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L’evento
dell’anno, almeno per noi del sito VeniceQueen.it, questa volta ci porta ad
impugnare un bel pennarello in mano e fare un’altrettanto bella “X” sul
Sabato 11 Ottobre 2008. Dopo le precedenti 5 “X”, arriviamo alla sesta con
alle spalle ricordi, emozioni, stralci di vita puramente funk vissuta in
giro per il Bel Paese. Ed è appunto la volta buona che veramente ci siamo
decisi di andarcene un po’ in giro, vuoi per le richieste di chi magari non
aveva potuto impugnare un pennarello e segnare nemmeno una delle precedenti
5 “X”, vuoi per il gusto di affrontare la “sfida”. “Non è stato facile
trovare contatti al Nord” è questo che riporto qui testualmente dal discorso
(e che discorso!) con cui ho introdotto la serata. Ti ritrovi su un palco in
veste di organizzatore, ti accorgi di un botto che i sei mesi appena
trascorsi sono scaduti, che arriva il “tuo” momento. Ma più che “mio” direi
assolutamente “nostro”. Un sorso d’acqua, l’invano tentativo di aggiustare
il microfono (o anche semplicemente far finta di farlo), un’occhiata a
quella che cerchi (e vorresti) tenere in pugno: la situazione. Fugge e si
nasconde dietro un misto di emozione, entusiasmo, tensione ... del tutto
prevedibile sì, ma non fino a quel sorso d’acqua, accidenti ! Analizzando
l’evento a 360° è davvero sorprendente scoprire come sia stato necessario il
nostro sbarco al Nord: per primo torno a ribadire le motivazioni precedenti
e permettetemi un grosso e doveroso inchino a chi ci ha dato stimoli per
salire a Brescia e si è fatto trovare pronto a ripagarli, con l’amore e il
sangue drogato di funk all’inverosimile. Per secondo, mi sono (e credo di
parlare anche a nome del mio collega Fabio) capacitato che, per quanto uno
Staff organizzativo come il nostro possa prendersi tutta la calma che 6 mesi
ti sanno dare, se fosse venuto a mancare ciò o chi è stato in grado di
ascoltare il nostro lavoro, condividerlo, accettare la nostra “sfida” e …
crederci ,sapendo di avere l’esperienza e la professionalità dalla sua parte
… beh … tutto sarebbe stato vanificato. Ed invece no, sono qua a smentirlo,
oggi come non mai. E credo che come me e Fabio, molti altri di voi, gente
funkettosa al 110%, possiate tranquillamente unirvi alla mia analisi. Grazie
quindi a Tiziano e a tutto lo Staff del Latte+ di Brescia, che non ci ha
fatto mancare davvero niente, a partire dalla tranquillità e la serenità che
ci hanno permesso di gestire al meglio una serata così impegnativa, di
fronte al nostro e al loro pubblico: e il locale è già in prima serata
caloroso e quanto di più intimo ci si potesse auspicare. Una cornice
perfetta in cui inquadrare una serie di istantanee da aggiungere ad un
repertorio emozionale già di per sé incredibile. Non tolgo niente alle
precedenti edizioni, assolutamente … senza di quelle manco saremmo qua. E
vorrei ancora una volta ribadire con molta onestà la primordiale paternità
di questo evento allo spunto organizzativo di cover band dell’hinterland
romano come Blood Sugar Sex Magik e Rosso Riflesso. Forse è proprio da qua
che devono partire i miei ringraziamenti (cosa che VOLEVO citare nel
discorso iniziale ma come dicevo prima c’è stato un “piccolo” imprevisto
emotivo :D ). Certo è che noi, assieme a voi, abbiamo amplificato questo
input all’inverosimile, creando ciò che si può misticamente riassumere in
una parola tanto cara al nostro John: “extramovement”. Ma a Brescia sembrava
tirare un’aria diversa: i ragazzi e le ragazze del forum puntualissimi per
la cena (ennesimo inchino), i video che una volta tanto rullano e vengono
seriamente apprezzati, la puntualità dei set live che spacca il secondo,
nessun problema a livello di acustica e/o strumentazione … e, anche se
potrebbe sembrarvi un’inutile lista della spesa, non lo è affatto! L’insieme
di questi fattori lo apprezzi quando sei parte del pubblico certo … ma, se
sei dietro l’evento da sei mesi e arrivato lì vedi secondo dopo secondo
quella serie di istantanee distendersi davanti ai tuoi occhi, per giunta con
impressionante (e spero meritata) naturalezza, beh … allora lasci che siano
quei momenti di pura festa funk a parlare per te. Veniamo al capitolo live:
innanzitutto un “grazie ai Red Hot Tribù che ci hanno guidato verso questa
scelta e ai Jack Sfregiato che si sono uniti”. I più giovani sono proprio i
Jack Sfregiato che salgono sul palco per primi: rompono il ghiaccio alla
grande e lo fanno con Easily. Il loro set appare scaltro, spudorato e il
feeling con il pubblico è già alle stelle su If You Have To Ask. Per niente
tecnicistici e molto molto genuini, i primi quattro Peppers di questa serata
bresciana ci presentano una versione di Charlie che, fra le poche presenti
da Stadium, ha saputo rappresentare il disco al meglio delle sue
potenzialità che gli originali trasportano nei live. È ottima anche la
presenza scenica: il bassista (che è un “incrocio” fra il John elegante del
tour 2006-2007 (camicia e corpetto) e il Flea di Mother’s Milk per il
