| [Dicono di loro] |
| Sin and Salvation |
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Traduzione dell'articolo
"TATTOED LOVE BOYS"
(DI DAVID FRICKE) ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Incontro Anthony Kiedis nella sala della sua casa di Los Angeles: ha il cuore in mano, letteralmente. Mi mostra, infatti, due cd dall’aspetto ordinario, ma che contengono le 28 canzoni del nuovo album doppio dei Red Hot Chili Peppers, Stadium Arcadium.. “Amore e donne, gravidanze e matrimoni, relazioni in crisi; sono le influenze reali e profonde di questo disco “, dice il cantante della band, nella sua voce profonda e riflessiva.
“Ed è stupendo ! – aggiunge subito dopo – perché non si è trattato solo di me, non è solo il fatto che sono innamorato che si riflette nei miei testi. E’ una cosa comune a tutta la band. Eravamo colmi di quell’energia che nasce quando ti innamori”. E quando continui ad esserlo…Kiedis, il bassista Flea, il chitarrista John Frusciante ed il batterista Chad Smith hanno impiegato circa due anni a scrivere, registrare e rifinire ossessivamente Stadium Arcadium, album spavaldamente psichedelico ma anche orecchiabile, pop. Nel frattempo Smith si è sposato (per la seconda volta) ed è diventato nuovamente padre, mentre Flea – che ha una figlia adolescente nata da un precedente matrimonio –ha avuto un’altra figlia, la neonata Sunny, dalla fidanzata Frankie Ryder. Kiedis e Frusciante sono ancora scapoli, ma impegnati. Frusciante frequenta una cantante, Emily Kokal. E, mentre intervisto Kiedis, accoccolato su una poltrona imbottita di fronte al caminetto, la sua ragazza, Heather, sta preparando il thè in cucina.
“In ogni canzone ci sono almeno un paio di versi che parlano d’amore”, afferma Kiedis. E me li mostra, esplorando pezzo dopo pezzo tutto Stadium Arcadium, sottolineando i riferimenti ai legami in generale e ad Heather in particolare, nelle ballate Desecration Smile e Hard to Concentrate, nel folk sonnecchiante di I”, nella funky Charlie. Cita le emozioni e le crisi descritte in So Much I, Wet Sand e C’mon Girl. Il primo verso di She’s Only 18 è nato quando Kiedis ha scoperto che ad Heather non piacciono i Rolling Stones:. “Una band amata da centinaia di milioni di fans e per lei non significano nulla – ridacchia – mi è sembrato un bel modo per iniziare una canzone”: Ma quando Kiedis, 43 anni, arriva alla velocissima e tormentata Torture Me, è come se qualcosa si spegnesse nei suoi tratti sexy, ancora giovanili:” A volte c’è un senso nel ringraziare l’universo per il dolore che ci dà, perché è solo in questo modo che si riesce a crescere. Se ti lasci bruciare dalla passione e dal dolore, non imparerai mai la lezione. “ Mi sembra che i primi vent’anni della band gli stiano passando sotto agli occhi: l’overdose che fu fatale al primo chitarrista, Hillel Slovak, nel 1988; la lunga ed estenuante battaglia dello stesso Kiedis con l’eroina negli anni 80 e 90; tutti i problemi che quasi misero la parola fine sulla carriera della band, proprio mentre raccoglievano gli allori del grande successo di BloodSugarSexMagik; i conseguenti e successivi sei anni di esilio e dipendenza di Frusciante; e la resurrezione con il trionfo di Californication, uscito dopo il ritorno del chitarrista nel 1999.
“E’ divertente ripensare alla nostra band nel passato”, dice Flea, il cui vero nome è Michael Balzary, e che divenne amico inseparabile di Kiedis dopo il loro primo incontro alla Fairfax High School di Los Angeles. “In ogni situazione, (morte, droga, l’abbandono di uno di noi) se siamo riusciti a fare quadrare i conti, è stato perché siamo stati generosi ed onesti. Quando invece le cose non sono andate bene, è perché non lo siamo stati”. “Devi desiderare amare al di sopra di tutto – insiste il bassista, 43 anni anch’egli – se c’è una cosa grande in questo disco, è l’amore per i nostri sbagli. Ecco cosa significa impegno. Per fare le cose in modo completo (per fare un grande disco, per vivere una vita piena), devi amarne ogni parte”.
