Venicequeen.it

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View Privacy Policy

Home Dicono di loro [2013] Outsides EP (Japanese Edition) - "JF audio interview"

[2013] Outsides EP (Japanese Edition) - "JF audio interview"

E-mail Stampa PDF

Info generali
Informazioni aggiuntive

[Tratto da]: Outsides EP (Japanese Edition) 
[Numero]: -
[Lingua]: Italiano
[Di]: 14 Agosto 2013
[Numero pagine]
: -

[Trascrizione]: cancel_15x15
[Traduzione]
: Leggi sotto la nostra traduzione

Intervista-monologo promozionale inciso da John Frusciante nel Bonus Disc dell'edizione giapponese dell'Outsides EP. Qui ci viene spiegata la genesi ed i motivi per cui John Frusciante ha iniziato a sperimentare musica elettronica. Tra strumentazione e dinamiche compositive, vengono analizzate divergenze e punti di contatto fra la musica rock e quella elettronica.
Barucha Hashim Dopo l'uscita di The Empyrean e con l'arrivo di Letur-Lefr hai iniziato ad aggiungere molta musica elettronica ai tuoi lavori. Come mai?
jf_promo_japan_smallJohn Frusciante «Ho passato quasi tutta la mia vita imparando musica dagli album. Negli ultimi trent'anni è la maniera in cui ho speso la mia vita più che in ogni altra cosa. Facendo ciò, sono stato in grado di imparare un sacco di generi musicali diversi.
Durante il mio ultimo ritorno coi Red Hot Chili Peppers, ho suonato la chitarra un sacco mentre ascoltavo synth pop, musica rave degli anni '90, hip-hop e musica elettronica nata al computer. Mentre suonavo la chitarra assieme a questi generi musicali, ho trovato l'uso di campionamenti e di strumenti elettronici assai diversi come approccio a quello della chitarra. Un chitarrista e un compositore di musica elettronica generano canzoni con processi totalmente diversi tra loro e non combinano le note nella stessa maniera. Per me, suonare assoli di chitarra rock e scrivere eccellenti brani rock è un qualcosa che posso fare senza dover pensare. (Quindi ora) sfortunatamente quel senso di sfida nel comporle è andato via. Ma la musica elettronica degli ultimi 30 anni, nei suoi nuovi ritmi e fasi ha come dato nuovi lidi espressivi.. Per me era come un mondo sconosciuto. Nonostante fossi un chitarrista con esperienza, non potrevo capire certi processi che erano dietro la musica dei Autechre, Venetian Snares e Aphex Twin. Anche se potevo riprodurre i loro brani con la chitarra, non riuscivo a creare quella tipologia di musica. Il modo in cui combinavano le note era imperscrutabile per me. Quando Aphex Twin fece uscire la serie Analord, per me fu a suo modo rivoluzionario quanto l'uscita del Sgt Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles a suo tempo. Sentii che questo sconosciuto mondo fosse a quel punto esplorabile anche per me. A mio giudizio questo fu un nuovo tipo di musica funk.
La musica funk si sviluppò tra gli anni '60 e '70 ma non si evolse assai nelle due decadi successive, ma io ho realizzato che Aphex Twin con Analord portò il funk verso una dimensione elettronica. Pur rispettando le tradizioni del funk, si spinse avanti in un modo non tradizionale. Quindi finché non acquistai un Roland MC 202 e un Roland TB-303 (un synth sequencer e un synth bass, le basi per fare acid house) io nemmeno sapevo che esistessero. Ho avuto diverse esperienze coi sintetizzatori, ma quando chiesi che strumento avrei dovuto comprare per far della musica elettronica usandone uno professionale, mi fu raccomandato per un synth assai semplice tipo un nord lead. Ne comprai uno e feci un tentativo ma non mi piacque. Conoscevo robe analogiche come il Roland 202 e quando provai a programmarla la trovai eccitante. Pensai di organizzare il mio senso della melodia tramite questo strumento, per farlo avrei dovuto riorganizzare totalmente il mio consueto approccio alla melodia.
Non avevo ancora acquistato familiarità con come usare il 202, ma scoprii che potevo inventare melodie che non avevo immaginato prima. Come musicista, notai che noi tendiamo a ripetere alcuni patterns. Quando andai in tour con i RHCP mi portai una drum macchine e un synth nella mia camera d'albergo, ma comunque mantenne i brani alla vecchia maniera con strofe e ritornelli. Volevo fare a meno di certi patterns e creare melodie con piu sfumature.
Volessi comparare la musica elettronica e quella pop, il pop è più vicino a  Mozart e l'elettronica più vicina a Beethoven. Come un particolare elemento musicale diventa il punto focale invece di diventarne l'elemento portante. In altre parole, ci sono multipli punti focali. Nella musica elettronica il beat di batteria diventa protagonista (della composizione) in diversi casi. Ma nella musica rock è la voce ad esserlo. Quindi se tu vuoi avere una completa libertà di espressione nella musica elettronica, devi approcciarla in una maniera completamente differente.
Ho iniziato suonando (o studiando) jazz da bambino. Non ci capii assai al momento, e questo era esattamente il motivo per il quale volevo impararlo. Era completamente diverso dal genere musicale che avevo in mente, così volevo impararlo (per vedere se riuscivo a pensare differentemente, musicalmente parlando). Quindi da quel punto iniziai i miei studi con la musica di John Coltrane e Miles Davis.
E così imparai un nuovo modo di pensare. In vita, io proseguo tal processo. Dal momento in cui entri nel mondo della musica elettronica io ti consiglio di imparare un nuovo approccio. Sei sommerso da varie opzioni e ognuna richiede un modo diverso di programmarle. Premi il pulsante di inizio di una parte del tuo equipaggiamento ed è completamente sincronizzato con tutti gli altri.