cappello a bombetta e i pantaloni pesanti minimo 10kg per via dell’esercito
di pupazzi schiaffatoci sopra. Gli altri 3 sono tutti in linea con i look
più “attuali” delle rispettive controparti. Altra chicca della serata è
Party On Your Pussy, anche questa molto fedele ai live dell’epoca. Falling
Into Grace ci viene proposta in una versione più distorta, e soprattutto un
po’ meno funky per quanto riguarda la chitarra di Andrea nel ritornello. Il
vocalist Mario non si scoraggia e si adatta alle scelte chitarristiche con
un cantato un po’ più spigoloso, ma comunque azzeccato. Seguono My Lovely
Man (e delirio fu!), Californication e l’unica “cover della cover “della
serata: I Get Around dei Beach Boys. La vera standing-ovation arriva però su
Sir Psycho Sexy: fulcro dello show dei Jack Sfregiato riassume la loro
essenza di cover band concreta e diretta. In chiusura Throw Away Your
Television ruba minuti vitali a quel paio di cover del John solista in cui
si sarebbe cimentato il chitarrista nel mini-set acustico previsto e poi
saltato appunto per motivi di tempo. Peccato, sarebbe stato davvero
l’intermezzo ideale a rendere la serata davvero perfetta! Tra gli applausi i
4 si dileguano e nel backstage ricevono i miei dovuti abbracci e
complimenti. Quanto sono ricchi questi momenti ! Mi piace troppo andare là
dietro, vivere la tensione prima del concerto ed incoraggiarli, e poi
tornare per respirare la gioia del dopo-show in un liberatorio sorriso!
Il
gradevole intermezzo ci è offerto interamente dalla grande figura del boss:
battutine e quiz troppo fuori dagli schemi che spiazzano non poco il
pubblico e, soprattutto, gli sventurati partecipanti al gioco.
Puntualissimi, anche qui, riusciamo a far partire la seconda fetta di
serata: i protagonisti questa volta sono i Red Hot Tribù che aprono con
Can’t Stop. Il pubblico, che si era adagiato per un attimo non ci pensa due
volte a ripartire più forte di prima. Bastano due pezzi, l’opener appunto e
la successiva Get On Top, per far conoscere al Latte+ l’altra faccia di
questo nostro “Uplift Mofo Party Plan”, quella che i Red Hot Tribù han
saputo regalarci con il loro modo di essere, più impostato rispetto ai
colleghi. Dalla loro parte c’è l’esperienza che permette senza dubbio di
spaziare nel repertorio a più non posso: è proprio il caso di parlare di
UMPP quando parte l’inconfondibile riff di Backwoods. I veri fans stentano a
crederci, c’è chi rischia di sentirsi male: ma è tutto vero. Il crossover è
qui servito con tutta la personalità richiesta. Tornando alle ultime hits
dei Peppers, ecco arrivare Fortune Faded che ci introduce ad una chicca “da
raduno”: Coffee Shop. Il sempre troppo dimenticato One Hot Minute si
guadagna la sua meritata fetta di gloria, anche grazie ad un ottimo lavoro
basso-batteria. Non si cede, i ritmi vengono mantenuti frenetici da Around
The World e Suck My Kiss, dove più volte Emanuele (il cantante) si tuffa in
mezzo al pubblico per respirare l’aria della festa, quella vera e propria
che come e solamente ad eventi di questo genere puoi vivere. Arriva il
momento di staccare un po’ la spina, di far calare i battiti cardiaci: per
questo il duo Venice Queen – My Friends fa calare quel pathos magico, fra
fiammelle di accendini sventolanti, sinceri abbracci e melodie cantate col
cuore in gola. Si prosegue in sequenza con Parallel Universe (segnata da
qualche malinteso interno) e le altre hits Dani California, By The Way e
Otherside. Fra gente che sale sul palco in veste di corista (vero Roscio ? )
e altri che da sotto quasi fingono di essere sull’orlo di una crisi di nervi
pur di ottenere il microfono del cantante: la voce dei Red Hot Tribù non si
fa troppi problemi a cedere la scena in varie occasioni, in piena armonia
con l’anima sempre più festaiola, che ha saputo dominare l’evento (e noi
stessi) dal primo saluto scambiato sino alla chiusura della serata. Si
chiude appunto con Under The Bridge e Give It Away. Durante la prima stento
a crederci, ma quando per caso il mio sguardo cade sul telo dedicato alle
videoproiezioni, mi rendo conto che stanno scorrendo i fotogrammi del
relativo videoclip (disposti e riprodotti in ciclo casuale durante tutto il
set). E mi domando: “una pura casualità o l’ennesima conferma di una serata
magica?” Di conferme non ce n’era davvero bisogno; c’era solo bisogno del
vostro amore per il funk, e ancora una volta l’avete dimostrato. L’avete
dimostrato da un punto di vista musicale ballando come dannati, da quello
umano per il vostro senso di aggregazione e di amicizia a cui ogni community
aspira. E se vorrete confermarci tutto questo al prossimo “Uplift Mofo Party
Plan”, restate col pennarellone in mano, pronti a depositare una settima “X”
con la quale ci auguriamo di dimostrarci NOI, ancora una volta, alla vostra
altezza … “Questo è stato un raduno fantastico! Vi aspettiamo al prossimo …
non si sa ancora dove, non si sa ancora come, non si sa ancora quando, ma
noi ci saremo”.
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