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Da sinistra a destra: John
Frusciante, Glenn Hughes e Chad Smith
Glenn Hughes è indubbiamente la
star dell’edizione 2007 del Motorock. Cantante e bassista (Cannock,
Staffordshire, 21 agosto 1952), soprannominato dai fan The Voice of Rock,
Hughes ha militato nei leggendari Deep Purple dal 1974 al 1976. Basterebbe
questo per legittimare l’appartenenza di Hughes nell’Olimpo dell’hard rock.
Ma c’è dell’altro. Cresciuto a pane e blues, Hughes ha saputo sfondare non
solo in casa, cioè in Inghilterra, ma anche in trasferta, cioè sul quel
mercato sempre allergico ai prodotti britannici che sono gli Stati Uniti.
Con il suo primo gruppo, i Trapeze, dal 1968 al 1972 ebbe un buon successo,
amplificato sul mercato a stelle e strisce, tanto da essere considerati
secondi solo a un gruppo il cui nome è sinonimo, ancora oggi, di leggenda:
Led Zeppelin. Dopo i Trapeze per Hughes arriva l’inaspettata chiamata nei
Deep Purple, orfani in quel periodo del cantante Ian Gillan e del bassista
Roger Glover. Hughes si sdoppia e ne diventa il bassista e cantante. Il
ruolo di voce solista viene diviso con David Coverdale: l’interazione tra le
loro voci, bassa e scura quella di Coverdale, acuta e solare quella di
Hughes, arricchisce notevolmente la musica della band, che si apre a
influenze blues, soul e funky grazie proprio ai due ultimi arrivati. In
questo periodo la band sforna album entrati di diritto nella storia della
musica rock. Burn nel 1974, in cui la presenza di Hughes si fa notevolmente
sentire in ambito compositivo con pezzi del calibro di Burn, Might Just Take
Your Life, You fool No One, Sail Away, Mistreated e ‘A’ 200.
Poco dopo arriva Stormbringer, sempre del 1974, in cui Hughes affina
l’abilità compositiva grazie anche all’arrivo di Tommy Bolin alla chitarra
al posto di Ritchie Blackmore. Nel 1975 è la volta di Come Taste The Band,
in cui l’apporto compositivo di Hughes si riduce e si limita a cantare in
solo tre canzoni. D’altro canto Hughes dà vita ad una delle sue migliori
prestazioni bassistiche di sempre, piena di groove funky. E’ questa è
un’altra particolarità che ha reso celebre Hughes: essere stato uno dei
primissimi bassisti rock ad includere nella sua tecnica strumentistica
elementi funky. Esce anche un album dal vivo nel 1975 quel Made In Europe
che testimonia la potenza dal vivo di questa formazione che comprendeva
anche gli elementi storici Ian Paice alla batteria e Jon Lord alle tastiere.
Gli screzi e le incomprensioni tra Hughes e Coverdale e la dipendenza dalla
droga di Bolin portano il gruppo allo scioglimento. Quando i Deep Purple nel
1984 si ricostituiranno Glenn Hughes non farà più parte del gruppo.
L’INTERVISTA Come si trova a suonare in Italia e che tipo di pubblico trova?
«Quando so di dover venire in Italia a suonare non vedo l’ora di arrivarci.
Per me l’Italia è una sorta di casa spirituale. Pensa che ho avuto un
appartamento a Roma tra il 1973 e il 1976. Adoro gli italiani, sono persone
così passionali».
Come si trova con il Moonstone Project di Matt Filippini? «Matt è veramente
un tipo adorabile e un musicista con molto talento. Mi sono proprio
divertito a collaborare con lui per il suo progetto discografico». Quali
sono i suoi progetti futuri? «In questo momento sono nel bel mezzo di un
tour mondiale. A maggio ho avuto una pausa di questo tour e sono volato in
Italia per suonare con Matt. Quindi riprenderò il mio tour solista fino a
novembre, poi entrerò in studio per completare il mio nuovo album che vedrà
ospiti come Chad Smith e John Frusciante dei Red Hot Chili Peppers».
Lei ha vissuto il periodo d’oro dell’hard rock. Che cosa le è rimasto
musicalmente e personalmente di quel periodo? «Mi sento molto felice di
questo mio status. Sono molto riconoscente a Dio che mi abbia fatto questo
dono. Il dono di saper scrivere e cantare musica, esprimendo il mio stile e
la mia personalità». Lei ha collaborato con altri grandi musicisti, con chi
si è trovato meglio e perché? «Ne ho fatte veramente molte! La migliore?
Sicuramente la prossima». Molti fans non dimenticano il periodo in cui lei
ha fatto parte dei Deep Purple, incidendo tre album entrati nella storia del
rock. Che ricordi ha di quel periodo? «Ho passato un periodo incredibile nei
Deep Purple. Ho suonato di fronte a milioni di persone e venduto milioni di
dischi. Cosa potrei volere di più?». Che cosa le piace ascoltare oggi? «Un
ibrido tra soul, funk e rock». Con chi le piacerebbe lavorare in questo
momento? «In questo momento sicuramente con Prince e Jeff Beck».
Fonte:
www.laprovinciadicremona.it
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