Sempre nella sua sala, Kiedis parla di un’altra canzone del nuovo album, Snow ((hey ho)), un pezzo soft dall’inciso trascinante e le carte in regola per diventare un successo. La luce nei suoi occhi si riaccende: “ Parla di sopravvivere, di ricominciare – dice – ho incasinato tutto, ma ora ho carta bianca, come una distesa di neve, per iniziare da capo”.
Sei settimane dopo questo incontro, esce Stadium Arcadium. E l’amore conquista tutti. Il doppio cd debutta in vetta alla classifica SoundScam, vendendo più di 440.000 copie in una settimana. E, per i Red Hot Chili Peppers, è il primo album al numero uno, in una carriera ventennale.
Pomeriggio di fine marzo: i Chili Peppers si esibiscono in un mini concerto nella villa in stile spagnolo sul Laurel Canyon Boulevard. E' la stessa casa, trasformata in studio di registrazione dal produttore Rick Rubin, dove hanno registrato Stadium Arcadium e, quindici anni prima, BloodSugarSexMagik. Il concerto di oggi è riservato ad un pubblico di cameramen, tecnici del suono e dirigenti di Itunes, che venderà on line l'intero catalogo della band e che riprende questo concerto in esclusiva.
Ma il vero spettacolo è quello che i Chili Peppers fanno per se stessi: Flea, Smith e Frusciante improvvisano alla grande, occhi incollati l'uno all'altro, mentre la troupe prova i livelli sonori e le inquadrature. Smith mantiene un ritmo veloce e sostenuto dietro l'esplosione dei suoni wah-wah della chitarra di Frusciante; Flea scuote la testa con violenza a tempo con il suo basso r&b. Quando Kiedis irrompe nella stanza, inizia a scaldare la voce con una cantilena gutturale e si perde nel ritmo intorno a sè, improvvisando una spasmodica danza di guerra. "Non è per far scena - dice più tardi - devo solo chiudere gli occhi e ascoltare Chad. Se non lo facessi, sarebbe come recitare".
"Facciamo un gran casino - ammette Smith - ma non è che ognuno di noi si butta e non ascolta. Portiamo il tutto ad un livello superiore. " - e cioè nella composizione. I Chili Peppers compongono come una famiglia, votando all'unanimità, per lo più durante le jam sessions. Durante le jam, dice Rick Rubin "creano un elemento principale, una strofa o un ritornello e, partendo da quello, trovano i vari pezzi per comporre la canzone. La maggior parte delle band scrive molti riff e poi prova a metterli insieme per creare un pezzo. I Chili Peppers compongono in modo più organico, creando parti che armonizzino con altre parti già esistenti”.
" Non mi rendono facili le cose - dice Kiedis degli altri tre - riescono ad essere un trio impressionante di jazz fusion. Ma in qualche modo riesco a scovare le canzoni (Kiedis scrive i testi e le melodie vocali) per i grandi pezzi che fanno. Non è che io decida " voglio questo". Ci sono dei momenti di tacita riflessione, quando insieme ascoltiamo le varie parti e decidiamo cosa è meglio per la canzone".
E oggi, nella casa di Laurel Canyon, i Chili Peppers incominciano con Can’t Stop, da By The Way, l'album del 2002, e con Dani California, il primo singolo di Stadium Arcadium, con una forza che è funk, punk e heavy metal tutto insieme, ma che evoca anche i grandi del rock'n'roll come i Jimi Hendrix Experience e gli Who dell'era Live at Leeds. "Flea ed io ci siamo capiti dalla prima volta che abbiamo suonato insieme - dice Frusciante, che aveva solo 18 anni ed era un fan adorante dei Chili Peppers quando è entrato nella band, nel 1988 - c'era già qualcosa di importante. Ma ci abbiamo lavorato sopra. Flea una volta ha letto una cosa che Elvin Jones (il batterista jazz) disse riguardo all'alchimia che si crea con un'altra persona: "Devi desiderare di morire per un figlio di puttana””.
