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Home Biografie Biografie dei membri attuali Biografia di Josh Klinghoffer

Biografia di Josh Klinghoffer

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Josh Adam Klinghoffer (Los Angeles, 3 ottobre 1979)

Probabilmente molti di voi lo hanno conosciuto prima ancora che vi fosse stato realmente presentato. Infatti la prima volta in cui l'esile polistrumentista fa la sua comparsa accanto alla band è relativa all'Off The Map. Senza calcare in nessun modo il palco, figurava in uno spezzone del "Pre-Concert" accanto a Anthony Kiedis che mostrava alle telecamere l'allora ventenne timido musicista, ironizzando sulle sue doti di latin lover mentre passeggiava distratto tra i corridoi con un cappello più grande del volto.  Nonostante da quella seconda parte del 2000 (e dell'eterno “Californication Tour”) sia passato quasi un decennio, quell'espressione sincera e velata da un bivio di timidezza e umiltà , dimora ancora nei suoi occhi. Gli stessi che potrebbero descriverlo meglio di qualsiasi articolo si voglia pubblicare. Pochi attimi di quel DVD ne sanciranno la crescita proporzionalmente sempre più grande della sua presenza nell'orbita della band. Il suo cammino musicale in realtà era iniziato diversi anni prima, giovanissimo prese lezioni di piano, poi perfezionò il suo talento durante dei Band Camp ( una sorta di laboratori della musica molto in voga in America, della durata di 1 o 2 settimane, a seconda delle scuole), dove incontra Dan Elkan (con cui successivamente suonerà nei Golden Shoulders e The Snegg Band) e assieme cominciano ad esercitarsi con i dischi di Pearl Jam e Red Hot Chili Peppers, ma è nel momento in cui ascolta i Radiohead che decide di esser parte di una Band.
Lasciò la scuola a 15 anni e incominciò a intraprendere diversi lavori (ad esempio da “Tempo Records “ nella zona di Northridge, dove venne però licenziato per insubordinazione). La svolta arriva successivamente, quando Josh conosce Bob Forrest grazie alla sorella di un suo amico, i due entrano subito in sintonia e l'ex Thelonious Monster propone al ragazzo di formare un progetto, i The Bicycle Thief . “You Come and Go Like a Pop Song “ è il primo disco della band, esce nel 1999 per la Golden Voice (ma verrà ristampato più volte successivamente), e vede Klinghoffer autore di tre brani: “Hurt”, “LA County Hometown Blues" e “It’s Alright” (quattro, considerata “Trust Fund Girl” nella ristampa). Durante quelle sessions incontra John Frusciante (guest nel solo di “Cereal Song” ) . E la loro amicizia si consolida durante il successivo tour del 2000, dove i The Bicycle Thief aprono diverse volte per i The Red Hot Chili Peppers (tour live documentato dall'uscita di "The Way It Used to Be" a festeggiare il decennale qualche mese fa).
La prima vera occasione che vede vicini sul palco John e Josh è a Silverlake il 10 Ottobre 2000, dove con Flea decidono di organizzare una serata tributo ai Joy Division per 11 brani, facendo accomodare il polistrumentista alla batteria. Ruolo che terrà anche al momento di accompagnare Frusciante nell'avventura “#1 Woman” del disco di Tricky, "Blowback" .

