27-09-2004

Teorie sul nuovo LP dei Peppers

Dopo il Greatest Hits dello scorso anno, il 2004 dei Red Hot doveva essere un anno sabbatico, uno dei quegli anni di transizione che servono alle band per comporre nuovo materiale per presentarsi l’anno venturo con un nuovo album. Ma non è stato cosi: per primo il gruppo, trascinato ancora dal discreto successo del tanto discusso By The Way e dalla già citata pubblicazione di una raccolta celebrativa dei primi venti anni di carriera decidono di sbarcare nel vecchio continente per una serie di date tutte sold out (non poteva essere altrimenti), e successivamente di pubblicare il loro primo live album con le registrazioni delle esibizioni all’ Hyde Park di Londra dello scorso 19,20 e 25 giugno. Così siamo tutti andati in vacanza ascoltando questo “maestoso (?)” doppio live con colonna sonora il funk epidermico di Rolling Slystone e il pop acido di Leverage Of Space. Intanto quel ragazzone imprevedibile e solitario di John decide, dopo la pubblicazione di Shadows Collide With People, di incidere sei album in sei mesi, tanto per scuotere un po’ il mondo discografico e di lasciare un degno testamento per il giorno della sua morte (speriamo il più tardi possibile). Così una volta tornati da quei posti dove abbiamo mostrato le chiappe chiare e dopo che le nostre orecchie hanno dovuto sopportare le varie "Dragostea Din Tei" e "Mirage" nella calde notti passati nelle discoteche delle riviera romagnola o chissà dove,  siamo qui in attesa di nuove notizie sul gruppo: Flea si schiera con altri artisti americani a favore dei matrimoni gay, Anthony rifiuta una parte da protagonista in un nuovo film di Scorsese, Chad si dedica a jam session con Navarro e l’ex Deep Purple Glenn Hughes e, come già detto, John si chiude in studio con il fido amico Klinghoffer per un progetto che neanche la più prolifica delle band seventies avrebbe mai pensato. Ma in un pomeriggio già dal clima autunnale di metà settembre arriva la notizia che alcune riviste hanno diffuso la voce che il nuovo album del gruppo sarebbe addirittura pronto per la fine dell’anno. Ovviamente dobbiamo andarci tutti con i piedi di piombo: dopo la pubblicazione di Californication, e il conseguente successo ritrovato a livello internazionale già nel marzo del 2001, alcune autorevoli magazine musicali diffondevano che il nuovo LP dei Red Hot sarebbe uscito ad agosto dello stesso anno ma, come tutti sappiamo, dopo vari problemi di salute di Anthony e ritardi nel mixaggio (il gruppo non riusciva a scegliere il materiale da pubblicare tra le 30 canzoni incise),  By The Way uscirà solo nel luglio del 2002. Certo il ferro va battuto quando è caldo: in questi cinque anni il gruppo ha monopolizzato in fatto di vendite la discografia mondiale grazie alle quasi 35 milioni di copie vendute tra Californication, By The Way, Greatest Hits e Live In Hyde Park  (tra l’altro quest’ultimo è ancora nella top 20 in diversi paesi del mondo). Pubblicare un album a breve potrebbe perciò aumentare questa fiammella già ben alimentata con tutto questo vendere; è anche  normale che una casa discografica tanto marpiona come la Warner Bros. stia spingendo sull’acceleratore per vedere se il gruppo può ancora reggere alla concorrenza in modo così strafottente in un anno che sta per vedere il ritorno di mostri sacri della musica come U2, REM e Pearl Jam. Flea durante un’intervista rilasciata nell’estate del 2003 quando il gruppo si ritrovo in studio per incidere i due inediti da pubblicare nella raccolta disse:

“Abbiamo inciso 15 nuovi brani, il materiale e cosi vario e bello che non vedo l’ora di pubblicarlo”.

