Forse era inevitabile: nonostante tutti sperassimo di rivedere in Italia i Red Hot Chili Peppers la prossima estate in un contesto diverso, questa mattina è stata 'invece' confermata la loro presenza come headliner dell’edizione 2012 dell’Heineken Jammin’ Festival, la sera di giovedì 5 luglio. Al di là delle giuste polemiche che sicuramente insorgeranno nei prossimi giorni (anzi, sul nostro forum già ne parliamo da diverse ore), riguardanti il giorno (feriale), la location (contestata da sempre per la pessima acustica) e per il fatto che in molti hanno il timore che la setlist sarà ridotta per cause di forza maggiore, questa è la notizia che tutti aspettavamo.
E forse (o forse no), per ironia della sorte, Kiedis & Co. torneranno a performare al festival che probabilmente li ha consacrati definitivamente davanti al pubblico italico: era il 15 giugno 2002 quando infatti la carovana californiana, si esibì ad Imola per quella che fu la loro unica data italiana di quell’anno per presentare l’allora imminente By The Way. Ed io c’ero, come si suol dire in queste occasioni. Per me fu la prima volta, e come tutte le prime volte, fu indimenticabile. Una setlist ottima, una condizione fisica ottimale ed uno show musicale di primo livello: questo è quello che ci regalò la band quella sera, e come sfondo suggestivo ci furono le colline imolesi, che diedero quel quid in più alla parte visiva del concerto. Si attaccò con “By The Way”, ma il massimo fu raggiunto (almeno a mio personalissimo parere) con “I Could Have Lied” e “Californication”, che trasportò i 90.000 presenti quella sera, in una ‘dimensione parallela’. Forse non è stata la loro miglior performance nel nostro Paese, probabilmente no, ma fu sicuramente la più suggestiva e significativa, per la storia dei RHCP in Italia.
Dieci anni dopo, molte cose sono cambiate: il feedback intorno alla band sembra essere in calo (ma non forte), John Frusciante non pennella più i suoi arcobaleni chitarristici e forse una certa coesione non è più così cristallina ed efficace, ma poco male. Io ci sarò, almeno spero, e spero di rivivere quelle primordiali emozioni che tuttora mi legano in maniera indelebile al loro verbo funk/pop/rock che ho tatuato sulla pelle ma, ancor di più, nel cuore.
*sir psycho sexy*
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