Il suo nome inizia a circolare nell ambiente Underground Losangelino, e presto vien chiamato per nuove esperienze: Perry Farrel lo convoca per il suo pretenzioso "Song Yet To Be Sung" e inizia il suo lavoro di turnista per Vincent Gallo e successivamente i Butthole Surfers lo collocano in line-up come musicista-jolly.
Successivamente prende parte al Tour ad impatto forse più essenziale/scarno della storia di PJ Harvey (“ Uh Huh Her” , dall'europeo del 2003 ) e per Beck (successivamente a questo periodo, inizierà a essere più richiesto come Batterista/Tastierista). L'anno più vivido nella memoria dei fans della band con l'asterisco rimarrà probabilmente il 2004. Il periodo della maratona musicale di Frusciante, in cui Josh praticamente diventa la sua band di supporto, registrando gran parte delle tracce di basso e Batteria (escluso Shadows Collide With People) e diversi spunti di tastiera. Considerando anche la fondazione degli Ataxia (con l'Ex Fugazi Joe Lally ) e del disco “A Sphere in the Heart of Silence” (in cui anche il biondo polistrumentista compone brani), praticamente la figura dei due musicisti, agli occhi degli appassionati, può essere comparata ad una versione musicale di Dante&Virgilio, nonostante in realtà John più che introdurre gironi o bolge, finisca per condurlo per mano nel suo mondo sonoro. Oltre ad un piccolo numero di date con il suo "Poeta" (reperibili online sotto la dicitura Performance, dalla 1 alla 12esima con la partecipazione nell'ultima del grande Michael Rother, e diversi ospiti), insieme partecipano al disco solista di Bob Forrest (con le cover più disparate, persino la stessa " The Dying Song" del Brown Bunny OST), e tocca a Klinghoffer gestire l'ambizioso progetto "The Diary of IC Explura" dell'eterna amica Toni Oswald che, svestiti gli eccessi Niandreschi e relative T-Shirt, esordisce in questo curioso duo nel 2007 con il grazioso album "A Loveletter to the Transformer, Pt. 1". Rilasciato prima gratuitamente per internet, è un affresco creativo alternative in senso pieno, convincendo anche la critica maggiormente di come invece non era accaduto con il dispersivo “A Sphere in the Heart of Silence” . L'anno magico era però già iniziato, mettendo alla prova il musicista verso quella che era la sfida più grande della sua carriera fino a quel momento: divenir il quinto Red Hot Chili Peppers durante la European Leg III dello "Stadium Arcadium Tour". Lo stesso pubblico italiano conosce la natura polivalente di Josh durante il concerto di Udine, ove appare coinvolto sia ai synth che come seconda chitarra e percussioni. Il documento visivo che resta più impresso è il concerto in Polonia , dove si può apprezzare l'innesto del turnista per l'esecuzione di brani più intricati da gestire come "This Velvet Glove" o "So Much I" . Quest'ultima crea persino un divertente siparietto verso la fine del Tour, vedendo spesso Josh cantarne il ritornello al posto di Kiedis. Per la dannazione delle telecamere, colte alla sprovvista del momento che iniziavano a girar impazzite nel setacciar tutto il palco per trovare il proprietario di quel timbro così delicato e acuto. Celato da un lato di palco come una timida nota aggrappata agli amplificatori . Finisce il tour di Stadium Arcadium e, mentre li RHCP si chiudono in una pausa forzata per dedicarsi agli svariati progeti solisti, Joshprosegue nel suo lavoro di collaboratore in svariati dischi e turnista accanto Gnarls Barkley. Successivamente va a sedersi dietro le pelli di un altro progetto riguardante una Lei importante per della vita di Frusciante: Emily Kokal e le sue Wairpaint . Dopo l'uscita di "Exquisite Corpse", accompagna la formazione in rosa in una serie di date, e parallelamente lavora al suo primo disco solista sotto il nome di "Dot Hacker" (aprendo anche per i Jane's Addiction). Ma all'inizio dell'autunno 2009 mette in stand-by entrambi i progetti, avendo una di quelle offerte che qualcun'altro definirebbe "non rifiutabili": entra in studio con i Peppers. I rumors sul possibile abbandono di John Frusciante diventano sempre più consistenti, fino ad ottenere l'ufficialità il 16 Dicembre 2009 a mezzo comunicato MySpace scritto personalmente dallo stesso chitarrista newyorkese. Tutto ciò apre la strada all'amico Josh, che fin da subito riceve la nomina come favorito nella sostituzione di Frusciante. I tre "superstiti" Peppers i chiudono in un silenzio di tomba fino a quando, il 29 Gennaio 2010, decidono di salire sul palco del
MusiCares 2010 (dedicato a Neil Young), suonando la cover "A Man Needs A Maid" con al loro fianco Josh Klinghoffer, per la prima volta non più rilegato in un buio angolo del palco, ma protagonista in una formazione a quattro. Sembra fatta, ma i fans sono ancora in trepidazione per il futuro della band. Nonostante l'evento di per sè sia già una dichiarazione d'intenti, il gruppo si trincera nel proprio mutismo e non sembra intenzionato a rilasciare comunicati ufficiali che annuncino Klinghoffer come il nuovo chitarrista della band. Ci pensa Chad Smith, che in data 8 Febbraio 2010, intervistato da Nick Arnold pochi giorni dopo l'esibizione al MusiCares 2010, conferma che Josh Klinghoffer è il nuovo chitarrista della band e suonerà nel nuovo disco. Questa la citazione dell'intervista:

[NA]: Un' ultima domanda prima di andare: In questo nuovo disco dei RHCP, voi state esplorando nuovi confini, o rimanete ancorati al vostro sound?

[CS]: E' una nuova direzione perchè abbiamo un nuovo chitarrista, Josh Klinghoffer, ed è un grandissimo musicista, quindi ovviamente si cambia. Ma noi cambiamo proprio perchè c'è lui, che ha veramente talento. Ha orecchio per la musica. Fresco, divertente, tutti quanti siamo di buonumore, tutti siamo giunti con ottime idee e stiamo pensando a cosa il futuro ci regalerà. So che sarà differente e eccitante. Mi rende felice alzarmi ed andare alle prove, perchè so che qualcosa di nuovo e bello sta accadendo, ed io lo aspetto; è figo!

Da qui in avanti la penna della sua storia sta già scrivendo nuove righe,ma le scopriremo assieme.

Discografia: http://en.wikipedia.org/wiki/Josh_Klinghoffer

Discografia consigliata:

The Bicycle Thief - "You Come and Go Like a Pop Song"
John Frusciante & Josh Klinghoffer - "A Sphere In The Heart Of Silence"
The Diary of IC Explura - "A Loveletter to the Transformer, Pt. 1"
John Frusciante - "Inside of Emptiness" (Chitarra in "I'm Around", assoli "Inside A Break" and "Emptiness")
John Frusciante - "The Will to Death" (chitarra in "Helical" e "The Will to Death")


Videografia consigliata (Bootlegografia):

Red Hot Chili Peppers- live Chorzow 2007
PJ Harvey- BBC4 Session
Beck - Reading 2003

(Gidan Razorblade, febbraio 2010)
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