[26-09-2006, 23:45]
[Complicazioni accordo YouTube-Warner]


Come riportato anche su questo sito nei giorni scorsi, sembrava che la Warner Bros. (major discografica che tratta anche i Red Hot Chili Peppers) avesse trovato un' accordo con il canale di video musicali YouTube per la regolarizzazione degli artisti da essa trattati, ma come riporta il sito web Rockol.it in una news pubblicata oggi, qualcosa sembra essersi complicato:

E’ una strada lunga, quella che porta alla “regolarizzazione” (o normalizzazione?) di YouTube, l’ombelico del mondo audiovisivo su Internet. Se Warner Music, a differenza di Universal, ha scelto da subito la strada della collaborazione (vedi News) firmando con i gestori del sito una licenza quadro che da qui a qualche mese dovrebbe coprire tutto il catalogo controllato dalla major, è anche vero, come fa notare il settimanale specializzato Billboard, che la messa in pratica di tale accordo è tutt’altro che agevole e immediata. Il diritto allo streaming dei videoclip, infatti, non deve essere richiesto solo alla casa discografica ma anche all’associazione degli editori che amministra il repertorio tutelato da copyright: e delle tre operanti sul territorio degli Stati Uniti, BMI, ASCAP e SESAC (Society of European Stage Authors and Composers), solo la prima ha già firmato un contratto con YouTube, mentre la seconda è tuttora in fase di negoziazione. Ancora più complicato diventa assicurarsi i diritti di sincronizzazione audiovideo da parte degli editori originali, nel caso (assai frequente su YouTube) in cui siano gli utenti stessi del servizio a crearsi da sé i propri video abbinando musiche preregistrate a filmati autoprodotti: Warner Music ha già fatto in modo di sveltire i procedimenti che coinvolgono la sua branca editoriale, Warner Chappell, ma molte delle sue canzoni di maggiore successo (una per tutte: “Crazy” degli Gnarls Barkley) sono amministrate da editori concorrenti. Non solo: questo tipi di diritti, a differenza di quelli che riguardano la riproduzione di brani musicali su dischi o file venduti sotto forma di download, non sono disciplinati da contratti generali a percentuale ma vengono solitamente negoziati volta per volta tra titolare e utilizzatore. Toccherà dunque alla casa discografica (Warner, o altre che ne vorranno seguire le orme) convincere tutti gli editori ad accettare di firmare un contratto di licenza standard per i diritti di sincronizzazione digitale. Fino a quel momento, la major potrebbe vedersi costretta a chiedere a YouTube di ritirare dalla piattaforma i video “caserecci” che usano la sua musica. E gli utenti affezionati del sito potrebbero reagire male a questa improvvisa ingerenza nelle modalità di funzionamento di una comunità on-line finora libera da limiti e costrizioni…

Adesso attendiamo nuovi risvolti sulla vicenda, perchè se si dovesse trovare l'accordo, in futuro potremmo ritrovarci in streaming anche video esclusivi e riprese live rarissime.
 

Fonte: Rockol.it

Pubblicata da: *sir psycho sexy*