" Questa frase ha colpito tutti - continua Frusciante - perché più ci amiamo, più ci capiamo, più le nostre composizioni diventano profonde". I Chili Peppers sanno perfettamente che non si scrolleranno mai completamente di dosso la fama di idioti mezzi nudi dei loro primi anni e dei primi dischi. Smith ricorda una recente intervista: "Quel tipo mi ha detto "Grazie per i Limp Bizkit" ... a me ! a casa mia !!"
"Ci hanno fraintesi fin dall'inizio - salta su Kiedis quando si parla del loro passato (lo "spogliarello" sul palco fino a restare con un solo strategico calzino; inni testosteronici come "Party on your Pussy" da The Uplift Mofo Party Plan del 1987) - è passato abbastanza tempo e abbiamo dimostrato di cosa siamo capaci. Bisogna essere cretini a limitare i Chili Peppers solo ai " coglioni che vanno in giro nudi". E' stata un'esperienza spirituale - insiste Kiedis - fin dall'inizio".
Flea lo conferma. Ancor prima che lui e Kiedis fondassero i Chili Peppersnel 1983 (insieme al compagno di classe di origine israeliana Hillel Slovak e al batterista Jack Irons): "eravamo sempre insieme, in ogni momento, dal primo giorno di scuola nel 1977. Io ero un tipo strano, senza amici. Dicevano che ero un finocchio. Mia madre ricorda ancora il giorno in cui tornai da scuola dicendo "Mamma, per la prima volta ho trovato qualcuno con cui parlare davvero .. ""
Sia Flea sia Kiedis venivano da situazioni difficili, ma con percorsi diversi. Nativo di Melbourne, Australia, a 4 anni Flea emigrò a New York con la madre, la sorella ed il patrigno, un musicista jazz. La famiglia si spostò a Los Angeles quando Flea aveva 11 anni - alla stessa età Kiedis, nato a Grand Rapids, Michigan, si trasferì in città per vivere con il padre divorziato, John. Il padre di Anthony (un attore part time, noto come B. Dammett) non tardò ad iniziare il figlio alla Hollywood noir della musica, del sesso, dei film e delle droghe. Kiedis descriverà la sua bizzarra adolescenza con vividi dettagli nell'autobiografia uscita nel 2004, Scar Tissue.
Fin da subito, Flea e Kiedis non avevano segreti l'uno per l'altro. Parlavano di "tutto", dice Flea, ovunque fossero. "Facevamo escursionismo, ma portando la nostra roba in sacchetti di carta. Potevamo stare in montagna per dieci giorni, solo per camminare, un sacco a pelo in due. " Inoltre si dilettavano in piccoli furti, rubavano vasi di marijuana dai giardini di Hollywood. Disturbavano le vecchiette e si facevano di droghe pesanti.
"Eravamo un vero guaio - ammette Flea imbarazzato - ma c'era molto amore tra noi. Non ho mai pensato che fosse un'amicizia " passeggera"" , neppure quando la dipendenza da eroina di Kiedis peggiorò, mentre Flea se ne tirò fuori del tutto. " Sono sempre pronto ad affrontare i problemi, ma spesso ho pensato di lasciare" - e anche recentemente, rivela, durante la registrazione di By the Way, quando la tensione creativa tra Flea e Frusciante diventò personale.
