hai detto tu solo lui sa il perchè, ma come ha detto, lui vuole che la gente vada ad ascoltare la sua musica perchè è una cosa che desidera, non perchè spinta dalle major discografiche. E comunque lui ha sempre continuato a registrare parallelamente all'attività nella band, come se ci fossero due compositori in lui, quello dei Red Hot Chili Peppers  e quello di John Frusciante.
Una volta gli ho detto che lo considero come un Chili Pepper, nel senso che gli altri chitarristi erano semplicemente tali, lui è un Chili Pepper. Mi ricordo di John molto indietro negli anni, quando era un ragazzo sperduto che aveva poi trovato un fratello maggiore, ai tempi in cui entrò nel gruppo: era sempre con Anthony alle feste o in giro per la città, finchè poi riuscì a superare il suo timore reverenziale nei confronti di Anthony, sebbene per fare ciò avesse dovuto fare ricorso all'uso di droga.

Una volta lo vidi a Parigi ed era in uno stato pietoso, faceva un grande sforzo per tenere la gente lontana da lui, probabilmente ero l'unico con cui avrebbe parlato in città, perchè non ero spaventato dal suo atteggiamento e capivo cosa stesse passando. Ero triste per aver saputo che aveva appena lasciato il gruppo, passando attraverso l'esperienza della tossicodipendenza fino a toccare il fondo. Poi fui felice di vederlo rientrare, perchè nel frattempo avevo incontrato alcuni degli altri chitarristi che arrivavano e se ne andavano, perfino Dave Navarro che era un ragazzo apposto ed un grande musicista, a suo modo. Ma lui stesso sapeva di essere solo di passaggio nell'avventura dei RHCP, più come un ospite speciale in attesa che il "vero" ragazzo tornasse. Ho avuto l'occsasione e il piacere di sedermi a parlare con John alcune volte, il che è raro e non facile, perchè a suo modo lui è timido e strano allo stesso tempo.»

Foto 1: Fabrice nel 1982, all'interno del Wilton Hilton
Foto 2: Anthony Kiedis nel 1982, sempre al Wilton Hilton
Foto 3: Josh Klinghoffer fotografato da Fabrice all'interno degli studi di Canal+, settembre 2011 (immagine in esclusiva per VQ.it)



Intervista a cura di *sir psycho sexy* e *Ntjr*
Introduzione a cura di *sir psycho sexy*
Si ringrazia Rhcpfrance.com per le foto
Traduzione a cura di Fabiana Reatti
(alla quale va un nostro sentito grazie per il mastodontico lavoro effettuato)

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