26-12-2004

Il 2004 di John Frusciante: tra genio e pazzia...

Non c’era certo bisogno vedere sugli scaffali del proprio negoziante di fiducia sei album in sei mesi per decretare il chitarrista dei Peppers un vero pazzo: già in passato per alcune sue scelte di vita e non solo aveva dimostrato di essere un musicista che non aveva nulla da spartire (nel bene e nel male) con i suoi colleghi di oggi. Certo il fatto che dopo l’uscita del discreto SHADOWS COLLIDE WITH PEOPLE dello scorso febbraio nessuno si aspettava una tale carrellata di album (non sempre all’altezza della dicitura in copertina) nel corso dello stesso anno. Così, a fine giugno arriva il bellissimo THE WILL TO DEATH, album che riporta il nostro John indietro di tre anni, a quelle sonorità intime e in parte grezze che avevano caratterizzato un disco come TO RECORD ONLY WATER FOR TEN DAYS. Intanto i nostri beniamini ripartono per un tour europeo facendo capolino l’8 giugno allo stadio San Siro di Milano. A luglio John non pubblica niente (a suo nome) ma in cambio il marchio RHCP si “regala” il doppio album dal vivo registrato all’ Hyde Park di Londra. Ad agosto si sa, partiamo tutti per le vacanze e quando questo avviene è impossibile non portarsi dietro i propri cd preferiti. Io scelgo quest’anno di portarmi solo il live dei Red Hot, lasciando a casa materiale del chitarrista pazzo tanto so che il 5 dello stesso mese acquisterò il nuovo LP a nome Ataxia. Appena ho letto che nel disco avrebbe suonato il basso un certo Joe Lally sono subito sobbalzato: uno dei più importanti bassisti della scena alternativa americana di inizio anni ’90 suona con uno dei miei miti: FIGO! E qui arriva il problema: la Record Collection, l’etichetta che si è accollata l’impegno di tante pubblicazioni, nonostante sia solo una sede distaccata della Warner Bros. viene considerata dalla grande distribuzione una piccola etichetta e perciò trovare il disco degli Ataxia a Milano Marittima mi è stato impossibile. Una volta finite le ferie estive torno a casa e riesco a procurarmi subito AUTOMATIC WRITING (questo il nome dell’album a monicker Ataxia); torno a casa e faccio partire il mio impianto stereo: ECCEZIONALE! Il disco è intriso di quelle sonorità psichedeliche che ricordano tanto i Seventies, la chitarra di John suona alla grande e Lally al basso è magnifico e poi quando canta mi ricorda un po' quel gran gruppo che sono i Fugazi. Niente male neanche il sempre presente Klinghoffer alla batteria. Dopo l’esaltazione però mi ricordo che per settembre mi aspetta un’altra release: D.C. EP. Questa volta il mini-album lo trovo con estrema facilità, ma non posso certo dire che ne sia rimasto colpito. Le quattro canzoni che lo compongono sembrano scarti di THE WILL TO DEATH nonostante le composizioni risalgono a due anni prima. Ok, poco male. In ottobre mentre si rincorrono notizie sul ritorno in studio dei Chili Peppers, arriva il quarto cd della serie: INSIDE OF EMPTINESS. Il disco, seppur non sia un capolavoro, si fa apprezzare in maniera notevole per la grande carica elettrica che sprigiona la chitarra di John e per alcune composizioni che all’inizio degli anni ’90 avrebbero fatto gridare al miracolo. Con delle premesse del genere mi aspetto che A SPHERE IN THE HEART OF SILENCE fosse un disco altrettanto adrenalinico….macchè! Quando arriva la prima settimana di dicembre riesco ad avere con 20 giorni di ritardo una copia del disco e quando inizio ad ascoltarlo traccia dopo traccia non vedo l’ora che arrivi la fine. A mio parere il disco a questo giro risente pesantemente della continua voglia di sperimentare, di cambiare pelle, cosa che assilla John continuamente. Sono venute fuori sette composizioni a metà tra elettronica e rock, nello stile vicino a quello dei Radiohead. Ora aspettiamo per i primi giorni di gennaio CURTAINS quello che sarà l’ultimo capitolo dell'infinita saga del Frusciante solista. Con questo folle progetto ci ha regalato almeno un paio di grandi album che dimostrano come l’anima di quel grande ex supergruppo che erano i Red Hot Chili Peppers è lui. Una volta ascoltato CURTAINS non ci rimarranno infatti che pochi mesi all'uscita del nuovo LP in studio dei quattro losangelini. Ovviamente speriamo in un ritorno a quelle sonorità che ce li hanno fatti amare. Scusate la nota nostalgica.

*sir psycho sexy*

 

AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO DALLO STAFF DI VENICEQUEEN.IT