"John voleva fare le cose a modo suo - spiega Flea - mi sembrava che non non gliene fregasse niente di quello che volevo io. Non mi sembrava più di stare in famiglia. " Flea aveva deciso di lasciare il gruppo dopo il tour di By the Way, ma lo aveva rivelato solo ai suoi più cari amici esterni alla band, pregandoli di non divulgare la notizia. Poi un giorno, in aeroporto "Stavo dicendo qualcosa a John e lui se ne esce con " lo so che ho monopolizzato le sovraincisioni sul disco. Non ascoltavo proprio nessuno "”. Flea decise di restare.
A dimostrazione di quanto (o quanto poco) sia cambiato tra i Chili Peppers, ormai arrivati alla mezza età, Flea non aveva mai rivelato la sua intenzione di andarsene a Kiedis, fino a poco tempo fa. " Io ed Anthony alterniamo periodi di grande vicinanza ad altri in cui non ci frequentiamo, soprattutto da quando siamo famosi. Ma una delle cose che mi ha fatto desistere dall'andarmene è stato il pensiero di doverlo dire ad Anthony. " (Smith non sapeva delle vecchie intenzioni di Flea fino a quanto non glielo ha detto il sottoscritto: "Davvero ? Lasciare la band? No! Non ne avevo idea ... !")
"E' parecchio tempo che non ci frequentiamo - confessa Frusciante, stropicciandosi distrattamente la barba da Gesù Cristo, una sera, nella sua casa sulle Hollywood Hills - forse ci conosciamo un po' troppo. Quando stai in una band, vivi la stessa vita. Fai gli stessi soldi. Vai negli stessi posti allo stesso tempo. E' troppo. E' meglio avere una vita propria per poterti creare una tua identità. Così quando ti rivedi, non sei nauseato dagli altri. "
Ed in effetti, è proprio così: Flea e Smith (che dividevano la camera nel primo tour, dopo l'arrivo del batterista dal Michigan, nel 1989) pensano di dividere un bus di papà, per sistemare le rispettive famiglie durante il prossimo tour negli USA. Flea e Frusciante, a turno, praticano la Vipassana, un tipo di meditazione bhuddista. "Non ci sono canti- spiega Flea - stai seduto tranquillo e osservi le immagini nella tua mente." Flea, solitamente un chiacchierone, è stato recentemente in ritiro dove è riuscito a non parlare per tre giorni interi. Quando si parla di religione, Kiedis, che è "pulito" da fine anni novanta, dice semplicemente: "Non mi interessano le sette e le etichette", anche se si sussurra che sia un seguace del misticismo ebraico della Kabbalah.
" Tutti noi abbiamo priorità diverse, adesso - dice Smith - Quando non sono con la band, voglio stare con Nancy e Cole (la moglie ed il figlio di un anno). Non ho bisogno di meditare con John per sentirmi vicino a lui. O di giocare a golf con Flea, anche se lo ho fatto e lo farò ancora." . Smith racconta che, nella pausa di 6 mesi del 2004, ha visto gli altri solo un paio di volte. "E' andata bene così, non è stato strano. Ho 43 anni. Voglio stare con la mia famiglia."
Ma quando i Chili Peppers hanno iniziato a scrivere Stadium Arcadium, nel settembre dello stesso anno, dice Smith "non vedevo l'ora di incominciare quelle dannate prove. Quello che stavamo tirando fuori era di ottima qualità. E ce n'era un bel po'."
Persino Kiedis è sorpreso dal suo attaccamento ai Peppers, soprattutto a Flea. "Recentemente ci siamo resi conto che era davvero un peccato non vederci più - dice - Mi aveva chiamato per invitarmi a fare cayak insieme. E io "" si, si, magari un altro giorno".
"Poi ho passato un brutto momento, circa due mesi fa, ho riscoperto delle cose di me che dovevo cambiare, e ho avuto questa rivelazione "quel ragazzo è importante per me. Non posso continuare a rispondergli "magari un altro giorno – dice Kiedis - Così ci frequentiamo di nuovo e adesso va davvero meglio".
