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Home Interviste 2010-09-07 Intervista a Jack Irons

2010-09-07 Intervista a Jack Irons

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Introduzione. “Jacky's eyes are closed,But he's right on course,Because he's guided by,The invisible force,He drives a kooky green chrysler,Bad as anybodys porsche,Hes a working class drummer,Hes as strong as a horse".  Insomma, non proprio una meteora del cielo stellato d'asterischi, bensì uno dei fondatori dei Red Hot Chili Peppers, che ha fatto fiorire una carriera veramente intensa di collaborazioni nonostante le difficoltà affrontate dopo la morte di Hillel. Il nostro “ working class drummer” ha concesso questa intervista per parlarci del suo nuovo album No Heads Are Better Than One e svelare un po' di curiosità sulla sua avvincente carriera tra le pagine importanti del Rock degli ultimi decenni.


VeniceQueen.it Vorresti introdurre il tuo ultimo lavoro solista, magari parlandocene in maniera approfondita, traccia per traccia? (con un aneddoto o un semplice aggettivo per ognuna)
no-heads-are-better-than-one-jack-irons-24th-august-red-hot-chili-peppers-rhcp-2Jack Irons «"Sonic Tonic": questo brano in realtà è nato come un groove di  batteria che poi si è tramutato in un brano a sè.
- "Doubloons":  un assolo a rullo a due (tecnicamente 2+2 colpi per mano sui tom nda)  con una fitta costruzione di musicalità intorno.
- "Right between the Ears": c'è voluto un complesso lavoro musicale per poter rendere veramente l'essenza di questo pezzo.
- "Moon Tune": è stata composta mentre pensavo ad una Theme
- "Submarine Fez": probabilmente il brano più complicato da portare a termine,  mi ha aiutato il mio amico  Alain Johannes (Eleven, What is it? nda)
- "Love is all we want": tutti gli elementi musicali, sono nati praticamente tutti assieme in maniera spontanea.
- "Psy-Fi Disco": un altro complesso lavoro, generato da una serie di approcci sperimentali.

- "Nothing Opens Everything": è nata nel 1999 ma è stata completata nel corso di questo ultimo anno con l'aiuto di  Alain Johannes e mio figlio Zach.
- "Timbale Space Stew": l'ho suonata con un vecchio kit Slingerland, in un momento in cui non avevo molto altro da fare oltre che bere vino.
- "1998": una delle poche cose che ho fatto nell'anno successivo alla mia dipartita dai  Pearl Jam.
- "Don't Sock Me": registrata a Seattle nella stessa session in cui nacque la cover di "Shine On You Crazy Diamond" per Attention Dimension

VQ.it Che differenze ci sono tra Attention Dimension e il nuovo album? Perchè hai atteso così tanto (sei anni) per realizzare un altro disco solista?
J.I. «(Stavolta) mi sono occupato tutto io della fase di produzione delle composizioni.  L'ho poi mixato e ho avuto meno ospiti per questo “No Heads Are Better Than One”.  Ho dovuto imparare molto meglio le funzionalità di uno studio di registrazione per la nuova release.  Poi ho deciso di  rendere gli arrangiamenti più essenziali e precisi di quanto fossero in Attention Dimension.  Imparare tutte queste cose dietro al bancone del mixer, lavorare al nuovo materiale e vivere la mia vita di tutti giorni, ha ovviamente dilatato il periodo.»

VQ.it E cosa ci dici dell'evoluzione del tuo drumkit in questi trent'anni? Hai cambiato qualche impostazione?
J.I. «La mia batteria non è stata molto modificata. Nel primo periodo usavo 2 rack toms (i tom sospesi sulla grancassa, per intenderci nda). Ma a partire dagli anni Novanta ho deciso di usarne uno solo (l'essenzialità preferita alla melodia nda). Ed è più o meno questa l'unica differenza.»

VQ.it Potresti raccontarci qualche aneddoto sul progetto What is This? Ad esempio, tu o Hillel scriveste qualche traccia per il disco  o l'EP)? Perchè venne scelta la cover di “I'll Be Around”?
J.I. «Tutti i brani dei What Is This? sono stati scritti da Alain Johannes e/o Hillel e alcune canzoni sono nate dalle jam.  In quel periodo non componevo nulla. Noi tre collaboravamo da quando avevamo quattordici anni. Abbiamo lavorato assieme nel periodo 1978-1985. Lo reputo un progetto in cui lavorammo duramente, ma la band non riuscì ad ottenere successo. "I’ll Be Around" venne scelta dal nostro produttore, Todd Rundgren.»

