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28-10-2005 |
| La caccia alle streghe |
Questa
volta il mio editoriale, invece di essere dedicato alle vicissitudini in studio
dei peperoncini californiani, è dedicato ad un genere musicale a me molto caro:
l’heavy metal. Ho iniziato ad ascoltare questo genere solo qualche anno fa,
scoprendo gruppi come Ac/Dc, Iron Maiden per il versante più classico ed i
System Of A Down per quello più moderno. Dedico queste righe oggi a questo
movimento culturale (perché solo l’heavy, insieme al punk ed il grunge, si può
leggere in maniera molto più ampia che nel solo gergo musicale) per il semplice
motivo che l’altra sera, sfogliando il nuovo numero del mensile musicale Rolling
Stone (n. 25 di novembre, ndr), arrivo alla pagina 118 dove leggo il titolo
“Lontano dal paradiso”. Nel sottotitolo in grassetto leggo che negli States
dodici anni or sono (perciò non più in epoca primitiva) a West Memphis in
Arkansas vengono trovati morti tre bambini. La polizia, dopo poche ricerche
(pure poco dettagliate), accusa del triplice omicidio tre ragazzi che “vestono
di nero e ascoltano metal”. Cazzo! Mi inoltro subito nella lettura dettagliata
dell’articolo, concludendo però prima il sottotitolo che finisce dicendo “i
dubbi sulla loro colpevolezza sono ancora molti, troppi. Ecco una storia di
ordinaria ingiustizia ... ”. Insomma, leggendo a fondo l’articolo vengo a
scoprire che la polizia del posto decide di arrestare i tre ragazzi metallari
solo perché il loro abbigliamento (pelle e cuoio con borchie, tutto
rigorosamente in nero) è poco consono agli occhi della cittadinanza ed i loro
gusti musicali sono decisamente estremi. Damien Echols, Charles Boldwin e Jessie
Weskelley (questi i nomi dei tre accusati) in realtà sono ragazzi
tranquillissimi e si proclamano da sempre innocenti e totalmente estranei al
caso. Il primo adesso rischia la sedia elettrica, mentre gli altri due sono
stati condannati al carcere a vita. Addirittura sembra che le forze dell’ordine,
al tempo dell’arresto, si accanirono molto su Jessie Weskelley, grande amico di
Damien, che soffre (e soffriva al tempo dell’arresto) di gravi disturbi
psichici. Le parole dello stesso Damien in proposito sono dure ma molto chiare:
“Sono arrabbiato con la polizia che preferisce torturare un ragazzo ritardato
invece di dare la caccia all’assassino”. Praticamente nessuno, ha mai avuto le
prove e delle certezze concrete sulla loro colpevolezza, ma il fatto di
ascoltare heavy metal e di vestirsi come i loro idoli “maledetti” li ha resi
degli assassini in braccio ad una morte ingiusta. Adesso basta!!!!! Succede
troppo spesso che dei ragazzi con dei gusti musicali “diversi dal pop di MTV” e
di altri emittenti commerciali paghino lo scotto di doversi sentire diversi
davanti agli occhi della gente. Dai parliamoci chiaro, soprattutto nei piccoli
paesi di provincia, ancora oggi chi porta i capelli lunghi fino al culo e
indossa impermeabili lunghissimi in pelle con sotto della magliette con
disegnato Satana vengono considerati degli sbandati. Succede ancora…. Certo da
controaltare a quello che scrivo si può citare l’ancora fresco caso delle Bestie
di Satana dello scorso anno, ma in fin dei conti quanto c’azzecca il metal nel
senso più ampio del termine con quello che è successo ai due ragazzi lombardi?
Poco, probabilmente niente. In realtà i colpevoli di quegli omicidi sono persone
psicologicamente fragili, che cercavano rifugio nell’heavy e nel rock
industriale per dare libero sfogo alle loro paranoie e insicurezze giovanili. Io
oggi ascolto molto rock duro, addirittura sto creando un archivio di soli dischi
metal: ascolto Dio, Maiden, Raven e molto metal classico inglese, da sempre
accostato al satanismo, sicuramente unico filo conduttore molto sottile ed
inefficace con tutto quello che è successo con le Bestie di Satana e in altri
casi degli anni passati. Ma è possibile che la cultura musicale della gente sia
veramente così limitata? Più volte i Beatles negli anni ’60 furono accusati di
avvicinare i fans al satanismo e di trattare questo tema nelle loro canzoni e
nelle loro copertine (vedere Charles Manson, grande fan dei Fab Four presentarsi
nella copertina di Sgt. Peppers…. del 1967). Sempre Manson, accusato come
mandante dell’omicidio di Sharon Tate e di alcuni suoi amici, solo due anni dopo
fece scrivere ai suoi esecutori sulla parete della casa della vittima con il
loro sangue la scritta “Helter Shelter” citando un testo degli stessi Beatles.
Eppure la leggenda dei Beatles non li menziona come la faccia pulita della
musica moderna? Ma con il passare degli anni anche altri gruppi come Rolling
Stones, Led Zeppelin, Deep Purple, Kiss, Guns’n’Roses (la lista potrebbe
continuare all’infinito) sono stati accusati più o meno indirettamente di
incitare la folla al satanismo tramite le liriche e gli atteggiamenti poco
ortodossi. Strano, sì strano perché io ascolto ed adoro tutta la musica dei
gruppi qui appena citati ma non ho neanche mai pensato di avvicinarmi ad una
sette satanica o di uccidere il vicino di casa con un’accetta sotto le note di
“The Number Of The Beast” degli Iron Maiden. Insomma non so se mi sto spiegando,
ma in realtà a parte l’immagine (ma nella minor parte dei casi) quando veramente
si può accostare l’heavy metal alla morte, al satanismo, oppure a degli
atteggiamenti criminali? Niente, o poco quantomeno. Peccato che nel 2005 tante,
troppe persone puntino il dito contro questo tipo di musica (va detto che in
questo senso che la Chiesa Cattolica ne è una responsabile di prima importanza)
senza neanche conoscerlo un minimo? Per concludere, se voi benpensanti che
leggete credete che ascoltando i vari Ramazzotti, Zero e compagnia bella vi
aiuti a tenere lo spirito sempre sano continuate pure, siete liberi ma io no: io
continuerò a sporcare la mia anima ed il mio spirito sotto le note di “Hells
Bells”.
Prato, 24-10-2005