La casa di John Frusciante assomiglia molto alla sua mente. Entrambe sono completamente dedicate alla musica. Nella sala di casa Frusciante, scaffali colmi di LP vinile toccano il soffitto; pile di cd creano strette trincee tra altri cd e chitarre buttati a terra. Sulle poche pareti rimanenti dipinti originali di Don Van Vliet, il cantante- compositore avant-rock meglio conosciuto come Captain Beefheart.
Durante l'intervista Frusciante cucina personalmente bistecche e verdure alla griglia, parlando animatamente delle sue attuali passioni: Hendrix, Mozart e la band inglese The Move, che ha scoperto grazie allo scomparso amico Johnny Ramone. "Ho una personalità dipendente" ammette John più tardi, rilassandosi su una pila di cuscini in sala, mentre parla, tra l'altro, della sua decisione di lasciare i RHCP nel 1992 e degli anni di quasi-fatale abuso di droghe che seguirono. " Ma quella parte di me va tutta a mio beneficio, perché mi permette di scrivere la musica che faccio".
In un gruppo di personalità strabordanti - l'elettricità da guerriero del frontman Kiedis; l'energia ipercinetica di Flea, sul palco e fuori; la bonomia da grande orso di Smith - Frusciante sembra l'uomo del quieto vivere, consumato dalla sua musica e dalla dedizione al gruppo. Conversando, parla senza limiti e confessa apertamente la sua fede nelle forze cosmiche ed il desiderio di trascendere tempo e spazio. "Molto spesso, quando Flea e Chad ed io suoniamo, abbiamo la sensazione che la musica fosse già nella stanza prima di noi, che ci stesse aspettando." E lo dice sul serio.
Già da teenager, Frusciante era certo del suo destino. "Sapevo che sarei stato un chitarrista rock. Quando gli insegnanti mi dicevano: - devi sapere fare altro, devi avere una rete di sicurezza - io sentivo che si sbagliavano." Con il permesso dei genitori, a 16 anni ha dato l'esame di maturità e lasciato la scuola. Due anni dopo era nei Chili Peppers.
"Quando rivedo la mia maturazione - da fruitore di musica a musicista - è chiaro che tutto indicava che sarei arrivato a questo gruppo", dice. A parte molti album solisti e collaborazioni con amici come i Mars Volta, estremisti del prog-rock, Frusciante, 36 anni, non ha mai suonato con altri gruppi se non con i Chili Peppers. Anche quando lasciò il gruppo, dice :"Non mi ero reso conto di come il mio modo di suonare avesse a che fare con Flea. Pensavo di essere bravo, con o senza di lui. Ma non era vero."
Oggi, Frusciante non è solo il chitarrista del gruppo. E' un arrangiatore la cui attenzione per le sovraincisioni e i backing vocals ha trasformato gli album dei Chili Peppers. La sua enciclopedica passione musicale è ovunque in Stadium Arcadium: nell'amorevole allusione a Hendrix nella esplosione di chitarra (alla "Purple Haze") alla fine di Dani California; nel riff ispirato in Readymade (tributo a Johnny Ramone, che amava la band); nelle numerose armonie pop anni 60 che Frusciante canta in entrambi i CD.
"E' come uno scienziato pazzo quando siamo in studio - dice Smith - e noi lo lasciamo fare.. " Ad un certo punto della registrazione di Stadium Arcadium, Frusciante ha dato a Smith un CD con 7 canzoni sulle quali aveva appena lavorato. " La voce era come quella dei maledetti Bee Gees - non male, ma non era quello che mi aspettavo ". La reazione della moglie di Smith è stata più istintiva "Whaow, bello !! "
"Una volta che le fondamenta di una canzone sono gettate, John la costruisce fine al tetto - dice Rubin, il produttore di ogni album dei Peppers da BloodSugarSexMagik- ma non si tratta di sperimentazione. Se John ha un'idea e la spinge a livelli estremi, gli altri lo riportano indietro"
"L'autostima di John è sempre stata ben nascosta - dice Kiedis - ma ora gli piace farsi sentire e questo dipende in parte dalla sua amicizia con i Mars Volta ". Il chitarrista dei Mars Volta, Omar Rodriguez-Lopez, e Frusciante si sono conosciuti durante un tour europeo un paio di anni fa, spiega Kiedis: “ Omar è un vero rocker e John ha deciso che era ora anche per lui di tirare tutto fuori. John è sempre stato capace di essere all'avanguardia, di suonare la chitarra in modo tagliente, quasi feroce. Ma non si sentiva di essere così: adesso lo sa. !"