VQ.it Quanti furono i videoclips realizzati per What is This? Visto che su Youtube abbiamo trovato solo  "Mind My Have Still I". Su internet si trovano veramente poche info su questa sottovalutata band (e non ho mai trovato l'EP 3 Out of 5 Live).
J.I. «Era stato realizzato anche "I’ll Be Around", ma c'erano stati dei problemi nella realizzazione del filmato e il risultato non era fedele alle nostre iniziali aspettative. L'EP 3 Out of 5 Live alla fine fu a scopo promozionale.  All'epoca  noi non lo intendemmo nemmeno come una nuova uscita. Solo una sorta di raccolta di brani promozionali con l'aggiunta di qualche canzone live.»

jackpearlkalaidescopeVQ.it In quali tracce appari nel debutto dei Walk The Moon? Ho letto della tua presenza, ma sul tuo sito internet JackIrons.com non ne ho trovato alcuna traccia. Sei anche nel secondo disco? (è stato leakato su internet ma senza nessun credits).
J.I. «Io sono presente nelle cinque o più tracce con la batteria acustica. Il resto venne effettuato con una drum machine.»

VQ.it Qual'è il tuo disco preferito degli Eleven (la band che fondò con Alain Johannes, successivamente alla morte di Hillel, nda)? E come mai?
J.I. «Il mio album preferito presumo sia Howling Book, ci sono veramente diversi gran pezzi lì dentro. C'è anche tanto materiale non ultimato, composto l'anno prima della scomparsa di  Natasha (la moglie di Alain, cantante della band nda), che penso fosse veramente ottimo. In quei brani ci abbiamo veramente messo l'anima e potevamo fare le nostre scelte creative. Credo fosse importante per gli Eleven poter comporre nel miglior modo possibile.»

VQ.it La cover suonata con Keith Levine,"If Six Was Nine" in Violent Opposition fu l'ultima occasione per suonare con Slovak (eccetto I RHCP). Ricordi qualcosa di quelle sessions? Come sei riuscito a reagire dopo la perdita di Hillel?
J.I. «Se non ricordo male, il pezzo uscì diversi anni dopo.  Quindi dopo di essa suonammo molto io e Hillel. Ricordo di una registrazione casalinga e poco altro. Il tempo ha avuto modo di rimarginare le ferite per aver perso un amico così grande.»

VQ.it Ho letto che suoni il sintetizzatore, il key bass, l'organo, chitarra ecc. Quando hai imparato a suonare tutti questi strumenti?
J.I. «Lì suono in maniera sperimentale per i miei dischi solisti. Ma non potrei mai esibirmi seriamente con uno di quelli. La batteria è il mio unico vero strumento.»

VQ.it Fu molto emozionante vederti condividere nuovamente il palco con Flea e Vedder nel maggio del 2007, a chi venne in mente l'idea e come? Sei ancora in contatto con loro?
J.I. « L'idea fu di Eddie, aveva questo concerto già programmato e chiese a noi due se volevamo esibirci in una parte del set come fossimo un trio. Visto che lo show era un benefit per la scuola di Flea, il Silverlake Conservatory of Music, fu facile ritrovarci lì. Fu bello e mi divertii veramente un sacco a suonare con loro. Ci sentiamo ancora di tanto in tanto.»

VQ.it Ascolti ancora I dischi con cui sei cresciuto?
J.I. « Attualmente non sento molto i vinili, ma adoro la musica della mia adolescenza. Ultimamente ho messo su un po' di roba della Motown e vecchio R&B.»

VQ.it E i tuoi lavori (come Eleven, Pearl Jam, Red Hot, etc...)?
J.I. « Li ascolto ogni tanto, solitamente quando i miei figli vogliono ascoltarli in macchina o quando voglio farli sentire a qualcuno.»

rhcp_bio_originalVQ.it Qual è il brano di The Uplift Mofo Party Plan che preferisci e/o che ti piaceva di più suonare quando eri il batterista della band?
J.I. « Difficile dire quale fosse il mio brano preferito o quello che mi piaceva suonare di più, ma diciamo che mi piaceva tantissimo "Backwoods".»

VQ.it Quale artista/band o cd ascolti in questo periodo?
J.I. « Earth Wind and Fire, The Four Tops e The Spinners.»

VQ.it Quali sono state le tue impressioni nel lavorare con Courtney Love?
J.I. « Lavorare per l'album di Courtney è stato piacevole. Sono amico del produttore, Michael Beinhorn (dietro anche a The Uplift Mofo Party Plan e Mother's Milk nda) e mi diverto sempre a lavorare con lui. È stata più una sessione studio che un lavoro di band. Tutto semplice e veloce.»

VQ.it Suonerai concerti in Europa per promuovere No Heads Are Better Than One, magari in Italia?
J.I. « Sfortunatamente non ho progetti a riguardo. Sarebbe difficile provare a suonare la mia musica solista in un concerto. Il modo in cui è stata composta la musica, non si presta ad essere suonata live con naturalezza.»

VQ.it C'è qualcosa che vorresti dire ai tuoi fans italiani e ai lettori di VeniceQueen.it?
J.I. « Grazie del supporto verso la mia musica e la mia carriera!!»

Intervista e traduzione a cura di Gidan Razorblade
in collaborazione con Crystal Ship

Click HERE to download the interview in original language

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