Dopo queste dichiarazioni è naturale pensare che per il nuovo LP il gruppo farà ricorso a quelle 15 composizioni così varie e belle per metter su il seguito di By The Way. Probabilmente verranno anche incise le versioni studio di Rolling Slystone e Leverage Of Space che, a parere di chi ha scritto questo articolo, sono due ottime canzoni le quali potrebbero aiutare il gruppo a rilanciare quell’immagine che, dopo tante uscite discografiche discusse, è stata un po' scalfita. Chissà quando vedremo (o meglio ascolteremo) il materiale nuovo? Anthony in queste settimane è impegnato nella promozione della sua prima biografia ufficiale Scar Tissue in uscita i primi di ottobre, John deve ancora pubblicare due dei suoi sei album solisti del 2004 e Flea e Chad, da buoni operai quali sono, continuano a collaborare con artisti di vario tipo e di varia estrazione musicale. Il nono album dei Red Hot Chili Peppers, tra una cosa e l’altra, difficilmente vedrà la luce prima di metà del 2005: gli impegni paralleli dei quattro Peppers fanno decisamente escludere una pubblicazione così vicina e poi c'è sempre la pesante questione sul contratto discografico con la Warner. Quando nella primavera del 1991 il gruppo firmò il contratto questo includeva un incasso immediato di 10 milioni di dollari e più le royalties provenienti dalle vendite, esibizioni promozionali, passaggi radiofonici e passaggi televisivi che in questi 13 anni sono sicuramente stati molti. Ebbene con il Live In Hyde Park questo contratto in teoria sarebbe scaduto, ma nulla si è sentito su un possibile rinnovo o meno del contratto che farebbe pensare che la label americana produrrà ancora per molto i dischi di Kiedis & Co. garantendo sicuramente un ritorno di immagine ottimo (promozioni sfarzose e pubblicità mediatica pesantissima da sempre sono due cose alla base di un prodotto diretto da una multinazionale). Molti esperti e fans della prima ora speravano in un accasamento diverso per il nuovo album, e magari pensavano anche che forse sarebbe l’ora di cambiare produttore esecutivo: Rick Rubin è il produttore che Anthony Kiedis voleva ai tempi di The Uplift Mofo Party Plan, ma che arrivò solo con il contratto Warner. A dire il vero Rubin ha messo una mano pesante e prodigiosa nella grande riuscita di capolavori come Blood Sugar Sex Magik e in album must come Californication. Per molti, la credibilità di Rubin è andata in parte persa con l’uscita di By The Way: troppi pezzi melodici, troppe poche composizioni istintive, il funk-rock dei vecchi tempi ha lasciato spazio quasi totalmente ad un pop-rock da classifica che, per chi segue i Red Hot dagli esordi, è sicuramente un passo indietro per un gruppo che ha conquistato il mondo grazie anche ad una grande creatività e spontaneità. Insomma, per concludere va detto che i Red Hot torneranno presto con un nuovo album sicuramente prodotto da Rick Rubin (salvo imprevisti dell’ultima ora) e sicuramente distribuito dalla Warner Bros. Rimanendo nella speranza che non venga interrotto del tutto quello che il gruppo ha pubblicato di buono in questi ultimi due anni (ebbene sì, per quanto si possa essere obiettivi, non tutto è da buttare in By The Way e brani come Fortune Faded, Save The Population, Leverage Of Space e Rolling Slystone sono tutto sommato buoni pezzi), ci auguriamo che i Red Hot ripercorrano quella strada che li fece emergere dai sotterranei underground per passare ad uno status di band cult mondiale nel 1991 al fine di riacquisire quella credibilità e quella visibilità che i fans giustamente pretendono e meritano nei confronti di un supergruppo come quello di Anthony Kiedis che porta il monicker di Red Hot Chili Peppers. E dopo questo sfogo finale doveroso vado in cameretta ad ascoltarmi a tutto fuoco Mother’s Milk!

Pubblicata da: *sir psycho sexy*