Frusciante è figlio unico, nato a New York e cresciuto a Chatsworth, California, nella San Fernando Valley (adesso ha 2 sorelle e 2 fratelli, nati dai successivi matrimoni dei suoi genitori). Suo padre, John sr., era un pianista professionista che, dopo alcuni anni di tour ed una operazione alla schiena, diventò avvocato. Ora è giudice in Florida. La mamma di Frusciante, Gail, aveva studiato da cantante, ma, dopo la nascita del figlio, scelse di fare la mamma a tempo pieno.
"Sono un misto di tutti e due - dice orgoglioso Frusciante - Mio padre mi ha dato la passione e l'intensità. Mia madre l'orecchio e la voce. Ero certo che avrei esaudito quelli che erano i loro sogni ". Quando Frusciante lasciò la scuola e andò a vivere da solo a Los Angeles, si esercitava alla chitarra religiosamente ogni giorno. I suoi genitori gli passavano un mensile per pagare l'affitto.
Frusciante vide il suo primo concerto dei Chili Peppers a 15 anni, a Los Angeles. Non furono soltanto il funk e le buffonate sul palco a stregarlo. "Avevano una forza incredibile che ti faceva sentire grande. Facevano esplodere la sala. E' un potere unico: tu non sei diverso dagli altri finché non sali sul palco e tutti ballano grazie a te. Credo che sia questo il motivo per cui Anthony e Flea sono rimasti insieme - questo potere magico."
Nel 1988, dopo la morte di Slovak, Frusciante superò la timidezza per presentarsi a Kiedis e Flea, che lo raccomandarono a Bob Forrest dei Thelonius Monsters, che in quel momento stava cercando un chitarrista. Alla fine i due accompagnarono il nervosissimo chitarrista all'audizione - la sua prima ed ultima - e, dopo averlo visto suonare, decisero di tenerselo con loro.
Per Kiedis, che ancora non si era ripreso dalla morte di Slovak, Frusciante rappresentava un'ancora di salvataggio. La differenza di età e l'inesperienza da adolescente non contavano, dice Kiedis, " in un attimo diventò il mio chitarrista preferito ed il mio migliore amico. John ed io eravamo inseparabili. Ci vedevamo tutti i giorni per mangiare, fumare, andare a ragazze, giocare a pool [un tipo di biliardo, NdT]”. "Poi improvvisamente ci fu un cambiamento in lui - ricorda Flea - prima era un ragazzino ansioso di fare qualsiasi cosa per la band. Dopo BloodSugarSexMagic era come se pensasse " questi sono un branco di coglioni"". Era diventato un tossico perso, aveva deciso di vivere in quel modo - fu una decisione forte, la più estrema che io abbia mai visto. E ne ho viste molte".
" Erano tutte cose che non volevo più fare: andare a donne, fare il cretino - ma non sapevo come essere un artista, una persona creativa, fuori nel mondo. Potevo esserlo solo privatamente, a casa mia. " In poche parole, Frusciante raramente lasciava la sua camera.
"Avrei dovuto dire cosa sentivo, ma allora non mi sentivo molto vicino a loro - dice - Flea stava divorziando. Se me ne uscivo con qualcosa, saltava su: " Guardami ! la mia vita è rovinata.Tu sì che stai bene !" Ed era vero, paragonato ai suoi problemi." Frusciante afferma di non aver incominciato con l'eroina se non dopo BloodSugarSexMagik " Se me ne fossi andato non appena ne ho avuto il desiderio - afferma - sono certo che la mia vita sarebbe stata serena, solida”.
