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16-03-2005 |
| Impressioni di marzo |
Ormai
sono più di due mesi che si susseguono notizie di vario tipo riguardanti il
nuovo
LP dei nostri beniamini. L’impressione è
che ormai i mesi che ci dividono dalla nona fatica in studio
del gruppo siano davvero pochi. Personalmente questa non è un’attesa snervante,
anzi questi mesi che ci separano dal nuovo disco li sto vivendo con la calma e
la felicità di chi sa che il gruppo per la quale negli ultimi 6 anni ha
investito molto denaro e passione non li deluderà. Il punto è sempre questo:
vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. In molti, solo all’idea di vedere
un “By The Way Part.
2” stanno cadendo in crisi da panico pre-disco varie. E già sono lì tutti
impregnati nei vari forum di tutto il globo ad infamare Kiedis e soci ancora
prima di aver ascoltato una sola traccia (Desecration
Smile dal vivo con
una qualità inferiore ai 96 kb può essere sufficiente?) del ritorno dei Chili’s.
Sbagliato, questo è solo un atteggiamento sbagliato. Forse non sta a me
giudicare, forse io sono solo un povero ipocrita che è qui pronto a difendere il
gruppo anche nel caso di un nuovo disco che faccia il verso ai loro capolavori
passati, un insignificante piccolo fan sparso per il mondo che vive solo di
speranze e di ingenuità. Può darsi, pero va detto con tutta onestà che l’ultimo
By The Way,
nonostante sia un disco discontinuo e con qualche episodio votato solo all’ air
play radiofonico, ha mostrato l’ennesimo cambiamento di pelle che ormai, chi
segue i Red Hot da tanti anni dovrebbe assimilare alla perfezione. Inoltre sono
presenti un paio di composizioni di altissimo livello come
Venice Queen
e On Mercury.
Mi stupisco quando leggo postati thread che inneggiano ad un ritorno alle
vecchie sonorità funk-rock che hanno contraddistinto lavori come
Mother’s Milk
e
BSSM
(indubbiamente tra i lavori più riusciti in assoluto), perché in fin dei conti
quanti davvero sarebbero disposti ad acquistare ed ascoltare un disco che
scimmiotta pateticamente i vecchi capolavori del passato? Qualcuno, forse, ma
personalmente penso che i fans vogliano sentire l’ennesima svolta stilistica, o
quantomeno qualcosa che li stupisca da subito. Magari constatando che questa
volta non ci sono stati compromessi all’interno delle nuove tracce, nulla è
pensato appositamente per arrivare a vendere quelle tredici milioni di copie che
l’ultimo album ha superato in scioltezza a quasi tre anni dalla pubblicazione.
Un’altra cosa che personalmente mi dà fastidio è quando leggo che i Red Hot
dovrebbero seguire i passi di gruppi come Pearl Jam o chiunque sia, che non
dovrebbero farsi fotografare più di tanto per apparire sulle copertine delle
riviste più patinate del mondo (vero Anthony?). Patetico anche questo. Siamo
davvero sicuri che l’ultimo
Riot Act
dei Pearl Jam (disco bello davvero, intendiamoci, di un gruppo che stimo molto)
sia all’altezza di vecchi capolavori come
Ten
o Vs.?
Davvero le persone che seguono questo gruppo si emozionano con
I Am Mine
cosi come facevano con
Jeremy,
Alive
o Reaviewmirror?
Poi, non è il signor Eddie Vedder che ha passato tutta la campagna elettorale
americana a farsi fotografare con artisti di vario tipo come Springsteen e Mills
dei R.E.M. per cercare di aiutare il candidato Kerry? Anche i Red Hot Chili
Peppers si sono dichiaratamente schierati a favore del candidato democratico, ma
senza mai filtrare la propria immagine con la politica e di questi tempi non è
poco…….. Infine mi voglio scusare con tutti coloro che la pensano diversamente
da me, questo è semplicemente uno sfogo personale indirizzato solo a chi da
tempo si diverte a spargere fango sui quattro ormai vecchietti paladini del funk
senza averne diritto (è giusto giudicare un disco che deve ancora uscire?). Il
tempo per criticare ci sarà, e sarò il primo a farlo se arriverò a capire che
questa volta i Red Hot hanno fatto davvero fiasco.