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Home Dave racconta John - Uno sguardo da bordo palco Dave mail #03 - Con tutte queste esperienze cosa ne pensi di scrivere un libro?

Dave mail #03 - Con tutte queste esperienze cosa ne pensi di scrivere un libro?

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DM-03

05 Gennaio 2017

Domanda di Raphael R. Andrade de Olivera (Ilicinea – Brasile):
«Durante la tua carriera professionale hai lavorato con numerosi artisti come John Frusciante, Dave Navarro, Joe Holmes ed adesso con Adam Levine dei Maroon 5 (ma anche con King Daimond e Faith No More ed inserito nei crediti di -Under Rug Swept- di Alanis Morisette come tecnico del basso).
Hai mai pensato di scrivere un libro su tutte queste esperienze?»

Dave Lee:
«Domanda molto interessante. Un giorno ero nel camerino dei Red Hot Chili Peppers e stavo raccontando un aneddoto su Ozzy Osbourne.  Anthony aveva appena fatto uscire la sua autobiografia di grandissimo successo “Scar Tissue”, mi disse che le mie storie erano di gran lunga migliori delle sue e che avrei dovuto scrivere un libro a tal proposito. E lo feci.
Il giorno libero successivo ero a Milano (un posto abbastanza noioso se hai un giorno di ferie ), mi sedetti di fronte la mio computer nella mia stanza di hotel ed iniziai a scrivere, non ci avevo mai provato e non riuscivo a credere quanto mi venisse semplice. Iniziai a scrivere di come mi interessai della musica da bambino e la scrittura corse veloce fino a quando divenni un bassista in una band metal di Hollywood negli anni 80 ed al mio ruolo di tecnico del basso per King Diamond e così via. Anthony aveva ragione, fu un'esperienza liberatoria: in quel giorno di scrittura mi ritrovai a ridere a crepapelle per le stronzate ed a piangere per la perdita della mia amata madre.
Scrivevo in maniera molto schietta, forse addirittura troppo... arrivato a circa ¾ del racconto mi accorsi che molte delle “follie da roadie” erano storie che non avrebbero fatto piacere ai miei cari (molte cose di cui non andavo di certo fiero). Anthony me     lo aveva detto, sarebbe potuto succedere, così come successe a lui dato che una delle sue storie provocò diverse frizioni tra lui e Flea.
Anthony mi mise in contatto con il suo agente editoriale al quale io spedii un paio di capitoli. L'editore si complimentò con me per la mia scrittura ma pensò che molte storie di gente famosa con la quale avevo lavorato potessero finire per ritorcersi     contro di noi e trasformarsi in cause legali, avrei dovuto ricevere tutti i vari “ok” dalla gente coinvolta come ad esempio Sharon Osbourne e questo di certo sarebbe stato un problema; aggiunse inoltre che sarebbe stato quasi impossibile trovare il modo di vendere un libro scritto da un “signor nessuno” come me (Anthony Kiedis aveva già la sua bella nomina).
Per farla breve... ho fatto un libro che non verrà mai pubblicato, ma alla fin fine sono contento di averlo scritto.»


Traduzione a cura di Luciano Tumbiolo

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