La vidi come una cosa nuova e stimolante per me. Fu una sensazione di libertà e mi elevò da quella ignoranza in cui ero e fu un tassello del mio cammino conoscitivo. Scoprii che potevo produrre l' intero pezzo con le mie forze. Invece di essere solamente uno degli esecutori, potevo ora essere il compositore.
Suonare la chitarra come membro di una band a volte può risultare assai restrittivo. Quando scrivi canzoni come chitarrista di una band tu stai solo dando una sorta di disegno tecnico dell'opera. Quando fai musica elettronica, puoi immergerti nel processo creativo che non è legato a quello classico di scrittura delle canzoni. Tu puoi costruire un brano partendo da una concezione astratta. Inoltre, con il completo controllo posso gestire direttamente il suono stesso. Piuttosto che solo cambiando il pitch dello strumento, è possibile creare un tono armonico modificando il suono in sé.
In una band tu devi suonare il tuo strumento in linea con l'armonia prodotta dagli altri musicisti. Quando suoni in una band, non c'è altra strada che suonare assistiti dal batterista, ma con la musica elettronica è possibile controllare il ritmo veramente da vicino. In una band tu devi suonare osservando il batterista, e quando lui aumenta la velocità del tempo sei portato a seguire il suo ritmo, adeguandoti. Anche viceversa, quando esso rallenta, lo fai anche tu. È divertente. Il batterista possiede un ruolo determinante nella band, anche se i batteristi non scrivono i brani, e considerando quanto siano importanti in questo processo, trovo ciò curioso.
Quando fai musica elettronica da solo, tu sei il batterista e, componendo le altre parti, puoi scolpire il sound completamente. Elimini la preoccupazione dell'ingegnere del suono che non è mai sicuro se ha accuratamente catturato l'idea che il musicista ha per quel pezzo. Per me, fare musica elettronica significa essere totalmente liberi musicalmente parlando. Mi viene anche da dire che la musica rock è essenzialmente musica elettronica.
Per molte etichettature di generi musicali, non c'è in realtà alcun significato teorico. Ad esempio, la definizione di rock 'alternativo' è divertente. È 'semplicemente' rock e basta. Non capisco il motivo di un nome così bloccato [John Ride, ndr]. È solo la logica evoluzione della musica rock. Alternative rock era una sola alternativa alla musica rock che era stato fatto fino a quel momento, una possibile diversa espressione di esso. Che altro? [John Ride, ndr]
Ci sono persone che considerano la musica elettronica e il rock come due cose completamente diverse, ma se non fosse per le persone che fanno i circuiti, la musica rock non sarebbe possibile. Senza l'amplificatore, il pick-up, apparecchi di controllo, sistemi audio, la musica rock non esisterebbe. Quindi noi siamo dipendenti dall'elettronica.
Come risultato di fare musica elettronica per molti anni e avendola studiata, ho cominciato ad ascoltare musica rock in un modo completamente diverso. Se si ascolta la musica rock al giorno d'oggi, si possono captare le soluzioni adottate dal tecnico del suono e le caratteristiche della stanza in cui è stato registrato il disco. Mi hanno fatto ascoltare anche al modo in cui il suono originale degli strumenti passa attraverso l'amplificatore. In questo senso, musica rock e musica elettronica sono una cosa sola e unica. Il lato rock del mio stile è stato gradualmente integrato con il lato di musica elettronica che c'è in me.
Per esempio, ci sono canzoni rock in PBX, ma sono prodotte attraverso musica elettronica astratta con un approccio jungle. Non avrei mai immaginato che sarei stato capace di creare canzoni da questa metodologia. Quando stavo imparando come fare musica elettronica , non avevo proprio idea di questo genere di cose. Ora non ho motivo di lavorare con un solo genere musicale. Il mio approccio è combinarne di multipli e io liberamente incorporo qualsiasi elemento musicale ci sia dentro di me. Elementi musicali da ciò che ero vent'anni fa così come elementi di dieci anni fa. Non c'è nessun divario tra la musica e me.
Per le orchestre e gruppi rock c'è sempre una sorta di muro tra i musicisti e la musica. Ad esempio, anche se il compositore ha creato l'opera, si ha il direttore e l'orchestra e ci possono essere problemi per loro al momento da interpretare il desiderio del compositore.
Nel campo della musica elettronica, il compositore è completamente libero. Perché è in grando di realizzare il suono che lui sente nella sua testa e non è più dipendente da altri. In più, è ora possibile per lui ascoltare la musica mentre la sta facendo, in tempo reale. Non c'è più il bisogno di far sentire la tua composizione al gruppo ed aspettare di sentire che genere di suono la band utilizza su di esso. Perché l'atto di creare e di ascoltare avviene nello stesso momento, ciò significa la più grande libertà per me.
Fare musica elettronica mi offre la più grande libertà musicalmente parlando. Perché essa è l'approccio più completo di fare musica.»

Traduzione a cura di Gidan Razorblade
-
Share Link:
Bookmark Google Yahoo MyWeb Del.icio.us Digg Facebook Myspace Reddit Ma.gnolia Technorati Stumble Upon
 

SEGUI VQ.IT

facebook2instagram_logotwitter-iconyoutube
myspacegoogle-plus-iconalastfm2Abbonati al Feed RSS di Vq.it

SOSTIENI VQ.IT

paypal_donate

Save_the_Children

Sondaggio

Qual è stato il concerto che avete preferito tra le 5 date italiane del The Getaway Tour?
 


What's Hot !?

animazione2
Silverlake Conservatory of Music
Fb Page - CoverBands Italiane
banner_coverband_myspace2
collage_army_small
Vq.it remembers kissarmy