Frusciante è categorico sui suoi anni "sabbatici": "Non ero nell'oscurità più profonda". Racconta del suo isolamento, di come riusciva a dipingere e a scrivere con la stessa concentrazione con cui aveva imparato a suonare la chitarra. E' anche sincero sulla sua tossicodipendenza: " Ero senza vergogna. C'era un fornitore che aveva la migliore eroina persiana e la miglior cocaina. Quando l'ho conosciuto aveva trenta clienti. Li ha mollati tutti per servire solo me". "Tutta questa esperienza di drogarsi e di uscirne, io non la vedo come la maggior parte della gente - dice - Qualsiasi gioia nella vita ha a che fare con qualcosa che hai superato. Avevo le mie ragioni per farlo". Insiste Frusciante: " e ne avrei avute anche per non farlo. Il successo è, a modo suo, un mostro che ti dice "ora devi fare questo, ora quest'altro". E tutti fanno ciò che quel dannato mostro ti dice. Io sono uno di quelli che invece non lo ha ascoltato. Sono orgoglioso di me stesso per aver lasciato la band in quel momento".
Per colmo d'ironia, il ritorno di Frusciante alla salute (è disintossicato dal 1988) e nella band (grazie all'intervento di Flea) hanno aiutato Kiedis ad uscire allo scoperto. " Stavo lottando con me stesso quando è tornato - confessa il cantante - Ci ero ricaduto per l'ultima volta. Allora John è venuto da me e mi ha detto " Non farlo. Abbiamo troppe cose buone da fare insieme" Non mi stava giudicando, era solo una persona che aveva vissuto le stesse esperienze".
Ma, anche nella sua passione ardente per la musica e nel suo desiderio di eccellere, Frusciante è ancora lo stesso ragazzino che è saltato direttamente dalla sua cameretta all'olimpo del rock'n'roll. "Non mi sento un uomo adulto - ammette - Stadium Arcadium mi fa sentire come quando avevo 16 anni. Suono esattamente come avrei voluto fare allora. Solo che non avevo l'esperienza per farlo".
"Ho avuto una rivelazione circa due settimane fa - dice ad un certo punto Kiedis, quel pomeriggio nel suo salotto - mia madre è andata in pensione dopo 40 anni di lavoro nella stessa ditta. Quaranta anni". Ripete il numero a voce bassa: "Quaranta anni".
La mamma di Kiedis, Peggy, lavorava in uno studio legale del Michigan, Miller, Johnson, Snell&Cummiskey. "E amava il suo lavoro - dice Kiedis – erano quelli i suoi amici. Era utile, non si trattava di denaro. Era il suo scopo .Allora ho pensato: sono in questa band da 23 anni. Sono i miei amici. Non mi viene in mente nessuno che abbia fatto qualcosa per 23 anni. Mi chiedo: ma come cavolo ho fatto a fare la stessa cosa per 23 anni. Beh, è che noi tutti prendiamo dai nostri genitori, volenti o nolenti.".
Quando gli chiedo quali qualità ha ereditato dalla mamma, Kiedis risponde senza esitazioni: "Sopravvivenza. Forza. E' del Leone. E' tranquilla. E' la mia stabilità. Questo è un punto importante. Non è sbruffona né vistosa, queste sono le cose che ho preso da mio padre - e nemmeno è distruttiva e visibile come lui." "Ma è proprio questo che le devo, la capacità di resistere ad ogni costo. Nonostante gli alti e i bassi, i disastri ed i trionfi- dice convinto - E visto come vanno le cose, se dovessi fare delle previsioni per la band, credo che il meglio debba ancora arrivare."
Quando gli faccio notare che ha ancora 17 anni di Chili Peppers per raggiungere il record di sua madre, Kiedis si mette a ridere :" Non mi preoccupo di aver ancora 17 anni di band davanti a me !"
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Traduzione a cura di: Tatiana Musso, Dec06 |